venerdì 19 febbraio 2016

Recensione: HEY MONDO, ESISTO ANCHE IO di Viviana Rizzo



Cari lettori, sono qui a dirvi le mie considerazioni su un libro piccolo ma che contiene diversi spunti di riflessione.


HEY MONDO, ESISTO ANCHE IO
di Viviana Rizzo


Eretica Edizioni
30 pp
13 euro
2015



Ama spesso 

Combatti, sempre 
Sii l’eroe della tua storia.



"Hey mondo, esisto anche io” è il libro con cui la giovanissima Viviana Rizzo esordisce nel mondo letterario.
Esso contiene brevi pensieri che esprimono la sensibilità dell'Autrice, che si guarda intorno, lancia uno sguardo al mondo che la circonda e dalle riflessioni sullo stesso, sulla vita e sui valori che danno senso all'esistenza, scaturiscono diversi aforismi.

Il senso della vita, l'amore, il coraggio di osare, di combattere per le cose in cui si crede, la denuncia di tutto ciò che pregiudizio, che è ipocrita, superficiale, egoistico, l'importanza di avere delle idee e di esprimerle con convinzione, il desiderio di non arrendersi davanti al nulla che spesso ci circonda e ci vuole abbattere, la capacità di apprezzare, nonostante le lacrime e le delusioni, la meraviglia che è la vita, in se stessa, in quanto dono da vivere giorno per giorno per realizzare i propri sogni.

Questi sono alcuni dei temi affrontati dall'Autrice, il cui stile riflette la schiettezza e la sincerità proprie dei giovani, che si affacciano al mondo e che lo vedono per quello che è, un enorme caos che può spaventare ma che altresì nasconde in sè anche tante opportunità per crescere.

E scrivendo lei riesce a trovare un posto e un senso al proprio esistere perchè:

"Saper scrivere è la capacità di trovare la poesia anche nelle bruttezze della vita".

Non posso che ringraziare l'Autrice per l'opportunità di leggere il suo libro d'esordio, augurandole che sia solo "il suo inizio nella fine". 

giovedì 18 febbraio 2016

Una lettera dal passato (Ehrlich): citazioni



Altri due frammenti di "Una lettera dal passato" di Ehrilch (recensione).


Era sprofondata nella depressione, e il mondo esterno aveva cessato di esistere, era solo una confusione di strada e di pioggia e di auto che passavano. Il mondo esterno era una fantasia, perché quando c’è una depressione vera, il mondo esterno non lo vedi, non lo odi, non ne senti gli odori, non lo avverti. È un luogo in cui gli altri vivono e si muovono e funzionano, e geograficamente lo abiti, ma non ne fai parte, perché la tua è un’isola privata e buia, ed è tutta per te, e il suo nome è Dolore.




C’è sollievo nel parlare, può essere una specie di anestesia, e a volte addormenta il dolore. Se rovesci i tuoi guai in orecchie comprensive, è possibile liberarsi di alcuni, e ridurre la pressione, come la valvola di una caldaia a vapore, e dunque prevenire l’esplosione.

“Prossima fermata” di Gianfranco Virardi: in omaggio domani venerdi 19 febbraio 2016‏


Cari lettori, vi segnalo che domani, venerdì 19 febbraio, avrete l'opportunità di scaricare e leggere GRATUITAMENTE questo romanzo:


 “Prossima fermata” 
di Gianfranco Virardi


Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 442 KB
Lunghezza stampa: 166
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Ecco il link di Amazon per scaricare l'ebook


Sinossi

Il romanzo è un thriller metropolitano, che vede come protagoniste persone comuni. 

Una mattina sulla metropolitana, cinque persone assistono all’omicidio di un suonatore di strada.
Prima di morire, l’uomo lancia il suo appello disperato di salvare una bambina col violino.
I protagonisti della vicenda si trovano così, legati dal caso, alla vita di una bambina dai poteri straordinari.
Un’avventura intensa che li porterà da Roma a Banja Luka, attraverso le fermate dei sentimenti più forti. Paura, violenza, disperazione, amicizia e amore all’ennesima potenza.

Un romanzo che si legge tutto di un fiato, scritto dall’autore di “Coperte di parole” e di “Nickname, morte in rete” (RECENSIONE). 
Un’idea nata dall’osservazione di minori sparsi agli angoli della città, spesso sfruttati dalle organizzazioni di trafficanti, le stesse che introducono clandestini e vendono donne alla prostituzione. 
Milioni di bambini nel mondo sono rapiti, venduti dagli stessi genitori, sfruttati, violentati, costretti all’accattonaggio, al borseggio, al lavoro forzato, alla prostituzione e alla guerra.

Anteprima Beat Edizioni (marzo 2016): TERRA PERDUTA di Ann Moore



Un'anteprima targata Beat Edizioni che mi attira davvero tanto!
Primo volume di una monumentale ed epica trilogia dedicata all’Irlanda moderna e alla diaspora dei suoi abitanti, Terra perduta parla d’amore, di rivolta, di libertà e oppressione in un momento cruciale della Storia.

TERRA PERDUTA
di Ann Moore


Ed. BEAT
trad. C. Brovelli
420 pp?
13.90 euro
MARZO 2016
Trama

Grace è la figlia quindicenne di Patrick O’Malley, discendente degli O’Malley del Nord, un tempo padroni di un’enorme tenuta, poi finiti in povertà con la sconfitta di Giacomo II, l’ultimo monarca cattolico d’Inghilterra. 
Ora, nel pieno degli anni Quaranta del XIX secolo, Gracelin O’Malley – che dalla madre ha ereditato una bellezza tutta irlandese, con la sua pelle chiara, le gote rosee, i capelli di un rosso scurissimo e gli occhi blu come il mare in tempesta – vive in una casa di pietra con un tetto di paglia, cinta da un appezzamento di terra piuttosto grande in affitto, dieci acri coltivati principalmente a patate.
La terra è parte dei possedimenti dei Donnelly, signori inglesi. 
Se fosse ancora viva la madre di Grace, così sagace nel risparmiare, forse gli O’ Malley riuscirebbero a cavarsela, e invece rischiano di perdere quella terra che significa per loro una cosa soltanto: la sopravvivenza.
La salvezza, per Patrick O’Malley, si presenta sotto le nobili fattezze di Bram Donnelly. 
Figlio di un Lord inglese, relegato dalla famiglia nella contea di Cork a causa delle sue giovanili scappatelle londinesi, il trentenne Donnelly è rimasto vedovo due volte e, al falò della Vigilia di san Giovanni, mette gli occhi addosso alla bella Grace.
Patrick non esita a dire di sì ma, passato l'idillio dei primi mesi di  matrimonio, Donnelly con il trascorrere del tempo svela il suo vero volto: quello di un arrogante inglese che non perde occasione per calpestare la vita, ai suoi occhi indegna, degli irlandesi.
La Grande Carestia, intanto, si abbatte sulla contea di Cork e sull’intera isola d’Irlanda, con strade impraticabili a causa dei mendicanti ridotti in fin di vita, ospizi per i poveri pieni fino all’inverosimile, ospedali incapaci di alleviare le pene, e rivolte, case bruciate, proprietari terrieri assassinati.

«Un’opera di grande narrativa… un romanzo storico pieno di epos, tragedia, forza e speranza».
The Historical Novels Review

«Una prosa perfetta… Il romanzo storico al suo meglio».
Publishers Weekly

«Se amate il suono gioioso delle risate irlandesi e il fiume di lacrime da cui spesso sgorga, 
Terra perduta vi colpirà dritto al cuore».
Cathy Cash Spellman, New York Times

L'autrice.
Ann Moore è nata a Burford, in Inghilterra. Laureata in Inglese presso la Western University di Washington, ha scritto tre romanzi storici incentrati sulle carestie, le migrazioni e le rivolte d’Irlanda. Con Terra perduta ha ottenuto un notevole successo di pubblico. Attualmente vive a Bellingham, nello stato di Washington, con la famiglia.

mercoledì 17 febbraio 2016

Recensione: LA VITA SEGRETA E LA STRANA MORTE DELLA SIGNORINA MILNE di Andrew Nicoll



Un giallo ispirato a fatti realmente accaduti e a persone realmente esistite, che stuzzica la curiosità del lettore fino a travolgerlo con un finale davvero inaspettato.


LA VITA SEGRETA E LA STRANA MORTE DELLA SIGNORINA MILNE
di Andrew Nicoll



Ed. Sonzogno
trad. M. Magri
352 pp
16.50 euro
25 FEBBRAIO 2016
Il fattaccio.

Siamo nel 1912, a Broughty Ferry, un tranquillo paesino sulla costa scozzese, dove nulla è come sembra e dove anche la gente più tranquilla e insospettabile può nascondere inconfessati segreti.

Prendiamo ad esempio la signorina Jean Milne: una matura zitella che vive sola in una lussuosa villa di ventitré stanze (quasi tutte chiuse e senza la presenza di una cameriera) e che quanti la conoscono ritengono essere una persona rispettabile.

Ma una mattina questa signorina rispettabile viene trovata morta in casa sua, brutalmente assassinata, con i piedi legati e il cranio fracassato, e tutta l'abitazione è in disordine e tappezzata di schizzi di sangue.

Le indagini.

Partono immediate le ricerche da parte della polizia del posto; ad occuparsene, in particolare, è il procuratore capo Sempill, un tipo sicuro di sè e intenzionato a scovare il colpevole prima di tutto e tutti, così da prendersene gli onori; c'è il luogotenente Trench, da tutti apprezzato per la sua arguzia e il suo intuito nel condurre indagini complesse.
Ma soprattutto c'è il sergente John Fraser, che sarà spesso il narratore che, in prima persona, ci introdurrà nel vivo della storia.

Da subito le indagini si rivelano complicate, incomprensibili: chi può avere ucciso in maniera tanto feroce una signora così riservata, che viveva sola e che non sembrava desse fastidio ad alcuno?
Possibile che nessuno nei dintorni abbia visto nulla?
Certo, scavando nella casa, il luogo del delitto, qualche indizio dal quale partire vien fuori, ma non sembra portare a chissà quale risultato.
La pressione sulla polizia si fa sentire più forte perchè la notizia del crimine si diffonde rapidamente per tutta la Gran Bretagna, suscitando (allora come ora...) una grande e morbosa curiosità da parte di giornalisti e gente comune.
Insomma, urge trovare un colpevole e bisogna trovarlo pure in fretta! Fa niente se qualche procedura utilizzata sia poco scrupolosa; ciò che conta è dare un volto e un nome all'assassino.

Vero è che tanti testimoni parlano di un uomo sulla quarantina con i baffetti gialli che si aggirava spesso e volentieri attorno ad Elmgrove, dove viveva la Milne, ma nessuno saprebbe dire di chi si tratti.
Una cosa è certa: l'assassino dev'essere un forestiero ed è su questo importante elemento che bisogna concentrarsi.

La vicenda della signorina Milne si va a legare alle malefatte di un uomo, di cui non si conosce bene nè l'età nè il cognome. 
Ma che importanza ha un nome, quando è sotto gli occhi di tutti che questo individuo è un imbroglione, un farabutto che va seducendo e abbindolando vecchie zitelle (ne sa qualcosa l'ingenua signorina Nancy Myfanwy Jones) per poi derubarle? Non solo, ma il suo mestiere sembra essere proprio quello del bugiardo di professione, che dove va chiede in prestito soldi che non restituisce, e alle domande della polizia risponde con un atteggiamento arrogante e strafottente.

Per Sempill non ci sono dubbi: è lui l'assassino della signorina Milne.
Fraser e Trench non condividono le ragioni contorte e le spiegazioni fantasiose che portano il loro superiore ad accusare quest'intelligente millantatore, e così anche la vita di quest'uomo diverrà oggetto di indagine.
Cosa ne verrà fuori? E' lui ad aver davvero incontrato e frequentato, per poi ucciderla, Jean Milne?

Un'altra cosa è certa: la cara e riservata Jean non era la santarellina che tanti credevano!
Passi pure l'abbigliamento eccentrico e provocante..., ma tutte quelle vacanze e crociere, che la portavano via da casa per settimane e mesi..., con chi le trascorreva? Quanti uomini c'erano  nella sua vita, dei quali non si sa nulla?

Chi era davvero la signorina Jean Milne? Chi e perchè avrebbe avuto motivo di ucciderla e di farlo con una tale rabbia e ferocia?

Considerazioni.

L'Autore ci conduce per mano, con dovizia di particolari, nei luoghi e tra le gente interessati al caso, che potrebbero far luce sull'assassinio, mostrandoci come l'attenzione insana e ossessiva per l'omicidio e per i suoi particolari possa spingere chi indaga a sentire addosso una responsabilità tale nella ricerca del colpevole, da affidarsi a piste investigative anche fuorvianti, negando le evidenze pur di ottenere la soluzione del caso.

Sempill fa quasi ridere per questa sua eccessiva preoccupazione di trovare un colpevole a tutti i costi; proviamo simpatia per Trench, che cerca con onestà di esaminare tutti gli elementi a disposizione, azzardando timide ipotesi su ciò che non si riesce a spiegare.
E poi c'è lui, Fraser: così composto, timorato di Dio, convinto che il proprio lavoro debba essere esercitato mostrando sempre un sincero rispetto per le persone, per i loro problemi, e che nessun uomo ha il diritto di giudicare superficialmente la vita di qualcun altro.
Ecco, la signorina Milne, per esempio: adesso che è morta, amici e conoscenti si affrettano a precisare che in fondo, un po' bizzarra e strana, forse anche libertina??, lo è sempre stata...
Ma quanti sanno davvero chi era questa vittima?

L'autore, per quasi tutto il libro, ci lascia vagare nel buio, non dandoci indizi su cosa possa essere accaduto alla povera Jean, per poi rovesciarci addosso tutta la verità.
Nelle battute finali c'è la risposta al misterioso e cruento assassinio, che ci viene descritto con una lucidità, una precisione, una calma apparente - che in realtà nasconde una furia cieca - che lascia il lettore inchiodato alle pagine, stupito, quasi scioccato.

Ed è davvero un colpo da maestro il sorprendente finale di Nicoll, che fa di questo romanzo un giallo DOC, tanto più sapendo che ciò che è narrato non è tutto frutto di fantasia.

Non posso che consigliarvi questo libro scritto davvero bene, che si legge velocemente perchè prende e cattura l'attenzione del lettore, che inevitabilmente "vuol vederci chiaro" e scoprire cosa è accaduto nella grande casa di una tranquilla signorina non più tanto giovane.

In arrivo per Neri Pozza: "La ragazza che non sapeva" - "I cigni della Quinta Strada"



Prossimi arrivi Neri Pozza!
Come sempre, son tentata!
E voi? ^_-

Il primo è un thriller dal ritmo incalzante e una suspense che trascina il lettore dalla prima all’ultima pagina, vincitore del premio Golden Noose 2009 per il romanzo criminale, è stato un grande bestseller in Olanda, rivelando sulla scena letteraria internazionale il talento di Marion Pauw.

LA RAGAZZA CHE NON SAPEVA
di Marion Pauw


Ed. Neri Pozza
17 euro
312 pp
PROSSIMAMENTE
Trama

Iris Kastelein fa l'avvocato e lavora presso Bartels & Peters, un rinomato studio legale di Amsterdamm cercando di comportarsi da impeccabile professionista anche quando deve difendere uomini di mezza età dalla pessima reputazione, come Peter van Benschop, della ricchissima famiglia di armatori Van Benschop, un quarantenne accusato di aver compiuto atti disgustosi su una ragazzina ingenua.
Ma non c'è solo il lavoro e Iris deve occuparsi anche di Aaron, il bambino avuto da una notte di bagordi.
Tra lavoro, riunioni, rapporti, cause, negoziati che si succedono a ritmo infernale, corse all’asilo per recuperare Aaron, Iris sa, però, di essere una giovane donna grintosa, indipendente, con un bambino semplicemente adorabile.

Un giorno, tuttavia, una scoperta sconvolgente viene a disintegrare tutte le sue certezze. 
Una futile indagine sulle cause della morte di un pesciolino, contenuto nell’acquario apparso di punto in bianco qualche anno prima nel salotto di sua madre, la conduce sulle tracce di un certo Ray Boelens.

Marion Pauw Daglicht
,
Ray non è soltanto il primo proprietario dell’acquario ma soprattutto, secondo la giustizia olandese, è un assassino accusato di un crimine orrendo: avrebbe ucciso, con numerose coltellate, la sua vicina insieme con la figlia perché non ricambiava i suoi sentimenti, e avrebbe poi infierito sulla piccola spegnendo sul suo cadavere un mozzicone di sigaretta.
Questo «mostro della porta accanto», infine, spedito a marcire tra le mura di un manicomio criminale, porta stranamente lo stesso cognome della madre di Iris: Boelens.

L'autrice.
Marion Pauw (Tasmania, 1973) è una delle più note scrittrici olandesi. Con Villa Serena, il suo primo romanzo, si è imposta all’attenzione della critica e del pubblico. Con La ragazza che non sapeva – romanzo che lei stessa ha riadattato per il grande schermo – ha riscosso un enorme successo in Olanda
.


I CIGNI DELLA QUINTA STRADA
di Melanie Benjamin


Ed. Neri Pozza
18 euro
312 pp
PROSSIMAMENTE
Trama

New York, 1975. Lo scrittore Truman Capote ha appena scatenato un putiferio col suo racconto La Côte Basque in cuinarra gli episodi privati più scabrosi della vita dei suoi ricchi e potenti amici di Manhattan.
Anche se Capote ha modificato i nomi – chiamandoli «i cigni della quinta strada» – per il lettore non è difficile riconoscere chi si celi dietro ai mariti fedifraghi o alle loro amanti cocainomani. 
Il cigno preferito di Capote è senza dubbio Babe Paley, il cui viso perfetto splende regolarmente sulle copertine di Vogue e tutti la celebrano per il suo gusto.
Peccato che, sotto l’apparenza elegantemente composta, si nasconda una donna disperata, alla ricerca del vero amore, costretta a sopportare i continui tradimenti del secondo marito, il fondatore della CBS, Bill Paley.
Appena conosce Capote, Babe crede di aver incontrato l’anima gemella. Per questo lo introduce tra i suoi amici altolocati e nei salotti che contano. 
L’amore tra Babe e Capote, però, non può funzionare. 
E non solo perché lo scrittore è omosessuale, ma perché per lui il successo viene prima di ogni altra cosa. 
E quando pubblica su Esquire lo scandaloso racconto-reportage per denunciare l’ipocrisia dei personaggi più in vista di New York, l’amicizia con Babe va in frantumi e i due si perdono di vista.
Anni dopo, ormai in ospedale per un tumore, la donna dirà di amarlo ancora. Mentre lo scrittore, in punto di morte, pronuncerà solo una parola: Babe.

L'autrice.
Melanie Benjamin è nata nel 1962, a Indianapolis. Ha pubblicato racconti su In Posse Review e The Adirondack Review e numerosi romanzi. Il suo Alice I Have Been è stato inserito tra i migliori bestsellers del New York Times. Attualmente vive a Chicago, con la famiglia, e lavora per la casa editrice americana Random House
.

Segnalazione "I doni delle Muse": I SEGRETI DI GGANTIJA di Angelo Berti



Buon pomeriggio lettori!

Nuova segnalazione per voi!
Questa volta si tratta di un romanzo fantastorico: "I segreti di Ggantija", nuovo episodio del ciclo "I Figli della Geenna" iniziato nel 2014 con "La notte della Hyena".
Prendendo spunto da fatti storici reali avvenuti nell'IX secolo, l'autore Angelo Berti racconta una storia alternativa dell'Europa nel periodo dell'invasione saracena, un mondo manipolato dagli intrighi e dai complotti di una potente gilda di assassini appoggiata dal potere imperiale di Bisanzio.


I SEGRETI DI GGANTIJA
di Angelo Berti

ISBN: 978-88-99167-18-9 
Pagine: 204 
Prezzo: 12 euro
DALLA QUARTA DI COPERTINA 

I saraceni hanno invaso l’isola di Melita, costringendo Zimur e Varal a rifugiarsi presso le coste della Siquilliyya, dove dovranno mettere in atto un audace piano: un ultimo incarico che darà loro sufficiente denaro per riportare la xirka degli assassini agli antichi splendori. 
Intanto, un pericolo si è risvegliato tra le pietre di Ggantija: un rituale perduto costringe gli assassini ad affrontare ciò che più temono, il risveglio della coscienza. 
Un tormento che non cessa mai per un uomo nascosto in agguato a osservare le mosse di coloro che un tempo erano i suoi compagni. Un uomo che ha giurato che la xirka dovrà essere distrutta. La Hyena è tornata e non avrà pace finché non sarà consumata la sua vendetta.

L'AUTORE
Angelo Berti è nato nel gennaio del 1963 a Cortemaggiore, un piccolo paese in provincia di Piacenza. Sempre impegnato nella divulgazione della cultura del fantastico, scrive per TrueFantasy e vive a Ravenna. Come autore ha pubblicato sette romanzi, tra fantasy e storici, e alcuni racconti. Collabora con l’associazione culturale I Doni delle Muse dal 2014, per cui sono usciti La notte della Hyena e L'isola del ghiaccio.



Estratto:

«Solleva il mento, ancora un poco. Così!». Il colpo arrivò violentissimo, stordendolo al punto da fargli sentire le risate intorno a lui come se provenissero da un altro mondo. Un piede premette sulla sua testa, schiacciandogli la guancia sul pavimento di legno grezzo. «Domani toccherà anche a lui. Vuoi togliergli il divertimento?». Non riusciva a distinguere il volto di chi aveva parlato, ma gliene fu grato perché aveva interrotto il pestaggio. «Domani? Se ci arriverà, rimpiangerà di non essere rimasto steso su questo legno. Se fosse intelligente morirebbe adesso. Almeno non metterebbe a rischio la vita di qualcun altro». Tredici anni sono pochi per andare in guerra, ma ancora meno per morire in una rissa in una bettola come quella. Sentiva il sapore del sangue in bocca. Aveva le labbra rotte e si era morsicato la lingua. Braccia robuste lo sollevarono di peso e lo aiutarono a sedersi su una panca. Altre mani, più delicate, cominciarono a pulirgli il volto e a tamponargli il sangue che usciva dalle labbra, dal naso e da una ferita a un sopracciglio. Gli occhi erano pesti. Intravedeva solo ombre, senza riuscire a distinguere i profili. «Allora bamboccio, hai ancora qualcosa da dire?». La voce rauca di Gandor fremeva dalla voglia di continuare. «Uavvanculo!». Il ragazzo faceva fatica a muovere le labbra, ma era certo che il suo persecutore avesse capito. Che tutti avessero capito. Vide un’ombra muoversi e si preparò a un’altra selva di colpi.

Anteprima: PURITY di Jonathan Franzen (dal libro alla serie tv con Daniel Craig)



Torna in libreria, nel giorno della Festa della Donna, un autore americano contemporaneo molto apprezzato; questo suo ultimo romanzo diventerà anche una serie tv con Daniel Craig.


PURITY
di Jonathan Franzen


Ed. Einaudi
22 euro
uscita:
8 MARZO 2016
Trama

La giovane Purity Tyler, detta Pip, non conosce la sua vera identità. Sua madre, per un motivo misterioso, non vuole rivelarle chi è suo padre, l'uomo dal quale è fuggita prima che Pip nascesse, cambiando nome e ritirandosi a vivere nell'anonimato tra i boschi della California settentrionale.
Pip è povera: ha un pesante debito studentesco da ripagare e vive in una casa occupata a Oakland, frequentata da un gruppo di anarchici. Ed è proprio lí che incontra Annagret, un'attivista tedesca che le apre le porte di uno stage con il Sunlight Project, l'organizzazione fondata dal famoso e carismatico Andreas Wolf, un leaker rivale di Julian Assange, allo scopo di rivelare i segreti dei potenti. 
Pip parte per la Bolivia, dove ha sede il Sunlight Project, con la speranza di poter usare la tecnologia degli hacker per svelare il segreto dell'identità di suo padre. 
Ma l'incontro con Andreas Wolf si rivela sconvolgente per molti motivi. 
Anche Andreas ha un terribile segreto nascosto nel suo passato, negli anni in cui viveva a Berlino Est come figlio ribelle di una madre squilibrata e di un padre pezzo grosso del Partito Comunista. Lo rivela proprio a Pip, con la quale instaura una relazione intensa e morbosa. Forse i suoi moventi segreti sono legati a Tom Aberant, il giornalista di Denver per il quale Pip andrà a lavorare dopo lo stage con il Sunlight Project, destabilizzando la relazione di Tom con la sua compagna Leila e portando un grande sconvolgimento anche nelle loro vite
L'autore.
Jonathan Franzen, scrittore e saggista, è nato a Western Springs, una cittadina non distante da Chicago, nell’Illinois; con "The Corrections" (Le correzioni) ha vinto il National Book Award per la narrativa.

Informazioni sulla serie tv.

Secondo Variety.com,  il progetto di portare in tv Purity sta facendo gola a tanti network, tra cui Showtime, Netflix..., che stanno cercando accaparrarsi i diritti di trasmissione per questa serie con protagonista l'ultimo James Bond, Daniel Craig, scritta dallo stesso Franzen e da Todd Field, che sarà prodotta dal premio Oscar Scott Rudin, trionfatore all'Academy con "Non è un Paese per Vecchi" e "Il Petroliere" e produttore di "Steve Jobs" e i due "Zoolander". 
La serie dovrebbe comprendere una ventina di episodi per raccontare la storia di Purity, una giovane donna cresciuta nella California del Nord, che nei suoi viaggi da Oakland alla Bolivia a Denver, avrà diverse relazioni con individui decisamente insoliti.

Recensione: UNA LETTERA DAL PASSATO di Max S. Ehrlich



Un romanzo che ti catapulta negli Anni Cinquanta, nella vita di una coppia borghese benestante di New York che si ritrova a vivere, da un momento all'altro, un dramma doloroso, che metterà a rischio la serenità di una famiglia, fino ad allora, perfetta e felice.

UNA LETTERA DAL PASSATO
di Max S. Ehrilich


in lettura
Ed. Frassinelli
M. Bartocci
2012
Dicembre 1945, St. Albans.Fred Elikins è un uomo disperato: il suo figlioletto Andy è affetto da una malattia che necessita di costose cure e lui, Fred, è solo un impiegato postale, che col suo modesto stipendio riesce a malapena a campare la famiglia, figuriamoci pagare un'operazione al figlio malato.
Ma quella mattina del 23 dicembre, Fred si alza con un preciso piano in testa, e questo piano richiede tutta la lucidità e la mente fredda di cui non ha mai granchè disposto... ma che adesso si rivelano necessarie se vuol trovare i soldi indispensabili per garantire un futuro meno cupo al piccolo Andy.
Basta solo saper agire al momento opportuno, aprendo e chiudendo i sacchi della posta senza essere visto...

Quella stessa mattina, in cui un tesissimo Fred è al lavoro sul treno postale della Long Island Railway, pronto ad attuare il Piano, due fratellini, mentre giocano sulla neve nella medesima zona in cui passa il treno su cui si trova Elkins, trovano un sacco di iuta pesante, che qualcuno ha scaricato dal treno, evidentemente.
Cosa contiene?
I ragazzini non lo sapranno ma il caso vuole che, qualche mese dopo, per una serie di giochi dei destino, il suo contenuto venga reso manifesto: il sacco contiene delle lettere che chiaramente non sono mai state consegnate ai loro legittimi proprietari.
L'incredibile scoperta viene fatta ben dieci anni più tardi, ed è nel 1955 che ha inizio la storia centrale del romanzo, quella di una coppia perfetta e innamorata: George e Martha Radcliffe.

I due sono sposati da 25 anni e si amano come il primo giorno; vivono a Greenview Point, una zona residenziale di lusso di Norwalk, Connecticut.
Hanno due bei figli, David (che è nell'esercito e ha tutti i requisiti per fare carriera) ed Annette, pronta a convolare a nozze col bel Ralph, un riccone che, i genitori di lei sperano, la renderà una sposa felice.
La vita dei Radcliffe procede tranquilla e beata; sono benestanti, grazie non tanto e non solo al lavoro di George, quanto agli investimenti di lui in Borsa, che negli anni hanno fruttato moltissimo, permettendo alla famiglia di avere un sostenuto tenore di vita.

George è un uomo sicuro di sè, dotato di grande autocontrollo, che tiene la moglie lontana dai propri affari, dei quali si occupa unicamente lui.
Martha è una moglie piena di amore e fiducia cieca nel proprio marito, una donna serena che vive il suo personale paradiso con e nella sua bellissima famiglia, immaginando che niente e nessuno potrà mai spezzare l'idillio del suo matrimonio.

Finché una mattina tutto cambia.
Il cambiamento giunge in casa Radcliffe attraverso una lettera dal passato, una di quelle che erano rimaste chiuse nel sacco di iuta trovato dai ragazzini dieci anni prima e consegnate solo ora.

Una lettera che reca con sè poche righe, lapidarie e concise, ma in grado di scatenare un inferno nella vita di Martha, nelle cui mani finisce la busta destinata al marito e che lei apre senza aspettare che lui arrivi a casa.
In queste righe, il mittente dichiarava di sapere cos'era accaduto (dieci anni prima) nella ditta in cui lavorava (e ancora lavora) George, il quale - secondo quanto scritto nella lettera - si è macchiato di un'azione terribile, per la quale sta pagando un innocente...

Martha è frastornata, confusa, incredula: com'è possibile che questo sconosciuto dieci anni prima abbia cercato di inviare questa terribile lettera in cui non solo accusa suo marito di essere un assassino, ma in cui si permette anche di ricattarlo per comprare il suo silenzio?

Martha non sa cosa credere, cosa pensare: è possibile che suo marito non sia la brava persona che lei è convinta che sia? 

L'amore, la fiducia, gli anni trascorsi accanto a George urlano "Non puoi crederci davvero, Martha, sai che non è possibile! E' una menzogna! George, tuo marito, non è un assassino!".

Eppure, ormai il seme del dubbio e del sospetto è stato gettato, e Martha si ritrova tormentata da mille domande, che la portano a pensare al passato, a tornare indietro a dieci anni prima, scandagliando nella propria memoria alla ricerca forsennata di tutti quegli indizi utili che le permettano di mettere insieme i tasselli necessari per capire e scoprire quanto ci sia di vero nella lettera giunta in ritardo.
Quella lettera che non sarebbe più dovuta arrivare, che lei non avrebbe mai voluto aprire.
Ma fatto sta che l'ha aperta, e la sua coscienza le vieta di ignorarla, perchè se davvero in essa c'è del vero, allora accanto a sè c'è un uomo che le ha mentito, che ha commesso un delitto terribile.

Cosa farà la confusa Martha, combattuta tra la certezza che suo marito sia un brav'uomo e il dubbio che forse tutti quei soldi di cui hanno disposto da un giorno all'altro... siano sporchi?

Il romanzo si basa tutto su questo: i dubbi e i tormenti di Martha, il suo cercare di mettere a tacere la sete di verità convincendosi di conoscere l'uomo che vive con lei da più di venti anni: un uomo dolce, premuroso, che mai potrebbe rivelarsi un assassino.
Vero?
O forse George nasconde qualcosa? L'uomo della lettera avrà avuto le sue buone ragioni per accusarlo? Chi ora è in carcere sta scontando una pena che merita o è innocente?

Il dubbio atroce che suo marito sia colpevole l'assilla, le toglie il sonno, la pace, e offusca la serenità della coppia.

Seguiamo la tempesta interiore che travolge Martha, le sue domande, i suoi stati d'animo, le sue paure, il senso di colpa verso il marito (che si sente tradito dalla moglie, consapevole di come lei dubiti di lui), il terrore di perderlo (insieme alla felicità familiare), che si scontra con l'obbligo morale di guardare in faccia la verità...

L'autore ci lascia entrare nella mente della protagonista, ci fa conoscere le sue emozioni contrastanti, i suoi pensieri tormentati, i suoi tentativi di cercare delle risposte ai suoi dubbi, che forse sarebbe stato più semplice soffocare, ma che Martha non riesce ad ignorare.
Anche se questo potrebbe voler dire mettere in dubbio l'uomo che ama.

Una scrittura scorrevole, una storia sufficientemente avvincente, che si legge con molto interesse e coinvolgimento per il suo ritmo che si fa via via più sostenuto, tenuto su dal fiume di pensieri e stati d'animo della protagonista, nonché dalle sue concitate ricerche per approdare alla verità.
Una verità che potrebbe rivelarsi, alla fine dei giochi, diversa da come sembra...

Un bel romanzo, scritto bene,  in cui l'autore si sofferma, come dicevo, molto sull'interiore e sulla psicologia di Martha; la storia ha questo tocco di giallo che crea un'atmosfera misteriosa e con una piacevole dose di suspense, incrementate dal fatto che, seguendo noi i ragionamenti e i sofferti sospetti di Marha, vediamo le cose e seguiamo i vari indizi unicamente dal suo punto di vista, quindi viviamo con lei tutti i piccoli colpi di scena e le graduali scoperte che conducono all'epilogo, che chiude il cerchio senza lasciare l'amaro in bocca.

Consigliato, una lettura interessante!!


11. Un libro del mese


martedì 16 febbraio 2016

"Siamo tutti commediografi o drammaturghi" (Una lettera dal passato)



Un altro pezzettino tratto da UNA LETTERA DAL PASSATO, che condivido con voi perchè descrive alla perfezione qualcosa che a me capita spessissimo: i film mentali.
Sì, mi riferisco al fatto che, quando mi trovo  in situazioni particolarmente complicate e che coinvolgono altre persone, stia ore a macerarmi il cervello immaginando dialoghi e situazioni ipotetiche, sperando così di poter mettere in conto tutti i possibili scenari, le soluzioni, le reazioni delle altre persone coinvolte... e non restare impreparata davanti all'imprevisto.


Un macello praticamente... Ma sono lieta di constatare che non sono mica l'unica matta che si fa 'sti film nella testa, immaginando veri e propria botta e risposta con immaginari interlocutori, che non sempre mi salvano dai tanto temuti imprevisti.... ^_^


Così, Martha fece mentalmente le prove dell’incontro imminente con George. Quanti di noi fanno la stessa cosa? Quanti di noi partecipano a una riunione importante, o intrattengono una conversazione, prima ancora che avvenga? Di solito, lo facciamo quando siamo incerti sull’esito. O quando desideriamo ardentemente qualcosa. O quando dobbiamo opporre resistenza ai desideri dell’altra persona.
Immaginiamo cosa diremo noi, e ci figuriamo le battute del nostro interlocutore al momento giusto. In questo senso, siamo tutti commediografi o drammaturghi, in un momento o l’altro della vita.
Costruiamo un’intera scena in anticipo, come in un’opera teatrale, o in una sceneggiatura, o in un apparato scenico. Ci mettiamo il colore e il paesaggio che la scena richiede. Il nostro protagonista lo conosciamo già, e gli scriviamo persino le battute. Prima, lui dirà quello. Poi, io gli risponderò questo. E se ribatte con quella idea, io controbatterò con questa. L’opera è già stata scritta. Le prove sono filate lisce. Non c’è nulla che possa andare storto, sarà sicuramente un successo.
Ma questo genere di rappresentazione si attiene alla sceneggiatura solo raramente. Perché il nostro interlocutore non ha partecipato alla sua stesura. Non ha fatto le prove come si deve. Con penosa riluttanza si astiene dal pronunciare le battute che gli abbiamo scritto. Non ci stupiamo sempre quando si rifiuta di seguire il copione? Non proviamo un po’ di risentimento? E il risultato qual è? Dobbiamo buttare il vecchio copione e scriverne immediatamente uno nuovo. Dobbiamo improvvisare. Dobbiamo creare un nuovo dramma, scrivere nuovi dialoghi. Perché è questo lo specifico di ogni conversazione.
Non si può mai scrivere completamente in anticipo, prima che sia pronunciata.
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