lunedì 20 aprile 2026

Recensione: STORIE DI SASSI di Cristian Virecci Fana



Ispirato a fatti reali, questo romanzo mette al centro il complesso universo delle emozioni attraverso la storia di due uomini, le cui esistenze sono costellate di delusioni amorose, rimpianti, solitudine, incomprensioni ma anche voglia di riscatto.



STORIE DI SASSI.
Una storia vera di emozioni, segreti e perdono
di Cristian Virecci Fana


444 pp
18.72 euro
Erik Brando Leone è un giovane scrittore, con all'attivo un libro che ha raccolto un discreto successo; attualmente, però, sente venir meno l'ispirazione e per cercare di ritrovarla, decide di recarsi in un paese della Sicilia lontano dal traffico e della frenesia della vita di città.

Non sceglie un posto qualsiasi, bensì uno che era solito frequentare durante l'infanzia con i genitori: Santa Teresa, in provincia di Messina.

Venendo qui, non cerca solo la tranquillità e la solitudine necessarie per scrivere, ma anche una fuga da un passato tormentato, segnato da conflitti familiari e tradimenti. 
Erik ha, infatti, cattivi rapporti con i genitori, in particolare col padre, con il quale si è alzato un muro di incomprensioni difficile da abbattere e che li sta allontanando sempre più.
A nulla serve convincersi che tener fuori i genitori dalla propria vita possa fargli bene: i fantasmi del passato non lo lasciano in pace, lo seguono ovunque vada, trascinandolo di nuovo nell’oscurità dell’alcol e della solitudine.


Il suo solitario soggiorno in Sicilia viene reso movimentato dall'incontro con due persone, che diventeranno centrali nella sua vita.

Il primo è un anziano eccentrico di nome Lorenzo; questi trascorre la maggior parte delle sue giornate a raccogliere sassi lungo la battigia, vive vicino al mare in una tenda e agli occhi di Erik sembra "un vecchio pazzo", solo e senza amici né famiglia, che passa le ore con lo sguardo perso nel mare. 

Dopo aver salvato Erik dal mare in tempesta, le loro vite si intrecciano in modi che nessuno dei due avrebbe mai potuto immaginare.

La seconda persona che sconvolge definitivamente l’apparente serenità ritrovata di Erik è Anna, la sua nuova collega di lavoro. 
Anna è una ragazza allegra, estroversa, spontanea, che mostra molta simpatia per Erik, il quale ne è attratto ma, al contempo, a motivo dell'ultima delusione d'amore per la quale ha sofferto, è restio ad aprire la porta ad eventuali relazioni e, in generale, alla possibilità di innamorarsi.

Ma Anna non demorde e, quando Erik viene convocato in ospedale per conto di un dottore che ha in cura Lorenzo (che nel frattempo si è sentito male ed è stato ricoverato d'urgenza), lo accompagna dall'anziano e insieme imparano a conoscere meglio lui, il suo passato e il suo grande amore.

Erik ed Anna si recano nella casa di campagna dell'uomo e lì trovano un diario e delle lettere che li portano a scoprire parte del mistero che avvolge Lorenzo, mentre tra di loro comincia a nascere qualcosa di profondo e inaspettato. 

Dal momento in cui Erik ritrova il diario di Lorenzo, tanto lui ed Anna quanto il lettore vengono portati indietro nel tempo, in un costante alternarsi di presente e passato.

Conosciamo Lorenzo giovane, quand'era un adolescente che si divertiva con gli amici al mare, nella bella Sicilia, e soprattutto apprendiamo del suo grande amore, Giorgia.
Giorgia è una coetanea di Lorenzo e tra i due si instaura dapprima una sincera amicizia, fatta di battute, scherzi, serate trascorse insieme, confidenze e sorrisi.
Per anni, i due si rivedono ad ogni estate e, col passare delle stagioni, l'amicizia lascia spazio a un sentimento diverso, che Lorenzo non ha dubbi a identificare come amore.

Ma Giorgia? Anche per lei è amore o continua a vedere Lorenzo come un buon amico con cui ridere e scherzare?

La lettura ad alta voce del diario presso il capezzale di Lorenzo - con la speranza che la memoria del vecchio  venga risvegliata dai ricordi contenuti nel quaderno - inevitabilmente finisce per toccare profondamente Erik, nonostante egli si sforzi in tutti i modi di ostentare indifferenza e insofferenza davanti all'impegno di recarsi all'ospedale per visitare una persona che, in fin dei conti, è per lui un estraneo.

«A volte, per ritrovare sé stessi, bisogna perdersi nel passato degli altri.»

Ed è ciò che succede ad Erik che, tra lettere d’amore e promesse da mantenere a ogni costo, accoglie la sfida di rimettere insieme i pezzi della propria esistenza attraverso quella di Lorenzo, narrata non soltanto nel diario ma anche dai numerosi sassi raccolti per anni.

Cosa rappresentano i sassi per Lorenzo?  Perché sono stati così importanti per lui?

"Il mondo è pieno di sassi, sassi piccoli, sassi grandi, sassi di vario genere e colore. La spiaggia ne è piena e alle volte si possono odiare perché pestarli risulta fastidioso; ma non puoi evitarli: sono troppi. Poi ci sono io, che guardo i sassi con nostalgia, come un vecchio guarderebbe la sua foto da giovane, con gli occhi lucidi, pronti a esplodere. Ho amato un sasso con tutto me stesso e l’ho tenuto custodito in un cassetto per tanto tempo, ma adesso è divenuto proprio come quello che tenni in mano: polvere, trascinato da un vento gelido..."


Erik Leone è venuto a rifugiarsi in un villaggio piccolo e sonnacchioso per ritrovare la vena di scrittore, per sfuggire ai propri rancori e dispiaceri, per leccarsi le ferite ed autocommiserarsi nella solitudine, ma la vita ha in serbo per lui un cambio di direzione e, in poco tempo, le sue giornate e il suo modo di vedere le persone, il mondo, i problemi, i sentimenti, muta, matura, perché è lui stesso ad evolvere, a cambiare dentro.

Il suo carattere, inizialmente, non desta immediata simpatia, tutt'altro: schivo, solitario, taciturno, poco socievole, Erik adotta solitamente atteggiamenti molto scostanti con le persone con cui si relaziona, che siano colleghi di lavoro o estranei incrociati per caso, finendo spesso per essere scostumato e intrattabile.

Diciamo pure che è un sasso spigoloso, ruvido, ma l'incontro con Lorenzo (e il suo passato) ed Anna potrebbe aiutarlo a smussare certi angoli, ad ammorbidirlo e a ricordargli quanto fugace sia la vita, troppo imprevedibile e fragile per passarla ad alzare muri di incomunicabilità con i genitori o a rimuginare sugli amori finiti male.

"...la felicità è così effimera che quando è presente nella nostra vita non ci si può permettere il lusso di metterla da parte; la si deve cogliere in tutte le sue sfumature".

La parte relativa a Lorenzo e Giorgia mette al centro questo legame tra i due, la sua evoluzione, i sentimenti e le emozioni ad esso collegate, e rende più chiaro il personaggio di Lorenzo così com'è nel  presente.

Storie di sassi è un romanzo che racconta di come due anime ferite, amareggiate, sole -  un ragazzo in fuga dalla propria vita e un uomo che non ha smesso di vivere nel passato -  si avvicinino l'una all'altra, dando vita ad un'unica storia che unisce dolore e gioia, perdono e rinascita, rimpianti e speranza
Penso possa costituire una lettura adatta in special modo a chi ricerca un libro che tratti d'amore, di crescita personale, e che si caratterizza per una forte componente introspettiva. 

giovedì 16 aprile 2026

Recensione: IL CUSTODE di Ron Rash



Nell'America rurale degli anni Cinquanta sboccia un amore puro e forte tra due giovani, osteggiato dai genitori di lui, dalla guerra, dalle bugie e dagli inganni.
A vegliare e a sostenere questo amore c'è però un amico: è un emarginato che vive immerso nel passato, tra lapidi da pulire e fosse da scavare.
Un amico dal cuore d'oro e fedele ad ogni costo.


IL CUSTODE
di Ron Rash


Ed. La Nuova Frontiera
256 pp
trad. T. Pincio
“Se ne restò in mezzo al silenzio delle lapidi a pensare, non al futuro ma al passato, a due ragazzi che si stringevano la mano lungo un recinto di filo spinato, un patto sigillato col sangue. Spense la lanterna, lasciò gli attrezzi dov’erano. Il canto del cardinale rosso annunciò il risveglio del mondo. La prima luce del giorno filtrava tra gli alberi.”


A Blowing Rock, nel Nord Carolina, nel 1951, Blackburn Gant è un giovanotto taciturno e fondamentalmente solo.
Custode del cimitero del paese, la sua esistenza è stata segnata fin da piccolo dalla poliomielite, che ha lasciato segni evidenti sul suo corpo, nella gamba malmessa e, ancor più, nel suo viso "strano", storpio, storto.

Ma la sua mente e il suo cuore sono integri e Blackburn conosce meglio di chiunque il significato delle parole fedeltà, amicizia, verità.

Ormai praticamente solo al mondo, il ragazzo sembra condannato a trascorrere una vita tra lapidi e morti da seppellire ma non se ne dispiace: questo singolare, e anche un po' lugubre, lavoro gli si addice, lui sembra quasi indossarlo come un abito fatto su misura per il suo corpo malato, che mai potrebbe ambire ad attrarre una donna: Blackburn non è fatto per piacere ma per suscitare sguardi di compassione mista a strafottenza, e quale donna potrebbe mai amare quel viso storto o accettare come marito un uomo sì dalla stazza notevole ma pur sempre claudicante?

Introverso e solitario, a lui va bene così e sente che frequentare e custodire la pace dei morti è sempre meglio che infilarsi nelle follie e nel caos dei vivi.

In paese lo conoscono tutti - come conoscevano suo padre, che rispettavano - ma lui ha un solo amico, tale dall'infanzia e che ancora adesso, nella gioventù, è il solo con cui si trovi bene: Jacob Hampton.

Jacob è un ragazzo appartenente ad una famiglia molto conosciuta; i suoi genitori sono commercianti rispettati e temuti a Blowing Rock; essendo ricchi e potenti, fanno e disfanno, decidono cosa si può o non si può fare, se uno debba avere o meno un impiego (è stato così per lo stesso Gant, che ha avuto il lavoro di custode solo perché la mamma di Jacob, Cora, ha detto sì), se hai o no il diritto di alzare la testa e la voce e far valere i tuoi diritti.
Cora e Daniel Hampton hanno perso due figlie e quando l'ultimo figlio rimasto loro parte come soldato nella guerra di Corea, dolore e preoccupazione li assalgono. Il solo pensiero di perdere anche lui è un tarlo che scava nel loro cuore già ferito e sono disposti a tutto pur di preservare la vita e la felicità di Jacob, semmai dovesse ritornare sano e salvo dalla guerra.

Certo, i rapporti tra loro si sono molto incrinati da quando il giovanotto si è sposato con una ragazza che, per loro, vale meno di zero: Naomi è povera, senza istruzione, lavorava come cameriera prima di incontrare Jacob. I due si sono innamorati perdutamente e hanno deciso di sposarsi in barba al volere degli Hampton (convinti che quella svergognata ambisca soltanto al loro denaro), provocando uno scandalo nella comunità.

Quando Jacob apprende di dover partire, è costretto a fare qualcosa che mai avrebbe pensato di fare: bussare alla porta dei genitori e chiedere loro di prendersi cura della moglie, incinta.

Davanti al loro atteggiamento ostile, il ragazzo non vede altra soluzione che rivolgersi all'amico di sempre: il custode del cimitero, Blackburn Gant, che infatti accoglie Jacob e, di conseguenza, anche Naomi, offrendole aiuto e protezione.

Mentre Jacob fa esperienza diretta e drammatica di cosa siano la solitudine, il freddo, il dolore, la morte nel pieno di una sanguinosa guerra, in un Paese lontano e straniero, con la sola speranza di tornare dalla sua Naomi e dal loro bambino in arrivo a dargli la forza per combattere e resistere, Blackburn e Naomi formano un duo di emarginati e respinti che deve vedersela contro tutto e tutti.

La gente li guarda in tralice e sparla (com'è possibile che una donna sposata e in dolce attesa stia "pappa e ciccia" con l'amico del marito? Allora è vero che è una poco di buono e gli Hampton avevano ragione nel non volerla accogliere in famiglia!) e Cora e Daniel vengono travolti da rabbia, frustrazione, amarezza.

Quel loro figlio impulsivo, testardo, che prende decisioni senza consultarli o, peggio, per dimostrare che è un adulto in grado di farcela da solo, che disobbedisce senza guardarsi indietro (salvo poi avere la faccia di bronzo di chiedere loro di ospitare quella sgualdrinella in sua assenza), un ingrato che non capisce come i suoi genitori siano disposti a dargli le redini delle loro attività, sciocco e ingenuo perché non si chiede se Naomi ami lui o la sua ricchezza..., quel figlio là... è l'unico che hanno ed essi si sono messi in testa di riprenderselo.

Se Jacob tornerà dalla Corea - intero o storpio non importa, l'importante è che torni vivo -, i coniugi Hampton sono ben felici di riaccoglierlo in casa, di coccolarlo, vezzeggiarlo, curare le sue ferite emotive e psicologiche, fargli sentire amore, sicurezza, protezione... ma Naomi dev'essere fuori dalle loro vite, compresa da quella di Jacob.

La mente pragmatica e fredda di Cora Hampton comincia a rimuginare nelle notti insonni e architetta un piano denso di inganni e menzogne per ottenere ciò che vogliono. Ovviamente questo piano diabolico necessita di alleati, in primis il marito Daniel (inizialmente scettico) e poi giusto altre poche persone da tener zitte e buone con promesse o minacce.

"Erano tantissime le bugie da tenere in piedi e altre ne sarebbero seguite. Somigliavano a una lunga fila di vagoni su un ripido pendio, bastava lo sganciamento di uno soltanto per causare un disastro".

Tra gli ingannati, ovviamente, ci sono gli ignari Blackburn e Naomi, che si fanno forza a vicenda; il ragazzo va a trovare Naomi nella fattoria in cui ella viveva con Jacob dopo il matrimonio ed è una figura presente e rassicurante... fino al giorno in cui accade qualcosa che cambia tutto, che getta una croce su sogni, speranze e promesse di felicità.

Come due Romeo e Giulietta impiantati nell'America di metà Novecento, l'amore tra Naomi e Jacob viene ostacolato, tra loro si frappongono bugie e segreti che rischiano di separarli irrimediabilmente, di tenere all'oscuro l'uno del destino dell'altra.

Ma nessuna verità può restare nascosta e sepolta per sempre.
Non se a custodire quell'amore e quell'amicizia è un custode come Blackburn Gant, il quale sarà pure ammaccato nel corpo, ma il suo cuore è pulito, innocente e tanto grande da contenere sentimenti di lealtà assoluta verso gli amici, un grande senso della giustizia e una convinta ricerca della verità anche laddove a rischiare tanto - per non dire tutto, perché gli Hampton sanno essere prepotenti e cattivi, se sfidati - è lui in prima persona.

Ma per un amico con cui, da ragazzo, ha stretto un patto di sangue, un sacrificio si può fare, per quanto alto e rischioso.
E non solo in nome dell'amicizia, ma proprio per una questione di giustizia, di verità.
Imperfetto fisicamente ma non nello spirito, Blackburn non può tollerare e subire "le cose storte", le prepotenze, le angherie di gente persuasa di poter comprare silenzi e omertà con i soldi o con la minaccia di ritorsioni.
Lui non è in vendita e non teme le vendette. 
A poterlo indurre a cedere ci sarebbe solo la remota possibilità che, in cambio del silenzio, potrebbe dare una svolta alla propria vita,  prendersi qualcosa che mai potrebbe pensare di ottenere con le sue sole forze, tanto meno con la sua faccia o il suo fascino inesistente.

Ma se Blackburn decide nel suo cuore di cosa e chi vuol essere custode, nulla potrà farlo desistere dai suoi intenti.

"Il custode" si è rivelato una lettura via via appassionante, una volta entrata appieno nel contesto sociale in cui la storia è inserita; lo scrittore ha una scrittura scorrevole e immersiva, che equilibra bene il racconto delle vicende con le descrizioni degli ambienti, così da permettere al lettore di sentirsi e vedersi lì, in quei posti, a sentire i tiepidi raggi del sole che tramonta, a respirare l'aria frizzante del mattino, a sentire il profumo del pane al mais, a godersi il silenzio nelle notti senza vento.

Rash ci parla di amore, di amicizia, di legami famigliari poco sani e di altri più equilibrati, di guerra e morte e freddo e disturbi da stress post traumatico, di falsità e raggiri perpetrati con lucida freddezza e spacciati per una forma di amore e protezione, di onore, di emarginazione, di pregiudizi, di integrità morale, di desiderio di indipendenza e di autoaffermazione.

È un romanzo che procede a un ritmo placidamente costante, non ha sussulti o virate brusche, ha la calma di Blackburn, la cocciuta speranza di Jacob, la dolce fragilità di Naomi, l'ostinazione di due genitori che rischiano di combinare un macello a causa del loro amore egoistico, insomma è un libro basato sulla forza dei legami e su come essi vengono costruiti - sulla verità o sui tradimenti - e ne ho apprezzato non solamente la storia in sé ma ancor più la penna delicata e quasi lirica in certi momenti (del resto, l'autore è un poeta), concreta ma anche capace di tratteggiare profili umani con molta sensibilità.

Bello, mi è piaciuto.



Citazione

"Forse era quello il lato più triste della vita, non poter capire davvero quanto fosse bella una certa cosa mentre la stavi vivendo. Quanti di quei momenti finivano per essere spazzati via, perduti per sempre."

mercoledì 8 aprile 2026

Recensione: IL CUSTODE di Niccolò Ammaniti



Un breve romanzo di formazione che punta su atmosfere oscure, cupe, da favola contemporanea nera, con un pizzico di mitologia ed elementi surreali.


IL CUSTODE
di Niccolò Ammaniti



Einaudi
176 pp
Nilo Vasciaveo ha tredici anni e vive in uno sperduto borgo della Sicilia, insieme a sua madre Agata e alla zia Rosaria. 
Il padre non l'ha mai conosciuto né sa che fine abbia fatto di preciso. Sua madre non ne vuol parlare e a nulla servono le insistenti domande del figlio.

I Vasciaveo sono noti in paese perché lavorano e rivendono marmo, ma è solo una copertura. 
Ciò che accade nella loro casa va ben oltre l'immaginabile.

In particolare c'è una stanza - il "bagno" - in cui avvengono cose terribili, pericolose, che lasciano - letteralmente!! - di sasso...

I Vasciaveo, infatti, sono da tempo immemore i custodi di un segreto indicibile e spaventoso, di cui lo stesso Nilo è all'oscuro. 

Sa solo che deve fare attenzione a quello che c'è e succede oltre la porta del bagno, che è anche il luogo in cui è nascosta lei, la protagonista indiscussa, la regina della loro famiglia: Medusa.
Medusa è una figura oscura e misteriosa, va assecondata, accudita, lavata, rispettata, è come una divinità da omaggiare e tener buona.

Nilo è un ragazzino intelligente, curioso, riflessivo, vivace e fondamentalmente ubbidiente, anche perché sua madre è molto severa, rigida, pretende obbedienza assoluta e non ammette ribellioni, pena punizioni.

E soprattutto, pretende da suo figlio il silenzio sulle attività di famiglia.
Di tutto ciò che accade tra le mura domestiche, Nilo non deve far parola a nessuno.
Lui è il custode di Medusa e dei loro segreti e il silenzio dev'essere la sua dote principale.

È per non rischiare di parlare troppo e di dire cose che non deve e che mettano in pericolo la famiglia, che Nilo deve uscire il meno possibile e non avere troppo amici...

Infatti, Nilo ha poche amicizie ed è per questo che quando conosce Arianna e sua figlia Saskia, tante cose iniziano pian piano a cambiare dentro di lui perché li aprono le porte di un mondo a lui sconosciuto.

Arianna è una donna poco più che trentenne ed è bella, sfacciata e sbandata (Agata la chiama con disprezzo tossica);  è arrivata in Sicilia insieme alla figlia Saskia per incontrare suo marito e i Vasciaveo le affittano un loro appartamentino.

Nilo è immediatamente attratto da mamma e figlia; benché sia anagraficamente più vicino a Saskia, ad agitarlo internamente e a metterlo in subbuglio, a confonderlo e ad imbarazzarlo è Arianna. 

Contravvenendo agli ordini materni, il ragazzo le cerca, le frequenta e finisce anche per conoscere alcuni dinamiche particolari della vita privata di Arianna, il suo modo di rapportarsi agli uomini, alcuni suoi comportamenti discutibili.

Un incontro, quindi, che rompe gli equilibri che tengono in piedi la sua esistenza di custode della cosa che vive nel bagno e che gli fa scoprire sensazioni, desideri ed emozioni che non conosceva.

Nilo capisce che il modo in cui è abituato a vivere è una prigione di cui sua madre è l'ingiusta e cattiva  carceriera che gode a vedere suo figlio solo e senza amici.
Arianna è l'opposto di Agata e agli occhi di Nino assume i contorni della dea dell'amore e della bellezza, della sirena che lo vuol sedurre col suo canto ammaliatore; lei è sinonimo di amore, libertà, passione, vita..., tutto il contrario di ciò che da sempre respira dentro casa.

Più tempo passa fuori casa con Arianna e Saskia, meno voglia ha di stare a casa e di adempiere al proprio ruolo di custode.
E venire meno al compito affidatogli dalla madre potrebbe portare a conseguenze disgraziate dalle quali è impossibile tornare indietro.

Ho cominciato a leggere questo libro perché ne sentivo parlare molto, anche se non sempre in termini entusiastici; le prime pagine le ho lette con interesse: mi attirava l'atmosfera enigmatica, nera, con sfumature quasi horror (prendete questo accostamento un po' alla larga).
Mi incuriosiva quest'attività legata al marmo perché si percepiva come dietro ci fosse altro e che questo altro fosse ovviamente cupo, legato alla morte e non alla vita.

Solitamente seguo volentieri l'evoluzione psicologica ed emotiva di protagonisti molto giovani ma qui essa si intreccia a fatti e dinamiche che via via, lungi dall'acquisire senso e scopo, mi son parse sempre più confuse, un mix di elementi reali e surreali poco legati tra loro, e il finale è coerente con questa sensazione di confusione e incompletezza.

Insomma, i presupposti non bastano a rendere questo libro (più lungo di un racconto, troppo breve per essere definito un romanzo) un' opera memorabile. Troppe cose senza senso e lasciate sospese, incompiute. Un mega boh.

In conclusione: sembra partire abbastanza bene per poi perdersi strada facendo con una trama che si fa ricordare perché... manca qualcosa. Troppo.
 
Non mi ha convinta, purtroppo, ma sicuramente leggerò altro di questo scrittore.
Cosa mi consigliate di suo?

venerdì 3 aprile 2026

Recensione: IL SANGUE DELL'ALTRA di Tess Gerritsen

 

Maura è un medico legale che scopre, in modo drammatico, di avere una gemella, appena assassinata davanti casa propria. E' l'inizio di una complicata e appassionante indagine che non coinvolge solo Maura e le sue origini ma anche le tante vittime di uno scaltro e metodico serial killer.


IL SANGUE DELL'ALTRA
di Tess Gerritsen



Tea Ed.
trad. A. Tissoni
357 pp
Maura Isles, medico legale di Boston e collega del detective Jane Rizzoli, lavora a contatto con la morte e vede cadaveri tutti i giorni.

Ma non tutti i cadaveri né tutte le morti sono uguali; ci sono quelle che ti toccano più da vicino.

Quando torna da un viaggio a Parigi, Maura non è pronta a ciò che l'attende davanti casa; lampeggianti della polizia, curiosi in strada e lei, Jane Rizzoli, all'ottavo mese di gravidanza.
Tutti la guardano come se fosse un fantasma. Come mai?
Il motivo è presto detto: davanti casa propria, c'è un'auto con dentro il corpo senza vita di una donna... e non una qualunque, bensì una donna identica a lei.
Si chiama Anna Leoni e, esaminando i loro DNA, Maura apprende di avere avuto una sorella gemella...!

Da questa sconcertante scoperta, parte un'indagine personale per scoprire tutto ciò che può su Anna, la sorella perduta prima ancora di conoscerla.
Che ci faceva davanti casa di Maura? Forse aveva scoperto di avere una gemella e la stava cercando?
 
"Sto seguendo le tue orme. Devo sapere chi eri. È l'unico modo che ho per arrivare a capire chi sono."  

Ad aiutarla a conoscere meglio Anna, ci pensa il detective Rick Ballard, che ha conosciuto molto bene la sorella di Maura, a motivo delle sue tristi vicissitudini personali.
Anna era, infatti, una vittima di stalking da parte dell'ex-fidanzato, che - a detta di Ballard - la minacciava e la spaventava, tanto da costringere la donna a nascondersi e cambiare identità.

Potrebbe essere lui ad averla uccisa, in un raptus di folle gelosia?

Per capirci qualcosa, Maura ha bisogno di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e, soprattutto, deve scavare nel proprio passato, nelle proprie origini.

Chi è la sua vera madre? Chi è il suo vero padre?

Maura ha avuto dei genitori adottivi amorevoli, ma adesso è arrivato il momento di cercare informazioni sui suoi veri genitori e sul perché lei e la sua gemella sono state separate alla nascita e date in adozione.

Il medico legale, supportata dalla determinata Jane e dal protettivo Ballard, incomincia un viaggio doloroso e rischioso in un passato pieno di oscuri segreti, che conducono dritti a lei: Amalthea Lank, la donna che ha dato alla luce le gemelle Maura ed Anna, quarant'anni orsono.
Questa signora è viva ed Anna l'aveva incontrata.

Purtroppo Amalthea non ha nulla di ciò che una madre dovrebbe essere e per parlare con lei Maura deve recarsi in carcere, dove la donna sta scontando una pena per duplice omicidio.
Quando la vede per la prima volta, Maura ha di fronte una donna dalla mente spezzata, molto probabilmente schizofrenica, eppure... qualcosa nei suoi modi di fare non convince Maura.

La conoscenza della madre (o perlomeno si presume che sia lei) apre a Maura la porta verso un abisso nero che vede coinvolte molte donne, nel passato e nel presente.

La storia delle sue radici e di come è avvenuta l'adozione sua e di Anna si incrocia con quella di un pericolosissimo serial killer, che si sta muovendo da anni in diversi stati degli USA, mietendo molte vittime... e tutte aventi una medesima caratteristica.

Non aggiungo altro perché è un bel thriller, molto avvincente; lo stile è davvero scorrevolissimo, il ritmo è serrato, la trama è articolata ma per nulla caotica e permette al lettore di vivere insieme a Maura e Jane ogni tappa di questa indagine.

Jane deve assolutamente dare un nome e un volto a colui che sta lasciando troppe vittime innocenti dietro di sé; il suo avanzato stato interessante la rende sicuramente goffa e lenta nei movimenti, anche un po' più fragile emotivamente, ma la sua tenacia, il suo intuito e la sua professionalità non vengono meno in nessun momento.

Maura è arrivata alla soglia dei quarant'anni per scoprire che la verità sulle proprie origini è un buco nero che lei vuol colmare, anche se questo significa stare male, interfacciarsi con verità sgradevoli, accettare di condividere il DNA con una matta accusata di aver ucciso con spietatezza due sorelle che le avevano chiesto aiuto.

Maura è figlia di un'assassina.
Quanto di quella donna c'è in lei? Il fatto che Maura per lavoro abbia scelto di sezionare cadaveri è collegato forse al suo legame biologico con una che prova piacere nell'ammazzare barbaramente innocenti?

Quella di Maura e Jane sarà una ricerca della verità ricca di brutte sorprese e colpi di scena, il cui racconto viene affiancato a quello delle vicende di Mattie Purvis, una giovane donna incinta all'ottavo mese.
Mattie è una donna buona e dolce sposata con un essere cinico e sprezzante, che non fa che sminuire la moglie e trattarla male; un giorno Mattie viene rapita e rinchiusa in una sorta di piccola prigione, con poche scorte di cibo e un filo d'aria giusto per tenerla in vita.

Chi l'ha sequestrata e cosa vuole da lei? Forse spera che il marito paghi un eventuale riscatto?

"Il sangue dell'altra" è un thriller che ho apprezzato molto, mi è piaciuto lo sviluppo della trama, lo spessore e le personalità dei personaggi, il tema dell'interazione tra ereditarietà e ambiente e il peso della prima nello sviluppo della personalità, il lavoro in sinergia delle due protagoniste che, seppur per motivazioni differenti, vogliono scoprire chi sia davvero Amalthea e in che modo il duplice omicidio di cui è accusata si colleghi ad altre misteriose scomparse e morti che hanno coinvolto tante altre donne.

Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice e credo che recupererò altri suoi thriller perché questo mi ha tenuta incollata dalla prima all'ultima pagina.



mercoledì 1 aprile 2026

MARZO 2026 [ letture&film ]

 

Buon primo aprile, lettori!

Ho un paio di recensioni marzoline da scrivere e postare, ma intanto mi occupo del recap del mese scorso.


  1. NIENT'ALTRO CHE OSSA di B. Panowich: country noir - prequel di Bull
    Pinterest

    Mountain. Una storia di amicizia, amore, riscatto in un clima di violenza e criminalità (4.5/5). DINAMICO, BEI PERSONAGGI.
  2. SINGLE È BELLO di M. Iandolo: ironico e romanzato manuale d'istruzione per i single felici e consapevoli (3/5). SE SEI UN SINGLE POCO CONVINTO E HAI BISOGNO DI GIUSTE MOTIVAZIONI.
  3. LE CITTÀ DI CARTA di D. Fortier: romanzo biografico su Emily Dickinson. Delicato (3.5/5). PER CHI VUOL AVVICINARSI ALLA POETESSA IN PUNTA DI PIEDI.
  4. LA COLONIA di A. Norlin: narrativa psicologica - un gruppo eterogeneo di persone vive immerso nella natura, lontano dalla società civile. Cosa li spinge a stare insieme? (4/5). AFFASCINANTE. 
  5. STAGIONI DIVERSE di S. King: quattro racconti ricchi di mistero, suspense, azione, umanità (5/5). IMPERDIBILE. 
  6. LATTE di M. Zucchelli: narrativa storica - una storia di madri e figli inserita nell'ambito della pratica del baliatico (5/5). PER CHI CERCA UN LIBRO SULLA MATERNITÀ, REALISTICO E COMMOVENTE
  7. IL CUSTODE di N. Ammaniti: romanzo di formazione con un'impronta misteriosa e mitologica. L'amore può far traballare il piccolo e rigido mondo in cui si è nati e cresciuti? (3,5/5). ORIGINALE, SCORREVOLE.



READING CHALLENGE

Gli obbiettivi di marzo erano:

- UN LIBRO CHE PARLI DI FRAGILITÀ: 8. BISCUIT di Kim Sun Mi: narrativa di formazione/young adult sudcoreano. Un ragazzo ipersensibile ai rumori ha il dono di "sentire" quelli impercettibili prodotti da persone fragili, così ignorate da essere invisibili (4.5/5). DOLCE, TENERO.

- UN LIBRO CHE PARLI DI ADOZIONI: 9. IL SANGUE DELL'ALTRA di T. Gerritsen: thriller - medico legale scopre di avere una gemella, uccisa a colpi di pistola. L'indagine per risolvere il caso, guidata da Jane Rizzoli, metterà in luce una terrificante rete di omicidi e traffici criminali coinvolgenti bambini (5/5). BELLO, APPASSIONANTE, DAL RITMO SERRATO.

- LIBRO DEL CUORE: APPUNTI DI MECCANICA CELESTE di D. Dara [  RECENSIONE  ]



FILM


Chi mi legge da un po', sa che non amo gli horror, né sulla carta né sullo schermo.

Però...

Ci sono dei sottogeneri dell'horror che riesco a guardare senza impressionarmi troppo, e alcuni survival horror o quelli psicologici rientrano in questa categoria.


EDEN LAKE 

2008

Regia: James Watkins
Cast: Kelly Reilly, Michael Fassbender

La storia è questa: una coppia di bei fidanzatini, Steve e Jenny, decide di trascorrere un romantico weekend al lago. 
Non andrà bene.

Una serie di errori di valutazione e di scelte sconsiderate farà sì che alcuni episodi ("'sentinella") fastidiosi e sgradevoli, si trasformino via via in una valanga di disgrazie terrificanti e ineluttabili.

Il posticino in cui si accampano è OVVIAMENTE super isolato perché i due cercano proprio questo: intimità e pace. 

E il posto sarà pure tranquillo e lontano dal traffico cittadino, ma se ti succede qualche inconveniente... come fai? A chi chiedi aiuto? Perché, fidati, il cellulare è difficile che prenda, eh!

E, manco a dirlo, è in una zona così che la coppietta decide di mettere tenda, godendosi la pace, il sole e il mare cristallino.

Sino a quando non vengono raggiunti da un gruppo di ragazzini rumorosi, sguaiati e molto maleducati, incuranti del chiasso da essi stessi prodotto e che, anzi, se poco poco ti azzardi a chiedere gentilmente di darsi una regolata, rischi come minimo una scarica di parolacce, di toni e sguardi minacciosi, di prese in giro sarcastiche e sprezzanti.
Questi tipetti credono di poter fare ciò che vogliono, non hanno alcun rispetto per il prossimo e la prospettiva di dar fastidio agli altri li eccita e li rende stupidamente soddisfatti.

Secondo voi che fanno Steve e Jenny? Se ne vanno e si spostano in un'altra porzione di spiaggia?

Ad essere onesti, lei vorrebbe.
Subodora che quei teenager non sono solamente degli scostumati, ma emanano vibrazioni spaventose: hanno modi di fare, guardare, parlare... che mettono i brividi, trasudano cinismo e malvagità da tutti i pori.
E non hanno alcuna paura di interfacciarsi con gli adulti, di ricevere rimproveri.

E se Jenny prega Steve di andare via e non litigare, quest'ultimo non ce la fa a subire e comincia a rispondere a tono ai ragazzi, a fare la voce grossa e, nel corso della prima vera ed accesa discussione, il cane (Bonnie) del leader (Brett) viene ucciso da Steve.

Arrabbiato come una belva, Brett e gli amici (tra loro c'è anche una ragazza, Paige, addetta a riprendere ogni cosa col cellulare) per vendetta rubano l'auto di Steve, con tutto ciò che vi è dentro (portafogli, soldi e altro).

È l'inizio della tragedia.
Da questo momento, le cose non fanno che peggiorare e il weekend da favola si trasforma nel più orrendo degli incubi.

Comunicare con gli adolescenti impazziti è impossibile, sono ormai in modalità violenza feroce; le angherie che vivranno i fidanzati vanno oltre l'immaginabile: torture atroci, minacce, sangue a non finire, roghi, inseguimenti nel bosco da far salire il livello dell'ansia...
Insomma, di tutto e di più.

Il primo a finire nelle loro maledette mani è Steve, e cosa gli fanno non ve lo dico 😣.

Jenny cercherà di sfuggire a Brett&co., farà di tutto per sopravvivere, per trovare il modo di chiedere aiuto, la vedremo andare avanti e indietro per i sentieri irti di erbacce e alberi che le sfregiano le gambe o le feriscono i piedi, tratterremo il fiato vedendola fuggire a perdifiato, ci faranno pena le sue lacrime, le urla, la disperazione, la consapevolezza dell'impotenza al cospetto di sei delinquentelli senza freni che sono indiavolati e pronti a spingersi oltre senza pensarci due volte.

Ciò che colpisce del film è proprio questo: l'effetto horror non è dato dal Male come una presenza indefinita, demoniaca, misteriosa, bensì è incarnato nelle persone di 13/14enni mingherlini, con i tratti del viso ancora fanciulleschi eppure quasi completamente amorali.

Quasi perché in realtà ad essere completamente senza cuore e coscienza è Brett, gli altri un minimo di accenno di rimorso lo sentono, ma la minaccia di essere stati ripresi col telefonino da Paige (e quindi ricattabili) e l'appartenenza a un gruppo, fa sì che accettino di comportarsi in modo sconsiderato, crudele, facendo cose che mai avrebbero fatto, se si fossero sentiti liberi di scegliere.

E questo, seppur per ragioni opposte, vale anche per Jenny.
Lei è la vittima, di conseguenza tutto ciò che fa è guidato dall'istinto di sopravvivenza, dalla paura di essere torturata e uccisa, ma anch'ella si ritrova a comportarsi in modi che non avrebbe mai immaginato di mettere in atto.

C'è, quindi, una tale ed inaudita violenza in questo film da lasciare atterrito lo spettatore per un'ora e mezza; le vicissitudini drammatiche ed efferate di cui sono vittime i protagonisti sono tante e dure da mandare giù, ma nonostante tutto si continua a tenere acceso quel lumicino che alimenta la tenacia e la resilienza psicofisica della stessa Jenny: la speranza, e con essa il diritto ad avere un lieto fine che - se non pareggia i conti - almeno attutisca tutto il carico di terrore e ingiustizia subiti.

Jenny tira fuori un gran coraggio, una resistenza fisica e psicologica incredibile...: troverà il modo di salvare sé stessa e il povero Steve?

Deve pur esserci una giustizia, alla fine di questo incubo, ad attenderci!
I cattivi perdono e i buoni vincono sempre, no?

Eden lake probabilmente non è un capolavoro (io non ho gli strumenti per dargli una valutazione competente perché ho scarsa dimestichezza con questo genere) ma trovo sia un film fatto bene, che tiene incollato lo spettatore, gli trasmette l'ansia, la paura davanti a una malvagità sempre più crescente e ingestibile, che sa instillare sentimenti di odio e rabbia verso gli adolescenti cattivi (di cui conosceremo brevemente pure le famiglie...😑), i quali non si limitano ad essere saccenti e villani, ma sanno tirar fuori una disumanità, una spietatezza da lasciare senza fiato.

Se vi piace il genere, ve lo consiglio. Attingendo alla mia limitata conoscenza, mi ha ricordato Speak no evil (come tipologia).


SCAPPA - GET OUT 


Film del 2017 scritto, diretto da Jordan Peele, con Daniel Kaluuya e Allison Williams.
2017


Chris è un bel giovane afroamericano fidanzato con Rose, bianca e ricca.

La storia tra i due va a gonfie vele e lei è desiderosa di presentare il fidanzato alla propria famiglia, gli Armitage, così si recano nella loro grande e bella casa che (potrei non dirlo perché è facilmente intuibile 😏) è in posto isolato che sesuccedequalcosaedeviscappare,chiedereaiutoèpraticamenteimpossibile.

Chris ha un caro amico, Rod, un tipo chiacchierone, simpatico, scherzoso e - fortunatamente!!! - diffidente verso Rose e la sua famiglia bianca snob, che tra l'altro non è stata avvisata che il probabile genero è nero.

Nonostante gli avvertimenti dell'amico di stare attento e tenere gli occhi aperti quando sarà nella tana del lupo, Chris va con Rose e... da subito capisce che i suoi famigliari non sono persone comuni.

Anzi, sono proprio strani.

La madre, Missy, è un'ipnotista e non esita ad utilizzare le proprie abilità per ipnotizzare il povero Chris, aspetto molto importante perché condizionerà i comportamenti futuri di Chris e tutto ciò che accadrà dopo.

Missy, il marito Dean (neurochirurgo) e il fratello di Rose (studente di medicina), Jeremy, lo accolgono con sufficiente simpatia (anche se Jeremy ha momenti in cui pare fuori di testa e pericolosamente deviato) ma a turbare e a metterlo a disagio sono inizialmente i domestici.

Walter e Georgina sono neri come lui ma non si comportano con empatia e solidarietà; pur essendo cortesi, sono enigmatici, misteriosi e quando parlano paiono più simili a robot che a esseri pensanti.

E poi ogni tanto nota che lo fissano in modo inquietante e questa cosa gli mette i brividi, anche perché non sa a cosa attribuirla.

Dopo l'ipnosi, benché sveglio Chris si sente turbato, tormentato  (da ricordi traumatici risalenti all'infanzia) ma il suo disagio non potrà che aumentare quando si ritroverà circondato da molti amici di famiglia degli Armitage (che avevano organizzato una festa), che lo guarderanno con malcelata curiosità, manco fosse un fenomeno da baraccone, ostentando un calore falso che mal nasconde il loro razzismo latente. 

Durante il party accade un episodio drammatico e bizzarro che obbliga Chris ad addrizzare le antenne: in questa casa c'è davvero qualcosa di spaventoso ma lui non riesce a capire cosa sia.
Grazie alle telefonate con Rod - che continua a mettersi in contatto con lui sempre perché non si fida di Rose e dei suoi -, viene fuori che pochi mesi prima un ragazzo nero era scomparso e Chris è convinto di averlo visto alla festa... 

Impaurito da una serie di fatti che non lo lasciano tranquillo, il giovane dice a Rose che è meglio se vanno via, lei sembra accondiscendere ma... l'impensabile sta per accadere.

Rose è davvero la fidanzata innamorata del suo ragazzo di colore?
I suoi famigliari lo hanno accolto sinceramente o dietro i loro sorrisi si nasconde altro?

Il povero Chris si ritrova solo in una gabbia di matti che forse non lo vogliono morto, ma qualcosa di simile 😄

Non aggiungo altro, vi dico solo che gli Armitage sono dei parassiti che giocano a fare dio, che pensano di potersi appropriare dei corpi altrui come se scegliessero la frutta al mercato.

Le "cose horror" che accadono nella seconda metà del film sono alquanto bislacche, volutamente irrealistiche ed è questo (insieme all'esilarante personaggio di Rod) che gli conferisce note satiriche, da commedia nera che porta avanti dei messaggi, dei temi, tra cui i pregiudizi razziali da parte dei bianchi progressisti, che fingono di accogliere le persone di colore ma in realtà le giudicano inferiori, le vedono come dei contenitori (corpi) dotati e nulla più; la manipolazione mentale e si strizza l'occhio anche all'eugenetica.

Mi è piaciuto, l'ho guardato con molto trasporto, ero curiosa di capire che fine avessero progettato i folli Armitage per il povero Chris, il quale comunque ci dà soddisfazione perché tira fuori una grinta che potrebbe salvargli la pelle.


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