mercoledì 22 marzo 2017

Recensione: CANTO BREVE di Pietro Fronterrè



Il “canto breve” di Pietro Fronterrè ci racconta la storia di un uomo e della sua rinascita dopo un forte dolore che lo aveva reso triste e solo; ci racconta di come la riscoperta dell’amore gli abbia ridonato la gioia di vivere. E anche quando è breve, l’amore vale sempre la pena di essere vissuto pienamente perché è l’unica cosa che dia davvero senso all’esistenza di ogni uomo.


CANTO BREVE
di Pietro Fronterrè



CANTO BREVE
Intrecci Ed.
106 pp
11 euro
2016
“Quel pomeriggio, alla villa, vedendoti, ho subito percepito una forza che mi spingeva verso di te. Hai presente la calamita?
- Ho presente.
- Ecco, mi sentivo così. Non mi era mai successo. Un tormento, sei stato un tormento fino a poco fa. Ora, non voglio più soffrire, e non voglio altro tempo, se non ce n’è stato bisogno per farmi innamorare, non ce n’è nemmeno per iniziare una relazione.
Mi sconvolgono le sue parole, non avrei mai creduto che un sentimento potesse nascere in quel modo, con quella forza e con quella rapidità.
- Hai vinto - ammetto.
- Abbiamo vinto – precisa lei, e di slancio, mi abbraccia…”



Pietro Arezzo è un uomo maturo ed è un affermato e stimato critico dell’arte di fama internazionale; vive da tantissimi anni a Stoccolma ma adesso ha deciso di ritornare nella sua città natale, Pozzallo, un piccolo paese di mare, in Sicilia, dove il caldo è intenso e tutto trasmette gioia e vitalità.
Che poi è ciò di cui Pietro ha bisogno, perché la scomparsa dell’amata moglie Caterina ha generato in lui un vuoto e un’assenza di voglia di vivere che lo sta portando ad essere solo e malinconico.

E il ritorno a Pozzallo, nei primi giorni, segue questa scia di malinconia, così Pietro si perde nei ricordi visitando luoghi d’infanzia, il cimitero dove sono seppelliti i cari nonni, e tra quelle stradine che sanno di antico, di genuino, di tradizione meridionale, l’uomo riscopre che certi sapori, odori, suoni del passato non hanno mai abbandonato la sua mente, anzi li ritrova tutti più nitidi che mai, e questa consapevolezza contribuisce, insieme al sole caldo e forte, a scaldargli un po’ il cuore.

Dopo aver deciso di donare qualcosa di sé (e tra le più importanti c’è di sicuro l’arte) al Comune del paese, ricevendone – senza averlo nè chiesto nè desiderato – elogi e apprezzamenti in pompa magna, mentre è in giro per Pozzallo, il nostro critico d’arte incontra per caso una donna, tanto bella quanto vivace e piacevolmente sfrontata, Donatella.

La donna è un'insegnante di quarant'anni e ama recitare in compagnia dell’amico Nino, facendo ridere gli spettatori; quando i suoi occhi vivacissimi incrociano quelli seri e diffidenti di Pietro, sente che qualcosa lo attira con forza verso di lui.

Entrambi comprendono immediatamente di essere all’opposto caratterialmente: tanto lui è riservato, serioso, compassato e sulle sue, quanto l’altra è piena di vita, solare, con la battuta spiritosa sempre pronta.
Ma si sa, spesso e volentieri, gli opposti si attraggono, anche se solo Donatella sembra decisa a buttarsi a capofitto nella conoscenza del professore; quest’ultimo, invece, non è molto propenso a cominciare alcun tipo di relazione, anzi inizialmente è quasi infastidito dall’atteggiamento un po’ troppo invadente ed esuberante di lei, e cerca di opporre a sua volta un atteggiamento distaccato e un tantino burbero.

Ma Donatella non la frena nessuno quando si mette in testa qualcosa, e per lei Pietro è stato un vero e proprio colpo di fulmine, nonostante la differenza d’età, così travolge letteralmente l’uomo in una conoscenza che sfocerà in un rapporto d’amore bellissimo, fatto di passione e dolcezza.

La vita di Pietro, proprio quando lui non credeva fosse possibile, si riaccende di vita e d’amore; a farlo innamorare di Donatella è la sua gioia di vivere, che sprizza da tutti i pori, il suo essere così diversa dalla prima moglie: Caterina era mansueta, razionale, ordinata, il simbolo di un amore forte, solido e pacato; e lei, l’uragano Donatella, una 40enne desiderosa di dare e ricevere amore, prorompente, spigliata, allegra, bella e affascinante nel suo essere genuina, con le sue smorfie buffe, il suo dialetto siciliano stretto e divertente.
Pietro ne è completamente rapito e si immerge, dopo le iniziali reticenze, a capofitto in questa storia d’amore adulta e consapevole, vinto dall’espansività di questa donna sopraggiunta all’improvviso a dare nuovo vigore e pienezza ad un’esistenza che si stava ingrigendo affettivamente e in cui il lavoro stava per diventare l’unico perno attorno cui girare.


Considerazioni.

“Canto breve” è un romanzo breve ma pieno di sentimento, e agli occhi del lettore si presenta come un quadro colorato, in cui ci sembra di percepire, insieme al protagonista, l’aria frizzante e briosa di questo paese del Sud pieno di vita, in cui la gente – quella che si fa i fatti tuoi con tanta facilità – è la stessa che poi ti accoglie con una calorosa stretta di mano, facendoti sentire a casa come non ti immaginavi potesse accadere.

È un libro che, pur nella sua brevità - grazie all'immediatezza e freschezza del linguaggio, alle battute spigliate tra i due protagonisti -  è un inno all’amore nelle sue diverse sfumature: l’amore per il proprio paese, per le proprie origini; per il proprio lavoro; per le persone care che hanno riempito la nostra vita; l’amore per la vita e, con esso, il desiderio di lasciarsi ancora stupire dal presente vivendolo giorno per giorno, godendo delle piccole e grandi cose che ci vengono donate, perché non sappiamo ciò che il domani può riservarci.

E spesso il futuro si accompagna a nubi grigie e onde in tempesta, proprio quando sembrava che su di noi ci fosse soltanto cielo azzurro e terso, e davanti a noi l’azzurro brillante di un mare calmo e sereno.

Il romanzo di Fronterrè è intriso di gioia come di dolore, di quella dolce malinconia per l’infanzia felice come di quella più struggente per ciò che è stato e che, bruscamente, ci vene tolto, perché è la vita umana ad essere così: tanto bella e degna d’essere vissuta, quanto difficile e dura da affrontare.

Finale commovente e amaro, che però non toglie potenza al vero protagonista: la forza dirompente d quell’uragano che si chiama amore.

Segnalazione: "Più di 100 ricette di pasticceria casalinga" di Cappello di Meringa



Cari lettori, quella di oggi non è la segnalazione di un romanzo bensì di un libro di ricette di pasticceria!!
E per me che son golosa, si va a nozze perchè sono sempre alla ricerca di ricette di dolci!


Più di 100 ricette di pasticceria casalinga
di Cappello di Meringa



Genere: manuale / cucina
Editore: Youcanprint self-publishing
Anno di pubblicazione. 2016
Formati e prezzi: ebook (pdf) a 1,99 euro
cartaceo a 15 euro
Incipit: Tutti gli chef portano in testa un cappello che sembra una nuvola bianca, io ho un cappello che sembra una meringa.

Link per l'acquisto: 


Amazon      IBS     Mondadori


Sinossi

Se sei alle prese con zucchero e farina e hai voglia di creare qualcosa di bello e di buono, ma non hai mai seguito un corso di pasticceria e non puoi spendere soldi in utensili professionali, questo libro fa per te! 
Il ricettario comprende dessert di frutta, coppe gelato, semifreddi e dolci al cucchiaio, torte e tortini, dolci tradizionali per le feste, panini dolci e focacce, pasticcini e merende, biscotti. 
Le ricette sono semplici e gli ingredienti sono di uso comune! Prova!

Biografia dell'autrice: sono nata e vivo tuttora nelle campagne venete, appena ho un po' di tempo libero lo passo tutto a leggere libri o a pasticciare in cucina (e poi a dare in giro i miei dolcetti). La mia prima volta ai fornelli è stata alle elementari quando i miei genitori mi hanno insegnato a preparar loro il caffè. Dopo anni a far uscire dal forno torte e pasticcini... alla fine ne è uscito pure un libro! Ah, dimenticavo... vado matta per il cioccolato e il mascarpone.

Si tratta di un quaderno di ricette dolci dal sapore di casa, infarcito con un po' di curiosità su ingredienti e procedimenti, consigli pratici da "pasticcera fai-da-te" e anche qualche aneddoto personale. Trattandosi di ricette di pasticceria "da casa" lo stile è semplice, per le preparazioni non c'è bisogno di avere una gran manualità e non servono attrezzature professionali; inoltre gli ingredienti sono di facile reperibilità. E' utile per tutte quelle persone che vogliono preparare da sé colazioni, merende e torte di compleanno per loro stessi, per la famiglia e per gli amici. 
Per tutelare il nostro habitat il libro è stampato completamente su carta certificata FSC, cioè una carta prodotta in modo eco-sostenibile e definita da Greenpeace amica delle foreste.

martedì 21 marzo 2017

Anteprima Mondadori Electa Young: I CAVALIERI CIGNO di Erin Bow (aprile 2017)



Dopo il successo di Il dominio dello scorpione, Mondadori Electa ne pubblica il seguito: I Cavalieri Cigno.


I CAVALIERI CIGNO
di Erin Bow


editore Mondadori Electa 
collana Electa Young
età dai 15 anni
pagine 336 
19,90 €
in libreria aprile 2017
Greta Stuart ha sempre saputo quale sarebbe stato il suo destino: morire giovane. Principessa ereditaria della sua patria ma anche ostaggio destinato a essere la prima vittima di una guerra inevitabile. Ma quando la guerra, alla fine, arriva, è un conflitto che spezza tutte le regole, nel quale Greta forgia per se stessa una strada molto diversa. 
Non più principessa, non più ostaggio, nemmeno più umana: Greta Stuart è diventata una IA, Intelligenza Artificiale. Se sarà in grado di sopravvivere alla transizione, Greta conquisterà il suo posto al fianco di Talis, l’onnipotente IA che domina il mondo. Talis crede fortemente nel mantenimento della pace attraverso l’uso di armamenti estremi. 
Se però i problemi si fanno troppo personali, a risolverli sono chiamati i Cavalieri Cigno, un ristretto gruppo di umani, parte esercito e parte culto, al servizio delle Intelligenze Artificiali.

Così sono due i Cavalieri Cigno a scortare Greta e Talis attraverso i paesaggi post-apocalittici del Saskatchewan. 
Ma il fato di Greta ha sprofondato il suo regno in un’aperta insurrezione e quella grande prateria di erba disseccata può celare ribelli decisi a salvarla... o forse a ucciderla. 
Tra loro Elián Palnik, il ragazzo che Greta ha salvato, ma anche il ragazzo che vuole cambiare il mondo: con una lama in pugno, se necessario. 
E, forse, perfino i duramente leali Cavalieri Cigno potrebbero non essere tutto quello che sembrano.
Il destino di Greta, e il destino del mondo, sono in bilico sul filo di una lama.

L'autrice.

Erin Bow è l’autrice de Il dominio dello scorpione, opera che ha ricevuto eccezionali riscontri, oltre a essere stata eletta Miglior Libro dell’Anno secondo il “Kirkus Reviews”. Altre sue opere sono Plain Kate, celebrato fantasy di ispirazione russa, Miglior Libro dell’Anno per la YALSA, e Sorrow’s Knot, terrificante storia di fantasmi Young Adult, accolto con recensioni a cinque stelle e, di nuovo, Miglior Libro dell’Anno per il “Kirkus Reviews”
.

Recensione: LA STRADA DELLA FOLLIA di Nicola Ronchi



Un uomo tormentato dai fantasmi del passato, che trascina il proprio presente nell'apatia e nella solitudine, e davanti al quale non sembra profilarsi alcun futuro. Un thriller psicologico appassionante ricco di suspense e colpi di scena.


LA STRADA DELLA FOLLIA
di Nicola Ronchi


"Staccarsi dal passato e vivere nel presente: è davvero possibile separare le due cose? Il presente non è altro che il risultato di eventi accaduti e non può essere compreso e vissuto consapevolmente se non si riesce a capire il passato stesso."

Roberto Ventura è un uomo di 45 anni solitario e introvero, la cui vita sembra essersi fermata in un giorno di maggio del 1984, quando l'esistenza sua e della sua famiglia ha dovuto affrontare una terribile tragedia: un giorno, lui, sua sorella maggiore Clara e il fratellino di otto anni, Matteo, erano nel bosco e i due fratelli giocavano col pallone, che andò a finire nel lago; al piccolo Matteo, Roberto ordinò di andare a riprenderlo ma da quelle gelide acque il fratello non ne uscì più vivo.

In Roberto scattano pesanti sensi di colpa: avrebbe potuto evitare la morte di Matteo? Lui che aveva 16 anni avrebbe dovuto proteggere il bambino e fare qualsiasi cosa per salvarlo, e invece è accaduta la tragedia, dalla quale Roberto non si è mai ripreso, tanto più che ha da subito sentito su di sè gli sguardi di disapprovazione e giudizio degli afflitti genitori, per aver perso il loro piccolo (capriccioso e viziato...) Matteo, e le parole di condanna della sorella Clara, che da quel giorno, dopo essersi ritrovata davanti al dramma avvenuto in pochi minuti, non ha smesso di accusare Roberto della disgrazia, preferendo tagliare i ponti con lui e maturando dentro di sè sentimenti di disprezzo e rancore.

La famiglia Ventura non è stata più la stessa, da allora, e tantomeno Roberto, che nonostante gli anni passati in analisi, non ha superato il trauma.

Trent'anni dopo vive da solo, ad Asteria, lavora in una casa editrice, sa far bene il proprio lavoro ma a risentirne è la sfera relazionale: taciturno, con comportamenti tendenti alla depressione, incapace di affrontare una conversazione o di allacciare anche solo un rapporto di minima complicità con chiunque in ufficio (si limita a rispondere a monosillabi e ad allontanarsi dagli altri appena gli è possibile), dimesso negli atteggiamenti...: è facile per i colleghi giungere alla conclusione che non abbia tutte le rotelle a posto, e quindi cercare anche di metterlo in cattiva luce davanti al capo perchè se ne liberi in quanto "elemento di disturbo".
Ed infatti, Roberto perde il lavoro, dopo aver perso anche la fidanzata, Pamela, che l'ha mollato proprio perchè snervata dalla sua apatia, dall'assenza di vitalità, insomma dal suo modo di "non-vivere", da cui lui non sembra voler uscire.

Roberto è quindi senza una donna, senza un lavoro, senza prospettive, e si trascina dentro casa come uno zombie, senza mangiare e senza avere nulla per cui valga la pena vivere. 

Ad alimentare la crescente depressione ci si mettono due fattori.
Un giorno, al parco, incontra sua sorella Clara, dopo tanti anni che i due non si vedevano; l'incontro è devastante per Roberto, che resta sconvolto nel rendersi conto che, dopo tanti anni, la sorella non ha mai smesso di ritenerlo responsabile della morte di Matteo.
Clara, dal canto suo, è una raffinata e matura donna, sposata con un uomo ricco, hanno un figlioletto (che è stato chiamato Matteo...) e vivono nell'agiatezza. Ma anche per lei quella tragedia ha tracciato solchi di dolore incolmabili. Rivedere Roberto le riapre una ferita mai chiusa...

Oltre a questo incontro, Roberto si rende conto di essere seguito da due figure misteriose, una ragazza con la felpa e un bambino, che compaiono spesso davanti ai suoi occhi per poi sparire qualche secondo dopo. Realtà o immaginazione? Esistono davvero o sono frutto della sua mente, che gli gioca questi brutti scherzi quando lui smette di prendere le sue pillole?

A portare una ventata di serenità è però un altro incontro, decisamente più gradito: al parco Roberto rivede, anche lui dopo tanti anni, un vecchio amico d'infanzia: Sebastiano - detto Seb -, un tipo bonaccione, timido, imbranato, balbuziente dall'aria ingenua e infantile.
Non solo, ma a questo si aggiunge un altro ritorno dal passato: il loro amico comune Lars Kollmen, uno svedese biondo e sicuro di sè con cui, da adolescente, Roberto ha avuto qualche scaramuccia, frutto di due caratteri decisamente opposti: lì dove Roberto è schivo, impacciato, indeciso, l'altro è arrogante, pieno di sè, sfacciato e sempre pronto a vestire i panni del leader.

Ed infatti, Lars si fa spazio nella vita - e, in un certo senso, anche nella mente - di un già confuso Roberto e, insieme al tranquillo Seb, che li segue docilmente come un segugio, danno il via ad una serie di eventi che, se da un lato offriranno al nostro protagonista una prospettiva più ottimista e una positiva spinta emotiva con cui guardare al presente e al futuro, dall'altra lo introduranno in un incubo ancora più terribile di quello che Roberto si porta dietro da trent'anni.

Lars da subito riesce, col suo modo di parlare per aforismi e proverbi saggi, con il suo ghigno malefico che però nasconde un che di suadente, con la sua sicurezza folle e lucida insieme, a manipolare i due amici, e se con Seb è facile perchè è un bambinone credulone, con Roberto è una battaglia verbale continua, perchè quest'ultimo avverte che in Lars c'è qualcosa di pericoloso, ma allo stesso tempo ne è affascinato perchè quella spavalderia con cui affronta ogni problema vorrebbe averla lui.
Certo, è inquientante come l'uomo sembri conoscere di lui cose che solo Roberto sa. Chi è davvero Lars e come fa ad anticipare ogni sua mossa e pensiero? 

Roberto, preso dal desiderio di dare una svolta alla propria vita grigia e vuota, si farà trascinare da eventi assurdi e diventerà complice di azioni orribili che mai avrebbe immaginato di compiere.
Proprio lui che è sempre stato un uomo tranquillo, pacifico, incapace di ammazzare una mosca, scoprirà di avere dentro di sè una natura cattiva, spietata.., che da un lato lo spaventa dall'altro asseconda.
Riuscirà a tornare in se stesso e a fermare la catena di tragici eventi di cui, insieme ai suoi strani amici, è diventato inconsapevole protagonista?

Considerazioni.

"La strada della follia" è un thriller davvero avvincente, dal ritmo trascinante, che capitolo dopo capitolo tiene incollato il lettore sulle vicende che coinvolgono il protagonista, che sembra farsi travolgere da fatti più grandi di lui senza trovare la forza di ribellarsi, ma anzi infilandosi in un tunnel sempre più buio.

L'aspetto psicologico fa da padrone, tra queste pagine, e l'attenzione di chi legge si catalizza tutta sulla personalità di Roberto, che comprendiamo essere chiaramente complessa e problematica, e l'Autore è bravissimo a farci vivere i suoi stessi dubbi, ad es., sulla ragazza e il ragazzino che appaiono e scompaiono (sono reali o allucinazioni visive, conseguenza di eventuali disturbi psichiatrici di Roberto?), sul personaggio di Lars: chi è in realtà e come fa ad influenzare e guidare le azioni di Roberto tanto facilmente?

Entriamo nella mente del protagonista, conoscendone tutti i pensieri, gli stati d'animo, le incertezze, le paure, le poche speranze, e arriviamo alla fine col fiato sospeso, e proprio quando comprendiamo che il viaggio verso la follia ormai intrapreso da questo improbabile trio di amici sta per giungere drammaticamente a termine, accade l'imprevedibile colpo di scena e le carte vengono svelate, con sommo stupore del lettore; anzi, ad essere precisa - senza voler svelar nulla, ci mancherebbe - il colpo di scena è doppio e anche le primissime pagine del romanzo - che inizialmente sembrano "messe lì" senza un'apparente ragione e collegamento col resto della storia - vengono chiarite.


In questo thriller psicologico dinamico, in cui tutto si sussegue con un ritmo incalzante e le scene ci passano davanti come quelle di un film ad alta tensione, realtà e immaginazione si confondono e i confini non sono sempre individuabili con facilità, ma il bello è proprio questo: avvenimenti e personaggi assumono di volta in volta caratteri inquietanti, incomprensibili, quasi surreali, i contorni della verità si fanno sempre più sfumati e questa sensazione di "incertezza diffusa" diventa lo specchio esatto di ciò che accade, nello specifico, nella testa del protagonista, e in generale, nella mente umana la cui complessità non finisce di stupirci e affascinarci.


Un thriller da divorare dalla prima all'ultima pagina in quanto scritto in modo eccellente con una trama e dei pesonaggi accattivanti, oltre che ben costruiti.

lunedì 20 marzo 2017

Epigrafe - "L'incantesimo delle civette"



Epigrafe riportata da Amedeo La Mattina nel suo romanzo "L'incantesimo delle civette" (la recensione è sul blog):


"C'era una volta, disse la voce dall'acqua.
Non andare oltre, disse l'eco.
Ella suona la campana per te, nel mare.
Io sono l'eco e la civetta, tu non tornerai più."

Dylan Thomas, Una veduta del mare


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Il significato del termine epigrafe al quale mi rifaccio è quello dato dalla Treccani.it
"Iscrizione in fronte a un libro o scritto qualsiasi, per dedica o ricordo; più particolarm.,
citazione di un passo d’autore o di opera illustre che si pone in testa
a uno scritto per confermare con parole autorevoli quanto si sta per dire

Recensione: BREVE STORIA DI DUE AMICHE PER SEMPRE di Francesca Del Rosso



"Breve storia di due amiche per sempre" narra di un'amicizia nata negli anni dell'adolescenza, perdutasi per vent'anni, a causa di incomprensioni non dette, e ritrovata negli anni della maturità.


BREVE STORIA DI DUE AMICHE PER SEMPRE
di Francesca Del Rosso

Ed, Mondadori
201 pp
I SEMI

Tessa Romani è una donna che ha superato i 40, vive a Milano, è sposata con Giorgio e hanno un figlio adolescente, Emanuele. Lavora per una casa editrice, ama leggere, in particolare i gialli e i thriller, e il suo sogno nel cassetto (finora rimasto chiuso) è scrivere un romanzo.

Il nostro primo incontro con lei avviene per strada, mentre è ferma ad una bancarella di libri e capiamo subito che c'è il ricordo di una persona importante a riempirle la mente: la sua amica Clara, che non vede da molto tempo ma che Tessa non ha dimenticato. Chissà dov'è..., e cosa sta facendo? Pensa ancora a lei?

La vita tranquilla di Tessa subisce però un contraccolpo quando scopre che suo marito l'ha tradita.

Tessa reagisce in modo inaspettato: non fa scenate e non aggredisce Giorgio (anche se vorrebbe farlo), e pure quando trova il coraggio di dirgli che ha scoperto il tradimento, lo fa mantenendo una calma esteriore, che però non corrisponde al tormento che le si agita dentro.
Ed in quei momenti difficili, in cui teme che il proprio amore e il proprio matrimonio potrebbero essere giunti al capolinea, Tessa capisce che vorrebbe avere lei accanto, la "migliore amica" di un tempo, Clara.

Tessa e Clara: due amiche caratterialmente e fisicamente all'opposto: lì dove Tessa è più insicura, meno consapevole dei propri punti di forza, poco propensa a mettere in mostra il proprio corpo, Clara è più vivace, "sfacciata", conscia del proprio bel corpo, intraprendente.
Forse è proprio la loro diversità a legarle e a farle sentire l'una il completamento dell'altra.

E così, in un'alternanza di passato e presente, Tessa ci accompagna sul viale dei propri ricordi e conosciamo più da vicino queste due amiche quando erano delle ragazze di vent'anni, quando trascorrevano insieme pomeriggi interi ad ascoltare musica, a fumare sigarette, a parlare e ancora parlare, confidandosi tutto, nutrendo l'una per l'altra una fiducia totale, convinte che quell'amicizia sarebbe restata forte per sempre, che nessuno sarebbe riuscito a dividerle.

Ma così non è stato e qualcosa è intervenuto ad allontanarle, improvvisamente.

I FIORI

Tessa, che sta vivendo questa fase di allontanamento da un marito fedifrago che non riesce a lasciare - e che intanto deve continuare ad essere una buona madre per Emanuele -, vorrebbe un viso amico accanto a sè, e questo bisogno la spinge a guardare indietro, a ciò che è andato perduto, a quegli anni felici, in cui non si sentiva mai sola perchè aveva accanto la sua Clara.

Sono tanti i particolari e i luoghi che le ricordano la sua amica per sempre, e tra essi in particolare c'è il melograno piantato per gioco nel giardino della casa della nonna di Tessa, a San Pelino.
A San Pelino, un paesino dove si respira aria di pace, un "piccolo mondo antico" in cui la vita trascorre senza fretta, Tessa ha trascorso tanto tempo, in compagnia della cara e buona nonna Felicia, condividendo anche dei periodi di vacanza con Clara.

E Clara a un certo punto ricompare nella sua vita così come era sparita: improvvisamente.
Un giorno, mentre Tessa e Giorgio sono al circolo di tennis, lei riappare, come una visione inaspettata ed inspiegabile, e soprattutto come se niente fosse, come se non avesse nulla da dichiarare per spiegare a Tessa la ragione dei suoi silenzi, quando vent'anni prima quest'ultima l'aveva cercata, invano.

Adesso Clara è una donna in carriera, sposata con Edoardo, senza figli. 
Tante cose sono cambiate, ma i fili di quell'amicizia si sono ormai spezzati definitivamente nel cuore di entrambe o è possibile ritrovarsi anche più e meglio di prima, ora che sono donne adulte? 

I FRUTTI

La risposta è nascosta all'ombra di quel melograno da loro piantato e diventato grande. Qui, finalmente, proveranno a sciogliere i nodi delle loro esistenze e mettere insieme tanti pezzi che mancavano, cercando di ritrovarsi e di ridiventare finalmente delle vere amiche per sempre. 

Come si capisce, protagonista di questo breve romanzo è l'amicizia, e l'Autrice ce ne parla con la sua scrittura essenziale e scorrevole, fresca e spigliata, con cui riesce a comunicarci la forza e al contempo tutta la nostalgia di un'amicizia giovanile che sembra passata ma che in realtà resiste ai morsi del tempo; ma ci mostra anche due donne che, lungi dall'arenarsi in "ciò che è stato e non è più", sanno rimettersi in gioco e riscoprire l'energia, la vitalità di quel sentimento che non le ha mai abbandonate ma che le ritrova più complici che mai, con qualche ruga ed insicurezza in più, ma ancora le stesse socie piene di passione.

Una storia tutta al femminile, due donne con i loro piccoli grandi problemi, un legame che non si spezza nonostante il tempo, i silenzi, le differenze caratteriali, ma che trova la forza di ritrovarsi e rinascere con maggiore consapevolezza.


domenica 19 marzo 2017

Cito e canto: L'anima vola



A volte succede che, leggendo certi passaggi belli e significativi del libro in lettura, ci vengano in mente delle canzoni ben precise.

A me è successo con questo "pezzettino" di "L'emozione in ogni passo" (recensione sul blog), che ho collegato ad una canzone di Elisa.


"Non credevo che dimenticare costasse tanta pazienza. Pensavo bastasse volere. Ma l'anima è una cantina che manda fuori i ricordi quando si apre la porta. Basta un colpo di vento, o di tosse, e ceneri di passato straripano in cucina, un mattino, dove stati preparando il caffè. L'anima, lo vedo adesso, è diversa dal corpo e ha leggi sue: non sta dove le dici, come i piedi dentro le scarpe, ma sceglie un vento e sia fa portare. E' anarchica e non chiede permesso".


