In cinque quarti - Racconto di un'eredità indivisibile è un breve racconto di S.V. Antonini ambientato in un contesto famigliare e ruota - come suggerisce il titolo stesso - attorno ad un'eredità.
Il cuore pulsante di questa storia risiede nei beni che una coppia di genitori (Alberto ed Anna) lascia ai
propri quattro figli, con tutto il carico di dissapori, amarezze, baruffe, lungaggini e silenzi rancorosi che spesso tali questioni si portano dietro, creando fratture e ferite difficili da risanare.
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propri quattro figli, con tutto il carico di dissapori, amarezze, baruffe, lungaggini e silenzi rancorosi che spesso tali questioni si portano dietro, creando fratture e ferite difficili da risanare.
Pur nella sua brevità, il racconto segue con chiarezza e fluidità tre generazioni e ci mostra come la disputa ereditaria, che coinvolge per anni i fratelli - incapaci di risolvere la questione in tempi brevi -, finisca per logorare i legami famigliari, con grande dispiacere di mamma Anna, che tanto avrebbe desiderato che le questioni legate all'eredità - ed in particolare a un podere - fossero risolte il prima possibile e accontentando tutti...
Ma così non è stato e ciò che per il loro padre Alberto ha costituito il frutto del duro lavoro e di tanti sacrifici, si tramuta in qualcosa di negativo, capace di distruggere ciò che, in passato, è stato costruito con fatica.
"E fu così che quella terra, un tempo simbolo di unione e conquista, divenne teatro di una lunga disputa. (...)È la storia di chi resta, di chi cerca di tenere insieme i pezzi di un'eredità non solo materiale, ma anche emotiva. È la storia di un passato che si intreccia al presente, di una famiglia divisa tra il peso delle promesse e il desiderio di giustizia".
L'autore ci racconta di una famiglia di persone semplici, di uomini e donne che lavorano, dignitosi e infaticabili, che non si tirano indietro dall'assolvere le dure incombenze in campagna come dentro casa; è quel tipo di famiglia italiana di un tempo - neanche tanto lontano dal nostro - che la domenica si riuniva attorno a una tavola imbandita per pranzare insieme, rallegrandosi per il solo fatto di godere della reciproca compagnia, fino a quando, sopraggiunte le prime discussioni e i malumori relativi a case, terreni e testamenti, l'atmosfera di armonia e affetto è andata scemando, lasciando il posto a silenzi, distanze, telefonate astiose, litigi dal vivo, anni di lontananza che non fanno altro che acuire risentimenti e contrarietà.
"Si metteranno mai d'accordo questi figli?", si chiede mamma Anna e purtroppo, sino a quando sarà in vita, questa gioia le verrà negata.
Riusciranno i fratelli e le sorelle ad andare oltre i rancori, le delusioni per una promessa non mantenuta, per quel testamento sbucato all'improvviso, per quel podere indivisibile che diventa il fulcro della discordia? Riusciranno a mettere al centro l'affetto fraterno che dovrebbe unirli a prescindere, a dare valore all'amore che ha accompagnato l'esistenza dei loro genitori e di cui loro dovrebbero essere i degni eredi, a porre le basi per una nuova stagione di speranza e riconciliazione?
Questo testo mi ha colpito positivamente non solo per l'argomento in cui, secondo me, 9 lettori su 10 si rivedono (io credo che difficilmente ci siano famiglie in cui "il problema ereditario" non abbia provocato nessun danno, e parlo per esperienza famigliare) ma principalmente per lo stile: la scrittura è accurata e poetica, capace di emozionare, efficace nel descrivere i personaggi attraverso le loro azioni, di darci di ciascuno un esaustivo ritratto psicologico.
Un racconto, quindi, che seppur conciso, ci fa entrare in questa famiglia come tante, ci lascia assistere ai loro screzi ma ci offre anche la speranza che qualcosa cambi in meglio.
Interessante e particolare la scelta del titolo e vi invito a scoprirla leggendo questa piccola pubblicazione.
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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz