lunedì 21 settembre 2020

Il 21 settembre 1832 moriva Sir Walter Scott



Sir Walter Scott è nato a Edimburgo il 15 agosto 1771, pur avendo studiato come avvocato, è sempre stato attratto dalla scrittura; il suo interesse letterario era inizialmente rivolto alle ballate e infatti la sua prima importante pubblicazione fu The Minstrelsy of the Scottish Border (1802–3), una raccolta in tre volumi di canzoni e poesie tradizionali. 


Da bambino Scott contrasse la poliomielite e temporaneamente perse l'uso della gamba destra; trascorse i suoi primi anni di vita nella fattoria paterna di Sandyknowe, villaggio ubicato in una zona chiamata Border, al confine tra Inghilterra e Scozia; era un'area piuttosto isolata, ma ricca di un grande repertorio di leggende e racconti di avventure, che stimolarono moltissimo la fantasia del ragazzino.
Un secondo periodo di cattiva salute, importante per la sua formazione di futuro scrittore, lo vide in convalescenza a Kelso, dove imparò ancora di più sulle vecchie canzoni e sul folklore della regione. 

Il titolo di Baronetto lo ricevette dopo aver contribuito al rinvenimento dei gioielli della corona scozzese.
Per 111 anni, infatti, i preziosi gioielli di stato della Scozia (gli Honours of Scoltand) sembravano essere irrimediabilmente perduti. Ma grazie allo studio dettagliato della storia scozzese, Scott aveva intuito che essi potessero essere nascosti in una stanza murata del Castello di Edimburgo.
Quando chiese al principe reggente (il futuro re Giorgio IV) di cercarli lì, il principe acconsentì perché gli piacevano gli scritti di Scott. Nel 1818 abbatterono il muro e trovarono la corona, lo scettro e la spada di stato rinchiusi in una vecchia cassa di quercia. Come ricompensa, Scott fu appunto premiato col titolo di Baronetto.

Sapete a chi dobbiamo la diffusione della parola glamour? Proprio a lui, al romanziere Walter Scott, che per primo la introdusse in letteratura.
Essa è una variante dello scozzese gramarye, cioè 'magia, incantesimo', un'alterazione dell'inglese grammar, 'grammatica'.

A lui dobbiamo anche l'aver coniato la frase "Wars of the Roses", usata da Scott per riferirsi alle guerre dinastiche del XV secolo, tra le case reali di Lancaster e York.

Nel 1814 Scott pubblicò il suo primo romanzo, Waverley, che ebbe un enorme successo Ambientato durante la rivolta giacobita del 1745 , è considerato il primo romanzo storico ed è anche l'unico ad avere una stazione ferroviaria intitolata ad esso! 
Waverley fu pubblicato in forma anonima, poiché all'epoca le storie e i romanzi erano considerati inferiori alla poesia, e Scott non voleva danneggiare la propria reputazione. 

L'ultimo romanzo di Scott, The Siege of Malta, è stato pubblicato per la prima volta solo nel 2008. Sebbene sia stato scritto nell'ultimo anno di vita di Scott, 1831-32, questo non vide la luce se non 175 anni più tardi. E' un romanzo storico incentrato sugli eventi del Grande Assedio di Malta da parte dei turchi ottomani nel 1565. 

Ma sicuramente uno dei suoi romanzi più celebri è IVANHOE (1819), che ha contribuito al mito dell'affascinante fuorilegge "Robin di Locksley", meglio conosciuto come Robin Hood.
Si dice che la prima studentessa universitaria ebrea negli Stati Uniti, Rebecca Graz di Filadelfia, sia stata l'ispirazione per il personaggio di Rebecca, figlia di Issac di York.
Questo bellissimo romanzo racconta l'eroica storia del cavaliere sassone Wilfred di Ivanhoe, che ritorna dalla Terza Crociata con Re Riccardo I e deve cercare di sventare il tentativo di Giovanni, il fratello del re, di usurpare la corona quando Riccardo viene preso in ostaggio.

Lo scrittore comprò la bellissima dimora Abbotsford - situata nella regione scozzese del Borders presso Galashiels, sulla sponda sud del fiume Tweed - nel 1811, impiegò tempo e denaro per abbellirla ma sfortunatamente abitò nella sua residenza solo un anno a causa di una crisi economica che lo colpì nel 1825,  quando purtroppo la casa venne ipotecata.


Abbotsford 



Scott morì ad Abbotsford il 21 settembre 1832, all'età di 61 anni. Fu sepolto a Dryburgh Abbey, un'abbazia situata nei pressi del villaggio scozzese di Dryburgh, nell'area di consiglio degli Scottish Borders.










Fonti consultate per il post:

https://interestingliterature.com/
https://airhouses.com/
https://www.nms.ac.uk/
Wikipedia
http://manoflabook.com

domenica 20 settembre 2020

Libri che diventano film

 

Lasciami andare è un film diretto da Stefano Mordini ed è l'adattamento cinematografico del romanzo  Sei tornato di Christopher Coake; il film è interpretato da Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa e Serena Rossi. 


Marco e Anita sono una coppia che aspetta felicemente un bambino. Marco è estremamente felice della nuova nascita, soprattutto dopo la morte del suo primogenito avuto con la la prima moglie. 
I due dopo aver divorziato hanno abbandonato la casa in cui vivevano, ma un giorno Marco riceve la telefonata della nuova proprietaria dell'appartamento che dice di sentire la presenza di un bambino in casa.
 Al cinema dall'8 ottobre 2020.



Storm Boy - Il ragazzo che sapeva volare è basato sul romanzo del 1976 Storm Boy di Colin Thiele, riadattato ai giorni nostri e diretto da Shawn Seet.

Racconta la storia di Michael Kingley, un uomo d'affari anziano, ormai in pensione, che si diletta a trascorre il tempo tra uffici e in compagnia dei suoi nipoti. L'uomo inizia ad avere ricordi sfocati della sua infanzia, immagini di un passato lontano alle quali non riesce a dare forma. Un tempo dimenticato e così distante da quello che è diventato, che fatica a ricordare.
Ricostruendo il filo narrativo di quei ricordi evanescenti, Michael racconta a sua nipote la sua infanzia, di quando viveva in un paesino nei pressi del mare insieme al padre. Ma soprattutto la sua narrazione si sofferma a quando, da bambino, ha salvato un pellicano orfano, il signor Percival,
Nel cast: Geoffrey Rush, Finn Little, Jai Courtney, Erik Thomson, Brad Williams, Natasha Wanganeen, Trevor Jamieson, Morgana Davies. Al cinema dal 5 novembre 2020.



Ho letto, infine, in web che sarà tratto un film anche dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio, L'Arminuta, con la regia di Giuseppe Bonito e sceneggiatura di Monica Zapelli.
Il film è in lavorazione, tant'è che sono aperti i casting. 

Il romanzo, ambientato negli anni settanta in un Abruzzo luminoso, ruvido e dolente, racconta la storia di una ragazzina di tredici anni che tutti chiamano l’Arminuta (in dialetto abruzzese significa la ritornata) che da un giorno all’altro scopre di non essere la figlia delle persone con cui è cresciuta e si trova restituita alla sua vera famiglia. 
Dietro la porta della nuova casa la attende un mondo nuovo, estraneo e rude che sembra appena sfiorato dal progresso (RECENSIONE)


Fonti:

Coming Soon
https://www.filmitalia.org/

sabato 19 settembre 2020

Cover Reveal: "Una nota nel cuore - Marta e Joseph" di Ilaria Mossa



Buongiorno lettori, oggi vi presento in anteprima un romance in uscita il 30 settembre (preordine a partire dal 23):  



Una nota nel cuore - Marta e Joseph 
(Prequel)
di Ilaria Mossa


autopubblicato
2,99 euro
Alla Moz-Art è tempo di prime volte e cuori in subbuglio. Sono gli anni Novanta e in America si respira una certa aria di ribellione e cambiamento che non fatica a riversarsi anche sugli adolescenti. 
Marta non ha mai conosciuto un ragazzo introverso, dagli occhi dolci e la capacità di ascoltare come Joseph. Anzi, i tipi come lui nemmeno li guarda. Di solito.
Ma, come spesso accade nella vita, l’amore si rivela nei luoghi più inaspettati.
I genitori di Marta, però, non vedono di buon occhio quel ragazzo insicuro, povero, così diverso da ciò che si aspettano per la propria bambina.
Così, fra pazzie e incertezze, Marta e Joseph dovranno fare i conti con il futuro per capire se il cuore ha
la priorità o gli ostacoli sono troppo grandi da superare.

Il libro contiene lo spin off “18 anni dopo”!


Estratto

Dopo quella sera, capii che l’amore era un processo lento, come un virus che ti entra nella pelle quando meno te l’aspetti e poi, all’improvviso, ti ritrovi con un mal di pancia atroce. Da un giorno all’altro, ti ritrovi ad amare una persona ma non sai nemmeno quando è iniziato, qual è stata la causa scatenante. Succede e basta. Il tuo cuore batte all’impazzata quando sei insieme a lei ma non capisci in quale esatto 
momento ha iniziato ad accelerare. 



L’autrice.
Ilaria Mossa è nata a Bari il 20 ottobre 1993. Grazie alla piattaforma Wattpad, nel 2016, si è innamorata della scrittura e ora non può più farne a meno. “Una nota nel cuore” è il suo romanzo d’esordio.

CONTATTI:
 
Facebook: www.facebook.com/MossaIlaria
Instagram: www.instagram.com/ilarymossa
Twitter: twitter.com/ilary933
Wattpad: www.wattpad.com/user/Ilaria_Mossa
Email: mossailaria@gmail.com

venerdì 18 settembre 2020

Novità Armando Editore - Collana Inchieste


Vi presento alcune pubblicazioni Armando Editore, tutte appartenenti alla collana Inchieste.



Il delitto di via Poma trent’anni dopo
di Igor Patruno


14,00 euro
Il delitto di via Poma è, forse, il cold case italiano del dopoguerra più noto e più popolare. 
Avvalendosi della lettura delle carte giudiziarie, l’Autore indaga il dettaglio introspettivo dei personaggi, mette in evidenza fatti e circostanze nel contraddittorio accavallarsi delle dichiarazioni rese dai testimoni, nelle risultanze delle lunghe inchieste, altrettanto contraddittorie. 
Il racconto, coinvolgente ed emotivamente toccante, si snoda dalle ultime settimane di vita di Simonetta fino ai fallimentari esiti giudiziari, passando per la ricostruzione del delitto.

L'autore.
Igor Patruno, giornalista e scrittore. Dopo la laurea in Filosofia partecipa all’epopea delle radio libere a Roma. Dal 1984 al 1985 collabora in Rai come autore e conduttore al programma Appuntamento del sabato. Esordisce nel 1983 come scrittore con il romanzo Passaggi, ristampato nel 2011. Organizza, nel 2006, 2007 e 2008, il Festival Internazionale della Filosofia di Roma. Nel 2007 collabora alla realizzazione di Hi! Tech. Festival dell’innovazione. Lavora come freelance nel mondo dell’innovazione e della comunicazione.
Nel 2019 cura con Giuseppe Garrera la mostra: Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia. Nel giugno dello stesso anno organizza il Roman Poetry Festival. Quarant’anni dopo il Festival Internazionale dei Poeti di Castel Porziano. Nel 2020 cura con Giuseppe Garrera la mostra: Tu parlavi una lingua meravigliosa. Quando la canzonetta divenne poesia. Ha pubblicato: Via Poma, La ragazza con l’ombrellino rosa (2010), e i romanzi I campi di maggio, (2015) e Sotto il cielodi Spagna (2019)
.




UN MOSTRO CHIAMATO GIROLIMONI
di Fabio Sanvitale, Armando Palmegiani


Roma anni ’20, in città si aggira un mostro che aggredisce le bambine. Dal fascismo arriva un ordine: fermatelo! Gino Girolimoni, il perfetto capro espiatorio. 
La storia del primo serial killer romano.
Gino Girolimoni: un nome che a Roma vuol dire infame. Il nome di chi avvicina le bambine, le
176 pp
15 euro
cerca, le vuole, le prende. 
Un nome usato ancor oggi. Già, ma chi era davvero Gino Girolimoni?
Un uomo benestante, coinvolto nella Roma degli anni Venti in una storia molto più grande di lui, così, dall’oggi al domani. 
Arrestato, accusato di ben sette tra stupri e omicidi a danno di bambine. 
Peccato che Girolimoni fosse completamente innocente, peccato ogni prova fosse inventata di sana pianta per placare l’isteria, la follia che ormai s’era impossessata dei quartieri della città, della gente. 
Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, con l’aiuto di esperti di primo piano, ricostruiscono la vicenda dandone il quadro storico e criminologico completo. 
Rifacendo le indagini, passo passo, strada per strada, sospetto per sospetto, con le tecniche investigative di oggi.





2 agosto 1980. La strage di Bologna. 
Scienza e coscienza di un massacro
di Imma Giuliani

-
La verità processuale ha la pretesa di essere un’oggettiva ricostruzione di un fatto, ma solo la scienza può stabilire situazioni ed eventi che appartengono al reale. 
Ed è per questo che all’interno dei tribunali si fa sempre più ricorso all’esperienza dei tecnici. 
Dopo tanti racconti e verità processuali ciò che accadde a Bologna il 2 agosto 1980 può essere arricchito alla luce di nuove interpretazioni scientifiche. 
Senza paura di riconoscere verità scomode o confermare ciò che è gia stato acquisito. 
Questo libro parla dei fatti che quella mattina del 2 agosto 1980 sconvolsero la vita di chi era presente a Bologna e dell’Italia intera.












giovedì 17 settembre 2020

Narrativa italiana || Prossimamente in libreria (settembre-ottobre 2020)

 

Ecco alcuni prossimi arrivi in libreria (narrativa italiana): una storia per chi ha voglia di una storia fitta di mistero e superstizioni in un paesino nell'Italia degli anni '50; un romanzo storico per chi ama le saghe delle più grandi dinastie del Rinascimento; la storia di una donna che trova nei libri il modo per immaginare una vita diversa da quella, piena di delusioni, che sta vivendo.



L'ARCHIVIO DEL DIAVOLO di Pupi Avati (Ed. Solferino, USCITA: 24 SETTEMBRE 2020).



Quando don Stefano Nascetti viene trasferito alla parrocchia di Lio Piccolo, abbandonando sul nascere una bella carriera nella curia veneziana, la sua non è una scelta: è una fuga dalla vendetta del questore Carlo Saintjust, a cui lo legano un tradimento e un'offesa mai dimenticati. 
Ma il tranquillo paesino nel Polesine non è il rifugio che si aspettava. 
È troppo pericoloso e ambiguo il fascino della giovane maestra Silvana ed è troppo orribile la storia che assieme a lei gli accade, letteralmente, di dissotterrare: quella del funzionario ministeriale Furio Momentè, scomparso mentre indagava sull'omicidio commesso da un ragazzino, lasciando dietro di sé una compromettente valigia di documenti. 
Con il ritrovamento di ben due cadaveri di incerta attribuzione, il sostituto procuratore Malchionda è costretto a riaprire un caso che aveva chiuso con eccessiva fretta. 
Ma sulle ricerche degli inquirenti, sia a Venezia sia a Roma, si stende l'ombra velenosa di un Male molto più antico e inspiegabile di quello commesso da qualunque omicida. 
In questo nuovo romanzo gotico, che mescola thriller e horror, suggestioni letterarie e superstizione popolare, Pupi Avati ci riporta nei luoghi e nelle atmosfere del Nordest contadino degli anni Cinquanta. Mentre le vite dei personaggi corrono verso il loro destino, la mano di un grande narratore ci trascina in un intreccio senza scampo, in un mondo antico fatto di terra, acqua e mistero, intriso di verità troppo terribili per poter mai essere davvero rivelate.


LA CORONA DEL POTERE di Matteo Strukul (Ed. Newton Compton, USCITA 5 OTTOBRE 2020).

1494. L'ombra di Carlo VIII si allunga come una maledizione sulla penisola italica. 
Intanto Ludovico il Moro ha da tempo usurpato il ducato di Milano. 
A Roma Rodrigo Borgia, eletto papa, alimenta un nepotismo sfrenato e colleziona amanti. Venezia osserva tutto grazie a una fitta rete di informatori, magistralmente orchestrata da Antonio Condulmer, Maestro delle Spie della Serenissima, mentre il re francese valica le Alpi e, complice l'alleanza con Ludovico il Moro, giunge con l'esercito alle porte di Firenze. 
Piero de' Medici, figlio del Magnifico, lascia passare l'invasore, accettandone le condizioni umilianti e venendo in seguito bandito dalla città che si offre, ormai prostrata, ai sermoni apocalittici di Girolamo Savonarola. 
Mentre il papa si rinchiude a Castel Sant'Angelo, Carlo marcia su Roma con l'intento di saccheggiarla, per poi mettere a ferro e fuoco Napoli e reclamare il regno nel nome della sua casata, gli Angiò. L'inesperto Ferrandino non ha alcuna possibilità di opporsi. 
In un'Italia sbranata dal "mal francese", che dilaga come un'epidemia mortale, convivono lo splendore del Cenacolo di Leonardo da Vinci e l'orrore della battaglia di Fornovo; le passioni e la depravazione del papa più immorale della Storia e le prediche apocalittiche di un frate ferrarese che finirà bruciato sul rogo..



LA BIBLIOTECA DI MEZZANOTTE di Matt Haig (Ed. E/O, uscita: 4 NOVEMBRE 2020)

Fra la vita e la morte esiste una biblioteca. 
Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l'occasione di rimediare agli errori commessi, che fino a quel momento sono stati tanti. 
Ma le cose stanno per cambiare. 
Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? 
I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. 
Insieme all'aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. 
Ma presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca. 
Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita?



mercoledì 16 settembre 2020

Recensione: IL SILENZIO DELLE RAGAZZE di Pat Barker



È la bella Briseide, schiava del Pelìde Achille - il semi-dio temuto dai nemici e venerato dai compagni d'arme, tanto forte quanto spietato - a narrarci, con crudo realismo, la leggendaria guerra di Troia e divenendo portavoce delle donne relegate nelle retrovie della Storia e dalle quali ci si aspettava sempre e solo silenzio e sottomissione.


IL SILENZIO DELLE RAGAZZE 
di Pat Barker



Einaudi
trad. C. Palmieri
352 pp
«Il grande Achille. Il luminoso, splendido Achille; Achille simile a un dio. Ma Achille, per noi, era solo un macellaio».

Le guerre - tutte le guerre - sono sempre sinonimo di sofferenze, morti, sangue, famiglie distrutte, soprusi da parte dei vincitori nei confronti dei vinti.

In queste pagine il lettore viene catapultato in un tempo mitico, leggendario, popolato da uomini tanto valorosi quanto crudeli, da guerrieri implacabili, che con uno schiocco di dita o un'occhiata indifferente hanno il potere di vita e di morte sulle proprie vittime.
E chi sono queste vittime?
I popoli assediati e sconfitti, con le loro città conquistate, depredate di ogni bene, i templi profanati, gli uomini sgozzati come maiali, i guerrieri avversari - vecchi e giovani, anche ragazzini - uccisi con una ferocia da far accapponare la pelle.

E poi ci sono loro, le donne.
Anzi, le ragazze.
Figlie, madri, nonne, padrone e schiave, le ricche e le miserabili: tutte ormai oggetti in mano ai nemici vincitori.

Quando Lirnesso (città alleata di Troia) viene conquistata dai Greci di Agamennone, guidati dal grandissimo Achille, Briseide, sopravvissuta al massacro della sua famiglia, viene portata via dalla città come un trofeo e consegnata al Pelìde.

Briseide ha diciannove anni, è bella, di nobili origini, abituata a una vita fatta di comodità; lei, che ha sempre avuto in casa delle schiave al suo servizio, adesso si ritrova ad essere la concubina non di un guerriero qualsiasi, bensì proprio di colui che le ha ucciso barbaramente i fratelli, oltre che il marito.

"Uno schiavo non è una persona che tratti come una cosa: uno schiavo è una cosa, per gli altri come per sé stesso."

Briseide adesso non è null'altro che una povera schiava, impegnata durante il giorno ad assolvere umilissime incombenze, a tessere, a mescere e servire il vino ai bruti soldati dell'accampamento; all'occasione anche infermiera, è quindi chiamata ad assecondare qualunque necessità dell’eroe splendente e di coloro che gli gravitano attorno. 
Ed è ruvidamente invitata a dimenticare la sua esistenza prima dell'assedio e della schiavitù, altrimenti il ricordo dei tempi felici avrebbe generato soltanto ulteriori sofferenze a quelle che comunque  l'avrebbero aspettata nel presente e nel futuro *.

"- Scordati la tua vita precedente. (...) Ormai è finita. Se continui a pensarci ti renderai infelice. Dimentica! La tua vita è questa, adesso. Dimentica. -
Fu allora che capii qual era il mio dovere, semplice e limpido come una ciotola d’acqua: ricordare."

Ma anche nella disgrazia, è possibile trovare degli aspetti che, se non sono proprio positivi, possono almeno donare briciole - necessarie! - di conforto e solidarietà per sopravvivere.
Briseide non è di certo da sola in questa terribile esperienza.
Con lei, a condividere lo strazio di un'esistenza ormai lontanissima da quella precedente, fatta di umiliazioni, lavoro incessante e, soprattutto, botte e stupri, ci sono innumerevoli donne, anch'esse prigioniere strappate dalle loro case e consegnate ai guerrieri nemici. 

Ed è così che confinate nell’accampamento – e nella tenda dei loro padroni – Briseide e le sue compagne assistono alla guerra di Troia e raccontano ciò che vedono. 

Ci avviciniamo alla tenda di Achille e guardiamo ciò che accade attraverso gli occhi di questa giovane donna costretta a scaldare il letto a colui che più odia al mondo e che, dopo averle tolto tutto, la tratta come una cosa, un corpo senz'anima da prendere ogni notte, con la frettolosità e la malagrazia che caratterizzano un uomo come lui, che di tenero non ha nulla ma che trasuda forza, violenza, indifferenza verso i sentimenti altrui.
Eppure, sebbene figlio di una dea (Teti, ninfa del mare), di questo capo magnifico e indiscusso dei fedelissimi mirmidoni, ci vien dato il ritratto di un uomo complesso, pieno di contraddizioni, capace di grandi slanci emotivi, di provare una rabbia incontenibile di fronte alla perdita di qualcuno di importante, di addolcirsi e immalinconirsi nel pensare alla madre, come di barricarsi dietro un orgoglio quasi infantile per un torto subito.

È l'uomo che riesce ad affrontare gruppi di avversari e farli fuori contemporaneamente con estrema facilità, ed è lo stesso che si rifiuta di combattere per Agamennone quando questi, per dispetto, gli "ruba" Briseide.
È soprattutto l'uomo che, dinanzi alla morte dell'amico fraterno Patroclo, non esita a tornare a combattere per compiere una vera e propria carneficina tra i Troiani, pur di vendicare il sangue dell'amato amico, l'unico mortale col quale si sia mai sentito intimamente legato da un sincero e indissolubile affetto.

Ma Achille è anche il figlio di Peleo, che si lascia baciare le mani dal vecchio re di Troia, quando questi - proprio appellandosi all'amore di Achille per il padre - lo scongiura di restituirgli il corpo ormai irriconoscibile di Ettore, il prode principe troiano, da Achille ammazzato con barbaro accanimento.

Figura mitologica tra le più affascinanti, la voce di Briseide ci restituisce un Achille in tutte le sue sfaccettature, e attraverso i suoi occhi "vediamo" tanto gli episodi famosi, entrati nel mito e narrati da Omero, quanto  quelli mai registrati dalle cronache ufficiali perché legati alla miserabile vita delle ragazze schiavizzate, alle quali "si addice il silenzio".
Ragazze giovanissime o donne più mature: ad ognuna il suo destino, per qualcuna più triste e drammatico, per qualcun'altra forse un po' meno meschino...

"Nulla aveva più importanza ormai, eccetto la gioventù, la bellezza e la fertilità. Ognuna cercava di resistere a suo modo."

Il tempo nell'accampamento - tra topi, soldati feriti in battaglia da accudire, padroni - alcuni più violenti di altri - da soddisfare, telai presso il quale si trascorrevano ore - pare come sospeso e del suo scorrere è difficile tener conto perché è come vivere in una eterna bolla: non c'è passato, non c'è futuro ma soltanto un infinito ripetersi di istanti, di adesso che si susseguono tutti uguali. 

Briseide è una narratrice attenta, un'osservatrice scrupolosa e onesta, che sa descrivere sia la realtà esterna sia quello che avviene dentro di sé.
Riconosce i propri sentimenti, il suo passare dallo stupore per un cambiamento repentino e doloroso della propria condizione, al più intenso dei dolori per la consapevolezza di quella che è oramai la sua vita, fino ad arrivare alla passiva rassegnazione, al sentirsi svuotata di ogni emozione. 

Tra le donne del campo c'è per lo più solidarietà, amicizia, aiuto reciproco, si sostengono a vicenda quando una di loro rischia grosso, ma non mancano le invidie e le piccole ostilità, frutto più che altro del desiderio di migliorare la propria posizione di concubine e garantirsi un minimo di sicurezza (per sé ed eventualmente per i propri figli).

La narrazione delle vicende comprende sia ora la prima persona (Briseide), ora la terza, in cui si segue il punto di vista di Achille.
Al centro di questo romanzo c'è proprio lui, l'eroe della guerra di Troia,

"l’uomo più bello della terra, ma anche il più violento, e il problema era questo. Come si può separare una tigre dalla sua ferocia? O l’eleganza di un ghepardo dalla prontezza del suo attacco? Achille era così: bellezza e terrore erano due facce della stessa medaglia."

E di fronte a lui c'è questa donna, che ha fatto parte della sua storia leggendaria, che ha covato rancore e odio nel suo cuore per gli oppressori ma non si è lasciata divorare da questi (seppur umanamente legittimi) sentimenti, anzi il suo cuore ha continuato a provare tante emozioni, finanche amicizia e tenerezza verso il gentile Patroclo, l'unico che le sia stato amico in mezzo ai nemici, e che l'abbia addirittura incoraggiata a non arrendersi...:

"Le cose cambiano, credimi. E se non cambiano da sole ci pensi tu a cambiarle. – Parole da uomo. – Avrai la tua occasione, un giorno o l’altro. E quando capiterà, fa’ in modo di afferrarla con tutte e due le mani."

E per Achille cosa ha mai provato Briseide?

La ragazza non è una sciocca e resterà sempre lucida e razionale nei confronti del suo divino padrone:

"Il falco era Achille. Io ero la sua schiava, e poteva disporre di me come voleva; ero in suo potere."

Eppure si avverte comunque una sfumatura nostalgica, malinconica, nel pensare all'uomo più straordinario che le sia capitato di incontrare, come se anche lei, suo malgrado, ne abbia inevitabilmente subito il fascino.

Ne "Il silenzio delle ragazze" Pat Barker ci narra una delle guerre più famose, la storia dell'assedio di Troia, e lo fa attraverso il punto di vista delle donne prese con forza dall'esercito greco.

Il linguaggio è attento ai dettagli concreti, moderno, fluido, non ricercato - come si potrebbe pensare, visti i personaggi mitologici -, non c'è alcuno sforzo per rendere lo stile arcaico e solenne, e questo personalmente l'ho apprezzato perché l'autrice si è servita di un registro linguistico adeguato a coloro a cui si dà voce, che siano le schiave - che quando sono tra loro parlano in maniera anche sboccata -, o i soldati, rozzi e volgari nei modi e, ovviamente, nel parlare.  

Questa rivisitazione profondamente umana e tutta al femminile del poema epico di Omero è un'opera molto piacevole da leggere, che si concentra sul costo della guerra, in special modo per le donne, ci invita a non ignorare quelle parti della storia troppo spesso dimenticate e ad ascoltare piuttosto le voci messe a tacere dal potere e dai vincitori (che sono sempre uomini).
Bello, può piacere in particolare a chi ama la mitologia greca.



* "Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria" (Inferno, Canto V, 121-123)

martedì 15 settembre 2020

Libri in lettura (settembre 2020)



Buon lunedì, lettori carissimi!!

Oggi vi presento le mie due nuove letture.
Le conoscete? Che ne pensate, leggendo la trama?



La vita invisibile di Ivan Isaenko
di Scott Stambach


Ed. Marsilio
trad. A. Arduini
302 pp
Ivan ha diciassette anni ed è uno degli ospiti dell'Ospedale per i bambini gravemente ammalati di Mazyr, in Bielorussia. 
Le radiazioni liberate nell'atmosfera dall'esplosione di uno dei reattori nucleari della centrale di Cernobyl il 26 aprile 1986 gli hanno provocato gravi malformazioni, ma non ne hanno intaccato lo spirito acuto, l'intelletto straordinario e il vorace appetito per i libri. Ogni giorno sarebbe uguale all'altro, nella vita di Ivan, ma il ragazzo riesce a trasformare tutto in un gioco, al servizio del proprio divertimento. 
A scuotere la sua routine arriva, però, una nuova residente dell'ospedale, Polina. 
Ivan all'inizio non la sopporta. La ragazzina gli ruba i libri, sfida le regole del suo universo magico, si fa amare da tutte le infermiere. Ma in breve anche Ivan ne è attratto in modo irresistibile. 
Comincia così una storia d'amore tenera e coraggiosa, che consente ai due ragazzi di scoprire il mondo come mai avevano fatto prima. Fino all'incontro con Polina, Ivan si limitava a sopravvivere, in uno stato di orgogliosa distanza dalle cose e dalle persone. 
Ora vuole qualcosa di più: vuole che Polina resti viva.






PERDUTA NEI QUARTIERI SPAGNOLI
di Heddi Goodrich


Ed. Giunti
468 pp

Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. 
Heddi, studentessa di glottologia all'Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un'immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall'empatia, da un bisogno di radicamento e dall'entusiasmo della giovinezza. 
Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l'un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. 
Questo romanzo, scritto in un italiano letterario di rara bellezza, tanto più sorprendente considerando che l'autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d'amore: per una città e per un giovane uomo. 
Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. 
A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi. Il coinvolgimento sentimentale non vela però lo sguardo della narratrice, che considera con sguardo affettuoso ma lucido la personalità di Pietro, al tempo stesso sognatore e velleitario, diviso tra l'emancipazione rappresentata dall'amore per una ragazza così lontana dal suo mondo e il richiamo agli obblighi ancestrali della terra. 
Anche il ritratto della madre di lui, apparentemente fragile e depressa, in realtà custode feroce dell'ordine familiare, è di spietata esattezza. L'amore che intride queste pagine è quindi istintivo e intellettuale, complicato e semplice. 
E' amore per le parole che compongono una vera e propria lingua del cuore, accarezzata, piegata e scolpita con una sensibilità sempre vigile. E' il romanzo di quando la vita è una continua scoperta, esplorazione dell'identità altrui e ricerca della propria, di quando la scrittura incarna un atteggiamento verso il mondo pronto ad aprirsi a ogni esperienza, a godere ogni gioia, a esporsi a ogni ferita.




domenica 13 settembre 2020

Novità Contemporary Romance: "Il letto del costruttore di yacht" di Kris Pearson




Con oltre mille recensioni su Amazon arriva finalmente in Italia il primo volume della serie Contemporary Romance South & Sexy dell’autrice Kris Pearson.



Il letto del costruttore di yacht
di Kris Pearson


Editore: Babelcube Inc.
Trad. Marianna N.
2,99 euro

Store in vendita: 

Amazon, Kobo, IBS, LaFeltrinelli.it, GooglePlay e Apple.


Una mamma single e un miliardario. 
Una bellissima casa che ha bisogno del suo tocco professionale e un uomo bellissimo che ha ancora più bisogno del suo amore. 
Una giornata ventosa… 
Un cartello pubblicitario che vola via… un tremendo schianto. Sophie Calhoun non sapeva come avrebbe potuto ripagare il danno a quella auto costosa. 
Sta lottando per riuscire ad aprire il suo studio di design e dare una casa a sua figlia. 
Dalla Jaguar nera scende il furibondo magnate Rafe Severino, il costruttore di yacht di lusso. Furioso. Assolutamente splendido, e ha un disperato bisogno di una bravissima arredatrice di interni per la sua imponente villa sul mare. 
Una storia commovente di famiglia, amore, perdita e correnti pericolose. 
ATTENZIONE: Troverete un uomo determinato dalla pelle dorata che sa come muoversi sulle barche, con le persone e tra le lenzuola.



South & Sexy Romance Series: 
1. Il letto del costruttore di yacht (Sophie e Rafe) 
2. SEDUCTION ON THE CARDS (Kerri e Alex) 
3. RESISTING NICK (Sammie e Nick) 
4. OUT OF BOUNDS (Jetta e Anton) 
5. THE WRONG SISTER (Fiona e Christian) 
6. RAVISHING ROSE (Francesca e Jake) 
7. HOT FOR YOU (Melanie e Cody)


L'autrice.
Kris Pearson scrive storie d’amore bollenti, innocenti e semplici. Be’, forse non troppo innocenti! Sono storie sexy su coppie che s’innamorano e finiscono a letto, proprio come le persone comuni. È una advertising copywriter e arredatrice d’interni, oltre che scrittrice. L’autrice ha pubblicato anche Un cuore di ghiaccio e Un cuore ritrovato
.










sabato 12 settembre 2020

Novità in libreria (settembre 2020)

 

Buon pomeriggio, cari lettori!

Oggi desidero presentarvi alcune pubblicazioni, che personalmente trovo abbiano delle trame intriganti ^_-



UNA CATENA DI OMICIDI INSPIEGABILI NEI TERRITORI DELLA ‘NDRANGHETA. PER LA VICE QUESTORE IARÌA È TEMPO DI INDAGARE SULLE TRAME OSCURE CHE PORTANO
ALL’ESISTENZA DI UN VIRUS DALLA POTENZA MICIDIALE.

LA ROSA DI STILO di Antonino Fontana

“Quella non è una zona qualunque”, si sente ripetere all’indomani del ritrovamento del corpo di una donna dalla pelle olivastra, nita in mille pezzi sotto un cavalcavia.
Un tragico incidente o un omicidio?
Quelle terre, funestate da sempre da guerre di ’ndrangheta tra cosche rivali, sono un presagio di sventura. Non solo per chi ci rimette la vita ma anche per chi indaga. Celeste Iarìa, vice questore dal pugno duro ma tormen- tata dalle tante vicissitudini personali, è determinata a far luce su quanto accaduto.
Un dettaglio attira subito il suo uto investigativo: la donna aveva un tatuaggio di un teschio dentro una rosa, un disegno non casuale, ritrovato anni prima su un cadavere che fece molto discutere, perché al centro di un’oscura trama tra ’ndrangheta e scienziati col pallino di esperimenti estremi.
Non ci sarebbe così tanta fretta di risolvere il caso se non fosse per il fatto che poco tempo dopo i cadaveri diventano quattro, tra cui quello di un famoso boss, trovato su un treno, protagonista della guerra tra le famiglie Sangregorio e i Vartolo-Carnovale...

Sul treno che incrocia quello “maledetto” del boss, viaggiano il signor Tommaso Campanella, un anziano che ha poco da perdere e molto da raccontare e ascoltare, e il dottor Rocco Sabinis, un rosicoltore con una missione delicata.
A mettere sul giusto binario Iarìa e la sua squadra è la soffiata: “Capsule gialle e blu...”, forse in possesso del boss ucciso o tra le mani di gente che ha ben pochi scrupoli a servirsene per i propri progetti folli...

«Varia continuamente e, ogni volta che queste mutazioni portano a un virus completamente diverso dai precedenti, colpisce in modo  devastante perché nessuno ha gli anticorpi per combatterlo. Tra una pandemia e l’altra il virus sopravvive, muta parzialmente, sbaglia anche lui, fa piccolissimi errori di trascrizione nel suo codice genetico».

L autore.
Antonino Fontana, reggino, architetto prima a Milano e poi a Vienna, presto abbandona l’attività per dedicarsi alla propria libera ricerca artistica sulla natura e le sue rappresentazioni. Unus vestrum me traditurus est (Umberto Allemandi & C., Torino, 1999) è uno dei risultati del linguaggio cognitivo universale di quel “periodo ermeneutico”. Ha vissuto in cento luoghi diversi, reali e letterari, negli ultimi anni è tornato a vivere a Reggio Calabria e oltre a scrivere si è specializzato nella progettazione di costruzioni d’acciaio. Cane crudo (Robin Edizioni, Torino, 2015) è il suo romanzo d’esordio. Da un anno vive e lavora a Roma.



PROGETTI FOLLI E CINICI MINACCIANO L’EUROPA E IL MONDO INTERO. TRE AMICI SONO PRONTI A SFIDARE I PREGIUDIZI
E A COMBATTERE PER FERMARLI.


LA PELLE DAL MARE di Gino Giaculli 


Curd Schmaltz, il direttore generale della clinica “Pelle adesso”, ha per le mani l’affare della vita. Il chirurgo migliore della sua squadra, il più spregiudicato, Adon Glasser, è riuscito dopo vari esperimenti a mettere a punto un sistema rivoluzionario per eliminare le impurità dalla pelle dei bianchi. Meleucon è il nome del farmaco che permetterà a migliaia di uomini e donne facoltosi di rimanere giovani e belli a lungo. Ma per mettere in atto il loro proposito hanno bisogno di “cavie”, e chi più di immigrati disperati e ingenui può fare al caso loro?
La società dopotutto è attraversata da sentimenti di odio che solleticano la pancia della gente.
Gruppi come i Cleaners! vanno in giro indisturbati per le città assaltando campi rom e negozi di stranieri. Si sentono i veri giustizieri della società. Ma anche nelle alte sfere del potere c’è chi lavora per un progetto politico incentrato sulla lotta totale all’immigrazione. TPE (The Perfect Europe) è un partito ambizioso che deve a tutti i costi accrescere il suo consenso.
Eppure di fronte a programmi così folli ed estremisti c’è chi combatte, voci fuori dal coro, come Bartolomeo Isola, medico che non perde un momento pur di operare e salvare vite umane nell’ospedale di Napoli. Anche Dacia Chevalier, sua amica da quando erano al liceo, fa la sua parte come insegnante, cercando di far riflettere i suoi studenti sulle tragedie del mare, come quella capitata a Dilal, arrivato sulla penisola italiana senza moglie e senza la sua amata glia Amali.
Giacomo Giugni è l’altro protagonista del trio di amici che non vuole sentir parlare di Europa razzista e intollerante. Dopo essersi separati e aver seguito ciascuno la propria strada, Bartolomeo, Dacia e Giacomo sono pronti a una nuova sfida, in nome della loro vecchia amicizia e della solidarietà per chi merita una vita migliore.

«Contro il razzismo di questo tempo, contro la violenza, contro l’intolleranza serve l’impegno da parte di tutti, senza escludere nessuno perché nessuno può stare fuori da questa battaglia. Riportiamo la memoria a casa sua, prendiamo esempio da cosa è stato. Spazziamo via i fantasmi e diamo strada alle nostre idee, ai nostri sentimenti di pace e di inclusione».

L'autore.
Gino Giaculli, giornalista, vive e lavora a Napoli. È vice redattore capo del “Mattino”. Nel 1996 è stato inviato a Sarajevo per raccontare il periodo postbellico della Bosnia-Erzegovina. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo, Il Mestiere di Carta (Homo Scrivens), nel 2016. Il secondo, L’ombra e la notte (Homo Scrivens). Ha inoltre pubblicato racconti per diversi editori italiani. Ha condotto su “Il Mattino web Tv” la rubrica di interviste ExPress. Il caffè con i napoletani. Dal 2018 conduce sempre su “Il Mattino web Tv” la rubrica letteraria di incontri con gli scrittori Maddalena. Nel 2019 ha ricevuto il premio di giornalismo Giuseppe Calise.


giovedì 10 settembre 2020

Recensione: IL GRILLO NARRANTE di Massimiliano Gaudino

 

Attraverso racconti, pensieri e poesie, con una narrazione affidata a personaggi di fantasia e animali parlanti, sposando la leggerezza della scrittura con la profondità degli argomenti affrontati, l'Autore offre al lettore la possibilità di sintonizzarsi sul proprio mondo emotivo, invitandolo a riflettere sull’avere cura, sull’intimità, sul legame profondo che unisce le persone le une alle altre.



IL GRILLO NARRANTE
di Massimiliano Gaudino


Gruppo Albatros Il Filo
169 pp

Un grillo parlante si rivolge al lettore, assicurandogli la sua confortante e discreta presenza per affrontare la vita, nei suoi momenti no e in quelli belli, con serenità, a divenire consapevoli della ricchezza e della bellezza di cui ciascuna persona è portatrice.

I racconti di Massimiliano Gaudino (psicoterapeuta) ci incoraggiano a recuperare il bambino che è in noi, e quei ricordi felici che ci permettono di vivere con più slancio, stupore e gioia il presente, tanto più in mezzo alle difficoltà.

Le favole ci mettono in guardia dall'essere egoisti e ciechi: a volte desideriamo ciò che non abbiamo come se, una volta ottenutolo, potessimo essere pienamente soddisfatti e felici, e non ci rendiamo conto invece che di ragioni per essere già felici ne abbiamo - eccome! -, solo che tendiamo a dare per scontato molte cose e persone...

Le favole e i racconti sono accompagnati da riflessioni ed esortazioni equilibrate, sagge, che sottolineano come sia importante vivere ogni istante con consapevolezza, apprezzando i piccoli ma speciali doni che la vita ci offre e di cui spesso, per fretta, distrazione, egoismo, non notiamo e ci lasciamo sfuggire: doni materiali, ma soprattutto immateriali e, ancor più importante, le persone e le relazioni che intratteniamo con esse e che ci rendono, nel bene e nel male, ciò che siamo.

Ancora, ci viene ricordato che non dobbiamo avere maschere ma trovare il coraggio di essere noi stessi, che dobbiamo imparare a rispondere al bisogno di cambiamento rispettando la nostra personalità: è fondamentale l'accettazione di se stessi e degli altri, il non lasciarsi sopraffare da insicurezze, paure ed errori, ma cercare di imparare dalle esperienze vissute, comprese quelle negative, perché anche le cicatrici ci insegnano a prenderci cura della nostra anima.

"Non sempre, nella vita, serve una rivoluzione per cambiare noi stessi, basterebbe accettare i propri aculei e imparare a non farsi del male con le spine altrui, rispettandosi e facendo attenzione a non far scoppiare il cuore di nessuno."


Intervallate a racconti e favole, ci sono delle poesie, che affrontano tematiche come l'amore, "che ci mette in contatto con la parte migliore di noi: l’umanità, che a volte dimentichiamo di avere, e che crea i legami", il vivere quotidiano con le sue continua sfide e opportunità, l'amicizia...

Questo libro è un invito - discreto, sensibile, consapevole e attento - a guardare (meglio) dentro il proprio cuore, la propria anima, ad essere introspettivi, a non soffocare ciò che siamo davvero e che ci rende preziosi ed unici, a lasciar emergere la propria interiorità e la ricchezza che vi è (nascosta) dentro e che non aspetta altro che noi la tiriamo fuori per dare senso al nostro esistere, alla comprensione del passato, valorizzando l'oggi e pensando con serenità al domani.

E' una lettura che consiglio, in particolare credo che possano apprezzarla quanti sono attratti da libri profondi, riflessivi, che hanno al centro la Persona con tutte le meravigliose sfaccettature che la compongono - e che distinguono tra loro le persone -; leggendo, ci si sente come un po' davanti ad uno specchio in cui, con onestà e delicatezza, ci si riflette e ci si riconosce.


L'autore.
Massimiliano Gaudino nasce a Napoli, classe 1981. Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Terapeuta EMDR. Sin da piccolo amante della lettura e dell’arte. Si definisce un pensatore che fa del suo lavoro una ricerca dell’umanità a tempo pieno. La sua filosofia di vita è legata all’uso del pensiero perché “le parole hanno un peso emotivo”: attraverso i suoi scritti cerca di riflettere sul momento presente, rendendo pensante tutto ciò che è pesante.  Tra le esperienze lavorative più significative ricorda il lavoro in emergenza nell’attentato a Tunisi, nel 2015, di cui fu coordinatore e terapeuta.  Il grillo narrante è il suo primo libro.
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