sabato 22 dicembre 2018

Recensione: QUEL CHE RESTA DEL PECCATO di Matthias Graziani



Tra le innevate montagne attorno a Bolzano è acquattato un serial killer, che ha cominciato a mietere vittime e a lasciare pochi e enigmatici indizi dietro di sè; a battere ogni pista possibile per cercare di prenderlo c'è l'ex-poliziotto Kurt, con un passato ingombrante alle spalle e fantasmi che non accennano a lasciarlo in pace.  E se proprio in essi ci fosse la chiave giusta per risolvere l'enigma dell'assassino?



QUEL CHE RESTA DEL PECCATO
di Matthias Graziani



Ed. La corte Editore
269 pp
16.90 euro
Ottobre 2018
"Compresi che dare un nome a un assassino era utile, perchè chiamarlo mostro lo rendeva intangibile, superiore. Un nome lo rende reale, e se qualcuno esiste può essere sconfitto".

Kurt Vinciguerra è un poliziotto in congedo, mezzo italiano e mezzo tedesco, da sempre noto nell'ambiente professionale come uno senza regole, che fa un po' come gli pare: frequenta luoghi poco raccomandabili, beve decisamente troppo, agisce facendo saltare ogni schema e reagisce senza pensare, con conseguenze non sempre favorevoli.

E' sposato ma ancora per poco; sua moglie Laura infatti l'ha lasciato e, nel corso della lettura, comprendiamo che è successa una cosa tra loro drammatica e pesante da gestire, che ha finito per logorare il loro rapporto fino a condurli alla separazione.
Adesso ognuno si fa la sua vita, anche se ogni tanto Kurt - che ha amato molto l'ex - sente il bisogno di sentirla per sapere se almeno lei sta riprendendo in mano la propria esistenza, se è più serena senza di lui.

Quando ritorna da Ferrara a Bolzano ad attenderlo c'è l'amico di sempre, il commissario Battista, che gli fa sapere di aver fatto il suo nominativo alla Squadra mobile della Polizia affinchè gli sia assegnato un caso che si prospetta di difficile soluzione: durante la notte del Sacro Cuore, nei boschi fuori città, un uomo e una donna vengono trovati morti. Sono stati assassinati in modo brutale: lei strangolata, con i vestiti addosso; lui colpito con ferocia inaudita con una sprangata in volto; è completamente nudo e il volto è praticamente irriconoscibile; aspetto ulteriormente inquietante: attorno al collo di lui sono stati appesi due teste di cuccioli di pastore tedesco...

"C'è sempre qualcosa di stregato e di malvagio in una scena del crimine. E' come un'epidemia: tutto quello che ti sta attorno, lentamente, viene contagiato. Un perimetro in cui la malvagità sfuma dissolvendosi nella normalità. Ed è su quel confine che si trova la memoria del killer, la fonte del suo piacere. Io dovevo trovare quel confine."

Con l'occhio "clinico" che gli appartiene, il sangue freddo e la lucidità con la quale ha sempre risolto i casi, Kurt da subito analizza gli aspetti peculiari della scena del delitto, i particolari che suscitano domande, dubbi, e insieme alla nuova partner Vanessa, una ragazza tanto bella quanto sfacciata, comincia a mettersi sulle tracce del killer. 
La stampa ha già provveduto a soprannominarlo Schäferhund: il Pastore Tedesco, per via delle teste appese ai lati di una delle vittime; grazie all'attenzione a dettagli non irrilevanti, Kurt e Vanessa iniziano a percorrere le prime possibili piste, e una di questa li conduce dritti dritti nel mondo dei bikers, composto da motociclisti rozzi, violenti, dediti all'uso di stupefacenti, alcool a fiumi, che si trastullano con giovani prostitute e vanno in giro a creare casini; ma soprattutto, Kurt deve confrontarsi con le faide tra bande nemiche di bikers, pronte a scannarsi a vicenda alla prima occasione.

Viene quindi travolto da una guerra tra bandidos, tra gruppi di motociclisti arrabbiati, alcolizzati, criminali armati fino ai denti; gente che ti fa accapponare la pelle solo a guardarla da lontano e dalla quale normalmente ti tieni alla larga; ma non Kurt, che ha le sue ottime ragioni per non farsi impaurire da nulla, e che ha intuito come ci sia un collegamento tra almeno una delle vittime e il mondo dei bikers.
Non solo, ma proprio mentre se ne va in giro a far domande scomode e a mettersi nei primi guai, assiste a scene poco edificanti: il tentativo di uccidere un neonato, una giovane prostituta (che somiglia tanto alla vittima del bosco...) nelle mani di un manipolo di bestie che la trattano come un oggetto privo di alcun valore, e in seguito un biker sottoposto per ritorsione a efferate torture e lasciato a bruciare tra le fiamme come una torcia umana.

Intanto, lo Schäferhund non si ferma e un altro luogo (sempre boscoso) diviene teatro di una orribile scena delittuosa...; ma cosa ancor più misteriosa ed angosciante è che lo stesso Kurt si trova ad essere vittima in prima persona del progetto folle e lucido insieme dell'omicida: una notte, infatti, mentre è nella stanza dell'alberghetto nel quale alloggia, viene aggredito e si risveglia in una vasca da bagno con una ferita chirurgica alla schiena... e un "corpo estraneo" conficcato dentro di sè...

Svegliatosi dopo un coma di sei mesi, la missione di trovare il serial killer diventa un fatto anche personale: che messaggio ha voluto lasciargli il "Pastore tedesco" coinvolgendolo in modo così diretto e violento, arrivando a colpirlo fisicamente ma lasciandolo in vita? Sta forse sfidando apertamente il nostro investigatore a trovarlo?

Kurt è un poliziotto particolare: intuitivo, dotato di grande acume, sa come mettersi dalla parte dell'assassino per coglierne i modi di pensare, prevederne le azioni, intuire le motivazioni dei suoi comportamenti attraversati da una lucidità malvagia.
Ma questa volta, anche uno come lui - che pare non scomporsi davanti a nulla, abituato com'è al peggio che c'è nell'essere umano, a prendere la vita a muso duro, di petto, e a ironizzarci su, quando è possibile - dovrà accettare che la verità si cela lì dove mai avrebbe immaginato potesse annidarsi, e che lui è personalmente coinvolto nella serie di macabri omicidi più di quanto riesca a ipotizzare...

Kurt è un ragazzo sveglio, con un grande senso dell'umorismo, capace di sdrammatizzare anche le situazioni più difficili, ma non lo fa per superficialità: è un suo modo (secondo me, ovvio) di affrontare cose più grandi di lui, per non lasciarsene sopraffare; il suo passato, come dicevo più su, è un fardello pesante che rischia davvero di schiacciarlo, e anzi già lo ha reso più cinico verso la vita, i rapporti umani (con le donne, in primis), ma allo stesso tempo egli non ha smesso di andare avanti nonostante una parte di sè sia morta quel giorno e a causa di quella cosa accaduta a lui e a Laura (di cosa si tratti lo sapremo verso la fine del libro).

Saranno proprio i suoi demoni interiori, gli incubi di cui non si libererà mai definitivamente a fornirgli la chiave per risolvere tutto, e forse proprio in questo modo riuscirà ad attraversare l'orrore inimmaginabile che una mente contorta ha costruito per colpire proprio lui.
Per Kurt si avvicina inesorabile il momento di fare i conti con ciò che è ancora sospeso nella sua vita.

Tra queste pagine il lettore viene immerso in un contesto suggestivo, come sanno esserlo i monti innevati, i boschi desolati, le notti gelide rischiarate da falò, ma anche crudo, violento, terribilmente realistico, qual è quello dei locali malfamati, delle bande di centauri che, a cavallo delle loro Harley, scorrazzano tronfi e incattiviti, pronti ad azzuffarsi, a sballarsi, a sparare e commettere azioni criminali, colpendo anche donne o bambini.
E in questo clima duro e feroce, il protagonista conquista il lettore con il suo carattere determinato e insicuro insieme, serio all'occorrenza ma anche molto ironico e scherzoso; egli si presenta come una sorta di eroe sui generis: Kurt non è il poliziotto senza macchia, l'investigatore serioso e ligio al dovere; non è propriamente un'anima candida ed è disposto a infilarsi in situazioni discutibili pur di raggiungere uno scopo che ritiene giusto, andando fino in fondo e sfidando il pericolo, ma proprio queste sue "imperfezioni" ce lo rendono più umano e sicuramente anche più simpatico!

Ad uno scanzonato come lui non poteva che affiancarsi una donna come Vanessa, procace ma molto pratica, poco incline ai sentimentalismi e con un modo di ragionare e parlare molto mascolini, che stuzzicano Kurt e divertono il lettore.

Un thriller ben costruito, con un protagonista particolare e interessante, dal ritmo incalzante e che alla fine riserva un bel colpo di scena.

Ringrazio la C.E. La Corte Editore per l'opportunità di leggere questo romanzo, che consiglio, in special modo agli amanti del genere!

2 commenti:

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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