venerdì 11 settembre 2015

Recensione: SEI LA MIA VITA di Ferzan Ozpetek



Buon pomeriggio, cari lettori.
Proverò a parlarvi come meglio posso di questo libro, di cui vi ho donato qualche estratto nei giorni scorsi, ma ammetto che quando una lettura mi è piaciuta e mi ha toccato tanto, dopo averla letta non sempre trovo le parole adatte per condividere le emozioni che mi ha suscitato; ma ci proverò.


SEI LA MIA VITA
di Ferzan Ozpetek


Ed. Mondadori
218 pp
17 euro
Maggio 2015
E' mattina presto e un auto si sta lasciando una Roma mezza addormentata alle spalle: due uomini sono in viaggio, verso una destinazione che il lettore ancora non conosce.

E' un viaggio particolare, questo affrontato dai due uomini, ma non soltanto perchè esso significherà l'abbandono della vita di prima per andare incontro a una vita "diversa", quanto soprattutto perchè è un viaggio nella memoria, nei ricordi; ricordi che il narratore racconta per poterli poi finalmente allontanare da sè così da vivere il presente, e che allo stesso tempo costituiscono la sua vita, e lui desidera condividerla con colui che gli è accanto.

La mia vita è la tua e ora te la racconterò, perché domani sarà solo «nostra».

Il protagonista e narratore, famoso e apprezzato regista, racconta al suo compagno e amore della sua vita quella che è stata la sua esistenza fino a quel momento e prima di incontrarlo, e noi, proprio come il suo compagno, non possiamo fare altro che tacere per ascoltare la sua voce che racconta.

Ed è così che pagina dopo pagina veniamo immersi nel passato del protagonista, ne conosciamo i sogni e le aspettative di quando era solo un ragazzo che ha deciso di lasciare Istanbul per venire a Roma e inseguire il sogno di lavorare nel mondo del cinema.

Conosciamo gli abitanti del palazzo in via Ostiense in cui per anni il regista ha vissuto e il rapporto speciale che aveva con essi, le loro bizzarrie, i pranzi allegri fuori in terrazza, gli scherzi, le confidenze, la gioia di vivere che li caratterizzava: il bel Valerio, con cui subito è entrato in sintonia e che l'ha portato in quel palazzo; l'egocentrica trans Vera, ormai un po' avanti negli anni ma sempre fiera di se stessa, e poi tanti altri
personaggi che in qualche modo hanno gravitato in via Ostiense: un vecchio smemorato con una storia triste alle spalle, una madre del Sud tanto simpatica quanto malandrina; una donna che desidera con tutta se stessa diventare mamma (ci riuscirà, e la sua Luce diventerà un po' la mascotte di tutti); un'altra donna poco fortunata in amore e tradita dalle infedeli congiunzioni astrali; un amico "principe dei ladri" che fa di ogni furto una scena degna di un cabaret; due fratelli che si svelano reciprocamente la propria omosessualità facendo a gara a chi deve dirla per primo all'ignara e tradizionalista famiglia.

Insomma, storie di vita e d'amore, di delusioni e speranze, che come tante tessere vanno a riempire, a colorare, a dare senso all'esistenza e alle esperienze del nostro regista, che intanto cerca di approdare al mondo del cinema, di fare di questo il canale per esprimere se stesso.

"Il mio lavoro, lo sai, è raccontare storie. Non le invento, mi limito a ricostruirle. È così che mi piace pensare. Raccolgo discorsi ascoltati in treno, brandelli di stoffa, pietre colorate, sogni a occhi aperti. Come un paziente artigiano, li osservo attentamente da ogni lato, cerco i punti di connessione, le aderenze, i contrasti, le armonie. Così tesso le mie trame, assurde e necessarie come la vita stessa. Cerco tesori nascosti in fondo ai cassetti, antichi segreti di famiglia che i diretti interessati non scopriranno mai."

"Ogni film è una storia dentro una storia dentro una storia: ciascuno vi coglie ciò che vuole, ma nessuno trova mai quello che ci vedo io. (...) Perché ogni film, in fondo, è una storia d’amore che finisce."

E la sua stessa vita è una grande storia d'amore, che giunge a noi con lo stile e la capacità comunicativa che lo contraddistingue anche nei suoi film: la capacità di essere realista, onesto, di raccontare "cose vere", storie di personaggi reali, ma di farlo con dolcezza, sensibilità, introspezione, una leggera ironia, rispetto per le vite condivise, per le emozioni proprie ed altrui messe a nudo, e che ci toccano, ci commuovono, ci fanno sorridere; di certo, non ci lasciano indifferenti

A dare senso a tutti questi aneddoti c'è sempre lui, il suo amore, che è la ragione, il fine stesso per il quale essi vengono raccontanti; il lettore si ritrova davanti ad un ricco album di fotografie, o se volete alle svariate immagini di un film, che ci scorrono davanti e ci costringono a restare attenti, facendoci travolgere dalle amicizie, gli amori, le scappatelle giovanili, il timore che lo spettro terribile dell'AIDS potesse distruggere ogni felicità (parliamo degli Anni '80, in cui di questa malattia si iniziava a parlare, a bassa voce, e solo il sentirne parlare metteva addosso un odore di ... morte; sono gli anni in cui, ieri più di oggi, parole come omosessualità, Aids, erano accompagnate e guardate dai... "normali" con sospetto, disprezzo, pregiudizio, scherno), come poi inevitabilmente è successo a qualche amico...; e ancora, la gavetta per diventare il regista amato che è oggi, le passioni, le risate e le lacrime, fino ad arrivare alla meta finale del viaggio, che se anche costituisce la "fine di un'epoca", segna contemporaneamente l'inizio di un'altra.

Un'altra vita, un'altra fase vissuta per e nell'amore del suo compagno, consapevole del potere grandioso dell'Amore...:

"...è l'amore che ci salva, l'amore che cambia tutto, l'amore che rende possibile l'impossibile, bello il brutto, accettabile l'inaccettabile. (...) Quando ami, vivi, e ne vale sempre la pena.

...e di ciò che significa per lui l'oggetto di questo amore:

"...tu sei il rosso dell’amore possibile e il viola di quello perduto, il verde dell’amicizia che non morirà mai e il giallo della felicità assoluta. Eppure, se sei diventato la mia vita, è stato solo per caso.Oggi so che se l’amore ti cerca, spetta a te farti trovare. (...) Con te rinasco ogni giorno: parto verso pianeti inesplorati, percorro sentieri mai battuti, senza perdermi mai."

Si dice - e io credo sia vero - che amare voglia dire, tra le tante cose, sacrificio; e la scelta che il protagonista fa nel momento in cui prende la macchina ed insieme al suo compagno vanno via dalla vita di tutti i giorni per andare incontro ad un'altra decisamente più tranquilla, fatta di loro stessi e basta, può essere realmente un sacrificio, ma per lui è necessario e naturale: se la vita prima del suo grande amore era simile a quella di un sopravvissuto ad un disastro ("Il disastro che sarebbe potuta diventare la mia vita se non ti avessi incontrato")..., cosa mai potrebbe diventare la vita dopo e senza di lui, dopo averlo conosciuto, amato ed essersi sentito finalmente vivo ?

Separarsi da colui che è divenuto la tua ragione di vita è impensabile, e allora l'unica soluzione è accompagnarlo in questo viaggio della vita, che spesso lancia qualche brutto tiro, e gli scossoni arrivano più forti che mai proprio quando tutto era sereno.


"Sei la mia vita" è un libro che parla d'amore, d'amicizia, di sogni, di vita vissuta, e Ozpetek ce ne parla con la poesia che gli appartiene, che non si allontana mai dalla (sua, ma in fondo anche nostra) realtà, anzi la poesia la trae da essa, nonostante non sempre sia tutta rose e fiori; la capacità dell'Autore di arrivare al cuore del lettore riposa non soltanto nelle storie narrate, nei tanti e particolari personaggi presentati, nei frammenti di vita condivisi (che pure sono interessanti, coinvolgenti, perchè così umani; del resto, che il regista sapesse fare bene il suo mestiere non avevo dubbi, e non ne avrete neppure voi, immagino), ma ancor di più nel modo in cui vengono raccontati, attraverso un uso delle parole che ti resta incollato dentro, che ti tocca profondamente perchè ti rispecchi, senti che quelle parole, quei sentimenti, quei pensieri... sono gli stessi che provi o hai provato tu, e non puoi non sentire una vicinanza, un'affinità che ti porta spesso, durante la lettura, a fermarti per assaporare ogni passaggio, ogni parola, ogni rigo, che dalla mano e dal cuore dell'Autore passano direttamente al tuo.

Si può parlare di un amore viscerale, appassionato, totale.. senza essere banali, scontati? Si può ricordare e guardare in faccia il fantasma del passato senza essere pateticamente tristi e malinconici?
Sì, è possibile, e Ferzan Ozpetek in "Sei la mia vita" ci riesce.

Mi fermo qui, con questa recensione, e non mi resta che consigliarvi questo libro, che ti travolge dentro tante storie, e lo fa con forza ma allo stesso tempo con delicatezza e una dolce nostalgia che ti resta addosso dal primo all'ultimo rigo, senza darti alcun fastidio. Anzi.

CONSIGLIATISSIMO.

2 commenti:

  1. A me ricorda anche "le fate ignoranti". evidentemente nei suoi film ha messo tutta la sua vita, le sue esperienze, i suoi ricordi e, bisogna dirlo, anche li' viene fuori una sensibilità, una dolcezza e una delicatezza uniche.
    Veronica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si si, infatti, anche le fate ignoranti, è vero ;)

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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