lunedì 28 ottobre 2019

Recensione: LE DEE DEL MIELE di Emma Fenu


"Le dee del miele" è un piccolo ma ipnotico romanzo che racconta la storia di alcune donne le cui esistenze sono strettamente intrecciate tra loro; a fare da cornice a questi pezzi di vita tutta al femminile,  che si snoda attraverso tutto il Novecento, è una affascinante Sardegna intrisa di mito e memoria.


LE DEE DEL MIELE
di Emma Fenu




“Ci fu un’epoca senza memoria in cui le donne erano esseri prediletti: sibille, sacerdotesse, maghe. Un tempo che si dipana, come un gomitolo, in un passato senza date, e che si tramanda nella poesia del mito”.
In questa magnifica e magica terra le protagoniste indiscusse sono le donne, e tra esse spiccano Caterina e Lisetta,  due ragazze che non si conoscono ma che, in età matura, diverranno consuocere; Marianna, figlia adottiva di Lisetta, ed Eva, figlia di Marianna.
Caterina diventa mamma molto giovane, perché questo è il suo destino, ciò che come donna è chiamata ad essere, e infatti la sua vita è votata alla famiglia, che ella affida a Maria Vergine ma anche a Madre Natura, e di entrambe ricerca i favori tramite preghiere all’una e adempimenti di riti arcani dedicati all’altra.
Lisetta, orfana di entrambi i genitori e destinata a perdere, per troppe volte, qualcuno di importante, tra cui l’unica figlia naturale, nata morta. Ma qualche volta succede che la vita prima tolga e poi dia, e proprio la caparbietà della donna, e il suo tenace desiderio di essere madre, farà sì che le giunga il dono di Marianna, che è solo una ragazzina quando si scontra con la complessa verità che non sempre ciò che una donna mostra in pubblico corrisponde a quello che è in privato, quando non ci sono occhi indiscreti a spiarla e giudicarla.
Ed infine Eva che conosciamo piccolina, una bimbetta curiosissima, vispa, sensibile, tormentata da incubi per lei spaventosi ed inspiegabili, che nella sua innocenza avrà il compito di riannodare il filo rosso di mestruazioni, parti e aborti delle sue antenate, accettando di scoprire e custodire il vero segreto del "dono" di famiglia.
Queste quattro donne sono creature diverse fra loro, per ceto sociale e vissuto, eppure c’è qualcosa di profondo ed invisibile che le lega, rendendo i loro destini comuni: una sorta di cordone fatto di sangue, luna, dolci profumati, miele, mistero e riti antichissimi.
“…le donne che affollavano le stanze, visibili a chiunque o solo a chi avesse il “dono”, erano tutte figlie della colpa primigenia di Lilith: creature sacre e profane, benevole e vendicative, enigmaticamente imperfette nella propria sessualità femminea lunare”.

Sono donne che amano, sognano, sperano, pregano, e il cui fato è intimamente legato alla terra, con i suoi misteri, le sue storie, i suoi doni e frutti; donne fragili e incredibilmente forti, con l’anima radicata tanto nella fede e nella pietas religiosa quanto nel retaggio popolare, fatto di riti, tradizioni, formule arcaiche sussurrate a fior di labbra per scacciare spiriti malevoli e procacciarsi fortuna per sé e la famiglia.
Sono giovinette inesperte che restano turbate davanti alla prima macchia di sangue che farà di loro delle donne, capaci di procreare; sono mogli appagate o tristi, regine del focolare domestico e custodi di segreti atavici; sono religiose e fedeli ai precetti cattolici, ma senza rinnegare il proprio patrimonio culturale, popolato di fate, streghe, panas (anime delle donne morte di parto) e janas (fate), demoni che tormentano donne e bambini, spiriti di defunti che non abbandonano questo mondo ma continuano a vegliare sui propri cari.
È un universo ancestrale, dove tra il mondo sensibile e quello sovrannaturale i confini sono labili, tanto da sentire in maniera vivida gli influssi del secondo sul primo.
Maternità, infertilità, passioni, rinunce, lutti, morte, nascite, premonizioni: attraverso le protagoniste il ciclo della vita si snoda sotto i nostri occhi in tutta la sua forza, e vediamo queste donne per ciò che sono: “dee del miele”, donne che sanno sopportare il peso del vivere quotidiano sulle loro minute spalle con un animo coraggioso, come se in loro brillasse - anche se non tutte ne sono ugualmente e appieno coscienti - una scintilla di divinità, pur essendo esse figlie della terra, e ad essa fermamente ancorate.
“La terra sarda si nutre di misteri inquietanti e di spiriti senza pace e la magia e la fede si fondono come il lievito della pasta, ingigantendo le paure inconsce di un popolo paradossalmente fatto di balenti, ossia di uomini valorosi, fieri e coraggiosi”.

Una scrittura matura, consapevole, che ipnotizza il lettore col suo linguaggio colto, raffinato (anche nei passaggi scritti in dialetto sardo), capace di farci sentire tutto il fascino dell’atmosfera antica e quasi mistica propria del popolo sardo e della sua cultura.
Consigliato! È un romanzo breve ma ricco di suggestioni e di intensità, che può piacere tanto alle lettrici alla ricerca di ammalianti storie di vita (in cui terreno e ultraterreno si abbracciano fino a non poterli distinguere), quanto ai lettori maschietti, desiderosi di apprezzare e di stupirsi davanti  alla bellezza e all’incanto dell’universo femminile.

domenica 27 ottobre 2019

IL FILO TESO di Stefano Vicari e Andrea Pamparana: storie di giovani tra salute e disturbo mentale



Il disagio mentale degli adolescenti raccontato da un neuropsichiatra infantile e da un giornalista.



IL FILO TESO 
di Stefano Vicari e Andrea Pamparana



Giunti Edu
128 pp
12 euro
“Il primo segreto è non aver paura. I ragazzi la sentono e non si fidano di chi ha paura di loro..."



Storie di giovani vite sul filo, che tentano equilibrismi incerti tra salute e disturbo mentale, con il rischio costante che quel filo teso si spezzi e si cada nel vuoto.
Un filo che è anche un legame, un materiale fragile che ciò nonostante unisce, ricollega, mette insieme...

È il filo rosso che lega i tre protagonisti del libro: Francesco Nitti, primario di neuropsichiatria infantile, appassionato e competente, Antonio Martini, un giornalista curioso che vuole fare un documentario sull’autismo e loro, i ragazzi e le ragazze che vivono il disagio psichico: Pamela, consumata dall’anoressia; Mario, così grande e grosso, pieno di angoscia che manifesta in esplosioni di aggressività incontrollabili; Valentina, che chiede disperatamente di essere ascoltata tentando il suicidio; Giulia, tossica, vittima di violenze e sfruttamento sessuale; Arianna, che scappa con il fidanzato senza comprenderne i rischi a causa della sua disabilità intellettiva; Marinella, persa nel suo mondo disegnato dall’autismo; Gilberto, fragile e manipolabile, che si lascia catturare dal blue whale. Infine Carmelo, nato Carmelina, che si batte per essere ciò che si sente di essere…
Un romanzo intenso che, attraverso il vissuto dei protagonisti, porta alla luce l’intreccio di storie dalle mille sfaccettature, ci offre uno spaccato inedito della realtà dei disturbi psichiatrici tra gli adolescenti – considerati ancora un tabù – e si prefigge di rimodulare la definizione di disagio mentale per dargli l’aspetto che ha per natura: un disturbo come altri, da riconoscere e curare.

venerdì 25 ottobre 2019

Novità Intrecci Edizioni (ottobre 2019)



Ultime novità Intrecci Edizioni: tre generi differenti, tra i quali spero che voi troviate ciò che vi attira di più!


La prima storia è ambientata in Italia e più precisamente a Torino e si basa su fatti storici realmente accaduti.

I MIRACOLI DEL SANGUE
di Maurizio Roccato

Ed. Intrecci
Siamo nel 2013 e le principali agenzia di stampa italiane danno la notizia di uno strano ritrovamento avvenuto a Torino.
Su una panchina antistante il cimitero monumentale è stata lasciata la scatola di una vecchia pasticceria del centro chiusa da anni. 
Al suo interno sono contenute diverse ossa umane avvolte in una pagina della "Stampa Sera" del 1963, che riporta l'articolo su un delitto attualmente insoluto.

