giovedì 25 aprile 2019

Recensione: TINA di Alessio Torino



Un breve ma profondo romanzo di formazione, una storia di crescita, in cui la giovanissima protagonista deve fare i conti con il complicato e contraddittorio mondo degli adulti, tutti troppo occupati e presi dalle proprie preoccupazioni per far caso a lei, che intanto li guarda tutti attraverso la propria sensibilità e tra mille domande.


TINA
di Alessio Torino



Ed. Minimum fax
141 pp
14.90 euro
E' estate e siamo a Pantelleria, dove Tina, una bambina di otto anni, è qui con sua madre e sua sorella Bea; la ragazzina è esperta nell'acchiappare meduse col suo retino e tutti la scambiano per un maschio. Lei non ribatte quasi mai di essere femmina ma in realtà ci resta un po' male, soprattutto quando a commettere l'errore è Stefano, un ragazzo còrso, anch'egli in vacanza con la fidanzata, la bella e seducente Parì, nuotatrice professionista, francese.

Le tre donne vengono da Urbino e sono appunto in vacanza, ma... la loro è una vacanza che sa di tristezza, in cui "manca qualcosa", o meglio qualcuno...
Il padre.
Ma anche se è fisicamente assente, la sua presenza c'è e si sente tutta, pesante, imbarazzante; si sente soprattutto prima e dopo le telefonate che continua a scambiarsi con la moglie, vòlte in particolare a parlare con le figlie, forse per mettere a tacere la coscienza e assicurarsi che non lo detestino.
E sì, perchè il papà di Tina una "piccola" colpa ce l'ha: ha lasciato la moglie per una donna più giovane e le figlie avvertono l'inevitabile sofferenza nel volto e nelle parole amare e dure della madre.
Nei giorni trascorsi nella splendida isola, tra bagni in acqua, passeggiate lungo laghi e sentieri, cene a base di pesce con gli altri vacanzieri con cui hanno stretto amicizia, la piccola e silenziosa Tina osserva con attenzione gli adulti attorno a sè, notando atteggiamenti, parole, sguardi, e i sentimenti che vi sono dietro.

Come si può non accorgersi dei tormenti che rumoreggiano nella testa e nell'animo di Charles, un canadese che è lì in ferie tutto da solo, sempre con una bottiglia di alcool in mano e lo sguardo spesso perso nel vuoto? 
E' infelice, disperato..., si vede, e Tina capisce che gli adulti immaginino il perchè; sua madre è molto premurosa nei suoi confronti (troppo, secondo la sorella maggiore Bea), si preoccupa per lui come se fosse una sua vecchia conoscenza e infatti l'uomo darà alla comitiva di che preoccuparsi...

E poi ci sono altri personaggi che danno colore a quest'avventura a Pantelleria: ho già menzionato Stefano e Parì, i due fidanzatini che parlano francese, e se Tina non riesce a non guardare con sincera ammirazione la ragazza, Bea ha messo gli occhi sul di lei ragazzo, e cerca in tutti i modi di farsi notare e fargli vedere che non è una ragazzina ma una donna, tentativi che non hanno molto successo e che la sorellina trova patetici e ridicoli...

C'è Andre, che gestisce un ristorante sull'isola, un giovanotto dal carattere focoso, effervescente, estroverso e molto impulsivo, che guai a farlo innervosire, sa come risponderti per le rime.
E poi Bea, che sta crescendo e diventando una signorina, e fa di tutto perchè gli altri - i grandi - se ne accorgano; com'è tipico dell'età, non fa che contraddire sua madre e trattare la sorellina come una mocciosa che non capisce nulla.

Tina guarda assorta questi adulti un po' matti che la circondano, che spesso parlano con mezze frasi, enigmatiche, che giungono alle sue orecchie di bambina "stimolandone" la fantasia e inducendola a creare un mondo di significati e messaggi tutto suo.

Tina è una bimba sensibile, ma nessuno attorno a lei pare farci caso, ciascuno preso com'è dai propri pensieri; vive come una crudeltà l'essere confusa per un maschietto, ad es., e mai qualcuno che si fermasse a guardarla bene o a chiederle scusa per essersi sbagliato.
E poi sente tutto lo sconforto e la speranza che l'assenza del padre comportano: lo sconforto perchè, lasciando la mamma, ha creato una spaccatura nella loro famiglia, e la speranza che reca con sè ogni sua telefonata, e Tina se ne accorge; l'attende lei come l'attende anche sua madre:

"Era la mamma che sperava che il babbo telefonasse, e lei lo sapeva come se il cuore della mamma fosse nel proprio petto. Tina sapeva le cose meglio degli altri".

L’estate va avanti e ben presto l'odore forte del mare, del pesce da pulire insieme ad Andre, quello buono della crema solare di Parì, la voce rassicurante di Charles..., tutto questo sta per svanire, per essere lasciato indietro come un ricordo, ma intanto e prima che sia finita per davvero, Tina si scontra con il proprio dolore, esperienza che segna quell'inevitabile passaggio all'età della consapevolezza, al quale non di rado si approda in modo brusco, dicendo addio all'innocenza e alla purezza che contraddistinguono l'infanzia.

"Tina" è un romanzo breve ma ricco di contenuti, è una storia di formazione, di crescita, in cui la giovanissima protagonista deve fare i conti con il complicato e contraddittorio mondo degli adulti, che ci appaiono tutti troppo occupati e presi dalle proprie preoccupazioni; e lei, a differenza della sorella maggiore, ci sembra così saggia, acuta, matura per la sua età e, forse proprio per questo modo di essere così equilibrato, gli adulti tendono a dimenticare che Tina resta comunque ancora una bambina, e come tale andrebbe protetta, rassicurata, le andrebbero spiegate "certe cose difficili" nel modo e nei tempi giusti.

Tra queste pagine Alessio Torino ci presenta una ragazzina alle prese con fatti e discorsi più grandi di lei, e lo fa attraverso un'ambientazione estiva e ricca di fascino e con uno stile  delicato ed essenziale allo stesso tempo; ci affacciamo all'interiore dei personaggi attraverso frasi brevi ma incisive, che vanno dritte alla sensibilità del lettore e lo spingono a vedere oltre, proprio come fa la piccola protagonista.

Un libro che consiglio, a me l'hanno regalato ed è stata una bella scoperta.


"La vita (...) non è quella che tu hai deciso che sia. 
La vita è la vita e un'isola è un'isola"

2 commenti:

  1. Ma che bei libri stai tirando fuori dal cilindro!

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    Risposte
    1. A volte certi libri arrivano un po' per caso... fortunatamente ^_^

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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