Ambientato nella Firenze del 1458, l'intrigante giallo storico di Chiara Montani immerge il lettore in una storia che mescola in modo avvincente arte rinascimentale, misteriosi omicidi e torbidi giochi di potere.
IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE di Chiara Montani
Quando si ritrova una tela davanti, sogna come sarebbe eccitante non solo poter mescolare i vari pigmenti - il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio - ma soprattutto usarli, dando seguito e spazio a talento e fantasia.
Ma sa che le è proibito.
Sono tempi in cui a una donna non è concesso seguire le proprie passioni, e dipingere è un'attività proibita o, tutt'al più, che lei può praticare solo di nascosto dallo zio Domenico.
Suo zio è il pittore Domenico Veneziano, che ha preso con sé la nipote da quando è rimasta orfana, dandole quella famiglia che la ragazza aveva perso da bambina.
Nella bottega del pittore lavora Francesco, un giovanotto intelligente e allegro che ha intuito il grande talento artistico di Lavinia e, quando sono soli, le insegna i segreti dell'arte e le permette di dipingere, di mettere mano ad alcune opere di Domenico e dimostrare una sensibilità artistica fuori dal comune.
Guai se lo sapessero Domenico e, soprattutto, il suo promesso sposo Lorenzo!
Lavinia è stata promessa in moglie al passionale Lorenzo (avviato alla carriera legale e proveniente da una famiglia benestante e in vista) e questi di certo si aspetta che la futura moglie non sia una giovane ribelle con assurde velleità e grilli per la testa ma una consorte sottomessa e fedele.
Lavinia sa che questo matrimonio è più frutto di un patto tra famiglie che di un sentimento d'amore, ma lo ha accettato per gratitudine verso lo zio.
Presto, però, ogni piccola certezza verrà ribaltata e spazzata via.
Un giorno in bottega arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca rinascimentale.
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Escluso il carattere, perché infatti l'uomo ostenta atteggiamenti molto schivi e riservati tanto da risultare spesso scorbutico e poco gradevole.
Nonostante sia scostante e taciturno con la bella nipote dell'amico, Piero riesce a notare le inclinazioni artistiche della ragazza ma ad unirli non sarà soltanto l'arte, bensì anche una serie di avvenimenti drammatici e misteriosi che hanno a che fare con il ritorno dello stesso Piero a Firenze.
Ex allievo di Domenico da Venezia e già artista affermato, Piero è tornato in città ufficialmente per una commissione ma a trattenerlo sarà ben altro...
Lavinia capisce che la visita dell'artista nasconde qualcosa e questo ha a che fare con i difficili e caotici tempi in cui vivono: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore.
E Piero sa più di quello che vuole ammettere.
I vaghi sospetti divengono realtà quando lo zio viene ingiustamente accusato di avere ucciso un uomo e Piero, per aiutare l'amico, decide di indagare per conto suo.
Lavinia, intraprendente e ardimentosa, non se ne resta in disparte a guardare ma si affianca a Piero e, godendo della sua protezione, per la prima volta in vita sua comincia a guardare il mondo con i propri ingenui ma perspicaci occhi.
Lo spicchio di mondo su cui si affaccia non è candido e lieto, anzi: è come un immenso quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che affonda le proprie radici in qualcosa di molto lontano e oscuro, in cui l'arte diventa la grande e magnifica cornice in cui si celano segreti pericolosi.
Tali segreti sono collegati a degli efferati e criptici omicidi che cominciano a insanguinare le strade della meravigliosa Firenze e che acquisiscono sfumature sinistre e sibilline, in quanto i ritrovamenti dei cadaveri sono accompagnati dalla presenza di un enigmatico disegno che diventa fondamentale per l'indagine poiché Piero riconosce in quel segno un messaggio pericoloso legato a conoscenze esoteriche e matematiche.
Lavinia e Piero si alleano, quindi, per scagionare lo zio ma anche per salvare altre potenziali vittime dalla mano assassina, una volta intuito quale movente la guidi.
Quello che Lavinia non può minimamente immaginare è che colui che sta dietro questa serie di omicidi è intimamente vicino a lei e i segreti non riguardano più soltanto Piero, Domenico, la corte dei Medici, le botteghe d'arte, codici da decifrare nei manoscritti antichi e nelle opere d'arte e gli equilibri di potere, ma lei stessa.
La sua intera vita verrà stravolta in poche settimane, la sua incolumità sarà fortemente a rischio, il suo cuore si sentirà diviso tra la fedeltà che deve al fidanzato (che tra l'altro, in virtù del suo lavoro, l'ha aiutata con lo zio Domenico quando si è trovato nei guai con la legge) e quell'inspiegabile turbamento che prova alla presenza di Piero della Francesca...
Il mistero della pittrice ribelle è un romanzo che unisce una accurata ricostruzione storica con il fascino dell'investigazione, portando il lettore in una affascinante Firenze rinascimentale, avvicinandolo alle opere di Piero della Francesca, immergendolo in un periodo ricco di arte ma anche corruzione, intrighi di potere, sete di conoscenza e difesa della cultura e del sapere, e lo fa attraverso un filo conduttore costituito dalla protagonista: una giovane donna talentuosa le cui ambizioni vengono soffocate dalle leggi non scritte del tempo, che vorrebbe relegare la donna ai ruoli di moglie e madre.
Ma Lavinia ha uno spirito libero, un'intelligenza svelta e acuta, un temperamento indomito, una sincera passione per la pittura e un altrettanto sincero desiderio di poterla coltivare liberamente, una mente aperta che la rende molto moderna (decisamente troppo per il suo tempo) e sicuramente anticonvenzionale, e per questo ricca di carisma e fascino.
È quindi un giallo storico avventuroso, con una trama "piena", sostanziosa e ben strutturata, il cui ritmo non perde mai smalto nel corso del vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione.
Consigliato, in particolare a chi ama le trame dinamiche, con molti misteri da risolvere, verità e colpi di scena, e tutto ambientato in anni tanto incerti quanto ammalianti, in una città che trasuda arte, storia e cultura da ogni angolo, con personaggi sia fittizi che realmente esistiti.




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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz