sabato 16 settembre 2017

Recensione: IL CORVO di Kenneth Roycroft



Questa è l’inquietante e allo stesso tempo struggente storia di un grande amore che resta inalterato nonostante la morte; ma è anche un amore violentato, ferito, straziato… che grida vendetta. Questa è la storia di un uomo che ritorna tragicamente in vita per vendicarsi di chi, un anno prima, ha barbaramente ucciso lui e la sua amata fidanzata.


IL CORVO
di Kenneth Roycroft


Ed. Sperlinkg&Kupfer
trad E. Malossini Fumero
1996
Siamo a Detroit, nella notte del 30 ottobre, nota anche come “la notte del diavolo”, e lo scenario non è dei più rassicuranti: la città urla il suo dolore, il suono assordante delle sirene della polizia ricorda ai cittadini che non c’è pace sulla terra: da troppo tempo il crimine e la violenza hanno preso il sopravvento, c’è paura per le strade, la gente si chiude in casa terrorizzata e pregando che bande di teppisti senza morale li lascino in pace. Gli omicidi crescono di numero e la polizia sembra inerme e impotente davanti a tanta violenza. Sembra quasi che acchiappare i criminali sia un’utopia o una missione impossibile, e non resta che la rassegnazione al cospetto di tanto orrore e della decadenza di ogni valore morale.

Ed è in questa notte nera come la pece, illuminata purtroppo solo dai numerosi incendi che affliggono la città, che il corvo ode l’appello e diviene consapevole di ciò che deve fare: c'è un'anima che ha bisogno di lui. Un’anima che ha subito un’enorme ingiustizia e che ha conosciuto l’orrore negli ultimi penosi secondi della sua esistenza.

“Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno muore un corvo porta la sua anima nel regno dei morti. A volte però succede qualcosa di tanto brutto che una tristezza disperata attanaglia l’anima, che non riesce a trovare pace. A volte, solo qualche volta, il corvo può riportare sulla terra quell’anima, affinchè ripari l’ingiustizia che ha subito.”

L’anima sofferente è quella di Eric Draven, giovane musicista che esattamente un anno prima è stato assassinato da quattro teppisti - mandati da un uomo senza scrupoli che domina su Detroit e detta legge, Top Dollar – che, entrati con la forza in casa sua, hanno prima ammazzato lui facendogli fare un volo di diversi metri, e poi hanno stuprato e torturato la fidanzata Shelly, morta dopo ore di agonia in ospedale.

Il corvo fa da guida al rinato Eric affinchè possa attuare la propria vendetta sui quattro che hanno commesso questi atroci delitti, ed Eric, col viso pitturato di bianco e vestito come uno spietato angelo vendicatore, andrà alla ricerca di ciascuno dei quattro delinquenti – Tin Tin, T-Bird, Funboy e Skank – per dar loro ciò che si meritano.

In questa missione ritroverà due persone importanti per lui: il sergente Albrecht, un poliziotto buono, che soffre per la malvagità dirompente attorno a lui, e che è stato vicino alla povera Shelly nelle sue ultime ore di vita; e poi c’è la piccola dodicenne Sarah, la ragazzina di cui Shelly ed Eric si prendevano cura, visto che la madre, Darla, è una sciagurata tossica che non mostra alcun interesse materno verso la figlia.

Sarah, un anno dopo quei tristissimi eventi che le hanno strappato le uniche due persone che le volevano bene, si sente ancora tanto sola ma “Non può piovere per sempre”, le sussurra una familiare voce roca che lei riconosce come quella de suo amico Eric.

Davvero Eric Draven è tornato dal regno dei morti?, si chiedono perplessi Albrecht e Sarah, dopo aver fatto strani incontri in cui è sembrato loro di vedere e sentire proprio “lui”; ma soprattutto, a chiederselo saranno i quattro balordi assassini, nonchè lo stesso Top Dollar, anch’egli coinvolto nella vendetta di Draven.

"Un edificio verrà bruciato e tutto ciò che rimarrà sarà cenere. Prima pensavo che questo valesse per ogni cosa, famiglie, amici, sentimenti... Ora però so che a  volte, quando l'amore è vero amore, nulla può separare due persone create per stare insieme".

Non mi dilungo ulteriormente, la storia è nota a quanti hanno visto il celebre e omonimo film (a sua volta ispiratosi ad un fumetto) diretto da Alex Proyas nel 1994 (dalla cui sceneggiatura Kenneth Roycroft ha tratto questa versione romanzata) e che purtroppo è diventato ancora più famoso a causa del terribile fatto di cronaca ad esso legato: l’attore protagonista, Brandon Lee (figlio di Bruce) è morto durante una scena del film, ucciso da una pallottola che doveva essere a salve.

Asciutto ed essenziale nello stile e nello svolgersi delle vicende, il libro è praticamente identico al film, nelle sequenze delle scene, nelle battute…, in tutto, non si discosta neanche un po’; se vi era piaciuto il film, in queste pagine vi ritroverete dentro questa storia più fantasy che horror (anzi, di horror non c'è proprio nulla), dalle atmosfere dark, gothic e con sfumature romantiche.

venerdì 15 settembre 2017

Cito e canto: IO TI CERCHERO'



Un altro frammento di "E allora baciami" che mi ha fatto pensare ad una dolcissima canzone di Jovanotti, IO TI CERCHERO':


"Il mio ultimo “Dio, che bello!” è stato uno sguardo, tanti anni fa, e dentro quello sguardo c’era tutto ciò di cui avevo bisogno, c’era tutta la mia vita, tutto il mio passato, tutto il mio futuro…
(...) Di quello sguardo mi rimane solo una parte, una frazione meravigliosa, un tesoro prezioso: mia figlia Laura. La mia piccola principessa. Ma io quello sguardo lo cerco ancora, negli occhi delle cassiere del supermercato, negli sguardi distratti dei passanti per strada, al bar, al cinema, alla posta, al lavoro. Lo cerco tutte le mattine nei miei occhi verdi davanti allo specchio, persi e disorientati. Lo cerco nello sguardo di chi inutilmente cerca il mio, fra le lenzuola, dissolto nelle gocce di sudore di un piacere leggero ed effimero, rapido e insignificante."




giovedì 14 settembre 2017

Recensione: L'AMMERIKANO di Pietro De Sarlo



Due uomini profondamente diversi tra loro per età, esperienze di vita, origini (pur avendo queste ultime dei punti in comune), i cui destini si incrociano innescando una serie di eventi che stravolgeranno la vita di entrambi. e di un paesino intero.

L'AMMERIKANO
di Pietro De Sarlo



Europa Ediz.
Pagine: 204
prezzo: 9,49 (ebook)
12,67 (cartaceo)
2016
                                  LINK AMAZON

Monte Saraceno è un piccolo paese dell’Appennino lucano in cui vive uno dei due protagonisti della nostra storia: Vincenzo Ametrano, uomo di mezz'età sposato con Rosa, con la quale ha due figli, Antonio e Gina.
Vincenzo è un brav'uomo, ha un piccolo emporio in paese, in questo comune lucano dove tutti conoscono tutti e sanno tutto di ciascun saracenese; appartiene ad una famiglia antica, che a Monte Saraceno è sempre stata molto in vista in quanto di mobili origini, anche se da anni ormai di quella nobiltà è rimasto solo il ricordo.
Rosa, sua moglie, è una donna dal carattere deciso e, allo stesso tempo, eternamente insoddisfatta, sempre pronta a criticare il marito per la sua (presunta?) inettitudine, e acerrima rivale di due donne che un tempo sono state sue grandi amiche: Carmela, che attualmente ha una tresca proprio con Vincenzo, e Celeste, sorella di quest'ultimo. Le tre signore si detestano e non si frequentano più, senza che il povero Vincè abbia mai capito il perchè di questa rottura insanabile; fatto sta che l'aggressiva Rosa disprezza a morte quella poco di buono di Carmela e insulta pesantemente la cognata Celeste, che a sua volta non risparmia appellativi poco gentili verso Rosa quando si trova a parlarne col fratello...
Insomma, in famiglia litigi, baruffe e parole sgarbate sono all'ordine del giorno, ma se non altro questo dà un certo pepe alla vita in paese.

Le vicende degli Ametrano e dei saracenesi sono intervallate da quelle che vedono al centro l'altro protagonista del romanzo: Wilber Boscom.

Wilber Boscom è un giovanotto al servizio di un boss italo-americano, tale Vito Zambrino, ma in realtà nei confronti di questi Wilber cova odio e desideri di vendetta.
Il ragazzo è infatti l’ultimo discendente di una brava coppia emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, che s'è fatta un nome e una posizione come imprenditori; Wilber era il figlio unico dei suoi amati genitori, che stravedevano per lui, ma un destino crudele si è abbattuto su di loro, strappandoli al povero Wilber: qualcuno ha ucciso i genitori del giovane, che ha subito scoperto l'identità del colpevole e le ragioni dell'assassinio, maturando dentro di sè una pericolosa sete di vendetta.
Wilber, da bravo ragazzo qual era, appassionato di vela, ligio alle regole, con sani princìpi, si trasforma in killer spietato, infilandosi nelle losche trame della malavita pur di arrivare a coloro che sono responsabili della morte dei Boscom, vittime innocenti della brama di potere e danaro di criminali senza scrupoli.

I capitoli su Vincenzo e Wilber si susseguono l'uno dietro l'altro, mostrandoci due persone totalmente agli antipodi, con esistenze che più diverse non potrebbero essere, e che vivono in realtà decisamente lontane, sia geograficamente che come cultura.
Le vicende che coinvolgono Wilber tengono col fiato sospeso perchè il lettore viene travolto da questa vita da criminale abbracciata dal ragazzo, le cui azioni sono tutte finalizzate per mettere a punto la sua vendetta contro chi ha spezzato la sua vita, la sua felicità, togliendogli la famiglia; pur di realizzare i suoi piani, Wilber sarà pronto a commettere azioni terribili, anche a danno di innocenti; ma questa corazza di malvagità di cui si è rivestito rischia di ricadergli addosso e schiacciarlo, ragion per cui a un certo punto egli si vedrà costretto a fuggire per evitare sanguinose ritorsioni.

Ed è qui che la sua esistenza avventurosa incontra quella tranquilla di Vincenzo Ametrano.

La vita nel paesino lucano giunge al lettore in tutta la sua genuinità, in un'atmosfera allegra, paesana, semplice e spontanea, con tutto ciò che questo implica e che quanti vivono (o hanno vissuto) in piccole realtà del Sud conoscono bene: l'arretratezza (in ogni campo) fa purtroppo da padrone, il tempo nei vari paesi di montagna sembra essersi fermato, e questo si sente e si respira: nella mentalità, nei modi di fare sempliciotti, nelle chiacchiere di paese, nelle istituzioni assenti (emblematica è la figura del sindaco, un omuncolo ignorante cui interessa solo ottenere voti facendo promesse che sa già di non poter - e voler - mantenere); nelle richieste di raccomandazioni per sè o per i propri parenti; nei giovani senza prospettive di lavoro, che passano il tempo bighellonando...

In una realtà così è facile che la più piccola novità ecciti gli animi di tutti.
Ed infatti, a un certo punto, a Monte Saraceno arriva un forestiero, un certo Matteo Ametrano: questi ha il volto proprio del fuggitivo Wilber, il quale ha intenzione di lasciarsi alle spalle la "vecchia vita" e andare alla ricerca di un posto in cui vivere tranquillamente; quale meta migliore che quel posto da cui pare provenga la sua famiglia?

Giovane, bello, (quasi sicuramente) ricco, il suo naso aquilino e il noto cognome non lasciano dubbi: è parente dell'antica famiglia degli Ametrano, di Vincenzo ad essere precisi, e viene dal "paese dei balocchi", l'America, e infatti il giovanotto viene subito battezzato l'Ammerikano.

Si sa, più il paese è piccolo, più le persone si conoscono e sanno vita morte e miracoli l'una dell'altra, e se a un certo punto arriva uno "straniero", uno che non è del posto, la notizia si diffonde alla velocità della luce, e se poi è parente di un compaesano, i pettegolezzi e le curiosità aumentano.

Forse questo "ammerikano" potrebbe recare qualche beneficio alla piccola comunità di Monte Saraceno, lui che molto probabilmente ha tanti soldini da investire?

Ciò che nessuno immagina è che effettivamente l'Ammerikano - di cui nessuno sa nulla, dal passato oscuro e inquietante - porterà un vero scossone alla tranquilla esistenza dei saracenesi e, in particolare, di Vincenzo e famiglia, ma un tipo di scossone in grado di alterare gli equilibri del posto, dando il via ad una sequenza di drammatici fatti dalle conseguenze ingestibili.

"LAmmerikano" è un noir che riesce a catturare il lettore sin dalle prime battute, proprio perchè ci si rende subito conto di aver davanti due realtà contrastanti, agli antipodi, rappresentate da Wilber e Vincenzo, l'uno il contraltare dell'altro; si intuisce subito che tra loro dev'esserci per forza un punto d'incontro, un legame, e il voler sapere in che modo il cammino del giovane killer dagli occhi di ghiaccio si incastri con quello piatto e sonnacchioso del buon Vincenzo solletica la curiosità di chi legge.
E se ciò che accade negli USA ha il sapore dell'avventura che va ben oltre i limiti della legalità e richiede un registro più "serio", grave, tetro, che ben riflette la cupezza propria dell'animo dell'infelice Wilber, ciò che avviene in Basilicata ha toni decisamente più leggeri, fa sorridere, e questo a motivo dei personaggi, con i loro tratti buffi, i difetti e le debolezze esasperati, nonchè l'uso del dialetto che dà colore e vivacità ai dialoghi.
Vivacità che si tinge di sfumature scure e tragiche a causa della piega che prenderanno gli eventi per colpa dell'arrivo di Wilber/Matteo.

Con un ritmo narrativo capace di creare aspettative, dinamico, trascinante, grazie a una narrazione dal taglio cinematografico e a una chiara caratterizzazione dei vari personaggi in relazione ai contesti di riferimento, "L'Ammerikano" ci parla non solo di malavita, di scelte e condotte sbagliate e del circolo vizioso in cui ci si ritrova quando si sceglie la strada della vendetta a tutti i costi, o ancora del tipo di vita che conducono quanti abitano in certe piccole comunità montane del Sud, ma anche di emigrazione, di tanta gente che, anni e anni fa, ha lasciato la propria terra in cerca di fortuna, di una vita migliore, e delle difficoltà affrontate per questo, a partire dalla dolorosa necessità di prendere le distanze dalle proprie origini, dalla propria terra natia.

Assolutamente consigliato, una scrittura che sa affascinare e coinvolgere il lettore!

mercoledì 13 settembre 2017

In lettura: ORFANZIA di Athos Zontini // LA FAMIGLIA KARNOWSKI di Israel J. Singer



Cari lettori, vi presento le mie attuali letture.
Il primo libro è il romanzo d'esordio di Athos Zontini; il secondo è un grande classico della letteratura del Novecento, l'affresco vivido e commovente della società ebraica in Germania tra l'inizio del secolo scorso e gli anni a cavallo delle due guerre mondiali.



ORFANZIA
di Athos Zontini



Ed. Bompiani
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Tutti i bambini a un certo punto spariscono. Ma sono solo in pochi a sapere come.
Il protagonista di "Orfanzia" lo sa. Lo sa a tal punto che si rifiuta con tutto se stesso di obbedire all'imperativo quotidiano dettato dai genitori: mangia.
E così combatte una guerra che lo vede opporsi alle insistenze della madre, alla severità del padre, alle cure del pediatra.
Perché lui lo sa, che cosa fanno gli adulti con i bambini troppo buoni. Lui lo sa, che tutti i genitori sono cattivi.
E solo finché non cederà al cibo, anche a costo di rigettare il mondo che lo circonda, potrà salvarsi.
Ma la vita ha un sapore al quale è difficile resistere, e crescere può essere una sfida, se gli altri hanno più fame di te.




LA FAMIGLIA KARNOWSKI
di Israel J. Singer


Ed. Adelphi
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Tre generazioni e tre paesi - Polonia, Germania e America - sono al centro  della saga dei Karnowski.
Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna "essere ebrei in casa e uomini in strada".
Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski - percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare.

L'autore.
Israel Joshua Singer è nato a Bilgoraj, in Polonia, nel 1893. Fratello maggiore di Isaac (premio Nobel per la letteratura nel 1978), ha vissuto in Polonia e in Unione Sovietica ed è emigrato nel 1934 negli Stati Uniti, dove è morto nel 1944. Ingiustamente trascurato e messo in ombra dalla fama del fratello, è stato prolifico e grande autore di romanzi e racconti in lingua yiddish, introducendo nella narrativa yiddish elementi innovativi e caratteristici del suo stile: i diversi livelli di trame e sottotrame, l’ampio respiro delle vicende, i continui ribaltamenti dei piani e dei punti di vista, nonché le indimenticabili gallerie di personaggi. Tra i suoi romanzi più importanti, oltre a Yoshe Kalb, vanno segnalati I fratelli Ashkenazi e La famiglia Karnowski.

martedì 12 settembre 2017

Novità flower-ed di settembre: tra diari e passeggiate letterarie!



Carissimi lettori, in questo post ci soffermeremo su un paio di novità in casa "flower-ed" edizioni, la casa editrice le cui collane ospitano testi di autori contemporanei e del passato, espressione di una ricerca che attraversa i secoli e i generi letterari.

Anzitutto, vi segnalo una interessantissima iniziativa: una passeggiata letteraria!!

La prima passeggiata si terrà la mattina di sabato 23 settembre. L’appuntamento è alle ore 10 a piazza Barberini. Da lì si attraverseranno le vie che hanno ospitato i grandi artisti, scrittori e poeti del passato, scoprendo la Roma degli Inglesi e giungendo infine alla Keats-Shelley House, che si potrà visitare.




Non si tratta di una visita guidata, ma di una camminata fatta insieme per ritrovare i luoghi che incantarono quei personaggi e che naturalmente affascinano ancora oggi. 
Il costo del biglietto di ingresso alla Keats-Shelley House è di 5 euro, mentre nulla è dovuto alla casa editrice.

Per organizzare tutto al meglio, date anche le dimensioni ridotte della casa, è necessario iscriversi inviando una mail a info@flower-ed.it 

Forza, lettori, che aspettate a iscrivervi? Se fossi più vicina, lo farei molto volentieri! 


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Ma passiamo a una novità editoriale: l'inaugurazione di una meravigliosa linea di diari a tema letterario, ideati per appuntare e conservare pensieri e riflessioni.


A 160 anni dalla pubblicazione, celebriamo il romanzo di Charlotte Brontë con Il diario di Jane Eyre
Contiene le frasi più suggestive ed emozionanti, nelle nuove traduzioni curate da Alessandranna D’Auria, e pagine in cui raccogliere idee ed esperienze.

 
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Il diario di lettura invita invece a tenere traccia e a custodire il personale percorso fra i libri, in pagine ben strutturate da riempire recuperando la bellezza della scrittura a mano.

I diari di flower-ed saranno presto in vendita su Amazon e Lulu.


Naturalmente anche a settembre ci saranno delle nuove pubblicazioni. 
In particolare, son previsti un romanzo intitolato Streghe,  di Adriana Maffei, e la raccolta poetica di Alessandra Carnovale; entrambe sono le vincitrici del Premio letterario Parole magiche.

Promettendovi ulteriori aggiornamenti, per adesso... passo e chiudo!! ^_-

lunedì 11 settembre 2017

Recensione: E ALLORA BACIAMI di Roberto Emanuelli



"Siamo solo per pochi" è il motto che ricorre costantemente tra le pagine di questo libro squisitamente romantico: non tutti ci capiscono come vorremmo, non tutti ci amano come meritiamo d'essere amati..., ma a volte capita che due anime rare si incontrino, incastrino gli occhi l'uno in quelli dell'altro, e allora scatta la magia, perché l'amore, quello vero, quando arriva te ne accorgi.




E ALLORA BACIAMI

di Roberto Emanuelli


Ed. Rizzoli
308 pp
17.50 euro



Leonardo è un uomo bello e giovanile, che una figlia di quasi diciotto anni, Laura.
Lavora come meccanico, ha pochi ma affezionatissimi amici - il sempre equilibrato Matteo, sua moglie Emanuela, il goliardico e un po' folle Filippo, la sincera e sempre presente Bea.
Questi amici fedeli e affettuosi sono la famiglia di Leo, che è consapevole di quanto sia importante avere attorno persone positive, che ti vogliono bene, ti accettano per quello che sei e ti restano vicini qualunque cosa accada.
Ma, sebbene fondamentale, l'amicizia non basta; Leo ha una gran bisogno d'amore, di quelli che ti prendono dritto al cuore e alla testa, capaci di azzerare il tempo, le distanze, le tempeste piccole e grandi della vita...:

"...senza l’amore, quello con la A maiuscola, quello che ci fa staccare i piedi da terra, ecco, senza quello mancherà sempre un pezzetto per essere felici, un punto per essere completi. Un grado per completare il nostro angolo di bellezza."

E Leo il suo grande amore l'ha avuto, l'ha vissuto con tutto se stesso e, a dire il vero, nel suo cuore vive ancora, inalterato, inossidabile, inaffondabile, e ha un solo nome, un solo amatissimo volto, un solo dolce sorriso: Angela.

Angela è l'unico grande amore della sua vita ed è colei che ha dato all'uomo il dono più meraviglioso di sempre: la loro figlia Laura.
Ma Angela, diciotto anni fa, subito dopo la nascita della bambina, è sparita, senza dare spiegazioni e soprattutto senza dare nel tempo informazioni su di sè, lasciando Leo e Laura soli, senza di lei.

"Il mio ultimo “Dio, che bello!” è stato uno sguardo, tanti anni fa, e dentro quello sguardo c’era tutto ciò di cui avevo bisogno, c’era tutta la mia vita, tutto il mio passato, tutto il mio futuro…"


Dopo Angela, la vita sentimentale di Leo si è inaridita e lui ha cercato di colmare i vuoti con cose fatue che hanno creato ancora più vuoti; essendo lui un bell'uomo, con una bella parlantina e un certo carisma, gli viene facile conquistare le donne ed infatti spesso e volentieri ha degli incontri fugaci con qualche bella ragazza, ma tutto si riduce a una notte di fuoco, che Leo spegne immediatamente perchè sa che non è pronto per lasciar uscire la sua Angela dal cuore per farvi entrare un'altra donna, un nuovo amore.

E allora l’amore, adesso, Leonardo lo cerca nelle cose semplici: nei sorrisi e nei gesti gentili delle persone, ad es. dei clienti quando ripara le loro auto; nella musica che ascolta - da quella più contemporanea ai sempreverdi cantautori italiani - sulla sua Duetto d’epoca o nelle serate con gli amici di sempre.

E poi c’è Laura, la figlia adolescente, sempre più bella come la mamma, ma anche terribilmente distante, con i suoi atteggiamenti ostili e sprezzanti verso questo padre che si ostina a fare il fighetto a tutti i costi collezionando donne ma che, quando si tratta di lei, non la capisce, non vede ciò che davvero c'è nel suo cuore, non sa ciò che la rende felice o triste.
Leo sa che è un'età difficile, fatto sta che rapportarsi con Laura - che si chiude nel suo mutismo, che alza il volume della musica a palla per far capire al padre che non ha voglia di comunicare con lui - è davvero complicato e frustrante, e padre e figlia sembrano appartenere a due universi lontanissimi e inconciliabili.

Ma è davvero così?
Se solo entrambi provassero a dialogare veramente, ascoltandosi con attenzione, aprendo il proprio cuore, forse capirebbero che invece hanno tanto in comune e che entrambi sono due "anime rare", sensibili, perennemente alla ricerca di rapporti veri, di abbracci e sorrisi autentici, di persone che ti facciano sentire importante, speciale, che non vengano da te solo per convenienza o quando gli pare.

Leggendo, notiamo appunto che sia Leo che Laura amano parlare d'amore: Leo, pur potendo sembrare un po' superficiale per via delle sue storie "da una notte e via", in realtà è un uomo dalla rara sensibilità, che ha ben chiaro come va trattata la donna, tanto più quella che un uomo decide di corteggiare; del resto, il cuore di Leo è ancora pieno di amore, che però non riesce a uscir fuori perchè a lui manca l'unica persona al quale vorrebbe donarlo.

Dal canto suo, Laura non è così diversa da suo padre: l’amore è il tema ricorrente dei tanti post che lei stessa scrive sul proprio blog, e di amore si nutre rifugiandosi nelle riflessioni di blogger che sanno sfiorarle il cuore con parole dolci o crude che lei condivide e che le fanno compagnia quando si sente sola e incompresa.

C'è un modo per far sì che padre e figlia si incontrino, che capiscano quanto sono simili, e quanto l'abbandono di Angela abbia ferito in egual misura il loro cuore?

Il destino, zitto zitto, lavora per loro e forse ogni risposta alle tante domande, ai dubbi, alle paure, alle insicurezze..., arriverà, come quei messaggi nelle bottiglie, che in pochi hanno il coraggio di raccogliere per scoprirne il contenuto.
E l'occasione verrà fornita da un viaggio in Grecia di Laura con i suoi amici: un viaggio sorprendente, che per lei significherà trovare il coraggio di amare, per Leonardo la forza di ricominciare a farlo.

"...un gesto d’amore è un seme che prima o poi, da qualche parte nell’universo, farà nascere un fiore. Quello sarà il tuo fiore. Devi solo avere pazienza. Devi solo saperlo vedere."

"E allora baciami", come dicevo, è un romanzo d'amore DOC, a tutti gli effetti, anzi possiamo dire che l'Amore è forse il vero e assoluto protagonista della storia, che chiaramente giunge a noi lettori in tante sue sfaccettature.
Questo romanzo ha una principale caratteristica, a mio avviso: è costellato da tantissime frasi, da parecchi passaggi, in cui si parla d'amore nella maniera più pura, in cui si riflette sulla vita interiore di ciascuno di noi - attraverso il protagonista e sua figlia, con le loro frequenti considerazioni, i loro intimi pensieri, emozioni, sentimenti... -, su quanto sia difficile essere se stessi, sentirsi liberi di esprimere tutto il mondo che è dentro noi in una società che ha troppa fretta, in cui regna troppa superficialità nelle relazioni con gli altri, in cui viene fin troppo facile calpestare i sentimenti altrui, non fermarsi a riflettere, ascoltare, parlare...

La trama si articola su almeno due livelli: il punto di vista di Leo - del quale seguiamo anche i flashback, che ci fanno conoscere com'è nato l'amore con Angela - e quello di Laura attraverso il suo diario; inoltre, tra i capitoli si inseriscono dei messaggi misteriosi di un anonimo che rende nota la propria posizione durante un viaggio.
Lo sviluppo delle vicende di per sè è semplice e lineare, e la narrazione procede con un ritmo pacato, che diventa più dinamico nella seconda metà del libro, quando accade una serie di piccoli eventi che riveleranno man mano particolari importanti, fino ad arrivare ad un finale che soddisfa il lettore.

Ecco, circa il finale forse avrei preferito che ci si fosse soffermati maggiormente per spiegare alcuni aspetti e dare risposta a qualche domanda che, credo, possa sorgere verso le ultime pagine.

Per il resto, il romanzo di Roberto Emanuelli scorre con molta piacevolezza e ha nella ricchezza dei buoni sentimenti espressi il suo punto di forza; c'è molta dolcezza tra queste pagine, traspare tutta la semplicità e l'animo sensibile dell'autore, che - si evince - crede in ciò che scrive e non si limita a esporre banalità sull'amore in stile slogan e "baci perugina", ma scava in profondità con le proprie riflessioni.

Ho molto apprezzato i numerosi libri e scrittori citati e i tanti brani musicali che fanno da sfondo alle vicende e che vanno incontro ai gusti di giovanissimi e non.

E' un libro che può piacere in particolare a quanti posseggono una sviluppata vena romantica; immagino che un lettore poco incline alle romanticherie possa sentirsi risucchiato in un vortice di dolcezza eccessiva, ma eviterei atteggiamenti troppo snob verso un libro che comunque riesce a parlare d'amore con tenerezza, struggimento, bellezza, positività mettendosi anche nei panni "dell'altro sesso", proprio come fa Roberto che, con molta delicatezza, sa parlare di ciò che vi è nel cuore degli uomini come in quello delle donne.

domenica 10 settembre 2017

Frammenti di... "E allora baciami"



Il romanzo di Roberto Emanuelli, "E allora baciami" è ricco di frasi d'amore e sulla vita molto belle.
Ve ne riporto alcune, ma sono davvero tante.


"Nella foga di giustificare noi stessi, i nostri capricci, i nostri desideri, le nostre narcisistiche e spesso puerili necessità, dimentichiamo troppo spesso di considerare e comprendere sentimenti e ragioni altrui, e di rispettarne i tempi."

"I nostri errori ci rendono quello che siamo. Come le cicatrici, come le espressioni, la voce. Ci rendono unici, non migliori di, o superiori a. Unici."




"Passiamo la vita a chiederci come sarà l’amore quando arriverà, cosa ci farà innamorare di lei, poi arriva un ciao e ti stende. E capisci che l’amore a volte è solo un gesto o una parola banale pronunciata da qualcuno capace di farla suonare in modo speciale nel tuo cuore. L’amore è millemila cose ogni volta diverse, quasi sempre piccole e insospettabili, in apparenza. Arriva e fa volare tutto. E se lo puoi definire, non è amore."


"...quella sera era tutto così, pieno di poesia, non potrò mai dimenticarlo, eravamo lì, abbracciati, sospesi. Innamorati. Io ogni tanto mi staccavo, ma solo per guardarla ancora una volta accarezzandole il viso, per essere certo che non fosse un sogno, o sperando che lo fosse. Ripensandoci, non era un bacio, era un miracolo, era volare, era la prova che l’amore arriva in un attimo, e che quando ti raggiunge, incasina le tue prospettive, le certezze, i progetti. L’amore arriva e capovolge il senso di ogni cosa. La direzione degli elementi. Trasforma il rumore in musica, rende colorato quello che sembrava grigio e senza vita. L’amore è questo: la tua corsa verso di lei, i polsi che tremano, la voce rotta, il fiato corto, il batticuore, il muro che crolla, il cielo che cade, la terra che trema. Il vuoto. Volare.
Il nostro amore non era ancora iniziato ed era già infinito…"




sabato 9 settembre 2017

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Recensione: LA MORBIDEZZA DEGLI SPIGOLI di Keith Stuart



Alex è un marito in piena crisi matrimoniale ed è il padre del piccolo Sam, di otto anni. La profonda crisi famigliare, unita ad altri episodi - passati e presenti - che influenzano lo stato emotivo di Alex, faranno sì che egli si avvicini al figlio, che non è un bimbo come gli altri: Sam è un bimbo speciale, è affetto da autismo e con lui suo padre deve cercare di instaurare quel rapporto magico e solidale che finora ha trascurato e che può permettergli di comprendere davvero non solo il suo bambino ma se stesso e cosa davvero sia importante per lui, per cosa valga la pena lottare..



LA MORBIDEZZA DEGLI SPIGOLI
di Keith Stuart





Ed. Corbaccio
423 pp
Alex e Jody stanno insieme da una decina di anni e la loro unione ha dato alla luce un figlio, Sam, che ora ha otto anni.
Sam è autistico, e anche se il livello della sua malattia non è dei più gravi (a detta degli specialisti) rapportarsi con lui è una battaglia quotidiana.
Battaglia che in realtà è stata combattuta principalmente dalla madre; lui, papà Alex, negli ultimi otto anni si è buttato a capofitto nel lavoro (agente immobiliare), trascurando le relazioni in famiglia, non supportando adeguatamente e costantemente Jody (se non nei casi e nei momenti davvero urgenti) nè tanto meno stabilendo un rapporto vero e proprio con il figlio.

Quando la moglie sbatte fuori di casa Alex dichiarando di non volere più tra i piedi un marito semi-assente, che non le è di alcun aiuto nel gestire Sam, l'uomo si ritrova spaesato, confuso e profondamente angosciato.
Sta rischiando seriamente di perdere moglie e figlio? C'è un modo per recuperarli e non perderli entrambi?

Alex è un uomo il cui carattere ha risentito di un episodio del passato che l'ha segnato, tenendolo prigioniero nelle proprie fitte maglie di dolore, sensi di colpa, ansia, paura di essere inadeguato, di combinare solo guai...: la morte del fratello maggiore, George, investito da un'auto quando era solo un ragazzino, sotto gli occhi impotenti e sconvolti del fratellino Alex.

Da quell'esperienza luttuosa e drammatica Alex non si è mai completamente ripreso e anzi, seguendo percorsi tortuosi, essa lo ha influenzato negativamente, rendendolo insicuro, con un velo di inevitabile tristezza sempre addosso, distratto, frenato nei rapporti con gli altri.

Ma adesso qualcosa deve decisamente cambiare perchè Alex non può continuare a nascondersi dietro le proprie insicurezze, dietro traumi irrisolti, dietro un lavoro che finora lo ha risucchiato... e che probabilmente ha fatto da "scusa" per star lontano da casa, da un contesto complesso, delicato, con un figlio difficile da capire e da accontentare a causa della sua malattia.

Non che Sam sia stato un padre assente (come invece lo è stato il proprio genitore per lui e per la sua famiglia), però di certo i tentativi sporadici di intendersi con Sam non hanno sortito grandi risultati e quel bimbo bellissimo e angelico è praticamente un piccolo sconosciuto per il suo papà, che pure lo ama tantissimo.

Alex è costretto a lasciare casa e chiede ospitalità al miglior amico, Dan, felicemente scapolo ed eterno adolescente, che lo prende con sè.

Mentre cerca di raccapezzarsi nella sua nuova vita da single, Alex deve fare il punto della situazione e affrontare tanti piccoli e grandi problemi lasciati irrisolti: il rapporto con la sua pragmatica e forte madre; quello conflittuale e sfuggente con la sorella Emma - all'apparenza superficiale, ma in realtà ha risentito anche lei di tutto il clima strano che regnava in famiglia dopo la tragedia di George; il problema del lavoro, che non è affatto sicuro e solido; la paura che Jody non lo voglia più e che si rifaccia una vita senza di lui...
Ma soprattutto, il rapporto con Sam: Alex deve trovare un modo per arrivare a lui, per entrare in punta di piedi nel suo mondo, che sembra caratterizzato da barriere insormontabili, da pensieri incomprensibili, da ansie, paure... che l'uomo teme di non saper affrontare adeguatamente.
Se restasse solo con Sam per diverse ore di fila, saprebbe gestire un'eventuale crisi di panico del bambino? 
Alex, a pensarci, ha i brividi e sente di essere impreparato.

Ma proprio quando, nel corso dei pomeriggi trascorsi insieme a questo figlio incomprensibile, che piange se lo si contraddice, che urla se vede un cane o se sente troppo chiasso e vede troppa gente attorno a sè, che odia la scuola perchè non si sente a proprio agio con gli altri bambini, che mangia solo ciò che dice lui senza se e senza ma..., insomma, proprio nei momenti in cui è in compagnia di Sam, Alex scopre che al figlio piace giocare a Minecraft (un videogame in cui il giocatore deve raccogliere materiali, costruendo oggetti, edificando rifugi ed evitando l’attacco dei mostri che la notte infestano il mondo del gioco) e questa passione diventerà il canale privilegiato con cui il padre riuscirà ad aprirsi un varco per arrivare a Sam e cercare di entrare davvero in sintonia con lui, imparando a comprenderlo e ad interagire in modo efficace, senza il terrore di dire e fare la cosa sbagliata provocando crisi ingestibili, ma guardando al figlio per quello che è realmente per lui: il suo meraviglioso bambino, che dentro sè ha un mondo speciale, da scoprire, da valorizzare.
Da amare.

Alex è un uomo con tante fragilità; non è una persona superficiale, tutt'altro: egli sente il peso del proprio ruolo di marito e padre, e desidera davvero prendersi le proprie responsabilità in modo serio e maturo, ma non è semplice per lui perchè ci sono dolori mai affrontati, che lo bloccano, lo spingono a fuggire, a giustificarsi, a chinare il capo di fronte a possibili fallimenti personali.

Sua moglie ha sempre avuto bisogno del marito ma questi non è stato presente su tutti i fronti, non sempre almeno, col risultato che "l'universo Sam" l'uomo lo conosce poco, o comunque meno di ciò che dovrebbe, ed è per questo che poi è spaventato all'idea di passare troppo tempo con Sam ed è ossessionato dal terrore di non "saperlo prendere" come invece sa fare Jody.
Ma come fai a rapportarti in modo giusto con qualcuno se non trascorri del tempo con lui, se non provi a stabilire un dialogo?
E se questo è difficile con persone "normali", quanto può esserlo con un bambino affetto da disturbo dello spettro autistico, che ha i propri tempi, il proprio linguaggio, i propri silenzi carichi di significati, di cose che non si sanno esprimere sempre e adeguatamente, di paure apparentemente irrazionali, di manie...?

Per conoscere davvero e intimamente Sam, Alex deve sì passare inevitabilmente "attraverso la sua malattia"...

"E' tutto ok, è solo autismo... (...). Ma le etichette servono solo fino a un certo punto. Non ti aiutano a dormire, non ti risparmiano rabbia e frustrazione".

Questo vuol dire anche che, per quanto utili, potrebbero non bastare testi scientifici sulla malattia per conoscere Sam; piuttosto, Alex deve arrivare ad una conquista importante: capire che...

"...essere un bravo genitore significa saper improvvisare ed essere spontanei; forse consiste nello stare veramente con tuo figlio".
"Sam è un essere umano, separato da me, separato anche da Jody. Non è un problema da risolvere, un contrattempo nei miei programmi (...). E' una persona e, da qualche parte, nella sua testa, ha le sue idee, le sue priorità, le sue ambizioni per il futuro, (...) ... vuole delle cose, vuole capire il suo posto nel mondo. E il mio compito dovrebbe essere quello di aiutarlo. Sam non è soltanto una cosa che mi è successa".

Trovare il percorso ideale per arrivare a Sam non è semplice, è irto di spine ed ostacoli, di tanti e frequenti errori e di qualche piccolo, graduale ma fondamentale successo.

E Minecraft si trasforma inaspettatamente in un ponte che permette a padre e figlio di rivelarsi l'uno all'altro, divenendo in un certo senso anche metafora di ciò che deve prefiggersi di fare Alex nella propria vita: costruire!

Sono troppi anni che gli scheletri e i fantasmi del passato lo turbano, lo rendono pauroso, ansioso...: è arrivato il momento di scegliere i materiali giusti per costruire mattone dopo mattone, le relazioni trascurate, le sole che danno senso alla sua esistenza, prima che sia troppo tardi.


"LA VITA E' UN'AVVENTURA, NON UNA PASSEGGIATA.
PER QUESTO E' DIFFICILE".


«La morbidezza degli spigoli», basato sull’esperienza vera dell’autore, è un romanzo che commuove, fa sorridere e fa riflettere, con leggerezza e profondità insieme, sulla forza e la ricchezza della differenza e sul fatto di ritrovarsi genitori di un figlio molto, molto speciale.
Il viaggio che conduce Alex verso Sam, verso Jody, verso gli altri famigliari, e ancor più verso se stesso, coinvolge emotivamente il lettore, perchè si percepisce tutta la difficoltà delle piccole conquiste di questo padre, che si scoraggia facilmente ma che non fa marcia indietro, anzi, tenacemente decide di non perdere i propri affetti, mettendosi in discussione e rendendosi conto che quel bimbo fragile nasconde tanta bellezza dentro di sè che può rivelarsi sorprendente.
Molto bello, è una storia che tocca il cuore; uno stile semplice e fluido, immediato e spontaneo che ti lascia entrare nella quotidianità di Alex e della sua famiglia e nelle loro complesse emozioni.
Assolutamente consigliato!!

venerdì 8 settembre 2017

Manga e romanzi che diventano film



Qualche aggiornamento sul fronte dei libri che diventano film!


Parto da un manga shōjo, creato da Wataru Yoshizumi e pubblicato in Giappone negli anni '90 e che ha fatto sospirare le adolescenti di quel decennio: Marmalade Boy - Piccoli problemi di cuore: ebbene, è prevista l'uscita di un film live action  per il 2018.

Diretto da Ryuichi Hiroki con la sceneggiatura di Taeko Asano, Hinako Sakurai interpreterà il ruolo di Miki, mentre Ryo Yoshizawa quello di Yū.


fonte
fonte: twitter



La protagonista è la studentessa Miki, la cui vita viene sconvolta nell'apprendere che i genitori sono prossimi al divorzio; a questo segue il fatto che essi si risposino presto e i partner sono due ex, genitori di un coetaneo della ragazza: Yuu (Yuri nel cartone italiano). I due ragazzi si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto con le famiglie "ricombinate" e ben presto tra loro nasce un sentimento...
Il nome del manga prende spunto dal soprannome ("marmalade boy") che Miki da a Yuu, paragonandolo alla marmellata di arance, che è dolce sebbene nasconda un retrogusto amaro.


fonte



Fonti: http://www.huffingtonpost.it  //  wikipedia


Altra news, ma stavolta non c'entrano i cartoni, bensì un capolavoro della narrativa contemporanea, che purtroppo ancora non leggo...
Sto parlando di Stoner di John Williams: al centro vi è William Stoner, figlio di contadini, che riesce a non soccombere al destino che sembra attenderlo contro il suo volere - il duro lavoro nei campi  -, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario.

Della trasposizione cinematografica si sa soltanto che nel cast c'è Casey Affleck e che Joe Wright ("Orgoglio e pregiudizio", "Espiazione"; Anna Karenina") è pronto a dirigere la sceneggiatura di Andrew Bovell.





post in aggiornamento
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