giovedì 10 ottobre 2019

Libri in wishlist (ottobre 2019)




Cari amici e lettori, con questo post vi presento due libri che hanno catturato la mia attenzione, finendo nell'infinita wishlist.
Fatemi sapere se li conoscete, se li avete letti e se le trame incuriosiscono anche voi.


Sacha Naspini porta aria nuova nel romanzo italiano: un soffio di mistero e poesia.
Dopo il successo delle Case del malcontento l’autore offre ai lettori nuove emozioni, nuovi brividi, nuove sorprese e nuovi turbamenti.

OSSIGENO di Sacha Naspini (Edizioni E/O, 224 pp, 16 €).

"Il punto non è che mio padre è mio padre. Il punto è che sono suo figlio."

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. 
Adesso di anni ne ha ventidue.
Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente.
Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro?

Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite. L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi.
Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita.
E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione?
Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora.
È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all’aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa.
La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?



Storia feroce di uno sfruttamento, ritratto intimo di una madre e di un figlio, commedia grottesca di tagliente ironia, Ultima fermata Delicious è tutto questo insieme. La prosa potente e spregiudicata di Hannaham, unita alla scelta di portare in scena la voce narrante del crack, dona grazia e humour ai suoi personaggi.


ULTIMA FERMATA DELICIOUS di James Hannaham (ed. Rizzoli, 400 pp, 20 €).

Mentiva, pensò Eddie. La verità era sempre una tigre e il passato, con le sue bruttezze e le sue lotte, era un pozzo talmente pieno di cadaveri che lo si poteva confondere con una notte senza stelle. 
A Houston c'è un furgone che di tanto in tanto attraversa i quartieri malfamati della città e raccoglie gente.
Quelli che ci salgono, gli aveva detto un bluesman, non tornano più.
È il sistema di reclutamento della Delicious Foods, impresa agricola del Sud, che rastrella emarginati e tossici costringendoli al lavoro nei campi con il bastone della violenza e la carota del crack.
È lì che Eddie arriva per riprendersi la madre, una donna fragile, alla deriva da ormai troppo tempo.
E in quel luogo nasce la speranza di una fuga che sembra impossibile, l'unica opportunità, forse, per ricostruire una vita insieme.

Release blitz - "Adesso tutti sanno" di Giovanna Roma



Lettori, oggi vi presento più nel dettaglio il nuovo romanzo dark romance di Giovanna Roma.

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ADESSO TUTTI SANNO


FORMATO: digitale e cartaceo
Self-pubblishing
GENERE: Dark romance
DATA PUBBLICAZIONE: 07 ottobre 2019
GRAFICO: SP Designs

SINOSSI

La prima volta che lo percepii, fu nel salotto di casa nostra.
Ed ebbi terrore
Di chi fosse,
Di cosa pretendesse da noi
E in cosa mi avrebbe sfigurata.
Aveva imparato una lezione che voleva condividere. Una lezione che non si dovrebbe insegnare a un bambino, perché la felicità non segue sempre la tragedia, né la speranza il dolore.
Niente cambierà la sua natura impassibile, quel temperamento deciso e la fedeltà verso una promessa.
Eravamo gli opposti, eppure nei suoi occhi intravedevo dei frammenti di me. Vorrei aver conosciuto la nostra storia bene quanto oggi.
Avrei saputo ribellarmi alle regole prescritte? E se fossi stata capace, quale prezzo sarei stata disposta a pagare?
Non c’è tempo per riflettere.
Ecco, senti i passi dietro di noi? È lui che sta arrivando.


Estratto:

«Giuro che non te lo renderò facile», esplodo mentre Alan si avvia all’uscita. Sussulto
all’occhiataccia che getta da sopra le spalle. Ho fallito nell’evitare di avere l’ultima parola.
La voglia di stillare sangue dal suo ego ha vinto. Il vero problema è che non esistono insulti
o minacce che trafiggano un petto vuoto.
«Perché hai bisogno di proteggerti da me?»
Si blocca sotto la porta, un piede dentro l’altro fuori. I suoi pugni si aprono e chiudono,
la mascella si contrae.
«Come, prego?»
Scuoto le braccia per liberarmi dagli scagnozzi. «Non ti sembra esagerato? Sono sola, voi
siete in quattro. Hai tanta paura (...)? Non ci fai una bella figura. Non sai gestire una donna?»
Si precipita indietro, afferrandomi per la gola, costringendomi ad arretrare, gli uomini ad
allontanarsi. Un colpo improvviso al sedere mi toglie l’equilibrio. Sono piegata in due sul
tavolo. Fletto le gambe per non spezzarmi la schiena. Lui ne ricava uno spazio nel mezzo.
I suoi bicipiti si gonfiano per trattenermi giù. Il legno è duro, però Alan lo è di più. Io
sono il cuscinetto tra i due. Ho una mano avvinghiata al suo polso, l’altra si agita alla ricerca
del famigerato coltello. Non voglio vedere il suo bulbo oculare penzolare, ma potrò sempre
sgonfiargli i pettorali. Scovando solo cartacce e mancandomi l’aria, entrambe le mani scattano
sul polso.
«Psicanalizzami un’altra volta e te ne pentirai, Miss Freud.» Ha la voce roca. Il calore del
suo corpo gronda attraverso il mio vestito. Un ciuffo di capelli gli divide la fronte, quello
sguardo affilato impedisce ai miei neuroni di ruotare. Se lo pregassi di lasciarmi, saprebbe
quanta paura nutro ed esulterebbe.
Morirò prima di dargli piacere.
«Non puoi uccidermi.» Lo ripeto a entrambi. (...)
«Posso portarti a desiderare la morte più di ogni altra cosa» confida strofinandosi sullo
stomaco, mentre il mio cervello diventa un disco rotto. Penso alle sue mani sotto la gonna,
alla voce ordinarmi di dargli le mutandine. Il pollice mi pizzica il labbro inferiore e le sue
pupille si dilatano. Sta rievocando con me.
Ricordo anche il tagliacarte, la pistola e scatto sulla fondina. L’apro ed estraggo l’arma.
La paura gliela punta alla gola.
La sua lingua scorre sul labbro superiore, deconcentrandomi. Osserva divertito la reazione
del mio corpo. I muscoli contratti, il tremito della mano.
«Cosa aspetti?»
Il coraggio di mietere. Io non sono un’assassina. Sì, ma qui dipende la mia vita (...). Se
non premessi, chissà cosa diventerebbero i prossimi giorni.
Non so se per sfidarmi, provocarmi o è semplicemente malato, Alan infila una mano sotto
la gonna. Ci fissiamo negli occhi. Lui con le pupille dilatate, io con le pupille offuscate. Con
i pollici disegna dei cerchi sulla coscia, si spinge sempre più su. Mi inarco per sfuggire, ma
la testa urta subito contro la parete e non ho altro dove andare.
«Possiamo trovare un accordo.»
«Basta accordi con i Mitchel.»
«Ma ho io la pistola!»
«E ancora non l’hai usata.» Per quell’urlo parte un colpo.


CONTATTI & BIOGRAFIA:

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BIOGRAFIA AUTRICE: Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi "La mia vendetta con te, il suo sequel "Il Siberiano", lo storico "Il patto del marchese" e la serie dark "Deceptive Hunters".

mercoledì 9 ottobre 2019

Recensione: SABOTAGGIO di Alessio Piras



SABOTAGGIO (Todaro editore, 1.99 €) è un breve racconto noir dello scrittore genovese Alessio Piras (di cui ho letto e recensito OMICIDIO IN PIAZZA SANT’ELENA e  NATI IN VIA MADRE DI DIO), che vede come protagonista Antonio Libeccio, vicequestore dalla natura malinconica e dalle tendenze anarchiche, che attualmente soffre la solitudine: la moglie Anna se n'è andata di casa portandosi dietro il figlio Andrea, così all'uomo non resta che buttarsi anima e corpo nelle "sue" indagini in questa Genova decadente e sferzata dalla tramontana.

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In queste pagine, Libeccio è chiamato a far luce sullo strano caso di un camion partito carico da Barcellona, sparito nei pressi di Marsiglia e ricomparso vuoto a Genova in via Lungomare Canepa.
Accanto a lui c'è l’ispettore Gianni Levratto, con il quale ha un rapporto professionale e umano fatto di stima e amicizia.

A primo impatto questo caso potrebbe sembrare una sorta di banale "caccia al ladro" ma l'intuito di Libeccio gli suggerisce che molto probabilmente sotto ci sia ben altro.

