BISCUITdi Kim Sun Mi
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| Mondadori 168 p. trad. Elia Giulia |
Cappuccio della felpa a coprire testa e parte del volto, cuffiette sempre alle orecchie, sguardo attento a captare movimenti e rumori:
Seong Jaeseong sembra un ragazzo come tanti, ma non lo è.
Seong Jaeseong sembra un ragazzo come tanti, ma non lo è.
"Sono in cura (....) per tre disturbi legati ai suoni: misofonia, iperacusia e fonofobia. È più facile capire la mia condizione se pensate a me come un neonato che viene catapultato all’improvviso nel mondo: confuso, spaesato e sopraffatto dai suoni. Quando questi mi assalgono e non posso fare nulla per difendermi, mi sembra che il mondo mi schiacci, e faccio fatica persino a respirare."
A diciassette anni ha imparato cosa vuol dire essere ricoverati, seppur per un tempo limitato, in ospedali psichiatrici, andare costantemente dallo psicologo e, soprattutto, sentire su di sé gli sguardi pesanti ed eloquenti di coetanei e adulti.
Sguardi che parlano di scherno, compassione, disapprovazione, rimprovero, stupore, perplessità, scetticismo, comprensione.
Suo padre lo guarda con rabbia e nervosismo: per lui è una vera e propria seccatura avere un figlio che entra ed esce dagli istituti di cura, se ne vergogna e il più delle volte non ama averlo tra i piedi.
Sua madre gli vuol bene ma è evidente che soffre nel vedere il suo Jaeseong isolato, problematico, ipersensibile a ogni minimo rumore...; è infelice, insoddisfatta e con il marito ultimamente gli scontri e i battibecchi sono aumentati a causa di questo figlio unico davvero particolare.
Jaeseong indossa quasi sempre le cuffie alle orecchie per schermarsi dai rumori che lo circondano e lo schiacciano fino a togliergli il fiato.
Ma forse proprio a causa di questo disturbo, Jaeseong ha anche un dono raro e speciale: riesce a sentire, ad avvertire e a vedere quelle persone (bambini, adolescenti ma anche adulti) che lui chiama Biscuit: sono le persone invisibili agli occhi dei più, coloro che vengono umiliate, dimenticate, il cui cuore è stato ferito, calpestato più e più volte, e la cui presenza si è affievolita fino quasi a scomparire, tanto addirittura da rendere i contorni della loro presenza fisica sempre più sfumati, indefiniti, impalpabili.
Di queste anime spezzate, fragili come biscotti che si sbriciolano al minimo urto, Jaeseong ha deciso di prendersi cura.
È un'anima pura, buona, convinta che salvando questi individui maltrattati possa in realtà spezzare la propria personale maledizione e salvare se stesso.
"...non è la società, né la scuola o la famiglia a definire la mia presenza. Sono stato io a rendermi necessario al mondo, trovando i Biscuit".
Certo, per quanto sia un adolescente educato e gentile, ha il suo caratterino: è determinato, testardo, anche vendicativo nei confronti di chi si comporta male (ad es., verso i ragazzi che bullizzano un compagno più timido e indifeso), ma in ogni cosa che fa egli si prefigge sempre l'obiettivo di aiutare chi è solo e in difficoltà.
Ad aiutarlo nelle sue missioni di salvare i Biscuit, ci sono i suoi due migliori amici, Deokhwan e Hyojin, tanto pacato e riflessivo il primo quanto sanguigna e istintiva la seconda.
Insieme formano un simpatico e pasticcione trio di giustizieri che faranno di tutto per aiutare una Biscuit, ormai allo stremo delle forze, a ritrovare la fiducia in se stessa e la sua strada nella vita.
Jaeseong è un ragazzo davvero particolare e la sua iperacusia - che sicuramente lo pone in una condizione di svantaggio sociale, perché non riesce a sopportare rumori molesti e il fatto di udire anche quelli impercettibili, che alla maggior parte degli esseri umani non dà minimamente fastidio - lo induce a isolarsi, a cercare "riparo" da ciò che lo fa agitare.
Questa sua ipersensibilità lo rende anche più soggetto a restare ferito ed infatti egli è un tipo che sta attento a parole, toni di voce, gesti, espressioni facciali e del corpo..., non gli sfugge nulla, passa ai raggi X tutto e tutti, si fa molte domande su sé stesso e sugli altri, dà molta importanza allo scavare negli stati d'animo propri ed altrui, insomma ha un'attività emotiva bella frenetica.
E poi è molto empatico: non c'è disagio, sofferenza, imbarazzo, lacrima, sospiro... che possa essergli nascosto.
Anche la persona più fragile e infelice, quella che finisce quasi per svanire perché non si ama, non si apprezza e non riceve amore né stima da chi la circonda, lui riesce a scorgerla, a capire in che stadio Biscuit si trovi, se sia più o meno facilmente "recuperabile".
I suoi tentativi caparbi e sinceri di salvare chi ha perso la fiducia in sé stesso e rischia di diventare invisibile (più di quanto non lo sia già) suscitano tenerezza ma anche simpatia e un pizzico di divertimento perché lui e i suoi due amici sono impetuosi, frettolosi e spesso si mettono nei guai pur di portare a buon fine la missione del giorno.
"...avevo acceso un piccolo fuoco in un angolo remoto del suo cuore, dimostrandole che c’era qualcuno che riusciva a vederla": questo si propone il giovane Jaeseong, consapevole che aiutare gli altri è un modo per aiutare e educare sé stesso.
"Ero fatto così da piccolo, non volevo far vedere quanto fossi spaventato e solo, prigioniero dei suoni. Mi sentivo fuori posto. Ma dopo aver incontrato i Biscuit le emozioni che avevo tenuto nascoste iniziarono a cambiare."
Nel romanzo vengono trattate tematiche giovanili sempre attuali, come il rapporto (spesso conflittuale, tanto più nell'adolescenza) genitori-figli, l'amicizia, il bullismo, il rapporto tra mamma e papà visto dalla prospettiva dei figli, i maltrattamenti famigliari, l'importanza di avere una buona autostima e i rischi in cui si incorre quando ci si sente inferiori, sbagliati, non degni di amore, il modo in cui ciascuno si rapporta al prossimo (umiliandolo? facendolo sentire inutile, stupido, sbagliato? O lo rispettiamo, ricordandoci che ogni essere umano ha un valore e merita considerazione, fiducia, amicizia?).
Mi è piaciuto molto leggere questo young adult coreano perché l'ho trovato di una delicatezza estrema, molto centrato sul mondo delle emozioni, sull'intelligenza emotiva, sull'esercizio dell'empatia, tutti aspetti importantissimi del vivere quotidiano e su cui è fondamentale porre l'accento, con i bambini, i ragazzi e gli adulti.
È una lettura in grado di far riflettere su cosa voglia dire far sentire gli altri considerati, stimati, amati, protetti, importanti, e su quanto deleterio sia, per contro, trattare con indifferenza, non dare attenzioni, amore, solidarietà... a chi ci è vicino, tanto più se è evidente che ha un problema di bassa autostima.
"Un Biscuit nasce a causa della negligenza e del disinteresse di chi lo circonda. Se ci si sente esclusi dal mondo, spesso capita che si perda la fiducia in se stessi e che venga meno il coraggio di mostrarsi al mondo. Si sceglie così di autoisolarsi, la forza per difendersi si fa sempre più flebile e si finisce per vivere oscillando tra uno stadio e l’altro."
Una bella scoperta, mi ha ricordato Almond. Come una mandorla, e lo consiglio a giovani e meno giovani, offre interessanti spunti e temi su cui riflettere.
"Chiunque può diventare un Biscuit.
Allo stesso modo, chiunque può aiutare un Biscuit."













