martedì 2 luglio 2019

Recensione: VOCI SOFFOCATE di Beppe Quintini



A Cimego, un paesino in provincia di Trento, la polizia è sulle tracce di un killer spietato che va assolutamente individuato e fermato.
E' Natale ma l'atmosfera di festa e magia è disturbata dal sangue che sporca la neve che scende ad imbiancare il paesaggio, che sta perdendo il proprio incanto a causa di una mente diabolica e astuta che sta mietendo vittime seguendo rituali macabri e terribili. 



VOCI SOFFOCATE
di Beppe Quintini



Ed. Fanucci
536 pp
«Stanotte ho ucciso...»
Una pausa.
«...Un uomo e una donna.»

Queste sono le agghiaccianti parole, pronunciate dalla voce di un Individuo sconosciuto in una mattina dal freddo pungente, che si sente sussurrare un frate francescano - frate Gioele -, seduto nel confessionale della chiesa di Cimego, in cui è stato mandato dal proprio ordine religioso.
A questa tremenda confessione (comprensiva anche dei nomi delle vittime) segue una frase enigmatica: «La salvezza del prossimo è più vicina di quanto pensi. Non sta in cielo ma in terra».

La spaventosa confessione si conclude con un violento colpo alla nuca che ferisce gravemente il frate e permette all'Individuo di fuggire senza essere visto.

Il lettore, però, prima di arrivare a quello che è l'inizio di un'indagine molto complessa, conosce una giovane donna, affascinante e in cerca di avventure amorose: Gisele Blanchè, che si infatua del barman Marco, intraprendendo una relazione con lui. Scopriamo, qualche pagina dopo, che la bella francese è sposata con un noto fotografo, Olivier Fontain.

La coppia è la prima doppia vittima che cade nelle mani sanguinarie del killer, chiamato misteriosamente l'Individuo, dallo sguardo attento e glaciale, il sorriso diabolico, che sa come restare "invisibile" col suo passo felpato, silenzioso e il cappuccio sulla testa a coprirgli parte del volto.

Quando la polizia giunge sul luogo del delitto, in seguito alle informazioni fornite dal povero frate in ospedale, scopre una scena tra le più efferate mai viste, che mette alla prova anche gli stomaci più forti; è evidente come l'assassino sia un calcolatore intelligente che non lascia nulla al caso e, a modo suo fornisce alla polizia degli indizi per arrivare a capire alcuni dettagli molto rilevanti, che se compresi, possono aiutare a fermarlo.

Il punto, ovviamente, è che i significati di questi indizi non sono affatto espliciti, anzi, vanno interpretati, collegati tra loro, insomma richiedono tutta l'attenzione e l'acume possibili.

E non sono molti a poter assumere quest'incarico con la ferma speranza di portarlo a termine; la polizia lo sa ed infatti chiede la collaborazione di un ex-poliziotto tra i più esperti e stimati degli ultimi anni:  Mathias Novari, che dovrà affiancarsi all'agente Marina Bruni.

La prima volta che incontriamo Mathias, non ricaviamo l'impressione di un un uomo forte e che sa il fatto suo, tutt'altro: è in uno stato di apatia e depressione, frutto della recente sospensione dal servizio  in seguito ad un drammatico episodio che gli ha tolto non solo l'amore per il proprio lavoro, ma anche la gioia di vivere. Fatti drammatici nei quali è stato coinvolto un bambino innocente, del cui triste destino Novari si addossa ogni colpa (e che sono stati causa del suo allontanamento dalla polizia).

Ma non c'è tempo per i piagnistei, il killer continua a colpire e va fermato, così Marina - donna tenace e affascinante. molto professionale, che ha saputo farsi strada in una realtà lavorativa popolato da uomini, affrontando a testa alta pregiudizi e battutine - si ritrova a dover lavorare su questo caso difficilissimo contando, in particolare, sul giovane collega Luca Freschi (esperto in tecnologie informatiche) e sulla new entry, l'ex-poliziotto Novari, appunto.

Inizialmente tra i due si respira un'aria di tensione: Novari, dietro la sua barba lunga che lo rende impenetrabile e i suoi atteggiamenti supponenti e "da professore", non si attira le simpatie di Marina, che già di suo è diffidente e riservata, soprattutto col "sesso forte".
Ma l'urgenza del caso e la consapevolezza, da parte di entrambi, di avere accanto un partner più che competente, li aiuterà ad abbattere ogni barriera e a collaborare spalla a spalla, dandosi fiducia l'un l'altro; lo stesso Luca, timido e convinto di non essere mai all'altezza, avrà modo di ricredersi su se stesso, mettendo a frutto il proprio ingegno, che risulterà molte volte indispensabile.

Le scene che descrivono i momenti degli omicidi sono crude e minuziose, ti danno la sensazione di essere lì nella stanza degli orrori, dove l'Individuo, con tutta la calma e la fredda lucidità che gli appartengono, svolge con maniacale attenzione i propri rituali, che comprendono lunghi attimi di terrore e dolore acuto per le povere vittime, le quali arrivano alla morte pregando che essa giunga presto, pur di liberarli dalle sofferenze causate dalle torture del loro miserabile assassino.

«È una strana sensazione, vero? Cercare di urlare e non riuscirci. A volte non riesci a causa del dolore, altre ancora è il terrore a strozzarti le corde vocali. O una lingua tra due lame affilate pronte a reciderla.»

L'obiettivo di quest'omicida non è "semplicemente" la morte dei prescelti, ma è una vera e propria vendetta con lo scopo, secondo la sua mente contorta, di purificare il mondo dalla presenza di gente ignobile; eh sì, perchè agli occhi dell'Individuo, queste persone hanno le loro colpe da espiare e vanno punite come meritano. Come hanno provocato del male in passato, così adesso ne ricevono il "contraccambio".

«Credo invece che il nostro uomo uccida spinto da un’irrefrenabile voglia di giustizia. Un motivo personale, forse la missione di ripulire la società da una certa categoria. Credo perfino che voglia essere fermato.»

Che ci sia dietro gli omicidi questa sorta di "missione", Novari e Marina lo intuiscono gradualmente e mettendo al posto giusto tutti i tasselli, aiutati da importanti dettagli "letti" sulla scena del crimine, in cui c'è sempre la firma del suo "compositore", termine non casuale in quanto l'Individuo monta su un "teatrino" in cui dissemina  particolari tanto inquietanti quanto raccapriccianti: pentagrammi disegnati con un "pennello" e un "inchiostro" molto speciali con su indicate delle note, per le quali chiaramente l'uomo ha usato "oggetti" particolari che suscitano repulsione e orrore.

Insomma, i nostri poliziotti hanno da lavorare e da scervellarsi per cercare di capire cosa vogliano dire questi dettagli intrisi di sangue e le parole che l'assassino rivolge al frate nel confessionale ogni volta che ha commesso l'omicidio.

C'è un modo per arrivare a lui e, ancor più, per arrivare sulla scena del prossimo crimine prima che esso abbia luogo e che un'altra vittima sia trucidata senza pietà? 

"Voci soffocate" è un thriller in cui si respira tensione e la suspense è palpabile dalle prime pagine; ogni particolare è inserito al posto giusto ed incastrato con gli altri magistralmente, così da creare una sorta di spaventoso "spartito musicale" che va letto e compresso con la chiave giusta.
Novari e Marina devono cercare di capire cosa spinga il killer a riprodurre di volta in volta la medesima modalità nell'ammazzare le proprie vittime, le quali sono frutto di una scelta ragionata...

Chi sono, per l'assassino, le persone che meritano di morire in quel mondo, e perchè? Forse ci sono episodi del loro passato che le accomunano o le avvicinano all'Individuo?

Spesso un'azione malvagia compiuta negli anni della giovinezza, commessa per incoscienza e con una dose di cattiveria gratuita, può trascinarsi dietro le proprie nefaste conseguenze, che magari arriveranno anni dopo, ma arriveranno di certo.

La serrata caccia all’uomo che sta insanguinando la provincia trentina si intreccia con l’oscura abitudine di un borioso e prepotente senatore a Roma, ma intuire il filo rosso che lega vari personaggi e ambienti non significa arrivare immediatamente alla verità, tutt'altro: sembra sempre che tutto sia confuso e inafferrabile.
Eppure i due colleghi sono convinti che la verità debba celarsi da qualche parte e che prima o poi emergerà in modo inequivocabile.

«Per quanto una persona possa impegnarsi a tenere nascosta la verità, si deve rassegnare al fatto che è solo questione di tempo.»

Il ritmo è davvero serrato, la tensione sale quando capiamo che l'assassino è nuovamente all'opera con i suoi strumenti di morte, e a noi lettori non resta che sperare che Mathias e Marina riescano a dipanare la matassa e ad acchiapparlo in tempo.

Mi è piaciuto tutto di questo romanzo, a cominciare dall'ambientazione: Madonna di Campiglio, il paesino di montagna, il freddo gelido, la neve che copre tutto di bianco ma questa purezza è sporcata dal sangue orribilmente versato, e così pure il fatto di essere nel periodo natalizio, che solitamente si collega ad un'atmosfera di pace e serenità e invece...

Mi sono piaciuti i due protagonisti Mathias e Marina, più simili di quanto non credano e forse proprio per questo all'inizio non vanno molto d'accordo; entrambi hanno delle ferite nel corpo e nell'anima che impediscono loro di fidarsi del prossimo, di lasciarsi andare, di pensare che c'è posto anche nella loro vita per l'amore e la felicità; questa sfiducia li spinge a dedicarsi totalmente all'indagine, perchè in fondo "Il lavoro è il miglior antidoto alla tristezza".
Due persone fondamentalmente sole e tristi che potrebbero trovare l'uno nell'altra la giusta motivazione per tornare a vivere con più consapevolezza e serenità.

Il clima di amicizia e stima professionale e umana che si instaura tra loro e con l'agente Luca, il lavorare in sinergia e partendo ciascuno dalle proprie abilità, è un punto di partenza importante per affrontare con successo l'indagine.

Ho trovato che tutta l'architettura narrativa regga in piedi splendidamente, che ogni tassello trovi il suo spazio in maniera coerente; trama avvincente, colpi di scena che via via svelano ulteriori particolari e creano sempre maggiore tensione, invogliando il lettore a procedere nella lettura.
Per quanto i dettagli degli omicidi siano inevitabilmente crudi (magari non a tutti i lettori possono piacere), essi non sono messi lì a caso, tanto per far scorrere fiumi di sangue, ma hanno tutti un senso e ci dicono qualcosa della mente criminale che ne è l'artefice.
Trovo sempre interessante che si scavi nella vita dell'assassino: nel nostro caso, dietro tutto quell'odio, quella lucida follia e quell'aberrante malvagità, c'è comunque un uomo che, a sua volta, ha subito qualcosa di orribile, e arrivare a conoscere l' "origine del male" è fondamentale per poter fermare la carneficina in atto.

Non posso che concludere consigliando questo thriller a tutti gli appassionati del genere (e non solo a loro, certo): io l'ho trovato scritto molto bene, con una trama articolata e dinamica, personaggi delineati in modo chiaro e sviluppi sempre interessanti. 

lunedì 1 luglio 2019

Anteprima Rizzoli: IL MAESTRO DEL SILENZIO di Giulio Massobrio - dal 9 luglio



Buon pomeriggio, lettori!

Oggi torno qui con voi sul blog per segnalarvi la prossima uscita in libreria del nuovo romanzo di Giulio Massobrio “Il maestro del silenzio”, in uscita per Rizzoli il 9 luglio: si tratta del primo romanzo che svela con grande maestria i retroscena e le dinamiche della nostra Intelligence.



IL MAESTRO DEL SILENZIO
di Giulio Massobrio


Rizzoli Ed.
384 pp
19.50 euro
9,99 (e-book)
USCITA:
9 LUGLIO 2019
Non esistono. Combattono una guerra invisibile. Sono gli agenti dell’Unità Zero.

Figure furtive scivolano nei caruggi, nelle ombre della casba di Genova tra il caos delle botteghe e i silenzi di vecchi bordelli. Da lontano occhi attenti osservano, perché il tempo incalza e gli eventi sbandano ora che sulla Superba, nei giorni della Conferenza Internazionale del Mediterraneo, incombe la minaccia di un attentato.
A sventarla, in un clima di tensione e paura che opprime l’Europa intera, è chiamata l’Unità Zero dei Servizi italiani, capeggiata dal veterano Fosco e da Petra, la “numero due” con cui è meglio non incrociare troppo a lungo lo sguardo.
La squadra si avvale di scrupolosi analisti, abilissimi hacker, infallibili operativi e soprattutto di Mimo: il trasformista dai cento volti, l’agente segreto condannato a vivere mille vite.
Ma stavolta la trama ordita dal nemico sembra invincibile.
E solo calandosi nella mente dell’avversario, l’Unità Zero potrà riuscire a neutralizzarne gli intenti di morte.

Grazie a una meticolosa ricerca sul campo, Giulio Massobrio crea una perfetta alternanza tra il ritmo dell’azione e le schermaglie del duello psicologico. Riscrive il genere della spy story restituendo le intime contraddizioni, le debolezze inconfessabili, la tormentata umanità delle donne e degli uomini che operano nelle più riservate agenzie di intelligence.

L'Autore.
GIULIO MASSOBRIO ha diretto gli Istituti culturali del Comune di Alessandria ed è autore di mystery e thriller, tra cui Occhi chiusi, L’eredità dei Santi, Rex, Autobus bianchi e Tierradentro. Per Rizzoli, con Marco Gioannini, ha pubblicato i volumi storici Marengo. La battaglia che creò il mito di Napoleone, Custoza 1866. La via italiana alla sconfitta e Bombardate l’Italia. Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945.

domenica 30 giugno 2019

Libri a tema... Estate




Lettori carissimi, oggi desidero proporvi alcuni titoli che hanno a che fare con la stagione attuale: l'Estate!



E' caduta una stella di Josephine Tey

Ed. Mondadori
244 pp
10 euro
"Erano da poco passate le sette di una mattina d'estate e William Potticary faceva la sua consueta passeggiata sull'erba rasa della scogliera. Di fianco a lui, una sessantina di metri più in basso, si stendeva la Manica, calma e splendente .."

Il cadavere di una donna sulla spiaggia di un isolato tratto della costa inglese. 
Scotland Yard indaga, e l'ispettore Alan Grant si trova alle prese con un'inchiesta intricata, un labirinto di false piste e indizi fuorvianti. 
Al punto che la questione non è, per Grant, chi potesse desiderare la morte della splendida Christine Clay, attrice del grande schermo, ma se ci fosse qualcuno che non la volesse morta... 
Un classico del giallo che ha ispirato a Hitchcock la trama di "Giovane e innocente".




Una splendida mattina d'estate
 di James Hadley Chase


Feltrinelli
190 pp
7 euro
Victor Dermott, commediografo di successo, si è ritirato a scrivere in un ranch isolato ai margini del deserto del Nevada, in compagnia della moglie, del figlioletto, di un domestico vietnamita e di un cane da guardia. 
Ma in una splendida mattina d'estate, alle prime luci dell'alba, si sveglia di soprassalto, in un bagno di sudore. 
Crede di aver avuto un incubo, ma l'incubo deve ancora arrivare. Nessuna traccia del domestico, il cane è sparito, il telefono tagliato, le automobili fuori uso. 
E presto il ranch si popolerà di figure sinistre e grottesche: una giovane ereditiera rapita da un leggendario gangster tornato in attività dopo anni di pensione, un ex galeotto italoamericano immalinconito da una mamma malata, una coppia di gemelli, fratello e sorellla, incestuosi, selvaggi e insofferenti di ogni disciplina persino criminale. 

Questi i protagonisti di uno spietato gioco al massacro, scandito da mille imprevisti, con poliziotti e agenti dell'Fbi a far da comparse predestinate a giungere sempre un istante troppo tardi.



La locanda dei ricordi d'estate di Marissa Stapley
Ed. Sperling&Kupfer
300 pp
17.90 euro
Ci sono luoghi che hanno il potere di curare ogni ferita. Per Mae, quel luogo si chiama Alexandria Bay, la cittadina a nord di New York dove è cresciuta insieme ai nonni, che da sessant'anni mandano avanti con passione Summers' Inn, la locanda sul fiume. 
Lì sono di casa le sue memorie più care: il primo amore, il calore della famiglia, i pochi ricordi della mamma - con quei suoi consigli su «cosa fare quando fuori piove», quasi perle di saggezza per affrontare le piccole delusioni della vita. 
Ed è proprio lì, quindi, che Mae si rifugia il giorno in cui scopre che il suo futuro marito è sparito nel nulla, lasciando in bancarotta lei e tutti gli amici che avevano investito nella loro società. 
Ma le cose non sono più come prima. O forse è Mae a vederle sotto una luce diversa, adulta. 
Alla locanda, la nonna sta perdendo la lucidità di un tempo; sembra vivere in un passato di cui ricorda nitidamente ogni dettaglio e dal quale emerge all'improvviso, senza filtri, una rivelazione sconvolgente. 
In città, intanto, un incontro fortuito con Gabe, il suo primo grande amore, costringe Mae ad affrontare una volta per tutte la verità sulla fine della loro storia. 
Davanti a lei ci sono i segreti di una vita intera: un labirinto oscuro che dovrà attraversare se vorrà ritrovare la felicità per sé e la sua famiglia. 
Perché, se è vero che la casa è dove ti porta il cuore, a volte quel cuore ha bisogno di amore, perdono e buona volontà per rimettere insieme tutti i pezzi perduti per strada



Morte d'estate
di William Trevor


Un pomeriggio d'estate di un altro secolo che sta per morire quattro bambinaie passano tra le colonne all'entrata di Quincunx House per recarsi a un colloquio percorrendo il viale
Guanda Ed.
216 pp
ombreggiato da alti allori e ortensie non ancora in fiore.


Quando in un pomeriggio d'estate la moglie Laetitia muore in un incidente stradale, Thaddeus Davenant si ritrova improvvisamente vedovo e con una figlia da crescere. 
Decide di assumere una bambinaia, ma non trovandone nessuna che gli sembri adatta accetta l'offerta della suocera, che si trasferisce così a vivere da lui. 
Una ragazza che si era proposta come baby sitter comincia però a nutrire pericolose fantasie romantiche nei confronti di Thaddeus, e dopo la mancata assunzione organizza un piano per rapirne la figlia. 
La vicenda prende a questo punto le tinte del giallo e, alla fine, altre due morti segneranno quella tragica estate.



Bullet Park di John Cheeve

Ed. Feltrinelli
232 pp
8.50 euro
"Vi siete mai svegliati una mattina d'estate con la consapevolezza che quello sarà il giorno in cui ucciderete qualcuno? È una mattina di uno splendore incomparabile, e voi sollevate una foglia per scoprire una qualche pecca, ma non ce n'è ..."
Eliot Nailles e Paul Hammer: due uomini, due archetipi prigionieri della cabala del loro cognome (nail e hammer sono, in inglese, rispettivamente chiodo e martello). 
Uno è un marito innamorato e un padre affettuoso, l'altro un bastardo psicotico, perduto in un mondo che non sa che farsene di tipi come lui.  
La culla del loro dramma magnetico e irresistibile è il sobborgo di Bullet Park, ancora una volta un nome simbolico (bullet, proiettile) che ospita un'ossessione ­ quella di Hammer per il "sacrificio" di una vittima predestinata ­ e allo stesso tempo è la culla di quella media borghesia, americana ma non solo, che Cheever ha ritratto come nessun altro.


