mercoledì 13 gennaio 2016

La poesia presente in LA TREGUA di Primo Levi (epigrafe)



Pochi giorni fa ho terminato e recensito qui sul blog il romanzo autobiografico LA TREGUA di Primo Levi (RECENSIONE).

Vi posto la toccante poesia che introduce il racconto dell'Autore e che fa riferimento alla tragica esperienza vissuta nel Lager, ormai indelebile nella sua memoria.


« Sognavamo nelle notti feroci
Sogni densi e violenti
Sognati con anima e corpo:
tornare; mangiare; raccontare.
Finché suonava breve sommesso
Il comando dell’alba;
«Wstawać»;

E si spezzava in petto il cuore.
Ora abbiamo ritrovato la casa,
il nostro ventre è sazio.
Abbiamo finito di raccontare.
È tempo. Presto udremo ancora
Il comando straniero:
«Wstawać». »

(11 gennaio 1946)


Il significato del termine epigrafe al quale mi rifaccio è quello dato dalla Treccani.it
"Iscrizione in fronte a un libro o scritto qualsiasi, per dedica o ricordo; più particolarm.,
citazione di un passo d’autore o di opera illustre che si pone in testa
a uno scritto per confermare con parole autorevoli quanto si sta per dire

ANCHE IL LIBRO CHE STATE LEGGENDO VOI 
HA UNA CITAZIONE INTRODUTTIVA O UNA BELLA DEDICA?

2 commenti:

  1. Poesia molto intensa, che fa capire come un'esperienza possa segnare in modo indelebile la propria esistenza. Grazie per averla citata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. già, ciò che hanno vissuto i deportati è qualcosa di inimmaginabile...

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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