mercoledì 14 gennaio 2026

Recensione: I LOVE SHOPPING di Sophie Kinsella




Romanzo d'esordio della compianta Sophie Kinsella, I love shopping è un romanzo chick lit divertente con una protagonista giovane, carina, pasticciona e con la mania per lo shopping sfrenato e, spesso, privo di senso.
Un "difetto" che rischia di procurarle non pochi problemi...


I LOVE SHOPPING 
di Sophie Kinsella



Mondadori
trad. A. Raffo
416 pp

Rebecca (Becky) Bloomwood ha venticinque anni, vive a Londra e lavora come giornalista finanziaria, scrivendo articoli per la rivista “Far fortuna risparmiando”.

Il suo è un buon lavoro se non fosse che Becky non lo ama più di tanto, di economia e finanza non ci capisce nulla, scrive i suoi articoli meccanicamente, va alle conferenze stampa e ad altre riunioni senza alcuna motivazione ma solo per ritrovarsi con l'amica Elly e spettegolare su tutto e tutti.

A darle carica ed eccitazione ci pensa un hobby che, in realtà, è una vera e propria compulsione: lo shopping.

La sua è una irrefrenabile passione che la spinge a comprare di tutto: abiti, casalinghi, cosmetici, biancheria, oggetti di vario genere, grandezza, scopo... che - a ben guardare - neppure le servono davvero ma che lei non riesce a non comperare.
Tanto più se la merce desiderata è in saldo: lì proprio le scatta qualcosa che le impedisce di far finta di nulla, di tenere la carta di credito chiusa e al sicuro nel portafoglio, no..., lei deve acquistare quel tale oggetto a tutti i costi.

Il problema è che Becky non è mica ricca.
Sì, ha un impiego dignitoso ma i suoi conti non sono delle riserve inesauribili, ovviamente, benché lei sia quasi convinta del contrario.
Becky spende al di là delle proprie possibilità ed infatti le sue carte di credito sono in rosso e al suo indirizzo di casa non fanno che giungere continui solleciti di pagamento dei debiti contratti con gli istituti di credito presso cui è cliente.
Solleciti che Becky finge di non ricevere, dando loro un'occhiata impanicata e rispondendo ogni tanto alle comunicazioni inventando scuse improbabili (lutti famigliari, malattie, imprevisti di vario genere) per rimandare gli appuntamenti con il direttore di turno; una volta risposto, getta via le lettere con la vaga speranza che arrivino tempi migliori per saldare ogni debituccio.

Solo che per saldare i debiti dovrebbe ascoltare uno dei due consigli del padre: tirare la cinghia (quindi non sperperare) o guadagnare di più.

E benché Rebecca sembri una ragazza leggera, che non si dà pensiero per i propri problemi finanziari (lei che scrive articoli su come risparmiare!!) e che preferisce affogare ogni preoccupazione negli acquisti, la parte più razionale di lei sa che deve imparare a risolvere queste difficoltà, create con le sue stesse mani.

Come fare?

Rebecca prova a risparmiare, a frenarsi dal comperare cose che, in fondo, lei stessa valuta come non realmente essenziali per la vita di tutti i giorni.
Ma quando si rende conto che la tentazione di fare acquisti folli non l'abbandona, comincia ad affiorare in lei un interrogativo: e se provasse a cercare un lavoro più prestigioso e remunerativo?

Becky ce la mette tutta per dare una svolta matura e responsabile alla propria esistenza da scialacquatrice professionista, ma inutile dire che cambiare abitudini è tutt'altro che semplice e la sua  dipendenza non solo la porta ad accumulare debiti ma anche a cacciarsi in situazioni esilaranti, assurde e imbarazzanti, mentre cerca di non far trapelare questa sua ossessione a familiari, amici e al fascinoso uomo d'affari Luke Brandon. 

Il lettore segue, quindi, le buffe e allegre vicissitudini vissute da Becky giorno per giorno, che sia al lavoro, con le amiche, con i genitori (apprensivi, semplici ma anche amorevoli e comprensivi), con i vicini di casa, con Luke Brandon (che le piace anche se si rifiuta di ammetterlo a se stessa, convinta che lui non possa interessarsi a un tipo come lei) e sorride nel leggere i suoi pensieri che vagano come saette nella sua testa, nel vedere come lei provi a tenere a bada la sua voglia di comprare qualunque cosa senza riuscirci, nell'assistere alle mille scuse e bislacche bugie inventate sul momento per tirarsi temporaneamente fuori dai pasticci, e prova anche simpatia per questa giovane donna alle prese con una forte dipendenza da shopping di cui una parte di sé vorrebbe liberarsi.

A volte, per dare una virata decisiva all'esistenza c'è bisogno di un evento forte, anche "traumatico", che ci spinga a riconsiderare seriamente le nostre azioni e scelte, così da prendere la decisione drastica di agire con maggiore responsabilità e intelligenza e non solo sulla base di ciò che ci piace e desideriamo.

Rebecca, al di là delle risate che suscita per il suo modo di essere pasticcione (alla Bridget Jones), è sensibile e insicura, ha una gran paura di valere poco, di non essere presa sul serio, di dover affrontare la verità sulle proprie incompetenze professionali, di essere insomma un fallimento vivente.

Ma in realtà ha solo bisogno di credere di più in sé stessa, di scoprire quali sono le sue capacità, conoscenze, aspirazioni e sfruttarle al meglio, facendo ciò che la gratifica realmente.

Un romanzo, dunque, che affronta in chiave comica le dinamiche della dipendenza da shopping compulsivo e il necessario percorso di Becky per rimettere ordine nella propria vita finanziaria e sentimentale.

Molto carino, pieno di umorismo, vivace e di una leggerezza acuta e brillante.
Consigliato a chi desidera una lettura d'evasione.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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