L'estate del '78 di Roberto Alajmo

Un pomeriggio d’estate Roberto Alajmo incontra la madre in una strada di Mondello, la località
Sellerio Ed.
178 pp
15 euro
marina a ridosso di Palermo. Non può immaginarlo, ma quello è un addio. «Cos’abbia fatto lei, nei tre mesi successivi, ancora oggi non lo so.
È oggetto della presente indagine». Roberto Alajmo, nel suo libro più necessario e personale, ha trasformato una vicenda così intima, così scomoda, in un romanzo di vita, appassionante e commovente, un romanzo che ci ricorda lo straordinario potere della letteratura di mettere a nudo i nostri sentimenti. 
Nel luglio del 1978 lo scrittore è uno studente in attesa degli orali dell’esame di maturità, studia con i compagni nella casa di Mondello, a Palermo, e a fine giornata esce insieme a loro per riposarsi, per rifiatare, per mangiarsi un gelato. 
«Trenta metri, non di più, e si arriva in via Stesicoro (…) Li conoscevo così bene, quei trenta metri, che mai avrei immaginato potessero riservarmi una sorpresa». 
Elena, la madre, è seduta lì, sul marciapiede. Alza un braccio, con la mano a coppa si ripara dal sole e lo guarda. «“Mamma, che ci fai qui?”, “Avevo voglia di vedervi”. Vedervi: me e mio fratello. “E perché non hai bussato?”, “Così…”». 
Quello è l’ultimo incontro tra Elena e suo figlio Roberto e da lì nasce questo libro, che è un’indagine, una investigazione familiare, il racconto di un uomo adulto su un evento che ha segnato la sua giovinezza e la sua maturità. 
È la storia di un addio di cui lo scrittore non ha avuto sentore, è la ricerca del senso di quel commiato inatteso, del progressivo allontanarsi della madre dal marito, dai figli, dalla vita stessa...

sabato 29 giugno 2019

Bilancio di letture - Giugno 2019



Giugno sta andando via ed io tiro le somme delle mie letture di questo mese che sta andando via.



  • DI CHI E' QUESTO CUORE di Mauro Covacich. Un romanzo dallo stile particolare che ha la sua forza non tanto nella trama, anche perchè non c'è un'unica storia al centro, quanto nella voce narrante, che si fa portavoce di più spezzoni di storie, di pensieri e punti di vista circa il vivere quotidiano. 
  • PIZZICA AMARA di Gabriella Genisi. Un noir che convince sotto ogni aspetto, che riesce a turbare il lettore raccontandogli una storia amara, complessa e molto attuale pur attingendo da un retroterra culturale fatto di magie, misteri e oscure leggende legate al territorio salentino.
  • IL FASCIOCOMUNISTA di Antonio Pennacchi. Se c'è un personaggio letterario che difficilmente si dimentica quello è di certo Accio Benassi, di cui seguiamo le articolate e ruggenti vicende umane e politiche sin da ragazzino.
  • PSICONAUTA di Massimo Degano: sullo sfondo di uno scenario inquietante, in cui la Terra "soffre" a causa di bruschi e pericolosi cambiamenti climatici, un gruppo di uomini sta lavorando per conoscere sempre meglio i poteri nascosti della psiche umana.
  • L'ARTE DI DIRSI ADDIO di Rebecca Connell. L’amore è qualcosa di talmente impetuoso da stravolgere le vite non solo di chi si abbandona a una storia di passione, ma anche di coloro che sono attorno ai due amanti: è ciò che succede tra Nicholas e Lydia, innamorati nonostante la ragione imponga loro di allontanarsi l’uno dalle braccia dell’altra.
  • ADDIO FANTASMI di Nadia Terranova. Un libro intenso, carico di introspezione, che racconta una storia delicata e forte insieme, in cui la protagonista, tra macerie e calcinacci materiali e interiori, e le ombre di un passato che ruota attorno all'ingombrante assenza di un padre scomparso, deve confrontarsi con i propri fantasmi, le proprie fragilità e la necessità di una ristrutturazione di se stessa e del proprio futuro.
  • LA PRINCIPESSA DEGLI ELFI - La Maledizione di Licia Oliviero: i coraggiosi protagonisti, tanto giovani quanto determinati, affronteranno ostacoli molto duri pur di raggiungere i propri nobili scopi.
  • SEGRETI SEPOLTI di Lisa Unger. Come ci sentiremmo se un giorno scoprissimo che tutta la nostra esistenza - splendida, gratificante, da sempre ricca di amore, sicurezza, comodità... - si basa su un'enorme montagna di menzogne e segreti tenuti ben nascosti? E' la prova che deve affrontare la protagonista di questo thriller psicologico dai contorni misteriosi e inquietanti.
  • QUATTORDICI SPINE di Rosario Russo. Un'indagine spinosa e complicata è quella che si trova a dover condurre l'ispettore di polizia Luigi Traversa, appena trasferitosi dal Veneto in Sicilia.

Tra questi, sul podio vanno Addio fantasmi per la sensibilità dell'autrice di scavare nelle profondità interiori della sua protagonista e Pizzica amara per avermi trasportata in una terra piena di magie ma sporcata dal marcio presente in alcuni uomini. Un po' delusa da Il fasciocomunista, che ho trovato troppo prolisso e lento.


Attualmente in lettura:

- il thriller di Beppe Quintini, Voci soffocate, che mi sta prendendo moltissimo;
- il paranormal romance Torna da me. Highlander, romantico e intrigante;
- le magiche Fiabe irlandesi di Yeats;
- La strada di Cormack McCarthy, post-apocalittico.


Per quanto concerne l'AlfaChallenge cui sto partecipando, mi mancano le lettere Q, X e Y per completarla.

Alfachallenge 2019
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venerdì 28 giugno 2019

Le novità di giugno per Armando Editore



Buongiorno cari amici, oggi vi segnalo alcune uscite Armando Editore del mese di giugno!




Franco Ferrarotti, Il pensiero involontario

LINK
96 pp
12 EURO
Un testo di estrema attualità che riporta la riflessione tra la logica del pensare e la lettura (silenziosa e riflessiva) e la logica dell’audiovisivo, spesso oggetto di manipolazione psicologica di massa. Ne risente il pensiero involontario, spesso non determinato e circoscritto ad uno scopo. 
L’uomo post umano sente la pressione delle tecnologie comunicative e della realtà virtuale illusoria. L’autore descrive una verità in atto: la resistenza del libro, nonostante le sue trasformazioni in eletronic book e instant book.

Il libro è però duro a morire. Vi sono religioni del libro. Le grandi norme sono scolpite nel libro. Le Sacre Scritture sono comprese e indicate come “il libro” per eccellenza, l’insieme dei libri, la Bibbia. Il libro non è scomparso. Si adatta. Si annacqua.
 C’è l’instant book, da consumare in fretta. In treno o camminando o chiacchierando, come un panino, un hamburger. Il libro ha perduto la sua aureola di sacralità, non è più il re nel mondo della comunicazione. 
Ferrarotti delinea un percorso in movimento, il libro, nonostante le trasformazioni in atto, resterà sempre un punto fisso, un modo per lasciarsi coinvolgere dalla lettura ovunque ci si trovi. Sono soprattutto le nuove generazioni ad essere coinvolte in un processo di sopraffazione tecnologica descritta in questi termini: E’ in ribasso specialmente presso i giovani di oggi, che sono i consumatori più avidi delle novità tecniche comunicative, la capacità di organizzare le informazioni ricevute secondo un ordine ragionato di priorità. Si nota un generale appiattimento e nei giovani un effetto di “ingessamento” o “imbambolamento”, se non di vera e propria ipnosi, che sembrano indicare la perdita del senso del limite. 
Nella nostra società in cui tutto è spaventosamente dinamico, l’uomo di oggi resiste ma non si adatta completamente. Non può vivere alla velocità della luce, ma ha bisogno di avere i suoi tempi e di affrontare le situazioni con calma e lucidità. Il reale ci sta sfuggendo di mano. Il senso del limite ci sta abbandonando. Ci aspetta l’abisso.

L'autore.
Franco Ferrarotti è professore emerito di Sociologia all'Università di Roma La Sapienza; vincitore del primo concorso bandito in Italia per questa materia. Responsabile della divisione “Facteurs sociaux” all’OECE (ora OCSE) di Parigi, è fondatore, con Nicola Abbagnano, dei Quaderni di sociologia (1951) e dal 1967 dirige La Critica sociologica. Nel giugno del 2001 ha ricevuto il premio per la carriera dall'Accademia nazionale dei Lincei.




Maurizio Malè, A cuore aperto

In questo racconto autobiografico, Maurizio Malè narra la storia di un ragazzo coraggioso, di soli vent'anni, che si affaccia alla vita cercando di ripercorrere la strada già battuta dall'inseparabile fratello Franco, stella del body building mondiale, presentandosi ai campionati europei con l’intenzione di portare a casa il titolo. 
LINKPagine 144
 prezzo 9,50.
Il destino incrocia le sue ambizioni e aspirazioni, scombinandole sue carte e sfidandolo a giocare secondo le sue regole. Ogni volta in cui gli sembra di aver superato un ostacolo, il giovane si trova a dover fronteggiare uno scoglio più grande che lo trattiene e lo costringe ad una profonda introspezione, lasciandolo barcollante ma mai vinto. 
Il suo è un viaggio eccezionale: le sfide che la vita gli riserva lo obbligano ad imparare a gestire emozioni, stress e paure per arrivare a trasformarle in sorprendenti alleati. 
Nel corso di una vita meravigliosamente intensa, con sensazionale volontà e voglia di vivere, il ragazzo arriva ad affrontare l’ultima battaglia decisiva, la più difficile, quella per cui si è inconsapevolmente preparato da sempre.
L’Autore trasmette così un messaggio positivo per tutti, spiegandole relazioni e i meccanismi di innesco fra l’espressione mentale e corporea e come sfruttare queste conoscenze per migliorare se stessi. 

Alla stesura del volume ha collaborato l’avvocato Patrizia Gallino e, vista l’attualità dei temi trattati, il testo sarà proposto anche come soggetto per una produzione cinematografica.

L'autore.
Maurizio Malè nasce a Viterbo il 15 dicembre 1967 in una famiglia numerosa. Seguendo le orme del fratello maggiore, pratica sport dall'età di 16 anni, dapprima la scuola calcistica e poi cimentandosi nel pugilato dilettantistico, vincendo diversi incontri. Nello stesso periodo inizia a misurarsi con il body building, appassionandosi e facendolo diventare il proprio nuovo sport. Ha vinto numerose gare in Italia e negli Stati Uniti. All'età di 27 anni fa rientro in Italia e, insieme al fratello maggiore, apre un centro fitness dove, tuttora, insegna come personal trainer. Nell'ottobre 2018, a cinque mesi dal trapianto di cuore, partecipa,come testimonial, alla Maratona del Cuore di Roma.




Mario Papadia, In principio era la femmina

LINK
128 pp
15 euro
Un alternarsi di versi e prosa, intervallati da delicatissime immagini,racconta fuori dai pudori e svela una fantastica Genesi dove “nulla poteva impedire alla Madre di essere madre”. 
Con lei entra in competizione il suo Primogenito, maldestro creatore della specie umana, a sua volta spiazzato dalle intraprendenze della sua stessa opera. 
Il finale sarà necessariamente imprevedibile. Ottimo e sapiente lo stile narrativo, gli stessi componimenti in prosa appaiono quasi come poesie.

L'autore.
Mario Papadia, psicologo psicoterapeuta libero professionista, laureato in teologia,direttore e docente di counseling e antropologia evoluzionistica nella Libera Università per la Riprogrammazione. Nella narrativa è autore di Ricordati di rinascere. Ha scritto Genesi, una raccolta di poesia. Fra le pubblicazioni professionali: La riprogrammazione esistenziale; Il counseling come riprogrammazione; Sopravvivere all'evoluzione. Adattamento e psiche umana; Diventare politici. Coaching&counseling dell’agire politico; Psicologia politica del terrorismo.




Francesca Donnola, Gioco e imparo con Cappuccetto Rosso

Il libro si apre con una breve definizione della condizione di DSA (disturbo specifico
LINK
32 pp
8 euro
dell’apprendimento) e delle sue ripercussioni psicologiche sul bambino. 
L’Autrice spiega come nasce e si sviluppa la capacità di letto-scrittura attraverso il concetto di “consapevolezza fonologica” e mediante il modello della neuro scienziata tedesca Uta Frith. 
Seguendo le tappe indicate dalla Frith, vengono proposte 15 schede didattiche che contengono 6 esercizi. Le schede sono indirizzate ai bambini di fine seconda e inizio terza elementare. Esse sono uno strumento che fornisce una panoramica delle capacità di letto-scrittura raggiunte dal singolo bambino e danno alle insegnanti il polso della situazione. 
In base ai risultati raggiunti, le maestre possono decidere quale tipo di lavoro è necessario mettere in campo per rinforzare e consolidare gli apprendimenti, oppure segnalare una situazione che necessita di una valutazione da parte di esperti.

L'autrice.
Francesca Donnola è nata in provincia di Matera nel 1976. Portati a termine gli studi classici si è trasferita a Roma per intraprendere il percorso universitario conseguendo la laurea in “Psicologia Clinica e di Comunità” presso l’Università “La Sapienza”. Dopo un primo periodo di volontariato e tirocinio post universitario nel settore delle dipendenze patologiche, ha iniziato l’attuale lavoro di A.E.C. (assistente educativo culturale) nelle scuole elementari e medie del comune di Roma. All'inizio di questa attività lavorativa, che prevede l’affiancamento in orario scolastico di bambini e ragazzi disabili, si è confrontata con realtà come l’autismo, l’iperattività e il ritardo cognitivo. Tutte situazioni che per essere affrontate necessitano di formazione specifica. È diventata così tecnico ABA (protocollo comportamentale utilizzato per supportare le tappe evolutive dei bambini autistici) presso l’“Istituto Walden, laboratorio di scienze comportamentali”; ha studiato la LIS (Lingua dei Segni Italiana) presso l’Ens (Ente Nazionale Sordi).Lavorando all'interno delle classi si è confrontata anche con alunni BES e DSA e con le loro difficoltà. Interessandosi alla problematica, l’ha approfondita frequentando un master presso LR Psicologia.


mercoledì 26 giugno 2019

Recensione: PSICONAUTA di Massimo Degano



Sullo sfondo di uno scenario inquietante, in cui la Terra "soffre" a causa di bruschi e pericolosi cambiamenti climatici, un gruppo di uomini sta lavorando per conoscere sempre meglio i poteri nascosti della psiche umana.


PSICONAUTA
di Massimo Degano


Intrecci Edizioni
167 pp
Giugno 2019
Siamo in un'epoca futura - non troppo lontana dalla nostra, poco più di vent'anni - in cui il nostro pianeta è devastato dai cambiamenti climatici, il che rischia di renderlo arido e inospitale.
I potenti della Terra hanno ben pensato di rispondere a questi macro-problemi attraverso la costruzione di mega strutture ("Città-Piramide"), enormi insediamenti urbani in cui accogliere man mano sempre più persone, togliendole dai propri contesti di origine.
E' forse questa l'unica strada del genere umano per sopravvivere all’estinzione?

Non tutti son d'accordo e infatti c'è che si oppone e critica aspramente questo stato di cose, e tra essi c'è un certo John Logan, studioso a capo di una setta denominata "Libero Arbitrio" e già accusato di terrorismo e spionaggio.

In questa situazione complicata incontriamo il protagonista, il giornalista Lorenzo Sisti, in procinto di dare le dimissioni per il giornale per cui lavora, ma un evento lo porterà a impelagarsi in un oscuri meccanismi che, se da una parte metteranno a rischio la sua stessa vita, dall'altra gli permetteranno di scoprire cose di sè che non conosceva.

Quando si rende conto che un suo collega (Thomas, di cui ha preso il posto al giornale) è scomparso misteriosamente, Lorenzo comincerà a indagare per capire cosa ci sia dietro quest'improvvisa e strana sparizione e cosa vogliano dire i suoi documenti sulla psicofisica.
Intanto, stringe amicizia con una ragazza, la bella Gaia, e la coinvolge nella ricerca delle risposte relative a Thomas e a chi aveva interesse a farlo fuori; ciò che però non si aspetta è che altre persone siano sulle tracce di informazioni e documenti su ciò che l'uomo aveva scoperto...

Non solo, ma la stessa Gaia - di cui si sta innamorando e la cui presenza nella sua vita, dopo diverso tempo, finalmente gli sta regalando un po' di felicità - non è chi dice di essere e Lorenzo dovrà tenere gli occhi aperti per capire di chi può fidarsi e quali oscuri interessi abbiano le persone con cui viene in contatto.

Infatti Lorenzo viene avvicinato da un gruppo di persone che, all'interno di un laboratorio segreto, portano avanti esperimenti e ricerche vòlte a conoscere e sviluppare al massimo il potenziale della mente umana.

Lorenzo si ritrova all'interno di un "mondo" fino ad allora sconosciuto di cui però aveva avuto qualche segnale attraverso sogni, tanto vividi quanto incomprensibili, che da tempo affollavano la sua mente: è il mondo degli psiconauti.
Psiconauta significa "navigatore della mente" ed è "colui/lei che utilizza gli stati alterati di coscienza intenzionalmente indotti per investigare la propria mente, trovare risposta a questioni spirituali attraverso l’esperienza diretta, migliorare la propria situazione psicologica ed esistenziale e le prestazioni cognitive nella vita quotidiana.*

Manipolazione della materia, leggere nella mente delle persone, viaggi onirici, coscienza universale, passare attraverso i muri: sono sono alcune delle straordinarie capacità di cui una persona come lui - uno psiconauta, appunto - è dotata, e a Lorenzo verrà data l'opportunità di partecipare ad un esperimento rivoluzionario, un'esperienza incredibile e che riguarda l'origine e il futuro stesso dell'umanità.

"Psiconauta" è un romanzo che unisce elementi di fantascienza e thriller; personalmente, sono piuttosto attratta dalle storie ambientate in un tempo futuro e in cui la vita sulla terra sta subendo cambiamenti naturali, sociali, politici rilevanti e sinistri; le vicende si susseguono a un buon ritmo, anche perchè i personaggi sono coinvolti in rapimenti, tentati omicidi, tradimenti e rivelazioni, in un gioco mortale dove è difficile distinguere gli amici dai nemici e dove il maggior punto di forza sta proprio nell'enigmatica figura dello psiconauta e nelle sue presunte e straordinarie capacità che gli permettono di fare esperienze ultraterrene.

Originale e interessante per trama, scorrevole la narrazione.

* https://www.dolcevitaonline.it/psiconauta/

martedì 25 giugno 2019

Musica e poesia



Di recente sono stata a una festa di matrimonio e la coppia felice, protagonista di questo giorno speciale, ha condiviso una bellissima poesia con gli invitati. A me ha fatto venire in mente la canzone di Giorgia  Scelgo ancora te.


Nel silenzio della notte,
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell’incanto dell’aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell’arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.


Charles S. Lawrence






lunedì 24 giugno 2019

Imparare leggendo: il gatto di Schrodinger



Certi particolari e curiosità non possono proprio essere ignorati, soprattutto se te li ritrovi in due differenti libri nell'arco di una settimana.

Sto parlando del "gatto di Schrodinger", di cui personalmente ignoravo l'esistenza e che viene menzionato sia da Covacich in DI CHI E' QUESTO CUORE, sia da Massimo Degano in PSICONAUTA.

E allora la domanda è sorta spontanea: ma chi è sto gatto e perchè è tanto famoso?

Diciamo subito - per i pochi che, come me, ignoravano la storia del famoso felino idealmente prestato alla scienza - che siamo nell'ambito della fisica quantistica, settore che per me è arabo puro.

Risultati immagini per gatto di schrödinger treccani
wikipedia
In secondo luogo, siamo in presenza di un cosiddetto "esperimento mentale", forse uno dei più famosi al mondo, condotto dal fisico Erwin Schrödinger (premio Nobel per la fisica nel 1933).

Lo scienziato descrisse l'incerta situazione (un paradosso) in cui può trovarsi un gatto chiuso in una scatola: esso, secondo le regole peculiari della teoria dei quanti, potrebbe essere sia vivo sia morto, incertezza che termina nel momento in cui la scatola viene aperta e si scopre lo stato del gatto.

La teoria quantistica ha una lunga storia di esperimenti mentali, che nella maggior parte dei casi sono usati per mostrare i difetti di varie interpretazioni della meccanica quantistica.
Schrödinger ha formulato il proprio paradosso per  illustrare il concetto di superposizione (cioè che due opposti stati possano esistere simultaneamente) e di imprevedibilità nella fisica dei quanti.

I fatti (ipotizzati) sono questi: abbiamo un gatto chiuso in una scatola, all'interno della quale vi è anche un meccanismo che può fare o non fare da innesco all'emissione di un gas velenoso. Entrambe le situazioni hanno una probabilità di verificarsi esattamente del 50%.
Secondo Schrödinger, visto che è impossibile sapere, prima di aprire la scatola, se la sostanza radioattiva sia stato rilasciata o meno, fintanto che la scatola rimane chiusa il gatto si trova in uno stato indeterminato: è sia vivo, sia morto.
Il paradosso sta in questo, quindi: in meccanica quantistica non è possibile descrivere classicamente gli oggetti, ma si ricorre così ad una rappresentazione probabilistica, cose per mostrare il fatto che una particella può assumere diverse posizioni, ad esempio, la si descrive come se essa fosse contemporaneamente in tutte le posizioni possibili.
Ovviamente, nel momento in cui avviene l’operazione di osservazione, la situazione cambia drasticamente poiché, una volta osservata in una data posizione, la suddetta particella assume definitivamente quella posizione e quindi non si trova più in una sovrapposizione di stati.

Tornando all'esperimento con il gatto: solo aprendo la scatola questa "sovrapposizione di stati" si risolverà, in un modo o nell'altro, andando a causare un cambiamento casuale dello stato, così che il gatto sia necessariamente morto o vivo: il salto quantico è il discreto (non continuo) e casuale cambiamento dello stato quando osservato.


Fonti consultate

http://www.lescienze.it
https://www.focus.it
http://www.treccani.it/magazine/atlante/scienze/Stanato_il_gatto_di_Schrodinger.html

domenica 23 giugno 2019

SUMMER BOOK TAG



Carissimi, l'estate è ormai entrata e cosa c'è di meglio che intrattenersi con un breve ma "fresco" Summer BookTag (fonte: http://iwishilivedinalibrary.blogspot.com)?

Ovviamente, siete tutti invitati a partecipare ^^


(pinterest)



Limonata: scegli un libro che all'inizio era amaro ma che è migliorato.

Scelgo IL TESCHIO E L'USIGNOLO di M. Irwin perchè le prime 100 pagine non è che mi abbiano coinvolta più di tanto, anzi, le trovavo noiosette, ma poi il livello di interesse è andato crescendo.


Sole splendente: scegli un libro che ti ha fatto sorridere

Sicuramente uno di Muzzopappa, DENTE PER DENTE: esilarante, mi ha fatto più che sorridere!


Fiori tropicali: un libro ambientato in un paese straniero 

Ce ne sarebbero tanti, ma dovendo scegliere, pesco un paese che mi piacerebbe tanto visitare, un giorno...: l'Irlanda, e quindi rispondo con le FIABE IRLANDESI di William B. Yeats, che ho attualmente in lettura e che son capaci di presentarti personaggi magici e speciali - folletti dispettosi, fate, creature inquietanti.



Ombra degli Alberi: scegli un libro in cui un personaggio è stato introdotto per la prima volta come misterioso o ombroso.

Se c'è un personaggio che dal primo momento in cui appare "sulla scena" ha queste caratteristiche, e non solo continuerà ad averle ma esse si rafforzeranno dando vita a uno dei personaggi letterari più forti e oscuri della letteratura classica, è Heathcliff, protagonista maschile di CIME TEMPESTOSE, un romanzo che amo da sempre.


Sabbia del mare: un libro che si presenta "sgranato" con una trama poco sviluppata

E qui mi viene in mente un thriller/horror che, pur essendo apprezzato da tanti, io proprio non sono riuscita ad amare: NICEVILLE di Carsten Stroud: niente, pur ritenendo l'atmosfera che permea la storia, e la cittadina in cui si svolgono i fatti, accattivanti, manca quel quid capace di tenere il fiato sospeso.


Erba verde: scegli un personaggio pieno di vita.

Sicuramente IL FASCIOCOMUNISTA di Pennacchi, con il frizzantissimo e agitatissimo Accio Benassi quale protagonista, impegnato in imprese politiche e personali frenetiche e movimentate.


Anguria: un libro con segreti succosi


Il parterre da cui scegliere romanzi con questa peculiarità è ampia, visto che amo le storie fitte di segreti e misteri da scoprire; mi viene in mente uno letto piuttosto di recente: IL PAESE DELLE PAZZE RISATE di J. Carroll, in cui il protagonista ha davvero diversi oscuri segreti con cui confrontarsi e dai quali stare in guardia...!


Cappello da sole: un libro con una ambientazione molto vasta 

Il primo libro cui ho pensato è stato LA RAGAZZA DELLE PERLE di Lucinda Riley, che dall'Europa parte prima per la Thailandia e infine giunge nella magica Australia.


BBQ: un libro in cui il personaggio è stato ritratto come un fusto

Mah, sicuramente un protagonista di qualche romance, ad esempio il maschione sportivo, super muscoloso e trasudante sensualità, di DEVON DRAKE. CORNERBACK di J. Joachim.

sabato 22 giugno 2019

Recensione: IL FASCIOCOMUNISTA di Antonio Pennacchi



Se c'è un personaggio letterario che difficilmente si dimentica quello è di certo Accio Benassi, di cui seguiamo le articolate e ruggenti vicende umane e politiche sin da ragazzino.


IL FASCIOCOMUNISTA
di Antonio Pennacchi



Ed. Mondadori
336 pp
Conosciamo Accio quando è solo un ragazzetto di 12 anni; è il 1962 ed è in seminario per volere paterno; capiamo subito che tipetto sia: chiacchierone, ribelle, sempre in vena di "filosofia", di far ragionamenti e domande, mai pago di ricevere risposte tiepide e preconfezionate, soprattutto (in questi anni, affidato a padre Cavalli) in materia di fede.
La sua "religiosità" comincia a subire i primi contraccolpi a causa dei discorsi atei di suo fratello maggiore Manrico, con cui Accio non va d'accordo (e sarà sempre così, grosso modo), uniti ai normalissimi turbamenti sessuali legati all'età puberale.

Crollato miseramente il sogno di fare il missionario, a un certo punto si stufa del seminario (deluso anche da certe cose che lì accadevano...) e torna a casa, a Latina, ma i famigliari non lo accolgono troppo volentieri: sette tra fratelli e sorelle, più un padre operaio e madre in crisi di nervi; Accio è una bocca in più da sfamare e sarebbe stato meglio si fosse fatto prete!

Ma il ragazzo è un piantagrane di razza e porta scompiglio in casa; tanto per iniziare, essendo portato per il latino, lui vorrebbe andare al classico ma siccome ci sono già gli altri figli a frequentare le superiori in vista dell'università, il nuovo arrivato al massimo può aspirare al Geometra.
Ed Accio si accontenta, anche se sono più i giorni in cui fa filone che quelli in cui va a scuola (e quando va, scalda il banco e dorme per buona parte della mattinata).

Insofferente sempre più nei confronti della famiglia, scappa di casa, si rifiuta di studiare e s'iscrive al MSI; spesso e volentieri si sposta da una città all'altra facendo l'autostop (prendere l'autobus o il treno è da sfigati e lui prova una grande vergogna quando li capita di prenderli).

Intanto, il fratello Manrico - il cocco di mamma, il belloccio di famiglia, che piace sempre a tutti - si impegna in attività politiche di sinistra e lo stesso Accio, in seguito ad una serie di circostanze (tra cui la frequentazione di una ragazza di cui s'innamora, la milanese e comunista Francesca), seppur fascista nel cuore sin da ragazzino, comincia ad accostarsi al Movimento Studentesco, si fa espellere dal MSI e, pur non allontanandosi mai definitivamente dall'ideologia fascista, frequenta nuclei comunisti, anche radicali, addirittura diventa maoista (ma è solo una fase temporanea)...

Insomma, Antonio Pennacchi ci racconta una storia in cui ritroviamo diversi elementi autobiografici (dall'esperienza in seminario da ragazzo al padre democristiano) e che ruota attorno alle avventure rocambolesche di un giovanotto vivacissimo, istintivo, a volte stupido, goffo, attaccabrighe, arrogante, manesco, brusco nei confronti di tutti (prova sentimenti contrastanti, ad es., verso il padre, al punto di aver voglia di "suonargliele") ma anche incredibilmente sentimentale, tanto da infatuarsi con niente della prima ragazza che si dimostra gentile con lui.
Accio è un tipo sanguigno, prende fuoco subito e questo ardore si placa solo se ha la possibilità di scendere in piazza a far casini per le proprie ideologie socio-politiche, nelle quali crede fermamente e per le quali è disposto a prenderle e a darle.

Il suo approccio alla vita fa sorridere perchè è un casinista, non è cattivo ma inevitabilmente ne combina di tutti i colori, litiga con chiunque - la madre, il fratello Manrico, i ragazzi delle varie sezioni politiche che frequenta, litiga nientemeno che con Pier Paolo Pasolini; nel romanzo, infatti, compaiono personaggi realmente esistiti e, oltre allo scrittore citato, anche Arturo Michelini, Giorgio Almirante ecc...; ovviamente, il contesto è quello dei grandi fermenti politici degli anni '60-'70, della rivoluzione sessuale come della strage di piazza Fontana a Bologna.

Accio ha un modo di rapportarsi agli altri, quindi, molto istintuale, confusionario, "primitivo", e in particolare ha sempre qualche problemino col gentil sesso, che siano le ragazze di cui si invaghisce - dalla sfuggente Francesca (con cui non riesce a "concludere" a motivo di un presunto problema sessuale di lei) alla disinibita Joan (che lo inizia alle gioie del sesso) - o che sia la madre, figura costante in tutto il libro e con cui il protagonista ha un rapporto che definire conflittuale è davvero un eufemismo: donna severa, autoritaria, una squadrista praticamente, adora Manrico e non fa che litigare con Accio, picchiandolo e urlandogli di essere la sua rovina e che per colpa sua morirà di crepacuore; sua la frase che fa quasi da "colonna sonora" alla vita di Accio "Hai fatto solo la metà del tuo dovere".

Credo che davvero Accio Benassi sia un personaggio difficile da dimenticare perchè ha un carattere spumeggiante, è cocciuto e sembra quasi essere alla perenne  ricerca di guai, senza mai fermarsi o perdersi d'animo, anzi, trovando sempre le motivazioni in se stesso per fare ciò che fa.
Lo stile dell'Autore è per lo più piacevole; il racconto è in prima persona e Accio ci parla di sè con un linguaggio informale, con espressioni gergali e dialettali, che dà un taglio vispo e frizzante alla narrazione; le sequenze narrative/descrittive si alternano e si mescolano con quelle riflessive, in cui Accio si lascia andare a considerazioni su di sè, sulle persone con cui si relaziona e sulle proprie convinzioni (religiose, antropologiche, sociale, politiche), e lo fa coerentemente con il suo modo di essere (sconclusionato, disordinato, scriteriato).
Seppure le sue peripezie personali siano sicuramente molto vivaci e lui le racconti in maniera leggera, non vi nascondo che ho faticato a proseguire nella lettura e ad arrivare al termine.
Forse influenzata dal film di Luchetti ("Mio fratello è figlio unico"), mi ero imbarcata in questa lettura immaginandomela molto più fluida e appassionante, invece è fin troppo densa e ricca di particolari circa le attività politiche del protagonista, alle quali si dà più spazio di quel che pensassi, il che in certi momenti mi ha un po' annoiata; ho preferito le parti in cui Accio interagisce con la famiglia e con le donne, rispetto a quelle relative alle manifestazioni organizzate dai gruppi di cui fa parte negli anni.

Avevo aspettative diverse, insomma, quindi non posso dire di aver amato questa lettura; forse avrei dovuto scegliere qualcos'altro di Pennacchi come primo approccio alla sua narrativa.

Voi avete letto qualcosa di questo autore? Se sì, vi ha convinto?


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