sabato 20 giugno 2026

Recensione: L'URAGANO. SOLE, FULMINI E SAETTE di Lucio Presta

 

Un'autobiografia per raccontarsi, per ricordare con orgoglio e affetto il proprio percorso di vita, dai primi passi nella danza allo spazio, man mano sempre maggiore e autorevole, che s'è preso nello sfavillante e non facile mondo dello spettacolo: Lucio Presta racconta di sé e delle persone importanti che, nel bene e nel male, hanno costellato fino a questo momento la sua vita umana e professionale.


 L'URAGANO. Sole, fulmini e saette
 di Lucio Presta


Ed. Piemme
272 pp

Credo che chiunque guardi un po' di tv abbia sentito/letto il nome di Lucio Presta: manager, agente e produttore televisivo tra i più influenti e potenti d'Italia, in questa autobiografia racconta la propria vita, la lunga e vivace carriera e le persone che hanno avuto un impatto rilevante in quasi cinquant'anni di lavoro nell'ambito dello spettacolo.

I capitoli che suddividono il libro (fatta eccezione per alcuni) è dedicata  ciascuno a un personaggio famoso con cui Presta ha condiviso un pezzo (più o meno lungo) di strada, dal punto di vista personale e  lavorativo.
Presta ha cominciato a muovere i primi passi come ballerino in programmi che sono diventati dei cult, come Fantastico, ma poi le sue scelte sono virate in altra direzione, affermandosi via via come produttore di moltissimi programmi (uno su tutti, Sanremo, per dieci edizioni) e manager di numerosi artisti; di fatto, Presta ha contribuito molto attivamente a plasmare la televisione italiana moderna e, attraverso la narrazione di aneddoti, retroscena, amicizie e scontri, abbracci e litigate, collaborazioni e rotture, veniamo a conoscenza di svariati dettagli e curiosità che hanno contraddistinto i rapporti tra Presta e i Vip con cui ha/ha avuto a che fare.

È inevitabile, quindi, che egli racconti la propria "versione dei fatti" in merito a specifici episodi e "dietro le quinte" verificatisi con personaggi quali Benigni, Clerici, Bonolis, Heather Parisi, Cuccarini, Maria De Filippi, Amadeus, Renzi..., e di essi Presta ci fa sapere in quali circostanze sono nate le collaborazioni, come si sono sviluppate, i successi e le sconfitte, e le eventuali rotture.

Il lettore incontra, di capitolo in capitolo, l'estrosa e frizzante Heather Parisi, che ha avuto un posto non indifferente nel percorso professionale di Lucio ma i rapporti tra loro si sono deteriorati col tempo, e qui scopriamo i perché; la talentuosa Simona Ventura, che ha avuto una parabola decisamente discendente, l'eclettica Cuccarini, che a un certo punto lo molla per ripararsi sotto le ali della De Filippi in Mediaset.

Se con alcuni l'affetto e la stima sono immutati nel tempo - col geniale Benigni, con la dolce Antonella Clerici... - con altri qualcosa s'è spezzato, ad oggi irreparabilmente.
E spesso per colpa di terze persone.

Ad es., con Bonolis e Amadeus - con cui c'erano una grande sintonia, un sincero affetto, fiducia e rispetto - le cose hanno cominciato ad andare male quando si sono "messe in mezzo" le mogli, secondo ciò che ci fa sapere l'autore: cattive consigliere, all'occorrenza manipolatrici, probabilmente gelose del legame stretto dei mariti con lo stesso Presta.
In special modo con l'ex-moglie di Paolo Bonolis - Sonia Bruganelli - ci va giù pesante, raccomandando più volte che a nulla servirebbe denunciarlo per le sue rivelazioni perché esse sono debitamente documentate.

Ecco, se vi piace rilassarvi cercando informazioni e aneddoti riguardanti i Vip, sbirciando dal buco della serratura l'ingannevole e sbrilluccicoso mondo dello spettacolo, le baruffe, le alleanze e i tradimenti, questo libro fa per voi.
È sicuramente una lettura spensierata, senza impegno, da ombrellone, che intrattiene piacevolmente; lo stile è scorrevole, forse il lettore attento noterà l'uso frequente di determinati vocaboli/espressioni, ma ci sta, chi narra non è un prof di Lettere e scrive con una linguaggio semplice e accessibile a tutti.

Ovvio che leggendo si sente molto quanto l'autore stimi principalmente sé stesso, riconoscendosi la fatica, i sacrifici, la professionalità, la bravura in ciò che ha fatto in 47 anni di carriera, e per carità, è legittimo, nel senso che se fosse stato forzatamente modesto sarebbe risultato falso, per cui è comprensibile che nella propria autobiografia Presta tiri le somme di tanti successi, contratti e affari e collaborazioni fruttuose e memorabili che lo hanno visto protagonista; d'altro canto, ci sta anche che a qualche lettore scappi un sorriso nel leggere come Presta si senta sempre dalla parte del giusto lì dove un rapporto s'è chiuso bruscamente.

L'altro è quasi sempre quello irriconoscente, ingrato, poco lungimirante..., mentre lui è il "manager dalle uova d'oro" che nessun artista dovrebbe mai abbandonare, se vuole restare sulla cresta dell'onda.

Vabbè, è logico che sia di parte, il libro è suo, non potrà mica buttarsi la zappa sui piedi da solo, ma sarebbe interessante sentire "le altre campane".
Intanto, lui ha scagliato fulmini e saette e chi vuole può farsi travolgere dall'uragano Presta, l'uomo con 

"il bel sorriso, i suoi modi gentili,
lo slancio, la virile virulenza,
e se riuscissi a perder venti chili
saresti il George Clooney di Cosenza."

Parola di Roberto Benigni.
 

martedì 16 giugno 2026

ULTIMI ACQUISTI LIBROSI (giugno 2026)


Buongiorno, cari lettori!
Domenica ho avuto modo di acquistare due libri usati a una cifra convenientissima.
Ve li presento.


IL MOMENTO DI UCCIDERE di John Grisham (Oscar Mondadori, trad. R.Rambelli, 528 pp), un giallo giudiziario molto noto di questo prolifico scrittore; io ho amato il film (con Matthew McConaughey) e quando ho trovato questa copia sulla bancarella, ho pensato di prenderla 😍



Siamo nello Stato del Mississippi, nella Ford County, negli anni Ottanta del XX secolo.
A Carl Lee Hailey, eroe del Vietnam, nero, hanno picchiato a sangue e violentato sua figlia. 
I due criminali sono bianchi, ubriachi e razzisti. 

Li uccide, in preda ad una furia selvaggia, davanti a numerosi testimoni. 
Si tratta di brutale omicidio o esecuzione esemplare? Vendetta o giustizia? 

Il caso infiamma gli Stati Uniti. Per dieci giorni in un tribunale del profondo Sud americano si discute la colpevolezza di un uomo senza mai poter ignorare il colore della sua pelle.






Il secondo libro è di un'autrice di cui ho letto Una notte soltanto, Markovitch (RECENSIONE), un romanzo che mi piacque molto.


SVEGLIARE I LEONI di di Ayelet Gundar-Goshen (Giuntina, trad. O.Bannet, R.Scardi, 318 pp).



Svegliare i leoni è un romanzo che corre sul filo della suspense, coinvolgendo il lettore in una riflessione sulla fragilità dei princìpi morali, sulla vergogna e sui desideri proibiti che si celano in ognuno di noi.


Il dottor Eitan Green è una persona onesta e un ottimo medico, impegnato a salvare vite. 
Una notte, guidando la sua jeep a tutta velocità nel deserto, investe un uomo, un migrante africano. 
L’uomo è ferito mortalmente e il dottor Green, preso dal panico, fugge. 
Questa decisione cambierà la sua esistenza. 
Il giorno dopo, una donna bella, misteriosa e dalla pelle nera bussa alla porta della casa di Eitan e gli porge il portafoglio perduto nel luogo dell’incidente. 
La donna lo ricatterà, ma non chiedendo soldi. Lo condurrà invece in luoghi, reali e interiori, che il dottor Green non avrebbe mai immaginato di dover esplorare. 


E voi, avete acquistato qualcosa di recente?


domenica 14 giugno 2026

Recensione: I TRASFIGURATI di John Wyndham



Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1957, questo romanzo di fantascienza, ambientato in un mondo post-apocalittico, mostra quanto siano deleteri l'intolleranza, il fanatismo religioso, la paura del diverso, l'arroganza di chi crede di avere la verità in tasca, e quanto invece sia essenziale coltivare il rispetto dell'altro e il superamento di pregiudizi e discriminazioni.


I TRASFIGURATI
di John Wyndham



Beat Ed.
trad. H. Brinis
220 pp
David Strorm è un ragazzo di Waknuk, una comunità "ordinata, ossequiosa delle leggi, timorata di Dio, composta di qualche centinaio di proprietà disseminate intorno, alcune grandi, altre più piccole", ed è uno dei pochi villaggi sopravvissuti al disastro atomico che ha devastato la terra, dopo che Dio ha mandato la tribolazione sulla terra. 

Suo padre è il più ricco proprietario terriero del paese ed è una persona influente che amministra la legge temporale come magistrato e tiene il sermone in chiesa la domenica, spiegando con solennità e cipiglio severo cosa Dio vuole dagli uomini che lo temono, cosa è conforme al suo pensiero e cosa non lo è.
 
Sulle pareti di casa Strorm spiccano, come unico segno di decorazione, dei pannelli di legno su cui sono artisticamente incise citazioni prese dai Pentimenti, la bibbia dei sopravvissuti di Waknuk: «Solo l’immagine di Dio è Uomo», «Mantieni pura la Creazione del Signore ». 
Il pannello più grande pende dalla parete di fronte alla porta d’ingresso e ricorda a chiunque entri in casa: «Guardati dal Mutante!».

David è cresciuto, quindi, nella convinzione che solo gli esseri umani conformi alla santa Norma, all'immagine divina, siano giusti, meritevoli di vivere; chi invece si discosta e ha anomalie nel corpo è un mutante, una specie di mostro che non può assolutamente vivere nella comunità dei puri ma va allontanato, anche soppresso eventualmente.

Quando è solo un ragazzino fa amicizia con una bambina, Sophie, che però ha un pericoloso segreto che lei e i suoi spaventati genitori stanno bene attenti a non svelare: la dita dei piedi della bimba hanno sei dita.

E David lo sa...:

"...e se un bambino o una bambina non corrispondono in pieno, non sono umani, e questo significa che non possiedono l'anima. Non si tratta più, dunque, della vera immagine di Dio, ma di un'imitazione, e nelle imitazioni esiste sempre qualche errore. Soltanto Dio produce la perfezione. Anche se le Deviazioni possono apparire uguali a noi sotto molti aspetti, in realtà non possono essere davvero umane. Sono qualcosa di totalmente diverso."

In pratica la sua amica è... una deviazione, una mutante e come tale non merita di stare in mezzo a loro, perché la sua difformità fisica è la rappresentazione di una "malattia" spirituale, di una natura peccaminosa e da tenere lontana.

Ma David è affezionato alla bambina e decide di tenere quel segreto per sé, anche perché egli solidarizza con Sophie in quanto è consapevole di nascondere un segreto che lo riguarda personalmente...: il ragazzo stesso, infatti, è portatore di una mutazione in quanto ha capacità telepatiche, vale a dire sa comunicare a distanza, condividere "forme-pensieri con altri ragazzi come lui che vivono nel suo villaggio o in altri vicini, tra cui sua sorella Petra e sua cugina Rosalind.

Purtroppo, quando il segreto di Sophie viene scoperto, la ragazzina e la sua famiglia cercano di fuggire in tutta fretta ma qualcosa andrà storto...

Nel corso del tempo, David assiste a diverse situazioni che lo scioccano, lo portano a riflettere e a mettere in discussione le regole della sua comunità, e in questo processo di consapevolezza ha un ruolo importante suo zio Axel, che parla con franchezza al nipote per farlo ragionare, per instillare in lui il dubbio che quello che gli hanno insegnato, e che suo padre si affanna con rigore a predicare ogni domenica, non è mica l'unica verità possibile.

"...quale prova concreta abbiamo noi per decidere quale sia la vera immagine? (...) 
"...il fatto che moltissime persone dicano che una cosa è così non prova affatto che lo sia davvero. Ti sto dicendo che nessuno, ma proprio nessuno sa, realmente, quale sia la vera immagine. Tutti credono di saperlo… proprio come noi crediamo di saperlo".

"quella che rende uomo un uomo è la mente; non è una cosa, è una qualità, e le menti non hanno tutte lo stesso valore; sono migliori o peggiori, e migliori sono, più significato hanno."

Intanto, i legami tra i nove ragazzi aventi capacità telepatiche si rafforzano ed essi sono pronti a incoraggiarsi, consigliarsi, darsi man forte nei momenti di difficoltà, che arriveranno perché la loro presunta deviazione li porta a commettere involontari passi falsi che rischiano di smascherarli.

E cosa accadrebbe a ciascuno di loro se qualcuno a Waknuk sapesse che sono capaci di comunicare col pensiero?

David rischia molto e a convincerlo dell'urgenza di scappare, prima che accada l'inevitabile, è non solo la voglia di mettersi in salvo, ma anche la paura che accadano cose indicibili a Petra e a Rosalind, con cui è sbocciato un sentimento d'amore.

Il ragazzo si vede costretto a fuggire da Waknuk assieme a loro due e ad inoltrarsi nel mondo sconosciuto, nelle Terre Selvagge e nelle foreste delle Frontiere..., un viaggio pieno di insidie, trappole e incontri con creature particolari, che renderà sempre più evidente come pretendere che essere graditi a Dio implichi essere uguali in tutto, negando ogni diversità e considerandola una bestemmia, una grave impurità, condannando chi è differente e ritenendolo difettoso, sia una totale follia, oltre che una grande ingiustizia e una manifestazione di gretta presunzione.

Quale mondo è possibile costruire attraverso un modo di pensare così distruttivo, chiuso e ignorante?

Forse l'arroganza degli uomini va punita con una catastrofe affinché un nuovo mondo possa nascere dalle sue ceneri?

"La qualità essenziale della vita è vivere; la qualità essenziale del vivere è il cambiamento; il cambiamento significa evoluzione; e noi ne facciamo parte. La stasi, la più grande nemica del cambiamento, è nemica della vita, e perciò è la nostra più implacabile nemica."


Ho scoperto questo romanzo un po' per caso e, attratta dalla trama, ho deciso di leggerlo, restandone piacevolmente coinvolta, come spesso mi accade con quelle storie ambientate in un periodo o in un luogo lontani dai nostri, in cui s'è verificata un'evoluzione sociale deviata, tirannica, in cui a guidare le norme collettive è la fede cieca in una ideologia (in questo caso religiosa) che, presa dalla frenesia di imporre il proprio pensiero unico, mette da parte ogni forma di misericordia, amore, accoglienza.
La gente di Waknuk ha attraversato una catastrofe ed è sopravvissuta... ma non ha imparato nulla, se non ad alimentare atteggiamenti di odio, intolleranza, controllo degli altri, condanna e giudizio, disprezzo, insensibilità verso i più fragili.
Il dolore, le difficoltà, la paura della sofferenza e della morte non hanno insegnato nulla di buono a queste persone, ossessionate dal pensiero di essere tutti uguali perché solo così possono sentirsi sicuri di essere più simili al Creatore.

In questo libro l'Autore tocca temi quali il fondamentalismo e il fanatismo religiosi, la paura del diverso, l'ossessione per una presunta purezza e lo sforzo costante di conservarla, ma ci dice anche che i cambiamenti sociali sono inevitabili e, nel bene o nel male, non sarà la cocciutaggine o la cecità dell'Uomo a fermarli. 

Lo consiglio a quanti amano il genere. pur essendo una pubblicazione non proprio recente offre spunti di riflessione anche ai giorni nostri.
 

venerdì 12 giugno 2026

Novità in libreria [ romanzi storici, narrativa orientale ]

 

Alcune pubblicazioni presenti da poco in libreria: thriller, gialli storici, narrativa dell'Est, romanzi storici.


NARRATIVA ORIENTALE

OMBRE SENZA VOCE
di Tokuro Nukui



Longanesi
trad. M.C Gasperini
400 pp
Nel 1991 Tōkyō è sconvolta da un terribile delitto.
Il sovrintendente Saeki, capo della Prima Divisione Investigativa della polizia metropolitana, è sotto pressione: i media lo incalzano, l’opinione pubblica pretende risposte e lui non ha nessuna pista concreta da seguire, mentre negli uffici della polizia molti insinuano che non sia all’altezza del compito, che sia arrivato ai vertici solo grazie alle parentele influenti. 
Ma Saeki resiste e lotta contro l’ostilità che lo circonda.
Per le strade della città c’è un uomo che conduce una lotta simile, ma contro la propria disperazione, perché da tempo vive con una voragine nel petto e cerca a tutti i costi risposte e rifugio, trovandole in un sedicente culto religioso che promette la salvezza ma a un prezzo molto alto. Troppo alto.

Uscito in Giappone nel 1993 riscuotendo subito un enorme successo, divenuto presto un classico del thriller, Ombre senza voce ci cattura trascinandoci in una spirale di mistero e insieme ci svela il lato oscuro di una società intimamente diversa dalla nostra e colma di fascino.



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UN INSOLITO NEGOZIO DI SOGNI E VINILI
di Jin Pyung Lim, Eun Koh Hee


Rimasto solo dopo la tragica scomparsa dei genitori e del fratello minore, Jeongwon ha deciso di farla
Nord Ed.
trad. M.L. Emberti Gialloreti
304 pp

finita. Prima, però, vuole realizzare un ultimo desiderio: vendere la sterminata collezione di vinili di suo padre, affinché ciascun disco possa trovare un nuovo proprietario che lo apprezzi e se ne prenda cura come faceva lui. 
Apre un piccolo negozio in un quartiere periferico di Seul, dove ben presto vanno a rifugiarsi persone che, come Jeongwon e i suoi dischi di seconda mano, sono state graffiate dalla vita. 

C'è Mirae, che non riesce a togliersi dagli occhi le immagini di un incidente di cui è l'unica sopravvissuta; c'è Darim, avvocata e madre single, respinta da un mondo che non perdona la sua forza; c'è Wonseok, un ex poliziotto disilluso che crede di aver esaurito ogni possibilità di redenzione; e c'è Duman, un idol in fuga da sé stesso, dopo la perdita del suo compagno di band. 

Sono anime solitarie e scordate, che hanno in comune l'amore per la musica e grazie ad essa ritrovano un'armonia. 
Pian piano le loro esistenze s'intrecciano come le note di un vecchio LP – malinconiche, calde, imperfette –, in una melodia che li mette inaspettatamente in connessione tra loro e li aiuta a riconciliarsi con il passato, aprendo per ciascuno una nuova possibilità di futuro.


Una storia intensa e commovente sul potere che ha la musica di parlarci quando le parole non bastano, di riconnetterci con il passato e creare legami indissolubili con il presente.


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LA MALINCONIA DELLE STORIE SOSPESE
di Minsoo Kang 




Nord Ed.
trad. F. Garleschelli
288 pp
Nella cella in cui è rinchiuso, il cantastorie sa che il suo destino è segnato. Dai confini del regno, la sua fama di tessitore di trame è giunta all’orecchio dell’imperatore, che lo ha convocato a corte e per tre anni ha fatto mettere nero su bianco dagli scrivani i suoi racconti favolosi di mostri e magie, fantasmi e divinità bizzose. Ora che la missione è compiuta, l’imperatore è pronto a sbarazzarsi di lui, ma prima gli chiede un’ultima storia. 
Quella con cui il narratore, forse, potrà salvarsi la vita. O almeno entrare nella leggenda.

A duemila anni di distanza, dalla finestra del suo studio uno storico osserva in lontananza le montagne da cui le divinità avrebbero dato vita alla nazione.
È proprio smascherando i falsi miti nascosti nella Storia del suo popolo che il professore ha raggiunto fama e riconoscimenti. Eppure, è consapevole dei limiti di quel metodo rigoroso, perché laddove mancano le fonti, solo l’immaginazione può colmare le lacune del passato o dare voce a chi è stato dimenticato. 
E ora che è prostrato dalla perdita della moglie amatissima, per colmare quel vuoto lui stesso avrebbe bisogno di immaginare un finale diverso per la propria storia. O magari un nuovo inizio.

Mito, Storia e vita si fondono in questa saga che sfida le definizioni di genere. Un romanzo a incastro sapientemente costruito in cui a intrecciarsi non sono solo le linee temporali ma anche trame universali di amore, memoria, sopravvivenza, che ci parlano del bisogno assolutamente umano e irrinunciabile di raccontare storie: le sole capaci di salvarci la vita o darci un’illusione di eternità.


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I CILIEGI FIORISCONO ANCHE DI NOTTE
di Clarence Solveg



Harbin, Cina, 1944. Hiromi è giovane e crede ancora nelle promesse di un impero. 
Astoria
trad. C. Turla
368 pp

Giornalista in una città occupata, scrive di armonia tra i popoli, mentre intorno a lei infuria la guerra tra Cina e Giappone. Ama il marito, Hajime Takeshi, medico illustre, ma desidera un uomo che non può avere. 
Un giorno, lungo un fiume, vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che non potrà mai dimenticare. 

Kyoto, 1993 La dottoressa Yuna Takeshi è pronta a ricevere il primo paziente della giornata ma davanti a lei c'è Ama, la sorella che non vede da trent'anni. 
Ad Ama serve un trapianto urgente, però Yuna non è una donatrice compatibile: infatti, con profonda sorpresa, scopre di non avere nessun legame di sangue con Ama, perché la sorella è stata adottata. 
Per salvarla, Yuna dovrà scavare nel passato della sua famiglia, rivelando cosa si nasconde davvero dietro la grandezza di suo padre e lo strazio di sua madre. 

Questa è una storia di donne che portano il peso della Storia voluta dagli uomini. Di madri che scompaiono, di figlie che cercano risposte, di sorelle che si aiutano. Del sangue – nel senso letterale e in quello più oscuro – come filo che lega generazioni e continenti, guerre e speranze. Perché i ciliegi fioriscono anche di notte. E la verità, prima o poi, sboccia. Anche se il mondo preferirebbe che restasse nel buio.

Una famiglia, un amore proibito, un segreto inconfessabile. Un romanzo intenso, in cui il presente è l'eco di un passato crudele


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NARRATIVA STORICA/THRILLER

LA SPIA
di Jorge Dìaz


Ponte alle grazie
480 pp

Andalusia, 1952. Un uomo viene brutalmente assassinato sulla spiaggia. A indagare è chiamato il giovane caporale Javier Bermejo della Guardia Civil, ma quello che potrebbe apparire come un delitto passionale si rivela qualcosa di molto più complicato. Per cominciare, chi era la vittima, il barone Ino von Rolland, ricco e misterioso uomo d’affari tedesco ritiratosi nella cittadina spagnola? Forse un nazista sfuggito alla giustizia dopo la fine della guerra? O un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento? Non sembrano due ipotesi compatibili... Jorge Díaz recupera dai meandri della storia del Novecento l’affascinante e ambigua figura posta al centro di questo romanzo, e si occupa di riempire i buchi lasciati dalle fonti. Ci trasporta così nella Barcellona del 1917, in cui servizi segreti tedeschi e britannici lavorano per procurare alle proprie forze navali il predominio nel Mediterraneo; tra le due guerre ci fa visitare Berlino, e di nuovo la Spagna durante la Guerra civile; poi i campi di sterminio, il Portogallo, l’Argentina. Fino all’Andalusia degli anni Cinquanta, quando la vicenda storica smarrisce le tracce dell’enigmatico personaggio lasciando all’autore la libertà di inventarsi il finale.

La spia, grandissimo successo in Spagna, è uno strepitoso intreccio di romanzo storico e thriller: per i lettori, un’emozionante avventura di mezzo secolo e di mezzo mondo.


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JOANNA DEGLI INCANTI
di Simona Lo Iacono


Guanda
256 pp
Palermo, 1640. Una monaca carmelitana è rinchiusa nelle prigioni della Santa Inquisizione in attesa di conoscere il motivo del suo arresto. 
Per rassicurare un misterioso compagno di cella, inizia a raccontare, perché «una buona storia svia la solitudine e ingannala morte». Joanna De Austa ha avuto un'infanzia segnata dalla perdita di un padre avventuriero e dalla presenza di una madre afflitta dalla vedovanza e priva di slanci. 
Ma lo zio vescovo è stato per lei un mentore straordinario: di mente aperta e anticonformista, conoscitore dei libri proibiti, le ha trasmesso l'amore per la poesia, le arti e le lingue straniere. 
E ha protetto la sua amicizia con Nucidda, la figlia della governante, Con un'intuizione del tutto innovativa per il suo tempo, Joanna fa della cartiera di famiglia una piccola casa editrice, dimostrando di saper unire la passione per i libri al talento imprenditoriale. 
Il primo volume dato alle stampe sarà il Don Chisciotte. «Diventammo famosi» dirà «per aver fatto due cose impossibili. Far scrivere i ciechi. Pubblicare la storia di un pazzo.»

Simona Lo Iacono trasforma in romanzo una storia vera di lutti e rinascite, rovesci economici e incontri cruciali, tenebre e luce: quella luce che brilla nel cammino delle donne verso la libertà.


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IL DISCEPOLO
di Giovanni Ferrero


Salani
294 pp
Mentre Roma scivola nel blu della sera e le note di un violoncello accarezzano il pubblico di Villa Medici, Ernest Hamilton scorge una donna dalla bellezza spiazzante: Tatiana, gallerista dell'Est, esperta di icone e arte sacra. 
Intanto, in Vaticano, si scopre un dipinto attribuito a Caravaggio: un'opera capace non solo di riscrivere la biografia del ‘genio maledetto', ma di incrinare la narrazione ufficiale che, per secoli, la Chiesa ha costruito di lui e di se stessa. 
A complicare ulteriormente le cose, la comparsa del quadro coincide con l'allestimento di una grande mostra voluta dal Papa in persona: un evento solenne in cui devozione e strategie di potere si intrecciano indissolubilmente. 
Quando la traiettoria di Ernest incrocerà quella del dipinto, diventerà sempre più chiaro che nulla sta accadendo per caso: è la stessa luce di Caravaggio, con le sue ombre, a ridisegnare la sua vita.

Con un romanzo dal ritmo avvolgente, Giovanni Ferrero si addentra nelle zone grigie dell'arte, della fede e dei sentimenti, interrogandosi sul desiderio dell'uomo di misurarsi con la verità, e sulla bellezza, ma anche il sacrificio, di restarle fedele.


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MOSAICUM
di Emanuela Taschini


Salani
432 pp


C'è un filo che lega Allon, orfano ebreo cresciuto alla corte di Federico II nel 1222 e Gabriel, biologo molecolare canadese che nel 2022 riceve un'eredità inattesa a Otranto.
Allon, ricevuto dall'imperatore l’ordine di scortare un rabbino di fiducia in una missione che passa per l’abbazia di Casole, si trova coinvolto in una storia misteriosa tra monaci che nascondono codici vietati, un bibliotecario al servizio del Papa, una morte simulata e una vera, avvelenamento compreso. 
Nelle cripte del duomo, negli stretti sotterranei e nelle taverne del porto dove si comprano informazioni più che vino, Allon segue la traccia di un manoscritto e di un ciondolo a forma di pavone: l’unico indizio di un enigma che lega il mosaico al cielo sopra l’Adriatico. 

Nel 2022, a Toronto, Gabriel prende possesso della casa di una zia quasi sconosciuta di Otranto e si ritrova davanti allo stesso mosaico: un albero che attraversa la navata, animali mostruosi, re in sella a grifoni, iscrizioni spezzate. 

Tra le carte lasciate in una cassetta di sicurezza, un manoscritto recante un antico calcolo astrologico lo spinge a entrare di notte nel duomo, seguendo le tessere del pavimento alla ricerca del punto in cui si interrompono. Lì dove il mosaico tace, un segreto sembra aspettare da ottocento anni di essere svelato.


Tra la luce netta del Mediterraneo e le ombre del sottosuolo, tra scienza e fede, simboli e profezie, questo giallo storico intreccia il destino di due uomini lontani nel tempo ma vicinissimi nelle loro ferite, nella loro sete di verità e nella tentazione di voltare le spalle agli ‘angeli’ per scegliere da soli la propria strada.

lunedì 8 giugno 2026

Recensione: LA STRANIERA di Katy Morgan

 


In questo retelling della storia di Rut la Moabita,  gli elementi del racconto biblico vengono arricchiti da altri frutto dell'immaginazione dell'autrice, senza mai alterarne lo spirito e il messaggio originari.



LA STRANIERA 
di Katy Morgan


197 pp
   Rut è solo una ragazzina di dodici anni che vive nel paese di Moab quando incontra per la prima volta la donna alla quale legherà per sempre la propria esistenza.

La donna in questione è un'israelita di nome Naomi ed è appena giunta in quei luoghi in compagnia del marito Elimelec e dei figli Malon e Chilion, e hanno lasciato il loro paese d'origine, Betlemme, per fuggire a una grave carestia.

Sono affamati, stanchi, scoraggiati, lontani dal loro popolo, dalla loro casa, e cercano rifugio in una terra straniera, in cui vive un popolo con le proprie usanze e i propri dèi.

Elimelec e la sua famiglia sono ebrei e adorano l'unico vero Dio e per loro è difficile abituarsi a una nuova realtà, ma pur di sopravvivere ci provano e riescono a stanziarsi e a trovare il modo di sostentarsi.

La giovanissima Rut conosce questa famiglia per caso e ne è attratta, soprattutto da Naomi, una donna fiera, dignitosa, pronta al sacrificio, ma che purtroppo viene colpita da un lutto che le porta non poco dolore: Elimelec, suo marito, muore.

Le restano i due figli, che sono dei bravi e volenterosi ragazzi e che sposano Rut e la sua migliore amica Orpa.
Entrando nella famiglia di questi giudei, Rut - che è sempre stata una ragazza sveglia, curiosa, sensibile - si interessa molto alle storie che Naomi racconta circa il Dio d'Abramo, di Isacco e di Giacobbe, imparando a conoscere il Signore sempre di più.

Naomi non fa che ripeterle che Dio è buono, pronto ad accogliere tutti.
Anche una straniera come me?, si chiede Rut, sperando nel proprio cuore che sia proprio così!

Purtroppo, dopo pochi anni di matrimonio, Malon e Chilion muoiono e la povera Naomi decide che lì nelle terre straniere di Moab - che non ha mai sentito come casa propria - il suo tempo è finito; forse è il caso di ritornare nella terra natìa, in Betlemme di Efrata, anche perché ormai la carestia è un lontano ricordo.

Le due nuore - che si sono affezionate alla suocera - vogliono accompagnarla, ma l'anziana cerca di convincerle a restare tra la loro gente, con l'augurio di incontrare due bravi uomini con cui rifarsi una famiglia e magari avere la gioia di diventare madri.

Orpa si persuade in fretta a dire addio alla suocera, mentre Rut è decisa e determinata: 

«Non pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anch'io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò anch'io e là sarò sepolta. Il SIGNORE mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!» 

Le due si recano a Betlemme, con il cuore pieno di sentimenti differenti e contrastanti: Naomi è profondamente addolorata e amareggiata perché l'Eterno l'ha riempita d'amarezza e resa infelice (Rut 1:20-21), è scoraggiata circa la possibilità di poter vivere decorosamente perché sono due vedove in cerca di un lavoro umile per potersi sfamare, di un tetto sotto cui ripararsi, ma al contempo continua ad avere fede nel suo Dio, la cui bontà non cessa e sicuramente si prenderà cura di loro.

Dal canto suo, Rut è più positiva, sebbene realista: è evidente che gli israeliti le guardino con un po' di disapprovazione e compassione, e per di più lei è pur sempre una straniera, una ex-adoratrice di divinità pagane, ma è altresì consapevole che ormai ha abbandonato la sua vecchia vita.
Lei ha sposato un ebreo e ha scelto di dimorare tra questa gente e di trovare rifugio presso il Dio d'Israele.

È fiduciosa che Egli qualcosa farà per prendersi cura di loro e infatti è ciò che accadrà attraverso un uomo dal cuore buono e timorato di Dio: Boaz, che diventerà per le due donne colui che le riscatterà, garantendo loro protezione e sostegno.

Questo romanzo è una riscrittura della storia di Rut narrata nelle Sacre Scritture, nell'omonimo libro; è fedele agli eventi raccontati nel testo biblico ma ovviamente contiene elementi fittizi, che vanno a riempire quelle parti della storia di cui non ci è giunta alcuna informazione, come ad es. l'infanzia di Rut, il contesto in cui viveva prima di entrare nella famiglia di Naomi.

La prosa è molto scorrevole, adatta a lettori anche molto giovani; mi piace che i fatti vengano visti dalla prospettiva di Rut, così da permettere di vedere le cose con i suoi occhi di ragazza e poi di giovane donna che è divenuta un esempio di umiltà, sacrificio, di coraggio, amore e di fede sincera nei confronti di un Dio che in fondo non conosceva ma del Quale si è fidata e sotto le cui ali ha scelto di rifugiarsi.

Il romanzo è composto da 24 brevi capitoli; sono presenti una mappa dei luoghi e delle note con i brani biblici citati capitolo per capitolo e approfondimenti sui dettagli storici.

Un emozionante racconto di paura e forza, di povertà ma anche cura reciproca, di giustizia e misericordia; ideale in particolare per i lettori più giovani (come lettura personale ma anche di gruppo) cui si vuol far conoscere e/o approfondire questo personaggio biblico e gli insegnamenti ad esso relativi.

sabato 6 giugno 2026

Recensione: LAMPI di Dean R. Koontz

 

Dal giorno della sua nascita, nella vita di Laura Shane c'è un misterioso uomo - da lei chiamato il Custode - che appare (e scompare) nei momenti più critici, in cui la sua incolumità è in pericolo.
Chi è quest'uomo e come fa a sapere quando Laura ha bisogno di lui?
Un thriller paranormal, ricco di avventura, tensione... e viaggi nel tempo!



LAMPI
di Dean R. Koontz

Sperling&Kupfer
trad. R.Terrone
405 pp
1991
"Si scatenò una tormenta, la notte in Laura Shane venne alla luce, 
ma con qualcosa si insolito nell'atmosfera 
che la gente avrebbe ricordato per molti anni. 
Era il 12 gennaio 1955...".


Era una notte buia e tempestosa... la notte in cui Janet Shane ebbe le doglie del parto: la primogenita sua e del marito Bob, Laura, era pronta a venire al mondo ma purtroppo il dottore che aveva seguito la gravidanza di Janet non lo era, occupato  a smaltire la sbornia in casa propria.
Cosa potrebbe succedere se ad occuparsi di un evento tanto naturale quanto straordinario come il parto fosse un medico ubriaco?
Per evitare di saperlo e che sopraggiungano guai, un uomo dai capelli biondi e dagli occhi azzurri (Stefan Krieger) fa la sua apparizione, preceduto da una notevole e luminosa scarica di lampi, in casa del suddetto dottore sbronzo, impedendogli materialmente di recarsi in ospedale a combinare macelli.
Sarà un altro dottore - decisamente più serio e professionale - a seguire il parto di Janet e, anche se la donna sfortunatamente morirà, la piccola riuscirà a sopravvivere, diventando il centro della vita di suo padre Bob.

Quando Laura - che cresce serena e allegra, bellissima, intelligente e sveglia - ha otto anni, i lampi forti ed improvvisi si verificano nuovamente, questa volta per impedire che la bambina e suo padre vivano un'esperienza drammatica dalle conseguenze imprevedibili.

Quando Bob muore, Laura è ancora una bambina ma riconosce l'uomo dai capelli biondi, al funerale, intuendo che la sua presenza non sia un caso ma che egli sia, per lei, una sorta di angelo custode, sempre pronto ad apparire per salvarla da qualcosa o qualcuno pronto a farle del male.

Laura si chiede chi sia e come faccia a sapere quando lei è in pericolo, ma non sa darsi alcuna risposta.

Rimasta orfana, dopo un breve periodo in affido da una famiglia di amici, Laura è costretta ad entrare nell'orfanotrofio Mcllroy, dove conosce le sorelle Thelma e Ruthie Ackerson, con cui instaura un bellissimo rapporto di complicità e lealtà, di quelli che nascono in condizioni di difficoltà, solitudine, sopravvivenza, e che hanno le caratteristiche per diventare legami inossidabili.
All'interno di questo istituto, la quotidianità non è facile, soprattutto a causa della presenza di una persona viscida e perversa: Willy Sheener.
Sheener è un depravato, un pedofilo e Thelma non fa che mettere in guardia Laura affinché lo eviti come la peste e cerchi di non stare mai sola con lui; l'individuo, manco a dirlo, punta da subito la nuova e bella ospite ma il Custode non ha dimenticato la propria protetta ed è ancora pronto ad intervenire...

Ma col passare del tempo, qualcosa cambia e Laura si ritrova ad attraversare esperienze e vicissitudini complicate senza ricevere aiuto "dall'alto", ma dovendo contare solo su sé stessa.
Come mai? Dov'è finito il suo Custode?

La vita va avanti, Laura cresce e diventa una ragazza affascinante e creativa, con il sogno di diventare una scrittrice.
Ad incoraggiarla a credere in questo sogno è un ragazzone tanto carino quanto impacciato di nome Danny, che si innamora perdutamente di lei.
Danny è un bravissimo e affettuoso ragazzo, che comincia a corteggiare Laura con delicata passione, conquistandola.
I due vivono una dolce storia d'amore, resa ancor più luminosa dalla nascita del loro unico figlio - Chris - e dal successo di Laura come scrittrice.

Ma la felicità è un attimo e, com'è arrivata, così se ne va: in un freddo e nevoso giorno di gennaio del 1988 accade un tragedia che sconvolge l'esistenza di Laura, ponendo lei e suo figlio in una costante situazione di estremo pericolo.

Ed è in questo frangente che ritorna il suo Custode che, attraverso la misteriosa Via dei Lampi, si rifà vivo per salvare Laura da eventi fatali.
E così, la donna capisce che Stefan non è un uomo comune, bensì è... un Viaggiatore del tempo!

Da quel fatidico giorno di gennaio '88, accade di tutto e Laura e il suo bambino saranno costretti a tenere gli occhi sempre aperti, a guardarsi le spalle, ad osservare il cielo per scorgere lampi improvvisi e sospetti, e la concreta sensazione di essere sempre minacciati porterà la donna ad attrezzarsi per difendersi ed eventualmente attaccare, lottando con le unghie e con i denti per preservare la vita di entrambi.

Per fortuna c'è anche Stefan, che va e viene dal passato al presente e al futuro con la stessa facilità con cui io vado dal minimarket alla pescheria (e senza lampi e tuoni a precedermi!), e il lettore scorre le pagine di questo thriller fantascientifico vivendo un'altalena di avventure, in cui l'elemento time travel è assolutamente fondamentale.

Stefan non appartiene agli anni Ottanta ma a un periodo precedente, in cui un gruppo di scienziati sta conducendo studi proprio sulla possibilità di viaggiare nel tempo e di influenzare il futuro, intervenendo e agendo su determinati eventi così da cambiare il corso di certi fatti storici.

Laura si ritrova suo malgrado coinvolta in questa cosa più grande di lei, che non può controllare se non affidandosi al suo Custode, che a un certo punto smette di fare l'enigmatico e decide di palesarsi senza ambiguità alcuna.
Entrambi lotteranno con tutte le loro forze per ritoccare il destino lì dove qualche "meccanismo" rischia di incepparsi.

"Il destino lotta per riaffermare il modello predestinato".
A volte è un bene che sia così, altre no.


La lettura è stata coinvolgente, divertente perché accade davvero di tutto, la narrazione è così vivida e serrata da sembrare un film e ci si immagina ogni scena, godendo ogni attimo di suspense e di azione.
Certo, l'elemento dei viaggi nel tempo (che a me piace moltissimo, e non per nulla sono fan di Ritorno al futuro, di Dark e di Outlander) qui viene arricchito con personaggi e situazioni un bel po' surreali, forse un tantino esagerati e fantasiosi pure per il genere, ma non l'ho trovato fastidioso, anzi mi ha fatto sorridere e mi ha incuriosita.

Un romanzo, quindi, in grado di appassionare il lettore e di sfidare il tempo - visto che è stato pubblicato per la prima volta alla fine degli anni Ottanta - confermandosi un testo brillante e intrigante anche ai giorni nostri.

Se vi piace il genere, lo consiglio benché non sia recente. Io questa copia l'ho scovata per caso ad una bancarella di libri usati.


Citazioni

"La invidiano perché è un uomo felice, perché non prova invidia nei loro confronti. Una delle più grandi miserie dell'umanità è che tanti non sanno gioire del semplice fatto di esistere, di essere vivi, ma trovano la felicità solo nella miseria degli altri".

"Comprendere non sempre è necessario, l'importante è credere".

giovedì 4 giugno 2026

Recensione: IO CHE TI HO VOLUTO COSÌ BENE di Roberta Recchia



Luca è solo un ragazzino quando la sua vita viene stravolta per sempre a causa di un'azione atroce commessa da una persona che ama e che non avrebbe mai creduto capace di far del male a qualcuno.
Reagire con coraggio per non lasciarsi annichilire dalla tragedia, e ricostruire sulle macerie da essa create, è una sfida che Luca dovrà raccogliere per andare avanti nel suo percorso, imparando cosa voglia dire rinascere e saper perdonare.
                                               


IO CHE TI HO VOLUTO COSÌ BENE 
di Roberta Recchia



Rizzoli
352 pp
Luca Nardulli vive nella bella località di Torre Domizia, che d'estate si riempie di gente che viene in vacanza, assieme al padre Tommaso (maresciallo dei carabinieri), la madre Lilia e il fratello maggiore Maurizio detto Mizio, con cui ha un ottimo rapporto, fatto di scherzi affettuosi e complicità.

Luca è un bambino quando si invaghisce di Betta, una ragazzina un po' più grande di lui, bella, solare, espansiva e inarrivabile per un bimbetto qual è Luca, che si sente agitare dentro un miscuglio di sensazioni ogni volta che la vede.
Quando ha dodici anni, trova il coraggio di farsi avanti regalandole un braccialetto della fortuna e quello sarà l'unico regalo che potrà mai farle perché l'anno successivo Luca non rivedrà più  "la sua Betta".

La ragazza, infatti, viene ritrovata cadavere e questo tragico ritrovamento turba enormemente gli abitanti di Torre Domizia: sapere che tra loro ci sono degli esseri capaci di fare ciò che è stato fatto alla povera Betta... è dura da accettare.
Ma purtroppo è così: Elisabetta Ansaldo è stata vittima di una brutale aggressione fisica e sessuale ed è stata lasciata morire su una spiaggia.

Chi ha commesso questo crimine infame?

Per diverso tempo la domanda resta senza risposta e col passare dei mesi lo stesso Luca si abitua a pensare alla sua Betta con malinconia e amara tenerezza per quella giovanissima vita terribilmente stroncata da dei mostri.

"Luca, che l’aveva amata con tutto l’ardore della sua pubertà, ora, quando la pensava, immaginava solo di farle una carezza per consolarla della paura che doveva aver provato a morire al buio, mentre i mostri le ferivano il corpo, davanti al mare che ululava insieme al vento."

Il mondo dei Nardulli inizia a franare quando Luca ha quindici anni: tre carabinieri bussano alla loro porta e l'esistenza di tutti e quattro non sarà più la stessa. 

Qualcosa di drammatico e funesto si abbatte su di loro e ha a che fare con la cara, dolce Betta.

Per sottrarre il figlio minore a un uragano che sta per schiantarsi impietoso su ciascuno di essi, mamma Lilia prende una decisione: riempie in fretta una valigia e lo mette su un treno con un biglietto di sola andata per Milano, dove lo aspettano lo zio Umberto Nardulli, professore al liceo, la zia Mara e le cugine Carò, Caterina e la piccola Emilia. 

Lontano da casa, dai luoghi in cui è cresciuto e dai propri cari, lontano anche dalla fidanzatina (Flavia), Luca si ritrova a dover abituarsi a una nuova vita, a una nuova città, a una nuova famiglia, a una nuova scuola.

Zio Umberto è il fratello di suo padre ed è in stazione ad attenderlo, ad abbracciarlo con la disperata tenerezza dello zio consapevole di come quel nipote adolescente avrà bisogno di affetto, incoraggiamento, protezione, amore.

Tutto mentre giù, a Torre Domizia, i suoi genitori passano l'inferno; il dolore, la vergogna, il marchio dell'infamia, i sospetti, i giudizi spietati... creano un fardello davvero difficile da sopportare per Tommaso e Lilia, che porteranno a vita le conseguenze dolorosissime di un peccato di cui non sono loro ad essersi macchiati.

Roberta Recchia ci lascia entrare proprio in questa famiglia straziata e ci fa vedere in che modo genitori, fratello, zii, cugini... "sopravvivono" a un evento sconvolgente, feroce, inaspettato che ha portato (e porterà ancora) tanta sofferenza, separazioni, tormenti interiori, paure, dubbi di ogni tipo e, nel caso della famiglia di Luca, anche distruzione di legami e di ogni felicità e riunione futura.

Luca capisce da subito che né Tommaso né Lilia lo vogliono a casa, né nell'immediato futuro né in quello più lontano: il ragazzo deve star lontano da quel posto in cui egli verrebbe malvisto per colpe non sue, deve studiare e farsi una vita a Milano, sotto lo sguardo vigile e amorevole di Umberto, professore colto, intelligente, uomo empatico e comprensivo.

Che lo voglia o meno, Luca deve costruirsi un presente fatto di esperienze, amicizie, progetti nuovi; ed è ciò che fa, provando a impegnarsi nello studio, mettendo nuove radici, cercando di restituire un senso a parole come fiducia e appartenenza. 

Certo, gli mancano mamma e papà, vorrebbe ricevere da loro più di qualche telefonata triste e stanca, e poi gli manca Flavia, anche se la ragazza è determinata a non lasciare andare il suo Luca e con pervicacia, attraverso il suo amore innocente e sincero, cercherà di fargli ritrovare la speranza nel futuro. 

Fuggire da Torre Domizia non vuol dire ovviamente zero problemi a Milano, né per Luca né per lo stesso zio Umberto e la sua famiglia; il soggiorno di Luca in casa dello zio creerà comprensibilmente dei contrasti, piccole incomprensioni tra il professore e sua moglie (che vivranno più di una preoccupazione per ragioni di coppia e come genitori), ma nonostante le difficoltà, la lontananza dai suoi, il peso della colpa, la paura di perdere Flavia, il giovane Luca va avanti per la propria strada, maturando una personalità equilibrata, sobria, investendo nelle proprie capacità, seguendo le proprie aspirazioni e piano piano il pensiero di Betta e di chi le fece del male va ad alleggerirsi, benché resti il momento spartiacque tra la vita di prima e tutto ciò che ne è tristemente seguito.

Ho seguito con moltissimo pathos le vicende di Luca perché attorno ad esse c'è tanto "materiale umano": dolore, delusione, desiderio di cancellare dal cuore chi amavi e ti ha fatto soffrire, solitudine, voglia e paura di ricominciare, malinconia, risentimento, lo sforzo di odiare l'origine della sofferenza senza però riuscirci davvero.

C'è quindi molto dolore in questo romanzo, che offre al lettore un'altra faccia di un'unica triste medaglia e mostra quante lacrime, quanta angoscia e quali infelici conseguenze nascano attorno a un evento feroce e disumano; ma c'è anche amore, dolcezza, la forza dei legami famigliari, desiderio di protezione.


Osserviamo Luca negli anni, lo vediamo diventare uomo e non perdiamo mai di vista neppure le persone importanti per la sua vita, le cui vicissitudini tengono stretto il lettore lungo tutta la lettura di questo romanzo profondo e intimo, delicato senza mai essere melenso, capace di trasmettere una forte componente drammatica con molta sensibilità; è un libro ricco di relazioni intense, dialoghi realistico e intensi, con al centro una storia che commuove e conquista dalla prima all'ultima pagina e che, attraverso il protagonista, ci ricorda che è possibile rinascere e ricostruire dalle ceneri di famiglie disgregate dalla vergogna e dalle pene, e che si può trovare in sé stessi la forza anche di perdonare.

Ho amato moltissimo questo romanzo per tutto: scrittura, personaggi, storia, epilogo..., per me è uno dei più belli letti negli ultimi tempi e lo consiglio vivamente.
Purtroppo ho "scoperto" solo dopo averlo terminato che è collegato a "Tutta la vita che resta", che probabilmente sarebbe meglio leggere prima.
Quindi non mi resta che recuperare l'altro. 


lunedì 1 giugno 2026

LE MIE LETTURE DI MAGGIO 2026

 

Ecco le letture che mi hanno accompagnata nel mese di maggio.



1. L'UOMO SENZA PRESENTE di V. Formica: noir psicologico che ruota attorno a temi profondi come la perdita dell'identità, la memoria, la salute mentale (4.5/5). SCRITTURA ACCURATA, ELEGANTE, PROTAGONISTA PSICOLOGICAMENTE COMPLESSO.
2. SPARE. IL MINORE di Prince Harry: memoir del secondogenito di Carlo e Diana d'Inghilterra. Il trauma della morte della madre, gli anni difficili della giovinezza, la carriera militare, i conflitti famigliari e con la stampa. Meghan (4/5). AUTENTICO. COINVOLGENTE.
3. UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA di C. Lynch: family drama - una madre viene privata del diritto di crescere la propria figlia a motivo del proprio orientamento sessuale; anni dopo, questa figlia va in cerca della verità (4/5). DISCRETO E DELICATO
4. LA GRANDE MIGRAZIONE. I RACCONTI DI ENTHALASSIA di A. Villa: fantasy classico. Un orco vuol dare alla vita propria e del suo popolo una nuova direzione, lontana da etichette e pregiudizi (4/5). PER CHI AMA LA NARRATIVA FANTASTICA NARRATA CON UN PIZZICO DI IRONIA.
5. PIOGGIA di M. McDowell: saga famigliare gothic/paranormal - sesto ed ultimo libro della saga Blackwater. La resa dei conti è alle porte e la catastrofe sarà inevitabile (4/5). BELL'ATMOSFERA, CI SI AFFEZIONA ALLE VICENDE DEL CLAN CASKEY.



READING CHALLENGE


Gli obiettivi del mese di maggio erano:

- LIBRO CON ELEMENTI PARANORMALI/FENOMENI INSPIEGABILI.

Io ho scelto il romanzo ⏬

6. LAMPI di Dean Koontz: thriller paranormal ricco di avventura e con viaggi nel tempo (4/5). LETTURA GODIBILE.

- LIBRO CON UN AMORE CLANDESTINO.

- LIBRO DEL CUORE  

7. IO CHE TI HO VOLUTO COSI' BENE di R. Recchia: narrativa italiana - durante l'estate dei suoi 13 anni, la vita del protagonista viene sconvolta da un terribile fatto di cronaca di cui è responsabile suo fratello (5/5). EMOZIONANTE, BELLISSIMO.


🔖🕮🔖🕮🔖🕮🔖🕮


Comincio giugno avendo in lettura:

  • I TRASFIGURATI di John Wyndham;
  • NIGHT SCHOOL. IL SEGRETO DEL SILENZIO di J.C. Daugherty.

Ho ricevuto in prestito (da due persone diverse) due libri che ho intenzione di iniziare subito:

- L'URAGANO di Lucio Presta;
- LA STRANIERA di Katy Morgan.
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