Una giovane moglie e madre viene privata della gioia e del diritto di crescere la propria figlia perché considerata inadeguata, una cattiva influenza per la propria bambina a motivo di determinate scelte di vita.
Quarant'anni dopo, questa figlia - ormai cresciuta e anch'ella moglie e mamma - decide di cercare sua madre e la verità sul suo abbandono.
UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA di Claire Lynch
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| Fazi Ed. trad. V. Februari 216 pp |
Il loro è un matrimonio tranquillo e dall'esterno lo si può giudicare solido e sereno.
In effetti è così e il futuro di Dawn, per quanto modesto e senza grosse pretese, sembra avviato su binari sicuri.
Ma la vita ha in serbo per la donna un incontro che stravolgerà il suo presente e il suo futuro: Hazel, una donna socievole, incontrata quasi per caso e diventata, pian piano, sempre più importante.
Quella che inizialmente è un'amicizia si trasforma in un sentimento più profondo...
Amore?
Sì, Dawn si scopre innamorata di Hazel e vive questo sentimento con una gioia genuina e anche un po' ingenua, non trovando in esso nulla di male...
Certo, deve assolutamente parlarne con il marito Heron ma lui in fondo è un uomo comprensivo, mansueto, ragionevole... Sicuramente capirà ciò che sta vivendo sua moglie e quale cambiamento implichi per loro come coppia, ma di certo le cose non cambieranno rispetto alla loro bambina.
Purtroppo le sue speranze vanno in frantumi quando, confidando la verità al coniuge, questi la prende malissimo: sua moglie non solo vuole lasciarlo... ma per di più per una donna!
E cosa si aspetta Dawn, da lui, che faccia finta di niente? Che le auguri buona vita e le dica che è tutto ok?
Heron è amareggiato, deluso, arrabbiato e si rivolge a degli avvocati, i quali gli consigliano di chiedere la custodia esclusiva di Maggie: donne “depravate” come sua moglie non possono occuparsi dei figli.
I conflitti di coppia vengono portati in tribunale per discutere e decidere della potestà genitoriale e quale dei due genitori avrà l'affidamento esclusivo.
Durante la dolorosa udienza, Dawn viene torchiata dall'avvocato del marito e dipinta come una figura pericolosa, una donna incapace di prendersi cura della sua bambina, perché priva di valori e morale.
È quindi costretta ad allontanarsi e a lasciare la piccola con il padre.
Il racconto degli eventi del 1982 si alterna a quello del 2022, quando Maggie è ormai adulta (ha 45 anni), è madre di due figli, è sposata con Conor e coltiva con il padre un rapporto quotidiano inossidabile: Heron è il solo genitore che lei abbia mai conosciuto e nel corso della sua infanzia e dell’adolescenza lui è stato tutta la sua famiglia, il suo unico punto di riferimento.
Alla figlia il padre ha sempre raccontato che sua madre l’ha abbandonata dopo averlo tradito. Null’altro.
Quando ad Heron viene diagnosticata una brutta malattia, Maggie si preoccupa di sistemargli casa e, tra documenti vari, trova le carte che raccontano la vera storia di sua madre.
Sconvolta e arrabbiata con quel padre che, in un certo senso, l'ha tradita e le ha nascosto la verità per quarant'anni, Maggie affronta lo smarrimento che sta vivendo mettendosi sulle tracce della propria madre, non prima di aver provato ad avere un faccia a faccia col padre.
Quest'ultimo è sempre stato un tipo di poche parole, riservato circa il passato e, soprattutto, sul matrimonio e quella ex-moglie svanita nel nulla..., ma adesso sembra essere giunto il momento della verità e a Maggie non stanno più bene i silenzi imbarazzati tra padre e figlia.
Sente il bisogno di trovare le risposte alle tante domande che man mano, leggendo e rileggendo le carte, affiorano nella sua mente: perché sua madre l'ha lasciata con il padre? Perché non l'ha mai cercata? Cosa fa ora, come vive? Si è rifatta una vita e una famiglia? E a lei, a Maggie, ci pensa mai?
Il lettore passa dal seguire ora le vicende personali e famigliari di Maggie, ora quelle di Dawn, i suoi turbamenti, le sue paure, il suo innamoramento per una donna e il desiderio - così naturale e così facilmente giudicato e condannato dalla società - di vivere quel sentimento senza che questo faccia di lei una cattiva madre.
"Una questione di famiglia" affronta con molta delicatezza e umanità tematiche emotivamente coinvolgenti, riguardanti il rapporto di coppia, quello tra genitori e figli, la sessualità e la libertà di scegliere chi amare; la doppia prospettiva temporale permette al lettore di tenere sott'occhio le due protagoniste - mamma e figlia, la prima che ha nel cuore i ricordi di quella figlioletta quattrenne, la seconda che ha difficoltà a ricordare quella mamma conosciuta nei primi anni di vita -, di guardare con discrezione nelle loro vite e vederne le fragilità, le incertezze, le paure, le assenze.
Tanto Dawn quanto Maggie stanno vivendo - in tempi e in età differenti - dei momenti cruciali: Dawn è poco più che ventenne quando si ritrova a ribaltare ogni presunta certezza e sicurezza esistenziale, mettendo in discussione matrimonio, sentimenti..., e scegliendo di seguire il proprio cuore, non immaginando quale altissimo prezzo sarà costretta a pagare.
Maggie si ritrova di fronte a verità finora taciute, che mettono in crisi il legame forte con quel padre buono e pacifico, che però a quanto pare ha preso una decisione, tanti anni prima, che ha portato sicuramente sofferenza, separazione, vuoti e mancanze nella propria vita e in quella della figlia.
È quindi un romanzo che ha al centro i legami famigliari e che mostra come e quanto negli anni Ottanta, in Inghilterra, i pregiudizi nei confronti degli omosessuali (in questo caso delle donne madri) fossero molto forti non solo tra la gente comune ma anche a livello legale.
Bello.




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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz