In questa biografia, dal taglio scorrevole come un romanzo, l'autore racconta la vita turbolenta, geniale e purtroppo breve del poeta maledetto per antonomasia, Arthur Rimbaud, enfant prodige, simbolo di genio e sregolatezza.
ARTHUR RIMBAUD. UN POETA MALEDETTOdi Francesco Guadalupi
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| 110 pp |
Secondo di cinque figli, Arthur viene cresciuto ed educato dalla madre, Madame Rimbaud, sottoposto ad "una severa educazione a base di ceffoni, digiuno e punizioni corporali, e la domenica erano costretti a leggere la Bibbia".
Sin da ragazzino la personalità sovversiva, turbolenta e ribelle, il carattere anticonformista e l’aperto disprezzo per il lavoro e la società, non tardano ad emergere, accompagnati da una "strabiliante precocità (...), fervida immaginazione".
Già tra i banchi di scuola Arthur rivela la propria anima agitata e contraria a ogni regola e convenzione sociale, scrivendo temi che lasciano sbigottiti gli insegnanti, uno dei quali dirà:
Scrisse poesie dai 15 ai 19 anni anni, denigrando il perbenismo del suo paese natale, sfidando le istituzioni, attaccando la religione e la morale, scappò più volte di casa e intrecciò una relazione scandalosa col poeta Verlaine; ha scardinato i canoni formali della poesia e ha viaggiato - il più delle volte vagabondato - per mezza Europa (Verlaine lo definì "l'uomo dalle suole di vento"), ha lavorato come operaio, scaricatore di porto, insegnante di francese, si è arruolato nell'esercito per poi disertare, è stato responsabile in una ditta di costruzione, commerciante, contrabbandiere, mendicante...
Insomma, un uomo che ha vissuto mille vite, fatto le più disparate esperienze, si è messo nei guai più di una volta, ha commesso azioni deplorevoli quand'era molto giovane, si è alcolizzato e drogato..., insomma non si è fatto mancare nulla, ma su tutto, ciò che lascia un po' sconcertati è la decisione piuttosto precoce di abbandonare la poesia per cambiare vita.
Eppure, nonostante abbia smesso di scrivere troppo presto a dispetto del proprio grande talento, è stato e resta una Leggenda, un emblema e un punto di riferimento per intellettuali ed artisti ribelli.
Nei suoi scritti ci sono "l’insofferenza, la pena, l’angoscia, lo spasimo dell’impossibile", la ricerca sfrenata della libertà assoluta; egli è stato il "poeta maledetto che non ebbe paura di scendere giù per tutti i gironi dell’inferno psicologico moderno per pescarvi il segreto di una bellezza inusitata e folgorante".
Questa biografia è stata davvero molto interessante perché caratterizzata da una piacevole fluidità, una prosa rapida e incalzante, una narrazione che non perde mai slancio ma che si sviluppa come un romanzo, restando tutto il tempo avvincente e raccontandoci a tutto tondo la vita di questo "poeta veggente", esponente rivoluzionario del Simbolismo.
Io conoscevo pochissimo Rimbaud e sono contenta di aver colmato, anche solo un po', questa lacuna.
Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
Pizzicato dal grano, a calpestare l'erba minuta:
Sognatore, ne sentirò la freschezza ai piedi.
Lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.
Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,
Nella Natura, – felice come con una donna.
(Sensazione)





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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz