venerdì 12 giugno 2026

Novità in libreria [ romanzi storici, narrativa orientale ]

 

Alcune pubblicazioni presenti da poco in libreria: thriller, gialli storici, narrativa dell'Est, romanzi storici.


NARRATIVA ORIENTALE

OMBRE SENZA VOCE
di Tokuro Nukui



Longanesi
trad. M.C Gasperini
400 pp
Nel 1991 Tōkyō è sconvolta da un terribile delitto.
Il sovrintendente Saeki, capo della Prima Divisione Investigativa della polizia metropolitana, è sotto pressione: i media lo incalzano, l’opinione pubblica pretende risposte e lui non ha nessuna pista concreta da seguire, mentre negli uffici della polizia molti insinuano che non sia all’altezza del compito, che sia arrivato ai vertici solo grazie alle parentele influenti. 
Ma Saeki resiste e lotta contro l’ostilità che lo circonda.
Per le strade della città c’è un uomo che conduce una lotta simile, ma contro la propria disperazione, perché da tempo vive con una voragine nel petto e cerca a tutti i costi risposte e rifugio, trovandole in un sedicente culto religioso che promette la salvezza ma a un prezzo molto alto. Troppo alto.

Uscito in Giappone nel 1993 riscuotendo subito un enorme successo, divenuto presto un classico del thriller, Ombre senza voce ci cattura trascinandoci in una spirale di mistero e insieme ci svela il lato oscuro di una società intimamente diversa dalla nostra e colma di fascino.



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UN INSOLITO NEGOZIO DI SOGNI E VINILI
di Jin Pyung Lim, Eun Koh Hee


Rimasto solo dopo la tragica scomparsa dei genitori e del fratello minore, Jeongwon ha deciso di farla
Nord Ed.
trad. M.L. Emberti Gialloreti
304 pp

finita. Prima, però, vuole realizzare un ultimo desiderio: vendere la sterminata collezione di vinili di suo padre, affinché ciascun disco possa trovare un nuovo proprietario che lo apprezzi e se ne prenda cura come faceva lui. 
Apre un piccolo negozio in un quartiere periferico di Seul, dove ben presto vanno a rifugiarsi persone che, come Jeongwon e i suoi dischi di seconda mano, sono state graffiate dalla vita. 

C'è Mirae, che non riesce a togliersi dagli occhi le immagini di un incidente di cui è l'unica sopravvissuta; c'è Darim, avvocata e madre single, respinta da un mondo che non perdona la sua forza; c'è Wonseok, un ex poliziotto disilluso che crede di aver esaurito ogni possibilità di redenzione; e c'è Duman, un idol in fuga da sé stesso, dopo la perdita del suo compagno di band. 

Sono anime solitarie e scordate, che hanno in comune l'amore per la musica e grazie ad essa ritrovano un'armonia. 
Pian piano le loro esistenze s'intrecciano come le note di un vecchio LP – malinconiche, calde, imperfette –, in una melodia che li mette inaspettatamente in connessione tra loro e li aiuta a riconciliarsi con il passato, aprendo per ciascuno una nuova possibilità di futuro.


Una storia intensa e commovente sul potere che ha la musica di parlarci quando le parole non bastano, di riconnetterci con il passato e creare legami indissolubili con il presente.


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LA MALINCONIA DELLE STORIE SOSPESE
di Minsoo Kang 




Nord Ed.
trad. F. Garleschelli
288 pp
Nella cella in cui è rinchiuso, il cantastorie sa che il suo destino è segnato. Dai confini del regno, la sua fama di tessitore di trame è giunta all’orecchio dell’imperatore, che lo ha convocato a corte e per tre anni ha fatto mettere nero su bianco dagli scrivani i suoi racconti favolosi di mostri e magie, fantasmi e divinità bizzose. Ora che la missione è compiuta, l’imperatore è pronto a sbarazzarsi di lui, ma prima gli chiede un’ultima storia. 
Quella con cui il narratore, forse, potrà salvarsi la vita. O almeno entrare nella leggenda.

A duemila anni di distanza, dalla finestra del suo studio uno storico osserva in lontananza le montagne da cui le divinità avrebbero dato vita alla nazione.
È proprio smascherando i falsi miti nascosti nella Storia del suo popolo che il professore ha raggiunto fama e riconoscimenti. Eppure, è consapevole dei limiti di quel metodo rigoroso, perché laddove mancano le fonti, solo l’immaginazione può colmare le lacune del passato o dare voce a chi è stato dimenticato. 
E ora che è prostrato dalla perdita della moglie amatissima, per colmare quel vuoto lui stesso avrebbe bisogno di immaginare un finale diverso per la propria storia. O magari un nuovo inizio.

Mito, Storia e vita si fondono in questa saga che sfida le definizioni di genere. Un romanzo a incastro sapientemente costruito in cui a intrecciarsi non sono solo le linee temporali ma anche trame universali di amore, memoria, sopravvivenza, che ci parlano del bisogno assolutamente umano e irrinunciabile di raccontare storie: le sole capaci di salvarci la vita o darci un’illusione di eternità.


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I CILIEGI FIORISCONO ANCHE DI NOTTE
di Clarence Solveg



Harbin, Cina, 1944. Hiromi è giovane e crede ancora nelle promesse di un impero. 
Astoria
trad. C. Turla
368 pp

Giornalista in una città occupata, scrive di armonia tra i popoli, mentre intorno a lei infuria la guerra tra Cina e Giappone. Ama il marito, Hajime Takeshi, medico illustre, ma desidera un uomo che non può avere. 
Un giorno, lungo un fiume, vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che non potrà mai dimenticare. 

Kyoto, 1993 La dottoressa Yuna Takeshi è pronta a ricevere il primo paziente della giornata ma davanti a lei c'è Ama, la sorella che non vede da trent'anni. 
Ad Ama serve un trapianto urgente, però Yuna non è una donatrice compatibile: infatti, con profonda sorpresa, scopre di non avere nessun legame di sangue con Ama, perché la sorella è stata adottata. 
Per salvarla, Yuna dovrà scavare nel passato della sua famiglia, rivelando cosa si nasconde davvero dietro la grandezza di suo padre e lo strazio di sua madre. 

Questa è una storia di donne che portano il peso della Storia voluta dagli uomini. Di madri che scompaiono, di figlie che cercano risposte, di sorelle che si aiutano. Del sangue – nel senso letterale e in quello più oscuro – come filo che lega generazioni e continenti, guerre e speranze. Perché i ciliegi fioriscono anche di notte. E la verità, prima o poi, sboccia. Anche se il mondo preferirebbe che restasse nel buio.

Una famiglia, un amore proibito, un segreto inconfessabile. Un romanzo intenso, in cui il presente è l'eco di un passato crudele


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NARRATIVA STORICA/THRILLER

LA SPIA
di Jorge Dìaz


Ponte alle grazie
480 pp

Andalusia, 1952. Un uomo viene brutalmente assassinato sulla spiaggia. A indagare è chiamato il giovane caporale Javier Bermejo della Guardia Civil, ma quello che potrebbe apparire come un delitto passionale si rivela qualcosa di molto più complicato. Per cominciare, chi era la vittima, il barone Ino von Rolland, ricco e misterioso uomo d’affari tedesco ritiratosi nella cittadina spagnola? Forse un nazista sfuggito alla giustizia dopo la fine della guerra? O un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento? Non sembrano due ipotesi compatibili... Jorge Díaz recupera dai meandri della storia del Novecento l’affascinante e ambigua figura posta al centro di questo romanzo, e si occupa di riempire i buchi lasciati dalle fonti. Ci trasporta così nella Barcellona del 1917, in cui servizi segreti tedeschi e britannici lavorano per procurare alle proprie forze navali il predominio nel Mediterraneo; tra le due guerre ci fa visitare Berlino, e di nuovo la Spagna durante la Guerra civile; poi i campi di sterminio, il Portogallo, l’Argentina. Fino all’Andalusia degli anni Cinquanta, quando la vicenda storica smarrisce le tracce dell’enigmatico personaggio lasciando all’autore la libertà di inventarsi il finale.

La spia, grandissimo successo in Spagna, è uno strepitoso intreccio di romanzo storico e thriller: per i lettori, un’emozionante avventura di mezzo secolo e di mezzo mondo.


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JOANNA DEGLI INCANTI
di Simona Lo Iacono


Guanda
256 pp
Palermo, 1640. Una monaca carmelitana è rinchiusa nelle prigioni della Santa Inquisizione in attesa di conoscere il motivo del suo arresto. 
Per rassicurare un misterioso compagno di cella, inizia a raccontare, perché «una buona storia svia la solitudine e ingannala morte». Joanna De Austa ha avuto un'infanzia segnata dalla perdita di un padre avventuriero e dalla presenza di una madre afflitta dalla vedovanza e priva di slanci. 
Ma lo zio vescovo è stato per lei un mentore straordinario: di mente aperta e anticonformista, conoscitore dei libri proibiti, le ha trasmesso l'amore per la poesia, le arti e le lingue straniere. 
E ha protetto la sua amicizia con Nucidda, la figlia della governante, Con un'intuizione del tutto innovativa per il suo tempo, Joanna fa della cartiera di famiglia una piccola casa editrice, dimostrando di saper unire la passione per i libri al talento imprenditoriale. 
Il primo volume dato alle stampe sarà il Don Chisciotte. «Diventammo famosi» dirà «per aver fatto due cose impossibili. Far scrivere i ciechi. Pubblicare la storia di un pazzo.»

Simona Lo Iacono trasforma in romanzo una storia vera di lutti e rinascite, rovesci economici e incontri cruciali, tenebre e luce: quella luce che brilla nel cammino delle donne verso la libertà.


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IL DISCEPOLO
di Giovanni Ferrero


Salani
294 pp
Mentre Roma scivola nel blu della sera e le note di un violoncello accarezzano il pubblico di Villa Medici, Ernest Hamilton scorge una donna dalla bellezza spiazzante: Tatiana, gallerista dell'Est, esperta di icone e arte sacra. 
Intanto, in Vaticano, si scopre un dipinto attribuito a Caravaggio: un'opera capace non solo di riscrivere la biografia del ‘genio maledetto', ma di incrinare la narrazione ufficiale che, per secoli, la Chiesa ha costruito di lui e di se stessa. 
A complicare ulteriormente le cose, la comparsa del quadro coincide con l'allestimento di una grande mostra voluta dal Papa in persona: un evento solenne in cui devozione e strategie di potere si intrecciano indissolubilmente. 
Quando la traiettoria di Ernest incrocerà quella del dipinto, diventerà sempre più chiaro che nulla sta accadendo per caso: è la stessa luce di Caravaggio, con le sue ombre, a ridisegnare la sua vita.

Con un romanzo dal ritmo avvolgente, Giovanni Ferrero si addentra nelle zone grigie dell'arte, della fede e dei sentimenti, interrogandosi sul desiderio dell'uomo di misurarsi con la verità, e sulla bellezza, ma anche il sacrificio, di restarle fedele.


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MOSAICUM
di Emanuela Taschini


Salani
432 pp


C'è un filo che lega Allon, orfano ebreo cresciuto alla corte di Federico II nel 1222 e Gabriel, biologo molecolare canadese che nel 2022 riceve un'eredità inattesa a Otranto.
Allon, ricevuto dall'imperatore l’ordine di scortare un rabbino di fiducia in una missione che passa per l’abbazia di Casole, si trova coinvolto in una storia misteriosa tra monaci che nascondono codici vietati, un bibliotecario al servizio del Papa, una morte simulata e una vera, avvelenamento compreso. 
Nelle cripte del duomo, negli stretti sotterranei e nelle taverne del porto dove si comprano informazioni più che vino, Allon segue la traccia di un manoscritto e di un ciondolo a forma di pavone: l’unico indizio di un enigma che lega il mosaico al cielo sopra l’Adriatico. 

Nel 2022, a Toronto, Gabriel prende possesso della casa di una zia quasi sconosciuta di Otranto e si ritrova davanti allo stesso mosaico: un albero che attraversa la navata, animali mostruosi, re in sella a grifoni, iscrizioni spezzate. 

Tra le carte lasciate in una cassetta di sicurezza, un manoscritto recante un antico calcolo astrologico lo spinge a entrare di notte nel duomo, seguendo le tessere del pavimento alla ricerca del punto in cui si interrompono. Lì dove il mosaico tace, un segreto sembra aspettare da ottocento anni di essere svelato.


Tra la luce netta del Mediterraneo e le ombre del sottosuolo, tra scienza e fede, simboli e profezie, questo giallo storico intreccia il destino di due uomini lontani nel tempo ma vicinissimi nelle loro ferite, nella loro sete di verità e nella tentazione di voltare le spalle agli ‘angeli’ per scegliere da soli la propria strada.

lunedì 8 giugno 2026

Recensione: LA STRANIERA di Katy Morgan

 


In questo retelling della storia di Rut la Moabita,  gli elementi del racconto biblico vengono arricchiti da altri frutto dell'immaginazione dell'autrice, senza mai alterarne lo spirito e il messaggio originari.



LA STRANIERA 
di Katy Morgan


197 pp
   Rut è solo una ragazzina di dodici anni che vive nel paese di Moab quando incontra per la prima volta la donna alla quale legherà per sempre la propria esistenza.

La donna in questione è un'israelita di nome Naomi ed è appena giunta in quei luoghi in compagnia del marito Elimelec e dei figli Malon e Chilion, e hanno lasciato il loro paese d'origine, Betlemme, per fuggire a una grave carestia.

Sono affamati, stanchi, scoraggiati, lontani dal loro popolo, dalla loro casa, e cercano rifugio in una terra straniera, in cui vive un popolo con le proprie usanze e i propri dèi.

Elimelec e la sua famiglia sono ebrei e adorano l'unico vero Dio e per loro è difficile abituarsi a una nuova realtà, ma pur di sopravvivere ci provano e riescono a stanziarsi e a trovare il modo di sostentarsi.

La giovanissima Rut conosce questa famiglia per caso e ne è attratta, soprattutto da Naomi, una donna fiera, dignitosa, pronta al sacrificio, ma che purtroppo viene colpita da un lutto che le porta non poco dolore: Elimelec, suo marito, muore.

Le restano i due figli, che sono dei bravi e volenterosi ragazzi e che sposano Rut e la sua migliore amica Orpa.
Entrando nella famiglia di questi giudei, Rut - che è sempre stata una ragazza sveglia, curiosa, sensibile - si interessa molto alle storie che Naomi racconta circa il Dio d'Abramo, di Isacco e di Giacobbe, imparando a conoscere il Signore sempre di più.

Naomi non fa che ripeterle che Dio è buono, pronto ad accogliere tutti.
Anche una straniera come me?, si chiede Rut, sperando nel proprio cuore che sia proprio così!

Purtroppo, dopo pochi anni di matrimonio, Malon e Chilion muoiono e la povera Naomi decide che lì nelle terre straniere di Moab - che non ha mai sentito come casa propria - il suo tempo è finito; forse è il caso di ritornare nella terra natìa, in Betlemme di Efrata, anche perché ormai la carestia è un lontano ricordo.

Le due nuore - che si sono affezionate alla suocera - vogliono accompagnarla, ma l'anziana cerca di convincerle a restare tra la loro gente, con l'augurio di incontrare due bravi uomini con cui rifarsi una famiglia e magari avere la gioia di diventare madri.

Orpa si persuade in fretta a dire addio alla suocera, mentre Rut è decisa e determinata: 

«Non pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anch'io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò anch'io e là sarò sepolta. Il SIGNORE mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!» 

Le due si recano a Betlemme, con il cuore pieno di sentimenti differenti e contrastanti: Naomi è profondamente addolorata e amareggiata perché l'Eterno l'ha riempita d'amarezza e resa infelice (Rut 1:20-21), è scoraggiata circa la possibilità di poter vivere decorosamente perché sono due vedove in cerca di un lavoro umile per potersi sfamare, di un tetto sotto cui ripararsi, ma al contempo continua ad avere fede nel suo Dio, la cui bontà non cessa e sicuramente si prenderà cura di loro.

Dal canto suo, Rut è più positiva, sebbene realista: è evidente che gli israeliti le guardino con un po' di disapprovazione e compassione, e per di più lei è pur sempre una straniera, una ex-adoratrice di divinità pagane, ma è altresì consapevole che ormai ha abbandonato la sua vecchia vita.
Lei ha sposato un ebreo e ha scelto di dimorare tra questa gente e di trovare rifugio presso il Dio d'Israele.

È fiduciosa che Egli qualcosa farà per prendersi cura di loro e infatti è ciò che accadrà attraverso un uomo dal cuore buono e timorato di Dio: Boaz, che diventerà per le due donne colui che le riscatterà, garantendo loro protezione e sostegno.

Questo romanzo è una riscrittura della storia di Rut narrata nelle Sacre Scritture, nell'omonimo libro; è fedele agli eventi raccontati nel testo biblico ma ovviamente contiene elementi fittizi, che vanno a riempire quelle parti della storia di cui non ci è giunta alcuna informazione, come ad es. l'infanzia di Rut, il contesto in cui viveva prima di entrare nella famiglia di Naomi.

La prosa è molto scorrevole, adatta a lettori anche molto giovani; mi piace che i fatti vengano visti dalla prospettiva di Rut, così da permettere di vedere le cose con i suoi occhi di ragazza e poi di giovane donna che è divenuta un esempio di umiltà, sacrificio, di coraggio, amore e di fede sincera nei confronti di un Dio che in fondo non conosceva ma del Quale si è fidata e sotto le cui ali ha scelto di rifugiarsi.

Il romanzo è composto da 24 brevi capitoli; sono presenti una mappa dei luoghi e delle note con i brani biblici citati capitolo per capitolo e approfondimenti sui dettagli storici.

Un emozionante racconto di paura e forza, di povertà ma anche cura reciproca, di giustizia e misericordia; ideale in particolare per i lettori più giovani (come lettura personale ma anche di gruppo) cui si vuol far conoscere e/o approfondire questo personaggio biblico e gli insegnamenti ad esso relativi.

sabato 6 giugno 2026

Recensione: LAMPI di Dean R. Koontz

 

Dal giorno della sua nascita, nella vita di Laura Shane c'è un misterioso uomo - da lei chiamato il Custode - che appare (e scompare) nei momenti più critici, in cui la sua incolumità è in pericolo.
Chi è quest'uomo e come fa a sapere quando Laura ha bisogno di lui?
Un thriller paranormal, ricco di avventura, tensione... e viaggi nel tempo!



LAMPI
di Dean R. Koontz

Sperling&Kupfer
trad. R.Terrone
405 pp
1991
"Si scatenò una tormenta, la notte in Laura Shane venne alla luce, 
ma con qualcosa si insolito nell'atmosfera 
che la gente avrebbe ricordato per molti anni. 
Era il 12 gennaio 1955...".


Era una notte buia e tempestosa... la notte in cui Janet Shane ebbe le doglie del parto: la primogenita sua e del marito Bob, Laura, era pronta a venire al mondo ma purtroppo il dottore che aveva seguito la gravidanza di Janet non lo era, occupato  a smaltire la sbornia in casa propria.
Cosa potrebbe succedere se ad occuparsi di un evento tanto naturale quanto straordinario come il parto fosse un medico ubriaco?
Per evitare di saperlo e che sopraggiungano guai, un uomo dai capelli biondi e dagli occhi azzurri (Stefan Krieger) fa la sua apparizione, preceduto da una notevole e luminosa scarica di lampi, in casa del suddetto dottore sbronzo, impedendogli materialmente di recarsi in ospedale a combinare macelli.
Sarà un altro dottore - decisamente più serio e professionale - a seguire il parto di Janet e, anche se la donna sfortunatamente morirà, la piccola riuscirà a sopravvivere, diventando il centro della vita di suo padre Bob.

Quando Laura - che cresce serena e allegra, bellissima, intelligente e sveglia - ha otto anni, i lampi forti ed improvvisi si verificano nuovamente, questa volta per impedire che la bambina e suo padre vivano un'esperienza drammatica dalle conseguenze imprevedibili.

Quando Bob muore, Laura è ancora una bambina ma riconosce l'uomo dai capelli biondi, al funerale, intuendo che la sua presenza non sia un caso ma che egli sia, per lei, una sorta di angelo custode, sempre pronto ad apparire per salvarla da qualcosa o qualcuno pronto a farle del male.

Laura si chiede chi sia e come faccia a sapere quando lei è in pericolo, ma non sa darsi alcuna risposta.

Rimasta orfana, dopo un breve periodo in affido da una famiglia di amici, Laura è costretta ad entrare nell'orfanotrofio Mcllroy, dove conosce le sorelle Thelma e Ruthie Ackerson, con cui instaura un bellissimo rapporto di complicità e lealtà, di quelli che nascono in condizioni di difficoltà, solitudine, sopravvivenza, e che hanno le caratteristiche per diventare legami inossidabili.
All'interno di questo istituto, la quotidianità non è facile, soprattutto a causa della presenza di una persona viscida e perversa: Willy Sheener.
Sheener è un depravato, un pedofilo e Thelma non fa che mettere in guardia Laura affinché lo eviti come la peste e cerchi di non stare mai sola con lui; l'individuo, manco a dirlo, punta da subito la nuova e bella ospite ma il Custode non ha dimenticato la propria protetta ed è ancora pronto ad intervenire...

Ma col passare del tempo, qualcosa cambia e Laura si ritrova ad attraversare esperienze e vicissitudini complicate senza ricevere aiuto "dall'alto", ma dovendo contare solo su sé stessa.
Come mai? Dov'è finito il suo Custode?

La vita va avanti, Laura cresce e diventa una ragazza affascinante e creativa, con il sogno di diventare una scrittrice.
Ad incoraggiarla a credere in questo sogno è un ragazzone tanto carino quanto impacciato di nome Danny, che si innamora perdutamente di lei.
Danny è un bravissimo e affettuoso ragazzo, che comincia a corteggiare Laura con delicata passione, conquistandola.
I due vivono una dolce storia d'amore, resa ancor più luminosa dalla nascita del loro unico figlio - Chris - e dal successo di Laura come scrittrice.

Ma la felicità è un attimo e, com'è arrivata, così se ne va: in un freddo e nevoso giorno di gennaio del 1988 accade un tragedia che sconvolge l'esistenza di Laura, ponendo lei e suo figlio in una costante situazione di estremo pericolo.

Ed è in questo frangente che ritorna il suo Custode che, attraverso la misteriosa Via dei Lampi, si rifà vivo per salvare Laura da eventi fatali.
E così, la donna capisce che Stefan non è un uomo comune, bensì è... un Viaggiatore del tempo!

Da quel fatidico giorno di gennaio '88, accade di tutto e Laura e il suo bambino saranno costretti a tenere gli occhi sempre aperti, a guardarsi le spalle, ad osservare il cielo per scorgere lampi improvvisi e sospetti, e la concreta sensazione di essere sempre minacciati porterà la donna ad attrezzarsi per difendersi ed eventualmente attaccare, lottando con le unghie e con i denti per preservare la vita di entrambi.

Per fortuna c'è anche Stefan, che va e viene dal passato al presente e al futuro con la stessa facilità con cui io vado dal minimarket alla pescheria (e senza lampi e tuoni a precedermi!), e il lettore scorre le pagine di questo thriller fantascientifico vivendo un'altalena di avventure, in cui l'elemento time travel è assolutamente fondamentale.

Stefan non appartiene agli anni Ottanta ma a un periodo precedente, in cui un gruppo di scienziati sta conducendo studi proprio sulla possibilità di viaggiare nel tempo e di influenzare il futuro, intervenendo e agendo su determinati eventi così da cambiare il corso di certi fatti storici.

Laura si ritrova suo malgrado coinvolta in questa cosa più grande di lei, che non può controllare se non affidandosi al suo Custode, che a un certo punto smette di fare l'enigmatico e decide di palesarsi senza ambiguità alcuna.
Entrambi lotteranno con tutte le loro forze per ritoccare il destino lì dove qualche "meccanismo" rischia di incepparsi.

"Il destino lotta per riaffermare il modello predestinato".
A volte è un bene che sia così, altre no.


La lettura è stata coinvolgente, divertente perché accade davvero di tutto, la narrazione è così vivida e serrata da sembrare un film e ci si immagina ogni scena, godendo ogni attimo di suspense e di azione.
Certo, l'elemento dei viaggi nel tempo (che a me piace moltissimo, e non per nulla sono fan di Ritorno al futuro, di Dark e di Outlander) qui viene arricchito con personaggi e situazioni un bel po' surreali, forse un tantino esagerati e fantasiosi pure per il genere, ma non l'ho trovato fastidioso, anzi mi ha fatto sorridere e mi ha incuriosita.

Un romanzo, quindi, in grado di appassionare il lettore e di sfidare il tempo - visto che è stato pubblicato per la prima volta alla fine degli anni Ottanta - confermandosi un testo brillante e intrigante anche ai giorni nostri.

Se vi piace il genere, lo consiglio benché non sia recente. Io questa copia l'ho scovata per caso ad una bancarella di libri usati.


Citazioni

"La invidiano perché è un uomo felice, perché non prova invidia nei loro confronti. Una delle più grandi miserie dell'umanità è che tanti non sanno gioire del semplice fatto di esistere, di essere vivi, ma trovano la felicità solo nella miseria degli altri".

"Comprendere non sempre è necessario, l'importante è credere".

giovedì 4 giugno 2026

Recensione: IO CHE TI HO VOLUTO COSÌ BENE di Roberta Recchia



Luca è solo un ragazzino quando la sua vita viene stravolta per sempre a causa di un'azione atroce commessa da una persona che ama e che non avrebbe mai creduto capace di far del male a qualcuno.
Reagire con coraggio per non lasciarsi annichilire dalla tragedia, e ricostruire sulle macerie da essa create, è una sfida che Luca dovrà raccogliere per andare avanti nel suo percorso, imparando cosa voglia dire rinascere e saper perdonare.
                                               


IO CHE TI HO VOLUTO COSÌ BENE 
di Roberta Recchia



Rizzoli
352 pp
Luca Nardulli vive nella bella località di Torre Domizia, che d'estate si riempie di gente che viene in vacanza, assieme al padre Tommaso (maresciallo dei carabinieri), la madre Lilia e il fratello maggiore Maurizio detto Mizio, con cui ha un ottimo rapporto, fatto di scherzi affettuosi e complicità.

Luca è un bambino quando si invaghisce di Betta, una ragazzina un po' più grande di lui, bella, solare, espansiva e inarrivabile per un bimbetto qual è Luca, che si sente agitare dentro un miscuglio di sensazioni ogni volta che la vede.
Quando ha dodici anni, trova il coraggio di farsi avanti regalandole un braccialetto della fortuna e quello sarà l'unico regalo che potrà mai farle perché l'anno successivo Luca non rivedrà più  "la sua Betta".

La ragazza, infatti, viene ritrovata cadavere e questo tragico ritrovamento turba enormemente gli abitanti di Torre Domizia: sapere che tra loro ci sono degli esseri capaci di fare ciò che è stato fatto alla povera Betta... è dura da accettare.
Ma purtroppo è così: Elisabetta Ansaldo è stata vittima di una brutale aggressione fisica e sessuale ed è stata lasciata morire su una spiaggia.

Chi ha commesso questo crimine infame?

Per diverso tempo la domanda resta senza risposta e col passare dei mesi lo stesso Luca si abitua a pensare alla sua Betta con malinconia e amara tenerezza per quella giovanissima vita terribilmente stroncata da dei mostri.

"Luca, che l’aveva amata con tutto l’ardore della sua pubertà, ora, quando la pensava, immaginava solo di farle una carezza per consolarla della paura che doveva aver provato a morire al buio, mentre i mostri le ferivano il corpo, davanti al mare che ululava insieme al vento."

Il mondo dei Nardulli inizia a franare quando Luca ha quindici anni: tre carabinieri bussano alla loro porta e l'esistenza di tutti e quattro non sarà più la stessa. 

Qualcosa di drammatico e funesto si abbatte su di loro e ha a che fare con la cara, dolce Betta.

Per sottrarre il figlio minore a un uragano che sta per schiantarsi impietoso su ciascuno di essi, mamma Lilia prende una decisione: riempie in fretta una valigia e lo mette su un treno con un biglietto di sola andata per Milano, dove lo aspettano lo zio Umberto Nardulli, professore al liceo, la zia Mara e le cugine Carò, Caterina e la piccola Emilia. 

Lontano da casa, dai luoghi in cui è cresciuto e dai propri cari, lontano anche dalla fidanzatina (Flavia), Luca si ritrova a dover abituarsi a una nuova vita, a una nuova città, a una nuova famiglia, a una nuova scuola.

Zio Umberto è il fratello di suo padre ed è in stazione ad attenderlo, ad abbracciarlo con la disperata tenerezza dello zio consapevole di come quel nipote adolescente avrà bisogno di affetto, incoraggiamento, protezione, amore.

Tutto mentre giù, a Torre Domizia, i suoi genitori passano l'inferno; il dolore, la vergogna, il marchio dell'infamia, i sospetti, i giudizi spietati... creano un fardello davvero difficile da sopportare per Tommaso e Lilia, che porteranno a vita le conseguenze dolorosissime di un peccato di cui non sono loro ad essersi macchiati.

Roberta Recchia ci lascia entrare proprio in questa famiglia straziata e ci fa vedere in che modo genitori, fratello, zii, cugini... "sopravvivono" a un evento sconvolgente, feroce, inaspettato che ha portato (e porterà ancora) tanta sofferenza, separazioni, tormenti interiori, paure, dubbi di ogni tipo e, nel caso della famiglia di Luca, anche distruzione di legami e di ogni felicità e riunione futura.

Luca capisce da subito che né Tommaso né Lilia lo vogliono a casa, né nell'immediato futuro né in quello più lontano: il ragazzo deve star lontano da quel posto in cui egli verrebbe malvisto per colpe non sue, deve studiare e farsi una vita a Milano, sotto lo sguardo vigile e amorevole di Umberto, professore colto, intelligente, uomo empatico e comprensivo.

Che lo voglia o meno, Luca deve costruirsi un presente fatto di esperienze, amicizie, progetti nuovi; ed è ciò che fa, provando a impegnarsi nello studio, mettendo nuove radici, cercando di restituire un senso a parole come fiducia e appartenenza. 

Certo, gli mancano mamma e papà, vorrebbe ricevere da loro più di qualche telefonata triste e stanca, e poi gli manca Flavia, anche se la ragazza è determinata a non lasciare andare il suo Luca e con pervicacia, attraverso il suo amore innocente e sincero, cercherà di fargli ritrovare la speranza nel futuro. 

Fuggire da Torre Domizia non vuol dire ovviamente zero problemi a Milano, né per Luca né per lo stesso zio Umberto e la sua famiglia; il soggiorno di Luca in casa dello zio creerà comprensibilmente dei contrasti, piccole incomprensioni tra il professore e sua moglie (che vivranno più di una preoccupazione per ragioni di coppia e come genitori), ma nonostante le difficoltà, la lontananza dai suoi, il peso della colpa, la paura di perdere Flavia, il giovane Luca va avanti per la propria strada, maturando una personalità equilibrata, sobria, investendo nelle proprie capacità, seguendo le proprie aspirazioni e piano piano il pensiero di Betta e di chi le fece del male va ad alleggerirsi, benché resti il momento spartiacque tra la vita di prima e tutto ciò che ne è tristemente seguito.

Ho seguito con moltissimo pathos le vicende di Luca perché attorno ad esse c'è tanto "materiale umano": dolore, delusione, desiderio di cancellare dal cuore chi amavi e ti ha fatto soffrire, solitudine, voglia e paura di ricominciare, malinconia, risentimento, lo sforzo di odiare l'origine della sofferenza senza però riuscirci davvero.

C'è quindi molto dolore in questo romanzo, che offre al lettore un'altra faccia di un'unica triste medaglia e mostra quante lacrime, quanta angoscia e quali infelici conseguenze nascano attorno a un evento feroce e disumano; ma c'è anche amore, dolcezza, la forza dei legami famigliari, desiderio di protezione.


Osserviamo Luca negli anni, lo vediamo diventare uomo e non perdiamo mai di vista neppure le persone importanti per la sua vita, le cui vicissitudini tengono stretto il lettore lungo tutta la lettura di questo romanzo profondo e intimo, delicato senza mai essere melenso, capace di trasmettere una forte componente drammatica con molta sensibilità; è un libro ricco di relazioni intense, dialoghi realistico e intensi, con al centro una storia che commuove e conquista dalla prima all'ultima pagina e che, attraverso il protagonista, ci ricorda che è possibile rinascere e ricostruire dalle ceneri di famiglie disgregate dalla vergogna e dalle pene, e che si può trovare in sé stessi la forza anche di perdonare.

Ho amato moltissimo questo romanzo per tutto: scrittura, personaggi, storia, epilogo..., per me è uno dei più belli letti negli ultimi tempi e lo consiglio vivamente.
Purtroppo ho "scoperto" solo dopo averlo terminato che è collegato a "Tutta la vita che resta", che probabilmente sarebbe meglio leggere prima.
Quindi non mi resta che recuperare l'altro. 


lunedì 1 giugno 2026

LE MIE LETTURE DI MAGGIO 2026

 

Ecco le letture che mi hanno accompagnata nel mese di maggio.



1. L'UOMO SENZA PRESENTE di V. Formica: noir psicologico che ruota attorno a temi profondi come la perdita dell'identità, la memoria, la salute mentale (4.5/5). SCRITTURA ACCURATA, ELEGANTE, PROTAGONISTA PSICOLOGICAMENTE COMPLESSO.
2. SPARE. IL MINORE di Prince Harry: memoir del secondogenito di Carlo e Diana d'Inghilterra. Il trauma della morte della madre, gli anni difficili della giovinezza, la carriera militare, i conflitti famigliari e con la stampa. Meghan (4/5). AUTENTICO. COINVOLGENTE.
3. UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA di C. Lynch: family drama - una madre viene privata del diritto di crescere la propria figlia a motivo del proprio orientamento sessuale; anni dopo, questa figlia va in cerca della verità (4/5). DISCRETO E DELICATO
4. LA GRANDE MIGRAZIONE. I RACCONTI DI ENTHALASSIA di A. Villa: fantasy classico. Un orco vuol dare alla vita propria e del suo popolo una nuova direzione, lontana da etichette e pregiudizi (4/5). PER CHI AMA LA NARRATIVA FANTASTICA NARRATA CON UN PIZZICO DI IRONIA.
5. PIOGGIA di M. McDowell: saga famigliare gothic/paranormal - sesto ed ultimo libro della saga Blackwater. La resa dei conti è alle porte e la catastrofe sarà inevitabile (4/5). BELL'ATMOSFERA, CI SI AFFEZIONA ALLE VICENDE DEL CLAN CASKEY.



READING CHALLENGE


Gli obiettivi del mese di maggio erano:

- LIBRO CON ELEMENTI PARANORMALI/FENOMENI INSPIEGABILI.

Io ho scelto il romanzo ⏬

6. LAMPI di Dean Koontz: thriller paranormal ricco di avventura e con viaggi nel tempo (4/5). LETTURA GODIBILE.

- LIBRO CON UN AMORE CLANDESTINO.

- LIBRO DEL CUORE  

7. IO CHE TI HO VOLUTO COSI' BENE di R. Recchia: narrativa italiana - durante l'estate dei suoi 13 anni, la vita del protagonista viene sconvolta da un terribile fatto di cronaca di cui è responsabile suo fratello (5/5). EMOZIONANTE, BELLISSIMO.


🔖🕮🔖🕮🔖🕮🔖🕮


Comincio giugno avendo in lettura:

  • I TRASFIGURATI di John Wyndham;
  • NIGHT SCHOOL. IL SEGRETO DEL SILENZIO di J.C. Daugherty.

Ho ricevuto in prestito (da due persone diverse) due libri che ho intenzione di iniziare subito:

- L'URAGANO di Lucio Presta;
- LA STRANIERA di Katy Morgan.

sabato 30 maggio 2026

Recensione: L'UOMO SENZA PRESENTE di Vinci Formica



Un breve ma intenso romanzo che, seguendo le vicende di un uomo segnato da un dramma personale, esplora i temi della memoria, della perdita della propria identità, della percezione della realtà, del perdono e della redenzione.


L'UOMO SENZA PRESENTE
di Vinci Formica



Libraccio Editore
100 pp
15,50 euro
Aprile 2026
Andrea Casati è un uomo di mezza età ed ex imprenditore che conduce un'esistenza triste e solitaria in seguito alla tragica morte della moglie; a fargli compagnia c'è solo l'alcool e, caduto ormai in uno stato di profonda apatia, decide di strappare ogni legame e radice con la sua "vecchia vita" vendendo la casa e l’azienda di famiglia e trasferendosi sul Lago Maggiore. 

La sua quotidianità è ridotta ad un susseguirsi di giorni e settimane sempre uguali, che scorrono indifferenti e senza alcun significato. 

"Si sentiva distante dalle cose e dalle persone, e nulla più era in grado di suscitargli davvero un'emozione, di strapparlo al torpore che lo aveva avvolto nell'ultimo anno."

I demoni che tormentano interiormente Andrea non si placano in alcun modo e il suo malessere, unito ad una angosciante solitudine, lo sta conducendo verso un progressivo ed inesorabile decadimento fisico e psichico. 

Il lettore si immerge nelle giornate di Andrea e sente assieme a lui tutto il peso della solitudine, dello smarrimento, del dolore e dei sensi di colpa che lo attanagliano; il presente è per lui così privo di valore e interesse da spingerlo a rifugiarsi nei ricordi di ciò che è stato - in particolare di ciò che ha vissuto con la moglie defunta, Elena, nonostante i due stessero vivendo un un periodo di forte crisi coniugale - e, più di tutto, nell'alcool, che lo "aiuta" ad anestetizzare la sofferenza che lo lacera.

Proseguendo nella lettura il lettore apprende in quali tragiche circostanze sia morta Elena e come la sua morte abbia generato in lui sentimenti e pensieri negativi.

Intanto, in varie località situate sul Lago Maggiore, si stanno verificando degli omicidi che colpiscono donne giovani, sole e indipendenti, e tutti gli elementi in mano alla polizia sembrano indicare come dietro vi sia un unico killer.
Per arrivare a stanare il pericoloso criminale bisognerà indagare nei complessi meccanismi della mente umana e arrivare nei suoi angoli più bui, alla ricerca di ciò che ha causato la furia omicida.

Le vicende personali di Andrea Casati si intrecciano con quelle di Angelo Caruso, che è stato un dipendente dell'azienda della famiglia Casati, e il nesso che li lega è all'origine del trauma che scandisce la vita del primo nonché di tutto il processo di alienazione e distacco dalla realtà da egli vissuto e che sfocia in una condizione patologica grave. 


L'autrice ha scritto un romanzo dalla trama molto intensa, con un protagonista psicologicamente non facile, in balia di uno stato di malessere mentale ed emotivo che lo porta a sentirsi sempre più solo ed isolato, incapace di provare emozioni e travolto da un senso di vuoto, di inutilità e di estrema frammentarietà che lo schiaccia.
In lui non c'è alcun interesse per le altre persone né per la vita stessa, i suoi gesti quotidiani sono meccanici e il sollievo che cerca e crede di trovare nella bottiglia è ovviamente effimero.

"Poteva un uomo non esistere più, pur non essendo morto? Il suo cuore batteva ancora, ma si era fermato. E in altre regioni del suo corpo, il respiro era regolare, eppure lui soffocava."

Su chi sia "l'uomo senza presente" che dà il titolo al romanzo non ci sono dubbi ma solo leggendo il romanzo potrete scoprire in che senso l'autrice intende questa espressione; la spiegazione ci viene data con chiarezza e realismo, aiutandoci a capire quanto profonda sia la disgregazione della psiche del protagonista e fino a che punto egli sia incapace di vivere nel presente.  

Perdita e lutto, il peso dei sensi di colpa, centralità della memoria, solitudine e alienazione, malattia mentale, traumi irrisolti...; sono le tematiche principali toccate in questo romanzo molto introspettivo incentrato sulla fragilità della mente umana davanti a esperienze di profondo dolore. 

Con una scrittura elegante e accurata, l'autrice ha tessuto una trama in cui le sequenze descrittive e quelle narrative si fondono con naturalezza, senza mai appesantire il ritmo narrativo, ma anzi le prime arricchiscono il racconto creando il contesto in cui si muovono i personaggi e, in particolare, adattandosi in modo coerente allo stato d'animo del protagonista, alla sua complessità e vulnerabilità emotiva e psicologica.

Ringrazio di cuore l'autrice Vinci Formica per avermi dato l'opportunità di leggere il suo romanzo.

lunedì 25 maggio 2026

PRESTO IN LIBRERIA (luglio-settembre 2026)

 

Buongiorno lettori!

Ieri mi sono messa alla ricerca di prossime uscite interessanti e ne ho scovate alcune, che vi propongo.

Fatemi sapere se le trame vi piacciono 😀


CUORE DI MANDORLA
di Yasmina Khadra


Sellerio
trad.M.Di Leo
202 pp
17 euro
USCITA 
14 LUGLIO 2026


«Mi chiamo Nestor, ho trentun anni e sono nano». 
Si presenta così, nella sua semplicità, suscitando subito attenzione ed empatia. Nestor Landiras vive a Montmartre, ai piedi del Sacré-Cœur dove spesso sale di notte per perdersi nel tappeto di luci di Parigi aspettando l’alba. 
Rifiutato alla nascita dalla madre, cresce avvolto dall’abbraccio della nonna Bernadette che gli ha insegnato a volersi bene, ad avere fiducia in se stesso, a trattare bene gli altri, a coltivare i propri doni. 
E tra questi la scrittura. È lei a consegnargli tutto l’amore per la lettura e la letteratura. 
Sullo sfondo Montmartre è un palcoscenico colorato e multietnico dentro cui sfilano i personaggi più bizzarri, da un ricettatore a un pascià squattrinato, un poliziotto caduto in disgrazia e un asceta convertito in boss, una vicina che di notte batte vicoli malfamati o un giovane algerino in cerca di permesso di soggiorno. 
I suoi amici magrebini gli hanno dato il nome di un tipico dolce della loro terra, Cuore di mandorla
Grazie a loro e a un incontro inaspettato che lo porterà fino in Norvegia passando per la Provenza, Cuore di mandorla non si troverà solo quando la nonna si ammala e inizia a perdere i ricordi.
Ode alla solidarietà, alla forza dei deboli e al coraggio, questo è un romanzo commovente, fuori da qualunque retorico pietismo, che si legge d’un fiato e si chiude a malincuore. Nestor è ritratto senza sconti con pregi e asperità, a tratti testardo e irascibile ma non per questo meno amabile. 

La voce poetica e pacata di Yasmina Khadra lascia i lettori a riflettere su questioni profonde senza mai cedere al giudizio, mentre tra le pagine trionfa il potere salvifico della scrittura e dell’amicizia.


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LA CLINICA SOTTO LE STELLE
di Seung-won Oh



Giunti Ed.
208 pp
18.90 euro
USCITA
22 LUGLIO 2026
In un anonimo edificio commerciale di Seul c'è un posto speciale, aperto dalle cinque di pomeriggio all'una di notte: è una struttura medica unica nel suo genere e dal nome molto evocativo: Clinica delle lucciole. 

Non si tratta soltanto di un luogo di cura dei mali fisici, ma anche e soprattutto di guarigione per l'anima. 
Crocevia di storie umane che riflettono le contraddizioni di una società ossessionata dalla produttività, dal lavoro e dell'apparenza, la clinica è guidata dal dottor Lee Soo-hyuun e dall'infermiera Kim Hee-jung, che insieme accolgono pazienti che la medicina tradizionale ha spesso deluso o ignorato, offrendo non solo cure mediche ma anche e soprattutto comprensione umana. 

Dal manager di mezza età schiacciato dallo stress lavorativo, all'impiegata quarantenne, dalla giovane operatrice di call center, al maestro di taekwondo: tutti coloro che entrano nella Clinica hanno la propria storia da raccontare. 

E forse proprio in essa sta la chiave della loro completa guarigione.



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LA SCONOSCIUTA DEL TRENO
di Jang Se-ah



Giunti
18.90 euro
USCITA
9 SETTEMBRE 2026
Jae-young sta scappando da un errore che potrebbe costarle tutto: la notte precedente, esasperata, ha colpito alla nuca il fidanzato violento, uccidendolo sul colpo. 
In fuga sul primo treno diretto a Seul incontra Hyojin Cha, con il suo bambino di tre mesi: il padre del piccolo l'ha lasciata per un'altra e ora lei spera di trovare rifugio presso i suoceri. 
Jae-young non ha molta voglia di starla a sentire, ma quando fa ritorno dal bagno, l'altra è sparita nel nulla, lasciando il neonato e un biglietto in cui la implora di portare il bambino dai nonni. 
Non avendo altra scelta, Jae-young si convince a fare come dice; magari otterrà un po' di denaro… 

Ma ad attenderla non c'è una ricompensa qualsiasi: c'è una famiglia ricchissima, una villa da sogno e un equivoco che cambia ogni cosa. Tutti, infatti, la scambiano per la nuora mai conosciuta e le spalancano le porte di una vita che non le appartiene, ma che ora potrebbe diventare sua. 
Una nuova identità, una seconda possibilità. Cosa potrebbe mai andare storto?



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NEW SKIN
di Sarah Wang


Foglio Ed.
trad. M.Salaroli
2' euro
USCITA
24 SETTEMBRE 2026


Nel cuore di una Los Angeles soffocata dallo smog e da sogni infranti, il legame inquietante tra una madre ossessionata dalla chirurgia estetica e una figlia disperata in cerca di sé stessa. 
Linli, combattuta tra senso del dovere e desiderio di fuga, si ritrova imprigionata in una casa-museo delle cicatrici materne, dove ogni fotografia è una ferita e ogni stanza odora di rimpianto. 
Costretta a rituffarsi nelle profondità del trauma condiviso con Fanny Feng, il cui volto trasformato è ormai irriconoscibile, Linli affronta una corsa contro il tempo, il senso di colpa e un amore che divora.








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Orlando. Dal mondo delle Sette Sorelle di Lucinda Riley
di Harry Whittaker



Giunti 
22 euro
USCITA
4 NOVEMBRE 2026

Nella notte di Natale, nella quiete di una libreria specializzata in antichità e libri rari, un uomo entra in cerca dell’impossibile: la primissima edizione di Canto di Natale, quella con i leggendari risguardi verdi. 

Orlando Forbes, raffinato libraio e amico fidato delle sorelle d’Aplièse, accetta la sfida. Ma quell’anziano misterioso, che si fa chiamare Fred Jorkin, sembra essere uscito da un racconto di Dickens: non ha un telefono, né un indirizzo, o un’identità verificabile. 
Solo una certezza, che quel libro cambierà tutto. 

Mentre Orlando si immerge nella ricerca, i segreti del passato riaffiorano, collegando la sua storia a fili invisibili che attraversano l’intero universo delle Sette Sorelle.

sabato 23 maggio 2026

Recensione: SPARE. IL MINORE di Prince Harry

 

Il Principe Harry - il minore, la Riserva, quinto in linea di successione al trono del Regno Unito - si racconta senza riserve ai suoi lettori, partendo dai ricordi dell'infanzia, ripercorrendo la tragica morte della madre, lady Diana, e tutto ciò che essa ha implicato per lui (e non solo), passando per le sue esperienze come militare, le relazioni sentimentali, il rapporto con i membri della famiglia reale, i conflitti con essi e quello molto burrascoso con la stampa inglese.
Fino all'incontro con la donna che ha dato una svolta decisiva alla sua esistenza.



SPARE. IL MINORE
di Prince Harry



Mondadori
trad. S. Crimi,
L. Tasso, M.Faimali
540 pp
Onesta, lucida, minuziosa: il principe Harry, secondogenito di (re) Carlo e Diana Spencer, è il protagonista di un'autobiografia fitta di aneddoti di vita, di rivelazioni, di riflessioni personali, attraverso la quale racconta ai suoi lettori quale sia stato il tortuoso percorso che l'ha portato alla conquista della consapevolezza della propria identità di uomo, prima ancora che di un membro della famiglia reale inglese.

Composto da tre sezioni, questo memoir ci fa conoscere da vicino la vita del principe Harry a partire dall'episodio tristemente famoso della morte di Lady Diana, avvenuta il 30 agosto 1997 in seguito al mortale incidente all'interno del tunnel del Pont de l'Alma a Parigi.

Altrettanto famoso e seguitissimo fu il funerale in tv della principessa e l'immagine dei due fratelli, William ed Harry, mentre seguono il feretro della madre sotto gli occhi addolorati e inorriditi del mondo intero. 

Ebbene, in questo libro c'è tanto di Diana, o meglio, dell'amore di Harry per la sua mamma, di cui è rimasto orfano a 13 anni.
La perdita della madre ha influenzato fortemente la sua esistenza, creando un vuoto emotivo incolmabile.

Harry ci parla dei suoi legami con i famigliari, di suo padre così schivo e restio a manifestare affetto (affetto di cui Harry non ha mai dubitato), di suo fratello maggiore, con cui nell'infanzia era legatissimo, anche se poi crescendo hanno cominciato a frequentare compagnie diverse, a dedicarsi ad attività diverse... finendo per allontanarsi un po'.

Mi ha colpita leggere come la sofferenza per l'assenza dell'amata mamma abbia prodotto in lui una sorta di amnesia: Harry dice che per anni non ha ricordato granché della madre e soprattutto del giorno del funerale. Ci vorranno anni di psicoterapia (e il cambio di diversi psicoterapeuti) per recuperare tanti bellissimi ricordi d'infanzia.
Non potevo immaginare, inoltre, che per anni, durante l'adolescenza, il giovane principe sia stato intimamente convinto che sua madre non fosse davvero deceduta, bensì che fosse scappata per sfuggire ai paparazzi, a quella celebrità che non le lasciava spazio e la soffocava, e che quindi si nascondesse da qualche parte... e che prima o poi sarebbe sbucata fuori a riabbracciare forte i suoi bambini ormai cresciuti.
È una cosa che mi ha intenerita e rattristata insieme.

"Immagino di aver sempre saputo la verità nel profondo del mio cuore. L'illusione di mamma che si nasconde, si prepara a tornare, non è mai stata tanto autentica da cancellare del tutto la realtà. Ma era sufficiente a permettere di rimandare gran parte del dolore. Non avevo ancora elaborato il lutto, non avevo ancora pianto (...), non avevo ancora metabolizzato i fatti nudi e crudi. Una parte della mia mente sapeva, ma un'altra era completamente isolata, e quella divisione riusciva a separare le voci della mia coscienza, a polarizzarle, a bloccarle, esattamente come volevo."

Circa William, apprendiamo come sia cambiato negli anni il rapporto tra fratelli, come si siano inacerbiti spesso i contrasti, i dissidi, frutto di temperamenti e caratteri opposti, di scelte di vita differenti, del ruolo dell'uno e dell'altro all'interno della famiglia, essendo William il primogenito e quindi l'Erede, ed Harry la "ruota di scorta", la Riserva appunto.

"L'Erede e la Riserva: quella definizione non era un giudizio, ma era anche priva di ambiguità. Io ero l'ombra, il sostegno, il piano B. (...) ero stato convocato come rinforzo, distrazione, diversione e, se necessario, pezzo di ricambio. (...) Essere un Windsor significava capire quali erano le verità immutabili e bandirle dalla mente. Significava assorbire i tratta fondamentali della propria identità, sapere per istinto chi eri, il che si riduceva in sostanza a essere per sempre il sottoprodotto di chi non eri".

Un aspetto purtroppo noto della vita pubblica di Harry - perché evidentemente considerato "ghiotto" dai giornali di gossip - è il suo essere stato un ribelle, un villain sempre pronto a divertirsi alzando il gomito, facendo baldoria con gli amici, a passare da un flirt all'altro, fino all'uso di sostanze e ai comportamenti giudicati indecorosi per un membro della monarchia (ce la ricordiamo in tanti la celebre foto di lui con in dosso una divisa nazista, in occasione di una festa in maschera).

Il problema della stampa e dell'interesse ossessivo dei paparazzi e dei vari tabloid britannici per i membri della famiglia reale perseguita Harry sin da ragazzino, già da quando era viva lady D., ma la cosa raggiungerà livelli insopportabili negli anni successivi.
Certo, magari l'Harry giovanotto ha fornito egli stesso - non volendo - del materiale succoso su cui sparlare, ma la stampa - denuncia Harry - ha sempre ricamato su di lui, inventando spesso di sana pianta pettegolezzi inesistenti, fraintendendo e presentando le situazioni che lo vedevano protagonista peggio di quanto fossero nella realtà.

Per sfuggire alle innumerevoli cause di disagio emotivo e psicologico e alla costante e sgradevole pressione mediatica, il principe si rifugia nell'esercito.

Nella seconda parte del memoir, seguiamo Harry negli anni dell'età adulta, quando si ritrova a dover decidere cosa fare della propria vita, che indirizzo darle, a cosa potrebbe dedicarsi per darle uno scopo.

Uno dei pilastri della sua vita è sicuramente l'impegno umanitario, la beneficenza; molti dei suoi progetti nascono per proseguire ciò che aveva iniziato lady D. e altri hanno a che fare con le proprie  esperienze personali, sia nell'ambito militare che in quello relativo alla salute mentale.

Harry si arruola e resta a servizio della sua regina e del suo Paese per dieci anni, compiendo due missioni in Afghanistan (la prima nel 2007-2008 come controllore dell'aria avanzato e la seconda nel 2012-2013 come copilota/artigliere di elicotteri Apache) ed egli li ha vissuti con molta consapevolezza, con impegno, professionalità, con la voglia autentica di essere utile al proprio Paese e, non ultimo, di dimostrare chi è lui: un uomo, un soldato, il Capitano Wales...

"Ero un soldato britannico, su un campo di battaglia, finalmente, un ruolo per cui mi preparavo da tutta la vita. Era anche Widow Six Seven (...). Potevo nascondermici dietro per davvero. Ero solo un nome, un nome a caso, e un numero a caso. Niente titoli. E niente guardie del corpo".


Quando sarà costretto, per cause di forza maggiore, a ritirarsi dall'esercito, la vivrà molto male, provando tanta rabbia e frustrazione perché gli veniva tolto qualcosa di importante che stava dando senso alla sua esistenza.

Insomma, Harry non ci nasconde nulla, tanto meno le cadute, i periodi bui in cui ha consumato alcol e droghe, gli attacchi di panico che lo paralizzavano, le litigate con il fratello, i legami sentimentali naufragati... e nella terza parte si arriva a lei, a Meghan Markle, la donna della sua vita.

"In questo mondo folle, in questa vita piena di dolore, ce l'avevamo fatta. Eravamo riusciti a trovarci".

Quella con la sua Meg è una bella storia d'amore che purtroppo ha subito dolorosi colpi a causa sempre della stampa che non ha mai smesso di "perseguitarli", di cercarli e scovarli in tutti i modi, e soprattutto che sin da subito ha imbastito storie fake su Meghan e famiglia.

Harry ci parla diffusamente anche di come sia stata accolta la fidanzata (e poi moglie) dalla nonna, dal padre e da William e Kate..., con tutti i conflitti e i silenzi che ne sono scaturiti, delle difficoltà legate alla gestione delle notizie sui giornali, dai disagi da questi causati e di come la coppia sia giunta a decidere di allontanarsi dalla monarchia pur di vivere serenamente.


Concludendo: mi è piaciuto molto leggere questo memoir, che è scritto in modo dettagliato e maturo (pregio per il quale possiamo ringraziare lo scrittore Moehringer), con uno stile che sa essere attento e lucido ma anche viscerale ed empatico, dando molto spazio alla sfera psicologica ed emotiva del narratore e protagonista, del quale vengono esposte le vulnerabilità e i traumi, i pregi e le virtù, le luci e le ombre, sia personali che famigliari, ma non in modo morboso o scandalistico né con l'atteggiamento di chi non vuol lavare i panni sporchi in famiglia e preferisce sbandierarli per alzare polveroni e polemiche, quanto piuttosto con quello di un uomo che nella parola, nella narrazione, trova un modo per affrancarsi dal ruolo istituzionale cui era destinato, dalle rigide etichette e dai protocolli propri della monarchia, affermando così la propria unicità e individualità, rivendicando il diritto di dare la direzione che desidera alla propria vita, di fare ciò che lo appaga, di sposare chi ama e di vivere lì dove si sente al sicuro.

Io l'ho apprezzato molto, è un libro non breve ma scorre; le parti che "scorrono un po' meno" sono forse quelle relative alle missioni militari, ma nel complesso è un'autobiografia che si lascia leggere con interesse.


giovedì 21 maggio 2026

Recensione: UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA di Claire Lynch



Una giovane moglie e madre viene privata della gioia e del diritto di crescere la propria figlia perché considerata inadeguata, una cattiva influenza per la propria bambina a motivo di determinate scelte di vita.
Quarant'anni dopo, questa figlia - ormai cresciuta e anch'ella moglie e mamma - decide di cercare sua madre e la verità sul suo abbandono.



UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA 
di Claire Lynch



Fazi Ed.
trad. V. Februari
216 pp
Nel 1982 la ventitreenne Dawn è sposata con Heron da pochi anni ed hanno una bambina, Maggie, di quattro anni. 

Il loro è un matrimonio tranquillo e dall'esterno lo si può giudicare solido e sereno.
In effetti è così e il futuro di Dawn, per quanto modesto e senza grosse pretese, sembra avviato su binari sicuri. 

Ma la vita ha in serbo per la donna un incontro che stravolgerà il suo presente e il suo futuro: Hazel, una donna socievole, incontrata quasi per caso e diventata, pian piano, sempre più importante.
Quella che inizialmente è un'amicizia si trasforma in un sentimento più profondo...
Amore?

Sì, Dawn si scopre innamorata di Hazel e vive questo sentimento con una gioia genuina e anche un po' ingenua, non trovando in esso nulla di male...

Certo, deve assolutamente parlarne con il marito Heron ma lui in fondo è un uomo comprensivo, mansueto, ragionevole... Sicuramente capirà ciò che sta vivendo sua moglie e quale cambiamento implichi per loro come coppia, ma di certo le cose non cambieranno rispetto alla loro bambina.

Purtroppo le sue speranze vanno in frantumi quando, confidando la verità al coniuge, questi la prende malissimo: sua moglie non solo vuole lasciarlo... ma per di più per una donna!
E cosa si aspetta Dawn, da lui, che faccia finta di niente? Che le auguri buona vita e le dica che è tutto ok?

Heron è amareggiato, deluso, arrabbiato e si rivolge a degli avvocati, i quali gli consigliano di chiedere la custodia esclusiva di Maggie: donne “depravate” come sua moglie non possono occuparsi dei figli.

I conflitti di coppia vengono portati in tribunale per discutere e decidere della potestà genitoriale e quale dei due genitori avrà l'affidamento esclusivo.
Durante la dolorosa udienza, Dawn viene torchiata dall'avvocato del marito e dipinta come una figura pericolosa, una donna incapace di prendersi cura della sua bambina, perché priva di valori e morale. 

È quindi costretta ad allontanarsi e a lasciare la piccola con il padre.

Il racconto degli eventi del 1982 si alterna a quello del 2022, quando Maggie è ormai adulta (ha 45 anni), è madre di due figli, è sposata con Conor e coltiva con il padre un rapporto quotidiano inossidabile: Heron è il solo genitore che lei abbia mai conosciuto e nel corso della sua infanzia e dell’adolescenza lui è stato tutta la sua famiglia, il suo unico punto di riferimento. 

Alla figlia il padre ha sempre raccontato che sua madre l’ha abbandonata dopo averlo tradito. Null’altro.

Quando ad Heron viene diagnosticata una brutta malattia, Maggie si preoccupa di sistemargli casa e, tra documenti vari, trova le carte che raccontano la vera storia di sua madre.

Sconvolta e arrabbiata con quel padre che, in un certo senso, l'ha tradita e le ha nascosto la verità per quarant'anni, Maggie affronta lo smarrimento che sta vivendo mettendosi sulle tracce della propria madre, non prima di aver provato ad avere un faccia a faccia col padre.
Quest'ultimo è sempre stato un tipo di poche parole, riservato circa il passato e, soprattutto, sul matrimonio e quella ex-moglie svanita nel nulla..., ma adesso sembra essere giunto il momento della verità e a Maggie non stanno più bene i silenzi imbarazzati tra padre e figlia.

Sente il bisogno di trovare le risposte alle tante domande che man mano, leggendo e rileggendo le carte, affiorano nella sua mente: perché sua madre l'ha lasciata con il padre? Perché non l'ha mai cercata? Cosa fa ora, come vive? Si è rifatta una vita e una famiglia? E a lei, a Maggie, ci pensa mai?

Il lettore passa dal seguire ora le vicende personali e famigliari di Maggie, ora quelle di Dawn, i suoi turbamenti, le sue paure, il suo innamoramento per una donna e il desiderio - così naturale e così facilmente giudicato e condannato dalla società - di vivere quel sentimento senza che questo faccia di lei una cattiva madre.

"Una questione di famiglia" affronta con molta delicatezza e umanità tematiche emotivamente coinvolgenti, riguardanti il rapporto di coppia, quello tra genitori e figli, la sessualità e la libertà di scegliere chi amare; la doppia prospettiva temporale permette al lettore di tenere sott'occhio le due protagoniste - mamma e figlia, la prima che ha nel cuore i ricordi di quella figlioletta quattrenne, la seconda che ha difficoltà a ricordare quella mamma conosciuta nei primi anni di vita -, di guardare con discrezione nelle loro vite e vederne le fragilità, le incertezze, le paure, le assenze.

Tanto Dawn quanto Maggie stanno vivendo - in tempi e in età differenti - dei momenti cruciali: Dawn è poco più che ventenne quando si ritrova a ribaltare ogni presunta certezza e sicurezza esistenziale, mettendo in discussione matrimonio, sentimenti..., e scegliendo di seguire il proprio cuore, non immaginando quale altissimo prezzo sarà costretta a pagare.

