venerdì 2 ottobre 2026

Recensione: L'ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE di Marta Lamalfa



Ambientato nei primissimi anni del 1900, sulla piccola isola di Alicudi, L'isola dove volano le femmine ci racconta un mondo e un modo di vivere arcaici, ritratti nella loro autenticità, nella durezza di una vita fatta di lavori nei campi e poco cibo da mettere nella pancia; un "piccolo mondo antico" ed isolato dove la fame, la superstizione e la miseria non possono soffocare un desiderio profondo di libertà.



L'ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE 
di Marta Lamalfa

Neri Pozza
320 pp
«Io dico che se una sa come volare, qua poi non ci torna».

Il lettore giunge ad Alicudi in un giorno triste.
È il 1903 e la giovane Caterina guarda il corpo freddo e immobile della propria gemella, Maria, morta.

"Guardare Maria le aveva sempre dato il convincimento di sapere come lei stessa era fatta. (...) le dicevano tutti che era spiccicata a sua sorella Maria, e questo solo riusciva a dare al suo corpo una forma. Come farà, adesso che i loro due corpi si sono slacciati? (...) Senza Maria, saprà scegliere, fra i pensieri in testa, quelli giusti e quelli sbagliati? Era lei che glieli sceglieva. Maria. Scompare sotto a un lenzuolo. Gliela tolgono da sotto al naso. Caterina non è pronta a vedersela sfuggire così, all’improvviso. Pensava di avere più tempo."

Senza Maria, Caterina sente di essere incompleta, lasciata sola come una cosa a metà, e anche se adesso può godersi la loro stanza tutta per sé, nulla sarà più lo stesso.

Se l’è portata via un male cattivo e tutti in famiglia – dalla bisnonna Palmira, che non ci vede più bene ma capisce e "vede" meglio di tutti, a Palmira la madre, che aspetta il quarto figlio ma è distrutta dal dolore – pensano sia colpa di Ferdinando, un giovanotto coatto, che sta scontando una pena al Castello di Lipari.

Con l'assenza della sorella, la quotidianità di Caterina s'è ingrigita, ristretta, intristita; oltre alla fatica delle incombenze quotidiane, sulle sue esili braccia pesa anche la fatica dei lavori in campagna.

Suo padre Onofrio Virgona lavora per don Nino, ogni giorno e come un mulo, facendosi aiutare dai figli: Saverio, un ragazzo dalla forte personalità, testardo e che non si tira indietro dall'opporsi al padre quando non ne condivide le idee (anche se ciò significa prendere un sacco di mazzate dal genitore, decisamente poco propenso al dialogo), Caterina (che viene trattata come un maschio quando si tratta di travagghiàri, ma come una femminuccia quando c'è da darle una razione più misera di cibo) e il piccolo di casa (almeno fino a quando non nascerà il quarto) Nardino, che però viene rimproverato aspramente e picchiato dal padre perché ritenuto incapace di fare lavori in cui sono necessarie la forza e la resistenza fisica.

Le giornate di Caterina sono scandite da queste attività, cui si aggiungono la consegna delle acciughe sotto sale e aiutare la mamma e le nonne (tra cui la catananna Palmira, che è la bisnonna, e Caterina, la nonna materna) a fare il pane.

Il pane che possono permettersi non è quello bianco, buono e profumato, bensì uno nero e non proprio piacevole, ottenuto dalle spighe della segale che cresce nell’isola e che ultimamente presenta come dei piccoli corni (da qui "segale cornuta") neri, color carbone, che le donne di Alicudi chiamano tizzonare.

All’inizio non s’erano fidati a mangiare quel pane aspro, ma la fame incombe, non c’è altro per saziarsi e così anche Caterina ingoia pezzi di quel pane duro e scuro sa più di morte che di vita.

E in mezzo a tutto questo gran daffare, uno dei momenti che preferisce è quando può sedersi ai piedi di nonna Palmira ed ascoltarla parlare di storie dell'isola, storie di donne libere, che non si sottomettono agli uomini (padri, mariti, fratelli...) ma che scappano via e volano sull'isola, come streghe, nella notte.
Sono le majare, che ballano nude quando nessuno le vede e che non obbediscono alle regole, ma vivono fuori dagli schemi, come Calòria.

Calòria è una donna nubile, una pescatrice che agli occhi di Caterina è circondata da un'aura di mistero e fascino perché sa cosa dicono di lei le donne e gli uomini dell'isola: che è una majara, una che non copre il capo con il fazzoletto e lavora con la forza di un uomo.

"Aveva però qualcosa che a Caterina piaceva. Una strana accoglienza nel corpo, morbido e col seno troppo abbondante e gli occhi grandi e la fronte larga (...) Era una donna come Caterina non ne aveva viste altre. Che esisteva e basta, come esistevano gli storpi. Come, insomma, una faccenda diversa dalle donne che Caterina poteva diventare."

Caterina è attratta da questa figura femminile e in generale dalle majare, che di certo sono più libere di lei, anche se vengono chiamate streghe.

E se Calòria rappresenta  la libertà femminile in un piccolo contesto che la nega perché intriso di povertà, ignoranza e superstizioni, c'è un altro personaggio che incarna altri ideali, non solo di libertà ma anche di uguaglianza e giustizia sociali.

È Ferdinando, il ragazzo detenuto a Lipari e che la famiglia di Caterina detesta con tutto il cuore perché lo ritiene responsabile della malattia di cui è morta la povera Maria.

Ma Ferdinando non è un uomo qualsiasi: è uno di quelli che "ha fatto le scuole", sa parlare, leggere e scrivere, capisce e sa tante cose, tra cui la rivoluzione.

«Qualcosa ho fatto, sì, non sono stato buono a fare la rivoluzione». «E che è?» «Quando uno vede una cosa che non va bene, allora la vuole cambiare. Io ci ho provato e non ci sono riuscito, e come me tanti poveri cristi. E c’hanno mandato al Castello non per non esserci riusciti, che è una colpa più grave, ma per averci provato».

Ferdinando non è al Castello perché è un criminale ma perché lotta per il cambiamento, per aiutare i contadini, la povera gente, a non accontentarsi di lavorare sotto un padrone (che solitamente si tiene il grosso dei profitti, lasciando lo scarto ai suoi lavoratori, che fanno fatica a mettere il pane a tavola), ma a sognare di slacciarsi da questa "schiavitù", di alzare la voce per pretendere di più perché è giusto che chi sgobba dalla mattina ala sera riceva ciò e quanto merita.

Anche da lui Caterina è affascinata, e non è l'unica, in famiglia; qualcun altro, insospettabilmente, viene ammaliato dai discorsi rivoluzionari di Ferdinando, perché in fondo il sogno di essere più liberi e di migliorare le proprie condizioni di vita ce l'hanno tutti, anche i miserabili che, a fine giornata, sì e no riescono a mettere in bocca un pezzo di pane nero ammollato nell'acqua accompagnato da un'acciuga o una nespola.


Ad Alicudi - "dove gli anni si contano coi guai. Il tempo del colera, della fame, della tisi, del vaiolo: sono le morti scampate (...) a segnare il passo del tempo, che cammina a fatica" - soffia più di un vento: il vento delle streghe che volano libere sorvolando l'isola, forse lanciando malefici e trasformandosi in qualcos'altro; il vento della rivoluzzone... e il vento di chi vede strane visioni, parla coi morti, fa esperienze che hanno dell'incredibile.

È ciò che succede alla giovane protagonista, che a un certo punto viene investita da una sorta di febbre visionaria in questo microcosmo dove il confine tra reale e immaginato si fa sempre più labile, tanto più per lei che è, tra l'altro, già segnata dalla perdita della gemella e tormentata dai morsi della fame.

