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sabato 29 febbraio 2020

Recensione: IL SEGRETO DEL RIFUGIO di Mark Edwards



Una bambina scomparsa misteriosamente, un rifugio solitario per scrittori in cerca di ispirazione e uno scrittore di horror troppo curioso, sono i tre ingredienti principali di questo thriller dalle atmosfere oscure, ai limiti del paranormale, in cui il clima di mistero e terrore ruota attorno a quelle ataviche paure dell'infanzia basate su racconti inerenti creature mitiche, fantasmi e case infestate.


IL SEGRETO DEL RIFUGIO
di Mark Edwards


Amazon Crossing
Trad. R. Maresca
384 pp
Febbraio 2020
Lily ha otto anni e un sogno: che i suoi genitori tornino a volersi bene, smettendo di litigare e gridarsi reciprocamente brutte parole.
Sono forse sul punto di lasciarsi?
Se solo lei potesse sparire per un paio d'ore, procurare loro un bello spavento così che possano rendersi conto di quanto i loro litigi la facciano star male! Forse capirebbero che l'unica cosa che conta è tenere unita la famiglia!
Il desiderio inconfessato di Lily, purtroppo, viene esaudito: durante una passeggiata con i genitori presso il fiume vicino casa, lei viene rapita; credendo che sia finita nelle gelide acque del lago, il padre si getta in acqua per cercare la figlia, ma annega, sotto gli occhi spaventati della moglie, Julia.
La donna, in un sol giorno, perde marito e figlia.
Ma se il corpo di lui viene ritrovato, quello della bimba no, nonostante vengano setacciati il fiume e le zone boschive circostanti: il corpo di Lily non viene ritrovato. 
Che ne è stato di lei?
La madre sente dentro di sè che la sua piccola è viva e nutre la segreta speranza che un giorno possano ritrovarla.

Due anni dopo, Julia ha fatto della sua casa un rifugio per scrittori, non tanto e non solo per tirare avanti economicamente, ma soprattutto per tenersi impegnata e per non vivere da sola in una casa vuota (isolata) e piena di ricordi.

Quando arriva nel rifugio di campagna, Lucas, autore di romanzi horror in cerca di ispirazione per il nuovo romanzo da consegnare a breve al proprio editor, vi trova già degli ospiti, cioè tre scrittori (due donne e un uomo), con i quali cerca di fare amicizia.
Nella casa, però, cominciano ad accadere da subito cose inspiegabili: rumori strani provenienti da punti indefiniti dell'abitazione, filastrocche cantate dal una vocina di bambina, oggetti che spariscono...

Cosa sta succedendo? Quale spiegazione razionale c'è alla base di questi strani fenomeni?

Lucas è tornato a Beddmawr - località in cui è cresciuto - per trascorrere un periodo sereno così da scrivere il libro e cercare di staccare da una quotidianità che gli ricorda una forte perdita affettiva.
Non molto tempo prima, infatti, Lucas ha perso tragicamente la propria fidanzata Priya e da allora la vita ha assunto i caratteri di un fardello pesante da portare e sopportare; ha perso slancio, voglia di vivere, di essere felice, motivazioni.

Eppure, non appena viene a sapere che anche la giovane e bella padrona di casa ha vissuto un lutto - anzi due, se consideriamo Lily -, Lucas prova un'immediata empatia , comincia ad interessarsi al caso e decide di assoldare una detective privata per indagare sulla scomparsa della bambina.
Interesse che, in pochi giorni, si trasforma in una vera ossessione: e se quello di Julia circa la figlia non fosse solo una forma di autoconvincimento tipico di una madre che non accetta di aver perso anche la propria creatura, ma un sesto senso da verificare? 
Lucas vuole scoprire la verità e, supportato dall'investigatrice Zara, inizia a far domande - scomode per alcuni - in giro.
Nel frattempo, gli eventi inquietanti e misteriosi, che continuano a verificarsi tra le mura del rifugio, stanno minando la pace di tutti i suoi ospiti.
La prima ad esserne turbata è la scrittrice Karen, la quale rischia una crisi isterica che neanche l'erba che fuma di continuo riesce a spiegare: sente una voce in camera che le dice: "Non sei la benvenuta qui" e questo le mette comprensibilmente addosso una grande inquietudine.
Allucinazioni uditive frutto delle canne?
Il punto è che pure Lucas sente, dalla camera accanto alla sua - sempre chiusa, inaccessibile e che è appartenuta a Lily -, una voce infantile che canticchia una canzoncina in gallese...
Siamo in presenza di un caso di suggestione collettiva?

