venerdì 13 aprile 2018

Recensione: LA GUERRA DI LORENZO di Stefano Nocentini



"La guerra di Lorenzo" è un romanzo di formazione e di crescita, avente come protagonista un militare dell'esercito italiano che partecipa attivamente alla seconda guerra mondiale, esperienza che lo renderà sempre più consapevole del proprio ruolo in un conflitto che inevitabilmente lo cambierà interiormente.


LA GUERRA DI LORENZO
di Stefano Nocentini



Intrecci Edizioni
Il tenente Lorenzo Mari è un giovane ventiseienne che nel 1940, in pieno conflitto mondiale, viene inviato con la sua divisione al fronte francese.
In attesa di partecipare attivamente alla guerra voluta da Mussolini al fianco della Germania, il giovane vive alla giornata, fra amori fugaci e il sogno romantico di combattere con onore per la Patria.

Lorenzo è un ragazzo tranquillo, che ama la vita e si concede brevi avventure sentimentali, senza impegno vista l'imminente partenza.
Soggiornando per qualche tempo presso il castello di un conte, ne conosce le figlie, la sedicenne Beatrice e la trentenne Jolanda, e pur sentendosi attratto dalla minore - per la sua freschezza, gaiezza, joie de vivre -, vive una liason con l'altra, di carattere opposto alla sorellina; Jolanda è una donna che ostenta volutamente un atteggiamento aspro, polemico, beffardo; verso il tenente ha parole di sarcasmo che spiazzano e irritano il ragazzo, eppure i due si lasciano andare a notti di passione, in cui di sentimentale c'è davvero molto poco.
Al pensiero di andare in Francia a combattere, Lorenzo sente nascere domande sulla propria capacità - non ancora testata sul campo di battaglia - di affrontare il nemico in uno scontro a fuoco, ma questi timori non gli impediscono di coltivare dentro di sè il mito dell'eroe senza macchia e con i guanti bianchi, che guida i propri uomini all'attacco. 
Sfumata l'operazione in Francia, si prospetta l'invasione di Malta e Lorenzo si offre volontario per guidare l'azione, ma prima trascorre una breve licenza ad Arezzo, dalla sua famiglia, ed anche qui ha una breve relazione con una ragazza di una famiglia benestante.
Ma il dovere chiama e non c'è spazio per l'amore, così il tenente - promosso capitano - va in Grecia.
Tra brevi ma illuminanti conversazione con superiori saggi e disincantati, incontri con ufficiali tedeschi determinati e convinti della bontà di una guerra che darà gloria e potere alla Germania, e rapporti pseudoamorosi con signorine disinvolte e dalla mente molto aperta, Lorenzo si perde nei tramonti magici di Atene, riflettendo sulla propria condizione di invasore e non perdendo di vista il desiderio di dimostrare il proprio valore in modo attivo, indossando finalmente quei guanti bianchi e immacolati che attendono solo di essere indossati.

Quanto ardore c'è nel cuore di Lorenzo, idealista e sognatore, che brama di partecipare davvero e in prima linea a quel conflitto del quale finora ha fatto parte quasi dietro le quinte...!

Il capitano Mari è giovane e deve ancora imparare e sperimentare sulla propria pelle la durezza della guerra, la sua crudeltà, il suo carico di ingiustizia, di disperazione, di paura.

"La guerra non è uno scontro tra buoni e cattivi, è un confronto di forze: non distingue affatto fra chi ha ragione e chi ha torto." 

E con essa, anche la morte colpisce tutti, buoni e cattivi, senza avere riguardi per nessuno.

Successivamente, Lorenzo viene inviato col suo reggimento in Africa, e nulla sarà più come prima, perchè proprio nel deserto africano vedrà la guerra da vicino, affrontando bombardamenti aerei, il ferimento e la morte dei compagni, il doloroso sconcerto per la perdita di commilitoni valorosi.

Essere al centro degli scontri a fuoco porta il capitano a considerare non solo la propria condotta ma anche quella dei suoi superiori e dei soldati; la guerra non l'hanno voluta le persone semplici, che avevano le loro vite, il loro lavoro, una famiglia, forse una fidanzata che, sperano, resti loro fedele... e mai avrebbero voluto andare a rischiare la vita per ideali di conquista propugnati da potenti assetati di potere.
Eppure, questi stessi uomini, molti dei quali senza cultura o privi di una fisicità adatta ai combattimenti, mantengono una dignità, un orgoglio e uno spirito di sacrificio degni di ammirazione, e diversi episodi toccheranno profondamente il protagonista, in particolare nel corso della seconda battaglia di El Alamein, che vedrà Mari e i suoi uomini far fronte ad un bombardamento da parte degli Inglesi molto pesante e implacabile, che mieterà non poche vittime tra gli italiani.

Questo sconvolge Lorenzo, che forse per la prima volta si ritrova a riflettere sul valore di ogni singola vita caduta sul campo di battaglia: ogni soldato morto non è una semplice pedina sulla scena di una guerra sanguinosa, ma è un "universo di storie, di sentimenti, di affetti. (...) Adesso che aveva condiviso con loro il primo combattimento vero, li guardava con occhi di diversi. Avvertiva il loro dolore e il  loro sacrificio".

Al periodo in Africa segue purtroppo la prigionia in India per mano degli Inglesi, e anche questa dura esperienza contribuisce a formarlo come uomo, un uomo consapevole di come la mancanza di libertà umilii e tolga dignità all'essere umano, ma non la speranza (non del tutto e non in tutti, quanto meno) di poter un giorno, a guerra finita, riprendersi la propria vita.
Ma uscire da un campo di prigionia non garantisce automaticamente il sentirsi liberi dentro, e dopo mesi, anni di isolamento forzato, di cattività, chi poteva assicurargli che sarebbe stato in grado di reinserirsi nella società?

Questi e tanti altri pensieri, dubbi, paure... possono oscurare la mente di chi è lontano da casa e non sa se ci ritornerà mai, ma se c'è un sentimento capace di sorgere anche nelle terre desolate dello scoraggiamento e di resistere alla rassegnazione, è di certo la speranza.
La speranza di non essere un puntino insignificante nella Storia, ma qualcuno che a modo suo, con sacrifici e privazioni, tra dolore e perdite, può ancora contribuire affinchè il mondo sia un posto migliore.
Perchè quando ti ritrovi faccia a faccia con la morte, accanto a compagni coraggiosi che hanno perso la vita sul campo di battaglia, non ti resta che attaccarti alla vita con maggiore slancio, cercando di cogliere anche nella guerra un senso, uno scopo, una missione.

"La guerra di Lorenzo" ha saputo coinvolgermi grazie allo stile molto scorrevole, alla scrittura asciutta ed essenziale e pur non amando molto di solito i passaggi in cui sono descritte scene di guerra, in questo caso devo dire che la lettura non è mai risultata una fredda descrizione di fatti storici, ma anzi mi sono ritrovata immediatamente immersa nel contesto e nelle vicende che coinvolgevano il protagonista, vivendo insieme a lui ogni piccolo grande evento e incontro, cogliendone gli stati d'animo e seguendone la maturazione in modo chiaro: da giovanotto sognatore che idealizza la guerra a un uomo costretto a fare i conti con ciò che essa davvero significa e porta con sè in termini di sofferenza, perdite, morte. 
Ho apprezzato molto le note storiche, che aiutano il lettore a tener presente gli specifici avvenimenti che fanno da sfondo alle vicende di Lorenzo; in appendice l'Autore ha inserito anche delle foto del periodo in oggetto.

Un libro che consiglio, in particolare a quanti prediligono la narrativa storica e le storie ambientate nel periodo della guerra.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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