domenica 24 novembre 2019

Recensione: ARRIVÒ I PRIMI DI GENNAIO di Livin Derevel



L'adolescenza è così: complicata, movimentata, piena di turbamenti, paure, insicurezze, ma anche ricca di emozioni travolgenti, deliziose infatuazioni, baci rubati e vere amicizie che sfidano il tempo e le distanze.


ARRIVÒ I PRIMI DI GENNAIO 
di Livin Derevel


Serie: Teenage Dreams #1
588 pp
Data di uscita: ottobre 2019
Siamo nel Vermont e alla Franklin Gooding Junior High School la vita degli studenti scorre come sempre, tra lezioni, balli scolastici, risate e scherzi tra compagni, nuovi arrivi e, per alcuni di essi, nuove e forti emozioni in procinto di travolgerli.

Sono ragazzi di sedici-diciassette anni, alle prese con i piccoli e grandi problemi tipici dell'adolescenza, e se per qualcuno la preoccupazione più grande del momento è un litigio con l'amichetta del cuore, per qualcun altro è qualcosa di ben più notevole.

Tre sono i protagonisti di questo romanzo corale, e tre sono quindi le voci che, alternandosi, ci raccontano il mondo giovanile e frizzante della Franklin, sul quale si stagliano i conflitti e i turbamenti di un piccolo gruppo di ragazzi; i riflettori sono puntati in particolare su Suzanne, Ashley e Lian.

La bella Suze ha appena scoperto di essere incinta del suo storico e amatissimo fidanzato (Benedict, detto Brixx), il quale è partito per New York, dove frequenta una scuola di musica e intanto insegue un sogno che sembra allontanarlo ogni giorno di più dalla sua ragazza e da tutto ciò che si è lasciato "dietro".
E proprio adesso che Suze scopre di aspettare un bambino e avrebbe bisogno della rassicurante e amorevole presenza di Brixx, si ritrova, invece, più smarrita e sola che mai.
Grandi interrogativi affollano la sua giovane mente, mille turbamenti e paure riempiono il suo cuore: chi c'è ad indirizzarla, a rincuorarla, a darle un abbraccio, un consiglio saggio che non la faccia sentire sbagliata qualunque scelta prenderà?
Suze si guarda attorno e non riesce a vedere nessuno di cui possa fidarsi completamente e al quale raccontare questo suo segreto che le cresce dentro e che lei deve sbrigarsi a decidere se continuare a far crescere o... se non sia il caso di interromperlo...

Certo, Suze sa di non essere davvero sola!
Ha due genitori che l'amano, anche se con essi ha un rapporto differente: con sua madre è sempre in contrasto, in quanto sono all'opposto caratterialmente: la genitrice è rigida, perfezionista, ultra-disciplinata ed efficiente, intransigente con se stessa e con chi le è accanto, figlia in primis, dalla quale la donna pretende sicurezza e determinazione nelle scelte, senza capire che in realtà Suzanne è un'adolescente come tante, con le proprie insicurezze e i legittimi dubbi sul futuro, nonostante sia una ragazza molto intelligente, capace e giudiziosa.
Col padre, invece, la ragazza ha uno splendido rapporto, perché l'uomo è premuroso, amorevole, dolce, comprensivo, la supporta e la incoraggia come può...; eppure, anche a lui Suze non ha il coraggio di aprirsi e pronunciare la fatidica frase: "Sono incinta. Che faccio ora?".

E poi c'è una sfilza di cari e vecchi amici, con cui Suze esce e trascorre pomeriggi e serate a ridere e scherzare; tra essi spicca Ashley Learson, il suo migliore amico dall'infanzia (lo è anche di Brixx), con cui Suze ha un legame profondo, molto stretto e basato sulla massima fiducia.
Ash è una sorta di fratello con cui confidarsi e confrontarsi e lei sa che, dietro quella corazza di ironia pungente e di ostentata superficialità, si cela un ragazzo assennato, maturo, empatico: chi meglio di lui potrebbe raccogliere una confidenza importante come quella che Suze custodisce nel proprio cuore impaurito?

A frenarla è forse la consapevolezza di dare una notizia sconvolgente alle persone che le sono vicine da sempre? È la paura di deluderle? Di sentirsi dare un consiglio che in realtà lei non vorrebbe ascoltare?
La verità è una ed una sola: è Suze ad aspettare un figlio da Brixx, e ogni scelta sul proprio corpo e su ciò che le cresce dentro è sua, soltanto sua, e la prenderà da sola.
Certo, una volta presa, andrà comunicata ai propri cari, a Brixx per primo, e farlo è qualcosa di difficilissimo, soprattutto quando, col passare delle settimane, il ragazzo comincia a diradare il ritorno a casa per gli eccessivi impegni con la musica e la madre le fa pressione circa la scelta del college.

È quasi paradossale, per Suze, la situazione di silenzio forzato nella quale si sente rinchiusa: proprio lei, che a scuola ricopre un ruolo di counselor, di tutor a vantaggio dei ragazzi della scuola, di quanti - tra gli studenti - abbiano un qualsiasi tipo di problema, di richiesta (che sia un consiglio o anche semplicemente la voglia di parlare con qualcuno che si limiti ad ascoltare senza giudicare), che necessitino insomma di un aiuto di qualsiasi genere.
Proprio lei, che ha e dimostra grandi capacità empatiche, di ascolto, di comprensione, di supporto emotivo e psicologico per gli altri, si ritrova a dover affrontare una situazione emotivamente enorme senza saper chiedere l'aiuto di qualcuno...!
E allora stringe i denti e fa un sorriso tirato, finge che sia tutto ok e va a scuola, continuando la vita di sempre in compagnia dei suoi amici.
E nella cricca, a un certo punto, si inserisce una new entry: un freddo giorno di gennaio ecco arrivare Lian, un ragazzo bello e carismatico, con l’abbronzatura di Los Angeles e gli occhi color del cielo, eccentrico, brillante, sfacciato, disinibito e molto sexy, pronto a creare scompiglio nel parterre femminile e a farsi perdonare scoccando incantevoli sorrisi. Ma questo non deve far credere che sia superficiale, il belloccio sciocchino e vacuo, tutt'altro: Lian è più maturo della sua età, è profondamente riflessivo e sa analizzare i propri sentimenti, pensieri, timori, è un attento osservatore dei comportamenti altrui, sa tacere quando deve e far battute spiritose se c'è da rompere il ghiaccio e spezzare tensioni. 
Lian è un tipo davvero particolare, ha un fascino seduttivo naturale, che gli esce da tutti i pori, che sia il modo di parlare (allusivo, impertinente, schietto) o gli sguardi intensi - ora birichini e  disinvolti, ora penetranti e profondi, carichi di allusioni e parole non dette ma che pure bucano l'anima della persona cui sono rivolti, imprigionandola, inchiodandola al muro e denudandola.

Ed è ciò che accade ad Ashley in presenza di Lian, sin dal primo istante in cui i loro occhi si incrociano: Ash capisce che Lian è speciale, che gli crea un effetto nella mente e nel corpo che nessuno gli ha mai provocato.
Nondimeno lui, Ash, è considerato il playboy della Franklin, colui che vanta una lunga sfilza di flirt e storie di sesso di una serata e via, e dietro al quale sbava il 90% delle ragazze della scuola.
Ad Ash piacciono le donne. Punto.
Eppure... 
Cos'è quell'imbarazzo improvviso e incontrollabile che lo fa arrossire come una dodicenne e che prova quando Lian gli è di fronte?
Cos'è quel turbinio di sensazioni ed emozioni contrastanti che lo confondono, lo inducono a balbettare frasi sconnesse o a rispondere con sciocchi monosillabi quando lo "straniero che viene da Los Angeles" gli rivolge la parola?
E se il suo istinto gli suggerisce di darsela a gambe e di stare il più possibile lontano da questo nuovo acquisto della Franklin, perchè gli smuove sensazioni e pensieri inconfessabili - misti al piacere che la sua compagnia gli dà, nonostante voglia negarlo a se stesso -, c'è una parte di lui che desidera fortemente che l'altro lo avvicini, gli parli, gli sorrida, lo sfiori anche solo accidentalmente.
Che sta succedendo al latin lover più celebre della scuola?
Ma non è sempre stato etero? Ha sempre fatto sesso solo con ragazze..., cos'è questa confusione d'identità che si sta affacciando adesso?
E se dentro di lui certi "dubbi" sulla propria sessualità ci fossero sempre stati, latenti, silenziosi... e ora si fossero solo "risvegliati", trovando "la via" e la motivazione per emergere..., cosa implicherebbe questo per Ash? 
Fare coming out

