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lunedì 15 novembre 2021

Recensione: OTELLO E LA MALEDIZIONE DEGLI HOTEL di Pablo Ayo



Un tranquillo e geniale informatico è perseguitato da una maledizione che lo porta a incappare in terribili sfortune ogni volta che varca la soglia di un hotel. 
Come se questo non bastasse, a rendere la sua esistenza un susseguirsi di avventure mirabolanti e incredibili è l'inganno che la sua fidanzata e un vecchio amico stanno tramando alle sue spalle.


OTELLO E LA MALEDIZIONE DEGLI HOTEL
di Pablo Ayo


384 pp
Puoi essere intelligente e pratico con l'informatica quanto ti pare, ma se la dea bendata si dimentica di te e ti volta le spalle, sei solo uno sfigato al quale non ne va mai bene una e che, prima o poi, rischia di trovarsi nel guai.

È ciò che succede a Otello Bonacasa, vittima di una maledizione di gioventù per cui gli hotel portano sfortuna; a mandargliela è stato un ex-compagno di scuola, Evaristo, il bullo del liceo, che ai tempi gli diede il soprannome di “Hotello con l’H”. 

Negli anni, il povero Otello ha cercato di non tentare la sorte evitando di avvicinarsi a alberghi, pensioni, B&B e soprattutto hotel, e infatti pian piano le cose sono andate meglio: è diventato un informatico di successo ed è a capo, assieme all’amico Marco Trifoldi, dell’azienda “Cloud 9”. 

La fortuna ha preso a sorridergli e l'uomo si è ritrovato con un sacco di soldi, un lussuoso appartamento e una fidanzata bellissima: Alisa. 

Tutto stava andando benissimo, fino a quando non si è recato negli Emirati Arabi per presentare il suo nuovo progetto agli azionisti; va ad alloggiare nell’Hotel più bello di Dubai, l’Atlantis, ma la maledizione torna a colpirlo e con che intensità! In poco tempo si vede costretto a sfuggire alla polizia del posto che lo sta cercando per un carico di quasi venti chili di droga!
Poco importa che non sia la sua e che il povero Otello sia ricercato come spacciatore senza neppure capire il come e il perché: ciò che conta è fuggire per tornare in Italia e tentare di risolvere quello che di certo è un fraintendimento.

Ma le cose si mettono ancora peggio: viene tradotto in carcere a Rebibbia, dove fa amicizia con alcuni detenuti e rivede Evaristo (l'autore della maledizione); grazie all'aiuto di alcuni amici (tra cui la brasiliana Julia, bellissima e soprattutto fedele e sincera), riesce a scappare per poi scoprire che in tanti sono sulle sue tracce: sicari della Camorra, narcotrafficanti colombiani  e malavitosi romani..., tutti lo cercano e questo non promette nulla di buono!
Ma come è possibile che un uomo mansueto, buono e gentile come lui, incapace di commettere reati, sia nientemeno che inseguito da polizia e criminali?
Chi sta cercando di incastrarlo?
Otello deve riuscire a scoprire chi c'è dietro questa baraonda e, supportato dagli incredibili e simpatici personaggi incontrati in carcere - il gigante polacco Baby Wachowsky, il vucumprà Sahid, il falsario veneto Bepi, il contrabbandiere ligure Ceschìn e il già citato Evaristo - e da Julia, cercherà di restare in piedi nel vortice della tempesta che si è abbattuta su di lui.

Quello che non sa - ma che inevitabilmente scoprirà - è che a volere la sua completa rovina sono due persone a lui molto vicine e di cui si fidava; invece queste canaglie vogliono approfittare dei geniali  risultati informatici di Otello per arricchirsi in modo empio e malvagio, e sono intenzionati a far fuori chiunque si metta sul loro cammino.

Riuscirà Otello ad averla vinta su tutti gli eventi sfortunati che lo perseguitano e su quelle persone che vogliono affossarlo ingiustamente? Una cosa è certa: non è da solo in questa avventura rocambolesca, perché chi gli vuol bene davvero gli è accanto e ci resterà fino alla fine.

Questo romanzo di Pablo Aya è stato un vero spasso: divertente, vivace, ricco di dialoghi arguti, pimpanti, con un ritmo spumeggiante e dei personaggi imprevedibili, che fanno sorridere il lettore per le loro caratteristiche (il modo di parlare ed atteggiarsi sempre un po' sopra le righe) colorite ed espressive e perchè ciascuna dà il proprio contributo a rendere le vicende godibili, piene di imprevisti e buffe.

Ad Otello ne succedono di tutti i colori, proprio a lui che è un bonaccione senza colpe, e il suo essere così innocente mette in risalto la crudeltà e il cinismo di chi vuol fargli le scarpe.

Il linguaggio riflette tutta la varietà dei bizzarri ed estrosi personaggi che lo affiancano - come alleati o nemici - nelle vicissitudini che lo vedranno coinvolto, che siano i loschi spacciatori dell'America Latina o gli amici romani o veneziani; il finale mi ha lasciata piacevolmente sorpresa e con un sorriso sulle labbra, come del resto è successo durante tutta la lettura di questo libro che scorre come un film  sagacemente divertente e scoppiettante.

4 commenti:

  1. Ciao Angela, non conosco il romanzo ma mi sembra una storia davvero spassosa :-)

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  2. Trama intrigante ma al contempo anche un po' inquietante

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    1. È una storia piuttosto simpatica, Daniele, fa passare qualche oretta di svago :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz