domenica 31 ottobre 2021

Recensione: LA STANZA BUIA di Daisy Raisi



Una tranquilla cittadina inglese viene sconvolta da un fatto di sangue che tocca molto da vicino la protagonista, la ventisettenne Lisa Barberini, che deve fare i conti non soltanto con questo evento terribile che stravolgerà la sua vita, ma anche con un angosciante segreto custodito in una stanza buia della sua memoria.


LA STANZA BUIA
di Daisy Raisi



211 pp
A ventisette anni Lisa conduce un'esistenza ordinaria a Bologna (dove lavora nella libreria dell'amica Letizia), che si potrebbe definire tranquilla, se non fosse per uno sgradevole particolare: è afflitta da continui e invalidanti mal di testa, che le rendono difficile compiere le normalissime azioni quotidiane, e per di più essi sono accompagnati da frequenti incubi.
Ce n'è uno, tra questi, che in particolar modo la ossessiona e la terrorizza: un grosso ragno peloso le si avvicina minaccioso per divorarla e lei non riesce a sfuggirgli. Ad ogni incubo, si sveglia in preda alle proprie urla angoscianti.

Come se non bastasse, il suo presente è reso amaro dalla consapevolezza di sentirsi molto sola: suo padre è morto per un tumore da pochi anni e solo con lui la ragazza aveva un rapporto speciale; lei e sua madre Angela (che attualmente vive in Inghilterra con il figlio minore, Nico) non sono mai state affiatate e complici, e anche con suo fratello Lisa non ha mai avuto un grosso feeling.

Spesso i ricordi di quand'era bambina tornano con insistenza a farle visita e la giovane si rivede piccola, impaurita, indifesa e non compresa da una madre rigida, algida, poco affettuosa e comprensiva nei suoi confronti, sempre pronta a rimproverarla e farla sentire sbagliata.

Convinta di dover risolvere molte cose sepolte nel proprio inconscio per cercare di prendere in mano la propria vita e il proprio futuro con serenità, Lisa prende una decisione coraggiosa: decide di rivolgersi alla dottoressa Sara, esperta in ipnoterapia, con la speranza che le sedute di ipnosi possano aiutarla a tirar fuori ricordi, paure, traumi..., insomma tutto ciò che sta all'origine dei suoi malesseri psico-fisici.

Durante l'ipnosi, in effetti, accade qualcosa: la dottoressa riesce a guidare la paziente verso quel passato doloroso che lei aveva rimosso ma che comunque sta avendo i suoi effetti negativi nel presente.
Di cosa si tratta?
Lisa si ritrova in una stanza, piange, vorrebbe uscire da lì ma non può, sua madre l'ha chiusa dentro; non è sola, è con Nico, che però è piccolino ed è ancora nel box.
E poi c'è un'ombra accanto a sua madre: sembra un uomo, magro e severo, che le ispira diffidenza e antipatia. Chi è e perché è in casa loro? E dov'è suo padre? Perché non è con lei a proteggerla?

Pian piano, col susseguirsi delle sedute - nonostante sembri che non ci siano giovamenti e i mal di testa non accennino a scomparire né diminuire - Lisa tornerà più volte in quella stanza buia e si ritroverà faccia a faccia con una realtà difficile, che riguarda se stessa e la sua famiglia, e che le farà ricordare eventi e persone dimenticate per anni.

Quando, a causa di un evento accidentale, deve volare in Inghilterra, a Windsor, dove vivono Angela e Nico (quest'ultimo è in ospedale dopo aver avuto un incidente), Lisa si riunisce alla madre e al fratello, ma ricucire i rapporti con i due non è per niente facile ed automatico, soprattutto dopo che l'ipnosi ha portato a galla delle verità sgradevoli sulla madre...
Ma non ci sarà tempo e modo di chiedere spiegazioni e chiarimenti, perché di lì a qualche giorno, purtroppo, la povera Lisa sarà costretta a vivere un nuovo evento traumatico che la getterà in un incubo, ma uno vero, reale, non di quelli che fino a poco tempo prima popolavano i suoi sogni: accadrà, infatti, una tragedia improvvisa, che colpirà con violenza Lisa, Nico e soprattutto Angela.
Una tragedia provocata da una mano sconosciuta, sporca di sangue; un omicidio inspiegabile che va assolutamente risolto: c'è forse un killer che si aggira per le strade della piccola e pacifica cittadina inglese?

Il caso vede coinvolti dei bravi e coscienziosi poliziotti che si mettono prontamente sulle tracce  dell'assassino, interrogando tutti coloro che hanno avuto a che fare con la vittima e augurandosi che l'assassino faccia un passo falso e sia possibile smascherarlo.

"La stanza buia" è un thriller/noir avvincente, dalla prosa raffinata e fluida, che sa come guidare il lettore lungo i tortuosi e complessi percorsi della mente umana quando è in preda a incubi, pensieri negativi, paure, traumi irrisolti, che si traducono in malesseri fisici e psicologici talmente intensi da impedire, a chi ne è travolto, di vivere normalmente il presente e di progettare il futuro.
E questo è il caso di Lisa, che lungo tutta la narrazione non smetterà mai di apparirci fragile, provata, spaventata come un uccellino, ma al contempo determinata a non lasciarsi sopraffare da paure alle quali non sa dare un nome, ma che lei è intenzionata a individuare per poterle sconfiggere.
Non sarà un percorso semplice, tutt'altro, soprattutto perché la vita non smette di metterle davanti ostacoli, sofferenze, prove, ma non sarà sola: Nico e la sua amica Letizia sono accanto a lei, e la ricerca della verità, pur passando per sentieri dolorosi, non potrà che liberarla da tutti i suoi peggiori incubi.

"La vita è un delicato gioco di equilibri da cui esce vittorioso solo chi ha imparato a compensare il dolore saltando i motivi di gioia".

Ho apprezzato tantissimo che all'aspetto psicologico sia stato dato un ruolo importante e trovo affascinante il trattamento dell'ipnosi; rilevante è il tema dei traumi subiti durante l'infanzia, delle loro conseguenze tristi e negative nella vita di una persona, e della necessità di risolverli.
L'indagine volta alla scoperta dell'assassino, in Inghilterra, è coinvolgente perché ci permette di seguire passo passo gli interrogatori dei sospettati e, di conseguenza, i ragionamenti e le ipotesi fatte dagli investigatori per districare ogni nodo.
La scrittura di Daisy Raisi è accurata, accattivante e abile nel saper gestire le dinamiche tra i personaggi - la narrazione si concentra inizialmente su Lisa per poi dare spazio anche agli altri - e i diversi livelli temporali in cui si svolgono via via i fatti narrati; ho letto il romanzo tutto d'un fiato perché l'atmosfera che lo attraversa è misteriosa sin dall'inizio e ha stuzzicato efficacemente la mia curiosità man mano che procedevo nella lettura.

Non posso che consigliare questo libro a quanti hanno voglia di lasciarsi coinvolgere da una storia ricca di mistero, pathos e molto ben narrata.

sabato 30 ottobre 2021

Recensione: DUE DI CUORE. IL FASCINO DISCRETO DELLA RELAZIONE di Silvano Bordignon



Costruire una relazione di coppia piena e appagante non è qualcosa che avviene dall'oggi al domani: richiede tempo, volontà, l'impegno di conciliare il proprio legittimo desiderio di vivere in libertà la propria progettualità ed autorealizzazione con quello di un'altra persona, con cui cominciare e portare avanti un percorso di vita insieme. L'autore ci ricorda che anche in una società complessa come quella attuale, pur con tante problematiche, questo non solo è possibile, ma ne vale la pena.



DUE DI CUORE. IL FASCINO DISCRETO DELLA RELAZIONE
di Silvano Bordignon

Casa Editrice Kimerik
170 pp

Ogni coppia è formata da due individui unici, ognuno con una sua storia e un vissuto personali, un proprio stile di vita, le proprie origini familiari.
È fondamentale capire se e come si desidera conciliare due percorsi differenti e superare insieme le naturali difficoltà dovute all'essere individui diversi; è qualcosa che molto probabilmente ci vedrà occupati per molti anni... se non per tutto l'arco della vita (o comunque degli anni che trascorreremo con la stessa persona).

Sono molti i fattori intervengono nella costruzione di legami di coppia, tra cui l'essere figli unici o meno, la situazione socio-economica di provenienza, il modello genitoriale che, volenti o nolenti, ci influenzerà da adulti, come ci ha influenzati e formati da bambini.

"Realizzare un armonico rapporto di coppia è un percorso lungo, fatto di assestamenti continui".

È un lavoro che richiede tempo, impegno, pazienza, elasticità mentale, comprensione, sempre conservando la consapevolezza che le difficoltà non sono legate alla presenza del sentimento, ma che anzi sarà quest'ultimo ad aiutarci ad affrontarle nel modo più saggio.
Emerge in tutto il libro un concetto basilare: l'amore come scelta, la scelta di fare un percorso insieme ad un'altra persona che ogni giorno scegliamo come compagno/a di vita, confermando di voler amarla comunque e nonostante i disaccordi, gli ostacoli, o "semplicemente" i difetti.

L'autore ha maturato negli anni molta esperienza nell'ambito del sostegno psicologico alle coppie in difficoltà e questo libro è frutto proprio dei tanti incontri, colloqui pubblici e privati avuti con tantissime coppie giovani e non; egli ci conduce in un affascinante viaggio all'interno del complesso universo che è la coppia, e lo fa ad es. attraverso il ricorso ad opportune metafore ed associazioni di idee, ad immagini tratte dalla realtà concreta, che risultano sempre di immediata comprensione in quanto ognuna si sofferma su specifiche caratteristiche accomunabili alle relazioni amorose.

Bordignon riporta, dunque - anche solo con poche ma incisive frasi -, brevi dialoghi avuti con coppie da lui seguite e i consigli dati alle stesse; non solo, ma attinge, con leggerezza e autoironia, alla propria esperienza matrimoniale e famigliare (come marito e come padre), così che il lettore abbia la piacevole percezione di ascoltare un amico, o meglio un professionista che, amichevolmente, sa indirizzarti verso dritte e suggerimenti inducendoti alla riflessione, all'autoesame, aiutandoti a soffermarti su aspetti importanti ed utili a migliorare i rapporti col partner; non si avverte mai tra le pagine un tono né un intento meramente didascalici, "da professore che trasmette nozioni dall'alto della propria cattedra", bensì ho trovato molta dolcezza, una professionalità ed una saggezza dovute all'esperienza (personale e professionale) maturata sul campo, fatta propria e condivisa con gli altri.

Questo breve manuale si legge con incredibile scorrevolezza, grazie alla penna intelligente ed equilibrata di Silvano Bordignon, che sa come accompagnare con delicatezza il lettore all'interno dell'articolata ed affascinante avventura che è la costruzione di una relazione sentimentale stabile, basata sul rispetto e fedeltà reciproci, sull'empatia, sulla complicità e l'intesa in ogni ambito (affettivo, sociale, intellettuale/culturale, sessuale...); una relazione in cui si cresce insieme giorno per giorno, ci si arricchisce e completa a vicenda, imparando a risolvere conflittualità e ostacoli.

Un trattato chiaro, scritto con un linguaggio semplice ed accessibile a tutti, in grado di offrire molti spunti interessati a coppie giovani e meno giovani.

martedì 26 ottobre 2021

Libri che vorrei leggere


Cari lettori, ho adocchiato un paio di libri che trattano due temi delicati, attuali e molto interessanti: la violenza sulle donne e la pena di morte.
Vorrei leggerli a breve, uno dei due sicuramente costituirà una lettura novembrina.
Fatemi sapere se li conoscete e/o se stuzzicano la vostra curiosità.


DONNE CHE PARLANO
di Miriam Toews

Ed. Marcos y Marcos
trad. M. Balmelli
253 pp
Venivano narcotizzate con lo spray per le mucche, e poi stuprate nel sonno. Si svegliavano doloranti, sanguinanti. 
E si sentivano dire che era tutto frutto della loro sfrenata immaginazione, o eventualmente del diavolo. 
Invece i colpevoli erano uomini della comunità: zii, fratelli, vicini, cugini. 
Che fare adesso, con questi uomini, che sono in carcere, ma presto usciranno su cauzione e torneranno a casa? 
Perdonare, come vorrebbe il pastore Peters? Rispondere con la violenza alla violenza? 
O andare via, per sempre, per affermare una vita diversa, di rispetto, amore e libertà? 
Il romanzo parte da qui: dal momento in cui le donne devono decidere cosa fare. 
Sono donne sottomesse, abituate a obbedire. Nascoste in un fienile, prendono in mano, per la prima volta, il proprio destino. 
La loro ribellione incandescente risana. 
E linfa vitale anche per August Epp, l'uomo amorevole e giusto che aveva perso la speranza, e che le donne chiamano a testimone della loro cospirazione di pace, perché possa raccontarla.




DIARIO DI UN CONDANNATO A MORTE
di Alessandro Piana



bookabook
316

Diario di un condannato a morte racconta gli ultimi otto anni di vita di William Van Poyck, detenuto nel braccio della morte della Florida, tra il 17 aprile 2005 e il 12 giugno 2013, giorno della sua esecuzione tramite iniezione letale.
Il libro, partendo dalle lettere che William ha inviato alla sorella Lisa, mette a nudo tanti episodi di vita nel braccio della morte, portando alla luce maltrattamenti, condizioni estreme, privazioni di diritti e abusi di potere difficilmente immaginabili per un lettore “libero”.
Le considerazioni di William non sono mai banali e ci conducono in un mondo parallelo e nascosto dove i detenuti, alle prese con la costante paura di morire, sono costretti a trovare un senso alla loro vita “a tempo determinato”.

domenica 24 ottobre 2021

Recensione: LA LUNA DI MEZZO di Alessandra d'Angela

 

"La luna di mezzo" rappresenta quasi un percorso compiuto dalla scrittrice, attraverso il quale dà libero sfogo ai suoi pensieri anche più reconditi, a tutte quelle parole che, di solito, restano nella mente, senza avere mai il coraggio di verbalizzarle.



LA LUNA DI MEZZO
di Alessandra d'Angela

Casa Editrice Kimerik
204 pp
La presente raccolta è composta da testi in versi e alcuni in prosa, attraverso i quali l'Autrice pone sotto una lente d'ingrandimento il proprio mondo interiore: pensieri, sentimenti, stati d'animo, speranze, rimpianti, desideri, considerazioni su temi comuni ad ogni persona, siano essi l'amore, legami affettivi e d'amicizia, lutti, il rapporto con chi ci circonda, la consapevolezza di chi si è, di cosa si vuole, di quello che mostriamo agli altri e che da essi riceviamo.

L'amore, in queste poesie, ha per lo più una sfumatura nostalgica, malinconica, in quanto esse sono dedicate all'amato con cui non si condivide più un percorso insieme, per cui a predominare sono i ricordi di un amore vissuto appieno, che era tutto e che a tutto dava senso, ma che attualmente resiste solo nella memoria e nelle parole di chi non riesce (e non vuole) dimenticare i sentimenti travolgenti provati.
L'importanza dei ricordi - che nessuno può rubarci ma che ciascuno di noi conserva gelosamente - è un tema che compare spesso: è vero, certe esperienze ci hanno segnati negativamente, ma se le abbiamo vissute in modo travolgente, con tutto il nostro essere, con sincerità, coinvolgimento, donando tutto il nostro amore e il nostro essere, non abbiamo nulla da rimproverarci e i bei momenti passati insieme alla persona amata - a prescindere da dove essa sia nel presente - non potrà toglierceli nessuno.

"Non si torna indietro
ma mi piace pensare 
che in un qualche modo
i nostri cuori
non smetteranno mai di 
appartenere l'uno all'altro."


Quando certe relazioni importanti giungono al capolinea, spesso lasciano dietro di sé tanti sentimenti contrastanti: la consapevolezza di aver provato gioia, un senso di  completezza grazie all'altro, di aver vissuto momenti indimenticabili, e al contempo l'amarezza perché questo idillio - che colorava le proprie giornate, che  dava un senso a progetti, desideri, gesti, parole - è finito, e di esso restano cumuli di detriti pieni di amarezza, delusione e rimpianti.
Amori mai dimenticati, che ancora conservano nel cuore un posto speciale, unito alla segreta speranza di ritrovarsi per non lasciarsi mai più, cacciando via la terribile paura di restare nuovamente soli.

Ma non ci si può crogiolare nel dolore di un amore perduto/non corrisposto, lasciandoci schiacciare dal peso di un passato che non tornerà: è necessario rialzarsi, e non sono poche le poesie in cui viene espressa la voglia di dare più spazio ed importanza a se stessi, perché se non abbiamo noi per primi stima di ciò che siamo, desideriamo e della ricchezza di cui siamo portatori, chi lo farà al posto nostro?

"Noi siamo di chi ci considera una priorità e non un'alternativa."

L'autrice fa anche delle valutazioni su come vede la realtà attorno a sé, su come non di rado i rapporti con le persone siano sterili, basati sull'apparenza, poco approfonditi; ho ravvisato in molti componimenti un sentimento di disincanto e disillusione, provato nel rendersi conto che in generale, in questo nostro tempo, non c'è una reale voglia di conoscersi, capirsi, andarsi incontro, sostenersi; mancano spontaneità, autenticità, empatia e quando la troviamo in un'amica, teniamocela stretta perché purtroppo è raro trovare qualcuno con cui ci si capisca al volo, con cui condividere gioie e dolori senza essere giudicate.

Accanto alle poesie dedicate all'amore perduto, ci sono quelle dedicate alla bellezza dell'amore quando giunge inaspettatamente a dare nuova vita e slancio, ed è quell'estasi a cui tutti, seppur ognuno in modi e in tempi differenti, aneliamo perché ci fa sentire vivi ed appagati.

In questo volume Alessandra d'Angela mette su carta sensazioni, emozioni, pensieri e riflessioni che, toccando varie sfere della vita, il lettore può riconoscere come qualcosa di vicino a sé, alla propria esperienza, e nelle sue parole, quindi, viene istintivo ritrovarsi, come se l'Autrice desse voce a certi nostri stati emotivi, considerazioni, timori, fragilità, speranze e delusioni che abbiamo provato e che non a tutti viene automatico mettere su carta ed esprimere in modo cristallino e genuino.

Un libro che si legge con piacere, tanto più se abbiamo voglia di immergerci in pagine che narrino il fiume d'emozioni che attraversa l'esistenza di ogni persona e ne costituisce la linfa, l'essenza; pagine nelle quali possiamo immedesimarci, come se uno specchio fosse posto davanti al nostro cuore e noi potessimo leggervi dentro senza filtri, senza pregiudizi, senza veli, senza alcun timore di fare i conti con ciò che risiede nel profondo di noi stessi, con la nostra sensibilità e con il legittimo bisogno, mai sopito, di dare e ricevere amore, di essere apprezzati per quello che siamo realmente, con i nostri pregi e difetti.

venerdì 22 ottobre 2021

Recensione: ALMANDA. IL VIAGGIO di Ennio Maria Petruzzella

 

Attraverso venticinque quadri viene tratteggiata la storia di un luogo magico e surreale: Almanda, "la città", il sogno di una umanità alla ricerca di un luogo nuovo e senza tempo in cui fondare una comunità di uomini e donne che amano la vita, la conoscenza, la cultura; un mondo rinnovato, diverso, più libero.

Almanda è anche il racconto di un viaggio, degli amori, delle invenzioni, dei libri ritrovati, delle scoperte e delle disillusioni di un gruppo di variegato di uomini: navigatori, marinai, manovali, scienziati, inventori, letterati e artisti.


ALMANDA. IL VIAGGIO 
di Ennio Maria Petruzzella 


Les Flâneurs Edizioni
202 pp
15 euro
A fondare la città di Almanda è un uomo di nome Giulio Flaviano, ricco, bello, fortunato, che per sconfiggere ansie, noia e un'inaspettata e terribile incapacità di fare sogni, decide di renderli concreti attraverso un progetto straordinario, Almanda, appunto: essenza del viaggio, sogno di una vita rinnovata, incontaminata, fuori dalle rotte convenzionali della storia.

"...noi avremo una vita nuova perché la costruiremo sull'anima e sull'esperienza della nostra stessa storia".

È un viaggio ai limiti della terra, al di là dell'oceano conosciuto: il  "luogo geometrico dei sogni dell'umanità".

Il racconto si snoda in un prima e non dopo, cioè prima e dopo la fondazione di Armanda; se nel prima incontriamo il fondatore di Almanda - conoscendo le sue avventure e tutto ciò che ha fatto e architettato per concretizzare il proprio sogno, le persone, i mezzi coinvolti, i dubbi, le speranze, le passioni che hanno agitato la sua vita -, nel dopo incontriamo Julius Landsdale, un ragazzo sensibile, intelligente, curioso, che vive proprio ad Almanda e che un giorno scopre che... è scomparso il sole dalla città!

Come si fa a vivere senza la luce del sole, dal quale dipende la vita di ogni essere vivente e che scandisce il giorno e la notte e dunque tutte le attività quotidiane del vivere umano?
Non avere più il sole è una tragedia a cui bisogna porre rimedio e questo ragazzino vuol provarci, sostenuto dal proprio coraggio e dall'amore innocente che lo unisce alla bellissima Valena.

Almanda è il sogno nascosto nel cuore di ogni uomo nobile che si mette tenacemente alla ricerca di un luogo lontano e segreto dove non vi siano invidia, odio, guerre e malattie; un luogo dove fare ricerca, lasciarsi andare alla riflessione, alla meditazione su ciò che dà senso e valore alla vita di ogni uomo.

"Una città, per l’esattezza, un luogo ancora solo immaginario in questo momento. L’ho immaginata come il luogo dei sogni che non abbiamo ancora fatto, e si trova dall’altra parte del mare."

"...ci sono sogni che riguardano il destino di tutti gli uomini, indifferentemente, che sono nati e vivono, alla meglio, sul nostro pianeta. Io ho fatto un sogno che ha dato un senso alla mia vita, è per questo che sono qui. Il mio desiderio è quello di portare una nave di legno e di sogni dall’altra parte del mondo per far conoscere a chiunque una realtà oggi inconoscibile e irraggiungibile."

Una città in cui costruire macchine per alleviare le sofferenze del fisico e diffondere libri e conoscenza per elevare l'animo umano; un posto in cui tutti gli uomini sono uguali e vivono realizzando i propri desideri.
Un luogo impossibile da costruire?

Forse no, se chi ne è alla ricerca ci crede davvero, testardamente, ed è disposto a lasciarsi alle spalle la vecchia vita con le sue illusioni di felicità e a investire danaro, energie, progetti e parole per convincere i compagni di viaggio.

Ma non c'è sogno che non richieda sacrifici rinunce e questo avviene anche con Almanda.
Qual è il sacrificio che Giulio dovrà affrontare pur di fondare l'agognata città?

Tanti anni dopo il giovane Julius cercherà di saperne di più su come è nata Almanda e si imbatterà nel segreto su cui essa poggia le proprie fondamenta: una verità non semplice da accettare e che potrebbe sconvolgere gli equilibri degli abitanti della città.

Julius la scoprirà? E se dovesse arrivare a svelarla, cosa è chiamato a fare: a condividerla con gli altri o a lasciare che questo segreto resti tale, garantendo così la pace e la sopravvivenza di Almanda?

Questo romanzo di Ennio M. Petruzzella l'ho trovato originale e contraddistinto in particolare da uno stile elegante, raffinato, con cui l'Autore crea mirabilmente le condizioni ideali perché tutto in queste pagine abbia anche di nobile, elevato, caratteristiche che sono proprie in primis del fondatore di Almanda: un sognatore convinto, dall'animo gentile, dalla mente aperta e riflessiva, amante del sapere e della vita; un uomo generoso, in quanto vuol far sì che il proprio sogno non resti suo e basta ma venga accettato e accolto da altri uomini come lui, con i quali realizzarlo per il bene della collettività.
Nobili sono i suoi coraggiosi compagni e co-fondatori e lo è anche Julius che, benché molto giovane, è risoluto nel ricercare le risposte alle mille domande su Amanda e Giulio.

È un libro denso di considerazioni profonde sulla vita, su ciò che da scopo e senso all'esistenza, che guida le passioni, i desideri, che giustifica le rinunce e provoca i sorrisi, le lacrime e tutto quello che rende unica ogni esistenza.

Una storia che accarezza con leggerezza l'animo del lettore sensibile e riflessivo, introducendolo in un universo senza tempo, sospeso in una dimensione fantastica, irreale, onirica e per questo ricca di malia e suggestione, che ci ricorda come avere desideri e sogni, anche apparentemente impossibili, e provare a realizzarli, sia innato in ogni uomo e come essi siano più belli se condivisi con gli altri.

giovedì 21 ottobre 2021

ANTEPRIMA SALANI EDITORE: FAIRY OAK. IL DESTINO DI UNA FATA di Elisabetta Gnone - dal 4 novembre in libreria



Suoni, segreti e inattese verità di una valle e di un villaggio pieni d'incanto: si ritorna a Fairy Oak, ma questa volta in un modo speciale.
Siete pronti a porvi all'ascolto della voce di colei che ha creato questo magico mondo e che conosce tutti i segreti, le cose non ancora raccontate, dei simpatici personaggi che lo popolano?


FAIRY OAK. IL DESTINO DI UNA FATA
di Elisabetta Gnone


Salani Ed.
288 pp
USCITA 
4 NOVEMBRE 2021
Una nuova voce, quella dell'autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. 
Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. 

Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. 

In questi anni all'autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d'avere riguardo i suoi abitanti. 

Poiché l'autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. 
Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s'innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. 
Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall'alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell'ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. 
Un destino comune a molti, come scoprirete...



Altri libri della saga di Fairy Oak recensiti sul blog:


CAPITAN GRISAM E l’AMORE,
GLI INCANTEVOLI GIORNI DI SHIRLEY
FLOX SORRIDE IN AUTUNNO
ADDIO, FAIRY OAK
FAIRY OAK. LA STORIA PERDUTA

martedì 19 ottobre 2021

Recensione: NUVOLE E RACCONTI - Credici, sempre - di Elena Di Logarati



Il mondo creato nella raccolta "NUVOLE E RACCONTI - Credici, sempre" da Elena Di Logarati è popolato da donne dalla personalità sfaccettata: coraggiose e tenaci ma anche sensibili ed insicure.
Kimerik Editrice
140 pp


È un mondo dove il confine tra sogno e realtà, tra vita terrena ed ultra terrena, è labile ed evanescente; dove i protagonisti spesso si ritrovano di colpo, e senza alcun preavviso, catapultati in dimensioni oniriche, surreali, ma non per questo false o allucinatorie.

In questi racconti, a fare da comune denominatore è l'amore nella sua accezione più romantica: l'amore quale sentimento che sfida il tempo, lo spazio, i confini tra questa vita e l'altra (parallela, di fantasia) e resiste, a dispetto di ogni ostacolo (materiale e non).

Le protagoniste sono donne alla ricerca di un amore vero ed eterno che le faccia sentire vive complete, e se per trovarlo devono allontanarsi dalla dimensione reale, cui sono abituate, per vivere all'interno di un sogno, ebbene... sono pronte a farlo, a  rinunciare a ciò che conoscono per buttarsi a capofitto nei sentimenti.
Sono donne con un lavoro ed interessi comuni, un'esistenza tranquilla, ma che a un certo si trovano inaspettatamente a vivere esperienze fuori dall'ordinario che le cambieranno per sempre.

C'è chi insegue l'uomo dei sogni incontrato una sola volta ma i cui occhi magnetici non l'hanno mai abbandonata; c'è chi si imbatte nell'amore mentre è alla ricerca di risposte a storie e leggende antiche.
Ci sono donne nelle cui esistenze fa capolino la malattia o la morte, ma la speranza di un riscatto e una pervicace idea di felicità non cessano di cullare i loro desideri e i progetti per il futuro.
Donne che restano fedeli al proprio sentimento nonostante difficoltà e delusioni.

Gli uomini sono sicuri, determinati, sensibili, dolci e pronti a proteggere le donne che il destino mette sul loro cammino; spesso le guidano, le consigliano ed incoraggiano, fanno da intermediari, per loro, tra dimensioni lontane e parallele.

Le storie che compongono la presente raccolta sono davvero corte, scritte con un linguaggio molto semplice e colloquiale; a motivo della brevità, non c'è modo di approfondire eventualmente determinati aspetti relativi alla trama di ogni racconto, si accetta ciò che viene narrato per quello che è e si seguono le avventure di ogni protagonista - i suoi pensieri, i sentimenti, le speranze, i cambiamenti di vita che li travolgono da un momento all'altro.

Ho apprezzato - al di là della semplicità nello stile e del fatto che ci sia poco margine di approfondimento delle personalità dei personaggi o dei contesti in cui si muovono - che ad accomunare ogni racconto sia la voglia di ricominciare a vivere, di prendersi la propria fetta di felicità, perché ogni evento, anche negativo, può portare con sé qualcosa di buono e inaspettato e può costituire - per chi sa coglierne le tante possibilità - un punto di partenza per un nuovo inizio.

lunedì 18 ottobre 2021

Anteprima Maggio 2022 - "The Murders at Fleat House" di Lucinda Riley



Ho appreso di recente che a maggio 2022 verrà pubblicato un romanzo dell'amatissima Lucinda Riley

The Murders at Fleat House è un emozionante mystery ambientato in un idilliaco
collegio privato nel Norfolk, in Inghilterra, dove la morte scioccante di un allievo porta alla scoperta di segreti indicibili sepolti nel cuore di Fleat House.

Tragico incidente o c'è altro?
La polizia locale non può escludere un gioco scorretto e il caso richiede il ritorno dell'ispettore Detective Jazmine "Jazz" Hunter nelle forze dell'ordine. 
Jazz accetta con riluttanza di occuparsi delle indagini, più che altro per rendere un favore al suo vecchio capo. 
Assieme al suo fedele sergente, Alastair Miles, entra nel mondo chiuso della scuola e, mentre Jazz inizia a sondare le circostanze che circondano la tragica morte di Charlie Cavendish, gli eventi presto prenderanno una piega preoccupante. 

Viene fuori che Charlie fosse un prepotente arrogante e coloro che lo circondavano avevano sia le ragioni che l'opportunità per cambiare le droghe che egli assumeva quotidianamente per controllare la sua epilessia. 
Intanto, la scomparsa del giovane allievo Rory Millar e la morte di un anziano maestro di studi classici forniscono a Jazz importanti indizi e sono destinati a complicare ulteriormente le indagini. 
Mentre la neve copre il paesaggio e un altro sospettato scompare, Jazz deve anche affrontare i suoi demoni personali... 
Emerge una inquietante realtà: Fleat House nasconde segreti più oscuri di quanto persino Jazz avrebbe mai potuto immaginare...

domenica 17 ottobre 2021

BOOKTAG AUTUNNALE


Prendendo spunto da Silvia (La nostra passione non muore ma cambia colore), che qualche giorno fa ha pubblicato questo tag autunnale a tema libri, ho pensato di proporlo qui sul blog.

Se vi va, provate anche voi ^_-





PUMPKIN PIE

Un libro che sia dolce come una torta di zucca

SEI LA MIA VITA di Ferzan Ozpetek è un libro che parla al cuore del lettore con molta dolcezza, attraverso d'amore, d'amicizia, di sogni, di vita vissuta, e il regista scrittore ce ne parla con la poesia che gli appartiene, che non si allontana mai dalla realtà, anzi la poesia la trae da essa, nonostante non sempre sia tutta rose e fiori.







HOT CHOCOLATE

Il libro più “bollente” che tu abbia mai letto 


Mi viene in mente un erotic romance che ho ricevuto in dono da una blogger, LASCIATI TENTARE di Lynda Aicher: decisamente hor, molto hot, sfora i miei personalissimi canoni di sensualità per sfociare nell'erotismo sfacciato che onestamente non leggo volentieri. 





HALLOWEEN

Un libro che hai letto e ti mette paura solo a pensarci

Come spesso ho avuto modo di precisare, non amando il genere horror, non ho all'attivo chissà quanti libri "di paura"; ma se ce n'è uno che solo al pensiero mi fa restare sveglia di notte, è il romanzo gotico "Il monaco" di Matthew Gregory Lewis, letto durante l'adolescenza; mi rendo conto che per tanti - appassionati di horror, questo classico può risultare alquanto blando e far piuttosto sorridere che regalare brividi, però io lo associo a sensazioni di inquietudini - quelle che provai ai tempi.


FOG

Un libro che ti mette ansia come una giornata di nebbia

Ce ne sono più d'uno, non fosse altro che mi piacciono i thriller psicologici adrenalinici e ansiogeni. 

Scelgo uno dei primi che ho recensito sul blog, nonché il primo libro vinto con un giveaway: SCOMPARSA di Chevy Stevens, un thriller "tosto" dal punto di vista emozionale, che mi ha tenuta incollata alle drammatiche vicende della protagonista (vittima di un rapimento) e mi ha messo addosso molta ansia per la sua triste sorte.






HOT TEA

Un libro che sia confortante come una tazza di té caldo

POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFÈ DI WHISTLE STOP 
di Fannie Flagg
: ironica e simpatica, l'autrice con questo libro è come se ci invitasse a sederci al bancone di un caffè di una cittadina sconosciuta dell’Alabama e, mentre ci concediamo una bella colazione o una merenda con tè e pasticcini, possiamo lasciarci trasportare nell’America degli Anni Trenta: conosceremo persone indimenticabili



CHESTNUT

Un libro gustoso come le castagne


Un romanzo che mi ha conquistata per l'originalità e per la trama accattivante è IL PAESE DELLE PAZZE RISATE di Jonathan Carroll, dallo stile molto coinvolgente, scorrevole, vivace e piacevolmente ironico, con personaggi ben delineati e un Autore capace di stimolare la curiosità dei lettori ad ogni pagina, di instillare in loro turbamento e un pizzico di divertimento per il clima decisamente surreale.





RAIN

Un libro che ti fa piangere ogni volta come se fosse la prima

 
LA LUCE SUGLI OCEANI di M.L. Stedman: una storia d'amore, di perdono, di scelte difficili, dove il confine tra il bene il male, tra ciò che giusto e ciò che non lo è, non è sempre facile da individuare.
Un romanzo che mi ha commossa molto, ed è successo anche nel vedere il film.






FIRE

Il libro che non vedi l’ora di leggere davanti al camino

Non saprei, ho tanti libri in wishlist, però se dovessi scegliere quantomeno il genere, avrei voglia di una storia ambientata nel Vecchio West. 

venerdì 15 ottobre 2021

** SEGNALAZIONE ** IL PIANETA DEI BIPEDI di Fernando Camilleri

 

Lettori, oggi vi presento l'ultimo romanzo di un autore siciliano già noto qui sul blog: Fernando Camilleri, di cui ho letto e recensito Zucchero filato volante, Brodoman e Gli esseri oscuri.



IL PIANETA DEI BIPEDI
di Fernando Camilleri


Sabir Editore
Pagine: 262
Prezzo: 15 euro

Sul pianeta Nebbiolo vivono strane creature, la cui unica causa di morte è la noia. 

Per evitare l’estinzione del proprio popolo in un mondo grigio e spoglio, il re dei nebbiolani è sempre all’opera per inventare nuovi programmi da mandare in onda in quella che è la sua ultima creazione e, allo stesso tempo, l’unica fonte di divertimento dei propri sudditi: la sfera televisiva. 

Quando il sovrano decide di utilizzare gli umani come concorrenti per il suo nuovo reality show, Il pianeta dei Bipedi, sulla Terra si scatena il caos.

Biografia.
Fernando Camilleri scrive in riva al mare di Cefalù, circondato dai suoi amici granchi. Spesso le onde gli inzuppano i quaderni, ma nulla gli impedisce di inventare nuove storie fantastiche, bizzarre e umoristiche. Esordisce con il romanzo “Zucchero Filato Volante” (Eretica Edizioni, 2016). Poi è la volta del racconto lungo “Gli esseri oscuri” (Delos Digital, 2020). La sua ultima pubblicazione è “Il pianeta dei Bipedi” (Sabir Editore, 2021)
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Link 

Sabir Editore         Mondadori store            IBS 

giovedì 14 ottobre 2021

** REVIEW PARTY ** Recensione: UNA NOTTE BUIA DI SETTEMBRE di Valerio Marra



Cari lettori, oggi vi parlo di un giallo all'italiana (ambientato a Frascati), appassionante, coinvolgente, con una rosa di personaggi le cui personalità - in tutte le loro sfaccettature e contraddizioni - sono  delineate in modo accattivante.


Nella locandina sono segnalati i blog che partecipano al review party di questo romanzo di Valerio Marra e di cui potrete leggere via via le diverse recensioni.






UNA NOTTE BUIA DI SETTEMBRE
di Valerio Marra


Ed. Newton Compton
Pagine: 288
Prezzo: € 9,90
E-book: € 4,99
"Settembre, dunque, era tornato. Settembre, con le promesse di inizio estate non sempre mantenute.
Settembre, che profuma ancora di caldo, ma minaccia il freddo e l’inizio di un nuovo lunghissimo inverno.
Settembre, che significa solitudine. Se respiri forte, però, puoi ancora sentire l’odore delle storie d’amore, dei tavolini all’aperto, della salsedine e dei concerti in piazza.
Era tornato settembre.
Portando con sé la morte."


La morte che settembre porta con sé è quella di un giovane uomo di nome Angelo Donati: è il chitarrista di una band - i Dust Rocker - che ha goduto di una certa popolarità negli anni passati, anche se attualmente è sul viale del tramonto; ebbene, l'uomo viene trovato morto nel suo appartamento dalla badante dell'anziana vicina di casa.
Dai primi rilevamenti sulla scena del crimine, pare sia stato strangolato con una corda molto sottile.

Ad occuparsi del caso è il commissario Lorenzo Festa che, insieme agli agenti Russo e Conti, matura da subito l'idea che a commettere il delitto non sia stato qualcuno che s'è introdotto in casa con la forza, bensì una persona che la vittima conosceva: la serratura dell’appartamento, infatti, non risulta scassinata né forzata.

Le indagini partono immediatamente e Lorenzo ordina subito ai suoi fedeli sottoposti di cominciare a raccogliere quante più informazioni possibili interrogando le persone vicine ad Angelo: dai membri della band alla fidanzata, fino ad arrivare al mondo della droga.
Angelo, infatti, aveva una dipendenza dalla cocaina, condizione che aveva messo in crisi la sua relazione con la fidanzata Sofia e lo aveva reso inaffidabile e mal visto agli occhi degli altri musicisti.

Seguendo il filone musicale, il napoletano Michele Russo, affiancato dal giovane agente Francesco Conti (da lui soprannominato ironicamente Spina e quotidianamente oggetto di rimbrotti e prese in giro da parte del collega più anziano), comincia a fare domande in giro, ad es. a Felice Pratesi, musicista della band e vecchio amico di Donati.
Felice sembra distrutto e addolorato per la morte di Angelo, ma al contempo ha un che di sospetto: si affretta a giurare di non averlo ammazzato, anche se in realtà i suoi comportamenti paiono molto strani e, in un primo momento, è proprio lui a diventare il sospettato numero uno.

Certo, mancano confessione, arma del delitto (tutto però fa pensare che si tratti della corda di una chitarra)..., eppure pare che sia stata l'ultima persona a vedere Angelo vivo e che avesse delle motivazioni per volerlo morto.

Ma per il magistrato Antonella Greco gli indizi di colpevolezza non sono comunque sufficienti per fare di Felice l'assassino di Angelo, per cui invita Festa a continuare a indagare, perchè è possibile che il vero colpevole non sia lui.

Ed effettivamente, più scavano nei rapporti di Donati, più Festa e i suoi uomini (oltre a Russo e Conti, ci sono anche Giulio Moretti - prossimo al prepensionamento - e le bella Barbara Giorgi) scoprono che la vicenda ha molte chiavi di lettura; la musica e la droga ne sono solo due e sicuramente la polizia fa bene a concentrarsi su di esse, ma spesso la verità ha più facce e per arrivare ad essa potrebbe essere necessario fare attenzione ai particolari, prendendo vie meno scontate.

La domanda iniziale resta valida: chi poteva avere delle ragioni per ammazzare Angelo Donati?

Pare che l'uomo non se la passasse bene economicamente (conto prosciugato) e che avesse contratto qualche debituccio. 
Forse è stato un creditore ad ucciderlo per vendicarsi dei mancati pagamenti?
Magari qualche spacciatore che gli ha dato della droga ma non era stato pagato?

Inoltre, una testimone dice di aver visto uscire Donati dalla liuteria di un certo Grandetti, e di aver sentito i due litigare pesantemente. 
Il liutaio viene sentito dalla polizia e sembra avere molta paura nel rispondere alle domande che gli vengono rivolte: come mai? Ha qualcosa da nascondere?

Anche l'addolorata fidanzata della vittima, Sofia: sembra estranea ai fatti, in un primo momento, ma c'è qualcosa di anomalo nei comportamenti suoi e della gemella. 
E se fossero coinvolte? E se Sofia, stanca della condotta deviata di questo fidanzato cocainomane e senza un quattrino, avesse perso il controllo?

"Doveva scovare quella anomalia, isolarla, analizzarla e trovare la tessera mancante. Quella che avrebbe dato finalmente senso a quello strano e deforme mosaico."

Amore. Soldi. Vendetta.
Per quale di queste ragioni è stato ucciso Donati?

La squadra di poliziotti del commissariato di via Sciadonna è tutta impegnata a scandagliare nell'esistenza e della vittima e delle persone che la conoscevano: ognuna di loro sembra avere qualcosa da nascondere, un non detto che potrebbe essere la chiave giusta per arrivare alla soluzione del caso.
E Lorenzo non si darà pace fino a quando non avrà  dato risposta ad ogni domanda e sciolto ogni singolo dubbio.

Lorenzo Festa, con la sua Marlboro sempre tra le labbra o tra le dita, è un uomo di poche parole ma che sa fare bene il proprio lavoro, andando dritto al sodo; è preciso e scrupoloso, presta attenzione ai dettagli e non si accontenta di cercare soluzioni a buon mercato e scontate, anzi stimola anche i propri uomini a ragionare, ad andare oltre le risposte immediate.
C'è in lui qualcosa che lo angoscia, lo tormenta, lo rende "allergico" alla felicità; ad es., ha allontanato dalla sua vita la dottoressa Greco, pur essendo ancora coinvolto sentimentalmente; la donna, a sua volta, non riesce a togliersi dalla testa i momenti felici trascorsi tra le braccia del taciturno commissario, e allo stesso tempo sente che illudersi la farà solo soffrire.

I crucci in amore attanagliano anche Giulio, invaghito della collega, Barbara, che però è sposata; e Michele - che ostenta sempre un atteggiamento gioviale e allegro (soprattutto quando si tratta di tormentare il povero Conti) - ha anch'egli i suoi piccoli problemi di coppia, che lo rattristano non poco.

Sia Festa che i membri della sua squadra vivono, ciascuno a modo suo e per ragioni personali, una propria solitudine privata, nascosta agli occhi degli altri, segreta, che è un po' motivo di sofferenza e un po' un rifugio, in cui ritrovarsi a fare i conti con se stesso, con i propri demoni interiori, il proprio passato e i sensi di colpa.

E settembre, con le sue piogge, i suoi profumi e i suoi colori caldi e malinconici, è lo sfondo perfetto e coerente per questo giallo che si snoda, certo, attorno al delitto da risolvere, ma lo fa ponendo l'attenzione del lettore sulla psicologia dei personaggi, sulle loro inquietudini, solitudini, segreti, fragilità.
Ogni personaggio - dai poliziotti a tutti quelli che via via vengono coinvolti nelle indagini - ci appare in tutta la sua umanità e questo permette al lettore di entrare in empatia con essi, perché non gli vengono nascoste le debolezze, i timori, il bisogno di dare e ricevere amore.

"Una notte buia di settembre" è un giallo made in Italy che sa intrattenere il lettore e suscitarne l'interesse, e per le vicende investigative in sé e per i personaggi coinvolti e le relazioni che li riguardano; pur essendo attraversato per lo più da sfumature malinconiche, non mancano momenti simpatici, che fanno sorridere, grazie in particolare alla effervescente "napoletanità" di Michele Russo e al suo rapporto particolare con il collega, Conti.

Non posso che consigliarvi il romanzo di Valerio Marra: è una lettura che può farvi piacevolmente compagnia in questi giorni piovosi d'autunno (e non solo!).

mercoledì 13 ottobre 2021

Recensione: IO SONO LA BESTIA di Andrea Donaera



Una storia nera, cruda, dove a muovere ogni azione, parola, silenzio, emozione, è il dolore, quello più profondo, sordo, cupo, che parte da dentro, dalle viscere, e le infetta, le contamina, le riempie di veleno, fino a che questo fiele amaro non può che uscire fuori... e continuare a infettare, sporcare, far del male, come solo quella maledetta bestia, che è rannicchiata dentro di noi e che non muore mai davvero, sa fare.


IO SONO LA BESTIA
di Andrea Donaera


NN Edizioni
226 pp
Nessun genitore dovrebbe mai sopravvivere a un figlio; è ingiusto che una madre e un padre debbano sotterrare il proprio ragazzo di soli quindici anni e convivere col dolore della perdita e della tragedia fino all'ultimo giorno della loro vita, come un ergastolo al quale non ci si può sottrarre e che provoca un ferita che continuerà a suppurare nei giorni, nelle settimane, negli anni a venire.

Dal giorno della morte di Michele Trevi è passato ancora troppo poco perchè l'angoscia e il lutto che hanno investito la famiglia possano affievolirsi.

Ma se a riempire il cuore della mamma e della sorella (Arianna) sono principalmente il dolore e lo sgomento per questo figlio/fratello che - inspiegabilmente? - si è suicidato buttandosi dal settimo piano della loro casa, a tormentare il padre, Mimì, è principalmente la rabbia.

Domenico Trevi - conosciuto in paese come Mimì - si sta macerando nel dolore folle per questo figlio che s'è tolto la vita.
E perché se l'è tolta? A chi questo padre può attribuire una tale colpa così da potersi vendicare e sfogare la propria rabbia feroce?

Siamo in Puglia, in un paesino del Salento dominato dalla Sacra Corona Unita, di cui Mimì è un esponente di rilievo. Un boss, temutissimo perché crudele e spietato con i nemici (veri o presunti che siano).

E quando manda i propri scagnozzi per cercare di capire cosa o chi, nella cerchia di amicizie del povero Michele, possa aver causato un tale malessere in  lui da spingerlo al suicidio, alle orecchie dell'uomo giunge un nome: Nicole.

Pare che Michele suo si fosse preso una cotta per questa ragazzina, che le avesse regalato delle poesie d'amore - presumibilmente per dichiararsi - e che lei, Nicole, gli abbia riso in faccia, respingendolo.
E poi non è forse vero che le ultime parole del ragazzo, vergate su un foglio, siano state per lei, per la bella Nicole?

E allora trovatela, 'sta ragazzetta che ha osato schernire questo povero figlio che giace sotto terra mentre lei se ne va in giro impunita e felice!

"Da quando sei morto, veramente, qua è tutto un macello. Io mi sento una bestia in un macello."

Mimì vuole vendetta, così fa rapire la ragazzina e la rinchiude in un casale sperduto nella campagna salentina. 
In questa casa il boss è solito rinchiudere coloro che gli hanno fatto un torto e devono pagare l'affronto.

Che ne sarà di Nicole? Mimì ha intenzione di ucciderla?

Intanto, ella viene condotta in questo postaccio squallido e spoglio, in cui però non è sola: a sorvegliarla c'è il guardiano della casa, Veli (in realtà si chiama Emanuele), un ragazzo che è lì da più di novanta giorni e che, in questi mesi, ha visto portare dentro e poi sparire un sacco di gente...

Quando gli portano la piccola rapita, Veli è come stordito, confuso: che avrà fatto mai di male per meritare questa punizione da parte di Mimì? Che torto o danno gli ha procurato?

Nicole, a sua volta, è spaventata, non capisce cosa stia succedendo: davvero il boss la odia e l'ha fatta rapire, l'ha segregata perché, secondo lui, il figlio si è ammazzato per colpa del suo rifiuto? Ma siamo pazzi?? Sono cose che succedono solo nei film... O no?

Veli osserva in silenzio la compagna di prigionia: bella, innocente eppure, al contempo, forte e arrabbiata; pretende attenzioni, Nicole, fa domande e vuol sapere: chi è Veli e perché è lì? Cosa le farà Mimì? Veramente vuole ammazzarla?

Veli non sa che fare: ha già i suoi guai a cui pensare.
Questa ragazzetta viziata e chiacchierona è arrivata a dargli noia, a tormentarlo con le sue ciarle, a donargli una compagnia non richiesta e, in fondo, molesta.

Veli, chiuso in una cella fatta di luridi mattoni, costretto a mangiare ogni giorno würstel e mele, a fare i conti con frequenti dolori allo stomaco che gli sembra di avere le fiamme dentro, a dormire su un materasso pulcioso e lercio, è l'ombra di se stesso.
Eppure non ha dimenticato chi è e cosa ha vissuto prima di diventare una vittima di Domenico Trevi.
I ricordi affiorano in ogni momento (del resto, solo in quella "cella" 24 ore su 24, cos'altro può fare se non pensare, ricordare...?) e fanno un male cane, forse peggio del mal di stomaco.
È stato felice, un tempo. E innamorato. Pieno di speranze e progetti per il futuro, convinto che l'amore gli sarebbe bastato.
L'amore per e di Arianna.
Arianna Trevi. La sorella di Michele. La figlia di Mimì.

Che sciagura innamorarsi - ricambiato! - proprio della figlia del boss! Ma che potevano farci? Quando l'amore arriva e prende posto nel cuore, mica chiede il permesso: si insinua e punto, non ti resta che viverlo e farti travolgere. 
Nonostante gli ostacoli, le minacce.
Nonostante la natura dica no, non si può. Non si potrebbe ma si fa, dicevano Arianna e Veli, forti del loro sentimento puro.
Dicevano loro. Ma Mimì ha deciso altro, e così Arianna s'è ritrovata senza Veli e senza Michele.
Sola. in una casa che è sua ma che le è estranea, perché ormai non c'è più nessuno ad amarla, a tenerla in considerazione.

Suo padre non la vede; è la figlia sopravvissuta. Quella superflua. Il figlio importante non c'è più; morto lui, morti tutti.

"Che ormai c’è un vuoto, in quelle loro vite: non si riempie, quel vuoto, perché è il vuoto delle cose morte. E le cose morte non tornano. Restano morte. Vorrebbe urlare a suo padre che non solo Michele è morto: sono morti tutti, in quella casa. Sono morti e non torneranno. Sono morti, tutti. E non torneranno."

E la mamma? Peggio. La odia, sta figlia snaturata, sciagurata, portatrice di disgrazie e di peccato.
Che ci fai in quella casa, Nicole? Chiusa nella tua stanza, a che pensi? Ricordi le conversazioni con tuo fratello, le sue domande filosofiche e i suoi discorsi per enigmi.
E quella domanda incomprensibile: se avevi capito chi fosse la bestia.
E adesso che tutto è perduto, bruciato nell'incendio che ha fatto seguito alla morte di Michele, non serve neanche più chiederselo.

Ma Veli, come un animale in gabbia, lo sa chi è la bestia.
Ed è colpa sua se adesso lui è costretto a dividere la prigione e la solitudine con questa ragazzina che chiede, chiede, vuole rassicurazioni, che mostra i denti ma poi gli occhi lo supplicano: portami fuori di qui, aiutami a scappare.
Veli è tormentato: rivede in Nicole la sua ormai perduta Arianna, la sua freschezza, allegria, purezza, e vorrebbe poter promettere alla giovanissima prigioniera che non le succederà nulla di brutto.

"E vorrei pure dirti di non avere paura. Vorrei dirti che andrà tutto bene, che tutta questa cosa sarà solamente un ricordo di quelli brutti. Che tornerai a scuola e durante le assemblee di classe tutti ti chiederanno di raccontare quella storia di quando sei stata prigioniera della Sacra. Che un giorno, da qualche parte, in qualche tempo, saremo ubriachi e canteremo di nuovo i Nirvana. Che crescerai, e tanti uomini ti diranno che sei bellissima. Vorrei dirti che andrà così. Promettertelo."

Si può scappare dalle grinfie della Bestia?
Forse l'unica soluzione è lasciarsi infettare da essa, accogliere la bestia che dorme dentro di sé (dentro ognuno di noi) e lasciarla uscire fuori, feroce, arrabbiata, vendicativa.

Attraverso una narrazione corale, polifonica, l'Autore ci racconta una storia tragica, dura, intrisa di violenza - primitiva, brutale, bestiale, sanguinosa, che non guarda in faccia nessuno -, di amore - quello innocente e spensierato della gioventù, quello disperato di una madre privata dei figli, quello silenzioso di un quindicenne che riversa su fogli immacolati parole e pensieri e angosce, che lo divorano da dentro, come solo una bestia dai denti affilati sa fare (e lui lo sa chi è la bestia), o ancora quello non sano di un padre criminale -, di sentimenti di vendetta.

La scrittura di Donaera è tagliente, feroce, intensa e realistica nel linguaggio (elaborato nonostante la presenza del dialetto, del parlato), sa trascinare il lettore in un paesino in cui vige la soffocante tirannia dei mafiosi locali, che tiranneggiano e dominano impuniti; gli fa provare tutto il dolore - ferino, ancestrale - dei vari attori di questa oscura tragedia pugliese (alla quale ogni voce narrante dà la propria personale sfumatura), il disprezzo davanti alla spirale di soprusi e violenze; lo porta nella prigione con il povero Veli, ne sentiamo la rabbia impotente (scoppierà prima o poi?), la volontà e gli impulsi repressi nel silenzio della solitudine.

Viene automatico capire chi sia la bestia, ma in verità una domanda ci accompagna durante la lettura: c'è una bestia che riposa in ciascuno dei personaggi, anche in quelli apparentemente più innocenti?

Assolutamente consigliato; trovo sia un romanzo davvero bello, scritto benissimo, capace di rimestare nel lettore un turbine di emozioni, di fargliele sentire attaccate addosso anche dopo aver voltato l'ultima pagina.

martedì 12 ottobre 2021

** SEGNALAZIONI EDITORIALI ** (ottobre 2021)

 

Carissimi lettori, oggi vi presento alcune pubblicazioni appartenenti a differenti generi letterari.

Parto dalla raccolta di racconti che, come dice l'Autore stesso, "sono più o meno quello che otterreste shakerando assieme gin, Raymond Carver, Louis C.K. e una fettina di lime." (cit.)


I VESTITI CHE NON METTI PIÙ
di Luca Murano


Dialoghi Ed.
130 pp
14 euro

Chi siamo quando nessuno ci osserva? Possiamo davvero sentirci al sicuro? È realmente plausibile, in tali circostanze, riuscire a indossare e sfoggiare la parte più limpida di noi stessi? 

I protagonisti dei racconti che compongono la presente silloge prendono vita tra le pagine col desiderio di rispondere a queste domande, compiendo azioni apparentemente insigni canti e che invece restituiscono alle storie autenticità e tutta la grazia che può nascondersi dietro le banalità, le paure, le sofferenze e le speranze di cui sono intrinseche le loro esistenze. 

Una raccolta di outfit dimenticabili, ma di reazioni e gesti indimenticabili perché radicati in profondità in ognuno di noi. 

Uomini e donne sull’orlo della perdizione, studenti squattrinati, scrittori precari, giocatori d’azzardo, genitori sciagurati e figli egoisti che, con ironia e disincanto, scavano a fondo nella loro interiorità solo per scoprirsi vulnerabili, fallibili e, proprio per questo, umani.



L'AUTORE

Luca Murano è nato nel 1980 a Sant’Angelo Lodigiano (LO). Dal 2009 vive in Toscana, dove si occupa di logistica. Oltre a curare Vai Come Sai, il suo blog di scrittura, negli anni ha pubblicato diversi racconti su riviste letterarie indipendenti. Nel 2018 ha esordito nel mondo dell’editoria con Pasta fatta in casa. Sfoglie di racconti tirate a mano.


*****


Il secondo libro è stato scritto da Pablo Ayo: non ci sono alieni né astronavi, non si parla di religioni, miti antichi o fenomeni paranormali, ma il protagonista è un informatico un po' nerd che, suo malgrado, si trova coinvolto in un losco traffico internazionale di droga.



OTELLO E LA MALEDIZIONE DEGLI HOTEL
di Pablo Ayo


384 pp
A Otello Bonacasa gli hotel portano sfortuna: braccia rotte, fidanzamenti saltati, lavori persi. 
Tutto da quando a 16 anni Evaristo, il bullo del liceo, non gli diede il soprannome di “Hotello con l’H”. 
Evitando di avvicinarsi a alberghi, pensioni, B&B e soprattutto hotel, pian piano le cose gli vanno meglio: diventa un informatico di successo e fonda assieme all’amico Marco Trifoldi l’azienda “Cloud 9”. 
Finalmente ha un sacco di soldi, un lussuoso appartamento e una fidanzata bellissima: Alisa. 
Tutto va bene fino a quando non si reca negli Emirati Arabi per presentare il suo nuovo progetto agli azionisti. 
Convinto che ormai la sfortuna sia passata, alloggia nell’Hotel più bello di Dubai, l’Atlantis.
Da quel momento la vita di Otello va a pezzi: quando la polizia trova nella sua stanza d’albergo una valigia piena di cocaina si ritrova costretto a fuggire, prima dagli Emirati Arabi e poi dal carcere di Rebibbia, inseguito da sicari della Camorra, spacciatori colombiani e malavitosi romani. 
Otello dovrà riuscire a scoprire chi lo vuole incastrare e perché, con l’aiuto di alcuni incredibili personaggi incontrati in carcere: il gigante polacco Baby Wachowsky, il vucumprà Sahid, il falsario veneto Bepi, il contrabbandiere ligure Ceschìn e soprattutto Evaristo, il suo odiato ex compagno di liceo che lo aveva soprannominato “Hotello”.

L'autore.
Pablo Ayo è conosciuto nel campo dell'informazione alternativa ed è tra i più famosi ufologi e ricercatori italiani.
È un esperto di miti, religioni, fenomeni paranormali, alieni e molto altro.
È giornalista, scrittore prolifico ed eclettico ( spazia dallo stile divulgativo al fantasy, fino al noir comico) e artista.
È seguitissimo sui social, specialmente su Youtube: gli iscritti al suo canale "Frontiere” superano i 40.000 e le sue dirette video riscuotono sempre grossi consensi.
La particolarità di questo ricercatore, però, è che non grida al complotto o al sensazionalismo per fare spettacolo, audience o far parlare di sé, ma si basa sempre su prove ed evidenze scientifiche.
Ha già pubblicato parecchi libri sull'argomento e, oltre ad aver tenuto molte conferenze, ha preso parte a diversi programmi televisivi, uno su tutti: "Mistero", in onda su Italia 1 fino a qualche tempo fa.
Negli ultimi anni ha deciso di cimentarsi con generi letterari diversi da quelli divulgativi. Sta, infatti, scrivendo una saga fantasy, "Huntermoon", i cui primi due libri " L'inganno di Ogmareth" e "La profezia di Vizerath", hanno visto la luce rispettivamente nel 2020 e nel 2021.
Nel Luglio di quest'anno ha pubblicato la seconda ristampa di "Otello e la maledizione degli hotel".


*****


LA VILLA DEI CADAVERI
di Luisa Ferrari


Frilli Ed.
336 pp
In una tranquilla domenica sera dell’estate torinese del 2019 il quieto vivere del Commissario Aurelio Baldanzi viene sconvolto dall’improvvisa scomparsa della fascinosa Ornella, con la quale trascina da anni una storia fatta di contrasti e incomprensioni. 
Negli stessi giorni una mano sconosciuta inizia a seminare morte tra le mura dell’Istituto di Anatomia Patologica di Torino e di nuovo il Museo con i suoi barattoli dall’inquietante contenuto tornano involontari protagonisti, forse legati proprio al mistero che si cela
dietro quella scomparsa che assume nei giorni toni sempre più complessi. 
Un filo sottile sembra legare le vittime torinesi ad antiche atrocità commesse da un eccentrico collezionista detto il Barone di Rocca D’Arazzo insieme al suo Preparatore Anatomico; fatti così irreali nel loro orrore da far dubitare lo stesso Baldanzi dell’evidenza che si presenta ogni giorno più tragica. 
E mentre altri personaggi si affacciano sulla scena, come l’inossidabile Achille Donati, la volubile Amalia, la professionale Giulietta Ottolenghi e il fedele amico Gerardo, Baldanzi si trova coinvolto in vicende sempre più irreali senza nemmeno l’aiuto del buon Di Gennaro, diventato felicemente papà. 
Tra il culto della misteriosa Signora vegliata dalle fedeli Custodi e il segreto dei preparati museali della contrada del Gelso, i fili sempre più annodati trovano alla fine la loro trama componendo un arazzo che nessuno avrebbe potuto immaginare.

L'autrice.
Luisa Ferrari, classe 1971. L’amore per la paleopatologia l’ha spinta a scegliere la tesi in Anatomia Patologica a Genova e poi la specializzazione sempre in Anatomia Patologica a Torino. Tra le mura dello storico Istituto torinese è stata subito affascinata dal vecchio Museo, custode di antichi reperti polverosi che attendevano giusto riconoscimento. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Cadaveri e tacchi a spillo e il racconto Il nano di Venezia nell’antologia I luoghi del noir.






domenica 10 ottobre 2021

L'importanza dei nonni in due libri per l'infanzia (recensioni)



In questo pomeriggio domenicale, piovoso e che sa di autunno, vi consiglio un paio di libri per bambini aventi al centro una delle figure più importanti della vita di tanti di noi: i nonni.

Il primo è un libro davvero molto breve, arricchito da bellissime, coloratissime e intense illustrazioni: 
"Nonno non mi riconosce più. L'Alzheimer raccontato ai bambini" di Terri Kelley


Ed. Alkemia Books
trad. G. Piscitelli
ill. M. Radeva
30 pp
Quando l'Alzheimer entra nelle famiglie, la tranquilla vita di ogni giorno viene scombussolata.
Tutti ne risentono, a cominciare dall'ammalato, proseguendo con i famigliari (che non di rado sono anche i caregivers) e arrivando ai bambini.

Se non è semplice per gli adulti gestire il proprio congiunto con questa patologia degenerativa, immaginiamoci quanto può risultare complicato per i piccoli, che non posseggono gli stessi strumenti dei grandi per comprendere a fondo cosa stia accadendo al/alla proprio/a nonno/a.

Il bimbo di questa brevissima e tenera storia si chiama Federico e il suo amatissimo nonno Giovanni è una figura importante per lui da quando è nato: hanno sempre giocato assieme e avuto un ottimo rapporto.
Ma da qualche tempo, qualcosa è cambiato: il nonno non lo riconosce più, il suo sguardo è perso nel vuoto, a volte piange, è confuso, chiede a Federico chi egli sia...

Il bimbo soffre, a sua volta si sente perso, smarrito, vorrebbe aiutare quel nonnino così fragile ma non sa che fare! Però una cosa gli è chiara: continuerà ad amare nonno Giovanni con tutto l'amore che il suo cuoricino è in grado di contenere, e gli starà sempre accanto!

A Federico non serve conoscere i dettagli e il linguaggio specifico di questa malattia: come tutti i bambini, capta ogni cosa con la propria semplicità e sensibilità e capisce che nulla sarà più come prima, se non l'amore e la vicinanza che lui promette a quel nonno che non può più essere il suo compagno di giochi, ma che comunque avrà per sempre un posto speciale nel suo cuore.

Un volumetto che, con le sue immagini molto belle, il linguaggio semplice, la scelta di parole dolcissime e commoventi, è dedicato a tutti quei bambini speciali che trovano la forza di continuare ad amare i loro nonni nonostante essi non riescano più a riconoscerli. 

*****

"Avventure con la nonna. La nonna è un mito!" di Antonio Pérez Hernández

trad.  Anna Camagni
80 pp 

Anna è una bimba di nove anni, ha un fratellino - Giacomo - di sette e insieme stanno per vivere alcuni giorni ricchi di avventure inimmaginabili!
Con chi? In compagnia della loro nonna Elvira!!

Una mattina i fratellini si sentono dire dai genitori che passeranno qualche giorno con la nonna perché loro due hanno vinto a una lotteria e partiranno per un viaggio in Polonia. 

Anna accetta la decisione con serenità, mentre Giacomo fa i capricci e vorrebbe andare in viaggio con loro, pensando di divertirsi di più che stando con l'anziana nonnina.

Quando papà e mamma lasciano i figli da Elvira, fanno loro le classiche raccomandazioni: "fate i bravi", "comportatevi bene", "prendetevi cura della nonna che è fragile e delicata".

Ma non appena la porta di casa si chiude e i genitori se ne vanno, la tranquilla e dolce nonna Elvira cambia aspetto e, un po' come Clark Kent che dalla cabina esce vestito da Superman, diventa una super nonna molto sprint e vivace, quasi irriconoscibile!

Anna e Giacomo scoprono un lato della nonna a loro ignoto: altro che vecchina noiosa, nonna Elvira è un vulcano di energia e voglia di avventura!

È lei, infatti, a proporre tante attività ed esperienze incredibili, che i due bambini non solo non hanno mai fatto ma che sono convinti siano vietate dai genitori in quanto un po' pericolose.

Ed è così che i tre avventurieri se ne andranno in giro a vivere giorni magnifici, all'insegna del divertimento e anche del brivido, visto che la loro nonnina è pronta a impelagarsi in avventure che fanno rizzare i capelli in testa ai fratellini.

Incontreranno amici simpatici, lungo il cammino, si divertiranno moltissimo, rideranno a crepapelle, mangeranno tante leccornie, impareranno a stupirsi davanti alle piccole cose, ad amare il contatto con la natura e soprattutto impareranno ad apprezzare il tempo trascorso con la loro super nonnina, una miniera inesauribile di idee e gioia di vivere.

Un libro per bambine e bambini, divertente, ricco di sano umorismo, azione e avventure!
Lettura consigliata dai 7 anni.
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