I due ragazzi cominceranno a frequentarsi per ragioni di studio (Ash è un genio della matematica e Suze gli propone di fare da tutor al nuovo arrivato, Lian, che ha delle evidenti lacune in questa disciplina) e, tra momenti imbarazzanti, desideri repressi che però si fanno sentire, occhiatine maliziose e tentativi di sciogliere il gelo, Ash si sentirà sempre più a suo agio con Lian, che grazie a una naturale spontaneità - propria di chi si è accettato, sa quel che vuole e ha ben chiari i propri gusti sessuali - e al suo "corteggiamento" ora discreto ora più maliziosetto, riuscirà ad aiutare l'altro a guardarsi dentro con onestà e limpidezza.

"Sono gay?": è una domanda che Ash deve arrivare a porsi non per inserirsi in una categoria, per vedersi affibbiare un'etichetta, ma per darsi delle risposte oneste su se stesso, su ciò che davvero sente e vuole, su ciò che può farlo star bene e donargli equilibrio e serenità.
Riuscirà a far chiarezza dentro di sé?

Attorno ai tre amici satellitano altri ragazzi, come Gloria, Neil, Jamie, Cody, Chris, Lauren, compagni vecchi e nuovi, insegnanti fuori dagli schemi, genitori giovanili e aperti al dialogo (beh, non tutti), e tutto contribuisce a dare vivacità e colore alle vicende dei personaggi principali; la Frankin è la scuola ideale, quella che tutti avremmo voluto frequentare, non perché sia perfetta e i suoi studenti non abbiano problemi, ma perché tra i suoi corridoi si respira un'aria di famiglia, di appartenenza ad un gruppo, e c'è una grande attenzione al singolo adolescente, al suo vissuto, e tutti sanno di avere qualcuno che li ascolta e che si interessa a ciò che hanno da dire.

Ho trovato questo romanzo di Livin Derevel scritto molto ma molto bene; c'è una grandissima cura per ogni dettaglio, che riguardi la descrizioni delle vicende narrate, degli ambienti (case, scuola, paesaggi...), dei personaggi - i cui ritratti fisici e psicologici sono precisi ed esaurienti -, lo sviluppo degli eventi, la delicatezza e la sensibilità nel raccontare il mondo degli adolescenti, con le difficoltà proprie di questa fase della vita, che sia una gravidanza inaspettata (che a diciassette anni non è roba da poco) o la presa di coscienza della propria identità sessuale.
E anche se i personaggi vengono travolti da novità e tempeste emotive, è come se l'Autrice desse loro il tempo per elaborare e accettare i propri tumulti interiori, perché non c'è cambiamento e non c'è scelta importante da prendere che non necessitino di riflessione, che non passino attraverso notti insonni, che non richiedano solitudine e il giusto spazio per far chiarezza dentro sé..., e anche il lettore viene condotto per mano nelle vite di questi ragazzi e coinvolto nelle loro vicende, attimo per attimo, senza fretta, fino ad arrivare alle ultime pagine e desiderando di continuare la lettura per conoscere l'evolversi delle diverse situazioni.

Ho apprezzato ogni singolo elemento di questo libro (che è il primo di una duologia, Teenage Dreams), che costituisce una lettura bella e appassionante, scritta con una lodevole proprietà di linguaggio (minuzioso, scrupoloso, nulla è lasciato al caso, c'è una scelta oculata di termini ed espressioni) e con una narrazione fluida, ricca, articolata e accurata sotto ogni aspetto.

Davvero non posso che consigliarvi questo romanzo!


Per aggiornamenti sul blog dell’autrice: QUI
Per leggere in anteprima i primi TRE capitoli del romanzo: QUI

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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