martedì 18 dicembre 2018

Recensione: VENTUNO GIORNI PER RINASCERE di F. Berrino, D. Lumera, D. Mariani (RC2018)



Libro adatto a chi accoglie e condivide i princìpi de La Grande Via, associazione senza scopi di lucro che insegna a divenire consapevoli di se stessi e di come ridurre la possibilità di sviluppare patologie croniche, giungendo ad età avanzata senza malattie, e questo attraverso pratiche utili per coltivare la mente e nutrire il corpo con cibo sano, esercizio fisico e meditazione.



VENTUNO GIORNI PER RINASCERE
di F. Berrino, D. Lumera, D. Mariani



Ed. Mondadori
358 pp
Il titolo dice tutto: tra queste pagine si suggerisce un percorso che permetta di ringiovanire ed essere più sani in 21 giorni, quindi tre settimane.
Si tratta di un percorso pratico e quotidiano fatto di ricette, esercizi fisici e spirituali, ma non solo: al centro vi è la filosofia del mens sana in corpore sano, e infatti il percorso è fatto anche di conoscenza, illuminazione, consapevolezza secondo un approccio integrato, un programma che sviluppa attenzione verso la nostra identità, i nostri reali bisogni e il nostro benessere profondo. 
Le proposte sono pratiche e coinvolgono le sfere del nutrimento, dell’azione e del riposo, ovvero tutto l’ambito della vita; affinchè esse riescano nello scopo prefissato, la persona che decide di iniziare il cammino deve accogliere nella propria vita abitudini diverse da quelle fino a questo momento adottate.
21 giorni perchè sono il tempo necessario per prendere, appunto,  un'abitudine, cambiare stile di vita e garantirci una longevità in salute. 

Nel libro si esorta ad avere uno stile alimentare salutare, a dare spazio con costanza e impegno all'esercizio fisico (movimento aerobico e anaerobico), alla meditazione e agli esercizi di respirazione quotidiani, nella convinzione che l’uso consapevole del respiro possa trasformare lo stato emotivo o una condizione fisica spiacevole, purificare la mente, rigenerare l’energia vitale e aumentare la capacità di recupero dell’organismo. 

Alimentazione sana non vuol dire iniziare una dieta triste e stretta fatta di privazioni, bensì ritornare ad un modo di considerare il cibo tipico dei popoli antichi, quindi un mangiar sano, semplice, basato sugli ingredienti fondamentali della dieta mediterranea ma anche sulla filosofia dell'energia del cibo tramandata dalla macrobiotica.

Cosa implica mangiare sano? Beh, ad es. ridurre drasticamente (per non dire eliminare del tutto) il consumo di proteine animali, dando spazio al consumo quotidiano di cereali integrali, legumi, verdura e frutta, dire basta ai prodotti industriali, compresi lo zucchero o la farina raffinati, per non parlare di dolciumi, cibi grassi e derivati del latte; del resto, lo stesso Codice europeo contro il cancro sostiene questa strategia alimentare in quanto è la più efficace anche per la prevenzione delle malattie cardiocircolatorie e delle altre principali malattie croniche.

Ma non basta mangiar sano: ci vuole movimento, e l’attività fisica può sostenere la persona a prevenire la maggior parte delle malattie moderne, o a contrastarle efficacemente.

Cambiare significa agire su stessi per acquisire maggiore consapevolezza delle esigenze del proprio corpo (è importante imparare ad ascoltare con attenzione i messaggi dell'organismo), della propria mente, del proprio spirito, sforzandosi di puntare a tutto ciò che è propositivo, proattivo, che aiuta a migliorarsi e a migliorare i nostri rapporti con la realtà circostante e con le persone.

Altro aspetto al quale si dedica molto spazio è la pratica del silenzio interiore, di fondamentale importanza per la salute e il funzionamento dell’intelligenza mentale. Da esso infatti dipende la capacità 

"di operare scelte e decisioni, di orientarsi costruttivamente, di avere una visione distaccata e complessiva di ciò che avviene all’esterno e all’interno di noi stessi e, soprattutto, la capacità di discernere. Il silenzio mentale è alla base di ogni processo creativo e rappresenta una forma di digiuno per la mente."


Importante ancora è la volontà di purificare la mente eliminando pensieri, sentimenti, emozioni... negativi, e aprirsi a ciò che ci può rendere più sereni, gioiosi, empatici, grati, creativi, e la meditazione, ad es., aiuta a divenire maggiormente consapevoli di ciò che si è e di ciò che si vuol diventare, di quelle zavorre che ci bloccano, non ci fanno crescere ma anzi, ci rendono pessimisti, frustrati, insoddisfatti...; non solo, ma se vogliamo dare una spinta positiva alle relazioni interpersonali, dobbiamo imparare a sviluppare maggiore empatia e soprattutto dare spazio nella nostra vita alla pratica del perdono, perchè solo così butteremo dietro di noi le cose distruttive, i pensieri cattivi che ci tolgono serenità e deteriorano i rapporti, per aprirci a una visione di noi stessi e degli altri "pulita", purificata, positiva, che vede nelle diversità e nei problemi un'opportunità di crescita e non degli ostacoli che ci deprimono e dividono.


L'ho letto molto velocemente sia in quanto molto scorrevole e semplice nel linguaggio, ma anche perchè i concetti sono sempre gli stessi, e tutto ruota attorno alle stesse parole chiave (per intenderci, sono quelle che vi ho scritto in grassetto con un carattere più grande).
Molte indicazioni relative all'alimentazione sana rientrano nell'ambito del vegetarianesimo, del veganesimo, come le pratiche meditative, della respirazione, del silenzio convergono nello yoga.
Si cita tanto la medicina ufficiale (si portano anche dati statistici in merito a patologie, i benefici dell'aerobica ecc...) quanto quella tradizionale, degli antichi, come l'ayurveda; si parla di ying e yang, di concetti propri dell'induismo e del buddismo, come si cita anche l' Antico Testamento, ad es. in merito all'alimentazione.
Nel complesso, ci sono suggerimenti, spunti di riflessione, concetti di immediata comprensione e anche condivisibili, e mi riferisco alle indicazioni generali sul mangiar sano (io consumo carne, latticini e derivati, ma son convinta che effettivamente assumere più verdura e frutta e prodotti naturali rispetto a cibi di derivazione animale e lavorati industrialmente, sia una buona abitudine), o sull'esercizio fisico e i suoi benefici, come ho condiviso le riflessioni sul lavorare su stessi per eliminare ciò che ci limita e ci intristisce o ci rende cupi per far posto a pensieri positivi e a tutto ciò che fa bene allo spirito e che migliora le relazioni con il prossimo (tipo il perdono, una pratica davvero molto, molto importante).

Certo, ammetto di sentirmi poco adatta a questo tipo di percorso, perchè difficilmente praticherei yoga, difficilmente mi metterei seduta a ripetere in silenzio o ad alta voce dei mantra con la convinzione che mi facciano star meglio, non faccio dei princìpi della filosofia zen e simili dei punti di riferimento... e non ho neppure la costanza per fissarmi un appuntamento di 21 giorni perchè darmi dei limiti temporali è il modo migliore per avviarmi verso il "fallimento" di un dato progetto.

Concludendo, credo sia uno scritto utile a chi già ha un'infarinatura (o è orientato ad averne) di yoga, zen e affini, ed è attratto da queste filosofie e pratiche orientali.



Reading Challenge
obiettivo n. 14.
Il libro che occuperà il primo posto nella classifica
(di narrativa) su Amazon in data 1/4/2018

2 commenti:

  1. Ciao Angela, non ho mai letto un libro di questo tipo, ma penso possa rivelarsi una lettura davvero interessante!

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    Risposte
    1. Potrebbe, in particolare se si è aperti a un certo tipo di "filosofia" ;-)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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