mercoledì 13 marzo 2019

Recensione. DEVORA di Franco Buso



Fantasia e realtà sono il mix alla base di questo romanzo storico che, partendo dalla "maledizione dei Templari" pronunciata (secondo quanto narra la leggenda) dal Gran Maestro dell'Ordine Jacques de Molay, narra le esistenze avventurose di due donne eccezionali (madre e figlia), protette dai Cavalieri Templari e con il dono della chiaroveggenza; due donne libere, generose e determinate che saranno spettatrici (in prima linea) di eventi storici particolari.


DEVORA
di Franco Buso



SATT
364 pp
10.90 euro
E' la sera del 18 marzo 1314 e sull’isola dei Giudei (poco distante dall’Ile de la Cité), poco distante dalla cattedrale di Notre-Dame, sta per essere eseguita la condanna a morte di due uomini innocenti.

E' il re di Francia Filippo IV il Bello a volere la morte al rogo di  Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari, e di Geoffroy de Charnay, precettore di Normandia, i quali, arrestati qualche anno prima (insieme agli altri Cavalieri) con l'accusa di eresia, apostasia, idolatria, blasfemia e sodomia, avevano prima confessato di essere colpevoli per poi ritrattare e sostenere di aver confessato solo in quanto sottoposti a torture indicibili e disumane.
La folla è accorsa nei pressi della pira allestita per l'occasione, bramosa di assistere al truce spettacolo...
E ciò cui assistono è un uomo - Jacques de Molay - pieno di dignità e calma, che chiede di avere le mani slegate per poter congiungerle in un'ultima preghiera a Dio.
Mentre il boia appicca il fuoco e le fiamme si levano, prima che avvolgano il Maestro, questi lancia una ferma e accorata invettiva contro coloro i quali hanno inflitto sofferenze inaudite ai Templari, sopprimendone l'Ordine con infamanti accuse (che in realtà celano solo l'avidità e la brama di potere del re), vale a dire lo stesso sovrano Filippo IV, il papa Clemente V (un burattino nelle mani di Filippo, incapace di schierarsi dalla parte della verità): ad essi dice che compariranno entro un anno davanti al tribunale di Dio per ricevere il castigo che meritano.
In particolare, il papa sarebbe morto entro 40 giorni, il re entro la fine dell'anno; inoltre, la casa reale francese sarebbe caduta definitivamente entro la 13^ generazione e "quel papato" sarebbe cessato entro 700 anni dalla morte del Maestro.

La folla è sbigottita nell'udire una tale nefasta e precisa profezia; ma in mezzo a loro c'è una ragazza di soli 15 anni, dai magnifici occhi color oro, che fino a pochi minuti prima ha guardato negli occhi quell'uomo morente per infondergli coraggio; ella crede fermamente alle parole del Templare. 
La giovinetta si chiama Devora ed è una donna speciale, la cui vita sarà un'avventura senza sosta e incredibile.

Dal 1314 facciamo un salto indietro, al 1288, quando Miriam, la madre di Devora, aveva solo 7 anni. 
La piccola Miriam, nata in Palestina, è appena rimasta orfana a seguito dello sterminio della sua famiglia da parte dei Mamelucchi; la famiglia di un conoscente - il falegname Ephraim -  decide di prendersene cura e la portano con loro da Gerusalemme ad Acri.
Miriam è una bimba generosa e forte, si fa voler bene e instaura un bellissimo legame con la figlia di Ephraim, la dolce e assennata Jochebed, tanto che le due col passare del tempo si sentiranno unite come sorelle.
Miriam, nell'attraversare il deserto di Giuda, viene punta da uno scorpione il cui veleno possiede poteri straordinari; non solo la bimba non muore, ma i suoi occhi cambiano colore (le iridi assumono sfumature giallo oro) e da quel momento ella comincerà a sentire voci interiori e ad avere visioni legate a cose future, che lei riesce a "prevedere".
Ovviamente Miriam è confusa all'inizio e non sa come interpretare questi "segni", cerca di non pensarci ma col tempo dovrà fare i conti con la realtà: ha il dono della chiaroveggenza, e purtroppo non sempre questo si rivelerà una cosa positiva, tutt'altro...
Solo Jochebed, attenta e intelligente, si accorge subito che la sua "sorellina" è cambiata, che ha ricevuto un dono speciale in seguito alla puntura.

Quando ha solo nove anni la giovanissima Miriam va a servizio del templare Jacques de Molay, che la prende sotto la sua ala protettrice, così che la bimba si trasferisce a Cipro (lasciando a malincuore la sua amata "sorella" Jochebed e tutti i suoi cari) per lavorare per lui, entrando a far parte della numerosa "famiglia dei Templari", che avranno sempre verso di lei un atteggiamento di stima, affetto e protezione.

Sembra che la vita della bambina finalmente sia felice ma ci sono delle voci dentro di lei che la turbano, e ben presto Miriam si ritrova a vivere una nuova tragedia; a sette anni ha perso i genitori naturali, a dieci perde la famiglia acquisita: Jochebed (che ha appena partorito la piccola Devora) e tutta la sua famiglia vengono brutalmente uccisi dai mori.

Miriam è nuovamente orfana e sola al mondo, se non fosse per la protezione di Jacques, che viene nominato Gran Maestro dell'Ordine.
Anche su di lui la piccola ha avuto, una notte, una brutta visione, che non sa spiegarsi e che ha che fare con la lontanissima Parigi che, è sicura, un giorno visiterà.

Dopo il dramma di aver perso i propri cari, Miriam cresce in seno all'ordine dei Crociati, imparando a impugnare la spada, a cavalcare, matura una personalità tenace, forte, combattiva, pur restando una ragazzina buona, dolce e sempre affabile, tanto da catturare le simpatie di chiunque la conosca.

La sua esistenza è sempre costellata da sensazioni cui non sa dare un nome, ma che comunque sono molto decise e parlano al suo cuore e alla sua mente, condizionandone le azioni, le decisioni, gettandola ora nello sconforto ora nel dubbio.

A un certo punto decide di andare a Parigi, non prima però di aver "dato una mano al destino", così da restare incinta di una bambina speciale come lei, e che chiamerà Devora.

Seguiamo la giovane Miriam nel suo peregrinare, approdando nella suggestiva Venezia (dopo essere sopravvissuta ad un naufragio) e finalmente a Parigi; affronterà pericoli, incontrerà molte persone, uomini e donne, che subiranno il suo fascino semplice e misterioso insieme, offrirà, con l'altruismo che le è proprio, il suo prezioso e saggio aiuto, soffrirà perchè la vita continuerà a strapparle affetti cari e preziosi, prenderà a cuore le sorti di Jacques (cui è unita da un filo importante), e intanto tirerà su una figlia speciale quanto lei, la bella Devora, che ha ereditato dalla mamma gli occhi gialli e la capacità di "prevedere" eventi futuri.

L'Autore, attraverso queste due donne - Miriam e Devora - ci immerge in un periodo storico  particolare (il Medioevo), denso di avvenimenti, combattimenti, sangue, morte, tradimenti (del resto, tutta la Storia è fatta di questo, no?), ingiustizie, in cui il Papato esercitava un'influenza molto forte, allargando le proprie sfere d'interesse dal campo religioso a quello politico; un periodo in cui ci voleva poco per essere accusati di stregoneria ed eresia, in cui l'Inquisizione mieteva le sue vittime (per lo più innocenti) e tra queste c'erano appunto i Templari.

Da un certo momento in poi, la prima protagonista, Miriam, diventa secondaria rispetto alla seconda, sua figlia Devora; comprendiamo che le loro vite sono strettamente legate alla inquietante profezia dell'ultimo dei Templari e come alle due donne - in particolare alla seconda - interessi assicurarsi che esse si realizzino, affinchè, in un certo qual modo, l'innocente de Molay riceva giustizia.
E Devora soprattutto farà in modo che ciò avvenga.

Durante la lettura mi sono ritrovata davanti a luoghi, fatti, personaggi storicamente documentati che però si collegavano man mano, attraverso tutta una serie di circostanze e coincidenze ben incastrate dall'Autore (le date contano molto) a fatti e personaggi fittizi, di cui Devora è la principale protagonista; così alla ragazza si accosteranno figure storiche notevoli, da Giordano Bruno a Giovanna D'arco, da Luigi XVI agli ultimi papi a noi contemporanei.

Non c'è solo la mescolanza di elementi inventati con un contesto storico reale (e ben ricostruito), ma dai primi capitoli viene inserito l'elemento sovrannaturale della chiaroveggenza, cui si affiancherà un altro elemento "miracoloso", sovrumano (anch'esso conseguenza della puntura dello scorpione) e che permette alla protagonista di attraversare epoche tra loro lontane...!

La presenza dell'aspetto "paranormale" un po' mi ha spiazzato (in special modo nella seconda parte della storia, riservata maggiormente a Devora) perchè chiaramente è surreale, però proseguendo nella lettura ho trovato fosse un artificio narrativo interessante e godibile, che nonostante desse un'atmosfera quasi "fantasy" al romanzo, rendesse le vicende più vivaci, soprattutto in vista degli ultimi punti relativi alla maledizione dei templari, parecchio distanti dal 1314, dal punto di vista temporale.

Le due protagoniste sono donne con un carattere volitivo, deciso, uno spirito "guerriero", impavide, coraggiose ma comunque molto femminili, sensibili, piene di amore e tenerezza e mi sono piaciute molto; le vicende relative ai templari mi hanno sempre incuriosita, altrettanto il periodo medievale, quindi l'ambientazione storica l'ho trovata bella e ben descritta.
Leggere questo libro è stata una sorta di viaggio nel tempo; l'Autore ha una scrittura chiara, precisa, il ritmo si mantiene costantemente scorrevole; ho apprezzato la conoscenza del contesto storico e l'immaginazione dello scrittore nel trovare collegamenti tra il reale e ciò che non lo è.

Se vi piacciono i romanzi storici in cui la realtà si confonde con la fantasia, credo proprio che questo romanzo possa piacervi!

2 commenti:

  1. Ciao Angela, che bello questo libro! Il genere è uno di quelli che mi attira di più e dopo la tua recensione lo leggerò sicuramente. Già il titolo e la cover mi avevano incuriosito... Alla prossima!:)

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    Risposte
    1. Anch'io sono attratta da queste storie! La cover è bella, si ;-))

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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