Questa volta il protagonista è un repoter; Giordano Bruno, che si ritroverà ad indagare su questo caso tra le montagne della Polonia, ove ancora oggi si trova il più complesso sito segreto sotterraneo della Germania Nazista.

Il luogo dove sarebbe ancora nascosto il più prezioso tesoro del Terzo Reich...


A chi è rivolto questo libro? Sicuramente agli amanti dei gialli tradizionali e a coloro cui piace scoprire, leggendo, fatti storici nuovi!



Una storia difficile da raccontare e anche da leggere, perché indaga in modo approfondito le debolezze e le fragilità che ognuno di noi nasconde.

ASCOLTO IL TUO CUORE
di Rino Lavi 




"Cos'è non ti fidi di me?"; e lei aveva ribattuto: "tu hai fiducia? In che? Nelle persone che ti tradiscono? Nelle cose che cambiano? L'unico pensiero di cui ci si può fidare è la consapevolezza che nulla è affidabile".


Le cause delle nostre fragilità dove nascono? Quali situazioni dolorose le hanno determinate? Quanto i disagi, i traumi, le molestie o i soprusi subiti nell'infanzia o nella fanciullezza possono incidere sulle nostre vite? 
E c'è modo quando accadono di porvi rimedio? Forse sì o forse no ma è almeno possibile la comprensione e la percezione dell'altro e dei sentimenti di ognuno?

Proprio da qui parte la narrazione di questo libro.
Un libro delicato ma assolutamente spietato che racconta le vicende di due giovani ragazzi. 
Di ciò che avrebbero potuto fare se... e quello che invece sono diventati.
Un viaggio nelle vergogna umana della violenza, nella paura, nella vigliaccheria di non saper reagire o di non riuscire a denunciare atti orribili.

A chi è rivolto questo libro? Agli amanti dei romanzi che indagano la sensibilità ma anche la violenza che un essere umano è capace di fare ad un altro.



L'autore ha ripreso tutte le cose più assurde della nostra società e le ha portate al limite, senza mettere alcun freno alla sua fantasia. Ha portato tutto all'estremo, creando una narrazione grottesca e sui generis. Un reality show, un gioco perverso e mortale.



MASTERDEATH
di Gabriele Morandi


,
Dieci serial killer rinchiusi in una casa e costretti a eliminarsi l'uno contro l'altro.
Il premio la libertà. 
Tra studi televisivi, registi scontrosi, senatori cinici, soubrette in cerca dell'affermazione definitiva, poliziotti sospettosi e serial killer paranoici, Masterdeath promette di essere una storia che terrà i lettori incatenati fino all'ultima pagina col fiato sospeso.

A chi è rivolto questo libro? Sicuramente agli amanti dei thriller - horror. 
Ma soprattutto a tutti coloro che sanno viaggiare con la fantasia e sanno apprezzare l'umorismo nero.

giovedì 24 ottobre 2019

Le novità di Armando Editore in uscita il 31 ottobre



Cari lettori, con questo post vi aggiorno sulle pubblicazioni Armando Editore in uscita il 31 ottobre. 


Vi ho già presentato il libro di inchiesta scritto da Fabio Sanvitale e Fabrizio Palmegiani dedicato al caso di Elisa Claps , del suo killer e delle sue vittime.


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Il prossimo è il libro della giornalista Laura De Luca, che dedica il suo testo alla Radio (95 anni fa nasceva l’unione radiofonica italiana: Cara Radio. Cartoline dal mondo della radio nell’epoca del web (prefazione Gianpiero Gamaleri; 192 pp, 19 euro).
Una raccolta di testimonianze sulla nostra “cara radio”: da ricordi ed aneddoti da parte di professionisti a valutazioni di esperti e studiosi sulle mutate condizioni e abitudini di ascolto nell’epoca del web. 
Un ventaglio di testimonianze da parte di appassionati e specialisti di diversa estrazione e formazione: registi, autori, giornalisti, docenti, studenti, attori, tecnici, produttori e semplici ascoltatori. La domanda che aleggia è sempre la stessa: la radio è morta? 
La risposta sembra ripetere la medesima certezza: la radio è viva, viva la radio. Con qualche riserva.


Passiamo poi al saggio Conversazione con le religioni abramitiche. Incontri con Riccardo Shmuel Disegni , Vincenzo Paglia, Salah Ramadan . Intervista a Pietro Citati di Angelo Angeloni, con postfazione di Roberto Cipriani (112 pp, 12 euro).
Un dialogo reciprocamente comprensivo e rispettoso, che non trascura le differenze, ma le valorizza, senza chiusure o pregiudizi. È questo il contenuto delle conversazioni qui raccolte con autorità delle tre religioni abramitiche, che la storia ha reso spesso conflittuali ma che invece s’incontrano nella fede in un unico Dio creatore, nell’uomo sua creatura, fratello tra fratelli.


La necessità dell’errore dell’errore. Elogio delle mutazioni genetiche che influenzano l’evoluzione di Gianni Soldati (84 pp, 12 euro): un percorso divulgativo e sorprendente per far scoprire i temi che costituiscono i fondamenti della genetica, una serie di racconti che hanno come oggetto il DNA, l’evoluzione e tutti quei meccanismi che hanno portato alla conoscenza scientifica del mondo. 


Supervisione multivariata. Guida pratica per professioni della relazione d’aiuto in formazione di Edoardo Giusti e Laura Rapanà (124 pp, 18 euro) è uno strumento utile per garantire una buona pratica a tutela del paziente. Sono proposte strategie operative per favorire interventi personalizzati all’interno di una relazione volta alla competenza lungo tutta la carriera lavorativa, per un migliore agire professionale. 

In Psicoterapia del senso della vita. Una guida per le professioni d’aiuto Clara Hill (260 pp, 24 euro) concentra le sue ricerche per i professionisti della relazione d’aiuto affinché supportino i loro pazienti nello sviluppare il meglio delle loro risorse in vista di creare una propria missione vocazionale realistica.


Infine Pasquale Critone nel suo romanzo Il tesoro sacrilego (288 pp, 16 euro) racconta un viaggio emozionale che dagli anni ’30 del Novecento giunge alla fine del secolo – attraversato da tre generazioni. 
Fra’ Matteo, custode dei segreti della fusione e della lavorazione dei metalli preziosi e delle macchine del tempo, dona al Cicogna ogni sapere. Come in un presagio, però, si compiranno le sue parole “si può arrivare a confondere il sorgere del sole col tramonto” , quale espressione di profonda disperazione. La cupidigia e la volontà di elevarsi socialmente spingono il Cicogna ed il suo complice a compiere un furto che si ripercuoterà sulla loro vita futura e sulla loro progenie. 
Colpi di scena, un mistero da svelare e suggestive storie d’amore fanno di questo romanzo, originale e ben scritto, quasi una saga familiare; un intreccio di vicende ricco di suspense lungo più di mezzo secolo –. 
Una vera “Comédie humaine“. Eros e Thanatos, Amore e Morte suscitano nel lettore un’incessante altalena emotiva sospinta, sullo sfondo, da “La Musica”.

mercoledì 23 ottobre 2019

LIBRI TANTO ATTESI... CHE ANCORA NON LEGGO



Ci sono dei libri che (magari pure per diverso tempo) avete desiderato tanto avere tra le mani e che poi, una volta comperati,  avete lasciato che se ne stessero lì, sui ripiani della vostra libreria, ad aspettare che vi ricordaste di loro?

Ehm... io sì, e non saprei darvi una spiegazione per questo fenomeno, fatto sta che, per quanto mi riguarda, ci sono alcuni romanzi che ancora non mi decido a leggere, pur avendoli tanto bramati fino a prima di averli.



Eccone alcuni:


LA CASA DEGLI SPIRITI di Isabel Allende. Un'icona della narrativa sudamericana contemporanea, una saga familiare in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, attraverso i racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia.

Ho visto il film più di una volta e lo ritengo bello e piacevole; ho sempre letto e sentito dire che, per quanto sia ben fatto, il romanzo sia di gran lunga migliore.
Ragion per cui, non troppo tempo fa, finalmente, ne acquistai una copia, tra l'altro trovata a un ottimo prezzo tra i libri usati.
Ci credete che ogni volta che termino un libro (cartaceo), la copia è lì che mi fa l'occhiolino, io spesso la prendo pure.... e poi la rimetto dov'era dicendomi: "Vabbè dai, adesso ho un'altra cosetta da leggere prima di questo"? E infatti.... c'è sempre un libro che ha la precedenza.
Della scrittrice cilena posseggo anche L'ISOLA SOTTO IL MARE, e pure quest'altro pargoletto ancora sta aspettando...


Stesso discorso per il seguente romanzo della Morton, autrice che amo senza ombra di dubbio (UNA LONTANA FOLLIA, IL GIARDINO DEI SEGRETI, I SEGRETI DELLA CASA SUL LAGO): RITORNO A RIVERTON MANOR di Kate Morton,  un romanzo nel quale mistero e amore si mescolano avvolgendo il lettore. La giovane Ursula scopre che, attorno al suicidio del poeta Lord Robert Hunter settantacinque anni prima, ci sono torbidi segreti, e c'è solo una persona in grado di svelarli...


I prossimi due sono invece libri che, nientemeno!!!!, mi ero ripromessa di leggere dai tempi delle scuole medie! Interesse nato grazie ai brani che si studiavano nell'ora di Italiano, in particolare durante quella dedicata all'Antologia.

Comunque, per adesso del libro della Morante mi frena il numero di pagine (700 circa). Eh ma arriverà il turno suo, ve lo garantisco!!
LA STORIA di Elsa Morante. Ida è una maestra elementare, fragile e provata, che tenterà tutto il tempo di nascondere le proprie origini ebraiche per paura della deportazione. E' vedova con un figlio adolescente, e un giorno del 1941 subisce uno stupro da un soldato tedesco, in seguito al quale nascerà il piccolo e fragile Giuseppe.



IL PARTIGIANO JOHNNY di Beppe Fenoglio. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli.

martedì 22 ottobre 2019

Oggi nasceva... Doris Lessing



Doris Lessing (Doris May Tayler), scrittrice britannica, è nata a Kermanshah, in Iran, il 22 ottobre 1919, da Emily Maude e dal capitano Alfred Tayler, il quale perse una gamba durante il servizio prestato nel corso della prima guerra mondiale; fu impiegato per la Banca Imperiale di Persia.
Nel 1925, la famiglia si trasferisce nel sud della Rhodesia, una colonia britannica, dove coltivano una terra di proprietà di Alfred.
Doris frequenta una scuola cattolica romana a Salisbury fino all'età di quattordici anni; lasciata la scuola, studia da quel momento è autodidatta; ha iniziato a lavorare come bambinaia.

Dal suo matrimonio con Frank Wisdom nascono due figli (Jean e John). Divorziano nel 1943; qualche tempo dopo Doris prende a frequentare un'associazione culturale di orientamento comunista, il "Left Book Club", conosce e sposa Gottfried Lessing, divorzia anche da lui e in seguito si trasferisce a Londra con Peter (avuto dal secondo matrimonio).

Il suo primo romanzo, "The Grass Is Singing" (L'erba canta), è stato pubblicato nel 1950. Ambientato nella Rhodesia meridionale del decennio precedente, descrive la tensione razziale presente in quei luoghi. Il libro ha creato scalpore nei circoli letterari.

Dal 1956 Doris Lessing si dedica a temi più introspettivi e decisamente autobiografici, volgendo un occhio particolare alla condizione femminile, con "La noia di essere moglie" (1957), "L'abitudine di amare" (1957), "Il taccuino d'oro" (1962), una dichiarazione contro la guerra e contro lo stalinismo; ricevette il Prix Médicis, un premio letterario francese assegnato a nuovi scrittori.

Selezionato per il Booker Prize, il romanzo "Briefing for a Descent into Hell", pubblicato nel 1971, ci porta nei recessi interni delle nostre menti attraverso un terrificante viaggio psicologico.
"Memoirs of a Survivor" è un romanzo futuristico ambientato in un'epoca in cui le persone stanno lottando per sopravvivere in un mondo imbarbarito, senza valori familiari o morali.

L'ultima sua opera, "Alfred ed Emily" (2008), comprende sia elementi fittizi che biografici; la prima parte immagina come sarebbero vissuti i suoi genitori se la prima guerra mondiale non fosse avvenuta, mentre la seconda parte descrive come sono sopravvissuti.

Doris ha pubblicato più di 50 romanzi.

Nel 2001, la Lessing ha ricevuto il Premio David Cohen per il successo avuto nella letteratura britannica.
Nel 2007 ha vinto il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: «cantrice dell'esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa».

Nel 2015 si è scoperto che l'MI5 e l'MI6 (agenzie di spionaggio del Regno Unito) avevano un archivio segreto di ben cinque volumi con informazioni su lei, sulle sue associazioni con i comunisti e le attività anti-razzismo.

Doris Lessing è morta il 17 novembre 2013, all'età di 94 anni, nella sua casa a Londra.

In passato di quest'autrice ho letto SHIKASTA, ma ahimè non mi piacque moltissimo (RECENSIONE).


Fonti consultate:


https://biografieonline.it
http://manoflabook.com
https://www.thefamouspeople.com

lunedì 21 ottobre 2019

Recensione: "Psicologia del malato oncologico. Non muore il desiderio" di Gabriella Gagliardi



Un trattato che, nella sua brevità e immediatezza di linguaggio, si sofferma con sensibilità sulle conseguenze psicologiche che vivono coloro ai quali viene diagnosticato un tumore.



Psicologia del malato oncologico
Non muore il desiderio
di Gabriella Gagliardi

Armanda Editore
80 pp
10 euro
L'autrice di questo saggio è un'ex insegnante di Filosofia che un paio di anni fa ha scoperto di avere un tumore alle ovaie. 

Sentirsi dire, dallo specialista che ci ha appena visitato, di avere un male al quale generalmente associamo l'aggettivo terribile "incurabile", è qualcosa che non può non cambiarci, destabilizzarci, innescare dentro di noi un groviglio di pensieri ed emozioni contrastanti. e devastanti.

Ogni uomo desidera vivere a lungo e in salute, arrivando alla morte possibilmente senza passare per grosse sofferenze (fisiche e non solo).
Pur essendo un essere finito, limitato, l'uomo percepisce le proprie emozioni come eterne, e questo lo spinge a fare piani, nutrire sogni, guardare al domani tenendo il più lontano possibile lo spettro oscuro della morte.
Fino a quando non gli viene diagnosticata una malattia aggressiva e potenzialmente mortale, nessuno pensa alla morte come a qualcosa di reale e concreto, quanto piuttosto a un evento astratto e, per adesso, lontano.
Sappiamo di dover morire tutti, prima o poi..., ma finché si sta relativamente bene, non ci si pensa più di tanto.

Ma l'irrompere della malattia grave cambia inevitabilmente la persona, che si trova di fronte alla non facile sfida di ricostruire se stessa, la propria coscienza, a causa di questo evento traumatico inaspettato che viene vissuto come un'ingiusta batosta, quasi un insulto.

Un concetto che l'autrice lascia emergere con molta chiarezza è proprio questo: la malattia oncologica trasforma la persona, rendendola via via sempre più consapevole della fugacità dell'esistenza e del fatto che, per questa ragione, essa meriti di essere vissuta appieno, avendo progetti, coltivando sogni ed interessi.
"La vita è anche nella malattia".

Partendo da concetti etico-esistenziali, attingendo tanto alla filosofia quanto alla psicologia, Gabriella sa coniugare insieme l'esperienza vissuta e quella pensata, oggetto di riflessioni e considerazioni attente. 
Lei stessa, avendo vissuto il trauma della diagnosi di cancro, ha fatto esperienza personalmente di ciò che esso implichi, su tutti i livelli, da quello fisico a quello psicologico, da quello emotivo a quello sociale, giungendo alla consapevolezza che la malattia è in grado di affinare e sensibilizzare in un modo nuovo la coscienza; nessuno di noi conosce davvero le forze e le risorse di cui dispone fino a quando non è chiamato a resistere, tirandole fuori.

In queste pagine ci si sofferma a considerare il mondo in cui può reagire una persona alla quale viene diagnosticato un cancro, e come queste reazioni possano mutare ed evolversi col trascorrere del tempo e soprattutto con il passare dalla prima fase (in cui ci si trova faccia a faccia col "mostro" chiamato cancro) a quelle successive - cura, convalescenza, guarigione, fino ad arrivare a una progressiva normalità, con la speranza che la malattia venga debellata e non si ripresenti più.

Altro aspetto importante è la scoperta delle tantissime persone che stanno attraversando la medesima "odissea" e che quindi ci capiscono, e noi capiamo loro, come se fossimo una grande famiglia.

È possibile tirar fuori qualcosa di positivo da una condizione sicuramente negativa? La sofferenza può aiutarci a crescere, renderci "migliori" (più amorevoli, comprensivi, attaccati alle piccole gioie del vivere quotidiano, più profondi...)?

"...occorre ricordare che la malattia ci impone certamente dei limiti, ma non necessariamente dei confini: i limiti sono flessibili, nascono per essere superati, mentre i confini sono solitamente più rigidi (...). Se vivo la malattia come un confine, la mia tendenza sarà quella di utilizzarla come "strumento" per restare nella paralisi in cui mi trovo, per avere sempre pronta "una scusa" per me stessa e per gli altri. Se la vivo invece come un limite, saprò forse motivarmi (...) a guardare oltre, a rimettermi in movimento, a superare quei paletti che la malattia mi mette davanti, per riabilitarmi alla vita".

Oltre alle riflessioni personali e alla breve ma intensa testimonianza di vita dell'Autrice, vi sono contributi di altre persone - professionisti e non - che hanno/hanno avuto a che fare con la malattia oncologica, e le loro parole impreziosiscono l'argomento in questione, attraverso i vari ed interessanti punti di vista, di cui ci colpisce soprattutto l'umanità, la sensibilità, l'empatia.

Il testo ha, dunque, il pregio di saper trattare con chiarezza e con un linguaggio semplice ed accessibile a tutti, un tema di per sé difficile e complesso, che in maniera diretta e indiretta quasi sicuramente tocca/ha toccato la vita di tanti lettori, che si ritrovano incoraggiati e sensibilizzati rispetto all'argomento.


Dietro le pagine di "The Chain" di Adrian McKinty



Non troppi giorni fa ho letto e pubblicato il mio modesto parere su un thriller verso il quale nutrivo più di un'aspettativa... ma che purtroppo mi aveva in (larga) parte deluso.

Parlo di THE CHAIN di Adrian McKinty    >>>>>  RECENSIONE


Risultati immagini per dietro le pagine
da cosa ha tratto ispirazione l'Autore
per scrivere il libro?


Vi riassumo la trama: una donna single, mamma della 13enne Kylie, un giorno riceve una terribile telefonata anonima, che le comunica che sua figlia è stata rapita, che entrambe sono ormai entrate a far parte della cosiddetta "catena", una sorta di gruppo criminale segreto che rapisce minori e costringe i genitori della vittima a rapire a sua volta un ragazzino, mettendo in condizione la successiva famiglia a fare lo stesso..., se vogliono veder vivo il proprio figliolo.
Una catena di crimini, insomma, che non va spezzata, pena la morte di chiunque trasgredisca le regole.

Il tema del rapimento è super sfruttato all'interno di film e serie TV, ma l'idea di fondo di McKinty ha dalla sua un buon punto di partenza (che ahimè poi si va a perdere), che è quella di costringere il genitore della vittima (una persona comune ed onesta) a commettere a sua volta un rapimento per poter riavere il proprio bambino.
Qual è stata l'ispirazione per questa idea?

L'autore ha dichiarato che lo spunto ha preso avvio da tre elementi distinti.
Il primo affonda le proprie radici ai tempi della scuola elementare. Una delle prime cose studiate nella prima settimana di scuola è stata la mitologia greca, nella quale c'è il mito di Demetra e Persefone. Demetra va letteralmente all'Inferno per salvare sua figlia dagli inferi; questa storia lo colpì molto ed è rimasta nella sua mente per quarant'anni per poi finalmente emergere e accendere una lampadina.

Il secondo elemento è stato il soggiorno a Città del Messico
Stava lavorando a questo libro che sembrava non andare da nessuna parte.
Una sera, mentre era solo a leggere un giornale, gli occhi sono finiti su un articolo che raccontava proprio questo schema di rapimento in uso in Messico, in base al quale rapirebbero un membro di una famiglia e, mentre questa si sbatte per trovare i soldi del riscatto, deve anche scegliere chi dare come scambio ai rapitori per ottenere la liberazione del rapito, che è più vulnerabile.
Ha pensato: "È davvero intrigante, questa idea di rapimento e scambio". Lo ha davvero incuriosito in quanto bizzarra: una persona viene scambiata con un'altra!

Il terzo elemento ha a che fare con l'Irlanda (McKinty è di Belfast) e il mondo delle superstizioni; negli anni '70 i bambini, nel periodo di Halloween, si mandavano lettere piene di maledizioni e disegni di esagoni e altre diavolerie simili, e se chi li riceveva non ne faceva delle copie inviandole a sua volta ad altri ragazzi, i genitori sarebbero stati uccisi. 
Accadde poi che la sua insegnante di quarta elementare, la signora Carlyle, scoprisse tutto su queste catena di lettere che si inviavano i ragazzini e la trovo terrificante, tanto da chiedere ai ragazzi di portargliele: fece un grande falò fuori dalla classe per "spezzare" la catena di maledizioni e sfortune. 
Tutto ciò impressionò Adrian, che anno dopo si informò della signora Carlyle e seppe che.. no..., le maledizioni non avevano avuto alcun effetto su di lei, non le era accaduto nulla di brutto e, anzi, era viva ed in buona salute all'età di ottantotto anni!

Gli scambi di rapimenti, queste lettere a catena, una donna che spezza la catena: elementi che gli frullavano in testa, e poi l'idea di una madre che va letteralmente all'inferno per salvare sua figlia. 

E così quella notte a Città del Messico, si è seduto e ha iniziato a scrivere un racconto basato su questi punti: scrisse circa cinque pagine, per poi lasciarlo in un cassetto per circa cinque o sei anni. Fino al giorno in cui gli fu proposto di scrivere una "storia americana", lui disse di sì... ed è venuto fuori, "The Chain", tutto in una volta.



Fonti consultate per l'articolo:

domenica 20 ottobre 2019

Nuova Uscita CentoAutori Edizioni || "Svegliarsi con Trump una mattina", il nuovo romanzo di Peppe Lanzetta



Buongiorno e buona domenica, amici ^_^

Stamattina torno qui sul blog per segnalarvi l'uscita in libreria dell'ultimo romanzo di Peppe Lanzetta:
Svegliarsi con Trump una mattina. Un'odissea per il commissario Peppenella.


Parla, riflette e pensa il commissario, ma a volte sembra urlare con un urlo disperato trasmesso direttamente dal suo autore, lo scrittore Peppe Lanzetta, che con il suo grido dalle periferie dimenticate cerca di scuotere le coscienze di tutti.


SVEGLIARSI CON TRUMP UNA MATTINA
Un'odissea per il commissario Peppenella
di Peppe Lanzetta




CentoAutori
Collana L’Arcobaleno
Pagine 240
Prezzo 14€





Delitti assurdi, passioni amori e tradimenti, ma con la notizia dell’elezione di Trump… il commissario Peppenella capisce che la follia non contagia solo le strade di Napoli.

Amori e dolori per il commissario Peppenella alle prese con le vicissitudini sentimentali alimentate dalla seducente agente Zangrini mentre il caso del killer delle canzoni resta sempre irrisolto, anzi si complica.
Questa volta, infatti, le vittime non indossano un foulard colorato ma una maglietta bianconera… sì, quella della Juventus che ha soffiato il campione Higuain al Napoli lasciando un’intera città sotto shock.
Nel frattempo sullo scenario politico internazionale irrompe l’elezione di Donald Trump negli Usa che contribuisce ad alimentare le paradossali e caustiche riflessioni del malinconico commissario.

Peppe Lanzetta continua la saga dello sventurato commissario Peppenella, raccontandoci di una Napoli sempre più caotica, come se non bastassero le difficoltà per acciuffare i serial killer, Peppenella è sempre più alle prese con le pene d’amore, dopo essere stato sedotto dalla conturbante collega venuta dal Nord, l’agente Ada Zangrini.

L' Autore
Peppe Lanzetta (Napoli, 1956) è scrittore, attore e drammaturgo. Debutta sulla scena teatrale nel 1983 con Napoletano pentito. Tra gli altri suoi spettacoli ricordiamo: Bombatomica e Roipnol (entrambi del 1984), Il vangelo secondo Lanzetta (1986), Lenny (1988), Il peggio di Lanzetta (1993), Tropico di Napoli (1998), e L’Opera di periferia (2006). Ha vinto con Malaluna il premio Olimpici del Teatro 2004. Ha collaborato come autore di testi con vari musicisti tra cui: Edoardo Bennato, Tullio de Piscopo, James Senese, Enzo Avitabile, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Franco Ricciardi, Massimo Severino e Franco Battiato. Attore e autore anche per cinema e televisione, ha lavorato con registi come Sorrentino, Piscicelli, Tornatore, Cavani, De Crescenzo, Loy, Martone, Asia Argento, Scimeca e Abel Ferrara. La sua ultima apparizione è nel film Spectre, il 24esimo della saga di James Bond. Ha pubblicato i libri: Figli di un Bronx minore (Universale economica Feltrinelli 1993), Un Messico Napoletano (Universale economica Feltrinelli 1994), Incendiami la vita (Baldini & Castoldi 1996, poi Universale economica Feltrinelli 2007), Un amore a termine (Baldini & Castoldi 1998), Tropico di Napoli (Feltrinelli 2000), Ridateci i sogni. Ballate(Universale economica Feltrinelli 2002), Giugno Picasso (Feltrinelli 2006, premio Domenico Rea), InferNapoli (Garzanti 2011 Premio Frignano). Per Cento Autori ha pubblicato il romanzo Sognando l’Avana (2013), e le antologie: Figli di un Bronx minore (2014), L’isola delle femmine. 22 racconti sul femminicidio; (2015) e L’odio la banlieue napoletana (2018). La serie di gialli del commissario Peppenella è formata dai romanzi: Il cavallo di ritorno. La prima indagine del commissario Peppenella (2014) La luce sia con voi. Non c’è pace per il commissario Peppenella (2015) Ti lascio una canzone. Un Festival per il commissario Peppenella (2016). L’agente venuta dal Nord. Un amore per il commissario Peppenella (2018).

sabato 19 ottobre 2019

Recensione: L'ESTATE DELL'INCANTO di Francesco Carofiglio



Il ricordo di un'estate indimenticabile nasconde in sé il potere di riscaldare il presente, di rendere i giorni vissuti meno freddi e grigi perché, fino a quando la memoria resiste, non saremo mai del tutto soli.



L'ESTATE DELL'INCANTO
di Francesco Carofiglio


Ed. Piemme
272 pp
Miranda Soderini ha dieci anni nel 1939, ma il lettore fa la sua conoscenza quando ne ha ben novanta.
È tipico delle persone anziane guardarsi indietro con sempre maggiore frequenza e riportare a galla, per quanto la memoria traballante e caliginosa lo permetta, i ricordi di ciò che è stato, delle persone incontrate, amate, dei luoghi, degli odori, dei rumori... che hanno dato colore e significato all'esistenza.
E a questo bisogno cede anche la nostra Miranda, che nella solitudine delle proprie giornate e nel silenzio delle notti insonni rievoca frammenti di vita: la sua mamma dolce, bella, forte; il suo papà adorato, la cui dolorosa assenza, da un certo momento in poi, è stato un peso enorme da sopportare; i tanti viaggi in giro per il mondo, il soggiorno a Parigi, gli amori vissuti e poi persi, le persone conosciute, e soprattutto, quella bellissima estate del 1939 trascorsa nella villa di campagna del nonno paterno.

"È successo d'estate, molti anni fa.
Tra le nebbie che affollano, adesso, i miei pensieri di vecchia, una luce rischiara una porzione di mondo. Chiudo gli occhi e rivedo, intatta, la bellezza  radiosa della campagna. Riesco a distinguere ogni dettaglio, nel fremito delle ciglia, colpite dai raggi obliqui del mattino. 
Avevo dieci anni, e il mondo stava per affondare nell'abisso. Ma per me era solo estate e campagna.
La più bella estate della mia vita".

Miranda è una bimba felice; vive nella meravigliosa Firenze con mamma Sarah (di origini irlandesi) e il papà Arturo, uno studioso sempre in giro per via delle proprie ricerche in ambito accademico.
E in quell'anno, in quell'estate che fa da spartiacque nella sua vita (non solo, fu così anche per il mondo, alla vigilia dello scoppio del secondo conflitto mondiale), suo padre parte improvvisamente per un viaggio che lo terrà vai più a lungo del solito, ma la sua mancanza verrà mitigata dalla decisione della mamma di partire per una villeggiatura in un posto speciale: a casa di nonno Ugo Soderini, che vive nella propria antica villa di famiglia - Villa Ada -, sulle colline pistoiesi.

Il nonno Ugo è un pittore piuttosto noto, allievo di Cézanne; è un tipo solitario, riservato, parco di parole e gesti confidenziali; tiene tutti a debita distanza e anche con Miranda mantiene atteggiamenti di riserbo e ritrosia che fanno sì che la bimba provi timore in sua presenza.
A prendersi cura della casa c'è la governante Elda, anch'ella di poche parole, avara di sorrisi e affettuosità, ma pronta a rispondere alle esigenze delle due ospiti.
Una delle prime scoperte che Miranda fa è all'interno della casa ed è costituita dal laboratorio del nonno, in cui egli lavora ai propri quadri, circondato da tele, barattoli, polveri colorate, pennelli; la bambina sa che l'accesso alle stanze del vecchio le sono proibite, ma la sua curiosità la spinge ad essere impavida e a sfidare i propri timori, tanto da entrare di nascosto nel laboratorio per vedere i dipinti del nonno.
Resta affascinata dalla bravura di Ugo, dal suo saper rendere vivi i soggetti delle proprie opere, tutte per lo più concentrate sugli animali del bosco limitrofo.
La grande e austera cascina del nonno, infatti, è circondata da un bosco misterioso, abitato da molte specie di animali che infervorano la fantasia della piccola Miranda (Danda per i famigliari); bosco che ben presto diviene il teatro perfetto per le avventure spericolate insieme con Lapo, il nipote del buon Ottone, il fattore della villa.
Col ragazzino  - per il quale la ragazzina si prende la prima cotta della sua vita - allaccia una bellissima amicizia,  fatta di scorribande in bicicletta, scoperte pericolose, appassionate chiacchierate e il primo, innocente bacio.

Il bosco è anche il luogo abitato dalle creature parlanti, oggetto delle storie fantastiche raccontatele dalla sua mamma e che l'animo puro e fantasioso di bambina vede o crede di vedere.

Leggendo come la bambina trascorra le giornate dentro e fuori Villa Ada, viviamo insieme a lei le innocenti ed esaltanti emozioni provate durante quei mesi di villeggiatura, alla fine dei quali nulla sarà più come prima e l'incanto di quell'estate del 1939 verrà spazzato via dagli eventi che accadranno in seguito, colpendo - per ragioni e in modi differenti - l'amico Lapo e lei stessa.

L'Autore trasporta anche noi lettori in quella piccola porzione di mondo distante da noi ottant'anni, rischiarato da una luce che ha del magico, che illumina una parte dell'infanzia della protagonista, regalandole giorni spensierati, allegri, avventurosi, densi di emozioni e sensazioni sconosciute, in cui Miranda, col passare inesorabile del tempo, farà costantemente ritorno con la memoria, trovando in quel periodo, seppur breve, una sorta di consolazione, di "pacificazione degli occhi, una cura" alla solitudine, al freddo da cui spesso si sentirà avvolgere e attanagliare quando si ritroverà sola.

"Questo ricordo, delle persone e delle cose. Man mano che le immagini svaniscono e si perdono i dettagli delle parole e degli incontri. Mi ricordo degli odori. E metto ogni ricordo odoroso in una casella della memoria, che posso aprire e chiudere, quando serve. Sarà l'ultima cosa che terrò con me, credo, l'odore delle cose".

Miranda si guarda indietro e nei propri tratti invecchiati che vede allo specchio, ritrova se stessa bambina, e a quell'altra se stessa guarda con nostalgia e tenerezza, con la consapevolezza di chi sa che quello che è stato, ed è finito, non tornerà, è vero, ma le appartiene comunque, è dentro di lei, nel suo cuore e nella sua mente pieni di immagini, suoni, sapori, profumi, voci, sguardi, sorrisi, e nessuno può rubarglieli.

"La memoria è uno spazio bianco, che si distende e si contrae. E rende tutto presente. Non faccio  nessuna fatica, le immagini arrivano e tornano vive, e con le immagini i suoni, i rumori, quello che sento con le mani, con la lingua."

La scrittura fortemente evocativa di Carofiglio sa come rendere in modo nitido le percezioni sensoriali che avvolgono e travolgono la protagonista - bambina e poi anziana - e che attivano ricordi, associazioni, emozioni, pensieri non soltanto in lei ma anche nel lettore, perché ciascuno di noi, quasi sicuramente, ha un luogo del cuore (fisico o meno) al quale tornare con la mente di tanto in tanto per trarne sicurezza e conforto.

Le descrizioni presenti, lungi dall'essere noiose o dal rallentare il ritmo, si incastrano armoniosamente con la narrazione dei fatti, e "in ogni dettaglio sembra manifestarsi, potente, il mistero della vita che si avvera e ci abbandona"; il contesto che fa da sfondo alle vicende narrate è, come ho anticipato più su, quello immediatamente precedente l'inizio della seconda guerra mondiale, ed infatti l'ombra scura di questo tragico evento si allunga sull'infanzia felice di Miranda a Villa Ada, in particolare attraverso lo spettro del fascismo, delle camicie nere e delle leggi razziali.

Il lettore è quindi coinvolto in questa atmosfera antica, malinconica che va indietro nel tempo, e che gli fa provare (e condividere con Miranda) una "nostalgia silenziosa, un languore dell'anima" che lascia come dolcemente sospesi, con un senso di "galleggiamento" tra la realtà e il sogno.

Il passaggio tra il presente e il passato è lieve, naturale, mai brusco, e mi ha fatto apprezzare la sensibilità dell'Autore nel lasciarci entrare con discrezione e rispetto tanto nella quotidianità del presente di Miranda (simpatici e teneramente buffi i dialoghi tra lei e le sue amiche, novantenni pure loro, con cui si incontra spesso al bar per una chiacchiera) quanto nel suo passato, mostrandoci quella bambina di dieci anni piena di curiosità, innocenza, stupore verso la vita e verso dettagli apparentemente insignificanti; e a questo passato noi approdiamo attraverso la voce della protagonista, che si lascia cullare dal potere dei ricordi, molti dei quali sono nebbiosi, in penombra, ma allo stesso tempo, tanti di essi sono indelebili in quanto scolpiti per sempre nella sua anima.

Leggere questo romanzo di Carofiglio è stato come sentirsi accarezzare con delicatezza l'anima; è una lettura che a me ha trasmesso principalmente pace, serenità, il piacere di apprezzare la bellezza delle cose semplici, ed accanto a queste sensazione ci sono inevitabilmente la nostalgia e la malinconia, che però non sono cupe e opprimenti ma conservano sfumature di tenerezza, commozione.

È un libro che mi è piaciuto moltissimo, l'ho letto lentamente, come per assaporarne ogni parola, e anzi posso ben dire che lo scrittore ha avuto la grande capacità di farmi innamorare, prima ancora che di una storia, della magia di una narrazione sapiente,  matura, delicata, elegante, suggestiva, "sensoriale", e del meraviglioso potere che possono avere le parole quando sono usate con accortezza, consapevolezza, con un'armonia che ha un che di musicale.

Un libro che potrei riassumere in una parola, contenuta, non a caso, nel titolo stesso: incanto.
Se volete lasciarvi rapire da una scrittura raffinata ed intensa, capace di risvegliare emozioni, non posso che consigliarvi la lettura di questo libro.


venerdì 18 ottobre 2019

Epigrafe - "La grande casa bianca"



Citazioni che introducono la storia narrata da Maurizio Gramolini in "La grande casa bianca":


“Talvolta è necessario che la ragione dorma profondamente 
perché il nostro spirito possa incontrare i suoi mostri” 

“Lo specchio continuerà a riflettere l’immagine della mia camera anche quando io sarò uscito? 
Il mondo continuerà ad esistere anche quando io sarò morto?” 
Giorgio Gramolini – Pensieri Scorretti



“Un guerriero non ha bisogno di una storia personale. 
Un giorno scopre che non gli è più necessaria, e la abbandona.”  

“Non esistono due mondi separati, due realtà diverse, un mondo normale e uno paranormale... esiste un mondo unico, che si può “guardare” o “vedere” 
Carlos Castaneda   


“Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto, e se così fosse... mille volte vorrei nascere per mille volte ancor morire.”  
William Shakespeare   


Non restare a piangere sulla mia tomba. 
Non sono lì, non dormo.  
Sono mille venti che soffiano.  
Sono la scintilla diamante sulla neve.  
Sono la luce del sole sul grano maturo. 
Sono la pioggerellina d'autunno.  
Quando ti svegli nella quiete del mattino...  
Sono le stelle che brillano la notte.  
Non restare a piangere sulla mia tomba. 
Non sono lì, non dormo. 
Canto Navajo




Risultati immagini per epigrafe chicchi pensieri
"Iscrizione in fronte a un libro o scritto qualsiasi, per dedica o ricordo; più particolarm.,
citazione di un passo d’autore o di opera illustre che si pone in testa
a uno scritto per confermare con parole autorevoli quanto si sta per dire

giovedì 17 ottobre 2019

Dal libro al grande schermo - film in uscita




Vicino all'orizzonte è un film diretto da Tim Trachte, con Jannik Schümann, Luna Wedler, Luise Befort, Jamie Bick, tratto dall'omonimo libro di Jessica Koch; è ispirato alla vera, struggente storia d'amore vissuta dalla scrittrice alla fine degli anni '90.

Cosa succede quando incontri l'amore della vita sapendo che non potrà durare? Jessica ha 18 anni e un futuro promettente quando un giorno incontra Danny. Bello, affascinante e sicuro di sé, dietro una facciata apparentemente perfetta il ragazzo nasconde in realtà un doloroso segreto. 
Jessica capisce presto che il futuro che sogna con lui forse non arriverà mai, ma vuole credere fermamente in Danny e nella loro storia. Perché alla fine l'unica cosa che conta davvero non è quanto dura un amore ma quanto è profondo.
Al cinema dal 24 ottobre.


Dovrebbe arrivare nella sale il 28 novembre il film diretto da Marco Bocci e tratto dal suo romanzo d'esordio (recensione): A Tor Bella Monaca non piove mai; nel cast: Libero De Rienzo, Andrea Sartoretti, Lorenzo Lazzarini, Antonia Liskova, Lorenza Guerrieri, Giorgio Colangeli.
Il film racconta la vita di Mauro, un ragazzo di trentacinque anni, e di tutta la sua famiglia, in un quartiere periferico di una grande metropoli. Quello che per molti è la normalità, in una realtà complessa come quella vissuta da Mauro, diventa un’utopia: trovare un lavoro decente, costruirsi un futuro con Samantha, la ragazza di cui è innamorato, sembrano obiettivi irraggiungibili, almeno seguendo il suo modo di essere e la sua indole ligia e corretta. Si può cambiare la propria natura per essere felici?

Il mistero di Henri Pick di Rémi Bezançon, con Fabrice Luchini, Camille Cottin, Alice Isaaz, Bastien Bouillon, tratto dall'omonimo romanzo di David Foenkinos. Dal 5 dicembre-
Chi è Henri Pick? Molti risponderebbero che è l'autore di un romanzo eccezionale, scoperto per caso in una misteriosa biblioteca nel cuore della Bretagna e diventato in brevissimo tempo un bestseller.


Dove la terra trema (Earthquake Bird) è un film diretto da Wash Westmoreland, con
Alicia Vikander e Riley Keough, basato sull'omonimo romanzo di Susanna Jones.
Nel 1989 la giovane inglese Lucy Fly si trasferisce a Tokyo, dove inizia a lavorare come traduttrice. Ben presto inizia un triangolo amoroso con la connazionale Lily e con un fotografo locale di nome Teiji. Quando Lily scompare, Lucy viene sospettata del suo omicidio. Su Netflix dal 15 novembre.


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La celeberrima fiaba del fratelli Grimm, Hansel e Gretel sarà rivisitata in chiave horror in un film dal titolo Gretel e Hansel, diretto da Oz Perkins, con Sophia Lillis, Alice Krige, Jessica De Gouw, Ian Kenny, Charles Babalola. al cinema presumibilmente a febbraio 2020.
E' la storia di una ragazza e suo fratello minore. I giovani partono durante un periodo di pestilenza e carestia. Durante i loro viaggi incontrano un cacciatore gentile (Charles Babalola) prima di trovare conforto nella casa di una donna anziana (Alice Krige), che li accoglie in realtà con strane intenzioni. 






Film tratti dai libri in uscita nel 2019
POST CON TUTTE LE USCITE

mercoledì 16 ottobre 2019

Novità Fratelli Frilli Editore - ottobre 2019



Novità noir in casa Frilli Editore!


I conti con il passato li facciamo tutti. Il tempo è come un oste maledetto, ti ghermisce, ti liscia, ti seduce, poi all'improvviso ti porta un conto che non avevi preso in considerazione. Solo allora capisci che non era un tuo alleato ma solo un convivente: per constatarlo il tempo lo devi vivere al presente.


L'ESTATE DEL MIRTO SELVATICO
di Gian Luca Campagna



Frilli Ed.
242 pp
14.90 euro
Le stagioni della vita ti aggrediscono a tradimento, ti ghermiscono l’anima e cancellano la nostalgia dei ricordi. Federico Canestri, scrittore in crisi con la moglie e in difficoltà creativa, è chiuso in una bolla indolente nel suo appartamento di Roma, finché apprende dal web che in una cavità del monte Circeo è stato ritrovato uno scheletro di un adolescente. Federico forse sa di chi sono quei resti. 
È lì che affiorano i ricordi su quell’estate che ti cambia, che appartiene a quel periodo dell’adolescenza in cui scopri l’amore, l’invidia, la gelosia, i tradimenti. 
È l’estate in cui sulle spiagge di Sabaudia la banda dei buoni, guidata da lui, detto Barabba, insieme allo sbruffone Hollywood, al timido Tasso Mannaro, alla bella Camicetta e all’impacciato Dracula, si fronteggia con la banda dei bulli, capeggiata dall’arrogante Hammer, i rissosi Crisantemo, Kamikaze e Moscarda, più le disinibite Mantide e Raffa. Federico deciderà di tornare all’ombra del Circeo per affrontare finalmente il passato, la misteriosa scomparsa di Dracula, il rapporto conflittuale col padre, la vita felice vissuta con Veronica, cercando decisive risposte nel presente. 
Ma chi erano veramente i suoi amici? E il padre? E lui? 
Lui è veramente chi crede di essere?

In un doppio percorso temporale e narrativo Federico cercherà di scovare gli amici e i nemici di quell’estate che lo ha cambiato per sempre, per scoprire in un perverso gioco di verità, reticenze e bugie cosa è accaduto in quella tragica notte del 3 luglio 1990.


L'autore.
Gian Luca Campagna (Latina, 1970) è giornalista, scrittore e comunicatore. Per sua stessa ammissione, scrive e legge per evitare il processo di analfabetismo di ritorno. Ha pubblicato i romanzi ‘Molto prima del calcio di rigore’ (Draw Up, 2014), ‘Finis terrae’ (Oltre, 2016), vincitore sezione emergenti al Premio Romiti e secondo al Giallo Indipendente del Salone del Libro di Torino, ‘Il profumo dell’ultimo tango’ (Historica, 2017), vincitore del premio giuria al Premio Barliario di Salerno.




Si tratta della seconda indagine del commissario Manuel Castigliego, un poliziotto italo-spagnolo assegnato alla Squadra Mobile di Roma.
Il caso della morte di un giornalista indipendente viene seguito in maniera non ufficiale dal commissario Castigliego. Una pista lo porterà nuovamente in Vaticano dove, nel frattempo, si susseguono una serie di omicidi che a loro volta prenderanno svariate direzioni complicando oltremodo la soluzione del caso.
Dopo il successo di "ROMA E I FIGLI DEL MALE" (III ristampa) ritorna Alessandro Maurizi, lo scrittore-poliziotto rivelazione del 2018, con un romanzo giallo mozzafiato.


CASTIGLIEGO E I TORMENTI DEL PAPA
di Alessandro Maurizi




Frilli Ed.
240 pp
14.90 euro

Manuel Castigliego, giovane commissario italo- spagnolo, indaga in maniera non ufficiale sulla morte di Freitas, giornalista indipendente, e tra le sue carte trova un post-it su cui è vergata una sola parola: Sheol. Castigliego apprende dal suo amico arcivescovo Delfo Furiesi che, secondo l’Antico Testamento, lo Sheol è un luogo putrido e tenebroso, il regno di tutti i morti senza distinzione sociale, dove Dio minaccia di precipitare gli uomini. 
Nel frattempo, durante il conclave che elegge Papa Celestino VI, un cardinale muore avvelenato. Assassinio o tragica fatalità? 
La serie di omicidi non finisce qui e le indagini dell’affascinante commissario Castigliego si diramano in più direzioni, fino a prendere in considerazione la teoria dell’umana pietas, ma l’aiuto di un bizzarro anatomopatologo si rivela prezioso. 
Unico neo: dovrà diradare la frequentazione con la bella Aurora, la sua ultima conquista.


L'autore.
Alessandro Maurizi nasce nel 1965 a Tuscania. Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, vive e lavora a Viterbo. Dal 2011 è il presidente dell’Associazione Letteraria Mariano Romiti alla quale è legato l’omonimo premio dedicato alla letteratura noir e poliziesca giunto alla settima edizione. Dal 2016 è direttore generale di Ombre Festival, un’importante manifestazione culturale che si svolge a Viterbo nel mese di luglio. Con Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Roma e i figli del male (2018).

martedì 15 ottobre 2019

Il caso Elisa Claps. Storia di un serial killer e delle sue vittime (Prefazione di Gildo Claps)




Un caso di cronaca nera, che per anni è stato avvolto nel mistero, è sicuramente il terribile omicidio di Elisa Claps.


Il caso Elisa Claps. Storia di un serial killer e delle sue vittime, prefazione di Gildo Claps di Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani (Armando Editore, 188 pp; prezzo 16,00 euro).
In libreria il 31 ottobre.


Potenza. 17 marzo 2010. A distanza di 17 anni dalla scomparsa, viene ritrovato il corpo di Elisa. Nella Chiesa della Santissima Trinità, nel cuore del centro storico di Potenza, il 12 settembre 1993, fu uccisa la studentessa potentina Elisa Claps. La sua misteriosa scomparsa fu a lungo un giallo rompicapo, risolto solo  quando il cadavere della ragazza fu ritrovato proprio nel sottotetto di quella chiesa. La mano omicida fu quella di uno spasimante respinto, Danilo Restivo “col vizietto di tagliare ciocche di capelli alle ragazze” – scriveranno i giornali –, una personalità disturbata e condannato con sentenza irrevocabile a 30 anni di reclusione.
L'uomo, che aveva ammesso di aver incontrato quel giorno la ragazza ma ha sempre negato di averla uccisa, sta scontando la pena in Inghilterra, dove è stato condannato per un altro delitto, quello di Heather Barnett, una sarta inglese uccisa il 12 novembre 2002 a Charminster, un quartiere  di Bournemouth.


In questo libro, Fabio Sanvitale, giornalista investigativo, scrittore, esperto di cold cases, e Armando Palmegiani, esperto della scena del crimine, indagano sui personaggi coinvolti nel caso Claps, a partire da Danilo Restivo, facendo luce sulle storie personali ma anche sulle caratteristiche psicologiche del serial killer e delle sue vittime.
Un ruolo particolarmente importante nel libro è quello della piccola città di provincia, Potenza, dei suoi abitanti e lo sforzo dei due Autori di spiegare i motivi di tanta omertà, e tanto disinteresse da parte di una fetta consistente dei suoi abitanti.
Scrivono gli Autori: «Perché un libro sul caso Claps? Perché è giusto non dimenticare Elisa, perché Danilo Restivo è un serial killer che stava per fare una terza vittima, perché volevamo cercare di entrare nella sua testa e capirlo. E capire anche come mai nessuno lo abbia fermato in famiglia e quali errori fecero le indagini, perché Elisa potevano trovarla dopo 17 ore, altro che 17 anni. Questa è una storia pazzesca, da raccontare. Poi i luoghi, le persone, i testimoni che sbagliano e poi i depistaggi, un caso unico nel panorama internazionale. C'era, insomma, da tirare le fila e riordinare una delle storie più lunghe che abbiamo mai affrontato».


Gli autori.
Fabio Sanvitale è nato nel 1966. Giornalista investigativo, scrittore, è esperto di cold cases. I suoi libri hanno contribuito a gettare luce su importanti casi, tra cui l’omicidio di Pier Paolo Pasolini e quello del Canaro della Magliana. Ha studiato criminologia con F. Ferracuti e F. Bruno, è laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche ed ha conseguito un Master in Criminologia alla Sapienza. È docente in corsi di formazione criminologica. Ha scritto per “Il Tempo”, “Il Messaggero”, "Detective", "cronaca-nera.it" e “Giallo”. Ha pubblicato, con C. Camerani e P. Lombardo, Satanismo tra mito e realtà (2017) e, nelle nostre edizioni, con V. Mastronardi, Leonarda Cianciulli. La Saponificatrice (2010).


Armando Palmegiani è nato nel 1965 a Roma. Esperto della Scena del Crimine. Si è laureato in Psicologia Clinica. È docente di Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense presso l’Università “eCampus” e docente di “Scena del crimine” nel Master in Criminologia e Scienze Strategiche dell’Università “Sapienza”. Nel corso della sua carriera si è occupato di molti casi di cronaca, tra i quali la bomba di via dei Georgofili nel 1993 a Firenze, l'omicidio di Marta Russo, l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin; ha partecipato all'identificazione delle vittime dello Tsunami in Thailandia. Armando Palmegiani e Fabio Sanvitale hanno scritto insieme per Sovera e Armando Editore: Morte a Via Veneto (2012), Omicidio a Piazza Bologna (2013), Sangue sul Tevere (2014), Sacro Sangue (2015), Accadde all’Idroscalo (2016), Amnesie (2018) e Un mostro chiamato Girolimoni (2019).

Recensione: LA GRANDE CASA BIANCA di Maurizio Gramolini



Il romanzo, ambientato sostanzialmente ai giorni nostri, racconta di un luogo leggendario, in Toscana, la cui storia affonda le proprie origini nell'epoca etrusca e ha a che fare con il passaggio tra questo mondo e l'aldilà.


LA GRANDE CASA BIANCA 
di Maurizio Gramolini



,
"la morte è sempre presente nelle nostre vite, fin dal nostro primo respiro su questa terra, è solo che vogliamo fingere di non saperlo."

Alberto è solo un bambino quando, nel 1946, mentre è in compagnia del padre, fa la sua prima esperienza legata al mondo ultraterreno: incontra, infatti, un monaco dall'aspetto inquietante e dalla voce cupa e minacciosa che si rivela stranamente interessato a lui; in presenza del religioso il bimbo sente voci e successivamente rumori sinistri e paurosi, che non riesce a spiegarsi.

Dopo quell'infelice incontro, il protagonista comincia ad avere sogni e visioni orribili, scene che si imprimono nella sua immaginazione e nella mente in modo vivido, fin troppo realistico e durante le quali sente voci che gli ordinano delle cose o lo mettono in guardia da altre.

Solo anni dopo, da adulto, consapevole di come l'elemento sovrannaturale non si sia mai allontanato dalla propria esistenza ma abbia fatto capolino senza che lui capisse di cosa o chi si trattasse, Alberto comprende che dietro i terribili e vividi sogni che lo tormentano, dietro le visioni di presenze e ombre evanescenti, si nasconde qualcosa di grande e pericoloso.

In particolare, dopo la morte dei cari genitori, quando lui e il fratello minore Gabriele riprendono a frequentare la vecchia e grande casa bianca di famiglia (la casa delle vacanze), posta sulla sommità di un colle a picco sul mar Tirreno, i due uomini cominciano a indagare sulle strane voci che girano attorno a quei luoghi, scoprendo che quella zona è stata teatro e custode inconsapevole dei segreti di un’antica leggenda, che attraverso anni e generazioni ancora fa sentire i propri angoscianti effetti.

La grande casa bianca della famiglia di Alberto, infatti, è situata su “…Colle Nitti, silenzioso custode di antichi segreti di vita e di morte" e si dice che proprio lì ci sia un varco aperto per il passaggio delle anime dei morti…

Chi sono quindi le oscure presenze che ossessionano il sonno e la veglia del povero Alberto? Sono davvero le anime dei suoi cari, che ancora non lasciano questo mondo? E se ci fosse qualcos'altro di più minaccioso, una catena insidiosa che dev'essere assolutamente spezzata perché smetta di pesare come una maledizione sulla sua famiglia (e non solo su di essa)?

Insieme alla (inizialmente) scettica Melissa (moglie) e con la collaborazione di un potente medium, Alberto dovrà intraprendere, in compagnia del fratello Gabriele, un viaggio necessario che lo condurrà in un'altra dimensione, e che potrebbe richiedere un sacrificio estremo per tentare di chiudere il varco tra la terra dei morti e quella dei vivi. 

In un'atmosfera onirica carica di minaccia e densa di terrore, il coraggioso protagonista va incontro al suo destino per affrontare la lotta epica tra il Bene e il Male, vivendo un viaggio visionario che lo conduce verso una dimensione alternativa a quella terrena, dunque sovrumana, dove i concetti di spazio e tempo sono diversi, manipolabili, e che è l'unica strada per reindirizzare in modo corretto il flusso delle anime verso la dimensione alla quale sono destinati, e soprattutto ricacciare le malvagie entità paranormali e ribelli che infestano quegli antichi luoghi.

Lo scrittore sa come trasmettere al lettore le sensazioni di terrore vissute dai personaggi coinvolti negli eventi extrasensoriali narrati, il loro senso di impotenza e la paura paralizzante di fronte all'approssimarsi di oscure presenze e sinistri segnali di pericolo provenienti da una realtà che, in quanto trascendente, è inafferrabile, non pienamente comprensibile e, quindi, spaventosa.
Le efficaci descrizioni del paesaggio e dei luoghi ben si sposano con l'atmosfera spettrale che attraversa tutto il libro.

Se vi piacciono le storie legate al mondo ultraterreno, credo che questo libro possa piacervi.


lunedì 14 ottobre 2019

IL GIARDINO DELLE MELE di Maria Giovanna Farina è in versione e-book



Cari lettori, vi informo che è disponibile la versione e-book del libro Il giardino delle mele di Maria Giovanna Farina

Il libro nasce da una premessa, ecco le parole dell'autrice

“ Sono numerose le ragioni per cui si decide di scrivere un libro, Il giardino delle mele è venuto al mondo dopo una lunga gestazione perché non avrei mai voluto scriverlo. “Troppo doloroso l'argomento, non riesco ad affrontarlo”.

Questo pensiero si è sempre imposto, poi la vita, come spesso accade, ci prende per mano con decisione e ci conduce proprio nel luogo che non avremmo mai voluto visitare.
Ho deciso di iniziare questo libro quando ho preso coscienza di aver subito fin dall'infanzia la discriminazione per cui certe cose le possono fare solo i maschi. Intollerabile! 
La mancanza di parità è terreno fecondo per la violenza, come dirò nel libro, e allora una frase che mi è stata detta non molti anni fa si è trasformata in una scintilla capace di innescare la reazione a cui aggrapparmi per entrare ne Il giardino delle mele. 
Quando, come pioniera in Italia della consulenza filosofica, fondai Heuristic Institution, luogo di ricerca e studio autofinanziato per mettere a punto un metodo di lavoro, una signora mi disse: “Ho letto... Heuristic Institution di Maria Giovanna Farina, ma allora è lei il capo!” Una donna non può essere il capo? Non può fondare e dirigere un progetto culturale o lavorativo? Ci deve sempre essere un uomo alle sue spalle? Non si può collaborare con una donna che funge da direttrice dei lavori? 
Queste domande hanno risvegliato qualcosa di potente che non ho potuto più mettere a tacere”.


Perché leggerlo?

Dobbiamo arrivare prima della violenza, dell'abuso e del massacro del femminile.

Il giardino delle mele parte da una riflessione che capovolge ironicamente la storia di Adamo ed Eva e prosegue concentrandosi sulla auspicata parità tra i sessi, sulla prevenzione e sull'amore come antidoto alla violenza. 
Caratterizzato da istruzioni pratiche evidenti ma anche da cogliere tra le righe, è un libro di prevenzione veloce ed accattivante: un alleato prezioso per aiutare le donne a non diventare vittime della violenza. 
Il giardino è un luogo fecondo dove far fiorire la cultura dell'amore e del rispetto nei confronti di tutto ciò che è femminile. 
Perché femminile vuol dire vita. Passo dopo passo, gradino dopo gradino, possiamo incamminarci verso una società in cui la violenza sarà incanalata altrove, non più sulla donna. 
La violenza non può vincere, non arrendiamoci ricordando a tutti fin dall’infanzia la sacralità del grembo femminile. 
Raggiungere la parità prevede di dimenticare la propria appartenenza politica, religiosa, di genere…



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