A complicare le cose si aggiunge l'improvviso abbandono del caso da parte dell'investigatrice assoldata da Lucas, Zara: la donna, dopo aver raccolto qualche piccola informazione conversando con alcuni uomini del post, si è volatilizzata.
Allo scrittore la cosa puzza e non poco, ma ormai vi è dentro con tutte le scarpe, così, lungi dallo scoraggiarsi, continua a indagare, coinvolgendo la stessa Julia.
Parlando con la gente del posto, viene a conoscenza di un'antica e sinistra leggenda riguardante la Vedova Rossa, una sorta di strega malefica che ogni trentacinque anni pretende in sacrificio un'anima innocente - un/a bambino/a - di cui nutrirsi per placare la propria diabolica malvagità.
La cosa preoccupante è che... tale leggenda, nel piccolo paese gallese, è ormai così radicata tra i cittadini da essersi trasformata in qualcosa nel quale essi credono fermamente!
Le storie su questa vedova maledetta e mangiatrice di bambini non è soltanto un raccontino per spaventare i piccoli, ma è qualcosa cui addirittura gli adulti sembrano credere.

Intanto nel rifugio arriva un'altra ospite, Ursula, che dice di parlare con i morti e di avere dei messaggi importanti per Julia: il proprio spirito-guida sa cosa è successo alla bimba e, fatto ancor più grave, Julia pare dar credito alle parole di Ursula...

Lucas è sconcertato: possibile che in questo paesino le persone credano davvero nelle streghe, nei fantasmi che infestano case ritenute maledette, in creature delle tenebre che rapiscono e mangiano i bambini?

Sembra irrazionale - anzi, lo è, decisamente - ma Lucas dovrà fare i conti con questa realtà: a Beddmawr la storia della Vedova Rossa è più che una leggenda di paese.
E' chiaro che lui, da soggetto razionale e non facilmente suggestionabile, non si smuove dal presupposto che tali fenomeni paranormali NON esistano (o che comunque ci sia sempre una spiegazione "scientifica" anche per ciò che sembra sovrannaturale), e infatti c'è da capire se qualcuno male intenzionato non abbia usato in passato (prima di Lily, trentacinque anni prima un'altra povera bimba è anch'essa scomparsa misteriosamente...) le credenze popolari per commettere azioni criminose.
In tal caso, è facile immaginare come questo qualcuno abbia tutto l'interesse affinché certi segreti restino tali e non vengano a galla.
Ed è disposto a tutto perché le persone (più ingenue e credulone) continuino a credere che gli eventi infausti e le sparizioni di minori siano da attribuire alla Vedova Rossa che vive nei boschi.
Gli eventi narrati si svolgono due anni dopo ciò che è raccontato nel prologo, in cui assistiamo al misterioso rapimento di Lily (chiaramente non ci vien detto chi l'abbia presa); di tanto in tanto l'Autore, attraverso dei flashback, riporta l'attenzione sulla bambina, narrandoci ciò che è accaduto prima della sua sparizione, così da farci comprendere quanto sia incisivo l'aspetto della credenza popolare circa la Vedova sullo sviluppo dei fatti.
Io non amo alla follia i romanzi con elementi sovrannaturali - spettri, fantasmi, case infestate... - ma in questo caso li ho apprezzati perché essi fanno solo da "specchietto per le allodole", nel senso che il thriller resta tale, non si trasforma in un horror paranormale, e grazie all'approccio razionale e lucido del protagonista, comprendiamo che non è interesse dell'Autore lasciare il lettore col dubbio che nel rifugio ci siano davvero eventi paurosi e di origine demoniaca, tutt'altro.
Tra queste pagine viene fuori come certe credenze e convinzioni assurde possano influenzare i comportamenti di persone impressionabili, che si tratti di bambini o di adulti, e rischino di mettere in moto meccanismi nefasti difficili poi da fermare, proprio facendo leva sulle superstizioni e le paure ataviche, che di sovente sono racchiuse proprio nei miti e nelle leggende.

L'atmosfera sinistra e ricca di mistero è intrigante e stuzzica la curiosità del lettore, che si ritrova a seguire con interesse l'evolversi delle vicende, fino ad arrivare gradualmente alla sua spiegazione, che costituisce un colpo di scena.
Il finale lascia addosso una sensazione di inquietudine e induce a riflettere su come l'incontro (forzato) col Male possa cambiare una persona, instillandosi pericolosamente in essa e rubandole l'innocenza.

Ho trovato questo thriller coinvolgente, con molti momenti di suspense, con un'ambientazione accattivante e uno sviluppo degli avvenimenti che stimola, di capitolo in capitolo, la curiosità di andare avanti nella lettura per dare una spiegazione a ogni segreto e mistero.
Consigliato!


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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz