domenica 17 febbraio 2019

Recensione: APPUNTAMENTO IN OBITORIO di Mauro Valente (RC2019)



Un giallo appassionante, un inspiegabile omicidio che nasconde fitti collegamenti con il mondo militare e i suoi segreti; ma nessuna verità può restare sepolta per sempre.



APPUNTAMENTO IN OBITORIO
di Mauro Valente



Esseditrice
328 pp
13 euro
2017
"... la vita corre, e il tempo dei rimpianti arriva inesorabile. Sta solo a noi decidere se alzare lo sguardo e cominciare a sorridere."

E' la notte del 7 dicembre quando, alle tre di notte, l'avvocato Marco Valle viene svegliato da una telefonata da parte dei Carabinieri, apprendendo di essere stato nominato avvocato difensore di un ragazzo, tale Luca Ambrosio, che si è dichiarato reo confesso di un omicidio.
Luca, infatti, parlando con il suo avvocato, dichiara di aver ucciso Michele Ambrosio, suo padre, che poi non è davvero il padre, essendo Luca frutto di una relazione adulterina della madre.
La versione che fornisce però ha delle incongruenze, non convince Marco, nonostante il presunto omicida non solo affermi con forza di aver sparato alla vittima ma di meritare la galera in quanto colpevole.
Quella stessa notte, un'altra persona muore, anche se in ben diverse circostanze: il giovane militare Stefano Cozzolino perde la vita in un incidente.
Cos'hanno in comune i due fatti?
Apparentemente nulla, se non fosse per un particolare: la presenza di un tatuaggio assolutamente identico e che entrambi hanno sulla stessa parte del corpo; un tatuaggio col motto dannunziano "Memento audere semper".
E' solo un caso o c'è davvero un filo che lega i due ragazzi?

Marco Valle si ritrova a indagare - per diverso tempo, anche ufficiosamente - sul caso di Luca insieme all'amico di sempre, il medico legale Willy Conza, e il maggiore Vito Schirinzi; tra i tre uomini si instaura di giorno in giorno un rapporto di collaborazione, di fiducia e stima; la loro tenacia e la ricerca della verità li indurranno a cercare sempre più a fondo in vicende e personaggi solo apparentemente scollegati tra loro, ma che a ben vedere si riveleranno interconnessi; ad unirli c'è un altro militare (Rodolfo Cognetti), ucciso anni prima in un attentato in Africa mentre era in missione con l'Esercito Italiano.
Una morte archiviata con molta, troppa facilità e velocità, come a voler nascondere qualcosa di grave, che qualcuno molto in alto ha tutti gli interessi a non lasciar emergere; dietro, infatti, si celano fatti gravi che toccano la sfera della politica internazionale e delle missioni militari all'estero.

Ad aiutare i tre amici in questa indagine molto complessa c'è un giovane hacker, intelligentissimo e che sa fare il proprio "lavoro" come nessun altro, e grazie al suo contributo tanti interrogativi verranno risolti.

"Appuntamento in obitorio" non è solo un giallo con un caso difficile da risolvere; tra le sue pagine troviamo anche la ricchezza propria dell'essere umano (nel bene e nel male) e dell'amore: amore per la giustizia e la verità; amore per il proprio lavoro; l'amore di una madre per i figli; l'amore disposto a sacrificarsi per chi si ama.

La narrazione del presente (dicembre 2017) relativa alle indagini si alterna alle pagine del diario di una mamma che scrive rivolgendosi al figlio, Luca (proprio lui, il reo confesso), raccontandogli della propria malattia incurabile, della sofferenza fisica, psicologica ed emotiva ad essa correlata, dell'amore per i suoi figli (Luca ha un fratello minore, Daniele, che ha una disabilità intellettiva grave), del marito assente e di come questo la facesse star male; le pagine intime e private di questo diario possono sembrare semplicemente l'accorato e intenso sfogo di una povera madre affetta da un male incurabile, ma in realtà anch'esse hanno il suo peso nell'intricata faccenda che collega l'omicidio di Michele Ambrosio con il suo ipotetico assassino e con le vicende dei due militari.

L'impianto narrativo creato dall'Autore Mauro Valente (che di professione fa l'avvocato, proprio come Marco Valle) è articolato, complesso e convincente; il lettore segue passo passo le indagini e le sue tappe con interesse e curiosità, e in un'atmosfera quasi di familiarità, grazie ai tre amici, che nella loro ricerca della verità e della giustizia sono mossi dalle migliori intenzioni, sfoderando non solo la loro professionalità ma anche tutta la loro umanità, e questo è senza dubbio uno degli aspetti che ho molto apprezzato.
Marco, Willy, Vito Schirinzi, ciascuno con la propria personalità, i propri modi di fare, la propria vita, credono sinceramente in ciò che fanno, sono caparbi e per nulla disposti ad arrendersi alle prime difficoltà pur di arrivare a sciogliere tutti gli intricati nodi che formano quest'ordito cui è difficile venire a capo; ma soprattutto, mostrano un interesse umano verso Luca e il suo caso, e il tutto prenderà via proprio dal fatto di non poter permettere che egli finisca in galera con l'accusa di omicidio se prima non si chiarisce la dinamica dei fatti.

L'Autore ci permette di entrare in sintonia con i tre protagonisti, tanto con Marco quanto con il maggiore Schirinzi, entrambi due professionisti coscienziosi, che credono nel proprio lavoro, quanto con Willy Conza, che tra i tre ci appare inizialmente il più burbero ma che in realtà ha alle spalle qualche rimpianto e una grossa vera mancanza (affettiva) che non gli danno la giusta serenità.

Come dicevo, la trama è fitta e densa di tanti piccoli eventi e scoperte che travolgono il lettore in un ritmo narrativo che resta sempre serrato; la presenza generosa di dialoghi contribuisce a dare dinamicità e spontaneità alla narrazione; la lettura risulta sempre molto scorrevole e assolutamente godibile.
Alla fine del libro, il lettore potrà dirsi soddisfatto perchè ogni domanda avrà trovato la sua risposta e ogni cerchio sarà chiuso.
Se vi state chiedendo la ragione del titolo, ebbene sappiate che esso deriva dal luogo (un po' inquietante, lo ammetto) in cui i tre amici e "investigatori" si incontrano sistematicamente per fare il punto circa lo sviluppo delle indagini.

Sono davvero contenta di aver letto questo romanzo scritto da un mio concittadino e ambientato oltretutto nella mia città (San Severo); un romanzo in grado di appassionare il lettore dalla prima all'ultima pagina e che mi auguro abbia modo di trovare una più ampia vetrina per essere apprezzato da tanti altri lettori come me.

Frammenti di lettura



Un romantico e struggente passaggio tratto dal libro in lettura EDUCAZIONE EUROPEA di Romain Gary.


"«Ti amo, sì. Ti amo. Non piangere, Zosia. Non bisogna. Abbiamo tempo per sapere. Abbiamo tempo per dimenticare. Impareremo parole belle, 
dimenticheremo quelle brutte». 

«Gli uomini non hanno una bella parola per questa cosa». 

«Io ne inventerò una. Io e te insieme ne inventeremo una. Io e te. Saremo i soli a conoscerla. Saremo i soli a capirla. Non la diremo mai a nessuno. Ce la terremo segreta, per noi soli. Non piangere, Zosia. Un giorno non ci saranno più i tedeschi. Un giorno sarà impossibile aver fame, aver freddo. Non piangere. Ti amo tanto...» 

«Dimmelo ancora».

«Quante volte vorrai. Mi piace dirtelo. Ti amo, ti amo...» 

«È una bella parola».

«Allora non piangere più». 

«Non piango più. (...)»"



venerdì 15 febbraio 2019

Prossimamente in libreria (21 febbraio - 7 marzo)




Prossimi arrivi in libreria: il ritratto del compositore Gesualdo da Venosa, una black comedy sullo sfondo della serena e spaventosa campagna inglese, un personaggio femminile sfaccettato e complesso la cui storia ci ricorda come non sempre gli uomini imparino dal passato, un romanzo che parla alle paure più profonde, della necessita di fidarsi di un estraneo e delle conseguenze che ne derivano...



MADRIGALE SENZA SUONO
di Andrea Tarabbia



Ed. Bollati Boringhieri
363 pp
16.50 euro
USCITA
21 FEBBRAIO 2019
Al centro di questo romanzo gotico e sensuale vi è la figura del celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, Gesualdo da Venosa, che uccide la propria moglie, Maria D’Avalos, per vendicare l'onore e il tradimento.

Dalla solitudine di un uomo tormentato nasce un genio artistico straordinario.
Come può il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito?
Eppure è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto.

Questa storia ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre imprendibili tra delitto e genio.
Con un gioco colto e irresistibile, tra manoscritti ritrovati e chiose di Igor' Stravinskij − che nel Novecento riscoprì e rilanciò il genio di Gesualdo − Andrea Tarabbia, scrittore tra i migliori della sua generazione, costruisce un romanzo importante, destinato a restare.
L’edificio che attraverso Madrigale senza suono Tarabbia innalza è una cattedrale gotica da cui scaturisce la potenza misteriosa della musica. È impossibile, per il lettore, non spingere il portale. E, una volta entrato, non restarne intrappolato.



LE CIRCOSTANZE
di Amanda Craig



Ed.Astoria
528 pp
20 euro
USCITA
21 FEBBRAIO 2019

Quentin (giornalista) e Lottie Bredin (architetto) sono una coppia profondamente in crisi ma, a causa della crisi economica non possono permettersi nè di vivere più a Londra nè di divorziare; infatti a lui hanno chiuso il giornale, lei ha perso il lavoro.
La casa in cui vivono non si riesce a vendere per un prezzo accettabile: non resta che affittarla e con i soldi dell’affitto andare a stare in un posto molto più economico, una località remota del Devon.

E così, la coppia con i loro tre figli si trasferisce. 
La campagna, non più vista come un temporaneo luogo di vacanza ma come quello stabile in cui dimorare, si rivela in tutta la asprezza; altro che visione idilliaca da turista, bensì una campagna povera, piena di immigrati pagati una miseria, e di inglesi favorevoli alla Brexit.
L'atmosfera è cupa, la situazione economica è disastrosa...., solo il paesaggio è incantevole ma nasconde un lato oscuro fatto di povertà, vendetta, abuso e violenza.
Infatti aleggia sulla casa che hanno affittato un mistero, perché l’affitto è ridicolmente basso, e presto scoprono il motivo: il precedente abitante era stato ammazzato proprio nel posto in cui vivono.



UNA RAGAZZA RISERVATA
di Kate Atkinson



Nord Editrice
416 pp
18 euro
USCITA
7 MARZO 2019
Londra 1891. Una donna viene investita da un'auto proprio nel giorno in cui è appena tornata in Inghilterra, dopo anni trascorsi all'estero. Un tragico incidente presto dimenticato da una città resa euforica dal'evento più atteso dell'anno: le nozze tra il principe Carlo e Diana Spencer.
Ma chi era quella donna e quali segreti ha portato con sè nella tomba?

Londra 1940. uliet Armostrong ha 18 anni quando viene reclutata dai servizi segreti per sbobinare niente meno che le conversazioni di un agente infiltrato con cittadini inglesi al soldo del Reich...

Londra 1950. Il popolo inglese è stremato dalle conseguenze post-belliche. Juliet adesso lavora per la BBC e crea programmi di intrattenimento per risollevare lo spirito degli ascoltatori. Ma il passato è un fardello pesante per lei, e riemerge prepotente attraverso uno strano messaggio: la pagherai.
E dopo tutto quello che l'ha vista coinvolta in pieno conflitto mondiale, c'è poco da esserne sorpresi...




LA BABYSITTER PERFETTA
di Sheryl Browne



Ed.Garzanti
320 pp
17.90 euro
USCITA
7 MARZO 2019
A volte non è possibile stare con i propri figli tutto il tempo e subentra la necessità di affidarli a qualcuno, che possibilmente deve essere una di fiducia, dolce e rassicurante.
Un giorno incontrano Jade, che sembra la baby-sitter perfetta.
Le loro figlie la adorano, vogliono sempre stare con lei, e Jade le ama come se fossero sue.
La madre, Melissa, non potrebbe essere più felice di così e le affida la gestione della famiglia, tornando a occuparsi del lavoro. Ma all’improvviso in casa cominciano a succedere cose strane: le bambine non sembrano più così al sicuro e Melissa ha sensazioni che non riesce a spiegarsi.
Decide allora di parlarne con il marito, che però non le crede: forse è solo la stanchezza per i troppi impegni, o lo spettro della depressione.
Jade è l’unica che le sta vicino, l’unica che la ascolta e, giorno dopo giorno, Melissa si convince sempre di più che Jade sia stata una scelta fortunata.
Eppure anche questa donna così apparentemente senza macchia nasconde qualcosa...
Melissa imparerà sulla propria pelle che non sempre è possibile proteggere le persone amate...

giovedì 14 febbraio 2019

Steven Spielberg presenta: RITORNO AL FUTURO - il romanzo || dal 14 febbraio in libreria


Non so quanti di voi hanno amato (e continuano ad amare) la saga fantasy di fine anni '80 "RITORNO AL FUTURO", col bravissimo e simpaticissimo Michael J. Fox.

Io personalmente la amo e la rivedo sempre molto volentieri, ed ho appreso con gli occhi a cuore la notizia che oggi esce in libreria il romanzo del primo film della trilogia.
Sebbene conosca le battute cinematografiche a memoria, non vi nascondo che mi sta venendo la voglia di prendere il libro *_*


Ed. Salani
256 pp
14.90 €
USCITA
14 FEBBRAIO 2019
Marty McFly è un ragazzo come tanti: vive in una cittadina di provincia, frequenta svogliatamente la scuola, ama il rock degli anni Ottanta, ha ovviamente un paio di genitori, anche se non della miglior specie.
Se non ci fosse la tenerezza di Jennifer, la bella e spigliata compagna di scuola, e soprattutto la complice amicizia con "Doc" Brown, un eccentrico scienziato, per Marty la vita sarebbe qualcosa da cui sfuggire. La fuga, ma un'incredibile fuga all'indietro, avverrà comunque, grazie a un ardito esperimento dell'amico scienziato e a una ruggente DeLorean a propulsione nucleare che funge da "macchina del tempo".
Marty si ritrova così scaraventato nel 1955, addirittura prima della sua nascita, nella sua cittadina com'era una volta.
Non penserebbe che a "ritornare al futuro", se non ci fosse l'occasionale incontro con due coetanei destinati a diventare i suoi genitori.

mercoledì 13 febbraio 2019

Segnalazione: DEVORA di Franco Buso




Cari lettori, sono lieta di presentarvi un thriller storico che narra il viaggio attraverso il tempo di due donne eccezionali. Sono protette dai Cavalieri Templari e hanno il dono della chiaroveggenza; sono due donne libere, che amano chi vogliono e sono in grado di difendersi a suon di spada.


DEVORA
di Franco Buso



364 pp
10.40 €
Parigi, 1314. Presso la cattedrale di Notre-Dame è allestita una pira e la folla si accalca, bramosa di assistere allo spettacolo: l’ultimo Maestro dei Cavalieri Templari sta per essere mandato al rogo. L’uomo sale sulla legna accatastata, il boia appicca il fuoco, le fiamme si levano. 
Ma un istante prima che lo avvolgano, il Maestro lancia una fiera invettiva contro il re Filippo IV il Bello, che ha voluto la sua fine. E una cupa profezia: il destino del sovrano è segnato, così come quello del papa e della stessa Chiesa, che tra settecento anni cesserà di esistere.
La folla è sbigottita. Solo una ragazza dai magnifici occhi color oro sembra credere
per prima alle parole del Templare.
Quella ragazza, che osserva il rogo silenziosa, ha il dono della chiaroveggenza.
Tutto era iniziato molto prima della sua nascita, quando sua madre, nata in Palestina, era rimasta orfana a seguito dello sterminio della sua famiglia da parte dei Mamelucchi.
Ed era stata punta da uno scorpione del deserto, il cui veleno è in grado di compiere miracoli…

In un affascinante romanzo, i cui protagonisti sono legati da fili invisibili sempre più connessi, il viaggio di due donne eccezionali attraverso epoche remote e ammantate di mistero. Ma più vicine di quanto non si creda: il gran finale vi lascerà senza fiato.
L'autore.
Franco Buso nasce nel 1952 a Meda, allora provincia di Milano e ora Monza-Brianza. A sette anni si trasferisce con la famiglia a Treviso, dove vive tuttora. Consegue la
Maturità Classica e si iscrive alla facoltà di Ingegneria presso l’Università di Padova. Nel 1977 sposa Chiara e dal matrimonio avrà una figlia, Irene. È autore di racconti e questo è il suo primo romanzo, nato dal suo interesse per la storia nonché ispirato dalla tesi di laurea della figlia, incentrata sul processo a Jacques de Molay: l’ultimo Maestro dei Cavalieri Templari.

martedì 12 febbraio 2019

"Leggere mi aiuta"



Quanto può essere terapeutico leggere !



La lettura dà più piacere
quando ci si riconosce nelle storie
e se ne può trarre qualcosa per sé.
(...)
"I libri sono le medicine che mi somministro.
Quando viaggio con la fantasia sono libera,
non ci sono limitazioni e doveri,
posso fare e non fare
quello che voglio,
non deludo nessuno.
Mi fa bene.
Io credo che il corpo stia
bene quando l’anima è sana, e viceversa.
Leggere mi aiuta."

(Christiane F., La mia seconda vita)



lunedì 11 febbraio 2019

Recensione: LA PIETRA DI LUNA di Wilkie Collins (RC2019)



Un diamante meraviglioso su cui aleggia l'eco di una maledizione per chi ne diventa indegno possessore. Un poliziesco tinto di noir scritto con una penna magistrale, una narrazione fluente pur essendo minuziosa; il ritratto di un'Inghilterra in Età Vittoriana che si muove tra l'ironico e il melanconico.


LA PIETRA DI LUNA
di Wilkie Collins



Ed. Mondadori
trad. E. Capriolo
525 pp
Il titolo non dà spazio ad equivoci: al centro di questo lungo e piacevolissimo romanzo c'è una gemma gialla, preziosa, originaria dell’India: la pietra di luna, appunto.

Nell'antefatto l'Autore ci racconta in che modo questo diamante sia passato, dopo una serie di avventurose vicissitudini avvenute nel corso dei secoli, dalla fronte della statua di una divinità indiana alle mani di un certo John Herncastle, uomo dai discutibili costumi e poco amato anche dai propri familiari; cinquant'anni dopo (nel 1848), questo ex-colonnello fa dono del gioiello (ancora in suo possesso) a una nipote, Rachel Verinder, figlia di sua sorella (con cui non ha alcun rapporto da molti anni).
Di questo mirabile ornamento si dice che sia stato trafugato da ladri sacrileghi (per questo porta con sè maledizioni) e che ne seguano le sorti sotto mentite spoglie tre sacerdoti, pronti a uccidere per riportarlo in India.
Si tratta di mere leggende, di sciocche superstizioni... o di qualcosa da non prendere alla leggera?

Fatto sta che la signorina sta per compiere 18 anni e il giorno del compleanno riceve in eredità dall'ormai defunto zio il diamante; a recapitarglielo è un giovanotto, suo parente (e spasimante), Franklin Blake, un tipo sveglio, colto, simpatico, dal carattere esuberante.

Alla cena di compleanno sono presenti diverse persone, tutte affascinate dal monile, il cui valore è inestimabile e che facilmente irretisce chiunque vi posi lo sguardo:

"Che diamante, buon Dio! Grande, o quasi, come un uovo di piviere! La luce che ne sgorgava era come quella della luna di settembre. Quando abbassavi gli occhi sulla pietra, ti trovavi davanti un giallo abisso che li attirava a sè sino a impedirgli di vedere qualsiasi altra cosa. Sembrava insondabile; quel gioiello, che potevi tenere tra il pollice e l'indice, sembrava insondabile come i cieli".

C'è che un che di magico, una potenza ammaliatrice che scaturisce dalla pietra di luna e che pare avere il potere di soggiogare chi la possiede, che sviluppa nei suoi confronti un sentimento "possessivo" (un po' come accade a  quanti si ritrovano tra le mani l'anello al centro della trilogia tolkeniana) e per certi versi irrazionale.

Quale enorme e tragica sorpresa quando, al mattino successivo, la festeggiata dà l'allarme dicendo che il suo meraviglioso regalo, da lei riposto in un cassetto in camera propria prima di coricarsi, è... scomparso!!

Cosa è successo durante la notte? Un ladro si è introdotto furtivamente in casa e, col favore delle tenebre, ha rubato la pietra di luna?
E soprattutto... chi è stato?

Per fare chiarezza sul mistero, un famoso investigatore, il sergente Cuff, viene incaricato di fare indagini e ritrovare il gioiello. 
L’indagine, per quanto accurata, non porta ad alcun risultato e causa, anzi, sgomento e confusione sia tra i membri della famiglia Verinder che nella servitù. 

Il sergente, infatti, deve inevitabilmente sottoporre a interrogatori e perquisizioni tutti i presenti; l'unica persona che si rifiuterà caparbiamente di rispondere alle insistenti domande di Cuff e di lasciarsi perquisire bauli e cassetti è proprio la derubata, Rachel, che mostrerà sin da subito un quanto mai enigmatico (e sospetto?) atteggiamento di aperta ostilità verso chiunque si ostini a volerle parlare del monile scomparso e di cosa potrebbe essere successo quella notte.
Perchè la ragazza rifiuta di dare il proprio contributo alle ricerche? E come mai a un certo punto rivelerà la propria avversione nei confronti di Franklin, che fino a poche ore prima del fattaccio era il primo nella lista dei suoi possibili fidanzati?

Tutti i personaggi sono apparentemente innocenti ma allo stesso tempo possibili colpevoli, e in particolare ci si sofferma su alcuni di essi; oltre allo strano comportamento isterico e chiuso di Rachel, a destare qualche sospetto è una cameriera, Rosanna Spearman, tanto bruttina quanto povera e disgraziata, eppure il suo passato, unito a certi suoi modi di fare sibillini e incomprensibili, fanno sì che Cuff diriga la propria attenzione sulla ragazza. Rosanna, infatti, ha un passato difficile: quando la buona signora Verinder l'ha conosciuta, la giovane era in riformatorio per aver commesso dei furti; per misericordia cristiana, la signora l'ha tirata fuori di lì dandole un lavoro, un tetto, del cibo, insomma se n'è fatta carico e non ha dubbi che la sua cameriera sia estranea ai fatti.

Ma è davvero così?
Eppure, se sul destino del diamante si è incerti e ci si può lasciar andare soltanto a speculazioni, ad essere incontrovertibile è questo dato di fatto: la pietra di luna era in casa, in camera di Rachel... e da lì qualcuno l'ha presa e, presumibilmente, l'ha portata via.

Quindi - come in un classico giallo alla Christie (successiva al nostro Wilkie) -  il colpevole è necessariamente qualcuno che quella notte era dentro la casa.
Scoprire di chi si tratti, cosa davvero sia accaduto e come si siano sviluppate le sorti della pietra di Luna, è il cuore dell'intreccio, che si dipana in un groviglio di eventi drammatici raccontati, di volta in volta, dai diversi protagonisti.

Il romanzo di Collins, infatti, è corale, e a narrarci il succedersi degli eventi sono diverse persone, tutte chiamate a trascrivere il proprio punto di vista su invito di Franklin Blake con lo scopo di mettere i fatti, concernenti la sparizione della pietra, nero su bianco e in modo ordinato; la decisione di usare questa tecnica si rivelerà necessaria per il povero Blake, che nel corso dei mesi non si darà pace circa il destino della gemma, soprattutto quando si sentirà coinvolto, suo malgrado, in prima persona e alcuni eventi rischieranno di far naufragare la propria storia d'amore con la bella Rachel.

Il primo punto di vista - e anche il più "corposo" - è quello del maestro di casa, il capo dei domestici, lo stimato e buon Gabriel Betteredge. Il suo racconto di cosa accadde in quella fatidica notte e nei tempi successivi è dettagliato (caratteristica che appartiene a tutta la narrazione in generale) e attendibile, perchè l'uomo è sicuramente una persona onesta, molto attaccata e devota alla famiglia Verinder, affezionata a Franklin, che ha visto crescere. La sua prospettiva è narrata in modo spigliato, ironico, e anche se ci dà l'impressione del classico "pettegolo", sempre informatissimo su tutto quello che accade in casa (tanto ai padroni quanto ai domestici), risulta inevitabilmente simpatico, anche quando divaga e racconta di fatti e persone che poco hanno a che fare con lo scopo della sua trascrizione; ci fanno sorridere le sue riflessioni sulle persone a lui vicine, in particolare sul genere femminile (che non gode di molta stima da parte del domestico), e la sua fissa per Robinson Crusoe, classico da lui letto, riletto e studiato, che nei momenti difficili e cruciali si è rivelato sempre profetico ed illuminante per il suo fan n.1.

Altra narratrice interpellata è la signorina Drusilla Clack, una cugina di Rachel presente alla cena di compleanno; ammetto che, personalmente, il suo racconto l'ho trovato spassoso: la donna è nubile (zitella, se volete ^_-), squattrinata, sola al mondo se non fosse per le varie associazioni di carità di cui è fervente membro; dal suo resoconto emerge vivido il ritratto di una donna che ha fatto dell'adesione religiosa il cardine della propria vita; giudica tutti col metro della religione, finendo per mostrarcene però il lato più farisaico ed ipocrita, che cela - dietro parole in apparenza misericordiose e pie - un atteggiamento di condanna e giudizio; divertenti i suoi tentativi di far proseliti e convertire tutti attraverso opuscoli e libretti di edificazione che le vengono debitamente restituiti.

Altre voci narranti sono: il dottor Candy (che avrà una sua parte non irrilevante nella catena degli eventi, ma si scopre molto in là), l'avvocato Bruff (realista e razionale), il sergente Cuff (acuto e intuitivo), lo stesso Franklin e un certo dottor Ezra Jennings, che avrà anch'egli un ruolo determinante per la soluzione e comprensione del caso.

Sì perchè il caso si risolverà; Collins non ci lascia a bocca asciutta, ma anzi ci conduce passo passo verso la fine, intrecciando persone, fatti, ipotesi, fino a rivelarci la verità, che costituisce un colpo di scena.

"Sentiamo spesso dire (ma quasi sempre da osservatori superficiali) che la colpa ha lo stesso aspetto dell'innocenza. Io credo che sia infinitamente più veritiero affermare che l'innocenza può avere lo stesso aspetto della colpa".

Una  cosa è fuor di dubbio: il diamante sarà pure splendido e desiderabile..., ma quanti problemi e divisioni porterà in casa Verinder!! Non sarà davvero maledetto?

"Quando sono arrivato qui da Londra con quell'orribile diamante (...) non credo che esistesse in Inghilterra una casa più felice di questa. E guarda com'è adesso! Dispersa, disunita..., persino l'aria è avvelenata dal mistero e dal sospetto! (...) La pietra lunare ha attuato la vendetta del colonnello e in un modo che nemmeno lui avrebbe mai immaginato!".

Wilkie Collins ha saputo dar vita ad un poliziesco magistralmente costruito, che ha tutti gli elementi per tener vive la suspense e la curiosità del lettore, che resta inchiodato al libro dalla prima all’ultima pagina..., nonostante le pagine non siano poche! Il ritmo narrativo non è incalzante perchè si avanza con gradualità verso i nodi da sciogliere e per aver chiaro tutto ciò che ha dato vita al mistero bisogna avere la pazienza di giungere alla fine, ma lo stile è così piacevole e scorrevole che si procede senza pesantezza alcuna.
Collins ci offre uno spaccato della società del suo tempo, tanto dei "ricchi" - con i loro vezzi, le loro ipocrisie, il loro perbenismo - quanto dei "poveri" - con i loro cicalecci, le antipatie verso chi è "diverso", nei confronti del quale è sempre fin troppo facile puntare il dito.
Le azioni dei personaggi diventano, in un certo senso, più importanti delle vicissitudini che li vedono attori, e anzi sono le loro scelte a determinare le circostanze e le relative evoluzioni.

La pietra di luna (The Moonstone) rappresenta il modello che ha anticipato tutta la futura letteratura poliziesca; non ho potuto non apprezzare la complessità della trama, la raffinata descrizione degli ambienti, l'attenzione posta ai personaggi, la presenza di un interessante punto di vista su uno specifico argomento medico (l'oppio e i suoi effetti) che in quel determinato momento storico era attuale e che rimanda all'esperienza personale dell'Autore stesso.

Sono quei classici che a me piacciono da morire, quei libri da leggere avidamente con una buona tazza di the in mano; mi delizio di fronte alla bravura di certi grandi romanzieri; a buon diritto, il nome di Wilkie Collins può essere accostato a Dickens o Thackeray.

Assolutamente consigliato, tanto più a chi ama i classici, i polizieschi e si vuol godere un libro corposo ma accattivante e scritto magnificamente.

Leggerò altro di Collins, ormai è amore *_*


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