L'anima vola 
Le basta solo un po' d'aria nuova 
(...)
Un bacio è come il vento 
Quando arriva piano però muove tutto quanto 
E un'anima forte che sa stare sola 
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora 
E se ti cerca è soltanto perché 
L'anima osa 
E' lei che si perde 
Poi si ritrova 
E come balla 
Quando si accorge che sei lì a guardarla 
Non mi portare niente 
Mi basta fermare insieme a te un istante 
E se mi riesce 
Poi ti saprò riconoscere anche tra mille tempeste 
Un bacio è come il vento 
Quando soffia piano però muove tutto quanto 
E un'anima forte che non ha paura 
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora 
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora 



Imparare leggendo... "L'incantesimo delle civette"



Carissimi, torno sul blog insieme a voi per arricchire la rubrica "Imparare leggendo".

Nel corso di una recentissima lettura, più precisamente ne "L'incantesimo delle civette", il narratore cita un personaggio, associandolo allo scrittore Leonardo Sciascia: Diego La Matina.

Diego La Matina (Racalmuto, 1622 – Palermo, 17 marzo 1658) è stato un frate agostiniano, condannato a morte dall'inquizione di Sicilia.
.

A 22 anni fu arrestato con l'accusa di banditismo nel 1644 e quindi condannato alle galere, da cui entrò ed uscì per ben 5 volte, con capi di imputazione sempre più gravi: blasfemia, ingiuria, disprezzo delle sacre immagini e dei sacramenti, eresia.

Riuscì tuttavia a fuggire durante la rivolta di Giuseppe d'Alessi del 1647, ma poco dopo fu nuovamente catturato e ancora incarcerato nelle segrete dell'Inquisizione di Palermo. 

Esasperato dalla lunga prigionia e dalle torture, il 24 luglio 1657, durante un "colloquio privato" colpì violentemente alla testa con un ferro da tortura l'inquisitore Juan López de Cisneros, causandone la morte dopo alcuni giorni di agonia.

Fu quindi condannato a morte e giustiziato durante l'autodafé celebrato a Palermo il 17 marzo 1658.

Della sua vicenda ne parla Leonardo Sciascia in "Morte di un Inquisitore": Diego è per lo scrittore siciliano un eroe rivoluzionario, l'unico tra le migliaia di detenuti delle carceri dell'inquisizione di tutto il mondo a riuscire a uccidere il suo inquisitore.

Attorno al suo caso fiorirono anche diverse leggende popolari, riprese in un romanzo di Luigi Natoli, pubblicato con introduzione dello stesso Sciascia.


Fonti consultate per preparare l'articolo:

http://www.ereticopedia.org/
wikipedia
http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=16932
Immagine presa da Amici di Sciascia

sabato 18 marzo 2017

Recensione film: LA LUCE SUGLI OCEANI di Derek Cianfrance



Uno dei libri, letti negli ultimi anni, che mi ha regalato tante emozioni è sicuramente "La luce sugli oceani" (The light between oceans) di M.L. Stedman; non potevo non essere curiosa di guardarne la trasposizione cinematografica che, devo dire, non mi ha delusa (spesso accade con i film tratti dai romanzi che abbiamo amato), anzi.

Una storia d'amore, di perdono, di scelte difficili, dove il confine tra il bene il male, tra ciò che giusto e ciò che non lo è, non è sempre facile da individuare.


LA LUCE SUGLI OCEANI


DATA USCITA: 08 marzo 2017
GENERE: Drammatico
REGIA: Derek Cianfrance
ATTORI: Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz, Caren Pistorius, Emily Barclay.


La nostra storia ha inizio nel 1918. 
Tom Sherbourne è un reduce di guerra; ha combattuto sul fronte occidentale per quattro interminabili anni e, una volta tornato in patria, col cuore gonfio di sensi di colpa e amarezza, decide di condurre una vita solitaria, abituato com'è, ormai, alla solitudine e ai silenzi, riempiti soltanto dai suoi cupi pensieri.
Tom è un brav'uomo che però ha perso ogni gioia di vivere e gli riesce facile accettare il lavoro come guardiano del faro a Janus Rock, un'isola al largo dell'Australia.

I momenti iniziali del film si caratterizzano per una certa lentezza, staticità e per i pochi dialoghi, mostrandoci un Tom taciturno, sempre perso nei suoi pensieri, che affronta con distacco la sua nuova vita al faro.

Ma quando conosce una ragazza del posto, Isabel Graysmark, qualcosa cambia nel cuore di Tom: Isabel è così bella, piena di vita, allegra, sa capire gli sguardi e i silenzi di Tom, ascoltarlo quando (raramente) parla e l'uomo ne resta affascinato; dopo una conoscenza epistolare, in cui entrambi aprono il cuore l'uno all'altra, i due decidono di sposarsi.

A Janus Rock, nonostante l'isolamento, sono felici; desiderano dei bambini e Isabel resta incinta una prima volta e poi una seconda, ma entrambe le volte ha aborti spontanei.

Proprio quando Isabel è più che mai addolorata e affranta per queste gravidanze finite male, accade l'imprevisto: un giorno una barca giunge sulla spiaggia, trascinata dalle onde, e dentro vi è il cadavere di un uomo e... una neonata viva!

I due salvano la piccola naufraga; Isabel si affeziona alla piccola immediatamente ed è convinta che quell'arrivo non sia un caso: lei desidera tanto un bambino ma finora non ha potuto averne, e la piccola è sola, indifesa, l'uomo che era con lei è morto... Chi potrebbe immaginare che sia sopravvissuta al naufragio? Cosa c'è di male a prendersi cura di questa piccola e amarla come se fosse figlia loro?

Tom è dubbioso: sa di dover registrare tutto ciò che accade al faro e non può nascondere il ritrovamento della barca, del cadavere e della bimba; il dovere lo obbliga a dire la verità.

Ma i doveri si scontrano con l'amore per la moglie, che insiste per tenere la piccola ed allevarla come se fosse davvero loro figlia.
Lucy - questo il nome che le danno - diventa la luce della loro vita, e i tre vivono per quattro anni come una normalissima famiglia: una coppia innamoratissima con la loro splendida figlioletta sulla "loro" isola, lontano da tutti.

Ma la verità non può restare nascosta per sempre, anche perchè c'è una donna - Anna - che ha perso il proprio amato marito in mare e con lui la figlioletta, e queste perdite l'hanno distrutta ma non hanno seppellito la speranza di poter sapere, un giorno, cosa sia davvero successo in mare al marito e alla loro piccola.

Una serie di circostanze faranno sì che Tom e Isabel incontrino Anna e scoprano la sua identità; e se Isabel è terrorizzata all'idea di poter perdere sua figlia, Tom - tormentato dalla sua coscienza - farà in segreto una serie di piccole scelte che permetteranno alla verità di emergere.
E sarà qualcosa di estremamente doloroso per tutti, perchè la scelta di quattro anni prima dei due coniugi ha stravolto la vita di più persone e "sistemare le cose" non sarà affatto semplice, anche perchè qualcuno che soffrirà ci sarà per forza, come pure chi dovrà pagare per gli errori commessi.

Il dilemma se consegnare la piccola Lucy alla sua vera mamma, che soffre per lei, divide la coppia, lacerandola; ma una volta che le carte iniziano ad essere scoperte, gli eventi precipitano e l'amore, seppur forte e vero, tra Tom ed Isabel verrà messo a dura prova
Saprà resistere, nonostante tutto, alle tempeste o naufragherà, soffocato dal dolore?

Io trovo che sia un film bellissimo; mi è piaciuto tutto, a partire dall'ambientazione (Australia e Nuova Zelanda) con i suoi paesaggi naturali davvero incantevoli; le musiche che fanno da sottofondo sono tristi e malinconiche e quindi in sintonia con quello che è il tenore complessivo della storia, visto che la felicità della coppia protagonista durerà relativamente poco.

E a proposito dei protagonisti, Fassbender e Vikander sono bravissimi e meravigliosi (si sono innamorati sul set, che cosa romantica *_*), lei con la sua faccia pulita è una giovane moglie innamoratissima di questo marito particolare  ed è una mamma dolce e premurosa; lui interpreta perfettamente l'uomo tormentato dai fantasmi del passato, che si definisce "insensibile" ma che pure, accanto all'affettuosa e spontanea Isabel, scopre di avere dentro di sè una grande voglia di vivere e, soprattutto, di amare.

Il dramma di Isabel e Tom nasce dall'amore, dalla voglia di essere genitori e di avere una famiglia felice, ma la vita li metterà davanti a scelte complicate da fare, che però sono basate su menzogne, ed anche se in un primo momento sembrano dar loro la gioia che sognavano, prima o poi li trascineranno in eventi dalle conseguenze dolorose e drammatiche.

E' un film sentimentale, melò, che pone comunque interrogativi di tipo etico-morale, e non è così facile schierarsi dalla parte di Isabel o Tom o Anna, perchè tutti loro agiscono mossi dall'amore, anche se ciò non toglie che si facciano degli errori anche gravi e che per questo si debba pagare. 

Piangono tutti tanto, in due ore di film, e il finale non può che essere intriso di nostalgia, amarezza e un filo di tenerezza.
E' quel genere di drammone sentimentale che tocca le corde del mio cuoricino e mi commuove, quindi a me è piaciuto e anche molto, perchè è un tipo di storia in cui predomina l'aspetto emotivo; inoltre, l'ho trovato in sintonia con l'omonimo libro da cui è stato tratto e questo è un ulteriore dato positivo.

Consigliato a chi ha amato il libro e a chi, in generale, ama le storie d'amore drammatiche.


Segnalazioni: LO SPECCHIO di Laura Bellucci // UN AMORE A SORPRESA di Daisy Raisi



Anche oggi ho un paio di libri da sottoporvi ^_-

Anzitutto, una raccolta di racconti.


LO SPECCHIO
di Laura Bellucci


Genere: racconto breve
Casa editrice: LFA Publisher
Codice IBSN: 8899972389

Link per l’acquisto:

IBS    LIBROCO


Sinossi

"Lo specchio” è una raccolta di venti brevi racconti che si mantengono in bilico tra normalità e assurdo: le esperienze di tutti i giorni si riflettono allo specchio e rimandano immagini sconosciute, talora ostili, talora intrise di sarcasmo.
L’opera si apre con il racconto “(13,72 ± 0,12) × ”, formula che racchiude le angosce di un disoccupato e che funge da monito dell’intera raccolta: “Non riesco a tollerare tutto questo: avere un solo ombelico, cinque dita per mano, una media di centomila capelli. Dover guardare con soli due occhi e in una sola direzione. Dover essere in un unico posto per volta, dover vivere una sola vita.”

“Lo specchio” prosegue con “Domani”, storia di un amore che rinnega un futuro di malattia e perdita, e “Stagioni”, in cui l’esistenza è descritta da un’insolita prospettiva.
La vita si anima di personaggi anonimi, che vivono in funzione della storia: il signor Modini, capostazione costretto in un “luogo di passaggio, dove si va per far ritorno a casa”; una donna derubata della sua identità dall’Alzheimer ma che riesce ad impartire forse l’ultima lezione ad un figlio che non riconosce.

I racconti si snodano tra un processo a Dio, gli inganni del “Falsario”, e infine la morte, riflesso ultimo eppure connaturato nella vita stessa.
Biografia.
Laura Bellucci è nata a Velletri (RM) il 29 maggio 1994. Dopo essersi diplomata presso il liceo socio-psico- pedagogico “Mancinelli e Falconi” di Velletri, si è iscritta al corso di laurea in Lingue nella società Dell’informazione dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. 
La passione per la letteratura, coltivata sin dall’infanzia, è sfociata nella sua pubblicazione d’esordio, una raccolta di venti racconti brevi dal titolo “Lo specchio”.


UN AMORE A SORPRESA
di Daisy Raisi


Editore: Rizzoli You Feel.
Genere: Narrativa, romanzo rosa.
Novembre 2016.
Pagine: 99.
Formato: ebook.
Prezzo: 2,99 €.
Isbn: 9788858687192.

L’ebook è reperibile nei principali bookstore on line, fra i quali:





Samuel, ex frontman di una band inglese di successo, e Caterina, editor e aspirante scrittrice italiana, hanno avuto un solo vero incontro prima che lui imboccasse la strada dell’autodistruzione, in seguito alla separazione dalla moglie.
Travolto dai problemi personali, Samuel vede la sua carriera declinare e non ha più modo di rivedere Caterina, che nonostante la brevità dell’incontro non è mai riuscita a dimenticare.
Lo stesso vale per Caterina che serba intatto il ricordo di quel breve intensissimo incontro.
Otto anni dopo si ritrovano grazie a Internet, ma insidie, nemici e un passato maledetto rischiano di dividerli per sempre.


Sam ha provato a comporre qualcosa di nuovo, durante il suo soggiorno in clinica. Jod ne sarà sorpreso: vuole proporgli di tornare a fare musica insieme, come ai bei tempi. Glielo aveva già accennato un anno fa, ma ora è arrivato il momento di parlarne seriamente.Di tempo ne ha perso fin troppo. Sono tanti i progetti che gli frullano in testa. Non che non si sia dedicato alla musica dopo la sua ultima esibizione sul palcoscenico, ma l’ha fatto senza più crederci. Adesso invece è di nuovo pieno di speranze per l’avvenire e per la sua carriera musicale.Samuel ha carisma da vendere e, se crede in qualcosa, è un vero trascinatore: una sorta di pifferaio magico di Hamelin, solo che oggetto del suo incantesimo sono ben più dei centotrenta soggetti citati dai fratelli Grimm. Difficilmente si scampa al fascino della sua musica, al suo calore. Quante persone ne sono state ammaliate, quanti adolescenti sono diventati grandi ascoltando le sue canzoni. Per questo Sam la ama, per questo Sam non sa rinunciarvi.Ma ora non c’è tempo per perdersi in riflessioni: deve sbrigarsi, il suo volo per Londra lo aspetta.Una volta pronto, approfittando dell’ora in cui tutti sono a cena, sparirà, non visto, a bordo del primo taxi disponibile.Di lì a poco infatti, un’auto si ferma poco lontano dal cancello della clinica e Sam, con il suo sacco di cuoio in spalla, vi sale rapidamente.Il conducente della vettura si volta e accenna un saluto al passeggero.«Dove devo portarla?» gli domanda.Sam indossa un cappello di tela leggera con la visiera calata che gli copre buona parte del viso e i suoi Rayban dalle lenti fumé. Un ciuffo di capelli corvini gli ricade sulla fronte. Ѐ irriconoscibile. Riservatezza è la sua parola d’ordine. Ci sono state fin troppe chiacchiere sul suo conto, ora vuole solo essere lasciato in pace. Del resto, ne ha più che diritto.«All’aeroporto, per favore» risponde Sam, lasciandosi ricadere a corpo morto sul sedile del taxi.Non vuole essere antipatico, ma non intende fare conversazione con l’autista. Dovrebbe inventare bugie sulla sua identità e non ne ha voglia. Non gli è mai piaciuto mentire.Si infila gli auricolari del suo iPhone e ascolta una vecchia canzone degli Abba. Socchiude gli occhi e deglutisce. Ogni distacco, per lui, è drammatico, persino da quel posto che associa a ricordi non sempre piacevoli. Guarda fuori dal finestrino, sono le sette e mezza ed è già quasi buio.Le giornate si stanno inesorabilmente accorciando. Anche quell’estate volge al termine. Chissà se la prossima potrà trascorrerla con il suo bambino. Ha già nove anni, un papà che non può vedere quotidianamente e un patrigno ormai da tre anni. Luke Sarandon. Bel tipo. Uno squalo della finanza. L’ex moglie di Sam, del resto, ha sempre avuto un debole per gli uomini sfacciatamente ricchi.Il suo bimbo si chiama Irvin, ha i capelli color ebano e una faccia da piccola teppa che gli ricorda la sua da ragazzino. Ѐ vivace e estroso anche se Susan, la sua ex moglie, fa di tutto per soffocare le sue inclinazioni artistiche.«Gli artisti sono tutti degli spostati: tu devi diventare un genio della finanza, come Luke» ha ammonito una volta Irvin, sotto gli occhi di Sam.“Peccato che non sia quello di Luke il sangue che gli scorre nelle vene”, considera sarcastico Sam, ripensando alle parole della donna.

BREVE PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE DAISY RAISI

Sono da sempre una lettrice compulsiva e ho cominciato a scrivere all'età di otto anni.
Scrivevo di tutto: poesie, piccoli racconti, storie di vario genere.
Crescendo, il mio amore per la scrittura non è diminuito e mi ha portato a partecipare con successo a concorsi nazionali di poesia nonché a dedicarmi alla stesura di libri e racconti a sfondo sociale, oltre che alla narrativa di vario genere.
Attualmente, sotto nomi diversi, ho al mio attivo sei libri autopubblicati e una breve silloge di poesie, oltre a molti scritti inediti e a un nuovo libro che sto completando.
Nel novembre 2016, Rizzoli Editore ha pubblicato nella collana digitale You Feel, con il titolo di “Un amore di sorpresa”, un mio ebook risalente all’agosto 2015.
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