sabato 30 maggio 2026

Recensione: L'UOMO SENZA PRESENTE di Vinci Formica



Un breve ma intenso romanzo che, seguendo le vicende di un uomo segnato da un dramma personale, esplora i temi della memoria, della perdita della propria identità, della percezione della realtà, del perdono e della redenzione.


L'UOMO SENZA PRESENTE
di Vinci Formica



Libraccio Editore
100 pp
15,50 euro
Aprile 2026
Andrea Casati è un uomo di mezza età ed ex imprenditore che conduce un'esistenza triste e solitaria in seguito alla tragica morte della moglie; a fargli compagnia c'è solo l'alcool e, caduto ormai in uno stato di profonda apatia, decide di strappare ogni legame e radice con la sua "vecchia vita" vendendo la casa e l’azienda di famiglia e trasferendosi sul Lago Maggiore. 

La sua quotidianità è ridotta ad un susseguirsi di giorni e settimane sempre uguali, che scorrono indifferenti e senza alcun significato. 

"Si sentiva distante dalle cose e dalle persone, e nulla più era in grado di suscitargli davvero un'emozione, di strapparlo al torpore che lo aveva avvolto nell'ultimo anno."

I demoni che tormentano interiormente Andrea non si placano in alcun modo e il suo malessere, unito ad una angosciante solitudine, lo sta conducendo verso un progressivo ed inesorabile decadimento fisico e psichico. 

Il lettore si immerge nelle giornate di Andrea e sente assieme a lui tutto il peso della solitudine, dello smarrimento, del dolore e dei sensi di colpa che lo attanagliano; il presente è per lui così privo di valore e interesse da spingerlo a rifugiarsi nei ricordi di ciò che è stato - in particolare di ciò che ha vissuto con la moglie defunta, Elena, nonostante i due stessero vivendo un un periodo di forte crisi coniugale - e, più di tutto, nell'alcool, che lo "aiuta" ad anestetizzare la sofferenza che lo lacera.

Proseguendo nella lettura il lettore apprende in quali tragiche circostanze sia morta Elena e come la sua morte abbia generato in lui sentimenti e pensieri negativi.

Intanto, in varie località situate sul Lago Maggiore, si stanno verificando degli omicidi che colpiscono donne giovani, sole e indipendenti, e tutti gli elementi in mano alla polizia sembrano indicare come dietro vi sia un unico killer.
Per arrivare a stanare il pericoloso criminale bisognerà indagare nei complessi meccanismi della mente umana e arrivare nei suoi angoli più bui, alla ricerca di ciò che ha causato la furia omicida.

Le vicende personali di Andrea Casati si intrecciano con quelle di Angelo Caruso, che è stato un dipendente dell'azienda della famiglia Casati, e il nesso che li lega è all'origine del trauma che scandisce la vita del primo nonché di tutto il processo di alienazione e distacco dalla realtà da egli vissuto e che sfocia in una condizione patologica grave. 


L'autrice ha scritto un romanzo dalla trama molto intensa, con un protagonista psicologicamente non facile, in balia di uno stato di malessere mentale ed emotivo che lo porta a sentirsi sempre più solo ed isolato, incapace di provare emozioni e travolto da un senso di vuoto, di inutilità e di estrema frammentarietà che lo schiaccia.
In lui non c'è alcun interesse per le altre persone né per la vita stessa, i suoi gesti quotidiani sono meccanici e il sollievo che cerca e crede di trovare nella bottiglia è ovviamente effimero.

"Poteva un uomo non esistere più, pur non essendo morto? Il suo cuore batteva ancora, ma si era fermato. E in altre regioni del suo corpo, il respiro era regolare, eppure lui soffocava."

Su chi sia "l'uomo senza presente" che dà il titolo al romanzo non ci sono dubbi ma solo leggendo il romanzo potrete scoprire in che senso l'autrice intende questa espressione; la spiegazione ci viene data con chiarezza e realismo, aiutandoci a capire quanto profonda sia la disgregazione della psiche del protagonista e fino a che punto egli sia incapace di vivere nel presente.  

Perdita e lutto, il peso dei sensi di colpa, centralità della memoria, solitudine e alienazione, malattia mentale, traumi irrisolti...; sono le tematiche principali toccate in questo romanzo molto introspettivo incentrato sulla fragilità della mente umana davanti a esperienze di profondo dolore. 

Con una scrittura elegante e accurata, l'autrice ha tessuto una trama in cui le sequenze descrittive e quelle narrative si fondono con naturalezza, senza mai appesantire il ritmo narrativo, ma anzi le prime arricchiscono il racconto creando il contesto in cui si muovono i personaggi e, in particolare, adattandosi in modo coerente allo stato d'animo del protagonista, alla sua complessità e vulnerabilità emotiva e psicologica.

Ringrazio di cuore l'autrice Vinci Formica per avermi dato l'opportunità di leggere il suo romanzo.

1 commento:

  1. Ciao Angela, conoscevo questo libro attraverso vari post pubblicati su Instagram.
    La tua recensione è sempre accurata ed esaustiva.
    Un abbraccio 😘

    RispondiElimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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