giovedì 14 febbraio 2013

Recensione: L'INTOCCABILE di Federica Leone



Buondì!!
Eccomi con voi a parlare di un fantasy che mi ha regalato piacevoli momenti di lettura, scritto da Federica Leone: "L'Intoccabile".


L'intoccabile - Nuova copertina
Ed. Sesat Edizioni
330 pp
15 euro
2012
Trama

Daphne è una ragazza di diciassette anni, all’apparenza una semplice e normale studentessa liceale. 
Tutto questo, però, è destinato a cambiare improvvisamente una notte quando, tornando a casa dopo un turno di lavoro, subisce un’aggressione da parte di un ragazzo i cui occhi brillano di luce rossa e il cui ammaliante sorriso trasmette una sinistra inquietudine. L’incontro con quella misteriosa creatura della notte cambierà per sempre la vita della ragazza.
Daphne scoprirà un nuovo mondo in cui figure mitologiche, profezie e incantesimi diverranno parte integrante della sua esistenza. 
E, fra intrighi amorosi e smanie di potere, verrà completamente assorbita da questa nuova realtà da cui sarà difficile uscire incolume.
Un viaggio inatteso che le farà comprendere il suo vero io e le insegnerà a non porre mai limite all’immaginazione. Tutto ciò che sino a quel momento credeva fosse relegato nella fantasia e nelle leggende del folklore popolare diverrà per lei come un’ombra oscura che, fedele, la condurrà alla scoperta di quel mondo che vorrebbe detestare ma dal quale, nello stesso tempo, è indiscutibilmente attratta.


L'Intoccabile è il primo volume di una saga urban fantasy "made in Italy".
Protagonista del romanzo è Daphne, un'adolescente apparentemente come tante ma che si ritrova catapultata in una dimensione assurda e paradossale, in cui a far da padroni sono creature della notte - vampiri - che portano con loro misteri, pericoli, magie.... sconvolgendo la vita tranquilla di una liceale divisa tra la scuola e il lavoro come cameriera.
L'Autrice ci fa entrare nel vivo dell'episodio di svolta che travolgerà Daphne da subito: una notte, rientrando a casa, la ragazza verrà aggredita da un ragazzo dall'aspetto tutt'altro che rassicurante, che però si fermerà proprio quand'è sul punto di farle del male fisicamente...: perché? Cosa c'è in Daphne che la rende diversa, anzi speciale?
Per quanto spaventata, dopo l'aggressione con la creatura mostruosa (seppur bellissima d'aspetto), la ragazza riesce a stabilire un contatto con essa, scoprendone il nome e l'identità: il ragazzo si chiama Adam ed è... un vampiro!
Ed ecco che da qui inizierà per la nostra simpatica protagonista un viaggio in una realtà oscura e piena di imprevisti, in cui scoprirà man mano cose che mai avrebbe immaginato, e su se stessa (altro che comune adolescente, di sé Daphne scoprirà un destino che mai si sarebbe sognata di scegliersi) e sulla cara nonna Amelia, morta qualche anno prima...
E proprio dalla nonna, che comparirà come se niente fosse dinanzi agli occhi della sgomenta nipote, Daphne verrà a conoscenza di particolari misteriosi ed inquietanti che la riguardano, che hanno segnato il suo destino sin da quando era nel grembo materno, prescelta da un essere malvagio e disgustoso - che si fa chiamare Nicholas -, il quale sta cercando proprio lei, Daphne, per farla sua e per prendere da lei tutto il potere di cui la giovane è portatrice (a causa del suo sangue), a sua insaputa e suo malgrado.

L'Autrice, con uno stile molto dinamico, ricco di dialoghi vivaci, con un linguaggio giovane e attuale, fresco, proprio dei ragazzi - adatto, quindi, all'età della protagonista - ci presenta molti colpi di scena che di pagina in pagina si susseguono nelle giornate di Daphne, che si ritrova a vivere esperienze inimmaginabili  per la ragione umana e davanti alle quali una parte di lei - che desidera vivere tranquilla come i suoi coetanei - rifiuta di credere e di accettare, ma dall'altra la sua natura di "essere sovrannaturale" vuole emergere prepotentemente ed ogni volta che questo accade (in particolare in situazioni di pericolo, in cui il suo stato emotivo è alterato e turbato) Daphne resta sbigottita e quasi spaventata di se stessa, del turbinio di emozioni che l'attraversa come un un uragano, senza che ella sia capace di gestirle.

Per fortuna, com'è giusto che sia, a vivere insieme a lei la sua avventura ai limiti del paradossale ci sarà un gruppo di amici, ognuno con un carattere diverso, ma tutti ugualmente importanti per lei: anzitutto Adam, il giovane (si fa per dire... ) Adam, di cui Daphne è innamorata, ma col quale sembra che non potrà mai sbocciare l'amore, in quanto troppe cose li dividono e li rendono spesso ostili l'uno all'altra, pur essendo forte l'attrazione che li lega; c'è Lowell, che ama corteggiarla e farla arrossire; Jason e Derek, pratici, sempre pronti ad intervenire nelle diverse situazioni e a risolverle; Rachel, una ragazza con cui spesso Daphne litigherà per incompatibilità caratteriale...
Con tutti loro la ragazza stabilirà un legame d'amicizia fatto di momenti di fiducia e aiuto ma anche di stupore, di fronte alle tante rivelazioni di cui essi la informeranno e che non sarà semplice accettare e metabolizzare.
E proprio loro diverranno per lei delle "guardie del corpo", pronti a proteggerla dall'aggressione del malvagio vampiro Nicholas e compagni, oltre che della sorella di lui, la spregevole Mabel; inquietante la presenza di una bambina, anche lei resa vampira, che si aggirerà attorno a Daphne come un fantasmino in pena e della quale quest'ultima non saprà sempre se e quanto fidarsi..!

Come dicevo, la narrazione non scende mai di tono, a livello di dinamicità, non ci sono momenti morti e anche nelle brevi descrizioni di scene d'azione e di ambienti (questi ultimi descritti nelle linee essenziali e in modo "funzionale" alla vicenda) il tutto è sempre reso movimentato, vivace, come del resto è il carattere di Daphne, che è anche la voce narrante e grazie alla quale seguiremo passo passo tutte le avventure attraverso il suo punto di vista.

L'Autrice è stata brava nel darci di Daphne il quadro di una ragazza dalla personalità ancora in formazione (com'è giusto che sia, è un'adolescente), che passa da momenti in cui si dimostra riflessiva ad altri in cui sbotta e si arrabbia, tirando fuori tutto il suo carattere peperino e permalosetto.
Non solo, ma di questa ragazza scopriamo la natura generosa, buona ma anche coraggiosa, di chi - pur dicendo di non voler accettare ciò che le sta capitando - si rimbocca le maniche e decide di andare incontro ai pericoli che il "fato" le mette davanti, particolare che emerge soprattutto dalla seconda metà del romanzo, man mano che Daphne prende coscienza di chi è e di cosa ci si aspetta da lei.

Mi hanno fatto sorridere di simpatia, più volte, alcuni aspetti: il modo di parlare schietto e semplice di questa giovane ragazza dalla natura sì umana ma con il sangue "infetto", che è causa di non poche "grane" per lei e per chi le è attorno; il suo "scoppiare a piangere" davanti alle difficoltà, come una bimba impaurita; gli "scoppi emotivi" improvvisi che le fanno commettere e dire qualche sciocchezza; la genuinità dei suoi sentimenti per Adam, l'affetto per gli amici...

Daphne, seppur collocata in una realtà "alternativa", cioè "l'universo vampiresco" che si affianca a quello comune, umano (il quale non scompare: restano gli amici umani, la scuola, i genitori..), non smette di essere una ragazzina vivace, trasparente, dalle mille sfaccettature e contraddizioni, che dà pepe e vitalità a tutta la narrazione.

E' probabile che gli esperti del genere urban fantasy, in particolare di quei libri in cui compare la famiglia dei vampiri - con tutte le caratteristiche e i poteri a loro attribuiti nell'epoca moderna (dimenticatevi agli e crocifissi, è roba passata!!) - potranno ravvisare similarità con altri autori (ahimè, io sono ancora poco ferrata sul genere, ma sto cercando di recuperare ^_^), ma io trovo che l'Autrice abbia cercato di introdurre anche svariati elementi originali, oggetti e poteri diversi, non scopiazzati qua e là, come spesso accade (è un rischio che chi si accinge al genere corre, secondo me: ce ne sono tanti, e sempre più, di libri con questi soggetti, è facile incorrere in ripetizioni e particolari visti e rivisti, senza che ci sia necessariamente l'intenzione sfacciata di "copiare").

Insomma, credo che il libro sia davvero una lettura molto gradevole, come ho detto proprio all'inizio, scritto bene, con uno stile asciutto, senza troppi fronzoli e frasi ricercate, con personaggi interessanti (la cui psicologia si delinea pian piano e con sufficiente chiarezza), situazioni intriganti e un finale che desta l'immediata curiosità di leggere il seguito.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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