mercoledì 12 novembre 2014

Cito e canto: KISSING YOU ("Il cavaliere d'inverno")



Romantico momento tra Tania e Shura, i protagonisti del noto e amato romance di Paullina Simons, "Il cavaliere d'inverno".


Sono davvero felice che tu sia venuto a trovarmi, Shura”, sussurrò
avvertendo una fitta di dolore nella parte inferiore del corpo.
Alexander chinò la testa e le baciò la bocca con passione. Lei gli cinse il collo.
Si baciarono avidamente, quasi senza respirare.
La fitta allo stomaco divenne così forte 
che Tatiana aprì la bocca e gemette.
Alexander le prese il viso tra le mani.
Sei la ragazza più dolce che abbia mai conosciuto”, sussurrò. 
Non so che cosa fare, Tania.
Le baciò le labbra, poi gli occhi, le guance,
 il collo.
Lei gemette di nuovo, sempre stretta a lui: si sentiva bruciare dentro. 
Le labbra di Alexander erano così avide 
e insistenti che lei cominciò a scivolare nel letto, incapace di muoversi, di respirare.
Lui la sollevò e cominciò ad accarezzarle dolcemente la schiena.
Lentamente le sciolse i lacci della camicia da notte e gliela sfilò mentre la baciava. 
Lei si lasciò sprofondare nel letto ed espirò, rabbrividendo.
Alexander era seduto sul letto, vestito, e la guardava con passione.
Tania, tu sei troppo per me... non posso averti né ora, né mai, né qui, né per
la strada... né da nessun’altra parte
.”

(Des'ree)

Pride can stand a thousand trials
The strong will never fall
But watching stars without you
My soul cries

Heaving heart is full of pain
Oh, oh, the aching

'Cause I'm kissing you, oh
I am kissing you, oh

Touch me deep, pure and true
Gift to me forever

'Cause I'm kissing you, oh
I am kissing you, oh

Where are you now?
Where are you now?

'Cause I'm kissing you
I am kissing you, oh

In lettura: 'IL VELO DIPINTO' di W. Somerset Maugham



Libro che ho cominciato a leggere da ieri.
Lo conoscete? Lo avete letto?

IL VELO DIPINTO
di W. Somerset Maugham

Ed. Adelphi
Trad. F. Salvatorelli
 pp. 234
€ 18,00
2006

Trama

Che ragione poteva avere l’incantevole Kitty – occhi splendenti, capelli alla garçonne – per sposare il gelido e inamabile dottor Fane – batteriologo alle dipendenze del governo inglese – se non il puro panico? 
Panico, soprattutto, di fronte alla prospettiva di deludere la madre, implacabile tessitrice di brillanti matrimoni. 
Non meraviglia allora che Kitty cada subito vittima del sorriso ammaliatore dell’uomo più popolare di Hong Kong, Charlie Townsend, a sua volta regolarmente sposato. 
Ma nei romanzi di Maugham la beffarda complessità della vita scompiglia a ogni pagina le carte e rimette in gioco i destini, spiazzando il lettore. 
E spiazzata, e sgomenta, è Kitty allorché il marito, che ha scoperto tutto, le propone di seguirlo in una città dell’interno, Mei-tan-fu, devastata dal colera. 
Che cosa cela la flemma disumana del dottor Fane? Un sinistro disegno di morte? O una perversa, demiurgica macchinazione? 
Più semplicemente, la possibilità di un nuovo destino, che si dischiuderà alla frivola Kitty a poco a poco, come un oscuro segreto, nella putrescente Mei-tan-fu, dove il colera miete uomini, convenzioni e certezze – e dove mai si sarebbe aspettata di incontrarlo.

Un viaggio tra profumi e giardini con "Scrittrici in giardino" di Adele Cavalli



Spazio alle segnalazioni di autori nuovi!!
Oggi è la volta di ...

SCRITTRICI IN GIARDINO
di Adele Cavalli


ePubblica
4.99 euro
259 pp
Giugno 2014
Sinossi

Scrittrici in giardino, elegante opera di Adele Cavalli, è un viaggio. 
Un viaggio in un mondo incantato, quasi, tra alberi, bordure, fioriture; una passeggiata nei giardini che sono stati fonte d'ispirazione per alcune tra le scrittrici più grandi del mondo. 
E percorrere questo viaggio, come afferma l'autrice "è stato come spiare le scrittrici, sono entrata nei lori giardini"... 
 In effetti, leggendo le sue pagine, così romantiche e poetiche, anche al lettore sembrerà di trovarsi proprio lì, in quella natura, tra le architetture botaniche di Vita Sackville-West, nel giardino rasserenante di Eudora Welty; potrà gioire insieme a Karen Blixen alla fioritura della sua peonia in Africa e passeggiare nei parchi insieme alle stupende creature di Jane Austen. 
Attraverso le parole di Adele Cavalli, ci si ritrova seduti in un giardino profumato, fatto di versi, letteratura e grande amore per la natura, amore che accomunava le dieci scrittrici. 
L'autrice racconta la grande passione di queste donne, per i boschi, per i fiori, per la terra, che amavano coltivare personalmente. 
Nel romanzo scopriamo tratti delle personalità di ognuna che di certo non conoscevamo; la storia famigliare, i figli, ma anche aneddoti che spesso non sono noti. 
Il libro è frutto di un lavoro di ricerca minuzioso e prezioso, Scrittrici in giardino è un romanzo narrato con estrema delicatezza, poeticamente, quasi per non disturbare le scrittrici e i loro pensieri. Colette : "...ascolto l'iris sbocciare..." o Emily : "...c'è bisogno d'estate e di intere legioni di margherite..." 
Ad impreziosire il testo, anche le foto dei giardini e delle case narrati. La lettura di Scrittrici in giardino riempie gli occhi di verde e smuove il desiderio di camminare tra quelle siepi, a scoprire gli angoli che hanno visto felici le dieci splendide donne.



L'autrice.
Adele Cavalli vive in Franciacorta (Brescia) a Rodengo Saiano dove parecchi anni fa ha trovato la sua prima casa con giardino. Lì, con il tempo, è nato il suo interesse per gli arbusti e per i fiori.
Ama la lettura, la scrittura e il giardinaggio e da queste sue passioni il desiderio di cercare, tra le scrittrici più amate, quelle che hanno curato con amore gli spazi verdi intorno alle loro case riempiendoli di profumi e colori. Così, dopo un paziente lavoro di ricerca, è nato Scrittrici in giardino, la sua prima esperienza come autrice.

martedì 11 novembre 2014

PROSSIME PUBBLICAZIONI NERI POZZA (ANTEPRIMA META' NOVEMBRE)



E se prima abbiamo visto una recente pubblicazione Neri Pozza, adesso vedremo tre prossime uscite!

Il brillante esordio narrativo di una delle grandi firme del giornalismo italiano: Enrico Regazzoni, creatore e direttore di D, la Repubblica delle donne per nove anni.

Un magnifico romanzo di iniziazione: la storia di un ragazzino che, attraverso una parete sottile, origlia l’esistenza dei vicini, e apprende il mistero che lega indissolubilmente la vita e la morte, la gioia e il dolore.

Un romanzo attraversato dalla stessa grazia che caratterizza la scrittura di Romain Gary.

UNA PARETE SOTTILE
di Enrico Regazzoni

Al di là del muro, una giovane madre suona meravigliosamente il piano ogni giorno, i ragazzi giocano, l capofamiglia rientra a sera e l’allegria pervade la casa… finché non irrompe, improvvisa, crudele, insensata, la tragedia.

Ed. Neri Pozza
192 pp
16 euro
USCITA 13 NOVEMBRE
2014 (?)
Trama

In un’imprecisata cittadina del nord Italia, un adolescente vive con la madre in una casa modesta.
Fin da quando è piccolo c’è una cosa che lo rende felice più di qualsiasi altra: poggiare l’orecchio alla parete di camera sua – un tavolato leggero come un foglio – e ascoltare i buongiorno sussurrati, i colpi di tacchi, i suoni e i rumori che arrivano dal grande appartamento dei vicini. Oltre quella parete vive una coppia con i quattro figli e sembrano il ritratto della felicità.
La famiglia ride in continuazione, parla a voce alta di tempi e luoghi che il ragazzo non conosce ma, soprattutto, si riunisce intorno al pianoforte e canta canzoni allegre, «motivi che parlavano dell’Olanda e di mulini a vento, ma anche dei guerrieri di Ponte San Pietro». 
Il ragazzo è un tipo solitario e non sa nulla di musica, ma quell’ascolto involontario lo emoziona a tal punto da fargli credere di essere una sorta di figlio acquisito per i vicini. 
Perciò quando il marito muore in seguito a un’improvvisa malattia, lasciando da soli i figli e la moglie pianista – che aveva sacrificato la carriera per occuparsi della famiglia –, il ragazzo si sente in dovere di accompagnare i vicini nel loro viaggio nel lutto e nel dolore. 
Un’esperienza incomprensibile che si rivelerà catartica e gli insegnerà che la musica può essere più forte di qualunque altra cosa. 

Con uno stile delicato in grado di restituire alla perfezione la psicologia dei personaggi e la complessità delle atmosfere domestiche, il romanzo d’esordio del giornalista Enrico Regazzoni è una storia toccante sulla solitudine, sull’amore e sulla necessità di aiutare gli altri. Perché ogni persona, anche la più riservata, contiene in sé una sinfonia di qualità nascoste Che merita di essere ascoltata.

L'autore.
Enrico Regazzoni (1948) ha lavorato nell’editoria, nel giornalismo e nell’università. È stato inviato culturale dell’Europeo e di Repubblica, e ha scritto di letteratura, musica e architettura. Per Repubblica ha anche gestito la pubblicazione di libri e dvd e ha preso parte alla progettazione di D - La Repubblica delle Donne, del quale è stato direttore editoriale per nove anni. È stato direttore dell’Istituto Carlo De Martino, la scuola dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Vive a Milano. Una parete sottile è il suo primo romanzo.

Novità in libreria: 'LA LISTA DI LISETTE' di Susan Vreeland



Novità Neri Pozza il nuovo romanzo dell’autrice de La passione di Artemisia.

LA LISTA DI LISETTE
di Susan Vreeland


Ed. Neri Pozza
Trad. S. Fefè
432 pp
18 euro
NOVEMBRE 2014


Trama

È il 1937 quando Lisette giunge a Roussillon, un villaggio della Provenza appollaiato in cima a una montagna, con le case dai colori armoniosi che sembrano abitate da elfi, fate e cantastorie. 
Vent’anni, e nel cuore la speranza di un apprendistato alla galleria d’arte Laforgue di Parigi, Lisette approda nel villaggio con l’animo tutt’altro che incline all’idillio. 
André, il marito, ha deciso di abbandonare la capitale e trasferirsi in quel borgo sperduto perché il nonno, Pascal, gli ha chiesto aiuto a causa della sua cagionevole salute. 
Per andare in suo soccorso, André ha rinunciato al prestigioso ruolo di funzionario nella Corporazione degli Encadreurs, l’associazione dei corniciai parigini, e Lisette al suo anelito d’arte. 
A Roussillon, però, i due non si imbattono affatto in un anziano malandato e in fin di vita, ma in un aitante ottantenne in evidente buona salute, trascorre il suo tempo a sfidare amici e conoscenti a colpi di bocce d’acciaio grandi come pugni. 
Ritrovarsi nella provincia francese per soccorrere un vecchio che, all’apparenza, non ha alcun bisogno d’aiuto sembrerebbe un’autentica beffa per la giovane coppia, ma nel chiuso della sua casa, Pascal mostra a Lisette e André la ragione vera del loro arrivo a Roussillon: sette dipinti appesi alle pareti che raffigurano casolari di campagna, campi con montagne sullo sfondo, fanciulle, nature morte, teste mozzate.
Sette quadri che lasciano Lisette a bocca aperta poiché le nozioni d’arte apprese dall’amico Maxime non le consentono di sbagliare: quei dipinti sono dei capolavori di Cézanne, Pissarro e altri grandi maestri. 
Incomparabili opere d’arte in un «villaggio fuori dal mondo»! 
Costituiscono la lista di Pascal, il tesoro che il vecchio ha ricevuto dalle mani stesse degli artisti quando anni prima aveva pensato di improvvisarsi corniciaio a Parigi. 
Book Cover Lisettes List by Susan Vreeland
,
Doni preziosi che racchiudono meravigliose storie d’arte e d’amore che Pascal vuole raccontare al nipote e alla sua giovane moglie parigina perché non vadano perdute.
Diventeranno la «lista di Lisette», i dipinti che la parisienne proteggerà quando, scomparso Pascal e perse le tracce di André, il rombo dei cannoni nazisti cercherà di zittire ovunque la civiltà e, in ogni città e contrada d’Europa, le SS, su ordine di Goering e Goebbels, si daranno al saccheggio e al furto di migliaia di opere d’arte.

«Susan Vreeland dipinge la sua tela con la mano sicura di un’artista di grande talento».
Publishers Weekly

«Susan Vreeland utilizza magnificamente 
l’arte per catturare la vita».
Booklist

L'autrice.
Susan Vreeland vive a San Diego in California. Neri Pozza ha pubblicato tutte le sue opere: La ragazza in blu (2003), La passione di Artemisia (2002), L’amante del bosco (2004), Ritratti d’artista (2005), La vita moderna (2007) e Una ragazza da Tiffany (2010).

Recensione: 'TERTIUS DECIMUS – IL TREDICESIMO APOSTOLO' di Valentina Lippi Bruni



Altro libro terminato nello scorso week end, ed eccoci a parlarne:

TERTIVS DECIMVS – IL TREDICESIMO APOSTOLO
di Valentina Lippi Bruni

Copertina Tertivs Decimvs
Collana: Digitaldream
Prima edizione: settembre 2014
La storia è ambientata ai nostri giorni e inizia con il ritrovamento di tre gemelli abbandonati in un convento, cresciuti dalla dolce e buona suor Bernarda, e chiamati Paolo, Pietro e Simone.
I tre vengono adottati da tre diverse famiglie ma crescono comunque insieme.
L'attenzione è posta in particolare su uno di essi, Pietro Alessi, che sin da ragazzino mostra una certa inquietudine caratteriale e un animo tormentato e insoddisfatto, come se fosse alla perenne ricerca di qualcosa che lo soddisfi e lo tranquillizzi.
A dare una virata decisiva alla sua vita ci penserà l'incontro con un uomo sulla sedia a rotelle, brusco nei modi ma leale in amicizia: Tony.
Tony diverrà una persona importante per Pietro perchè darà la sua vita per salvarlo: durante una rapina, Tony prenderà su di sè i colpi di pistola destinati al ragazzo, che per trovare un senso a quell'ingiusta morte, deciderà di entrare in Polizia, divenendo un poliziotto molto in gamba e rispettato.
Il destino (o forse Dio?) farà in modo che Pietro "paghi" il suo debito a Tony e al suo sacrificio, dandogli l'opportunità di salvare egli stesso la vita ad un'altra persona, vale a dire al cardinale Turrini. 
Negli anni, Pietro resta però sempre lo stesso giovane tormentato, in crisi con la famiglia adottiva, con la sua vita e con la fede verso un Dio che fin da piccolo gli hanno insegnato ad amare, ma che lui sente lontano. 

!Il suo ultimo respiro" - "La bambola che imparò ad amare": in wishlist!



Altri libri che finiscono nella lista dei "libri da comperare e leggere"!!

Dall’autrice bestseller del New York Times, Linda Castillo, arriva Il suo ultimo respiro. Il quinto volume della serie dedicata a Kate Burkholder è finalista agli International Thriller Writers Awards 2014.

IL SUO ULTIMO RESPIRO
di Linda Castillo



TimeCrime (Fanucci)
12.90 euro
354 pp
Ottobre 2014

Trama

Il sole sta tramontando su Painters Mill, e dalle nubi che gravano sul cielo iniziano a cadere le prime gocce di pioggia. Un padre amish sta tornando a casa con i suoi tre figli, guida il calesse, e tutti insieme intonano una vecchia filastrocca. 
La strada è deserta, si può sentire solo il frusciare del vento tra i rami e il rumore degli zoccoli del cavallo sull’asfalto.
Poi, all’improvviso, il rombo violento di un motore. 
Un’auto che sembra sbucata dal nulla sfreccia a tutta velocità verso di loro. Infine il silenzio cala il suo pietoso sudario.
Quando il commissario Kate Burkholder giunge sul luogo per i primi accertamenti, appare subito chiaro che non si tratta di un incidente stradale come altri, l’impatto non è stato colposo. Alla guida dell’auto non c’era un pirata della strada ubriaco, ma un killer a sangue freddo, e forse va stanato proprio tra gli abitanti di Painters Mill.
Ma chi ha voluto uccidere un diacono amish e due dei suoi figli? E per quale motivo? 
A piangerli sono rimasti una vedova e un ragazzo che si aggrappa alla vita nel reparto di terapia intensiva di un ospedale, incapace di comunicare. È l’unico testimone di quanto accaduto quella maledetta sera. L’unico che potrebbe indicare una direzione per le indagini.
Kate Burkholder barcolla nel buio, e per trovare risposta alle sue domande dovrà intraprendere un viaggio agghiacciante nei più oscuri meandri del cuore umano, che metterà in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto.

L'autrice.
Linda Castillo è una delle più note autrici statunitensi di thriller. Tradotti in quattordici Paesi, i suoi romanzi sono stati insigniti di numerosi premi, tra i quali il Daphne du Maurier Award of Excellence e l’Holt Medallion; è stata inoltre finalista al prestigioso Rita Award per il miglior esordio. Costretta al silenzio è il primo volume della serie dedicata a Kate Burkholder, a cui hanno fatto seguito La lunga notte (Timecrime, 2012) e Breaking silence (In un vicolo cieco, di prossima pubblicazione). Vive con il marito in Texas
.

LA BAMBOLA CHE IMPARO' AD AMARE
di Rafik Schami


Ed. Garzanti
Trad. P.Scopacasa
178 pp
16.60 euro
Novembre 2014

«Una storia poetica e universale sull'amicizia e l'amore. Rafik Schami con il suo stile delicato e suggestivo descrive quel prezioso momento in cui il bambino che è in ognuno di noi torna a far sentire la sua voce
«Frankfurter Rundschau»


Tutti hanno un cuore.
Pochi sanno ascoltarlo davvero.
Ma a volte basta perdersi a guardare le stelle.


Trama

Piove, e la piccola Nina immagina già una grigia giornata senza poter uscire a giocare. 
Ma suo padre sa come salvarla dalla noia: una passeggiata al mercato delle pulci. Nina adora girare per le bancarelle, perché possono nascondere oggetti inaspettatamente preziosi. 
Ed è proprio lì che rimane incantata da due occhi verdi che la scrutano da sotto una massa di riccioli rossi. 
Sono quelli di una bambola. Si chiama Minimè ed è molto speciale: sa parlare. 
Solo con i bambini ovviamente, perché i grandi non la stanno più a sentire. 
Purtroppo, come tutte le bambole, non ha un cuore. Eppure ha un grande dono, quello di aiutare i bambini che si prendono cura di lei. Perché Minimè riesce a scacciare la paura. 
Basta stringerla tra le braccia e ogni timore svanisce: né i mostri sotto il letto né il buio riescono più a spaventare Nina. 
Giorno dopo giorno diventano inseparabili, e Minimè per la prima volta sente che si sta affezionando alla bambina come non ha mai fatto con nessun'altra. 
E quando Nina viene ricoverata in ospedale, la bambola si preoccupa così tanto per lei da desiderare di avere un cuore per farle capire quanto le vuole bene. 
Perché sa che solo con il cuore di un bambino si possono apprezzare le cose davvero importanti, si può guardare al mondo ogni giorno con meraviglia, si possono provare emozioni profonde, ingenue, vere. Si può imparare ad amare.

Rafik Schami, pubblicato in ventuno paesi e vincitore di numerosi premi, regala ai suoi lettori una favola per adulti e bambini. La bambola che imparò ad amare è una storia dolce che insegna come diventando grandi non si riesca più a cogliere la bellezza che ci circonda ogni giorno. Ma non bisogna perdere la speranza, ci ricorda Minimè, perché se lo si desidera davvero si può ritrovare lo spirito dell'infanzia. Si può cogliere di nuovo la magia della luna che splende e di una farfalla che vola leggera trascinata dal vento. Si può provare di nuovo ad ascoltare il proprio cuore.

L'autore.
Rafik Schami è nato nel 1946 nel quartiere cristiano aramaico di Damasco. Figlio di un fornaio, nel 1971 è stato costretto all'esilio, si è rifugiato in Germania e ha studiato chimica a Heidelberg. Oggi è tra i più noti scrittori di lingua tedesca. I suoi romanzi sono stati tradotti in ventun lingue e hanno vinto numerosi premi. Il lato oscuro dell'amore, pubblicato in Germania nel 2004, è stato per mesi ai vertici della classifica dei best seller
.

lunedì 10 novembre 2014

Recensione: 'LA BAMBINA DAI CAPELLI DI LUCE E VENTO' di Laura Bonalumi



Ultimo libro terminato e che ben si addice al periodo invernale e all'atmosfera natalizia che già nelle prossime settimane ci avvolgerà!!
Magari potrebbe essere un'idea-regalo per qualche lettore giovanissimo!!

LA BAMBINA DAI CAPELLI DI LUCE E VENTO
di Laura Bonalumi


Ed. Fanucci Tweens - 
240 pp 
13 euro
USCITA 10 GENNAIO 2013
Viola è la protagonista di questo romanzo.
E' una ragazzina di undici anni e ha una grande passione: la neve, con tutto ciò che la riguarda: dalla forma dei fiocchi di neve alla loro composizione (aspetti scientifici sui quali è informatissima!! Una vera e propria enciclopedia) alle parole specifiche - appartenenti al linguaggio degli eschimesi  - per poterla nominare.

Vive in una grande città dove nevica spesso con la sua famiglia "a metà”: Maria Giulia, la sorella sedicenne, e la mamma, sempre di fretta e spesso stressata.
La mamma s'è separata dal papà dentista, che però è presente nella vita delle figlie, in quella di Viola soprattutto, visto che Maria Giulia è così arrabbiata con i genitori da non riuscire a relazionarsi serenamente con loro, così che i litigi con la mamma sono all'ordine del giorno, in casa, mentre con il povero padre ostenta un atteggiamento di indifferenza.

Viola è una bimba davvero speciale.
Ma questo suo essere speciale è qualcosa che deve venir fuori pian piano e, a quanto pare, nessuno finora se n'è accorto (o forse solo la nonna?), visto che la ragazzina è solitaria, ha pochissimi amici e a scuola si sente inadeguata, tanto da risultare ed essere additata come strana, anzi addirittura le affibbiano la parola più brutta: "pazza".

Viola è sensibile, intelligente, dolce... e soffre questa sua "condizione di invisibilità", tanto a scuola quanto in famiglia; soffre inoltre la separazione dei genitori e trova davvero inutile andare dalla psicologa a dire i fatti propri.
A lei interessa solo la sua neve ed aspetta con ansia che nevichi per poter catturare un leggero e magico fiocco di neve!!!

Persa tra i suoi cristalli di ghiaccio, Viola vivrà un'avventura meravigliosa e magica: pochi giorni prima di Natale, trova sull’autobus un oggetto luminoso, cioè un fermaglio per capelli a forma di fiocco di neve
Viola lo prende, lo porta con sé e lo studia; la cosa strana è che solo lei può vederlo.
Perché?
La risposta arriva con la comparsa di Emily, la ragazzina con i capelli di vento, che appare, svanisce e riappare lasciando dietro di sé, polvere dorata.
Emily è anche lei speciale e spiega ad una stupefatta Viola di essere una "passante", che vive a metà, tra la vita e il sonno, tra la realtà e il riposo eterno: Emily in realtà è in coma, in seguito ad un incidente e "qualcuno dall'Alto" ha stabilito che per svegliarla c'è bisogno dell'intervento di un'anima pura, innocente, sensibile..., speciale.
Come solo Viola può esserlo.

Viola dovrà aiutarla a svegliarsi. 

Ma come?

Con il supporto di un padre comprensivo, di una nonna e di una bisnonna dalle tradizioni e dal passato familiare davvero particolari, Viola assolve il suo compito, la sua missione e a beneficiarne non sarà soltanto Emily, ma lei stessa... e forse anche chi le è attorno!

La bambina dai capelli di luce e vento è un romanzo dolce, autentico e coinvolgente, una storia che commuove perchè davvero ricca di sentimento e spontaneità: una lettura che rimarrà impressa nel cuore e nella mente, un po' come quei libri dell'infanzia che abbiamo tanto amato (vedi Il piccolo principe) .

Mi ha commossa e intenerita la protagonista perchè l'ho sentita così vicina alla me undicenne: solitaria, con poca fiducia in se stessa, accompagnata dall'eterna sensazione di essere inadeguata, poco apprezzata e col timore di non saper fare nulla di bello.

Viola è una ragazzina che sta crescendo ed ha bisogno di conferme e rassicurazioni, di affetto, dimostrato non frettolosamente, tra un rimprovero e l'altro, ma con una carezza, un abbraccio, un momento condiviso parlando di sè.

A volte vorremmo davvero (e forse ne abbiamo bisogno!) che un incontro speciale, con personaggi magici, da favola, misteriosi, che compaiono all'improvviso nella nostra vita senza che li abbiamo chiamati.., ci aiutasse a "raddrizzare un po' il tiro", ad apprezzare di più noi stessi e chi ci è vicino, per farci sentire che la vita è davvero breve ed evanescente, come un fiocco di neve, e non ci conviene perdere tempo in litigi e baruffe, ma sarebbe opportuno trascorrere del tempo con chi amiamo e coltivando ciò che ci fa star bene.

Cosa saremmo senza amore?
E senza una passione da custodire e coltivare?

Il libro della Bonalumi racconta una storia a metà strada tra la realtà e la fantasia, è un po' una favola che solletica la tenerezza del lettore, la sua sensibilità, lasciandogli scorgere quanta gioia può essere nascosta in un'amicizia particolare, in un gesto d'affetto sincero, in un atteggiamento di comprensione... e nelle piccole cose - ritenute spesso insignificanti - come un leggero fiocco di neve.

Quanto amore e quanto bene si racchiudono in poche parole, "Nagligivagit", cioè Ti voglio bene!! Impariamo a dirle più spesso e a non darle per scontato!

Recensione film 'LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO' di Gregory Wilson



La settimana scorsa ho visto un film che mi ha molto turbata per le scene e per la storia in sè.


LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO

clicca per TRAILER

Questo film è tratto dall'omonimo romanzo di Jack Ketchum, che a sua volta prende spunto da un fatto di cronaca nera americana molto crudo: le torture e il feroce, barbaro assassinio della povera adolescente Sylvia Likens, ad opera della cosiddetta "madre tortura", tale Gertrude Baniszewski.

Del libro avevamo già parlato QUI.

Di questo film il "maestro dell'horror" ha detto: Il primo film americano realmente scioccante da quando vidi Henry: Pioggia di Sangue (1986) oltre 20 anni fa. Se siete facilmente impressionabili, non dovreste guardare questo film. Se, d'altro canto, siete pronti a dare uno sguardo verso l'inferno in stile suburbano, The Girl Next Door non vi deluderà. Questo è il lato oscuro della luna di Stand By Me

Regia: Gregory Wilson

Cast:

Blythe Auffarth: Meg Loughlin
Blanche Baker: Ruth Chandler
Daniel Manche: David Moran
Madeline Taylor: Susan Loughlin
William Atherton: David Moran adulto
Kevin Chamberlin: poliziotto


Siamo negli anni Cinquanta, in America, nel New Jersey, e un ormai adulto David assiste ad un incidente stradale e con la memoria torna all'estate di molti e molti anni prima, a quando aveva solo 12 anni.
Il David 12enne è un ragazzino "normale", tranquillo, con la sua combriccola di amici e un principio di interesse verso l'altro sesso.
Conosce la giovane Meg Loughlin, rimasta orfana in seguito ad un incidente (i genitori sono deceduti) e che si trasferisce con la sorellina Susan (che ha riportato un handicap fisico, alle gambe), nella casa accanto a quella di David, dove vive la strana zia Ruth...
Ruth, in apparenza ottima madre di famiglia, nasconde una vena di sadismo e alienazione, che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente e dolorose, poi dando vita a una serie di torture fisiche e psicologiche di cui David e gli altri ragazzi del vicinato divengono testimoni e, in qualche modo, complici inconsapevoli.

Ruth è davvero un personaggio diabolico: con la sua calma imperturbabile e sospetta, la sigaretta sempre in bocca, i suoi occhi di ghiaccio e quell'espressione fredda e priva di sentimenti, pensa ogni giorno a come infierire sulle nipoti, sulla povera ed inabile Susan - che dice di voler "semplicemente" educare - e soprattutto su Meg, che è un'adolescente dolce, silenziosa e carina.
Così carina da destare evidentemente le ire della sola e magrissima Ruth, fissata in particolare sull'idea che la nipote se ne vada in giro a donare generosamente "le proprie grazie" ai giovanotti, David compreso, che lei conosce bene in quanto non solo vicino di casa, ma anche amico dei figli.

Questi ultimi sono completamente in balia delle follie sadiche e malvagie della mamma, che a un certo punto in poi non metterà alcun freno al comportamento dei ragazzi, che cominceranno molto orgogliosamente ad imitare le cattiverie materne e ad esercitarle verso la povera Meg.

Meg si ritroverà ad essere legata e messa in cantina, luogo che diverrà il suo personalissimo inferno, in cui subirà violenze fisiche e psicologiche inaudite.

La cosa drammatica del film, che lascia basiti ma anche indignati, è che Meg viene rinchiusa in una cantina dove è quotidianamente visitata non soltanto dalla pazza famiglia di Ruth, ma anche dai ragazzini che abitano nei dintorni, che divengono spettatori passivi (non tutti, alcuni vengono coinvolti da Ruth, affinchè si "divertano" anch'essi a infierire sulla povera vittima) di una atrocità che sembra uscire fuori dallo schermo e prendere lo spettatore... per la gola, lo stomaco... mozzandogli il respiro e lasciandolo inchiodato davanti al video.

Cosa spinge una persona a riversare su un proprio simile una dose inconcepibile di crudeltà?
Quanta cattiveria può risiedere nel cuore di un essere umano, che pure riesce a fingere una vita normale agli occhi della società, per poi trasformarsi (tra le mura di casa propria) in una sorta di ... "diavolo"?

Cosa scatta nella mente di un gruppo di ragazzini che, messi di fronte allo spettacolo della violenza gratuita, non riescono a ribellarsi ad essa, ma anzi ne restano atterriti, paralizzati, silenziosi, come se ciò che vedono non li toccasse, non richiedesse il loro intervento, come se il loro silenzio non li rendesse colpevoli?

Perchè David - forse l'unico del "gruppo di spettatori" a soffrire per le schifezze cui assiste - non denuncia Ruth e i figli? Perchè non si confida da subito con i genitori?
E quando si deciderà ad andare alla polizia, riuscirà a liberare la povera Meg - ormai ombra di se stessa - dalle grinfie di una matta senza scrupoli e senza moralità?

Il film inizia in un modo "soft": Ruth è acida, scostante, maligna, algida..., non risparmia insulti e minacce alle nipoti ma le due sono ancora in una condizione "vivibile", dalla quale potrebbero addirittura ancora fuggire!
E' da un certo momento in poi che lo spettatore viene scaraventato nella cantina con Meg, legata con le braccia in alto, nuda, imbavagliata (occhi e bocca), lasciata a se stessa, denutrita, picchiata, abusata... e l'incubo di Meg diventa quello di chi guarda.
Ne viene fuori qualcosa di devastante e crudo (per usare un eufemismo), ma in una maniera... esagerata.

Ho avuto spesse volte, durante la visione del film, la tentazione di spegnere il pc, perchè mi chiedevo: che senso ha questa "pornografia della violenza"? Che messaggio lascia allo spettatore questo film?

L'ho visto tutto, però; forse perchè sapevo che le torture inaudite subite da Meg nella finzione, qualcuno (Sylvia) le ha subite davvero, e qualcosa mi ha spinto ad arrivare alla fine...

Chissà, sarà quella parte (piccola, mi auguro) un po' oscura che c'è in ogni essere umano e che ci spinge a guardare da lontano la malvagità, la violenza, soddisfacendo quella inquietante, strana e morbosa curiosità che proviamo verso il Male..., per capire e vedere fino a che livello infimo può giungere la mente umana, quando perde ogni contatto con la realtà e col senso comune del bene e del giusto.

Non mi sento di consigliarne la visione..., soprattutto ai più sensibili; è un film che rischia di lasciare ben poco a chi lo guarda, se non un magone all'altezza dello stomaco e un sospiro di egoistico sollievo nello staccare gli occhi dallo schermo, guardarsi attorno e pensare: "Ok, sono al sicuro a casa mia, tra persone che mi vogliono bene e che non hanno alcuna intenzione di tenermi legato in cantina...".

Consigliato SOLO a chi ama il genere horror/splatter e ritiene di non essere un tipo impressionabile.


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domenica 9 novembre 2014

Recensione film: "La ragazza del dipinto" di Amma Asante



2014
Regia: Amma Asante

Il film britannico Belle, con Gugu Mbatha-Raw, Tom Wilkinson e Tom Felton, racconta la storia vera di Dido Elizabeth Belle, figlia di un ufficiale della marina inglese e di una donna africana.

Tratto da una storia vera, Belle racconta la vita di una ragazza dal sangue misto, Dido. 
Portata in Inghilterra dal padre, ufficiale della marina britannica, viene cresciuta ed educata come un’aristocratica, sopportando però le discriminazioni dovute alla sua diversa etnia. 
Insieme alla cugina Elizabeth, Dido impara sulla sua pelle le regole e le convenzioni sociali del tempo. L’incontro con un giovane avvocato, John Davinier, cambia tuttavia la sua percezione di se stessa: l’amore che nasce tra i due porta la famiglia di Dido a rivedere la concezione tradizionale sul concetto di razza vigente al tempo.


Ho visto il film in streaming pochi giorni fa e l'ho trovato molto bello.
A me piacciono le storie ambientate nel passato e nella società londinese tra Settecento e Ottocento, con i suoi abiti raffinati e le sue abitudini e convenzioni eleganti ma anche molto rigide.
Dido è un bel personaggio: una donna giovane forte, determinata, fiera di sè e delle proprie origini, nonostante proprio queste ultime la costringono a stare sempre un po' ai margini della società come della famiglia.

Sì perchè, nonostante sia amata dai Mansfield, che l'hanno cresciuta praticamente come una figlia, essi non la lasciano pranzare con loro e tanto meno le permettono di presentarsi alle cene con eventuali ospiti, per non urtare la sensibilità di questi ultimi.
E' un periodo in cui si parla ancora di schiavismo dei neri e della conseguente discriminazione nei loro confronti, considerati inferiori.
La stessa Dido, che pure è figlia di una persona di alto rango - che le ha lasciato una cospicua eredità (tale da renderla, potenzialmente, un "buon partito") - ed ha ricevuto un'invidiabile educazione ed istruzione, dovrà subire il disprezzo e le umiliazioni da parte di famiglie alla ricerca di una moglie ricca (per i propri rampolli) e di certo non mulatta... (particolare, questo, visto come una cosa di cui vergognarsi).

Ma Dido ha un bel caratterino, è intelligente, istruita e sente di non dover assolutamente provare vergogna per il colore della propria pelle perchè non è questo a rendere una persona migliore o peggiore di un'altra.

dido e davinier
A rafforzare le sue convinzioni ci penserà l'incontro con un giovane avvocato, Mr. Davinier, che si batterà con ardore perchè certe discriminazioni verso i neri siano abolite e le sue opinioni progressiste in merito al Massacro della Zong (tale caso riguardava la richiesta all'assicurazione, da parte dell'armatore della nave Zong, di pagare il premio per la morte degli schiavi di colore assicurati, morti durante il tragitto in mare. Il capitano della nave sostiene che gli schiavi sono stati gettati in mare per salvare l'equipaggio della nave, in quanto non vi era sufficiente acqua potabile per tutti. Ma non fu quella la vera motivazione, bensì  il desiderio di.... frodare la compagnia assicurativa!!) potrebbero creare uno spiraglio di modernità in un contesto che ancora si dimostra gretto e chiuso.

In certi momenti del film - soprattutto quando s trattava di andare in giro per salotti e ricevimenti alla ricerca di un fidanzato per lady Elizabeth - sembrava di essere in un romanzo della Austen e questo ha dato un po' di "brio" e leggerezza ad un film che di per sè è abbastanza serio.

Non l'ho trovato mai noioso e mi sono piaciuti sia i personaggi che l'ambientazione e le tematiche affrontate.

Consigliato agli amanti del genere drammatico e di ambientazione storica,  con abiti e usanze del tempo di riferimento.




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