Maggie si ritrova di fronte a verità finora taciute, che mettono in crisi il legame forte con quel padre buono e pacifico, che però a quanto pare ha preso una decisione, tanti anni prima, che ha portato sicuramente sofferenza, separazione, vuoti e mancanze nella propria vita e in quella della figlia.

È quindi un romanzo che ha al centro i legami famigliari e che mostra come e quanto negli anni Ottanta, in Inghilterra, i pregiudizi nei confronti degli omosessuali (in questo caso delle donne madri) fossero molto forti non solo tra la gente comune ma anche a livello legale.

Bello.

martedì 19 maggio 2026

Recensione: LA GRANDE MIGRAZIONE. I RACCONTI DI ENTHALASSIA di Andrea Villa [ Review Party ]



A tutti dovrebbe essere riconosciuta la libertà di vivere secondo i desideri e le ambizioni personali, nel pieno rispetto della propria natura.
Nel mondo di Opus - popolato da creature sia umane che fantastiche - ciascuno è sempre vissuto in conformità all'appartenenza a un determinato popolo e a come gli altri lo vedono: gli elfi sono eleganti e raffinati; i nani sono burberi, lavoratori e amano bere alcolici; gli umani sono eroici e coraggiosi; gli orchi sono dei barbari, famosi per la loro ferocia e malvagità. 
E se fosse arrivato il momento di iniziare una rivoluzione, un cambiamento radicale di queste rigide etichette?


LA GRANDE MIGRAZIONE. 
- I RACCONTI DI ENTHALASSIA -
di Andrea Villa



300 pp

Il giovane figlio di Thanz, Tharax, re degli orchi, ama starsene tranquillo a leggere libri, a pensare... e, se dipendesse da lui,  non vorrebbe mai prendere le armi e combattere contro chicchessia.

Eppure quasi ogni mattina è costretto a lasciare la propria tenda e a fronteggiare il nemico del giorno, solitamente un principe giovane, borioso e incosciente che pensa di potere avere la meglio sul capo degli orchi, considerato una bestia senza onore da insultare ed abbattere.

Ma tutte le volte questi paladini di paglia si scontrano con un orco grosso e forte, che dà loro una lezione veloce, disarmandoli, buttando giù loro e quel po' di orgoglio che hanno.

I nemici degli orchi sono molti e Tharax è sinceramente stufo di tutto il disprezzo, dell'odio smisurato che tutti - umani e non umani - nutrono per il suo popolo.

Qualcosa nel suo cuore gli suggerisce di porre fine a tutto questo.
Sì, ma come?

Una notte fa un sogno e in esso vede suo padre Thanz, che gli ricorda quale sia il passato del loro popolo, le continue guerre, gli attacchi da parte degli altri popoli, le sconfitte, le privazioni... ma gli dona anche una speranza: una mappa con su disegnate delle terre e, soprattutto, su cui è indicata Enthalassia.

«Il mitico continente perduto, dove nessun popolo ha finora messo piede, dove non esiste  ancora  traccia  di  civiltà.  Il  continente  che,  per anni, innumerevoli esploratori hanno cercato invano è anche l’opzione migliore per il nostro popolo.»

Al risveglio, Tharax realizza ciò che il padre, nel sogno, ha voluto comunicargli: non è troppo tardi per scegliere chi vuoi essere, che capo desideri essere per il tuo popolo e quale strada percorrere insieme ad esso.

Il giovane capo comprende che è giunto il momento di prendere in mano il destino della propria gente e  intraprendere tutti insieme una nuova strada, dimostrando al resto del mondo - uomini, elfi e nani... - che essere orchi non equivale di certo ad essere stupidi o selvaggi senza morale o nobili aspirazioni, tutt'altro: anch'essi sono in grado di comportarsi in maniera onorevole ed intelligente, se soltanto lo vogliono.

Il destino non va accettato passivamente, è qualcosa di dinamico che può essere cambiato, così l'orco decide di riunire il suo popolo e di convincerlo a condividere la propria missione: raggiungere Enthalassia e vivere finalmente liberi, felici, riempiendo le giornate non di battaglie, rumori di armi e scudi, bensì di terre da coltivare e altre attività decisamente più pacifiche.

Insomma, vuol coinvolgere i suoi simili in un’avventura che sembra inizialmente folle perché essa inevitabilmente implica infrangere regole in voga dalla notte dei tempi, demolire pregiudizi e stereotipi, rifiutarsi di continuare a comportarsi come si è sempre fatto e come gli altri si aspettano, e decidere di afferrare e affermare con decisione il diritto di vivere secondo i propri desideri.

 
«Per troppo tempo, noi orchi ci siamo comportati come  gli  altri  popoli  si  aspettavano  che  fossimo: come selvaggi, barbari, creature prive di cervello, la cui unica forza risiedeva nei numeri. Affidavamo le nostre vite e il nostro destino nelle mani dei Signori Oscuri, perché pensavamo di non avere alternative, ma  abbiamo  sempre  avuto  un’alternativa,  un’altra via.»
 (...)
«Vorreste  forse  cambiare  le  cose?»  chiese  Haldreithen, incerto se sentirsi più offeso o più confuso. 

«Perché no?» Tharax spalancò le braccia. «Lo so bene che non si cambia la realtà con uno schiocco di dita,  ma  questo  non  significa  che  dobbiamo  stare fermi  a  guardare.»

Il primo ostacolo verso quest'impresa è convincere la propria gente, timorosa all'idea di un tale cambiamento, così radicale, di vita: non si tratta solo di deporre le armi e operare un taglio netto a quelle attività cui si dedicano da sempre (assalire, depredare, saccheggiare, uccidere...) e per i quali sono tristemente celebri (e detestati), ma anche salire su una nave, dire addio ad Opus per imbarcarsi alla ricerca di un luogo che finora credevano fosse pura fantasia e che invece esiste.

Una volta persuasi gli orchi, non resta che il secondo step: recuperare la mappa in cui è indicata la loro destinazione, Enthalassia.

Dal momento in cui Tharax e compagni si recano al castello di Corlach, in cui risiede il re Almericus, per sottrargli la mappa, comincia a diffondersi la notizia che gli orchi - capeggiati dal temibile Tharax - stanno architettando qualcosa di oscuro e, sicuramente, pericoloso: forse un nuovo attacco? Vogliono attuare una terribile vendetta, assalire città e villaggi per far del male a civili inermi, rapire e disonorare le donne?

I re dei vari popoli - da sempre nemici degli orchi - si mobilitano per fermare l'avanzata di Tharax e della sua brutta gente dalla pelle verde, qualunque sia il loro obiettivo: nulla di buono è mai venuto da esseri simili, depravati e feroci nel DNA, per cui vanno necessariamente fermati.

Tharax comprende di aver mosso le acque e che i suoi atavici nemici si stanno organizzando per fare loro guerra, ma combattere non è ciò che egli e i suoi simili vogliono: essi desiderano solo andare via da Opus e raggiungere Enthalassia per vivere in pace.

Possibile che sia così difficile da accettare?

Tutti si aspettano che Tharax e i suoi uccidano, rapiscano, provochino danni e lascino distruzione dietro di loro... ma un'importante evoluzione è iniziata e avrà il potere di spiazzare ogni re e principe, ogni elfo, nano e ogni troll, e di dare il via a una nuova era per tutti.


Il fantasy di Andrea Villa è un romanzo che si lascia leggere con molta fluidità e piacere per la scrittura semplice ma dettagliata, descrittiva al punto giusto senza essere pesante, ricca di dialoghi, dai toni spesso ironici e leggeri, con un ventaglio di personaggi ben delineati, simpatici, alcuni buffi, su cui spicca il protagonista, Tharax re degli orchi, che dà inizio al cambiamento perché è lui per primo a cambiare interiormente.
Carismatico e consapevole di chi sia davvero e di come vuol condurre la propria esistenza presente e futura, Tharax sa essere un ottimo capo, saggio, lungimirante, capace di persuadere con le proprie capacità dialettiche, di far ragionare anche gli interlocutori più testardi. Un leader così si circonda facilmente di alleati che lo apprezzano, lo seguono e gli si affiancano in quanto convinti della bontà e giustezza dei suoi obiettivi.

È un romanzo contenente un messaggio importante: nessun altro, all'infuori di noi stessi, ha il diritto di decidere per noi chi e cosa vogliamo essere, non siamo costretti a fare ciò che altri si aspettano da noi, se non è ciò che desideriamo. 
Tharax ci ricorda che ciascun individuo è libero di dare la direzione che vuole alla propria vita, in piena libertà e nel rispetto di sé e di chi lo circonda, e deve inseguire i propri sogni anche quando sembrano difficili da realizzare.


La recensione di questo romanzo - che mi sento di consigliare in special modo a quanti amano il fantasy puro, classico, caratterizzato da personaggi tipici dell'universo fantastico e dalle ambientazioni proprie del genere - costituisce la seconda tappa del review party ad esso dedicato.

Di seguito le tappe del review party:



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