![]() |
| Ed. Newton Compton Collana Nuova Narrativa Newton 352 pp 9.90 euro e-book 4.99 euro Anno pubblicazione: agosto 2011 |
Non sono una guida turistica provetta e professionale, lo so, quindi prendete questi post come una "curiosità" che poi ciascuno potrà approfondire in base alle proprie passioni ed ai propri interessi!
Tutto ha inizio dall'abbazia San Michele della Chiusa, più nota come Sacra di San Michele, complesso architettonico collocato sul monte Pirchiriano, all'imbocco della Val di Susa (qui il sito).
| San Michele della Chiusa |
Cenni storici.
L'abbazia nasce sul finire del sec. X, ma il secolo XII segna il culmine della potenza della comunità abbaziale, ricca di numerosissimi possedimenti che spaziano sino alla Francia e alla Spagna; successive alterne vicende avviano la comunità ad un graduale declino fino alla soppressione del centro monastico decretato da Gregorio XV nel 1622. Bisogna attendere gli anni '9, quando la Regione decide di fare della Sacra il Monumento simbolo del Piemonte e ne finanzia sostanziali lavori di restauro, con queste motivazioni.
La sua struttura architettonica è davvero originale e particolarmente complessa in quanto la basilica a 3 navate poggia non sul terreno ma sulle cappelle preesistenti e tutto l'insieme del basamento, delle scalinate e dei contrafforti di sostegno fa corpo unico con le contorte masse rocciose della montagna: un'impresa costruttiva veramente ammirevole se pensiamo alle limitate tecnologie del medioevo.
![]() |
| navata centrale |
Simoni parla del monastero di Santa Maria del Mare, sito tra Ravenna e Venezia; beh, pare che questo sia l'unico luogo non identificabile nella realtà...
Quindi proseguiamo il viaggio e giungiamo all'abbazia di Pomposa, situata in provincia di Ferrara, risalente al IX secolo e una delle più importanti di tutto il Nord Italia (lo stesso autore ce lo ricorda: "era uno dei templi benedettini più rinomati della penisola, noto come monasterium in Italia primum").
L'abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 dall'abate Guido. Ebbe una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante il Medioevo grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano. In quest'abbazia, il monaco Guido d'Arezzo inventò le note musicali moderne. Vi soggiornò anche il ravennate Pier Damiani, fra il 1040 e il 1042, chiamato a istruire i monaci.
Nel 1653 papa Innocenzo X soppresse il monastero, che nel 1802 venne acquistato dalla famiglia ravennate Guiccioli. Alla fine dell'XIX secolo la proprietà passò allo Stato italiano.
![]() |
| veduta aerea |
L'abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 dall'abate Guido. Ebbe una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante il Medioevo grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano. In quest'abbazia, il monaco Guido d'Arezzo inventò le note musicali moderne. Vi soggiornò anche il ravennate Pier Damiani, fra il 1040 e il 1042, chiamato a istruire i monaci.
Nel 1653 papa Innocenzo X soppresse il monastero, che nel 1802 venne acquistato dalla famiglia ravennate Guiccioli. Alla fine dell'XIX secolo la proprietà passò allo Stato italiano.
![]() |
| campo s. bartolomeo |
Di Venezia, viene menzionato Campo San Bartolomeo, a pochi passi da Rialto e che ad oggi è considerato il cuore socio-economico di Venezia .
![]() |
| S. Marco interno |
Non poteva passare sotto silenzio la basilica di San Marco (qui il sito), cattedrale della città.
La prima Chiesa dedicata a San Marco, voluta da Giustiniano Partecipazio, fu costruita accanto al Palazzo Ducale nell'828 per ospitare le reliquie di San Marco trafugate, secondo la tradizione, ad Alessandria d'Egitto da due mercanti veneziani: Buono da Malamocco e Rustico da Torcello.
Questa chiesa sostituì la precedente cappella palatina dedicata al santo bizantino Teodoro, edificata in corrispondenza dell'attuale piazzetta dei leoni, a nord della basilica di San Marco.
![]() |
| S. Marco |
La primitiva chiesa di San Marco venne poco dopo sostituita da una nuova, sita nel luogo attuale e costruita nell'832; questa però andò in fiamme durante una rivolta nel 976 e fu quindi nuovamente edificata nel 978 da Pietro Orseolo I. La basilica attuale risale ad un'altra ricostruzione che ricalcò abbastanza fedelmente le dimensioni e l'impianto dell'edificio precedente.
La nuova consacrazione avvenne nel 1094; la leggenda colloca nello stesso anno il ritrovamento miracoloso in un pilastro della basilica del corpo di San Marco, che era stato nascosto durante i lavori in un luogo poi dimenticato. Nel 1231 un incendio devasta la basilica di San Marco che viene subito restaurata.



























