lunedì 10 dicembre 2018

A gennaio-febbraio in libreria



A gennaio in libreria arriva una storia che parla a chi ama i libri, a chi crede che leggere possa cambiare la vita. A chi non rinuncia mai all’idea di innamorarsi ancora, tra le pagine di un romanzo come nella vita reale.



LA VITA INIZIA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO
di Ali Berg - Michelle Kalus



Ed. Garzanti
trad. R. Scarabelli
280 pp
17.90 euro
USCITA
10 GENNAIO 2018
Frankie ha sempre cercato risposte nei libri, ad es. risposte al perché la sua carriera non sia decollata o perché sia così difficile andare d'accordo con sua madre o come mai non abbia ancora vissuto la sua grande storia d'amore. 
Leggere le pagine di Jane Austen, Francis Scott Fitzgerald e Steinbeck l'ha sempre aiutata ma spesso Frankie si sente spesso sola. 
Ora, però, ha escogitato un piano infallibile per cambiare vita. Per giorni ha lasciato una copia dei suoi romanzi preferiti su treni e autobus, scrivendo all'interno la sua e-mail. 
Quando le risposte cominciano ad arrivare, Frankie colleziona appuntamenti... e delusioni!
Si presentano infatti le persone più strambe che lei abbia mai conosciuto. Fino a quando non incontra Sunny che sembra uscito da uno dei suoi romanzi preferiti. 
Ma ha un difetto: ha gusti letterari opposti ai suoi. 
Per vivere la favola che ha sempre sognato, dovrebbe accettare Sunny con pregi e difetti. 
Una nuova vita inizia quando trovi l'amore. Ma anche quando scopri una nuova storia da leggere, che apre verso orizzonti inaspettati e protagonisti indimenticabili da incontrare.




Una storia d'amore forte e potente che nasconde tra le sue pagine colpi di scena mozzafiato.


SETTE GIORNI PERFETTI
di Rosie Walsh



Ed. Longanesi
trad. A. Bariffi
400 pp
16.90 ero
USCITA
7 GENNAIO 2018
Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell'autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. 
A quasi quarant'anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. 
Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall'aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. 
Ma quella telefonata non arriverà mai. 
Incredula, Sarah si chiede se lui l'abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. 
Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l'improvvisa sparizione. 
Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. 
Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre che c'è un motivo se Eddie non l'ha più chiamata. 
Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L'unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme...



LA CHIAVE DEI RICORDI
di Kathryn Hughes



editrice Nord
16.60 euro
USCITA
14 FEBBRAIO 2018
Da dove si ricomincia, quando si ha perso tutto? 
Sarah non ha ancora una risposta. 
A trentotto anni, dopo un divorzio difficile, è tornata a casa dei genitori, convinta di non avere più un futuro. 
Per distrarsi dai suoi problemi, decide di scrivere un libro su Ambergate, l'ospedale psichiatrico in cui lavorava il padre e che, dopo anni di abbandono, verrà presto demolito. Girovagando tra i corridoi di quell'enorme edificio in rovina, Sarah trova la valigia di una vecchia paziente. Dentro c'è un biglietto sui coi sono scritte poche righe, che la riguardano molto da vicino…
Rintracciare quella paziente diventa una missione. Spinta da una forza che credeva di aver perduto, Sarah insegue i labili indizi lasciati da quella donna, ricostruendo così la storia di un dolore così grande da essere scambiato per follia, di un amore capace di rischiarare anche le tenebre più buie, di un segreto rimasto sepolto troppo a lungo…

domenica 9 dicembre 2018

Recensione: MAURICE di Edward M. Forster



Il giovane protagonista di quello che è considerato il capolavoro di E.M. Forster, o comunque il suo romanzo più intimo e commovente, vive giorni, anzi anni, tormentati, dopo aver capito una cosa di se stesso che stenta ad accettare e che vive come una condanna: la propria omosessualità.


MAURICE
di Edward M. Forster



Ed. Garzanti
336 pp
14 euro

Maurice è un giovanotto appartenente ad una famiglia benestante e in vista, frequenta Cambridge e la sua vita - come quella dei suoi coetanei - sembra già essere stata decisa a tavolino all'interno della rigida e conformista società vittoriana.
Dopo il college, cosa aspetta il ragazzo? Sicuramente un buon posto fisso, una posizione socio-economica agiata, e soprattutto il matrimonio con una bella fanciulla, ricca e ben educata.
Ma non sempre le cose procedono come si pensava dovessero procedere, e la vita prende per Maurice pieghe decisamente inaspettate.

Egli non si sente molto attratto dal genere femminile e quando sente parlare di matrimonio in lui non scatta alcuna immagine o alcun pensiero positivo...; il ragazzo non osa dare un nome a queste sensazioni fastidiose eppure "tangibili", troppo per essere ignorate, ma per non farsi del male - e per evitare problemi al college - cerca di non pensarci.
Finchè non si imbatte in un compagno di studi, Clive.
Lì dove Maurice è più snob, riservato, rigido, taciturno, poco incline a lasciarsi andare, Clive è allegro, un trascinatore, intelligente, colto e ama travolgere il nuovo amico con i suoi discorsi filosofici ed esistenzialisti, sulla religione e quant'altro.

Clive e Maurice si son trovati, sono l'uno il completamento dell'altro e Maurice comprende di sentirsi pericolosamente attratto da lui.
I segnali che l'altro gli invia potrebbero sembrare indiscutibili: anch'egli è attratto dagli uomini!
Oppure la voglia di Maurice di ritrovarsi faccia a faccia con "uno come lui" gli sta annebbiando ogni capacità di discernimento?
Eppure dev'essere così, anche Clive "è come lui", perchè è così affettuoso,ricerca sempre la sua compagnia e ci sono gesti d'amicizia che si concedono solo in privato in quanto, se li facessero davanti ad altri occhi, non solo perderebbero di valore ma potrebbe essere pericoloso, perchè per "gli invertiti come Oscar Wilde" c'è la denuncia (e chissà che altro), per non parlare dell'onta gettata sulle povere famiglie inconsapevoli di avere un diverso in casa...
Ma i tormenti e i dubbi di Maurice ben presto si acquietano di fronte all'innegabilità dei sentimenti che agitano il cuore di ambedue: si amano, se lo dicono incerti, tremanti ma anche coinvolti da questa improvvisa felicità che li sta pervadendo.

"L’amore aveva strappato Clive alla futilità e Maurice alla confusione mentale, affinché due anime imperfette potessero rasentare la perfezione."

Maurice continua comunque ad avere preoccupazioni e pensieri non positivi dentro di sè, nell'accorgersi che il suo amore per l'amico non è solo platonico e oltre alle parole ha bisogno di altre dimostrazioni; ma Clive è così, butta tutto sullo "spirituale" e il loro legame, che già soffre il carattere della segretezza, risente anche di questo limite, che porta i due innamorati verso un rapporto "a metà".

Passano tre anni, i due lasciano Cambridge e Maurice non sa che ben presto qualcosa di inaspettato e sgradevole sta per cadergli addosso, procurandogli molta sofferenza.
Intanto la consapevolezza della propria omosessualità gli sta palesando tutto ciò che di inautentico, artefatto, sciocco, banale... appartiene alla propria categoria sociale di provenienza, a cominciare dai famigliari: sua madre lo adora ma è una donnetta così superficiale! E le sorelle, poi! Ada è carina ma non pare avere molto sale in zucca, e della minore, Kitty, non parliamo proprio, la più stupidina di tutti e non è neppure bella!

Ciò che dà un po' di senso alla sua vita è il lavoro e, soprattutto, il sentimento sempre più forte che lo lega al suo Clive, che però è pronto, dopo un viaggio in Grecia, a dargli una brutta notizia: è "guarito", non gli piacciono più gli uomini, non è più "malato" e adesso ha capito che quella è stata una transizione, un momento di passaggio... finito il quale la mente gli si è schiarita e ogni deviazione conclusa: lui è un "uomo vero" e gli piacciono le donne.
Già questa dichiarazione basta a mandare in confusione il povero e sgomento Maurice..., ma quando si accorge che pur di mandarlo via l'altro è disposto a mettere in mezzo la sorella, la sua rabbia diventa accecante!
Ma c'è poco da essere arrabbiati: Clive pare aver deciso e di lì a poco si fidanza e si sposa con la dolce e bella Anne...

E' la fine definitiva di un amore che era divenuto l'unica ragione di vita per Maurice?
E adesso, che n'è di lui, omosessuale solo, con desideri e sentimenti frustrati, chiusi in un cuore che rischia di inaridirsi e in un corpo costretto a congelarsi e a scacciar via ogni passione, ogni ardore?

Clive ha deciso di accettare la "normalità" come un dato di fatto immutabile, ha deciso di non saper o voler affrontare il mondo per difendere la propria natura, così si adegua alle convenzioni sociali, seppellendo quella che prima sosteneva fosse la sua vera natura a favore di un'altra accettabile socialmente.
Anzi, adesso, guardandosi indietro, prova repulsione per quel sentimento verso l'amico, quasi fatica a riconoscere se stesso, non vuol neanche sentir pronunciare parole come invertito, omosessuale, Wilde e via discorrendo..., e arriva a consigliare a Maurice, per affetto verso di lui, di indagare dentro se stesso con onestà: non è che pure lui s'è sbagliato e gli piacciono le donne ma ancora non lo sa perchè non s'è mai innamorato?
E' una questione di forza di volontà e Maurice, se vuole può guarire: e se provasse a consultare un medico fidato, a sfogarsi con lui raccontandogli di queste passioni malsane, chiedendo se c'è una cura?

Maurice è sbigottito: guarire da cosa, se lui è così di suo e dalla nascita?
Eppure, nonostante la rabbia e il risentimento nei confronti dell'ex-amante traditore, nel suo cuore si insinuano dei dubbi, o forse è più corretto dire che Maurice cerca in tutti i modi di convincersi che probabilmente è come dice Clive: si può guarire dalla questa condizione insana da tutti (in primis dalla religione) considerata sbagliata, anormale, illecita, degna della più dura condanna?



"La vita si era palesata per un vicolo cieco che terminava in un letamaio, e lui doveva tornare sui suoi passi e ripartire da zero. (...) si poteva venir trasformati radicalmente a patto d’infischiarsi del passato. Addio, calore e bellezza… finivano nel letame e dovevano scomparire."

Inizia per lui un calvario che gli provocherà momenti di sconforto, disperazione, confusione e Maurice si sentirà sempre più solo in un mondo contro cui non riesce a combattere per affermare con serenità il suo diritto di amare chi e come vuole.
In due si è più forti, ma da solo cosa può fare Maurice, se non sentirsi schiacciato da pregiudizi che lo fanno sentire sbagliato e che si aspettano da lui ambizioni e desideri che in realtà non prova e non proverà mai?

"aveva sconvolto la propria vita fin dalle fondamenta e ignorava qual parte ne sarebbe andata in frantumi."

Maurice deve prendere coscienza di chi è di cosa vuole davvero per poter vivere secondo i propri pensieri e ricercare la propria reale felicità; certo, la vita ha in serbo per lui altri ostacoli, che però potrebbero trasformarsi in possibilità di cambiamento e di crescita.

Al centro di questo romanzo autobiografico, scritto da Forster nel 1914 ma tenuto segreto per tutta la vita e ossessivamente rimaneggiato nel corso degli anni, vi è quindi la tormentosa affermazione della diversità ed il diritto di viverla, non rinnegandola - perchè questo non farebbe che amplificare frustrazioni e sofferenze - ma accettandola, anche quando ciò implica difficoltà e inevitabili rischi.

Scrittura intima, privata, ricca delle riflessioni, ora angosciate ora spaventate ora euforiche, del protagonista, le cui inquietudini commuovono e ci lasciano guardare nelle sue paure, fragilità e in quella piccola fiammella che gli fa sperare che la felicità e l'amore non siano chimere irraggiungibili e che nella società ci sia posto... anche per "quelli come lui". 
La lettura procede con un ritmo piuttosto lento, e forse questa è stata l'unica pecca, ma considerata la natura dello scritto ci sta.
L'autore affronta in modo sereno la principale tematica, che è quella dell'omosessualità, di come essa sia giudicata nella società europea di allora, del peso dei pregiudizi, della paura di uscire allo scoperto; è presente anche la critica al finto perbenismo dei ricchi snob e il superamento della differenza tra classi sociali proprio grazie all'amore. 



"«Hai mai sognato che avevi un amico, Alec? Unicamente questo “mio amico”, uno che cerca di aiutarti e che tu cerchi di aiutare… Un amico,» ripeté Maurice diventato sentimentale all’improvviso. «Qualcuno che ti duri per tutta la vita, mentre tu duri per tutta la sua. Immagino che una cosa simile non possa accadere realmente fuori del sonno.»"


sabato 8 dicembre 2018

Recensione: GATTA CI COVA. Mistero di Natale all'ombra delle Terme di Maurizio Castellani



Ritrovare Marco Vincenti e la sua piccola ma vivacissima squadra di amiconi, alle prese con un nuovo caso da risolvere, è sempre un divertimento, e ancora una volta l'autore toscano Maurizio Castellani sa come regalare pagine ricche di allegra ironia.



GATTA CI COVA.
Mistero di Natale all'ombra delle Terme
di Maurizio Castellani



153 pp
13 euro
Torniamo a Casciana Terme, più precisamente nell'hotel "Da zia Maria" di cui è proprietario e gestore Marco Vincenti, ex-geometra che ha deciso di darsi alla ristorazione.
Siamo nei giorni che precedono il Natale e Marco è in attesa che le camere si riempiano man mano dei clienti che hanno prenotato; ad aiutarlo con le pulizie è la Grazia, che da semplice dipendente è diventata anche la sua fidanzata.
I due sono gelosi l'uno dell'altro ma senza eccessi, vivendo il rapporto con un discreto margine di libertà; del resto, Marco non si sente ancora pronto (pur non essendo più un giovincello!) a legarsi seriamente e definitivamente ad una donna, preferendo di gran lunga vedersi con i tre amici - Andrea, Piero e ora il commissario Bevacqua - e scambiare con loro quattro chiacchiere, tra un aperitivo e qualche simpatico sfottò.

Un giorno proprio Grazia gli dice che una certa signora Maria, una donna avanti negli anni e conosciuta in paese, non si fa viva da un po' di giorni, il che è proprio strano per una come lei, che è molto precisa e abitudinaria.

Di per sè la notizia non è eclatante, in fondo ci possono essere diverse ragioni per cui la signora non si vede più da qualche giorno: da quella più rosea (è partita per un viaggio?) ad altre più pessimiste (le è accaduto qualcosa? si è sentita male a adesso è in casa, aspettando che qualcuno la soccorra?)

Chi è Maria, quali sono le sue abitudini, le persone che la frequentavano, cosa di lei dicono i vicini e chi la conosce...? 

Il mistero della sua assenza comincia a far arrovellare la mente di Vincenti, che sente puzza di bruciato: il suo infallibile sesto senso gli fa ipotizzare che la povera Maria, lungi dall'essere in casa propria, è stata probabilmente vittima di qualche malintenzionato...
Attraverso vari piccoli, buffi e fortuiti sotterfugi, egli e i due amici di sempre riescono ad entrare nell'abitazione di Maria e a farsi un'idea delle circostanze in cui la donna, di cui si sono effettivamente perse le tracce, ha potuto trascorrere le ultime ore tra le mura di casa.

Da alcuni dettagli importanti, ci si accorge che qualcosa non va a casa di Maria e che, se le prime ipotesi degli intuitivi amici detective sono esatte, forse la sua scomparsa è da attribuire non alla propria volontà ma a quella di qualcuno che aveva specifiche ragioni per farle del male.
Sì ma perché? Chi poteva aver motivo di entrarle in casa e... rapirla? ammazzarla e occultarne il cadavere?

Intanto, come in ogni indagine che si rispetti, il trio di amici, coadiuvati dall'unico "esperto del settore" (Bevacqua, appunto, che accetta di buon grado l'aiuto non professionale, ma appassionato e discreto, dei tre), incomincia a far domande, a coinvolgere parenti e conoscenti, cercando di capire chi ha eventualmente interesse a "far fuori" Maria, anche se chiaramente ci si augura che sia viva...
Il nocciolo del mistero ruota attorno ai soldi e il lettore viene sommerso dalle acute elucubrazioni mentali di Marco circa le condizioni finanziarie della scomparsa, convinto di trovare in esse le causa di tutto... e come ogni giallo classico che si rispetti, la soluzione arriva, e ad accendere la lampadina ci pensa la gatta Coccolina di Maria.

L'atmosfera del libro è come sempre gioviale, ricca di momenti buffi e simpatici, grazie ai battibecchi goliardici dei tre amici "peter pan", eterni ragazzi che amano bonariamente prendersi in giro, scherzare ciascuno sui difetti dell'altro, ridere alle battute che si scambiano e che sono il risultato di un rapporto d'affetto molto forte, leale, quel tipo di amicizia che tutti vorremmo, perchè resiste al tempo e sembra rafforzarsi ogni giorno di più.

Ritroviamo quindi le capacità investigative del protagonista, che non si risparmia e dedica non poco tempo al caso per risolverlo ed essere utile alla signora Maria; Marco è buontempone, un "toscanaccio" sempre con la battuta pronta, amante delle belle donne e della buona cucina, immancabilmente accompagnata da dell'ottimo vino toscano, che stimola le papille gustative del lettore.
Bevacqua vigila attento e professionale sui suoi amici che già da un po' hanno preso l'abitudine di sentirsi come Sherlock Holmes ed appassionarsi ad alcuni casi misteriosi.
Il bello è che, in un modo o nell'altro, riescono a dare il loro prezioso contributo alle indagini, anche se su tutti spicca Vincenti, che vanta un intuito formidabile.

Leggere i gialli di Maurizio Castellani è sempre molto piacevole, mettono allegria, stuzzicano la curiosità del lettore, gli fanno sentire il calore di un'amicizia della quale ormai egli, giunto alla terza indagine, sente quasi di farne parte per diritto; una lettura che mette il buon umore e tra l'altro azzeccatissima in questo periodo.


Recensioni correlate:
Ventiquattrore. Delitto in albergo
VENDEMMIA ROSSO SANGUE


mercoledì 5 dicembre 2018

Leggere romance (Butterfly Edizioni || Quixote Edizioni)



Pubblicazioni romance per le lettrici sempre alla ricerca di nuove emozioni!
E poi, sotto le feste, chissà perchè, le storie romantiche ci stanno particolarmente bene!



Butterfly Edizioni:


RAZIONI D'AMORE
di Silvia Menini



Butterfly Edizioni
Collana: Digital Emotions
Genere: Romance 
Prezzo: 2,99 € Uscita: 27 novembre 2018
Disponibile su Amazon e Kindle Unlimited 

Si era promessa di realizzare i suoi sogni più grandi entro i trent'anni: avere un lavoro, un marito e un figlio. 
Ma niente è andato come aveva sperato e programmato. Insoddisfatta della sua vita e di se stessa, Martina si sente inutile, inadeguata, sola e ha mille paure. 
L'unica cosa su cui ha il controllo è il cibo: comincia così il suo calvario fatto di una magrezza sempre più evidente. 
La sua voglia di rendersi invisibile però è solo un urlo silenzioso che vuole essere ascoltato. 
Perché Martina ha bisogno di comprensione, di occhi che vedano al di là del suo fisico esile, di abbracci stretti e di un amore intenso. 
Per aiutare il suo migliore amico dovrà intervistare un sopravvissuto dell'Olocausto e scoprirà che è sempre possibile toccare il fondo e poi risalire e che dobbiamo perdonare i nostri errori e non perdere il sapore della vita. Perché non bisogna amarsi e amare con il contagocce, non si può risparmiare sull'amore.


JORDAN + APRIL
di Anita S.


Butterfly Edizioni
Collana: Love self
Genere: Romance
Data di uscita: 30 novembre 2018
Disponibile su Amazon e Kindle Unlimited 
Prezzo: 2,99 €
in offerta a 0,99 dal 30 novembre
 fino al 9 dicembre

Jordan Dubois è un professore universitario segnato da un matrimonio finito in tragedia. È deciso a non lasciare spiragli al suo cuore per paura di essere ferito di nuovo. 
Nessuna illusione, nessun coinvolgimento e nessun dolore.
April Spector è una studentessa di giornalismo che sta cercando di scappare da una vita che le va stretta e da un padre che la soffoca. Si incontrano una sera per caso e condividono un momento di sfrenata e intensa passione, alimentata dal fatto di essere due perfetti sconosciuti. Nessuno dei due immagina che il destino ha in mente di farli incontrare ancora, nella stessa aula e nello stesso palazzo. 

E mentre dovranno fare i conti con i fantasmi del proprio passato e con gli ostacoli del presente, riusciranno anche a tener a bada il desiderio alimentato dalla loro attrazione?





QUIXOTE EDIZIONI



LOVE BURNS
di Mandi Beck



Ambientazioni: Chicago
trad. Arabella McKenzie
cover artist: Rocchia Design
Serie: Caged Love #2
Genere: Sport Romance
E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
347 pp
3,99 € (e-book) 
USCITA: 7 dicembre 2018
Love.
È il mio nome, ma è anche ciò per cui combatto. Per Frankie.
Sono un combattente. Addestrato per mantenere sempre alta la mia difesa. Per anticipare e vedere il prossimo colpo in arrivo. Quello che non mi aspettavo era che il suo passato ci piombasse addosso.
Sto per prepararmi a due delle lotte più importanti della mia vita. La mia ragazza e la cintura. So che sono in grado gestirlo, poiché non ho mai smesso di combattere per questo. Ma cosa fai quando la tua vita, il tuo amore, viene minacciato e non puoi essere lì a difenderla? Puoi solo chiudere gli occhi e pregare con tutto te stesso che lei sia abbastanza forte per uscirne indenne.
Sono andato in guerra per lei. Ora è il suo turno combattere per noi.

L'autrice.
Mandi Beck è sempre stata un’avida lettrice. L’amore profondo per i libri le ha fatto sempre scrivere piccole storie su tovaglioli, quaderni e sulla mano. Da adulta si è ulteriormente immersa nel mondo dei libri grazie ai gruppi di lettura e al fantastico avvento dei social media. Da quel momento
in poi è passata a scrivere le sue storie sul telefono e poi su un PC vero e proprio. Studentessa di infermieristica, madre di due turbolenti maschi un po’ tremendi, e matrigna di due splendide ragazze che frequentano il college, condivide il suo tempo con il marito a Chicago, dove è nata e cresciuta. Mandi è un’appassionata fan dell’hockey e incolpa i Blackhawks quando le sue scadenze non vengono rispettate. Love Hurts è il suo romanzo d’esordio.

martedì 4 dicembre 2018

Recensioni film: SENZA NESSUNA PIETA' || LA TERRA DELL'ABBASTANZA || THE BRIDGE #2



Buongiorno, lettori!
In questo post di oggi non parleremo di libri, bensì di tre film, di cui due italiani e il terzo made in Usa; quest'ultimo appartiene al genere sentimentale in odor di Natale, mentre i primi due, drammatici, sono ambedue collocati a Roma e in ambienti decisamente pericolosi, dove farsi inghiottire dalla microcriminalità è piuttosto "semplice", tanto quanto è difficile uscirne.



SENZA NESSUNA PIETA'


2014
Regia: Michele Alahique.
Cast: Pierfrancesco Favino, Claudio Gioè, Greta Scarano, Adriano Giannini, Ninetto Davoli.


Mimmo (Pierfrancesco Favino) è un muratore tranquillo e dall'aria inoffensiva, è taciturno, riservato e agli occhi di tutti rispettato ed esemplare; in realtà, ha una "seconda vita", in cui si occupa di riscuotere crediti con metodi poco ortodossi nei quartieri poveri di Roma, per conto del datore di lavoro, nonché zio (Ninetto Davoli), il quale lo ha allevato come un figlio. 
Lo zio ha un figlio, Manuel (A. Giannini), un tipo arrogante, viziato, abituato a fare il pascià coi loschi guadagni del padre; i due cugini non si sopportano, soprattutto perchè Manuel tratta il silenzioso e remissivo Mimmo con disprezzo, strafottenza e l'avversione reciproca che entrambi provano si può toccare con mano.
L'unica presenza amica è costituita dal "collega", soprannominato il Roscio (C. Gioè), con cui condivide i lavoretti di recupero crediti.
Il mondo in cui vive Mimmo è fatto di gerarchie da rispettare, da ordini ai quali non si può contravvenire, di regole cui sottostare senza fare obiezioni e commettere errori... se si vuol sopravvivere.

Favino riesce a rimandarci del suo Mimmo una personalità solo apparentemente semplice, nel senso che nei momenti iniziali l'uomo ci sembra un tipo poco intelligente,troppo chiuso e poco sveglio, sottomesso ai voleri dello zio, succube delle battutine cretine dell'odiato cugino, e anche come si muove e parla (quando parla) danno l'impressione di essere di fronte ad uno "non proprio normale", ma un po' "tocco"; invece, andando avanti ci accorgiamo non solo che Mimmo sa essere molto, molto pericoloso e che in sè ha una carica di aggressività che sfoga con freddezza contro le vittime prescelte, ma che allo stesso tempo dentro di lui c'è una scintilla di umanità che chiaramente non ha modo di venir fuori in un contesto degradato, criminale, in cui a muovere tutto sono i soldi, la violenza, e dove manca qualsiasi rispetto per il prossimo (tranne che per i membri del clan, ovviamente).

Tutto procede così finché nella sua vita non irrompe irrompe Tania (Greta Scarano), una giovane escort, bella e disinibita, consapevole del fatto che gli uomini sono disposti a pagare per averla e che concedersi a loro le dà modo di guadagnare soldi facili e veloci. 
Purtroppo per lei, non di rado i clienti si rivelano spesso violenti e convinti di poter fare del suo corpo ciò che vogliono in quanto la pagano, e uno di questi è Manuel; è proprio Mimmo ad accompagnare Tania da lui, anche se preferirebbe non farlo perchè si sente attratto dalla ragazza e cederla al malefico cugino è l'ultima cosa che vorrebbe fare.
Ma gli tocca ubbidire e così Tania è pronta a diventare per una notte il giocattolo dell'altro..., fino a quando qualcosa scatta nella testa di Mimmo, che decide di ribellarsi a questa vita e di portare con sè Tania, nella quale lui vede ben altro che una escort, e provare a dare a se stessi l'opportunità di una vita migliore, decisamente differente da quella squallida e brutale nella quale si trovano e che rischia di ucciderli dentro.

Il prezzo per la libertà però è alto, per esso Mimmo commette una cosa che proprio non avrebbe dovuto fare e che lo mette contro "la sua famiglia", che non è disposta a passarci su e a lasciarlo andare.
Inizia una fuga da quelli che da un momento all'altro diventano i suoi nemici, e afferrare la libertà potrebbe rivelarsi ancora più difficile di quanto avesse immaginato, tanto per lui quanto per Tania, che si rimette completamente nelle mani di quest'orso grande e, in fondo, buono, l'unico che l'abbia mai fatta sentire amata e protetta senza chiedere nulla in cambio.

Film piacevole, con un cast di tutto rispetto, Favino sempre eccezionale per me, nel dare corpo a questo suo personaggio che proviene sì da un contesto di delinquenti, ma del quale percepiamo qualcosa di diverso, una sorta di bontà innata che finora è stata soffocata.

E' un film (ce ne sono diversi su questa falsariga) che ci ricorda quanto complicato sia dire addio definitivamente a un'esistenza criminale in cui sei costretto a sottostare a determinate regole, pena la morte se le vìoli, e dove fidarti davvero di qualcuno potrebbe rivelarsi oltremodo pericoloso.
CONSIGLIATO.


LA TERRA DELL'ABBASTANZA


2018
Regia: Damiano D'Innocenzo, Fabio D'Innocenzo.
Cast: Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Luca Zingaretti.


Protagonisti di questo film d'esordio dei fratelli D'Innocenzo sono Mirko e Manolo, due adolescenti amici appartenenti alla periferia di Roma. 
Provengono da famiglie non benestanti ma oneste, con genitori single, e loro stessi sono due bravi ragazzi, che sognano di poter un giorno diventare ricchi, sogno per ora rimandato al futuro, mentre entrambi si arrangiano con lavoretti occasionali per arrivare a fine mese.

Sfortunatamente, il caso vuole che, in seguito ad un incidente spiacevole, si trovino catapultati in una realtà pericolosa che step by step diventerà una discesa verso l'inferno.

Una sera, infatti, investono un uomo e decidono di scappare senza soccorrerlo. 
I ragazzi sono impauriti perchè temono che si scopra che sono stati loro ad ammazzare il pover'uomo, ma in realtà questa disgrazia si rivela essere il loro colpo di fortuna...
Infatti, l'uomo che hanno ucciso "per sbaglio" altri non è che un pentito di un clan criminale di zona, e facendolo fuori Mirko e Manolo si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro all'interno della mafia locale, che costituisce un'attrazione troppo grande da poter essere ignorata da due giovanotti con la fissa delle donne e dei soldi facili.
Le loro vite cambiano drasticamente quando cominciano a ricevere "missioni" criminali da portare a termine da parte dei loro nuovi capi e a sporcarsi le mani di sangue. 
Ma la strada sbagliata intrapresa, che loro pensano li stia portando verso il paradiso, porta con sè drammatiche conseguenze e ben presto la vita in questo contesto brutale, spietato, diventerà estremamente dura, così che Mirko e Manolo finiranno per allontanarsi dalla famiglia e dagli ex amici, andando incontro a una spirale verso il basso che sembra senza fine.

Anche questo film mi è piaciuto perchè si sofferma sulla discesa disgraziata di questi due ragazzi, che non erano dei ragazzacci in fondo, forse un tantino presuntuosi e sfacciati, ma qualcosa di buono in loro c'era...; vivere fianco a fianco con dei criminali senza scrupoli però non può che incidere sulla loro giovane personalità e fagocitarli, togliendo loro il buono che c'era, rendendoli aggressivi anche nei confronti dei genitori, come succede a Mirko verso la madre, la quale s'accorge che il figlio sta cambiando, che in tasca ha troppi soldi... e comprende che evidentemente se li sta guadagnando in modo molto sporco...

Drammatico, realistico, duro, ben interpretato (i due attori protagonisti sono molto bravi), descrive bene la realtà di periferia e in particolare quella delinquenziale, ponendo attenzione all'evoluzione in negativo di questi due giovanotti, che si sono buttati a capofitto per una strada senza via d'uscita.
CONSIGLIATO.




THE BRIDGE #2. Pagine d'amore


2017
Regia di Mike Rohl
Con Katie Findlay, Wyatt Nash, Faith Ford, Ted McGinley, Andrea Brooks, Denis Corbett, Natasha Burnett, Jaime M. Callica.

Questo film è in realtà la seconda parte di un altro che però non ho visto; entrambi sono tratti dal romanzo di Karen Kingsbury, PAGINE D'AMORE, che ho recensito QUI sul blog.

Il libro mi era piaciuto per due aspetti fondamentali: l'importanza data ai libri e alla libreria come luogo magico, in grado di donare qualcosa di bello e indimenticabile a chi la frequenta, soprattutto se essa è gestita da un appassionato di libri che non soltanto te li vende, ma te li consiglia con amore, per scopi ben precisi, provando ad incidere positivamente sulla tua vita di lettore, casuale o seriale che sia.

Il secondo aspetto era quello della fede in Dio, il motore che guida le azioni e le scelte di vita dei personaggi.
Ecco, se il primo aspetto c'è in maniera palese, il secondo un po' meno, e personalmente ne ho sentito la mancanza.

Ad ogni modo, la storia è questa ed è molto semplice: Molly e Ryan si sono incontrati alla libreria The Bridge, gestita dai coniugi Charlie e Donna, ai quali tutti a Franklin vogliono un gran bene.
Pur provando forti sentimenti l'uno per l'altra, i due non si sono mai fidanzati, anzi le loro strade si sono divise: lei segue la strada decisa dal padre imprenditore e che la porta a prendere in consegna l'azienda di famiglia, lui sogna di poter sfondare come cantautore.
Un terribile incidente occorso a Charlie riporta Molly e Ryan a Franklin, obbligandoli a riavvicinarsi e a fare i conti con il loro amore mai vissuto.
I due si mettono in testa di aiutare Charlie e Donna ed uniscono le forze a quelle di altri cittadini per contribuire a salvare lo storico e amato locale dalla chiusura. 
Così facendo, vecchi sentimenti si riaccenderanno dando a Molly e Ryan una seconda possibilità.
Sapranno sfruttarla?

La risposta è quasi scontata, considerato il genere di film, sentimentale, romantico e intriso di atmosfera natalizia, che infonde una leggera euforia e una gran voglia di essere buoni.
La trama non si discosta dal libro, assolutamente (se non per l'aspetto della fede che qui è meno preponderante), ma forse mi ha coinvolta di meno; anzi, devo confessare che questo è il genere di film da cui sto molto lontana in quanto solitamente hanno intrecci fin troppo semplificati e prevedi il corso degli eventi e il finale sin dalle prime battute.
Diciamo che sono quelle pellicole adatte a queste settimane dicembrine in cui ci si prepara alle festività natalizie, ideali per tutta la famiglia, senza grosse pretese di concentrazione (se abbandoni un po' il film per andare a controllare l'arrosto e resti in cucina pure mezzora non è che hai perso più di tanto il filo del discorso, ecco), carini, contrassegnati dai buoni sentimenti e in cui il lieto fine è obbligatorio.

CONSIGLIATO? Mah..., ripeto, è caruccio, soprattutto grazie al riferimento ai libri, ma per il resto è un film d'amore come se ne trovano a bizzeffe - basta mettere su La5 in prima serata per farsene delle belle scorpacciate -, di quelli che metti in sottofondo alle cene di Natale e che si guarda distrattamente, finchè qualcuno sbotta: "Ma chi ha messo 'sta roba? Non c'è qualcosa di più allegro?".

lunedì 3 dicembre 2018

Narrativa - Novità Kimerik Edizioni




Alcune novità editoriali targate Kimerik Edizioni.



LA BANDA DEGLI SFIGATI
di Antonio Tufano


LINK LIBRO
In questo libro Antonio Tufano analizza le vicende di cinque ragazzi dei nostri tempi. 
Con la grande sensibilità che lo distingue e che è costantemente presente in ogni suo scritto, analizza le loro vite, il loro carattere, la loro evoluzione nel tempo, il coraggio dimostrato nell’affrontare la “sfiga” che li perseguita, ma, soprattutto, evidenzia il desiderio, forte e urgente, di cambiare la piccola comunità in cui si muovono, le istituzioni, le persone. 
Emerge la figura di un giusto che ama e sogna di vivere in un mondo onesto, in un mondo in cui la giustizia diventi un dovere e un diritto capace di coinvolgere ogni persona umana. 
Quando sogna l’uomo è un gigante che divora le stelle… i nostri protagonisti divorano le stelle: la comunità cambia, gli atteggiamenti cambiano, le persone cambiano. 
Grazie scrittore! Ci hai portato a osservare l’oggi, ci hai portato a guardare con occhi diversi la società in cui operiamo, ci hai portato a soffermarci sulla realtà e sui suoi costumi, trasformabili e plasmabili. Ci hai regalato un prezioso aiuto per interpretare positivamente fatti e personaggi del nostro tempo. Soprattutto grazie per averci fatto sognare, sperare e credere che la giustizia non sia solo un’illusione. Marilena Cristinzio
L'autore.
Antonio Tufano è nato a Teano (CE) il 25 febbraio del 1943. Laureatosi in Lettere Antiche presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha insegnato in diverse scuole nella provincia di Isernia, iniziando dal Liceo Classico “O. Fascitelli” di Isernia e terminando la sua carriera presso l’I.T.E.F., sempre di Isernia. Ha deciso, andando in pensione, con maggior tempo libero a disposizione, di continuare la sua attività didattica, realizzando il suo grande desiderio: impegnarsi nella narrativa, dando libero sfogo alla sua fantasia, legandola alla realtà storica, soprattutto della sua provincia di adozione. Ha già pubblicato, con Terzo millennio di Isernia, i libri Isernia -Napoli, andata e ritorno e Il settimo sigillo e altre narrazioni; con la Casa Editrice Kimerik ha dato alle stampe un libro di buon successo, I cafoni.


GRAFFI DI POLVERE NELL'ECO DELLE TUE PAROLE
di Anna Leo

LINK LIBRO



Anna Leo ha scritto la storia di una donna forte, che possiede il coraggio di sostenere le sue ribellioni e le sue scelte fin dall'adolescenza, nonostante i condizionamenti che la famiglia, i tempi e il contesto sociale, le vorrebbero imporre. 
Una donna che non ha il timore di intraprendere strade inusuali, anche nella scelta di una professione che la obbliga a fronteggiare il lato oscuro dell'umano, ma che mostra la fragilità dei propri sentimenti quando perde suo padre, e si trova a dover fare i conti con un inesistente rapporto con la madre. (Dalla prefazione di Laura Bottoni)

L'autrice.
Anna Leo è nata a Caprarica di Lecce. Conseguita la Maturità Commerciale presso l'Istituto “O. G. Costa” di Lecce, continua gli studi giuridici. Si è laureata in Sociologia del crimine e della devianza presso l'Università del Salento. Si occupa di prevenzione delle Dipendenze Patologiche e rivalutazione del territorio. Autrice delle raccolte di poesia: Ai margini dell'anima, Sulla sabbia il profumo d'inverno e di diversi racconti tra cui Una stella sul casale. Vive e lavoro a Lecce.

domenica 2 dicembre 2018

Recensione: POCHI INUTILI NASCONDIGLI di Giorgio Faletti



Sette racconti che, partendo (quasi tutti) da situazioni realistiche, sfociano in elementi surreali, paranormali, in cui a far capolino nelle esistenze dei protagonisti (e di chi ruota loro attorno) sono incubi terribili, la cui origine risiede, in definitiva, nel lato oscuro che si cela in ognuno. E nascondersi per sfuggire a questi mostri diventa davvero impossibile...



POCHI INUTILI NASCONDIGLI
di Giorgio Faletti



Ed.Baldini Castoldi Dalai
371 pp
2008
"Forse l'errore stava tutto lì. Era l'errore che tutti  gli uomini fanno da sempre. Cercare di mostrarsi forti e sprezzanti e vincitori quando forse basta avere il coraggio di chinare la testa e dire: ho paura".


Marco Barison (in Una gomma e una matita) è un uomo solo e solitario, che si sta nascondendo da qualcosa, o forse è più giusto dire... da qualcuno.
E questo qualcuno è lui stesso.
Marco è divenuto un uomo apatico, freddo, taciturno, che rigetta i rapporti umani e preferisce starsene per conto proprio, a rimuginare sulle disgrazie accadutegli negli ultimi anni in totale solitudine, nutrendo dolore, rancori, risentimenti, odio verso coloro che egli giudica responsabili della sua attuale condizione di miseria, economica ma ancor di più emotiva, umana.
Cosa gli è accaduto?
C'è stato un periodo in cui Marco è riuscito a farsi strada come fumettista e disegnatore e, con una gomma ed una matita, a creare una serie di personaggi  che gli hanno procurato non pochi guadagni ed una piacevolissima notorietà; del resto, è sempre stato un mago con la matita, sin da bambino. Non solo, ma le cose andavano bene anche sul fronte sentimentale, grazie al matrimonio flash con la bellissima modella Ivana.
Poi qualcosa è andato storto e le persone di cui si fidava l'hanno tradito, lasciandolo sul lastrico.
Adesso ha deciso di sparire da tutti e tutto stabilendosi in Grecia, in una casa isolata per cercare - è ciò che dichiara alla amata sorella Martina, l'unico contatto umano che sopporta attualmente - di riprendersi dalle delusioni, dalle amarezze, e provare a cominciare a disegnare ancora, nonostante tutto.
Nonostante abbia perso ogni cosa, Ivana compresa...
Ma la verità è che in lui l'odio e il desiderio di vendetta e rivalsa hanno preso posto in un modo pericoloso e da qualche parte questi sentimenti negativi devono uscire.
Ciò che Marco riuscirà a fare con quella matita e quella gomma che egli porta sempre con sè, ha dell'incredibile: due strumenti innocui diventano il mezzo per vendicarsi di chi l'ha tradito con cinismo e indifferenza, e questa vendetta sarà tremenda ma, soprattutto, assurda, inspiegabile per l'umana ragione, rappresentata dal commissario che si ritrova a indagare su alcuni efferati e misteriosi delitti, di cui, se anche si arrivasse a capire l'autore, sarà impossibile comprenderne le modalità... e darne una spiegazione credibile e sensata...

In L'ultimo venerdì della signora Kliemann a far da padrone non è la vendetta, non è l'odio, ma il dolore, quello acuto e inconsolabile che prova chi non riesce ad andare avanti senza la persona più importante della propria vita.
Carlo Anselmi vive nell'isola d'Elba, è sposato, non ha figli, è sempre in giro con gli amici bontemponi con cui trascorre molto tempo tra una chiacchiera e un caffè; lavora, ma con un discreto margine di libertà, per i coniugi Kliemann, due tedeschi che vengono sull'isola toscana solo in vacanza e che pagano mensilmente Carlo perchè si occupi della manutenzione della casa, soprattutto quand'essi non ci sono.
E' solo maggio quando la signora Greta Kliemann giunge ad Elba col marito, e Carlo è preoccupato di essere licenziato in quanto consapevole di aver trascurato la cura dell'abitazione e del giardino...
Ma la sua preoccupazione assume presto sfumature e interessi differenti e più sinistri, quando comincia a capire che attorno a Greta, una sessantenne ancora piacente che da giovane ha fatto girare la testa a tutti gli isolani, v'è un'aura di mistero... Lei sostiene che il marito è con lei, nella villa..., ma qualcosa fa supporre a Carlo che le cose non stiano così...
La bella tedesca nasconde forse qualcosa?
Greta in effetti cela dentro di sè una profonda tristezza e un grande dolore, ma forse è arrivato il momento tanto atteso, quello che la ricongiungerà al suo amore..., e tutto sotto gli occhi sbigottiti di Anselmi, che non sa se ciò che gli tocca vedere è reale o meno...

Claudio Marino è un professore di Lettere in Graffiti, ed è un uomo sgradevolissimo.
Odia il proprio lavoro e, più di tutto, odia gli esseri umani con cui quotidianamente ha a che fare, che si tratti dei colleghi docenti, degli alunni adolescenti o dei bidelli.
A dirla tutta, il suo odio è totale e si riversa pure sul portiere del condominio in cui vive, sui vicini di casa - con cui non ha alcun tipo di relazione -, sull'unico fratello che ha, per il quale non prova il minimo affetto.
Claudio è un tipo assolutamente e indiscutibilmente solo, perchè solo vuol stare; è un misantropo nel senso puro del termine e se ne vanta: guarda tutti dall'alto in basso, con un cipiglio arrogante, sprezzante; pur ostentando un atteggiamento pacato e sufficientemente cortese, nella sua testa vomita continuamente insulti pesanti verso tutti, e in lui alberga una tale repulsione verso il prossimo da lasciarci attoniti e disgustati.
E' privo di sentimenti di rispetto, pietà, empatia, amicizia, solidarietà, rimorsi...
C'è solo una persona che suscita in lui un interesse morboso, ossessivo, lascivo: una ragazza bella, dal sorriso dolce e malizioso al contempo, che pare aspettarlo, che sia alla fermata del tram o sotto casa...; non sa il suo nome, non sa dove abita, chi sia..., sa solo che ha un cappotto rosso vistoso e un sorriso che lo attrae.
Ma non c'è alcuna purezza nei suoi pensieri e nei suoi desideri verso la bella bionda sconosciuta, e anzi..., Marino deve stare molto attento a se stesso e a ciò che concupisce con lussuria e insensibilità, perchè tutto il marcio che ha invaso il suo cuore e la sua mente potrebbero rivoltarsi inaspettatamente contro se stesso...

Un contadino, giunto ormai alla vecchiaia, vorrebbe essere libero di trascorrerla in serenità..., ma purtroppo c'è qualcuno che vuol rovinargliela, cercando di costringerlo a dire addio ai frutti di una vita intera di lavoro e sudore; tra questi, c'è anche un suo nipote, che molto cinicamente e senza tener conto del vecchio zio, sta contribuendo a danneggiarlo.
Ma lui e il suo degno compare non hanno fatto in conti con la realtà (e la natura) che li circonda e che essi vorrebbero sottomettere alle proprie egoistiche voglie imprenditoriali - nell'ignobile convinzione che con il danaro puoi comperare tutto -, ma che rischia invece di ribellarsi a qualsiasi azione irrispettosa verso se stessa... (Spugnole)

In La ragazza che guarda l'acqua siamo in presenza, sin dalle prime pagine, di un racconto che ha del fantastico in modo esplicito, in quanto il vero protagonista è un essere soprannaturale che vive nelle acque del lago (un po' in stile mostro di Lochness, ma decisamente più tenero e docile); nessuno l'ha mai visto ed egli sta molto attento affinchè la propria esistenza continui così, nascosta agli sguardi superficiali e anche crudeli degli esseri umani.
Ma il suo cuore, per quanto non umano, è più generoso di quello di tante persone, e il suo desiderio di venire in aiuto a chi è in difficoltà lo spinge a rivelare la propria presenza...

Il sesto racconto (L'ospite) è il mio preferito, non fosse altro che buona parte di esso è attraversato da una verve ironica e brillante che ho gradito molto, e questo soprattutto grazie al protagonista, Riccardo, un 38enne intelligente, simpatico, pieno di humor e ottimista per natura.
Di mestiere fa il giornalista ed è alla ricerca dello scoop dell'anno, quello che gli permetterà di guadagnare una barca di soldi; ad aiutarlo ci pensa la nipote 18enne, la bella e vivace Sara, con cui vola fino a Guadalupa, alla ricerca di un noto personaggio della tv scomparso misteriosamente da un po' di anni.
Tra fraintendimenti e piccole sorprese, il razionale Riccardo viene messo davanti alla realtà che non tutto a questo mondo si può spiegare e capire, e che tanti incubi e paure personali prendono forma in cose apparentemente insignificanti, ma che a ben guardarle, mettono i brividi...

Arriviamo all'ultimo racconto -  Physique du role -, in cui veniamo introdotti nel mondo del cinema, in particolare dei film d'horror: conosciamo il regista Andrea alle prese con la realizzazione di un lungometraggio fantastico-horror incentrato sui licantropi.
Attenzione, Andrea: a volte certi sogni ad occhi aperti e certi mostri della notte di cui parli ridendo e scherzando, potrebbero materializzarsi e l'esperienza che t'aspetta potrebbe essere non soltanto molto vivida... ma anche terribilmente, fatalmente realistica...

Come dicevo nell'introduzione, questa è una raccolta di sette storie brevi ma intense che il compianto e bravissimo Faletti ci ha lasciato; in essi, egli ci regala sette spaccati e sette protagonisti diversi l'un dall'altro, con contesti di vita differenti, che però hanno in comune una cosa fondamentale ed inquietante: il sentimento d'angoscia provato in presenza di ciò che non riescono a spiegare, a identificare con la ragione... ma che pure c'è, e queste presenze malevoli e funeste, pur provenendo da un "mondo" fantastico, che non appartiene alla vita vera, reale, a ciò che è normale e ragionevole, spiegabile scientificamente, hanno in verità fin troppa consistenza, e quando fanno la loro comparsa nella vita delle persone presenti in questi racconti, hanno su di essa un impatto tutt'altro che irreale e illusorio...

Alcune di queste storie son più brevi di altre ma tutte, a modo loro, vogliono ricordarci qualcosa: in ognuno di noi c'è una zona d'ombra, una parte oscura, che teniamo ben nascosta e che gli altri  non conoscono, perchè se la conoscessero fuggirebbero inorriditi; è una parte di noi a volte marcia, altre volte semplicemente debole, altre ancora avida e superficiale..., fatta eccezione per "La ragazza che guardava l'acqua" in cui al centro non v'è un essere umano, e infatti in esso non c'è un lato cupo ma solo gentilezza e bellezza interiore, che stonano con l'aspetto esteriore che è mostruoso.

Inevitabilmente a unirli sono quindi sentimenti e stati d'animo negativi: la malinconia, una tristezza mortale, l'egoismo, l'arroganza, e soprattutto la paura, il terrore che proprio ciò che si teme possa assumere a un tratto contorni ben definiti, e aggredirci senza che noi possiamo riuscire a scappare, a salvarci.

Io che non ho un amore sviscerato per i racconti, ho trovato questi di Faletti sicuramente coinvolgenti, ben scritti, molto piacevoli e scorrevoli, capaci di creare nella mente del lettore immagini vivide di ciò che è descritto e facendoci provare le emozioni dei personaggi; confesso di aver trovato un paio di essi troppo brevi e mi sarebbe piaciuto che fossero meglio sviluppati e non interrotti con finali pure un po' scontati (mi riferisco nello specifico a Spugnole e Graffiti), ma nel complesso non posso che apprezzare lo stile e la forza narrativa di questo scrittore che ci ha lasciato troppo presto e che sicuramente ci avrebbe regalato ancora tante storie emozionanti.

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