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lunedì 28 giugno 2021

Recensione: LA PAURA COME STRUMENTO DEL POTERE di Roberto Di Molfetta

 

Al centro di questo breve saggio c'è la domanda: in che modo la paura viene usata per controllare e manipolare le masse? Se ciò avviene, di quali meccanismi ci si serve? È possibile individuarli e sottrarvisi, mantenendo il controllo su se stessi, sulla propria mente e le proprie emozioni?



LA PAURA COME STRUMENTO DEL POTERE
di Roberto Di Molfetta

79 pp
"La paura è una delle più potenti emozioni che attraversano la società. Essa può fare riferimento a un pericolo reale o immaginario, imminente o possibile, suscitare allarme o generare comportamenti di lotta o di fuga".

Da sempre, sfruttando al massimo la paura dei popoli, il potere ha cercato di sottomettere le masse al proprio volere, e questo anche in un regime di apparente democrazia.
Se gli individui hanno paura e si sentono minacciati nella propria incolumità, divengono sempre più disposti ad affidarsi a chi, dall'altro del proprio potere (economico, politico, sociale...) promette soluzioni (in realtà sono funzionali ai loro interessi) alla paura.
Precarietà è la parola d'ordine del nostro tempo: tutto è in crisi, dall'economia alla politica, dal sistema di valori tradizionali alla sicurezza personale e collettiva.

È fuor di dubbio che viviamo tempi in cui ci si sente costantemente sotto minaccia, che sia a causa del terrorismo di matrice islamica o delle pandemie mondiali; cosa fare per cercare di superare la paura e sentirsi al sicuro? È consigliabile affidarci ai saggi provvedimenti di chi ci governa, che ne sa certamente più e meglio di noi?

L'uomo angosciato, smarrito, impaurito, tende a diventare pecora e a seguire passivamente il gregge, che a sua volta segue ciecamente il pastore (il potere).
Non c'è niente di più facile che influenzare l'opinione pubblica in condizioni come queste (panico, terrore), giocando appunto sulle paure degli esseri umani.
La paura è un'emozione basilare e istintiva, che ovviamente può essere positiva quando ci protegge e ci garantisce la sopravvivenza, ma che può divenire deleteria quando è condizionante e, soprattutto quando si trasforma in un'arma nelle mani del potere.

"Governare per mezzo della paura, anche contro i principi ideali della democrazia, è l'ultimo gradino della decadenza della politica" (C. Mongardini)

L'intento dell'autore, con questo scritto, è incoraggiare i lettori a stimolare  e tener desta la propria coscienza critica, perchè colo così è possibile spezzare le catene della paura; si cita, a tal proposito, un autori come Bauman, che parla di demone della paura, la quale ha origine proprio dall'insicurezza del presente e dall'incertezza del futuro.

L'autore si sofferma, quindi, su questa emozione primaria, sui suoi diversi gradi (panico, fobia, terrore ecc), su come i media siano in prima linea nel diffondere questa emozione dando molto spazio a notizie sempre (e solo) allarmanti; si menzionano i fatti dell'11 settembre 2001 e come essi abbiano davvero cambiato il mondo, perché da allora i provvedimenti, a livello internazionale, per contrastare ad es. il terrorismo sono stati più decisi e stringenti, portando a mettere in atto diverse misure di sorveglianza molto rigide e che di fatto limitano le libertà individuali; questo cedere le nostre libertà è stato perlopiù accettato come una cosa positiva in quanto il pensiero diffuso è che, in cambio, abbiamo ricevuto una maggiore sicurezza personale e collettiva. Che sarà mai qualche controllo in più se però posso stare più tranquillo?

Interessanti le pagine concernenti l'Istituto Tavistock, i cui studi e ricerche sui disturbi mentali - condotti sui soldati britannici che avevano combattuto nel primo conflitto mondiale - avevano l'obiettivo di individuare il punto di rottura oltre il quale la personalità dell'individuo può essere facilmente manipolata e abbattere ogni forma di resistenza psicologica.
Questo istituto è diventato famoso per gli studi e le tecniche di manipolazione mentale; stesso discorso per le tecniche di controllo mentale approntante, ad es., dal progetto Monarch, che mira a creare individui mentalmente schiavi attraverso metodi brutali e crudeli.

Insomma, è un libro piccolo e scorrevole, senz'altro, con un argomento di base intrigante, attuale, che può catturare l'interesse di non pochi lettori (e non necessariamente complottisti ^_ - ); di negativo (per quanto mi riguarda) c'è che l'ho trovato un po' ripetitivo e mi pare di aver capito che, in fin dei conti, l'Autore abbia in pratica preso una serie di articoli (in web e non solo) e riportati, con l'aggiunta di riflessioni personali; dal punto di vista della forma, trovo che sia, come dire..., un po' frettoloso e poco accurato.
Se vi attira l'argomento, potreste dargli un'occhiata.

2 commenti:

  1. Molto interessante, l'argomento. Ci farò un pensierino. Grazie per la segnalazione.

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    1. Infatti sì, l'argomento ha stuzzicato la mia curiosità ;-)
      Grazie a te!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz