Buonasera, lettori.
Il post di oggi non è dedicato ai libri bensì a una serie tv che ho visto recentemente.
L'ARTE DELLA GIOIA
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Regia: Valeria Golino. |
Spregiudicata, ammaliatrice, sensuale, voluttuosa, conturbante, manipolatrice, indipendente, sfacciata, testarda, determinata, ambigua...: Modesta (Tecla Insolia) è, modestamente, questo ed altro ancora.
Nata il primo giorno del primo mese del 1900 in una famiglia siciliana poverissima, cresciuta da una madre brusca e severa (pronta ad incatenarla al muro pur di provare a "raddrizzare" quella figlioletta ribelle, disubbidiente e sfrontata) e con una sorella disabile, Modesta viene su come un animaletto selvatico, pronta a seguire, sin da bambina, unicamente una strada: quella della propria volontà, a sua volta guidata dai sensi, dalla costante e famelica ricerca del piacere.
Modesta è una piccola donna che va incontro al proprio destino senza mai abbassare la testa e, se sembra chinarla, è solo per convenienza, perché in realtà sta architettando qualcosa per liberarsi da qualsiasi forma di giogo, di dipendenza dagli altri ed ottenere ciò che desidera.
Lei non è fatta per essere incatenata da regole, convenzioni, obblighi, stereotipi: è uno spirito libero e la ricerca e l'affermazione della propria libertà saranno gli obiettivi ultimi di ogni sua decisione, da quelle (apparentemente) prese in modo istintivo (costretta dalle circostanze avverse) a quelle ragionate e orchestrate.
Dopo aver subito da bambina un abuso sessuale ed essere rimasta (nella medesima, drammatica situazione) sola al mondo, viene raccolta e accolta presso un convento di suore con suor Leonora Brandiforti (J. Trinca) quale madre superiora.
Modesta cresce nel convento, venendo ovviamente avviata a una vita consacrata a Dio, tra preghiere, digiuni, punizioni corporali autoinflitte per disciplinare lo spirito e tenere lontane le tentazioni, in mezzo a novizie e sorelle giovani e anziane.
Ma su tutte, spicca lei, suor Leonora: ancora giovane e bella, ha un atteggiamento dolce e paziente e prende a cuore la piccola e selvaggia Modesta, intuendo il grandissimo bisogno di affetto e di vicinanza fisica ed emotiva che la divora, nonché la spiccata intelligenza, e così Modesta diventa presto la sua preferita, con la quale Leonora ama trascorrere il tempo, coccolandola, aiutandola a studiare, educandola nei buoni principi cristiani., con la speranza che un giorno la giovanetta, crescendo, prenda i voti.
Ma non basta un velo o un rosario tra le mani per diventare spose di Cristo; Modesta avrà pure il vestito severo e triste da novizia, la "scuffietta" candida in testa a nasconderle la bella chioma bruna, lo sguardo umile e gli occhi bassi... ma non è "suora dentro".
Dentro le arde una fiamma che non è quella della fede, dello Spirito Santo, bensì la fiamma del piacere, della gioia di vivere e di farlo intensamente, con tutta se stessa e traendone il massimo del godimento e del profitto personale.
Con gli anni, Modesta diventa una giovinetta carina e sveglia, consapevole di poter raggiungere i propri scopi attraverso una falsa e calcolata accondiscendenza, attraverso i propri sorrisi seducenti e rivolge verso suor Leonora tutto il proprio amore romantico e sensuale, finendo per cercare di sedurla, convinta che anche l'altra provi per lei i medesimi slanci affettivi e fisici.
Ma Eleonora vede in Modesta una tentazione che viene dal maligno per allontanarla dalla retta via, così decide di allentare i rapporti (fino a quel momento molto stretti e confidenziali) con la sua protetta.
L'incrinarsi di questo legame sarà l'inizio di una serie di decisioni ed azioni da parte di Modesta non prove di conseguenze drammatiche, che l'allontaneranno dal convento per condurla nella dimora dei Brandiforti, la famiglia di Leonora.
Tra le mura di questa villa tanto grande quanto tetra e cupa, Modesta si ritroverà via via al centro di dinamiche e legami ambigui, di torbidi segreti e di trame scaltre da lei stessa ordite, con lo scopo di diventare un elemento indispensabile per la nobile famiglia che l'ha accolta.
La padrona di casa è la mamma di Leonora, la principessa Gaia Brandiforti (V.Bruni Tedeschi), una donna dalla personalità forte, autoritaria ma con non poche fragilità e picchi di isteria, che vengono fuori quando si vede contraddetta o disobbedita.
Tiene sotto scacco tutti, in casa, a cominciare dalla figlia Beatrice (A. Noce), una ragazza molto carina e dolce, che s'invaghisce - ricambiata - di Modesta; Beatrice è succube della principessa, che la tiene reclusa dentro casa e non le permette di avere una vita sociale, convinta che nessuno vorrà mai sposare la ragazza a causa della sua zoppia.
Modesta si presenta inizialmente come una fanciulla dall'animo candido, timida e inesperta, abituata a giornate di privazioni e preghiere, ma questa "recita" le serve solo per entrare sempre più in profondità nella famiglia, così da conoscerne le dinamiche, le verità inconfessate e tentare di prendere le redini del palazzo in mano.
La miniserie (la prima stagione è composta da sei episodi) è l'adattamento televisivo del romanzo omonimo di Goliarda Sapienza, pubblicato integralmente nel 1998, dopo la morte della scrittrice.
È una serie fatta davvero molto bene, bella in ogni suo aspetto (cast, fotografia, costumi...) , che rapisce lo spettatore dal primo momento; Modesta è una protagonista ricca di fascino per le sue innumerevoli sfaccettature: intriga e desta addirittura ammirazione nonostante sappia essere crudele, cinica, capace di compiere i gesti più malvagi pur di uscirne vittoriosa, di non farsi rovinare i piani da scomodi imprevisti; Modesta seduce, uccide, manipola, inganna..., è una vera e propria antieroina che respinge e attrae allo stesso tempo, in quanto la sua personalità è talmente travolgente, lei è così testarda, scaltra, libera, da ammaliare lo spettatore, che finisce per subirne il fascino provocante.
La Insolia è bravissima nell'esprimere e nell'incarnare la complessità della protagonista, nel restituircene tutta la gamma di emozioni, stati d'animo e intenzioni: Modesta sa essere dolce, paziente, tenera, obbediente, ma anche provocatrice, sicura di sé e del proprio potere seduttivo, diabolica e generosa, ma soprattutto sempre intenzionata a mettere al centro i propri desideri e il continuo ricercare la propria gioia in ogni cosa che fa.
Modesta è padrona della propria sessualità. del proprio corpo, ne dispone come e con chi vuole, va oltre pregiudizi e schemi sociali, è straordinariamente contemporanea nel suo essere emancipata e consapevole della propria femminilità.
Il mio parere su quest'opera della Golino non può che essere positivo.