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venerdì 3 aprile 2026

Recensione: IL SANGUE DELL'ALTRA di Tess Gerritsen

 

Maura è un medico legale che scopre, in modo drammatico, di avere una gemella, appena assassinata davanti casa propria. E' l'inizio di una complicata e appassionante indagine che non coinvolge solo Maura e le sue origini ma anche le tante vittime di uno scaltro e metodico serial killer.


IL SANGUE DELL'ALTRA
di Tess Gerritsen



Tea Ed.
trad. A. Tissoni
357 pp
Maura Isles, medico legale di Boston e collega del detective Jane Rizzoli, lavora a contatto con la morte e vede cadaveri tutti i giorni.

Ma non tutti i cadaveri né tutte le morti sono uguali; ci sono quelle che ti toccano più da vicino.

Quando torna da un viaggio a Parigi, Maura non è pronta a ciò che l'attende davanti casa; lampeggianti della polizia, curiosi in strada e lei, Jane Rizzoli, all'ottavo mese di gravidanza.
Tutti la guardano come se fosse un fantasma. Come mai?
Il motivo è presto detto: davanti casa propria, c'è un'auto con dentro il corpo senza vita di una donna... e non una qualunque, bensì una donna identica a lei.
Si chiama Anna Leoni e, esaminando i loro DNA, Maura apprende di avere avuto una sorella gemella...!

Da questa sconcertante scoperta, parte un'indagine personale per scoprire tutto ciò che può su Anna, la sorella perduta prima ancora di conoscerla.
Che ci faceva davanti casa di Maura? Forse aveva scoperto di avere una gemella e la stava cercando?
 
"Sto seguendo le tue orme. Devo sapere chi eri. È l'unico modo che ho per arrivare a capire chi sono."  

Ad aiutarla a conoscere meglio Anna, ci pensa il detective Rick Ballard, che ha conosciuto molto bene la sorella di Maura, a motivo delle sue tristi vicissitudini personali.
Anna era, infatti, una vittima di stalking da parte dell'ex-fidanzato, che - a detta di Ballard - la minacciava e la spaventava, tanto da costringere la donna a nascondersi e cambiare identità.

Potrebbe essere lui ad averla uccisa, in un raptus di folle gelosia?

Per capirci qualcosa, Maura ha bisogno di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e, soprattutto, deve scavare nel proprio passato, nelle proprie origini.

Chi è la sua vera madre? Chi è il suo vero padre?

Maura ha avuto dei genitori adottivi amorevoli, ma adesso è arrivato il momento di cercare informazioni sui suoi veri genitori e sul perché lei e la sua gemella sono state separate alla nascita e date in adozione.

Il medico legale, supportata dalla determinata Jane e dal protettivo Ballard, incomincia un viaggio doloroso e rischioso in un passato pieno di oscuri segreti, che conducono dritti a lei: Amalthea Lank, la donna che ha dato alla luce le gemelle Maura ed Anna, quarant'anni orsono.
Questa signora è viva ed Anna l'aveva incontrata.

Purtroppo Amalthea non ha nulla di ciò che una madre dovrebbe essere e per parlare con lei Maura deve recarsi in carcere, dove la donna sta scontando una pena per duplice omicidio.
Quando la vede per la prima volta, Maura ha di fronte una donna dalla mente spezzata, molto probabilmente schizofrenica, eppure... qualcosa nei suoi modi di fare non convince Maura.

La conoscenza della madre (o perlomeno si presume che sia lei) apre a Maura la porta verso un abisso nero che vede coinvolte molte donne, nel passato e nel presente.

La storia delle sue radici e di come è avvenuta l'adozione sua e di Anna si incrocia con quella di un pericolosissimo serial killer, che si sta muovendo da anni in diversi stati degli USA, mietendo molte vittime... e tutte aventi una medesima caratteristica.

Non aggiungo altro perché è un bel thriller, molto avvincente; lo stile è davvero scorrevolissimo, il ritmo è serrato, la trama è articolata ma per nulla caotica e permette al lettore di vivere insieme a Maura e Jane ogni tappa di questa indagine.

Jane deve assolutamente dare un nome e un volto a colui che sta lasciando troppe vittime innocenti dietro di sé; il suo avanzato stato interessante la rende sicuramente goffa e lenta nei movimenti, anche un po' più fragile emotivamente, ma la sua tenacia, il suo intuito e la sua professionalità non vengono meno in nessun momento.

Maura è arrivata alla soglia dei quarant'anni per scoprire che la verità sulle proprie origini è un buco nero che lei vuol colmare, anche se questo significa stare male, interfacciarsi con verità sgradevoli, accettare di condividere il DNA con una matta accusata di aver ucciso con spietatezza due sorelle che le avevano chiesto aiuto.

Maura è figlia di un'assassina.
Quanto di quella donna c'è in lei? Il fatto che Maura per lavoro abbia scelto di sezionare cadaveri è collegato forse al suo legame biologico con una che prova piacere nell'ammazzare barbaramente innocenti?

Quella di Maura e Jane sarà una ricerca della verità ricca di brutte sorprese e colpi di scena, il cui racconto viene affiancato a quello delle vicende di Mattie Purvis, una giovane donna incinta all'ottavo mese.
Mattie è una donna buona e dolce sposata con un essere cinico e sprezzante, che non fa che sminuire la moglie e trattarla male; un giorno Mattie viene rapita e rinchiusa in una sorta di piccola prigione, con poche scorte di cibo e un filo d'aria giusto per tenerla in vita.

Chi l'ha sequestrata e cosa vuole da lei? Forse spera che il marito paghi un eventuale riscatto?

"Il sangue dell'altra" è un thriller che ho apprezzato molto, mi è piaciuto lo sviluppo della trama, lo spessore e le personalità dei personaggi, il tema dell'interazione tra ereditarietà e ambiente e il peso della prima nello sviluppo della personalità, il lavoro in sinergia delle due protagoniste che, seppur per motivazioni differenti, vogliono scoprire chi sia davvero Amalthea e in che modo il duplice omicidio di cui è accusata si colleghi ad altre misteriose scomparse e morti che hanno coinvolto tante altre donne.

Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice e credo che recupererò altri suoi thriller perché questo mi ha tenuta incollata dalla prima all'ultima pagina.



mercoledì 1 aprile 2026

MARZO 2026 [ letture&film ]

 

Buon primo aprile, lettori!

Ho un paio di recensioni marzoline da scrivere e postare, ma intanto mi occupo del recap del mese scorso.


  1. NIENT'ALTRO CHE OSSA di B. Panowich: country noir - prequel di Bull
    Pinterest

    Mountain. Una storia di amicizia, amore, riscatto in un clima di violenza e criminalità (4.5/5). DINAMICO, BEI PERSONAGGI.
  2. SINGLE È BELLO di M. Iandolo: ironico e romanzato manuale d'istruzione per i single felici e consapevoli (3/5). SE SEI UN SINGLE POCO CONVINTO E HAI BISOGNO DI GIUSTE MOTIVAZIONI.
  3. LE CITTÀ DI CARTA di D. Fortier: romanzo biografico su Emily Dickinson. Delicato (3.5/5). PER CHI VUOL AVVICINARSI ALLA POETESSA IN PUNTA DI PIEDI.
  4. LA COLONIA di A. Norlin: narrativa psicologica - un gruppo eterogeneo di persone vive immerso nella natura, lontano dalla società civile. Cosa li spinge a stare insieme? (4/5). AFFASCINANTE. 
  5. STAGIONI DIVERSE di S. King: quattro racconti ricchi di mistero, suspense, azione, umanità (5/5). IMPERDIBILE. 
  6. LATTE di M. Zucchelli: narrativa storica - una storia di madri e figli inserita nell'ambito della pratica del baliatico (5/5). PER CHI CERCA UN LIBRO SULLA MATERNITÀ, REALISTICO E COMMOVENTE
  7. IL CUSTODE di N. Ammaniti: romanzo di formazione con un'impronta misteriosa e mitologica. L'amore può far traballare il piccolo e rigido mondo in cui si è nati e cresciuti? (3,5/5). ORIGINALE, SCORREVOLE.



READING CHALLENGE

Gli obbiettivi di marzo erano:

- UN LIBRO CHE PARLI DI FRAGILITÀ: 8. BISCUIT di Kim Sun Mi: narrativa di formazione/young adult sudcoreano. Un ragazzo ipersensibile ai rumori ha il dono di "sentire" quelli impercettibili prodotti da persone fragili, così ignorate da essere invisibili (4.5/5). DOLCE, TENERO.

- UN LIBRO CHE PARLI DI ADOZIONI: 9. IL SANGUE DELL'ALTRA di T. Gerritsen: thriller - medico legale scopre di avere una gemella, uccisa a colpi di pistola. L'indagine per risolvere il caso, guidata da Jane Rizzoli, metterà in luce una terrificante rete di omicidi e traffici criminali coinvolgenti bambini (5/5). BELLO, APPASSIONANTE, DAL RITMO SERRATO.

- LIBRO DEL CUORE: APPUNTI DI MECCANICA CELESTE di D. Dara [  RECENSIONE  ]



FILM


Chi mi legge da un po', sa che non amo gli horror, né sulla carta né sullo schermo.

Però...

Ci sono dei sottogeneri dell'horror che riesco a guardare senza impressionarmi troppo, e alcuni survival horror o quelli psicologici rientrano in questa categoria.


EDEN LAKE 

2008

Regia: James Watkins
Cast: Kelly Reilly, Michael Fassbender

La storia è questa: una coppia di bei fidanzatini, Steve e Jenny, decide di trascorrere un romantico weekend al lago. 
Non andrà bene.

Una serie di errori di valutazione e di scelte sconsiderate farà sì che alcuni episodi ("'sentinella") fastidiosi e sgradevoli, si trasformino via via in una valanga di disgrazie terrificanti e ineluttabili.

Il posticino in cui si accampano è OVVIAMENTE super isolato perché i due cercano proprio questo: intimità e pace. 

E il posto sarà pure tranquillo e lontano dal traffico cittadino, ma se ti succede qualche inconveniente... come fai? A chi chiedi aiuto? Perché, fidati, il cellulare è difficile che prenda, eh!

E, manco a dirlo, è in una zona così che la coppietta decide di mettere tenda, godendosi la pace, il sole e il mare cristallino.

Sino a quando non vengono raggiunti da un gruppo di ragazzini rumorosi, sguaiati e molto maleducati, incuranti del chiasso da essi stessi prodotto e che, anzi, se poco poco ti azzardi a chiedere gentilmente di darsi una regolata, rischi come minimo una scarica di parolacce, di toni e sguardi minacciosi, di prese in giro sarcastiche e sprezzanti.
Questi tipetti credono di poter fare ciò che vogliono, non hanno alcun rispetto per il prossimo e la prospettiva di dar fastidio agli altri li eccita e li rende stupidamente soddisfatti.

Secondo voi che fanno Steve e Jenny? Se ne vanno e si spostano in un'altra porzione di spiaggia?

Ad essere onesti, lei vorrebbe.
Subodora che quei teenager non sono solamente degli scostumati, ma emanano vibrazioni spaventose: hanno modi di fare, guardare, parlare... che mettono i brividi, trasudano cinismo e malvagità da tutti i pori.
E non hanno alcuna paura di interfacciarsi con gli adulti, di ricevere rimproveri.

E se Jenny prega Steve di andare via e non litigare, quest'ultimo non ce la fa a subire e comincia a rispondere a tono ai ragazzi, a fare la voce grossa e, nel corso della prima vera ed accesa discussione, il cane (Bonnie) del leader (Brett) viene ucciso da Steve.

Arrabbiato come una belva, Brett e gli amici (tra loro c'è anche una ragazza, Paige, addetta a riprendere ogni cosa col cellulare) per vendetta rubano l'auto di Steve, con tutto ciò che vi è dentro (portafogli, soldi e altro).

È l'inizio della tragedia.
Da questo momento, le cose non fanno che peggiorare e il weekend da favola si trasforma nel più orrendo degli incubi.

Comunicare con gli adolescenti impazziti è impossibile, sono ormai in modalità violenza feroce; le angherie che vivranno i fidanzati vanno oltre l'immaginabile: torture atroci, minacce, sangue a non finire, roghi, inseguimenti nel bosco da far salire il livello dell'ansia...
Insomma, di tutto e di più.

Il primo a finire nelle loro maledette mani è Steve, e cosa gli fanno non ve lo dico 😣.

Jenny cercherà di sfuggire a Brett&co., farà di tutto per sopravvivere, per trovare il modo di chiedere aiuto, la vedremo andare avanti e indietro per i sentieri irti di erbacce e alberi che le sfregiano le gambe o le feriscono i piedi, tratterremo il fiato vedendola fuggire a perdifiato, ci faranno pena le sue lacrime, le urla, la disperazione, la consapevolezza dell'impotenza al cospetto di sei delinquentelli senza freni che sono indiavolati e pronti a spingersi oltre senza pensarci due volte.

Ciò che colpisce del film è proprio questo: l'effetto horror non è dato dal Male come una presenza indefinita, demoniaca, misteriosa, bensì è incarnato nelle persone di 13/14enni mingherlini, con i tratti del viso ancora fanciulleschi eppure quasi completamente amorali.

Quasi perché in realtà ad essere completamente senza cuore e coscienza è Brett, gli altri un minimo di accenno di rimorso lo sentono, ma la minaccia di essere stati ripresi col telefonino da Paige (e quindi ricattabili) e l'appartenenza a un gruppo, fa sì che accettino di comportarsi in modo sconsiderato, crudele, facendo cose che mai avrebbero fatto, se si fossero sentiti liberi di scegliere.

E questo, seppur per ragioni opposte, vale anche per Jenny.
Lei è la vittima, di conseguenza tutto ciò che fa è guidato dall'istinto di sopravvivenza, dalla paura di essere torturata e uccisa, ma anch'ella si ritrova a comportarsi in modi che non avrebbe mai immaginato di mettere in atto.

C'è, quindi, una tale ed inaudita violenza in questo film da lasciare atterrito lo spettatore per un'ora e mezza; le vicissitudini drammatiche ed efferate di cui sono vittime i protagonisti sono tante e dure da mandare giù, ma nonostante tutto si continua a tenere acceso quel lumicino che alimenta la tenacia e la resilienza psicofisica della stessa Jenny: la speranza, e con essa il diritto ad avere un lieto fine che - se non pareggia i conti - almeno attutisca tutto il carico di terrore e ingiustizia subiti.

Jenny tira fuori un gran coraggio, una resistenza fisica e psicologica incredibile...: troverà il modo di salvare sé stessa e il povero Steve?

Deve pur esserci una giustizia, alla fine di questo incubo, ad attenderci!
I cattivi perdono e i buoni vincono sempre, no?

Eden lake probabilmente non è un capolavoro (io non ho gli strumenti per dargli una valutazione competente perché ho scarsa dimestichezza con questo genere) ma trovo sia un film fatto bene, che tiene incollato lo spettatore, gli trasmette l'ansia, la paura davanti a una malvagità sempre più crescente e ingestibile, che sa instillare sentimenti di odio e rabbia verso gli adolescenti cattivi (di cui conosceremo brevemente pure le famiglie...😑), i quali non si limitano ad essere saccenti e villani, ma sanno tirar fuori una disumanità, una spietatezza da lasciare senza fiato.

Se vi piace il genere, ve lo consiglio. Attingendo alla mia limitata conoscenza, mi ha ricordato Speak no evil (come tipologia).


SCAPPA - GET OUT 


Film del 2017 scritto, diretto da Jordan Peele, con Daniel Kaluuya e Allison Williams.
2017


Chris è un bel giovane afroamericano fidanzato con Rose, bianca e ricca.

La storia tra i due va a gonfie vele e lei è desiderosa di presentare il fidanzato alla propria famiglia, gli Armitage, così si recano nella loro grande e bella casa che (potrei non dirlo perché è facilmente intuibile 😏) è in posto isolato che sesuccedequalcosaedeviscappare,chiedereaiutoèpraticamenteimpossibile.

Chris ha un caro amico, Rod, un tipo chiacchierone, simpatico, scherzoso e - fortunatamente!!! - diffidente verso Rose e la sua famiglia bianca snob, che tra l'altro non è stata avvisata che il probabile genero è nero.

Nonostante gli avvertimenti dell'amico di stare attento e tenere gli occhi aperti quando sarà nella tana del lupo, Chris va con Rose e... da subito capisce che i suoi famigliari non sono persone comuni.

Anzi, sono proprio strani.

La madre, Missy, è un'ipnotista e non esita ad utilizzare le proprie abilità per ipnotizzare il povero Chris, aspetto molto importante perché condizionerà i comportamenti futuri di Chris e tutto ciò che accadrà dopo.

Missy, il marito Dean (neurochirurgo) e il fratello di Rose (studente di medicina), Jeremy, lo accolgono con sufficiente simpatia (anche se Jeremy ha momenti in cui pare fuori di testa e pericolosamente deviato) ma a turbare e a metterlo a disagio sono inizialmente i domestici.

Walter e Georgina sono neri come lui ma non si comportano con empatia e solidarietà; pur essendo cortesi, sono enigmatici, misteriosi e quando parlano paiono più simili a robot che a esseri pensanti.

E poi ogni tanto nota che lo fissano in modo inquietante e questa cosa gli mette i brividi, anche perché non sa a cosa attribuirla.

Dopo l'ipnosi, benché sveglio Chris si sente turbato, tormentato  (da ricordi traumatici risalenti all'infanzia) ma il suo disagio non potrà che aumentare quando si ritroverà circondato da molti amici di famiglia degli Armitage (che avevano organizzato una festa), che lo guarderanno con malcelata curiosità, manco fosse un fenomeno da baraccone, ostentando un calore falso che mal nasconde il loro razzismo latente. 

Durante il party accade un episodio drammatico e bizzarro che obbliga Chris ad addrizzare le antenne: in questa casa c'è davvero qualcosa di spaventoso ma lui non riesce a capire cosa sia.
Grazie alle telefonate con Rod - che continua a mettersi in contatto con lui sempre perché non si fida di Rose e dei suoi -, viene fuori che pochi mesi prima un ragazzo nero era scomparso e Chris è convinto di averlo visto alla festa... 

Impaurito da una serie di fatti che non lo lasciano tranquillo, il giovane dice a Rose che è meglio se vanno via, lei sembra accondiscendere ma... l'impensabile sta per accadere.

Rose è davvero la fidanzata innamorata del suo ragazzo di colore?
I suoi famigliari lo hanno accolto sinceramente o dietro i loro sorrisi si nasconde altro?

Il povero Chris si ritrova solo in una gabbia di matti che forse non lo vogliono morto, ma qualcosa di simile 😄

Non aggiungo altro, vi dico solo che gli Armitage sono dei parassiti che giocano a fare dio, che pensano di potersi appropriare dei corpi altrui come se scegliessero la frutta al mercato.

Le "cose horror" che accadono nella seconda metà del film sono alquanto bislacche, volutamente irrealistiche ed è questo (insieme all'esilarante personaggio di Rod) che gli conferisce note satiriche, da commedia nera che porta avanti dei messaggi, dei temi, tra cui i pregiudizi razziali da parte dei bianchi progressisti, che fingono di accogliere le persone di colore ma in realtà le giudicano inferiori, le vedono come dei contenitori (corpi) dotati e nulla più; la manipolazione mentale e si strizza l'occhio anche all'eugenetica.

Mi è piaciuto, l'ho guardato con molto trasporto, ero curiosa di capire che fine avessero progettato i folli Armitage per il povero Chris, il quale comunque ci dà soddisfazione perché tira fuori una grinta che potrebbe salvargli la pelle.


mercoledì 25 marzo 2026

Recensione: BISCUIT di Kim Sun Mi

 


Leggero nello stile, delicato nel raccontare di emozioni, fragilità, insicurezze e consapevolezze, profondo nei contenuti e nel messaggio, Biscuit è un romanzo che ci ricorda, con ironia e tenerezza, che non importa quanto tu ti senta invisibile: c'è sempre qualcuno sensibile ed empatico che ti vede e che è pronto a incoraggiarti, a proteggerti, a ridefinire i tuoi contorni quando senti che stanno diventando troppo sfumati, a cercarti e trovarti quando ti vedi perso e solo. 



BISCUIT
di Kim Sun Mi



Mondadori
168 p.
trad. Elia Giulia
Cappuccio della felpa a coprire testa e parte del volto, cuffiette sempre alle orecchie, sguardo attento a captare movimenti e rumori: 
Seong Jaeseong sembra un ragazzo come tanti, ma non lo è.

"Sono in cura (....) per tre disturbi legati ai suoni: misofonia, iperacusia e fonofobia. È più facile capire la mia condizione se pensate a me come un neonato che viene catapultato all’improvviso nel mondo: confuso, spaesato e sopraffatto dai suoni. Quando questi mi assalgono e non posso fare nulla per difendermi, mi sembra che il mondo mi schiacci, e faccio fatica persino a respirare."


A diciassette anni ha imparato cosa vuol dire essere ricoverati, seppur per un tempo limitato, in ospedali psichiatrici, andare costantemente dallo psicologo e, soprattutto, sentire su di sé gli sguardi pesanti ed eloquenti di coetanei e adulti.
Sguardi che parlano di scherno, compassione, disapprovazione, rimprovero, stupore, perplessità, scetticismo, comprensione.

Suo padre lo guarda con rabbia e nervosismo: per lui è una vera e propria seccatura avere un figlio che entra ed esce dagli istituti di cura, se ne vergogna e il più delle volte non ama averlo tra i piedi.
Sua madre gli vuol bene ma è evidente che soffre nel vedere il suo Jaeseong isolato, problematico, ipersensibile a ogni minimo rumore...; è infelice, insoddisfatta e con il marito ultimamente gli scontri e i battibecchi sono aumentati a causa di questo figlio unico davvero particolare.

Jaeseong indossa quasi sempre le cuffie alle orecchie per schermarsi dai rumori che lo circondano e lo schiacciano fino a togliergli il fiato. 
Ma forse proprio a causa di questo disturbo, Jaeseong ha anche un dono raro e speciale: riesce a sentire, ad avvertire e a vedere quelle persone (bambini, adolescenti ma anche adulti) che lui chiama Biscuit: sono le persone invisibili agli occhi dei più, coloro che vengono umiliate, dimenticate, il cui cuore è stato ferito, calpestato più e più volte, e la cui presenza si è affievolita fino quasi a scomparire, tanto addirittura da rendere i contorni della loro presenza fisica sempre più sfumati, indefiniti, impalpabili.
Di queste anime spezzate, fragili come biscotti che si sbriciolano al minimo urto, Jaeseong ha deciso di prendersi cura. 
È un'anima pura, buona, convinta che salvando questi individui maltrattati possa in realtà spezzare la propria personale maledizione e salvare se stesso. 

"...non è la società, né la scuola o la famiglia a definire la mia presenza. Sono stato io a rendermi necessario al mondo, trovando i Biscuit".

Certo, per quanto sia un adolescente educato e gentile, ha il suo caratterino: è determinato, testardo, anche vendicativo nei confronti di chi si comporta male (ad es., verso i ragazzi che bullizzano un compagno più timido e indifeso), ma in ogni cosa che fa egli si prefigge sempre l'obiettivo di aiutare chi è solo e in difficoltà.

Ad aiutarlo nelle sue missioni di salvare i Biscuit, ci sono i suoi due migliori amici, Deokhwan e Hyojin, tanto pacato e riflessivo il primo quanto sanguigna e istintiva la seconda. 
Insieme formano un simpatico e pasticcione trio di giustizieri che faranno di tutto per aiutare una Biscuit, ormai allo stremo delle forze, a ritrovare la fiducia in se stessa e la sua strada nella vita. 

Jaeseong è un ragazzo davvero particolare e la sua iperacusia - che sicuramente lo pone in una condizione di svantaggio sociale, perché non riesce a sopportare rumori molesti e il fatto di udire anche quelli impercettibili, che alla maggior parte degli esseri umani non dà minimamente fastidio - lo induce a isolarsi, a cercare "riparo" da ciò che lo fa agitare.

Questa sua ipersensibilità lo rende anche più soggetto a restare ferito ed infatti egli è un tipo che sta attento a parole, toni di voce, gesti, espressioni facciali e del corpo..., non gli sfugge nulla, passa ai raggi X tutto e tutti, si fa molte domande su sé stesso e sugli altri, dà molta importanza allo scavare negli stati d'animo propri ed altrui,  insomma ha un'attività emotiva bella frenetica.

E poi è molto empatico: non c'è disagio, sofferenza, imbarazzo, lacrima, sospiro... che possa essergli nascosto.
Anche la persona più fragile e infelice, quella che finisce quasi per svanire perché non si ama, non si apprezza e non riceve amore né stima da chi la circonda, lui riesce a scorgerla, a capire in che stadio Biscuit si trovi, se sia più o meno facilmente "recuperabile".

I suoi tentativi caparbi e sinceri di salvare chi ha perso la fiducia in sé stesso e rischia di diventare invisibile (più di quanto non lo sia già) suscitano tenerezza ma anche simpatia e un pizzico di divertimento perché lui e i suoi due amici sono impetuosi, frettolosi e spesso si mettono nei guai pur di portare a buon fine la missione del giorno.

"...avevo acceso un piccolo fuoco in un angolo remoto del suo cuore, dimostrandole che c’era qualcuno che riusciva a vederla": questo si propone il giovane Jaeseong, consapevole che aiutare gli altri è un modo per aiutare e educare sé stesso.

"Ero fatto così da piccolo, non volevo far vedere quanto fossi spaventato e solo, prigioniero dei suoni. Mi sentivo fuori posto. Ma dopo aver incontrato i Biscuit le emozioni che avevo tenuto nascoste iniziarono a cambiare."

Nel romanzo vengono trattate tematiche giovanili sempre attuali, come il rapporto (spesso conflittuale, tanto più nell'adolescenza) genitori-figli, l'amicizia, il bullismo, il rapporto tra mamma e papà visto dalla prospettiva dei figli, i maltrattamenti famigliari, l'importanza di avere una buona autostima e i rischi in cui si incorre quando ci si sente inferiori, sbagliati, non degni di amore, il modo in cui ciascuno si rapporta al prossimo (umiliandolo? facendolo sentire inutile, stupido, sbagliato? O lo rispettiamo, ricordandoci che ogni essere umano ha un valore e merita considerazione, fiducia, amicizia?).

Mi è piaciuto molto leggere questo young adult coreano perché l'ho trovato di una delicatezza estrema, molto centrato sul mondo delle emozioni, sull'intelligenza emotiva, sull'esercizio dell'empatia, tutti aspetti importantissimi del vivere quotidiano e su cui è fondamentale porre l'accento, con i bambini, i ragazzi e gli adulti.

È una lettura in grado di far riflettere su cosa voglia dire far sentire gli altri considerati, stimati, amati, protetti, importanti, e su quanto deleterio sia, per contro, trattare con indifferenza, non dare attenzioni, amore, solidarietà... a chi ci è vicino, tanto più se è evidente che ha un problema di bassa autostima.

"Un Biscuit nasce a causa della negligenza e del disinteresse di chi lo circonda. Se ci si sente esclusi dal mondo, spesso capita che si perda la fiducia in se stessi e che venga meno il coraggio di mostrarsi al mondo. Si sceglie così di autoisolarsi, la forza per difendersi si fa sempre più flebile e si finisce per vivere oscillando tra uno stadio e l’altro."

Una bella scoperta, mi ha ricordato Almond. Come una mandorla, e lo consiglio a giovani e meno giovani, offre interessanti spunti e temi su cui riflettere.

"Chiunque può diventare un Biscuit. 
Allo stesso modo, chiunque può aiutare un Biscuit."

sabato 7 marzo 2026

Febbraio 2026 * tra libri e serie tv *



Ecco cosa ho letto a febbraio.



  1. ESTRANEA di Y. van der Wouden: esordio in narrativa - La vita monotona e solitaria di una donna olandese, 
    pinterest 
    ossessionata dalla propria casa e abituata alla solitudine, viene sconvolta dall'arrivo di un'ospite che non è lì per caso (3/5). SCRITTURA ACERBA, MA COMUNQUE INTERESSANTE
  2. SANGUE E PORPORA. L'assedio di Amida, di F. Maione: romanzo storico ambientato nell'antica Roma e incentrato sul personaggio del magister Ursicino e sull'assedio di Amida (4/5). ACCURATO, CON DESCRIZIONI MINUZIOSE. IDEALE SE SI AMA IL PERIODO STORICO IN OGGETTO.
  3. COME PETALI DI CILIEGIO di S. Piromallo: dark romance - una tranquilla cittadina inglese, un istituto per minori in cui avvengono abusi di cui nessuno vuol parlare e due ragazzi che si innamorano e combattono per far emergere la verità (3/5). PER CHI CERCA LETTURE ROMANTICHE CON PROTAGONISTI MOLTO GIOVANI.
  4. 17 INVERNI DI BUGIE di F. Cheynet: thriller ambientato in Trentino. Una ragazza scompare misteriosamente e un ragazzo viene incarcerato ma dopo 17 anni la polizia capisce di aver preso un abbaglio (4/5). TONI IRONICI GRAZIE AL PROTAGONISTA (CRIMINOLOGO) INTUITIVO CHE RISOLVE IL CASO.
  5. NASCOSTA TRA I FIORI di J. Watanabe: romanzo biografico. La storia della prima donna medico giapponese: formazione, ostacoli, successi, sacrifici (4/5). MOLTO INTERESSANTE E D'ISPIRAZIONE.
  6. LA BAMBINA CHE GUARDAVA I TRENI PARTIRE di R. Long: romanzo storico basato su fatti realmente accaduti. La storia di una famiglia polacca sopravvissuta alla tragedia dell'Olocausto (4.5/5). PER NON DIMENTICARE.


READING CHALLENGE 

A febbraio gli obiettivi erano:

- Cozy crime ambientato nella campagna inglese. Ho letto (7). GIALLO A OXFORD. Un'indagine dell'ispettore Macdonald di E. C. R. Lorac: una donna viene trovata morta, apparentemente suicida, nella casa di famiglia in campagna. Si indaga tra conoscenti e famigliari, tutti presenti in casa al momento della morte (4,5/5). MOLTO PIACEVOLE.
 
 - Libro ambientato su un'isola. Ho letto (8). IL NIDO DEL CORVO di P. Pulixi: thriller ambientato in Sardegna con protagonista una nuova coppia investigativa alle prese con un killer "artista" (4,5/5). APPASSIONANTE.

- Libro del cuore: LA LEVATRICE DI NAGYRÈV di S. Zuccato. L'ho letto in passato - QUI -


FILM


Sul fronte serie tv ho proseguito con:

- BLOOD OF MY BLOOD, il prequel di Outlander. Continuano ad appassionarmi le avventurose vicende che coinvolgono Harry e Julia Beauchamp, catapultati in un lontano passato decisamente diverso dal periodo da cui provengono, e Brian Fraser ed Ellen MacKenzie, il cui amore è osteggiato dalle famiglie.
Harry ha smarrito la sua Julia, intanto lavora per i Grant come braccio destro del laird e fa da suo ambasciatore presso gli altri clan, tra cui i Fraser e i MacKanzie.
Julia fa la serva in casa del viscido Simon Fraser, padre di Brian (che è un figlio illegittimo, che il laird Simon ha avuto abusando della domestica Mrs Porter) e, pur di salvare la propria vita e quella del figlio che ha in grembo, si vede costretta a compiere azioni che mai avrebbe immaginato di fare.
Brian è un giovane coraggioso e di sani principi, leale e saggio ma anche innamorato della fanciulla sbagliata: Ellen MacKenzie, che a sua volta lo ama ma sa di dover sposare, per ragioni di convenienza e per il bene del clan, Malcom Grant. 
Al di là delle vicissitudini sentimentali, ciò che amo di questa serie (mi riferisco anche ad Outlander) è il contesto storico, la Scozia e le battaglie per l'indipendenza, le faide tra clan, le superstizioni popolari e tutte quelle dinamiche intricate e coinvolenti che vanno a creare la rete famigliare e sociale dentro cui si muovono i protagonisti.

- BREAKING BAD. Sono all'inizio della seconda stagione e per Walter è sempre più complicato gestire le proprie bugie al cospetto della moglie, che ha abbondantemente capito che il suo malato coniuge ha una parte della propria esistenza che le tiene nascosta.

- DOWNTON ABBEY. Sono all'inizio della quarta stagione e ho già
sofferto due volte per due morti ingiuste. Che lutti mi attendono ancora!?!?!?!?!
Però la amo: questo mondo così intriso di formalità, convenzioni, regole, milord e milady alle prese con problemi relativi all'eredità, alle figlie, ai generi, alla servitù sempre vivace e birbantella, maggiordomi irrigiditi, camerieri che si fanno le scarpe l'un l'altro ma ogni tanto si aiutano pure, una dimora immensa che rischia di andare in rovina se mal gestita... Insomma, è un tuffo nella nobiltà britannica  - illusa che il proprio universo dorato esisterà per sempre - che mi affascina. Inoltre mi fa morire milady senior, nonna Cora, che col suo cinismo e la sua arguzia spiazza sempre tutti.

- LADY IN THE LAKE. Sono alla terza puntata di questa serie tv tratta dal romanzo di Laura Lippman (La donna del lago) e ambientata nella Baltimora del 1966, attraversata da tensioni razziali e criminalità.

La protagonista è Maddie Schwartz (Natalie Portman), ebrea, moglie del benestante Milton e madre dell'adolescente Seth. Da sempre dedita a famiglia e casa, la sua vita viene sconvolta in seguito al rapimento e all'omicidio di una bambina (bianca, ebrea), Tessie. Maddie, che avrebbe voluto fare la giornalista, decide di indagare personalmente perché non convinta al 100% di come la polizia locale abbia risolto il caso (il presunto assassino è stato arrestato) e, contemporaneamente prende una decisione radicale: lasciare marito e figlio, cercare l'indipendenza e dare un nuovo impulso alla propria vita, anche se ciò significa andare a vivere in un quartiere poco raccomandabile e adattarsi con poco.

Intraprendente e determinata, riesce a farsi assumere come reporter da una testata locale e il suo lavoro investigativo si interseca con le vicende personali di una donna afroamericana, Cleo Sherwood (Moses Ingram), che cerca con fatica di mandare avanti la propria famiglia barcamenandosi tra il ruolo di madre (uno dei suoi figli non sta bene di salute), lavori umili e altre situazioni non proprio chiare.
Proseguo con interesse.

- GOMORRA. LE ORIGINI. diretta da Marco D'Amore e Francesco Ghiaccio, è il prequel di Gomorra - La serie.
Siamo nel 1977 e conosciamo un giovane Pietro (Savastano), i suoi amici e tutto il contesto di povertà e miseria in cui vivono.
Pietro è figlio della strada, è cresciuto senza padre, sua madre fa la prostituta ma cerca comunque di mettere da parte i soldi con la speranza di darli al figlio affinché vada via da Napoli, costruendosi una vita altrove, lontano dai camorristi che purtroppo il ragazzo ha preso a frequentare.

In special modo, è un fedele seguace di Angelo 'a Sirena, un giovane invischiato in attività criminali, al soldo (almeno ad inizio stagione) del boss Antonio Villa e di suo figlio Michele O'Santo (che è la copia sputata di Lucio Battisti).
Ma Angelo aspira all'indipendenza e riesce a farsi ben volere da altri camorristi e a sfilarsi dalle grinfie di Villa; Angelo è un "bel" personaggio, con le idee chiare, desideroso di "crescere" negli affari criminali e di essere il più possibile non sottomesso a nessuno.
Si infila sempre in qualche trappola ma - al pari dell'Immortale - riesce ad uscirne vivo, anche grazie ai tempestivi interventi di Pietro, che qui ancora non è un Savastano ufficiale (suo padre non gli ha dato il cognome; non ancora, per lo meno).
Ovviamente conosce (la futura donna) Imma, che va al conservatorio, ha una vita tranquilla anche se è amica di Annalisa, colei che diventerà nota come Scianel; proprio a motivo di lei, Imma - che pure è una brava ragazza - farà esperienze non proprio edificanti, e l'incontro con Pietro di certo non la porterà sulla buona strada, ecco 😀

Ho terminato la prima stagione (la seconda è in fase di produzione) e mi è piaciuta perché immerge lo spettatore in questa ambientazione anni Settanta, in una Napoli povera e molto molto semplice, in un quartiere in cui la presenza dei boss di camorra è molto forte e condiziona le vite di tutti. 
Interessante seguire "gli inizi di carriera" del famigerato don Pietro, i suoi sforzi per emulare e farsi notare dal suo idolo Angelo, il quale da una parte cerca di tener lontano il ragazzo da questo brutto mondo, dall'altra accetta la sua collaborazione perché sa di potersi fidare.
Immacolata è già da ragazza un tipo tosto, caparbio, indipendente.

Non mi resta che aspettare la seconda stagione.


martedì 10 febbraio 2026

Recensione: GIALLO A OXFORD. Un'indagine dell'ispettore Macdonald, di E. C. R. Lorac

 

Un giallo "alla vecchia maniera", un cosy crime ambientato in una casa di campagna, classico e intrigante teatro di un omicidio misterioso, consumatosi in un contesto in cui sono presenti diverse persone e il cui colpevole... si nasconde forse tra loro?
A indagare l'intuitivo ed empatico ispettore capo MacDonald.



GIALLO A OXFORD. 
Un'indagine dell'ispettore Macdonald
di E. C. R. Lorac


Vallardi Ed.
trad. A.Maestrini
304 pp

Al centro di questo bel giallo, che si lascia leggere con molta piacevolezza, ci sono i Surrey, una famiglia benestante e rispettabile, composta dagli anziani genitori e dai loro cinque figli, tutti dediti - seppur con risultati differenti - alla nobile professione di scrittori: l'allegro Robert, Judith (madre di un bambino piccolo), l'intelligente e colta Ruth, lo psichiatra Richard e l'ultimogenita, la bella Naomi.

Dopo una lieta serata a chiacchierare amabilmente con editori e artisti nella loro casa di campagna dell'Oxfordshire, Ruth viene trovata morta nella sua camera, apparentemente suicida. 

Nella stanza, vengono rinvenuti diversi elementi che farebbero pensare al suicidio, tra cui sonniferi, una lettera d'addio, un testamento da poco redatto...

In famiglia, il dolore e lo sgomento sono forti ma i Surrey pensano che. col tempo, sopraggiungerà la rassegnazione di fronte ad un gesto così drammatico e drastico che nessuno di loro ha saputo prevedere.
Ma intanto questi sono i giorni del lutto, delle domande disperate e angoscianti.

Come hanno potuto essere così ciechi da non rendersi conto che Ruth stava male, che aveva dei gravi turbamenti e malesseri interiori?

Richard, in virtù della propria professione, si sente in colpa come non mai.
Avrebbe dovuto - lui più di tutti! - individuare dei segnali nei comportamenti o nelle parole della sorella che facessero trasparire uno stato depressivo tale da indurla a farla finita!

Ma così non è stato e piangersi addosso non la riporterà in vita.

Se non fosse che una lettera postuma della stessa defunta e indirizzata proprio a Richard scombina le carte.
In essa, Ruth sembra piuttosto serena e sta facendo progetti per la settimana successiva; non c'è nulla nelle sue ultime parole al fratello che possa far pensare a una condizione psicologica instabile e ad intenzioni suicide.

E allora cos'è successo? 

Pur non volendo dare ulteriori preoccupazioni alla sua famiglia né tanto meno attirare su di loro le morbose attenzioni della stampa,  Richard non può ignorare questo elemento e si sente in dovere di condividere il contenuto della lettera con un conoscente, l'ispettore Macdonald di Scotland Yard.

Macdonald ascolta i ragionamenti e le considerazioni dell'amico e concorda sul fatto che ci sia motivo di approfondire ulteriormente la morte di Ruth.

L'ispettore capo comincia a raccogliere informazioni, testimonianze, fa domande scomode, ipotizza e cerca di individuare dinamiche relazionali, eventuali conflitti e tensioni con famigliari e la cerchia di conoscenti di Ruth,  i possibili moventi, e la sua serrata e minuziosa indagine ovviamente viene accolta in modo diverso dalle persone coinvolte.

Se i famigliari, bene o male, non si oppongono perché è (dovrebbe essere) nel loro interesse scoprire la verità sulla dolorosa morte di Ruth, altri (un ex-innamorato della defunta, un collega scrittore, l'editore...) sembrano meno felici di soddisfare le legittime curiosità e domande del poliziotto.

Ad aggiungere carne al fuoco - allontanando così sempre più la possibilità che la morte di Ruth sia stata una decisione volontaria della donna quanto piuttosto un assassinio - sopraggiungono altri eventi funesti, apparentemente incidenti o palesemente tentati omicidi, il che spinge MacDonald a mettere alle strette tutti coloro che potrebbero avere avuto anche una sola ragione per avercela con Ruth.

È vero che in famiglia tutti si vogliono un gran bene ma MacDonald - da buon investigatore qual è - non può esimersi dal sospettare di chiunque: c'è qualcuno, tra i fratelli e le sorelle, che potrebbe avere qualcosa da nascondere?

E le persone coinvolte nella professione letteraria? Come mai sono tanto riluttanti a fornire informazioni a Macdonald?
E cosa dire dell'uomo che, a detta di Richard, aveva avuto una breve relazione prima con Ruth e poi con un'altra sorella?

MacDonald mi piace molto perché è un investigatore acuto, diretto, serio, preparato ma anche molto umano, empatico e paziente, ha un modo di pensare e agire che lo rendono adatto a indagare nel groviglio delle relazioni umane, a scandagliare nelle tensioni psicologiche, a capire la presenza di eventuali contrasti, a cercare di avere più chiara possibile la figura stessa della vittima, arrivando a conoscerne gli aspetti più privati, pur di raccogliere tutti gli elementi utili ad una ricostruzione minuziosa del delitto e dei fatti antecedenti che hanno portato ad esso.

Giallo a Oxford è un giallo raffinato, d'atmosfera, che costituisce una lettura stimolante e rilassante insieme, ricca di dialoghi appassionati (in cui emergono le personalità dei personaggi), con una trama costruita sapientemente in modo da tener sempre viva la curiosità del lettore, il quale si ritrova a fare deduzioni e ipotesi assieme a MacDonald, seguendone perplessità, interrogativi, ragionamenti e intuizioni, fino a smascherare il colpevole.

Se amate i gialli, ve lo consiglio.


CAROL CARNAC è uno dei molti pseudonimi della scrittrice inglese Edith Caroline Rivett (1894-1958), nota anche come E.C.R. Lorac e Mary Le Bourne; questo romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1936.

mercoledì 4 febbraio 2026

LE LETTURE DI GENNAIO 2026


Il primo mese di questo nuovo anno è trascorso ed eccomi con le mie prime letture.



1.YESHUA. IL REGNO di S. Rigamonti: romanzo storico cristiano incentrato sulla figura di Gesù, in particolare sul primo anno del suo ministero terreno (4,5/5). INTENSO. PER CHI VUOLE AVVICINARSI ALLA FIGURA DI GESÙ CON "OCCHI NUOVI".
2.SOFIA NEL MONDO DI CENTOCCHI. La Squadra del Destino, di A. LeVaine: fantasy per ragazzi - tre amiche vivono un'avventura in una dimensione fantastica affrontando mille peripezie (3,5/5). AVVENTUROSO. IDEALE PER I GIOVANI AMANTI DEL GENERE.
3.I LOVE SHOPPING di S. Kinsella:  chick-lit con protagonista una ragazza ossessionata dallo shopping (4/5). DIVERTENTE, SVAGO ASSICURATO.
4.UNA DI FAMIGLIA di F. McFadden: domestico thriller - giovane ex-detenuta trova lavoro come aiuto tutto fare in una famiglia apparentemente perfetta. La casa ha un'inquietante soffitta... e non c'è soffitta senza segreti (4/5). COINVOLGENTE. NON MANCANO COLPI DI SCENA. PER CHI CERCA UN THRILLER DA LEGGERE TUTTO D'UN FIATO.
5.L'ATTESA DELL'ALBA di F. Caringella - narrativa italiana
con al centro eutanasia-fine vita-suicidio assistito (4,5/5). SCORREVOLE, PROFONDO. PER CHI VUOLE RIFLETTERE SU UN ARGOMENTO SPINOSO.
6.ALMOND: COME UNA MANDORLA di Won-Pyung Sohn: romanzo di formazione
- ragazzo con difficoltà a provare emozioni incontra coetaneo problematico. Ne nasce una amicizia, benefica per entrambi (4.5/5). BELLO, COINVOLGENTE. PER CHI DESIDERA UNA STORIA CAPACE DI EMOZIONARE.
7.L'ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA di T. McDaniel: romanzo di formazione sapientemente contaminato da realismo magico ed elementi surreali. Una storia straziante su come la paura, i pregiudizi, l'ignoranza possano generare fiumi di odio, scatenando eventi drammatici (5/5). TRASCINANTE, ENIGMATICO, DENSO. PER CHI CERCA UNA LETTURA ORIGINALE E CHE "TI SI ATTACCHI ADDOSSO".


READING CHALLENGE

Anche quest'anno partecipo alla Reading Challenge organizzata dal Club di lettrici di cui
faccio parte, ormai da anni, su Fb.

Come sempre, ci sono CATEGORIE FISSE, che è possibile scegliere ogni mese, e poi ci sono le categorie mensili, che cambiano di volta in volta in quanto frutto di sorteggio.

Ecco gli obiettivi di gennaio:

- Libro sulla natura, con protagonisti animali o piante;
- Libro con protagonista un artista o ambientato in una galleria d'arte;
- Libro del mese ⇒ L'ATTESA DELL'ALBA di Caringella.

Io ho spuntato il libro del mese e ho anche letto l'obiettivo LIBRO CON PROTAGONISTA UN ARTISTA ⇒  8. IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE di C. Montani: romanzo storico ambientato nell'affascinante Firenze rinascimentale. Aspirante talentuosa pittrice viene coinvolta in intrighi e misteri da risolvere insieme al grande Piero della Francesca (4/5). AVVENTUROSO, INTRIGANTE. PER CHI AMA IL MIX GIALLO/ARTE.



SERIE TV

A gennaio ho guardato 

GIRL TAKEN, serie tv composta da sei puntate, tratta da Baby Doll di Hollie Overton.
È un thriller psicologico che ruota attorno al tema ragazze scomparse.

Le protagoniste sono due gemelle, Abby (
Delphi Evans) e Lily Riser (Tallulah Evans), che vivono in una piccola cittadina inglese assieme alla madre (Eve).
Abby è più tranquilla e solitaria, mentre Lily è più vivace, ha un fidanzatino, Wes, ed entrambi sono sempre in compagnia di alcuni amici non proprio a posto, in quanto fanno uso di sostanze ed alcol.
Le due sorelle sono molte legate l'una all'altra e anche alla loro madre, che le sta tirando su da sola, senza un uomo in casa, situazione che la costringe a lavorare molto e a stare fuori casa praticamente tutta la giornata.

La loro vita - tutto sommato tranquilla - viene scossa da un evento traumatico: Lily viene rapita  da Rick Hansen (Alfie Allen), un insegnante di lettere molto stimato dalla comunità e anche molto amato dalle sue studentesse.
Facendo leva sulla fiducia che Lily ripone in una persona che reputa perbene, l'uomo le offre un passaggio in auto ma non l'accompagna a casa, bensì la stordisce e la porta dritta dritta nel seminterrato del proprio cottage, fuori dal centro abitato (ovviamente...).

Quello che segue è un lungo incubo fatto di anni di abusi e prigionia.

Ma la
 serie non si concentra sulla permanenza della poveretta nelle mani del sadico rapitore perché ci mostra da subito come ella riesca inaspettatamente a fuggire e a tornare addirittura a casa.

Tutto bene, quindi, no?

E beh, la risposta non può che essere no.

Tornare a casa e allontanarsi dall'incubo della prigionia non è sinonimo id una ritrovata serenità.
Anche se non è più in cantina e non subisce le angherie del suo aguzzino, la sua mente è prigioniera dell'atroce esperienza, terrorizzata dal fatto che lui possa far del male a lei e alla sua famiglia.

Lily trova il coraggio di raccontare tutto (un po' per volta) alla madre, ad Abby e alla polizia, ma le sue accuse contro il prof disturbato vengono sì prese sul serio, ma ovviamente devono essere suffragate da prove oggettive che lei sia stata effettivamente sequestrata e maltrattata da Hansen.
E non è così facile perché lui è scaltro, bugiardo e manipolatore, gode di una facciata di rispettabilità, ha la moglie Zoe a difenderlo, insomma si rischia che venga lasciato libero...

A complicare il ritorno alla normalità si aggiungono altri problemi, tra cui il rapporto con la madre (esageratamente apprensiva con lei e molto, troppo brusca con Abby) e soprattutto quello con la gemella che, durante il tempo in cui Lily è stata prigioniera, ha provato ad andare avanti.

Tutto è cambiato, Lily deve fare i conti con questo e cercare di  ricostruire la propria vita insieme ad Abby e alla madre Eve: tutte e tre devono cercare di rimettere insieme i pezzi di una famiglia profondamente segnata dal trauma. 

La serie esplora, quindi, non solo il discorso rapimento (e tutte le brutture subite dalla vittima), ma anche le conseguenze psicologiche della violenza, il difficile percorso di guarigione e il peso delle cicatrici che restano e che richiedono tempo e pazienza per guarire.

Mi è piaciuta molto, le vicende mi hanno presa emotivamente, ho apprezzato l'attenzione posta alle dinamiche famigliari/relazionali, e la suspense nei momenti dedicati alle perverse macchinazioni di Hansen per evitare la galera.

💚💛💜💘💗💝

Ho proseguito con Breaking Bed: sono alla seconda stagione e le vivacissime avventure vissute dal prof di chimica Walter e dal suo ex-studente ed attuale "assistente di laboratorio" Jesse continuano ad appassionarmi e divertirmi.
I due "scienziati" di metanfetamina proseguono l'attività nonostante i rischi e i pericoli siano dietro ogni angolo; mi diverte assistere ai tentativi (finora riusciti) rocamboleschi di White per non farsi beccare e dall'ignara moglie Skyler e dal cognato poliziotto, Hank.
Non mi resta che proseguire questa serie che è fatta davvero molto bene.

💓💕💖💗💙💚

Proseguo pure con la mia adorata Downton Abbey, sono alla terza.

Mary ha coronato il suo sogno d'amore con il bel Matthew, il quale ha la grossa responsabilità di poter salvare la prestigiosa dimora se solo lo desidera...
Per Edith, porella, l'amore stenta ad arrivare e Sybil è sempre più coinvolta dalle convinzioni e dalle azioni politiche del marito, il che potrebbe portare non pochi guai.
Ai piani bassi, c'è la cara Hanna in pena per il marito Bates (in prigione con l'accusa di aver ucciso l'ex-moglie, ma lui si dichiara innocente), la dolce Daisy (che è sempre meno dolce) alle prese con la gelosia per una nuova cameriera, Thomas sempre il solito furbone che vuol fare le scarpe a tutti, insomma tutte vicende interessanti da seguire.
Adoro la location, che darei per viverci *_* 😍 

❤❤❤❤❤❤

Ho iniziato Blood of my blood, il prequel della mia adoratissima Outlander. 

Che emozione ritornare nelle Highlands, a Castle Leoch, e conoscere i genitori dei miei affezionatissimi Claire e Jamie!

Gli attori che interpretano Ellen MacKenzie e Brian Fraser, come anche quelli che interpretano i Beauchamp (Henry e Julia) sono davvero azzeccati fisicamente.
Ellen è come si intuisce dai romanzi della serie: coraggiosa, impavida, intelligente, colta, anche saggia, di certo più dei suoi presuntuosi fratelli, Colum e Dougal.

Il laird è morto e adesso c'è da eleggere il nuovo capo del clan MacKenzie; Colum è il maggiore ma non è scontato che prenda il posto del padre in quanto "storpio", quindi non in grado di scendere in battaglia se ce ne fosse bisogno; però ha il vantaggio di essere più equilibrato e riflessivo di Dougal, una testa calda che spesso agisce d'impulso combinando casini a destra e a manca.

La bella Ellen sarebbe la laird ideale per sagacia e perspicacia (non per nulla era la cocca di papà) ma qui le quote rosa non sono contemplate, per cui la sua unica utilità è andare in moglie a qualcuno con cui sia vantaggioso stringere alleanze per il bene del clan.

Lei e Brian si conoscono e scatta subito la miccia, ma sanno pure che tra MacKenzie e Fraser non scorre buon sangue e Colum non si sognerebbe mai di dare loro la sua benedizione.

Intanto, finita la prima guerra mondiale, il destino e il conflitto hanno fatto incontrare la bella Julia con l'aitante e romantico Henry, si sono sposati e hanno messo al mondo Claire.
Dai romanzi della Gabaldon, sappiamo che la coppia è morta in un incidente: qui però ci viene mostrato che sì, l'incidente c'è stato ma li ha catapultati - sempre tramite un cerchio di pietre messo al posto giusto nel momento giusto - nel 1715, proprio nel secolo e nell'angolo di Scozia in cui vivono Ellen e Brian.

Proseguo curiosa.

domenica 18 gennaio 2026

Recensione: IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE di Chiara Montani




Ambientato nella Firenze del 1458, l'intrigante giallo storico di Chiara Montani immerge il lettore in una storia che mescola in modo avvincente arte rinascimentale, misteriosi omicidi e torbidi giochi di potere.




IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE 
di Chiara Montani


Garzanti
336 pp
Lavinia ama dipingere.
Quando si ritrova una tela davanti, sogna come sarebbe eccitante non solo poter mescolare i vari pigmenti - il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio - ma soprattutto usarli, dando seguito e spazio a talento e fantasia. 

Ma sa che le è proibito. 
Sono tempi in cui a una donna non è concesso seguire le proprie passioni, e dipingere è un'attività proibita o, tutt'al più, che lei può praticare  solo di nascosto dallo zio Domenico.
Suo zio è il pittore Domenico Veneziano, che ha preso con sé la nipote da quando è rimasta orfana, dandole quella famiglia che la ragazza aveva perso da bambina.

Nella bottega del pittore lavora Francesco, un giovanotto intelligente e allegro che ha intuito il grande talento artistico di Lavinia e, quando sono soli, le insegna i segreti dell'arte e le permette di dipingere, di mettere mano ad alcune opere di Domenico e dimostrare una sensibilità artistica fuori dal comune.

Guai se lo sapessero Domenico e, soprattutto, il suo promesso sposo Lorenzo!
Lavinia è stata promessa in moglie al passionale Lorenzo (avviato alla carriera legale e proveniente da una famiglia benestante e in vista) e questi di certo si aspetta che la futura moglie non sia una giovane ribelle con assurde velleità e grilli per la testa ma una consorte sottomessa e fedele. 

Lavinia sa che questo matrimonio è più frutto di un patto tra famiglie che di un sentimento d'amore, ma lo ha accettato per gratitudine verso lo zio.

Presto, però, ogni piccola certezza verrà ribaltata e spazzata via.

Un giorno in bottega arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca rinascimentale. 

Wikipedia
Lavinia resta incantata nell'osservare la sua abile mano lavorare al solenne dipinto La flagellazione di Cristo, e il suo cuore freme al pensiero che quell'artista sia tutto ciò che lei vorrebbe diventare. 

Escluso il carattere, perché infatti l'uomo ostenta atteggiamenti molto schivi e riservati tanto da risultare spesso scorbutico e poco gradevole. 

Nonostante sia scostante e taciturno con la bella nipote dell'amico, Piero riesce a notare le inclinazioni artistiche della ragazza ma ad unirli non sarà soltanto l'arte, bensì anche una serie di avvenimenti drammatici e misteriosi che hanno a che fare con il ritorno dello stesso Piero a Firenze.
Ex allievo di Domenico da Venezia e già artista affermato, Piero è tornato in città ufficialmente per una commissione ma a trattenerlo sarà ben altro...

Lavinia capisce che la visita dell'artista nasconde qualcosa e questo ha a che fare con i difficili e caotici tempi in cui vivono: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. 
E Piero sa più di quello che vuole ammettere. 

I vaghi sospetti divengono realtà quando lo zio viene ingiustamente accusato di avere ucciso un uomo e Piero, per aiutare l'amico, decide di indagare per conto suo. 

Lavinia, intraprendente e ardimentosa, non se ne resta in disparte a guardare ma si affianca a Piero e, godendo della sua protezione, per la prima volta in vita sua comincia a guardare il mondo con i propri ingenui ma perspicaci occhi. 
Lo spicchio di mondo su cui si affaccia non è candido e lieto, anzi: è come un immenso quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che affonda le proprie radici in qualcosa di molto lontano e oscuro, in cui l'arte diventa la grande e magnifica cornice in cui si celano segreti pericolosi. 

Tali segreti sono collegati a degli efferati e criptici omicidi che cominciano a insanguinare le strade della meravigliosa Firenze e che acquisiscono sfumature sinistre e sibilline, in quanto i ritrovamenti dei cadaveri sono accompagnati dalla presenza di un enigmatico disegno che diventa fondamentale per l'indagine poiché Piero riconosce in quel segno un messaggio pericoloso legato a conoscenze esoteriche e matematiche.

Lavinia e Piero si alleano, quindi, per scagionare lo zio ma anche per salvare altre potenziali vittime dalla mano assassina, una volta intuito quale movente la guidi.

Quello che Lavinia non può minimamente immaginare è che colui che sta dietro questa serie di omicidi è intimamente vicino a lei e i segreti non riguardano più soltanto Piero, Domenico, la corte dei Medici, le botteghe d'arte, codici da decifrare nei manoscritti antichi e nelle opere d'arte e gli equilibri di potere, ma lei stessa.

La sua intera vita verrà stravolta in poche settimane, la sua incolumità sarà fortemente a rischio, il suo cuore si sentirà diviso tra la fedeltà che deve al fidanzato (che tra l'altro, in virtù del suo lavoro, l'ha aiutata con lo zio Domenico quando si è trovato nei guai con la legge) e quell'inspiegabile turbamento che prova alla presenza di Piero della Francesca...

Il mistero della pittrice ribelle è un romanzo che unisce una accurata ricostruzione storica con il fascino dell'investigazione, portando il lettore in una affascinante Firenze rinascimentale, avvicinandolo alle opere di Piero della Francesca, immergendolo in un periodo ricco di arte ma anche corruzione, intrighi di potere, sete di conoscenza e difesa della cultura e del sapere, e lo fa attraverso un filo conduttore costituito dalla protagonista: una giovane donna talentuosa le cui ambizioni vengono soffocate dalle leggi non scritte del tempo, che vorrebbe relegare la donna ai ruoli di moglie e madre. 
Ma Lavinia ha uno spirito libero, un'intelligenza svelta e acuta, un temperamento indomito, una sincera passione per la pittura e un altrettanto sincero desiderio di poterla coltivare liberamente, una mente aperta che la rende molto moderna (decisamente troppo per il suo tempo) e sicuramente anticonvenzionale, e per questo ricca di carisma e fascino.

È quindi un giallo storico avventuroso, con una trama "piena", sostanziosa e ben strutturata, il cui ritmo non perde mai smalto nel corso del vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. 

Consigliato, in particolare a chi ama le trame dinamiche, con molti misteri da risolvere, verità e colpi di scena, e tutto ambientato in anni tanto incerti quanto ammalianti, in una città che trasuda arte, storia e cultura da ogni angolo, con personaggi sia fittizi che realmente esistiti.


martedì 6 gennaio 2026

LIBRI LETTI A DICEMBRE 2025


 

Ecco i libri che mi hanno accompagnato nell'ultimo mese dell'anno appena trascorso:


  1. IL CAFFÈ DEL LUNEDÌ di A. Nepi: narrativa contemporanea - una narrazione profonda, riflessiva, dai ritmi dilatati, che pone al centro la ricerca dell'identità e di ciò che rende davvero appagati (3.5/5). PER CHI CERCA UNA LETTURA MEDITATIVA.
  2. IL CENSIMENTO DEI RADICAL CHIC di G. Papi: distopico - in un futuro indefinito in Italia si dà la caccia agli intellettuali e si favorisce l'ignoranza e l'eccessiva semplificazione della lingua (4.5/5). IRONICO, ARGUTO. DA LEGGERE.
  3. LA FAMIGLIA GRANDE di C. Kouchnermemoir - quanto può essere lacerante custodire un terribile e doloroso segreto di famiglia per anni? (4.5/5). AUTENTICO, SPIAZZANTE. 
  4. L'EREDITÀ DELLA VILLA DELLE STOFFE di A. Jacobs: saga famigliare - terzo capitolo della Villa delle stoffe. I problemi e le difficoltà dei piani "alti" e "bassi". Del resto, "anche i ricchi piangono" (4/5). SE SIETE ARRIVATI A META' SAGA, TANTO VALE PROSEGUIRE.
  5. LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI di A. Barzini: romanzo storico in cui le esistenze di due gemelli intraprendenti e coraggiosi si inseriscono nelle vivaci e drammatiche vicende dell'Italia pre-unitaria (4.5/5). APPASSIONANTE.
  6. ANIME PREDESTINATE. L'unicorno nero di I. Vecchietti: urban/paranormal romance. Famiglia di vampiri deve evitare che si risvegli il Male e che devasti la terra (3.5/5). PER CHI AMA IL GENERE.
  7. COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti: romanzo storico ambientato nella prima guerra mondiale. Donne medico sfidano i pregiudizi del tempo servendo il proprio Paese (4/5). INTERESSANTE, SCORREVOLE.


In merito alla Reading Challenge, nel mese di dicembre ho osservato l'obiettivo ROMANZO DISTOPICO
8. FAHRENHEIT 451 di R. Bradbury: distopico - in un'epoca in cui l'uomo brucia i libri e ciò che essi simboleggiano, alcune voci audaci si ribellano e lottano per conservare il potere dei libri e del sapere (5/5). IMPERDIBILE.


Domani posterò il recap delle mie letture del 2025.


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