Caterina ha paura di diventare pazza come nonno Pino o di scoprire di essere anch'ella una majara e, cosa forse più preoccupante, di volerlo essere.

"Che una majara non lo devi diventare, come le diceva la catananna, che lo sei e basta. Devi solo capirlo."

In questo romanzo leggerete di donne trattate come serve, destinate solo ad obbedire all'uomo di casa e a tacere - pena schiaffoni in pieno viso - e leggerete anche di povertà, mancanza di istruzione, solitudine, lutti, miseria...; l'unica via che la protagonista ha per cercare di spiccare il volo è affidarsi a dei sogni ad occhi aperti, che le permettano di andare oltre ciò che vede/vive e che le sta succhiando forze, vitalità, sorrisi.
Questi sogni ad occhi aperti, però, non sono semplicemente frutto di una grande immaginazione o dell'infelicità che porta Caterina "a volare di fantasia", tant'è che non coinvolgono soltanto lei, ma anche tanti altri abitanti di Alicudi, e vanno ricondotti ad un fenomeno particolare e documentato storicamente (accaduto negli anni 1903-1905), una serie di eventi che in queste pagine uniscono storia e scienza con leggende, miti, credenze popolari; quale sia questo fenomeno lo spiega la stessa autrice in una nota alla fine del romanzo e tale riferimento a fatti realmente accaduti è un punto di forza della storia, in cui sono ben bilanciate realtà e finzione, ciò che vero, legato alla terra, alla vita di tutti i giorni, con ciò che va oltre le esperienze immediatamente percepite con i cinque sensi, e che coinvolge altre dimensioni dell'essere umano.

Marta Lamalfa ha scritto un romanzo originale, che descrive in modo vivido e viscerale una piccola realtà isolana fatta di rocce scure e dirupi aspri, di ripide mulattiere, di alberi piegati dal vento inclemente; un luogo che ci appare lontano e quindi carico di un fascino quasi primitivo, dove l'austerità di esistenze provate dagli stenti e dal duro lavoro si mescola con un'atmosfera magica, solitaria, imbevuta di leggende, in cui trova terreno fertile il desiderio di sfuggire all'oppressione, di coltivare desideri proibiti e sognare la libertà.

Molto bello, lo consiglio; è una lettura che ti trasporta totalmente in quegli anni e in quel luogo, e a questo contribuisce tanto il linguaggio usato dall'autrice - semplice, con parole ed espressioni volutamente "elementari" e anche dialettali -, legato fortemente alla terra in cui la storia è ambientata, e lo stesso si può dire dei suoi personaggi, maschi e femmine, o della natura intorno: tutto è così "terreno", naturale, concreto ma, al contempo, teatro di qualcosa di visionario.



mercoledì 30 settembre 2026

Recensione: L'ULTIMA CRIPTA di Fernando Gamboa



Un'avventura che parte dall'Honduras, passa per Barcellona per poi approdare nel Mali, nel deserto del Sahara, in Messico...  alla ricerca di un antico tesoro che potrebbe essere appartenuto ai Templari.



L'ULTIMA CRIPTA
di Fernando Gamboa



463 pp
trad. E.MArcangeli,
F.R. Tana
Ulises Vidal lavora come istruttore subacqueo e, durante un’immersione nelle acque cristalline di Utila, in Honduras,  fa una scoperta che darà una svolta determinante al suo prossimo futuro: rinviene una campana di bronzo che, dall'aspetto, pare essere molto, molto antica...

Per togliersi il dubbio, una volta giunto a Barcellona, a casa, decide di contattare un caro e vecchio amico di suo padre (deceduto), il professore Eduardo Castillo, esperto di Storia Medievale.

Analizzando la scoperta e parlandone insieme, i due giungono ad una straordinaria conclusione: davanti a loro non c'è una campana qualunque, bensì un reperto risalente al XIV secolo, di origine templare, sepolto nel fondale da più di un secolo prima della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.

Ulises e il prof quasi non credono possibile un colpo di fortuna del genere, ma sembra proprio che quella scritta presente sulla campana - MILITES TEMPLI - rimandi proprio al leggendario Ordine dei Poveri Soldati di Cristo, meglio conosciuti col nome di Templari, appunto.

"...l’Ordine del Tempio venne creato nel 1118 (...) accumulò tanta ricchezza e potere che Filippo IV di Francia e Papa Clemente V, mossi dall’avidità, ordirono un complotto per impadronirsi di tutti gli averi dei Templari, nascondendosi dietro assurde accuse di eresia, e come conseguenza di ciò, tutti i membri vennero perseguitati e arrestati, o perfino assassinati, nel settembre del 1307 – disse sottolineando la data -, mettendo così fine in modo rapido e brutale all’Ordine del Tempio."

Nasce così un'idea tanto incredibile quanto allettante: capire se quella campana abbandonata nel fondo del mare possa portarli dritti dritti al fantomatico tesoro dei Templari, ma non potendo tuffarsi solo loro due alla ricerca di una tale antica fortuna, sono costretti a rivolgersi a un professionista (con cui Vidal ha lavorato in passato): John Hutch, un ambizioso cacciatore di tesori, un tipo senza scrupoli che dispone di imbarcazioni, uomini e attrezzature all'avanguardia, adatte per effettuare questo tipo di scavo.

Entusiasta ed intrigato dall'idea di imbarcarsi (letteralmente e non solo) in una avventura unica nel suo genere, Ulises convince uno scettico prof a fidarsi ed affidarsi alle capacità e competenze professionali di questo Hutch, che però non brilla proprio per gentilezza e simpatia.

I due entrano a far parte dell'equipaggio della Midas capitanata dall'arrogante Hutch, e nella traversata conoscono Cassandra, una giovane archeologa subacquea di origine messicana, tanto bella quanto travolgente e piena di fervore per il proprio eccitante lavoro.
Tra i due giovani nasce quasi immediatamente una bella affinità, che inizialmente è un'amicizia sincera, un rapporto di stima e fiducia che si diverrà rilevante soprattutto quando il viaggio non darà i risultati raggiunti e fare squadra potrebbe rivelarsi un'ottima idea.

Giunti, infatti, nel punto in cui Ulises aveva trovato fortuitamente il reperto, pare non ci sia nient'altro da portar su... Niente che faccia pensare che in quei luoghi sia avvenuto il naufragio di almeno una nave che portasse un carico di gioielli, pietre preziose e reliquie religiose.

Corrucciato e deluso, Hutch mette fine alla spedizione.

Eppure, Castillo, Ulises e anche Cassie non si rassegnano alla sconfitta e riprendono le ricerche sulle orme dei Templari e, tra consultazione di libri e mappe, ed appassionati confronti con altri esperti di storia, per i tre ha inizio un vero e proprio viaggio che definire avventuroso è quasi eufemistico: dalla Spagna fino agli abissi dei Caraibi, dal deserto del Sahara alla foresta messicana, questi tre antieroi non si risparmiano, divenendo protagonisti di una serie di straordinarie esperienze che li condurranno alla scoperta di un enigma storico celato per millenni e che potrebbe cambiare radicalmente una delle convinzioni più radicate ed importanti della storia dell'umanità...

I tre affronteranno tantissimi ostacoli, vivranno situazioni al limite, la loro vita sarà in pericolo non poche volte, anche perché verranno intercettati da una vecchia conoscenza che farà di tutto per prendersi i meriti di quella che sembra essere una scoperta storico-archeologica sorprendente.


Questo romanzo è un mix di avventura, suspense e thriller storico ed archeologico, con un ritmo incalzante, uno sviluppo narrativo sempre ricco di colpi di scena e sorprese, dove i pericoli mortali sono in agguato dietro ogni angolo. 
I protagonisti sono coraggiosi, incoscienti, determinati, ottimisti, instancabili, arguti, e ciascuno porta il proprio imprescindibile contributo alla ricerca del tesoro e dei misteri legati ai Templari: Ulises ci mette positività, impegno, entusiasmo, convinzione, agilità fisica e mentale, capacità di risolvere i problemi e di uscir fuori dai guai con trovate geniali e un tantino avventate; Castillo, acuto e colto, è un esperto e grande conoscitore del Medioevo e, pur di affiancare gli amici in quest'avventura, metterà alla prova molte volte il proprio fisico di uomo (anagraficamente) maturo; e poi c'è Cassandra, che si ritrova a seguire questi due matti in giro per il mondo, coinvolta anch'ella dal medesimo spirito di scoperta, e la donna si rivelerà fondamentale grazie alle proprie competenze di archeologa e a una grande capacità intuitiva.

Mi è piaciuta molto la penna di Gamboa: trascinante, vivace, fresca, carica di umorismo, ricca di dettagli storici, capace di stuzzicare l'interesse del lettore verso il mistero, l’azione e l'esplorazione dell’ignoto.

Ho incominciato a leggere questo romanzo per quella curiosità che da sempre nutro per la Storia, il Medioevo e i Templari; se devo trovare un neo è nell'enigma finale in cui convergono tutti gli sforzi e le ricerche dei protagonisti: l'ho trovata una scelta narrativa "alla Dan Brown", un po' sensazionalistica e che non mi ha convinta del tutto, però è un gusto assolutamente personale.

Il finale è sospeso nel senso che nell'ultima pagina c'è un gradito colpo di coda dell'autore, che mette voglia di proseguire con i prossimi volumi della trilogia, L’Ultima Città Perduta e L’Ultima Rivelazione.

martedì 29 settembre 2026

Recensione: FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI di Freida McFadden



Millie Calloway è a un passo dal convolare a nozze con il suo Enzo.
Ma quel giorno sembra iniziare sotto una cattiva stella...


FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI
di Freida McFadden

Newton Compton
68 pp
trad. G. Lupieri
Millie Calloway è giunta in una fase della propria (turbolenta) esistenza in cui può dirsi serena, felice, appagata e positiva verso il futuro.

È fidanzata con un uomo sexy, meraviglioso, pieno di premure, forte e rassicurante - l'italiano Enzo Accardi - ed è a un passo dal diventare sua moglie.

Tutto troppo bello per essere vero, tanto che a Millie sembra strano che non intervengano ostacoli e improvvisi problemi a impedire che lei diventi la signora Accardi.

Ed infatti qualcosa di spiacevole avviene e la paura di Millie è che si tramuti in una terribile realtà.

La mattina del matrimonio, ecco che diverse telefonate minatorie le ricordano che là fuori, nel mondo al di là del modesto nido d'amore condiviso con Enzo, c'è qualcuno che la odia.

Qualcuno cui lei ha rotto le cosiddette uova nel paniere, molto probabilmente salvando una donna, bisognosa d'aiuto, da un legame sentimentale infelice e tossico.

Il lettore lo sa bene, se ha letto i precedenti libri - Una di famiglia e Nella casa dei segreti - che Millie si dà molto da fare (supportata da Enzo) per aiutare povere donne indifese e abusate a scappare da partner violenti, possessivi o anche proprio palesemente disturbati.

Consapevole di questo, Millie sa che potrebbe avere lasciato qualche nemico dietro di sé e magari tale nemico è intenzionato a chiederle il conto per i suoi servizi non richiesti.

Proprio oggi che deve andare a sposarsi col suo vestitino azzurro?
Proprio oggi che dovrebbero arrivare i suoi genitori, in occasione del matrimonio?

Eh già, proprio oggi più di una cosa andrà storta e, acquattato, c'è un losco figuro desideroso di rovinare il giorno più bello di Millie ed Enzo e di rendere fin troppo concrete le belle parole "finché morte non ci separi".

Si tratta di un racconto, così breve da non poterlo definire "romanzo breve" perché non fai in tempo a leggere la prima frase che già è terminato.
L'autrice ha voluto portarci al matrimonio della protagonista, ricordarci che per la stessa non c'è un attimo di pace e anticiparci qualche pagina del successivo romanzo della serie.

Carino e l'ironia di Millie è sempre piacevole.
Serie The Housemaid

1- UNA DI FAMIGLIA
2 - NELLA CASA DEI SEGRETI 
3 - LA DONNA DELLA PORTA ACCANTO

domenica 27 settembre 2026

Recensione: HARRY POTER E LA CAMERA DEI SEGRETI di J.K. Rowling


Ritorniamo nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, con un Harry Potter le cui gesta (ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori) lo hanno reso ancora più famoso.
Ma le minacce non sono mica terminate: un nuovo e terribile incantesimo incombe sulla scuola e colpisce i compagni di Harry uno dopo l'altro.
Un incantesimo che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti. 



HARRY POTER E LA CAMERA DEI SEGRETI
di J.K. Rowling



Salani
trad. S. Bartezzaghi,
M. Astrologo
336 pp
Abbiamo lasciato Harry Potter al termine del suo primo anno scolastico nella fantastica Hogwarts, in procinto di tornare per le vacanze estive a Privet Drive, presso gli antipatici zii Dursley.

Zio Vernon, zia Petunia e il cugino Dudley sono, se possibile, ancora più cattivi e odiosi di prima e cercano in tutti i modi di far sentire Harry un ospite più che sgradito, trattandolo malissimo e cercando di umiliarlo.

Ovvio che il ragazzino non veda l'ora di poter fare rientro nella scuola di magia e rivedere Ron, Hermione e gli altri ragazzi con cui si è trovato bene nei mesi precedenti!
Certo, è inevitabile che sia anche un po' triste perché nessuno gli ha mai scritto per sapere come se la passava dagli zii, ma ben presto scopre la ragione di questo silenzio.

Mentre è ancora in casa Dursley, infatti, Harry riceve la visita di Dobby, un elfo domestico che lo avverte di non tornare a Hogwarts perché un grave pericolo lo attende. 

Inoltre Dobby ha intercettato le lettere dei suoi amici proprio per scoraggiarlo a tornare a scuola, e quando Harry rifiuta di ascoltarlo, l'elfo provoca un incidente con la zia Petunia per farlo punire dai Dursley.

Fortunatamente, Harry viene salvato da Ron Weasley e dai suoi fratelli gemelli (Fred e George), che lo portano via a bordo della Ford Anglia volante del padre Arthur, gli offrono ospitalità e, quando è il momento, tornano tutti a scuola!

E qui incontrano vecchi e nuovi personaggi, come il vanitoso professore di Difesa contro le Arti Oscure Gilderoy Allock; tra i nuovi studenti c'è la giovane Ginny Weasley, sorella minore di Ron, segretamente infatuata di Harry.

Tra lezioni più o meno noiose, insegnanti pesanti e severi, partite di quidditch mooooolto movimentate, litigi con Draco Malfoy, a rendere ancora più vivace la vita a Hogwarts ci pensa una serie di misteriosi ed inquietanti eventi che cominciano a verificarsi e che fanno riferimento a dei sinistri avvertimenti e ad una presunta Camera dei Segreti, che è stata aperta. 

Le minacce si concretizzano quando alcuni a scuola vengono pietrificati.

In questo secondo capitolo, Harry deve fronteggiare dei nemici insidiosi, attorno ai quali esistono delle leggende, che qualche professore vuol far passare per raccontini senza fondamento ma che in realtà hanno del vero.

Il maghetto scopre altre abilità che non sapeva di avere e che potrebbero farlo passare per un "traditore" agli occhi dei suoi compagni di Grifondoro; non solo, ma viene a conoscenza - attraverso la lettura di un diario magico, fino ad allora nascosto - di un personaggio di nome Riddle e di una vecchia storia che coinvolse il buon Rubeus Hagrid e che, in passato, ne ha macchiato la reputazione.

I fatti precipitano quando una studentessa viene rapita e toccherà ad Harry neutralizzare un professore impostore, salvare la ragazzina sequestrata nella Camera dei Segreti, arrivando a scoprire come e chi l'ha riaperta, dando inizio a tutti quei guai.

Non è difficile immaginare che all'origini di tutto ci sia sempre lui, il nemico numero 1 di Harry Potter, bersaglio principale di quell'oscuro signore che prova in tutti i modi ad annientare il maghetto con gli occhiali, il quale sa come difendersi e attaccare, uscendone sempre vincitore.

Anche questo secondo romanzo della saga su HP è piacevolissimo da leggere, scorre velocemente ed è appassionante; la Rowling sa come miscelare, sovrapporre e armonizzare  elementi della vita reale quotidiana con altri fantastici, creando così un mondo in cui non c'è una separazione netta tra umani ed esseri magici, ma anzi una fusione, un incrocio; del resto, un esempio su tutti è costituito dal fatto che tra gli studenti di Hogwarts ci sono sia maghi puri  che figli mezzo sangue, i cui genitori sono misti - uno babbano e l'altro mago -, e questa caratteristica sarà un elemento importante nello sviluppo delle vicende.

La narrazione è accattivante anche perché c'è quell'atmosfera leggera, quasi da fiaba, che però a un certo punto si colora di sfumature più misteriose e quindi intriganti; tutti i personaggi hanno delle peculiarità che li rendono più o meno simpatici e io, a questo giro, ho sorriso molto con il professor Gilderoy Allock, che definire narcisista egoriferito è un complimento.

Vien voglia di proseguire, sì sì.

giovedì 24 settembre 2026

L'autunno è...: libri, copertina, tè e profumo di cannella [ Suggerimenti di lettura ]


Autunno significa tante cose: foliage, tisane, magari il primo plaid leggero ma che regala il giusto tepore, una rassicurante pioggerellina che ti convince a stare in casa in un pomeriggio poco frenetico, il profumo di vaniglia e cannella mentre un dolce cuoce in forno...

E quanto ci sta bene la lettura di un buon libro in un contesto così caldo, rassicurante e, diciamolo, deliziosamente casalingo?

L'avrò già detto in passato un sacco di volte ma lo ribadisco: IO AMO L'AUTUNNO, che tra l'altro è arrivato dopo un'estate afosa e appiccicosa, per cui personalmente l'ho atteso con più urgenza del solito.


,


Allora ecco qui una piccola e modesta selezione di romanzi (divisi per generi) che, spero, potrebbero costituire degli spunti di lettura; non sono necessariamente legati all'autunno perché ambientati in questa stagione o perché hanno una copertina a tema, ma più che altro per la presenza di certe caratteristiche, come le seguenti:
  • libri, per la maggiore, non brevi, da leggere senza fretta, prendendosi il tempo che si desidera per assaporare ogni particolare della narrazione;
  • un ritmo serrato o, al contrario, dilatato e placido,  introspettivo;
  • un'ambientazione affascinante con atmosfere evocative, sfumature crepuscolari, ora un po' dark, ora più malinconiche;
  • storie di famiglie aventi segreti, ricordi dolorosi che si desidera dimenticare o tenere nascosti:
  • personaggi di spessore, con tutte le carte in regola per entrare nel nostro cuore e restarci.



THRILLER PSICOLOGICO 

Letti e consigliati: 


GLI SCOMPARSI di Alessia Tripaldi (Ed. Rizzoli). RECENSIONE

Credo sia ideale per chi ama immergersi in ambientazioni boschive, suggestive proprio perché cupe, selvagge, isolate e quindi pericolose.

Sterpaglie, nebbia, pioggia, terra bagnata, foglie secche, alberi che cominciano a spigliarsi: la cornice  perfetta per un'indagine ricca di tensione.

È in un bosco, tra foglie ingiallite, che una testa umana viene afferrata da una figura misteriosa e infilata in uno zaino nella prima pagina de  L'UOMO DI GESSO di C. J. Tudor (Rizzoli) RECENSIONE; da questo evento agghiacciante il lettore viene trasportata in una storia dai toni oscuri, foschi, paurosi, in cui ci sono da attraversare i nebbiosi labirinti della psiche umana, popolata spesso da "mostri" che evocano immagini di morte, di perdita, di solitudine, di freddo.


Gemini AI


Vorrei leggere: 


TUTTI I COLORI DEL BUIO di Chris Whitaker (Einaudi, 350 pp).

Nel bosco di Monta Clare, Missouri, una mattina del 1975 un adolescente scompare. 
È l'inizio di un'epopea lunga trent'anni e di una storia di un legame che nessun buio riuscirà a spegnere.
Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. 
Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall’oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall’idea di ritrovarla, e di dare la caccia all’uomo che gli ha rovinato l’esistenza. 
Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell’ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. 
Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.


SULLA PELLE di Gillian Flynn (Ed. Rizzoli, 752 pp).

Dopo otto anni lontana da Wind Gap, la piccola e soffocante cittadina del Missouri in cui è cresciuta, Camille, giornalista di cronaca nera a Chicago, ritorna per seguire il caso della piccola Natalie Keene, scomparsa poco dopo la sparizione di un’altra bambina poi rinvenuta strangolata nel letto di un torrente. Anche il cadavere di Natalie viene presto ritrovato: le bimbe sono vittime della stessa mano ed è un unico, macabro dettaglio a rivelarlo. 
Camille dovrà affrontare non solo le ragioni che la spinsero ad allontanarsi da quel luogo, ma anche sua madre, donna fredda e manipolatrice. 
Thriller sofisticato e dal ritmo pulsante, il romanzo di Gillian Flynn indaga i risvolti più oscuri dei legami familiari e mette in scena una protagonista che indaga l’inferno con occhi nuovi.


Leggendo la sinossi, vedo in entrambi questi romanzo un'atmosfera decadente, claustrofobica; i protagonisti sono costretti dagli eventi a confrontarsi con i propri ricordi e demoni più angoscianti, a intraprendere quindi un viaggio tormentato che ben si sposa con la tipica spooky season di questi mesi autunnali.





STORIE DI FAMIGLIE 


Letti e consigliati: 


L'ULTIMO ORIZZONTE di Colleen McCullough (Bur, 543 pp).

Questo, ad essere precisi, lo sto leggendo per cui ve lo consiglio perché mi sta piacendo in itinere; certo, non l'ho ancora terminato e magari il finale mi farà cambiare idea, ma per adesso mi sento di parlarne bene perché è un romanzo "lento", caratterizzato da una narrazione dettagliata, attenta a luoghi, contesti, periodo storico, l'autrice si prende tutto il tempo di descrivere i propri personaggi attraverso azioni e scelte.
Mi sto gustando la lettura come mi gusterei una tazza di tè... in poltrona e in pieno relax.


IL GIARDINO DEI SEGRETI di Kate Morton (Sperlinkg&Kupfer, 591 pp).  RECENSIONE 

Leggere un romanzo di questa scrittrice per me vuol dire farmi avvolgere da sensazioni sature di mistero, un po' "gotiche", inquietanti, oscure, camminando tra stanze e corridoi poco illuminati di dimore antiche, di solito abbandonate ma un tempo teatro di fatti importanti.






Vorrei leggere: 


LA CASA DEGLI SPIRITI di Isabel Allende (Feltrinelli, 480 pp).


Nella splendida tenuta delle Tre Marie, tre generazioni della famiglia Trueba si succedono mescolando passioni, ambizioni, amori e rivalità. 
Esteban, il capofamiglia, è un uomo volubile e orgoglioso, focalizzato sulla ricerca del potere politico, ma sono le donne a dare davvero vita alla casa: Clara, la moglie, sente un legame mistico con il mondo degli spiriti e trascorre un’esistenza avvolta nei ricordi; Férula, sorella del proprietario, dedica la sua vita agli altri; la figlia Blanca è innamorata di un servo, Pedro, e per questo amore sfiderà anche l’ira del padre; Alba, la nipote, una bambina e poi giovane donna bellissima e volitiva, dovrà invece affrontare i duri tempi della dittatura, e capire come conviverci.


C'è un che di autunnale, nel senso di magico, fortemente simbolico ed evocativo in questa storia lunga tre generazioni, ricca di dettagli e passione, di ideali, declini ed ascese politiche, di presenze immateriali e visioni, adatta per immergersi in qualcosa di coinvolgente magari in una giornata di pioggia o vento.



PAROLE, RICORDI E SCIROPPO D'ACERO di Susan Wiggs (HarperCollins, 427 pp.).

Annie, produttrice di un popolare show di cucina, innamorata persa di suo marito e del loro nido d'amore nel cuore di Manhattan, è anche incinta del loro primo figlio.
Ma il destino spesso è bizzarro e così come ti dà, ti toglie.
Quando Annie si risveglia dopo un lungo periodo di coma scopre che il tempo non è l'unica cosa che ha perso, così per non soccombere alla solitudine fa ritorno nella fattoria di famiglia nel Vermont, dove da generazioni si produce lo sciroppo d'acero.
Qui, a contatto con i propri famigliari, Annie riscoprirà i luoghi in cui è cresciuta, le persone che hanno continuato a vivere lì, tra cui il suo ex ragazzo delle superiori.
Poi un giorno, come per magia, torna alla luce dal passato un vecchio libro di ricette della nonna, che forse non solo aiuterà a risollevare le sorti della vecchia fattoria, ma darà una seconda possibilità anche ai suoi abitanti.

Non so il vostro pensiero al riguardo, ma già le parole sciroppo d'acero, fattorie e piccole comunità mi sanno di mood autunnale senza se e senza ma!






NOIR


Letti e consigliati: 

IL LUNGO ADDIO di Raymond Chandler (Feltrinelli, 320 pp). RECENSIONE

Un noir dalle venature crepuscolari e malinconiche, perfetto per chi ama un autunno che sa foschia e nebbia.


BULL MOUNTAIN di Brian Panowich (NN Editore, 304 pp)  RECENSIONE

Le montagne della Georgia, tra alberi secolari, una fitta nebbia che sale dalle vallate e, al centro, storie di clan familiari che gestiscono il crimine locale da generazioni. 
Un noir moderno, potente e viscerale, perfetto per chi cerca storie di sangue e legami di terra.

Gemini AI




Vorrei leggere: 


LONESOME DOVE di Larry McMurtry (Einaudi, 992 pp).

In uno sputo di paese al confine fra il Texas e il Messico, Augustus McCrae e Woodrow Call hanno cambiato vita: convertiti al commercio di bestiame, ammazzano il tempo come possono. Augustus beve whiskey e gioca a carte, mentre Call lavora sodo dall'alba al tramonto. L'equilibrio si spezza quando, dopo una lunga assenza, torna in cerca d'aiuto un vecchio compagno d'armi, il seducente e irresponsabile Jake Spoon, che descrive agli amici i pascoli lussureggianti del Montana, dando fuoco alla miccia dell'irrequietezza di Call: raduneranno una mandria di bovini, li guideranno fin lassù e saranno i primi a fondare un ranch oltre lo Yellowstone. 
Eroi e fuorilegge, indiani e pionieri, la malinconia di un'epoca al tramonto e l'eccitazione di una cavalcata selvaggia.


Queste cittadine sperdute, le immense praterie hanno un'atmosfera intrinsecamente "autunnale", fatta di cieli grigi, vento freddo, staccionate marcite e personaggi malinconici che affrontano il crepuscolo della propria vita.

Il romanzo è bello corposo per cui mi dà proprio l'idea di una lettura dal respiro ampio, lenta e immersiva.






COZY/ROMANCE
 

Vorrei leggere: 

Immaginare perché associo questo romanzo all'autunno è proprio facile: campagna inglese, profumo di biscotti, the, cannella, zenzero, libri... Cosa si può desiderare di più?


ZENZERO E CANNELLA. LE SORELLE ROSEWOOD di Ella Swan (Piemme, 192 pp).

La sala da tè delle sorelle Rosewood è un punto di riferimento a Mapleton, incantevole cittadina della campagna inglese. Il profumo di biscotti alla cannella e di tè allo zenzero è un invito a entrare e a lasciarsi alle spalle il primo freddo dell'autunno. 
Dietro il bancone ci sono Phoebe, timida e amante dei libri, e Iris, passionale e impulsiva. 
Quando un ragazzo sconosciuto varca la soglia della sala da tè, Phoebe intuisce che i suoi occhi neri nascondono un segreto. 
Intanto Iris si lascia travolgere dall'attrazione per un compagno di college senza sapere che lui rappresenta una minaccia per la Rosewood Tearoom. Phoebe e Iris però non sono sempre state in due. Corinne, la sorella maggiore, se n'è andata da Mapleton due anni prima e nessuno sa perché. Ed è proprio quando torna che le cose si fanno complicate...



CLASSICHEGGIANDO...


Vorrei leggere


Antenato del genere che oggi chiamiamo "Cozy", questo libro della Gaskell ha il sapore del classico confortevole, rassicurante, zero drammi e, insomma, consono per chi desidera rilassarsi.



CRANFORD, IL PAESE DELLE NOBILI SIGNORE di Elizabeth Gaskell (Elliot, 240 pp).


La vita scorre tranquilla a Cranford, un piccolo villaggio nel cuore della campagna inglese su cui regna incontrastato un eterogeneo gruppo di amiche più o meno nobili, più o meno sposate. Inflessibili nel rispetto del decoro ma sempre pronte ad aiutarsi l’una con l’altra, tra un tè e una partita a carte le signore di Cranford affrontano i problemi di cuore, la solitudine, le avversità quotidiane, le differenze di classe e di genere che animano le loro vite e quelle degli altri abitanti del luogo. Ritratto con stile lieve e sottilmente ironico, ne viene fuori un mondo al femminile in cui, spesso, gli uomini rivestono il ruolo di semplici figure sullo sfondo, un universo reso caro e familiare ai lettori da Jane Austen, di cui Gaskell raccolse, rielaborandola con stile personalissimo, l’eredità letteraria.



SHIRLEY di Charlotte Brontë (Fazi, 672 pp).

Yorkshire, inizio Ottocento. Shirley, giovane donna ricca e caparbia, si trasferisce nel villaggio in cui ha ereditato un vasto terreno, una casa e la comproprietà di una fabbrica. Presto fa amicizia con Caroline, orfana, nullatenente e innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l’onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta della dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert, dall’altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l’ereditiera prova attrazione per un insospettabile...



Letti e consigliati:  Io i classici li sento proprio adatti ai pomeriggi di questo periodo dell'anno, per cui mi sentirei di consigliarvi le atmosfere gotiche e la natura spoglia e selvaggia della brughiera di Emily Brontë (CIME TEMPESTOSE) o quelle più romantiche, argute e ironiche della Austen.





HISTORICAL FICTION


Letti e consigliati:


COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti (Longanesi, 383 pp.). RECENSIONE

Perché consigliarlo?
Per i paesaggi collinari, le nebbie, l'umidità, il freddo che avanza, i toni introspettivi, malinconici, la potenza dei ricordi, l'associazione tra le foglie che cadono dagli alberi e le vite dei soldati caduti in battaglia.


IL BRIGANTE di Giuseppe Berto (Bur, 333 pp)  RECENSIONE

Per l'atmosfera crepuscolare, il senso di sconfitta, l'impossibilità del riscatto, la solitudine e il freddo fisico e morale che accompagna il brigante, in fuga tra montagne e boschi. Una storia intensa, radicata nella terra e attraversata da una forte carica umana e nostalgica.

Gemini AI
 
Vorrei leggere:


I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follett (Mondadori, 1049 pp).


Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un'era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. 
 Foreste, castelli e monasteri sono l'avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant'anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti - monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose -, vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.



LA CATTEDRALE DEL MARE di Ildefonso Falcones (Tea Libri, 656 pp).

Nel cuore di un umile quartiere della Barcellona del XIV secolo, gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. All’ombra di quelle torri gotiche, Arnau dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...


Entrambi sono in wishlist da un po'; il primo, in particolare, lo sto rimandando da tempo perché è abbastanza lunghetto (non mi riferisco semplicemente alle pagine del primo libro, ma proprio alla saga, che è composta da cinque volumi, se non ho visto male), ma anche il secondo si difende bene (ed anch'esso appartiene a una saga, sebbene di tre libri)  ma mi propongo di leggerli entrambi in questo autunno appena iniziato, lasciandomi trasportare in un periodo storico che da sempre mi affascina: il Medioevo.


Come potete vedere, per ogni genere letterario 
ho pensato di abbinarvi una bevanda e un dolcetto.
Spero vi piaccia questa idea 
ed eventualmente, se interessati, 
vi passo le ricette  😄



martedì 22 settembre 2026

Recensione: RE BIANCO di Juan Gómez-Jurado



Con Re bianco si chiude la trilogia Regina Rossa: è l’ultima corsa contro il tempo di Antonia Scott, la più impossibile, la più disperata, dove a rischiare sono molte persone,  comprese quelle a cui tiene maggiormente.



 RE BIANCO
 di Juan Gómez-Jurado 



Fazi ed.
Trad E. Tramontin
400 pp
«Spero che tu non ti sia già dimenticata di me. Giochiamo?».

Con questo sibillino ed inquietante messaggio si chiude Lupa nera e incomincia Re bianco: quando Antonia Scott lo riceve, non ha dubbi su chi glielo abbia mandato.
Sempre lui, il suo nemico numero 1, colui che ha distrutto la sua famiglia, la vita sua e del suo amato Marcos: Mr. White.

E la posta in gioco è alta perché a rischiare è il collega e amico Jon Gutierrez, che è stato rapito proprio da quell'essere diabolico di White, il quale ha architettato un "gioco" criminale pericoloso, letale, che metterà alla prova il self control di Antonia.

Dal momento in cui un malandato Jon viene ritrovato, scatta un terrificante conto alla rovescia: Antonia e il collega hanno solo tre ore di tempo per completare una serie di prove praticamente impossibili (esse concernono la soluzione di alcuni crimini mai davvero risolti) e poter così salvare Jon, prima che un ordigno - posto nel corpo dell'ispettore - esploda.

Jon ed Antonia sanno che vincere contro White è praticamente impossibile perché lui sembra (anzi, è) sempre un passo (ma forse anche più di uno) davanti a loro; li anticipa, ne prevede le reazioni, i ragionamenti, i comportamenti, le deduzioni.
Del resto, Mr White è di certo un individuo super astuto e tanto malefico... ma egli sa bene che il suo avversario - Antonia Scott - è tra le persone più intelligenti al mondo e che è, in virtù delle proprie capacità, assolutamente in grado di risolvere i suoi "enigmi" intrisi di sangue e crudeltà.

E poi Antonia non ha soltanto un Q.I. altissimo; lei è anche mossa dal desiderio sincero di salvare delle vite umane, di dare il proprio contributo alla giustizia e di catturare "i cattivi", e White e Sandra ne sono degni rappresentanti.

Senza considerare che se perde questa battaglia, la sua esistenza sarà nuovamente sconvolta, stravolta e lei si ritroverebbe a perdere un'altra persona cui vuol bene, cioè quel gigante buono di Jon, portatore non sano di una bomba incorporata.

La prova alla quale il nemico per eccellenza sottopone Antonia e Jon si suddivide in diverse "tappe", ciascuna delle quali corrisponde a un delitto sanguinoso e irrisolto (anche là dove sembra che una soluzione l'abbia avuta, ufficialmente); se risolvono il primo caso, passano al secondo ma più tempo perdono nel risolverne uno e più si avvicina l'ora X in cui "la bomba Jon" potrebbe scoppiare.

E se Antonia è spaventata all'idea di vedere il proprio amico maciullato sotto i propri occhi, figuriamoci quanta paura abbia Gutierrez in persona!
Scott e Jon sono costretti a "giocare" secondo le regole e le condizioni del malvagio burattinaio che tira i fili e capiscono che l'unica loro speranza è cercare di sfidare White sul campo dell'intelligenza, della deduzione logica e in questo sicuramente Antonia è fenomenale: la sua invidiabile capacità di osservare una scena (del crimine) e di trarre da particolari apparentemente insignificanti o invisibili delle informazioni preziose, delle piste e delle ipotesi affidabili, è qualcosa che White non solo riconosce ma, in fondo, stima, e proprio perché sa quanto sia brava Antonia che i suoi giochini sono di difficile soluzione.

Scott e Jon devono correre letteralmente contro il tempo e dovranno tirare fuori tutto il coraggio, l'incoscienza, l'ingegno di cui sono capaci, ma anche lasciarsi guidare da quello che è ormai divenuto il loro legame: non più solo lavorativo, ma una vera e propria amicizia, fatta di battute, sguardi e gesti di complicità, litigate e scherzi, momenti di silenzio, collaborazione e fiducia totali.

Antonia Scott sa che potrebbe affidare la propria vita a Jon Gutierrez e che lui rischierebbe la propria per proteggere e salvare la collega.
E viceversa.

Questo ultimo capitolo mi è piaciuto molto, forse è quello che preferisco fra i tre, e la lettura per me si è rivelata davvero avvincente; il ritmo è vivace, da serie tv (del resto, la serie c'è), la narrazione è ricca di sequenze di azione molto dinamiche; la tensione è sempre piuttosto alta e sale ancor di più in certi frangenti, non mancano i colpi di scena; ogni capitolo termina in modo tale da spingerti a leggere il successivo.

Essendo ormai alla resa dei conti, vengono a galla (attraverso flashback) le origini e gli oscuri segreti alla base del programma "Regina Rossa"; veniamo a conoscenza di alcuni dettagli dell'evento che ha cambiato per sempre la vita di Antonia, apprendiamo qualcosa in più sulla misteriosa Sandra; ecco, forse su White avrei desiderato che ci si soffermasse di più ma ok, c'è da accontentarsi; i traditori, in questa storia, non mancano e scoprirne l'identità è stata una sorpresa a metà, nel senso che comunque certi dubbi su alcuni personaggi li avevo già.

Il rapporto tra i due protagonisti l'ho adorato, perché Antonia Scott e Jon Gutierrez sono talmente diversi da costituire una splendida coppia; l'ironia di Jon - che sbatte meravigliosamente contro l'innata incapacità di Antonia di comprenderla - mi ha fatto sorridere più di una volta, soprattutto quando sopraggiungeva in frangenti in cui in realtà non ci sarebbe stato molto da ridere, ma lui è così, è capace di sdrammatizzare nonostante possa scoppiare da un momento all'altro.

Concludendo, questo romanzo mi ha convinta e ha confermato il mio parere positivo su tutta la trilogia.


giovedì 17 settembre 2026

I MIEI ULTIMI ACQUISTI "LIBROSI"



Ma che belli i mercatini in cui trovi delle allettanti occasioni a un buon prezzo 📚📚 😍😍

Ecco i miei ultimi tre acquisti.


L'ULTIMO ORIZZONTE 
di Collen McCullough


Bur Rizzoli
trad. V. Pazzi
543 pp

Nuovo Galles del Sud, 1870: Alexander Kinross, scozzese, ha fatto fortuna in Australia, scoprendo la più importante miniera d'oro del continente e fondando una città che porta il suo nome. Così, scrive ai parenti in Scozia per chiedere in moglie una cugina.
Al suo arrivo a Sydney, la sedicenne Elizabeth scopre che il promesso sposo è attraente, sfrenato, ricchissimo, ma lei non lo ama e non lo amerà mai.
Un giorno Alexander accoglie in casa, e adotta come erede, il giovane mezzosangue Lee, figlio dell'unica donna che abbia mai amato, l'ex maitresse Ruby.
Tra Lee ed Elizabeth divamperà una passione che sconvolgerà tutto il loro mondo. 

Una saga familiare che si estende per quattro decenni, un amore più forte delle convenzioni e dei tabù.






TUTTO IL NOSTRO SANGUE 
di Sarah Taylor 



Minimum fax
trad. N. Manuppelli
357 pp
In un arcipelago al largo delle coste della Virginia, lungo un arco di tempo che va dal 1855 a un postapocalittico e distopico 3143, si intrecciano le storie di due famiglie. 
Queste isole - per alcuni un santuario, per altri una terra di incubi - avvolgono le esistenze dei personaggi in una rete di miserie e piccoli miracoli. 
La determinazione di due sorelle che si stringono l'una all'altra in una famiglia devastata dalle metanfetamine; una ragazza che lotta per emanciparsi da un padre alcolizzato; una donna che decide di fuggire da una famiglia violenta per ritrovarsi tra le braccia di un uomo forse peggiore: relazioni tumultuose che scorrono lungo i rami di un albero genealogico, sullo sfondo di un paesaggio pericoloso e ammaliante. 

Un turbinio di vicende che trascina il lettore in un'esperienza estrema di nascita e morte, di giuramenti e di istinti primitivi e vili. 

La voce di Sara Taylor, avvicinata dalla critica a quella di Flannery O'Connor, è intrigante e selvaggia. 

"Tutto il nostro sangue" è un romanzo abitato da storie e personaggi ambigui, colmo di situazioni grottesche e pervaso dal soffio della letteratura gotica del sud degli Stati Uniti.




IL SEGRETO DELLA BAMBINA SULLA SCOGLIERA 
di Lucinda Riley 


Giunti
trad. L.Maldera
482 pp
Mentre la tempesta infuria sulle coste di Dunworley Bay, una minuscola figura è immobile sull'orlo di una scogliera a picco sul mare: è una bambina a piedi scalzi, con folti riccioli rossi e una lunga veste bianca. 
Ipnotizzata di fronte a quella strana apparizione, Grania Ryan, una scultrice di successo appena tornata da New York per riprendersi da un brutto trauma, scoprirà ben presto di non aver sognato. 
Sua madre Kathleen non ha alcun dubbio: la piccola è Aurora Lisle, che ha perso la mamma in circostanze drammatiche proprio in quel luogo. 
Grania è irresistibilmente attratta dall'incredibile vitalità di Aurora e non può fare a meno di affezionarsi a lei e a suo padre. Ma per quale motivo sua madre, di solito così generosa e altruista, non riesce a nascondere la propria ostilità nei confronti dei Lisle? 
La risposta potrebbe celarsi in un plico di lettere gelosamente custodite da Kathleen: un tragico segreto che risale all'epoca tra le due guerre ha segnato il destino delle famiglie Ryan e Lisle, stendendo ombre scure anche sul presente. 
Riuscirà l'amore che unisce Grania e Aurora a spezzare le catene del passato?



mercoledì 16 settembre 2026

LIBRI DI RECENTE PUBBLICAZIONE [ Segnalazione novità editoriali]



Buon pomeriggio, lettori.

Oggi desidero presentarvi le nuove uscite di tre diverse case editrici.

La prima è stata pubblicata soltanto ieri un ed è un’altra appassionante puntata con l’archeologa Malù Ferrari, l’immancabile gatto nero Mycroft e una serie di personaggi che difficilmente si dimenticano. Questa fortunata serie letteraria è iniziata nel 2018 con “Aria di neve” e arriva oggi a una nuova avventura per gli inquilini dell’appartamento a via Atri 36 a Napoli.



CASA È DOVE NOI
di Serena Venditto

Mondadori
264 pp
18 euro
LINK AMAZON
Malù ha una settimana piuttosto complicata davanti a sé: deve discutere la tesi di dottorato, fare i conti con una relazione sentimentale appena naufragata e, soprattutto, evitare di perdere casa.
Il proprietario dell’appartamento, infatti, è costretto a venderlo per affrontare le spese legali della moglie Miriam, agli arresti domiciliari con un’accusa di omicidio che sembra praticamente impossibile da smontare. 
Miriam è stata trovata, infatti, accanto al cadavere del vicino, con un coltello insanguinato in mano, mentre continuava a ripetere: «Che ho fatto?»
Non ricorda nulla di quanto accaduto, ma sostiene di essere innocente. E se Malù e i suoi coinquilini Ariel, Samuel e Kobe (per non parlare del gatto Mycroft) vogliono salvare la loro casa, non hanno scelta: dovranno trovare il vero assassino. 
Ne nasce un’indagine nel pieno stile della serie: interrogatori decisamente poco ortodossi, arte, appartamenti improbabili, drammi sentimentali, lezioni di yoga, il caos del centro storico di Napoli e, naturalmente, il fiuto investigativo di Malù.

Con Mycroft pronto a ricordare agli umani che, in fondo, ogni indagine migliora sensibilmente quando c'è un gatto nero nei paraggi.

L'autrice.
Serena Venditto è scrittrice, editor e direttrice della collana gialla di Homo Scrivens; nata nel 1980 a Napoli, lavora al Museo Archeologico Nazionale. Ha esordito nella narrativa con la commedia Le intolleranze elementari  (Homo Scrivens, 2012). Nel 2018 ha pubblicato con Mondadori Aria di neve, il primo volume della serie gialla dedicata al gatto Mycroft e ai quattro coinquilini di via Atri 36, seguito da L’ultima mano di burraco (2019), Grand Hotel (2021), Commedia gialla con gatto nero (2023), Sette vite come i libri (2025). Gli stessi personaggi compaiono nell’antologia Gatti neri e vicoli bui (Homo Scrivens, 2022) e in E cosy sia (Giallo Mondadori Big, 2024). Nel 2025 è uscito il suo podcast narrativo E alla fine arriva il gatto, prequel della serie dei romanzi, prodotto da Mondadori Studios. Collabora con Homo Scrivens in qualità di editor e come direttrice della collana dedicata al giallo. Cura la rubrica #Barsport per il sito Napoliclick
.



Proseguo con l'uscita del nuovo romanzo di formazione per ragazzi 14 anni + targato Agenzia Pensiero Creativo.

Il volume, scritto dal napoletano Francesco Russo, racconta una storia poetica e struggente che parla di autenticità, coraggio e della sottile ribellione di chi cerca di ritrovare se stesso in un mondo che ha già deciso per te. Perché a volte, per essere davvero felici bisogna avere il coraggio di pronunciare il proprio nome.


IL MIO NOME 
di Francesco Russo


Agenzia Pensiero Creativo
110 pp
10 euro

A Solleryne la felicità è una regola. 
Ma Sabrina inizia a sentire che qualcosa, dentro di lei, non obbedisce più. 
In un mondo dove tutto è ordinato, luminoso e perfetto, Sabrina è la ragazza che tutti amano: dolce, generosa, impeccabile. 
Eppure, mentre la città si prepara al consueto ballo del solstizio, una domanda silenziosa comincia a farsi spazio nel suo cuore: e se quella felicità che tutti inseguono fosse solo una fragile illusione?

Tra strade curate, saluti sorridenti e riti che si ripetono da sempre, “Il mio nome” ci conduce nel cuore di una giovane donna in bilico tra ciò che è, e ciò che vorrebbe essere.


L'autore.
Francesco Russo è nato a Napoli nel 1973. È autore di racconti, romanzi e poesie, e ha pubblicato Che favola la vita, I luoghi dell’amica geniale, tradotto in inglese e letto in diversi paesi. Ha scritto poi Il Canto delle sirene, un romanzo dedicato alla sua città. La sua silloge La ricerca delle parole è uscita nel 2022. Vincitore e finalista in diversi premi, tra cui l’Andersen Baia delle Favole 2020, è da sempre attivo nel volontariato e nel sociale
.





Termino con un thriller psicologico che intreccia neuroscienze, memoria, emozioni e manipolazione. 


NULLA DA SENTIRE
di Sara Sangermano

bookabook
240 pp
18 euro
USCITA
24 SETTEMBRE 2026


Quando Clara, giovane infermiera in un reparto specializzato nei disturbi della memoria, si accorge di non riconoscere una bambina che un tempo ha stretto tra le braccia, la sua vita comincia a incrinarsi. 
Quello che sembra un semplice vuoto di memoria si trasforma presto in qualcosa di molto più inquietante: emozioni che scompaiono, ricordi che si sgretolano, persone che conservano tracce di un passato che lei non riesce più a raggiungere. 
In una corsa contro il tempo, tra memoria, identità e verità negate, Clara dovrà capire chi è stata, cosa le è stato portato via e quanto si è disposti a sacrificare per conservare ciò che ci rende vivi.

La ricerca della verità la conduce dentro una trama sempre più inquietante, dove il confine tra cura, sperimentazione e controllo diventa sottile e pericoloso. 
Al centro del romanzo resta una domanda, quanto di noi sopravviverebbe se qualcuno potesse sottrarci le emozioni? Se oggi tu stesso, scoprissi che un pezzo della tua vita ti è stato portato via, cosa decideresti di fare?


Il romanzo è disponibile anche su Amazon.

martedì 15 settembre 2026

Recensione: UNA TRANQUILLA CITTÀ DI PROVINCIA di Maurizio Mos



Città di Borghetto è una di quelle cittadine in cui solitamente non succede mai nulla, ma a spezzarne la quiete ci pensa l'omicidio di una donna.
A capo delle indagini c'è il vicequestore Giulio Tiburzi, il cui infallibile intuito gli suggerisce che quella morte violenta non è che una triste tessera di un puzzle ben più vasto ed intricato, una vera e propria rete di ricatti e speculazioni.



UNA TRANQUILLA CITTÀ DI PROVINCIA 
di Maurizio Mos


248 pp
15.98 euro (cart,)
La trentasettenne Daniela Renati viene trovata uccisa nella sua villetta di Città di Borghetto e a rinvenirne il corpo senza vita è il suo amante, Mauro Geraci. 

Su di lui convergono inevitabilmente anche i primi sospetti, ma perquisendo l'abitazione della vittima cominciano a venir fuori altri nomi, altri possibili sospettati.

Sotto gli occhi del vicequestore e della sua eccellente squadra, si palesano via via foto e materiali che fanno capire qualcosa della vita dell'affascinante signora Renati.

La donna era uno spirito libero, con un matrimonio alle spalle e con accanto più uomini con cui intesseva relazioni, il tutto in un contesto di giochi ed incontri hard. 

Forse il delitto è maturato in un clima ambiguo, torbido?
O magari c'è un ex-amante mollato e risentito? O un pretendente rifiutato?

Nel recente passato della Renati effettivamente c'è uno spasimante da lei rifiutato, un giovanotto  violento con precedenti per aggressioni. Questi viene fermato e, interrogandolo, Giulio avverte il suo rancore rabbioso verso la Renati ..; tra l'altro, non avendo un alibi, pare davvero il sospettato ideale.

Eppure Tiburzi sente che quell'assassinio non è maturato "semplicemente" per una questione di gelosia o avances finite a vuoto, e a rafforzare questa idea è il ritrovamento di un'agenda della Renati - in cui figurano i nomi di persone importanti in quella città - e di foto di catastali e di schizzi di edifici.

Tiburzi non si accontenta di risposte facili e scontate, né di tenere in carcere il primo sospettato che gli passa sotto il naso, ma continua a ragionare, a sviscerare tutti gli aspetti del caso, a individuare le persone coinvolte e nei giochi hard di gruppo a casa di Daniela e nell'ambito di affari illeciti.

Il rischio di pestare i piedi di diversi potenti è concreto; quella è gente disposta anche a far fuori testimoni scomodi, "...perché loro erano persone importanti, vivevano in un mondo tutto loro in cui tutto era lecito, avevano soldi e amicizie, potevano fare quel che volevano."

Ma Giulio Tiburzi non è disposto a ritrarsi di un millimetro e, grazie al supporto dei suoi ispettori,  accumula una serie di fondamentali indizi che inchiodano non solo l’assassino della Renati - benché questi abbia avuto la scaltrezza di costruirsi un alibi - ma anche altre persone coinvolte.

Insomma, il caparbio Tiburzi è pronto a scoperchiare un vaso di Pandora che apre le porte ad una querelle giudiziaria senza precedenti nella cittadina, che avrà non poche conseguenze.

Ci sarà chi proverà ad ostacolarlo e a mettergli i bastoni tra le ruote ma il vicequestore andrà fino in fondo a questa storia, riuscendo a trovare il bandolo della matassa e a rimettere ogni tassello al posto giusto.

Il romanzo di Maurizio Mos è un giallo poliziesco a tinte noir che unisce una ben costruita indagine (l'autore si sofferma molto sui momenti in cui Tiburzi e collaboratori ragionano insieme, si fanno domande stimolandosi a trovare risposte e a fare ipotesi, a riflettere partendo da documenti, fotografie, annotazioni) e un minuzioso lavoro investigativo con un protagonista (il vicequestore Tiburzi) che cattura la simpatia del lettore per le sue abilità investigative, per l'intuito, per la determinazione e la passione con cui si dedica al caso, per l'attenzione posta non solo ai fatti, necessari per capire e risolvere l'indagine, ma anche alle persone coinvolte e ai legami tra esse; Tiburzi è attento ai dettagli, fiuta gli errori dei possibili sospettati, coglie collegamenti, opera deduzioni, non cede a moralismi e giudizi superficiali, sa lavorare da solo e in gruppo ed è stimato dai suoi sottoposti per questo.
C'è in lui un che di malinconico, sfumatura che emerge nei momenti in cui è solo con i propri pensieri, e il suo modo di lavorare ci rivela sia la sua viva intelligenza, la sua razionalità e le sue abilità logiche, ma anche la sua rettitudine e umanità.

Mi è piaciuto, il linguaggio è chiaro, comprensibile, i dialoghi credibili e realistici, la scrittura è aderente alla realtà delle indagini e al mondo investigativo, e il delitto iniziale conduce verso la scoperta di altri giri ed affari illeciti, che rivelano situazioni di corruzione nell'ambiente edilizio.

Lo consiglio, in special modo agli amanti del genere.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...