martedì 22 settembre 2026

Recensione: RE BIANCO di Juan Gómez-Jurado



Con Re bianco si chiude la trilogia Regina Rossa: è l’ultima corsa contro il tempo di Antonia Scott, la più impossibile, la più disperata, dove a rischiare sono molte persone,  comprese quelle a cui tiene maggiormente.



 RE BIANCO
 di Juan Gómez-Jurado 



Fazi ed.
Trad E. Tramontin
400 pp
«Spero che tu non ti sia già dimenticata di me. Giochiamo?».

Con questo sibillino ed inquietante messaggio si chiude Lupa nera e incomincia Re bianco: quando Antonia Scott lo riceve, non ha dubbi su chi glielo abbia mandato.
Sempre lui, il suo nemico numero 1, colui che ha distrutto la sua famiglia, la vita sua e del suo amato Marcos: Mr. White.

E la posta in gioco è alta perché a rischiare è il collega e amico Jon Gutierrez, che è stato rapito proprio da quell'essere diabolico di White, il quale ha architettato un "gioco" criminale pericoloso, letale, che metterà alla prova il self control di Antonia.

Dal momento in cui un malandato Jon viene ritrovato, scatta un terrificante conto alla rovescia: Antonia e il collega hanno solo tre ore di tempo per completare una serie di prove praticamente impossibili (esse concernono la soluzione di alcuni crimini mai davvero risolti) e poter così salvare Jon, prima che un ordigno - posto nel corpo dell'ispettore - esploda.

Jon ed Antonia sanno che vincere contro White è praticamente impossibile perché lui sembra (anzi, è) sempre un passo (ma forse anche più di uno) davanti a loro; li anticipa, ne prevede le reazioni, i ragionamenti, i comportamenti, le deduzioni.
Del resto, Mr White è di certo un individuo super astuto e tanto malefico... ma egli sa bene che il suo avversario - Antonia Scott - è tra le persone più intelligenti al mondo e che è, in virtù delle proprie capacità, assolutamente in grado di risolvere i suoi "enigmi" intrisi di sangue e crudeltà.

E poi Antonia non ha soltanto un Q.I. altissimo; lei è anche mossa dal desiderio sincero di salvare delle vite umane, di dare il proprio contributo alla giustizia e di catturare "i cattivi", e White e Sandra ne sono degni rappresentanti.

Senza considerare che se perde questa battaglia, la sua esistenza sarà nuovamente sconvolta, stravolta e lei si ritroverebbe a perdere un'altra persona cui vuol bene, cioè quel gigante buono di Jon, portatore non sano di una bomba incorporata.

La prova alla quale il nemico per eccellenza sottopone Antonia e Jon si suddivide in diverse "tappe", ciascuna delle quali corrisponde a un delitto sanguinoso e irrisolto (anche là dove sembra che una soluzione l'abbia avuta, ufficialmente); se risolvono il primo caso, passano al secondo ma più tempo perdono nel risolverne uno e più si avvicina l'ora X in cui "la bomba Jon" potrebbe scoppiare.

E se Antonia è spaventata all'idea di vedere il proprio amico maciullato sotto i propri occhi, figuriamoci quanta paura abbia Gutierrez in persona!
Scott e Jon sono costretti a "giocare" secondo le regole e le condizioni del malvagio burattinaio che tira i fili e capiscono che l'unica loro speranza è cercare di sfidare White sul campo dell'intelligenza, della deduzione logica e in questo sicuramente Antonia è fenomenale: la sua invidiabile capacità di osservare una scena (del crimine) e di trarre da particolari apparentemente insignificanti o invisibili delle informazioni preziose, delle piste e delle ipotesi affidabili, è qualcosa che White non solo riconosce ma, in fondo, stima, e proprio perché sa quanto sia brava Antonia che i suoi giochini sono di difficile soluzione.

Scott e Jon devono correre letteralmente contro il tempo e dovranno tirare fuori tutto il coraggio, l'incoscienza, l'ingegno di cui sono capaci, ma anche lasciarsi guidare da quello che è ormai divenuto il loro legame: non più solo lavorativo, ma una vera e propria amicizia, fatta di battute, sguardi e gesti di complicità, litigate e scherzi, momenti di silenzio, collaborazione e fiducia totali.

Antonia Scott sa che potrebbe affidare la propria vita a Jon Gutierrez e che lui rischierebbe la propria per proteggere e salvare la collega.
E viceversa.

Questo ultimo capitolo mi è piaciuto molto, forse è quello che preferisco fra i tre, e la lettura per me si è rivelata davvero avvincente; il ritmo è vivace, da serie tv (del resto, la serie c'è), la narrazione è ricca di sequenze di azione molto dinamiche; la tensione è sempre piuttosto alta e sale ancor di più in certi frangenti, non mancano i colpi di scena; ogni capitolo termina in modo tale da spingerti a leggere il successivo.

Essendo ormai alla resa dei conti, vengono a galla (attraverso flashback) le origini e gli oscuri segreti alla base del programma "Regina Rossa"; veniamo a conoscenza di alcuni dettagli dell'evento che ha cambiato per sempre la vita di Antonia, apprendiamo qualcosa in più sulla misteriosa Sandra; ecco, forse su White avrei desiderato che ci si soffermasse di più ma ok, c'è da accontentarsi; i traditori, in questa storia, non mancano e scoprirne l'identità è stata una sorpresa a metà, nel senso che comunque certi dubbi su alcuni personaggi li avevo già.

Il rapporto tra i due protagonisti l'ho adorato, perché Antonia Scott e Jon Gutierrez sono talmente diversi da costituire una splendida coppia; l'ironia di Jon - che sbatte meravigliosamente contro l'innata incapacità di Antonia di comprenderla - mi ha fatto sorridere più di una volta, soprattutto quando sopraggiungeva in frangenti in cui in realtà non ci sarebbe stato molto da ridere, ma lui è così, è capace di sdrammatizzare nonostante possa scoppiare da un momento all'altro.

Concludendo, questo romanzo mi ha convinta e ha confermato il mio parere positivo su tutta la trilogia.


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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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