E se il camionista fosse complice di questa fantomatica rapina?
Quando l'uomo, lo spagnolo Luis Cano, viene interrogato, la puzza di bruciato si fa più pungente: Luis sembra più una vittima che il complice intenzionale di un affare sporco, è un uomo che lavora per sopravvivere e mantenere la figlia negli studi, dopo la prematura morte della moglie.
Se questo Luis è soltanto un disperato che ha lasciato che il camion gli venisse rubato per sottrarsi alle pressioni di qualcuno che è più in alto di lui, Libeccio e Levratto devono darsi da fare per individuare il nome di coloro che muovono i fili di affari che definire loschi è un eufemismo.

Chi c'è dietro questo misterioso episodio?
Libeccio sente odor di mafia, giro di droga e prostituzione... e, quando grazie agli agganci giusti, arriva ad individuare l'affarista senza scrupoli che sta dietro tutto questo e che ha organizzato la "truffa del camion", insieme a Levratto non gli resta che tentare di arrestare l'uomo.

Non sarà così semplice: la sua intuizione troverà corrispondenza in prove schiaccianti grazie alle quali arrestare l'imprenditore mafioso e spavaldo?

Libeccio deve fare appello a tutto il proprio sangue freddo per gestire questo caso e le persone coinvolte.
E non è scontato che il successo  assicurato.

Una narrazione essenziale e asciutta con un protagonista in linea col genere (solitario, malinconico, intuitivo, testardo, che ama il proprio lavoro...), alle prese con un caso più complesso di ciò che sembra, che lo mette davanti a un personaggio meschino e cinico, anima nera che si contrappone a Libeccio, onesto e insofferente nei confronti delle ingiustizie.

Il finale ci spinge a chiederci se ci sarà un seguito!



martedì 8 ottobre 2019

"Tutti giù per aria", il nuovo libro di Rosella Postorino in libreria per Salani



I grandi racconti che fanno crescere: un’avventura senza tempo che insegna ad accogliere la diversità come un’inattesa ricchezza.

L’autrice de Le assaggiatrici, Premio Campiello 2018, entra a far parte del catalogo Salani con il suo primo libro per ragazzi.


TUTTI GIÙ PER ARIA
di Rosella Postorino



Illustratore: Alessandra Cimatoribus
Editore: Salani
Anno edizione: 2019
Pagine: 144
Uscita: 07 ottobre 2019
«Una storia che ci sussurra in un orecchio: ‘non avere paura di essere proprio la persona che sei’. E lo fa con la voce delle stelle.» - Chiara Gamberale

Tina non sa cosa le è saltato in mente quel pomeriggio, quando ha accettato di giocare a pallavolo con i compagni. Di solito fa solo le cose che sa fare bene, perché ha sempre paura di sbagliare.
Gli altri bambini la chiamano ‘perfettina’ e non la trovano molto divertente: la perfezione non ha mai fatto ridere nessuno!
La palla cadrà nel fume, Tina per riprenderla precipiterà giù da una cascata e da qui tutto avrà inizio.
Recuperata da un’enorme signora-mongolfera, viene portata in volo fino a uno strano paese, pieno di personaggi strampalati, quel giorno in festa per la Fiera degli Scarti e l’annuale Caccia al Tesoro.
Chi arriverà primo? Ma soprattutto, cosa vinceranno gli altri?
Perché, quando si gioca insieme, nessuno perde mai.

Età di lettura: da 8 anni.

Il brillante esordio nella narrativa per ragazzi della vincitrice del Premio Campiello 2018 è una grande avventura senza tempo che insegna ad accogliere la diversità come un’inattesa ricchezza.


L'autrice.
Rosella Postorino è cresciuta a San Lorenzo al mare (IM) e vive a Roma. Ha esordito con il racconto In una capsula (Ragazze che dovresti conoscere, Einaudi Stile libero 2004), ha poi pubblicato alcuni racconti e un saggio di critica letteraria, Malati di intelligenza (nell’antologia Duras mon amour 3, Lindau 2003). Il suo primo romanzo, La stanza di sopra, uscito a febbraio 2007 per Neri Pozza Bloom, è entrato nella rosa dei tredici finalisti del Premio Strega e ha vinto il Premio Rapallo Carige Opera Prima e il Premio Città di Santa Marinella. Collabora con le pagine romane del quotidiano «la Repubblica» e scrive su «Rolling Stone».
Ha pubblicato inoltre L’estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare De Lollis) e Il corpo docile (Einaudi Stile Libero, 2013; Premio Penne), la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro (in Working for Paradise, Bompiani, 2009), Il mare in salita (Laterza, 2011) e Le assaggiatrici (Feltrinelli, 2018). È fra gli autori di Undici per la Liguria (Einaudi, 2015).

lunedì 7 ottobre 2019

Recensione: OTTO PAROLE di Marco La Piana



OTTO PAROLE è un breve ma intenso scritto del catanese Marco La Piana, che tra queste pagine ci racconta i frammenti di una storia intima e schietta, scavando nel profondo di se stesso e offrendo al lettore numerosi spunti per guardarsi dentro e riscoprire la complessità e il significato più genuino di parole importanti, utili per dare slancio e vigore alla propria esistenza.

Armando Editore
128 pp
13 euro
Con una scrittura intimista, introspettiva e sensibile verso ciò che accade dentro e fuori di sé, l'Autore propone al suo lettore otto parole (lascio a voi il piacere di scoprirle, se avrete voglia di lettere questo libro), attorno alle quali declina pensieri, riflessioni, racconti di pezzi di vita nei quali viene spontaneo ritrovarsi.
A dare inizio al fiume di pensieri, associazioni, ricordi, immagini, basta poco: può essere un film, un libro che ci ha colpiti, una persona conosciuta in passato, finanche un monologo dell'Adriano nazionale in tv, e la mente prende il via e si lascia andare a considerazioni sulla vita, sulla morte, su cosa voglia dire avere consapevolezza di ciò che si è, sul valore che vogliamo dare ai nostri giorni, affinché non siano vuoti e opachi ma pieni e radiosi.
E non è una missione da poco, perché ogni giorno ci si scontra con il dolore (in tutte le sue forme:  fisiche, emotive, psicologiche...) e con le numerose prove che il vivere quotidiano ci mette davanti.

Analizzare stati d'animo, emozioni, sentimenti, mostrarsi in tutta la propria fragilità, è come denudarsi, lasciando la parte più nascosta di noi esposta allo sguardo altrui, davanti al quale è facile sentirsi vulnerabili e smarriti.

Come fare per crescere verso una maggiore coscienza di quello che siamo e della direzione da dare alla nostra vita?
Il percorso dell'autore segue questi otto "segnali indicatori", questi preziosi sassolini lasciati lungo il cammino della vita e che gli son serviti per ritrovare la "strada verso casa", verso se stesso, verso i propri cari, verso il prossimo in generale e verso Dio.

Le otto parole - una per ogni capitolo, scritte in grassetto, facilmente individuabili e "isolate" nel corso della lettura, così da permettere di soffermarsi e riflettere personalmente su di esse - sono tra loro strettamente collegate e ognuna è come un gradino che permette di passare allo step successivo, in un continuum di crescita personale, interiore e spirituale.

L'uomo è una creatura tanto complessa quanto frangibile, bisognosa di essere ascoltata, capita, accolta, aiutata a tirar fuori, quando ne ha bisogno, dolori, ansie, vizi, dubbi, senza sentire il peso del giudizio circa le proprie debolezze e i propri errori.
Ci vuole coraggio a guardare in faccia quella parte di noi più "oscura" e debole, e ce ne vuole ancor di più a riconoscere che "da soli non possiamo far nulla" *: abbiamo bisogno di scoprire il valore della preghiera, della fede, della vicinanza a Dio, e solo per questa via (l'unica via! *) è possibile conoscere e sperimentare il vero Amore.

Tra queste righe, caratterizzate da un linguaggio immaginifico e simbolico, l'autore  - che si definisce "un uomo in transito sulla via delle occasioni perdute" -  dà molto spazio ai ricordi e al loro peso, a volte ingombrante e doloroso, altre volte necessario per portare in superficie emozioni e sensazioni che non vanno ignorate, ma anzi recuperate, analizzate, rielaborate.
A fare da catalizzatore e centro nevralgico in questo nugolo di parole e pensieri è la ricerca di Dio, con tutto quello che essa comporta nel vivere quotidiano.
L'autore vive un'esperienza di crescita interiore, di acquisizione di consapevolezze, e passa da un concetto di Dio astratto e lontano ad uno personale e concreto; in queste pagine si respira il costante e umano desiderio di cercare Dio, la sua consolazione, la verità e il perdono che in Lui risiedono, la Sua presenza, ma nel senso più pratico che ci sia: un Dio vicino agli uomini nel quale riporre una fede entusiasta, viva, che rigenera e cambia il proprio modo di essere, dando senso a ogni singolo giorno e azione.

Una lettura tanto scorrevole quanto profonda, che parla alla parte più intima di noi, alla dimensione spirituale (che non è necessariamente contrapposta a quella terrena, anzi, le due devono trovare un equilibrio e un'armonia) che caratterizza l'essere umano e che va nutrita, arricchita, custodita, affinché la nostra esistenza non sia un passaggio anonimo e sterile in questo mondo, ma un seme che cerca e trova un terreno fertile per portare frutto e dipingere con i colori più belli e vividi la tela della propria vita.

Consigliato, in particolare a quanti cercano una lettura ricca di spunti di riflessione importanti. Personalmente non posso non apprezzare quei testi che danno valore alla fede in Dio e, in generale, alla dimensione spirituale dell'uomo.


*  cfr. Vangelo di Giovanni cap. 15, v.5
*  cfr. Vangelo di Giovanni cap. 14, v. 6

domenica 6 ottobre 2019

Recensione: THE CHAIN di Adrian McKinty



Può una persona comune, che mai ha commesso delitti e atrocità né si sognerebbe di commetterne, trasformarsi in un mostro quando le viene toccato ciò che di più caro ha al mondo?


THE CHAIN
di Adrian McKinty 



Longanesi Ed.
A. Pezzotta
341 pp
Settembre 2019


Rachel Klein è una donna che sta combattendo la propria dura battaglia contro il cancro al seno.
È single e, dopo la fine del matrimonio con Marty (col quale è rimasta in buoni rapporti), vive con la figlia tredicenne, Kylie.
Anche se il pensiero che il tumore si ripresenti, e più aggressivo,  la tormenta, Rachel cerca di andare avanti con la propria vita e col suo nuovo lavoro come insegnante, ma in un giorno qualunque, in cui vede sua figlia uscir di casa al mattino per andare a prendere l'autobus che, come ogni giorno, la porterà a scuola, accade qualcosa che le farà gelare il sangue nelle vene.
Basta una telefonata anonima a scioccarla e farle crollare il mondo addosso: 

"Mi dispiace, Rachel, ho una terribile notizia da darti. (...) Ho rapito tua figlia. (...) Adesso fai parte della catena (..) E la Catena farà di tutto per proteggersi".

La voce distorta al telefono le dà delle istruzioni che fanno entrare immediatamente Rachel in un incubo: se vuole riavere indietro la figlia, deve rapire il figlio di qualcun altro e liberarlo se e solo se l'altra famiglia designata riuscirà a sua volta a far la stessa cosa: a rapire il bambino di un'altra famiglia vittima
Una sorta di catena di Sant'Antonio, segreta e perfida.

Rachel è sconvolta: lei dovrebbe diventare una sequestratrice di innocenti? Ma è assurdo, non sarebbe mai capace di rapire un bambino, di tenerlo nascosto e imbavagliato in qualche cantina, sapendo il dolore di procurare a lui e alla sua famiglia!
Eppure, quando comprende che la persona della telefonata (che dice di essere mamma a sua volta di un ragazzino rapito, e che minaccia di ammazzare Kylie se Rachel non seguirà prontamente le istruzioni) non sta assolutamente scherzando, suo malgrado la buona e tranquilla Rachel Klein comincia a mettere in moto il cervello per capire come affrontare le richieste della diabolica Catena.

Una cosa sa con certezza: sua figlia Kylie ha solo lei, la sua mamma, che non è stata in grado di proteggerla, e adesso Rachel deve - e vuole! - fare di tutto pur di salvarla, di riaverla con sé, perché non potrebbe mai permettere che le accadesse qualcosa di peggio.
La sola idea che la sua bambina stia vivendo l'incubo di un rapimento la paralizza di dolore e paura, ma non c'è tempo per piangere e autocommiserarsi: per motivi che non le sono chiari al 100%, la Catena ha scelto lei per questo malefico "gioco" e la donna è decisa a fare la propria parte, pur di liberare Kylie.

Dentro di sé si sente morire all'idea di far del male al prossimo, ma che alternative ha?
Le è stato vietato di rivolgersi a polizia e FBI, di chiedere aiuto a familiari e affini...: deve solo pagare il prezzo di riscatto e organizzarsi per trovare un posto sicuro in cui nascondere la vittima da rapire..., augurandosi che la Catena non si spezzi e che gli altri poveretti coinvolti seguano passo passo le istruzioni: pena la morte, sua e della sua bambina.

Rachel è disperata, impotente, persa, sola: non sa a chi rivolgersi e, per quanto l'amore materno la spinga a diventare una leonessa pronta a tutto per mettere in salvo il proprio cucciolo, sente di non potercela fare da sola.
Così, avendo scartato l'ex-marito (troppo occupato a cambiare fidanzata ogni mese), le viene in mente un solo nome da contattare: suo cognato Pete, il fratello di Marty.
È vero, è stato nei Marines e la Catena ha precisato che non va coinvolto nessuno che possa avere a che fare con polizia, militari ecc., ma Pete è un tipo particolare, che anzi è stato congedato per aver creato problemi quand'era nei Marines. E poi lui, a differenza di Marty, è solido, una roccia su cui fare affidamento, che sa come affrontare le situazioni più complesse in cui è richiesto sangue freddo. 
Ed infatti l'uomo non ci pensa due volte a offrire il proprio aiuto alla cognata in difficoltà ed è disposto a tutto, anche a commettere dei reati, pur di salvare la propria adorata nipotina.

Rachel e Pete si attivano per diventare di criminali, dei sequestratori di minori, dei ricattatori di povere famiglie trascinate anch'esse, all'improvviso, in un inferno con un'unica via d'uscita: trasformarsi a loro volta in mostri, per non spezzare la Catena.
Da vittime a carnefici, in un battito d'ali.

"Non puoi dire di sapere che cos'è la paura finché qualcuno non minaccia tuo figlio. La morte non è la cosa peggiore che ti possa capitare. La cosa peggiore è quello che può succedere a tuo figlio. Avere un figlio ti trasforma immediatamente in un adulto. L'assurdo nasce dallo scontro tra il desiderio di trovare un significato in questo mondo e l'incapacità di riuscirci. L'assurdo è un lusso che i genitori di un bambino rapito non possono permettersi".

Hanno solo ventiquattro ore di tempo per fare l’impensabile e per fare a qualcun altro ciò che è stato fatto a Rachel: privandola del suo bene più prezioso, ella è precipitata in un abisso di angoscia, un labirinto di terrore da cui uscirà soltanto compiendo qualcosa di efferato. 

La donna si fa mille domande, fa appello a tutta la filosofia di cui è a conoscenza e che insegna ai suoi studenti, ma non c'è saggezza umana che possa consolarla ed aiutarla: non le resta che obbedire alle folli e crudeli richieste della misteriosa Catena, sperando che, dopo, lei e sua figlia possano ritornare alla propria vita.

Ma sarà davvero così?
Se anche Rachel e Pete dovessero riuscire a soddisfare le istruzioni ricevute, mettendo a tacere la propria coscienza e rendendosi criminali, e ottenendo alla fine la liberazione di Kylie, che garanzie hanno che la Catena poi li lascerà in pace?

Già, perché se c'è una cosa che, col passare delle ore, la povera Rachel capisce è che delle menti contorte, che stanno alla base della Catena, proprio non ci si può fidare... e che l'incubo potrebbe non terminare mai davvero.
Una volta entrato nella Catena, non ne esci più definitivamente e dovrai guardarti le spalle sempre.

Si inizia a leggere "The Chain" con molta curiosità, perché l'idea di fondo - commettere la medesima azione criminale subita, ai danni di altri innocenti, per poter dirsi in salvo - ha il suo fascino perverso perché lascia emergere inevitabilmente interrogativi etici su come una persona "normale", vissuta pacificamente e nella legalità fino a quel momento, possa trasformarsi in un criminale se viene minacciata negli affetti più cari. 
Un altro aspetto interessante riguarda l'uso scriteriato dei social che, in questo romanzo, hanno un peso non indifferente visto che Rachel si vede facilitata, nella scelta della propria vittima, proprio a motivo dei dati sensibili postati su Facebook e simili.
Quali nefaste conseguenze può avere questa insana frenesia di mettere in piazza tutto di noi e della nostra quotidianità? La continua esposizione, se esagerata e incontrollata, ci rende effettivamente più vulnerabili rispetto a chi è intenzionato ad usare le informazioni da noi condivise per far del male?

"Facebook. Il maledetto Facebook. (...) È vertiginoso il numero di profili e di post pubblici che possono essere letti da chiunque. George Orwell si sbagliava (...). Nel futuro non sarà lo Stato a schedare tutti esercitando una sorveglianza pervasiva: saremo noi stessi. Faremo il lavoro dello Stato portando continuamente la nostra posizione, i nostri interessi, cibi e ristoranti preferiti, idee politiche e hobby su Facebook, Twitter, Instagram e altri social. Saremo la polizia segreta di noi stessi."

La parte relativa al rapimento di Kylie e agli sforzi disperati di Rachel per affrontare l'impensabile sfida impostale è abbastanza interessante (se non si considerano le ingenuità e le "sviste" nella traduzione) e basta a mantener desta la curiosità del lettore; i problemi maggiori, a mio avviso, giungono dalla seconda metà in poi, quando ci viene presentata una famiglia di matti che, da subito, intuiamo in che modo abbiano a che fare con la Catena, il che va a rendere il tutto alquanto... banalotto, soprattutto perché ci si chiede: quindi alla base di tutta questa manfrina c'è davvero una ridicola catena di Sant'Antonio iniziata per gioco da parte di improbabili soggetti schizzati che riescono in un niente a montare una girandola infernale quasi impossibile da fermare?
Insomma, quando si scopre in che modo ha avuto origine questo mostro che si fa vivo tramite telefonino e siti oscuri e misteriosi, si rischia di restare un po'... delusi, interdetti, o almeno è ciò che è successo a me, che mi son ritrovata a sorridere di fronte a questa piega della narrazione, trovandola surreale e adatta a quei filmetti che vorrebbero qualificarsi come thriller ma non ne hanno l'ingegnosità, la suspense, la complessità nello sviluppo delle vicende; non si individuano colpi di scena e l'unico inserito dall'Autore (la "chiave" per spezzare 'sta benedetta Catena) è prevedibilissimo. 

Un thriller che non merita la lettura?
Bah..., diciamo che ha come pregio la scorrevolezza e, come dicevo più su, l'idea di base; l'evoluzione degli eventi, la loro (scialba) risoluzione, il tipo di personaggi (principali e non), alquanto piatti, l'ossessione per la maschera da sci (*), i problemi personali che - pouf! - svaniscono senza motivo e spiegazione a fine libro, sono gli elementi principali che rendono questo libro una lettura alla quale dare una sufficienza piena è un'ardua impresa...

La trama e i commenti di alcune grandi penne thriller in quarta di copertina ci fanno sperare in un romanzo avvincente e mozzafiato; ahimè, non posso dire di aver riscontrato queste caratteristiche; lettura fluida, questo sì, idea di partenza intrigante, ma poi la storia si affloscia su se stessa e la parabola che segna l'alta tensione cola inesorabilmente a picco...
Peccato, prometteva bene, ma evidentemente la catena aveva qualche anello arrugginito.
Un libro "senza infamia e senza lode"' 


*chi l'ha letto sa di cosa parlo ^_^





sabato 5 ottobre 2019

Autunno in copertina



Cover dai colori autunnali. 
Che ne pensate? Vi piacciono?



STAGNO di Claire-Louise Bennett

Una casa ai margini di un piccolo paese sulla costa atlantica dell’Irlanda, isola ai margini di un continente. 
Una donna senza nome che ha scelto di vivere ai margini, in una quotidianità fatta di oggetti comuni, pentole, pomodori, zuppe, penne stilografiche, tempeste osservate dalla finestra, mucche che pascolano appena fuori dalla porta. 
Tutto è vivo e vibrante intorno a lei, uno “sciame di magia straordinaria” che sente scorrere intorno a sé, semplicemente, immersa nella natura e in un flusso di pensieri a cui si abbandona del tutto.







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RED GIRLS di Kazuki Sakuraba

Manyo, un'orfana nata con l'abilità di profetizzare, viene adottata dalla ricca e potente famiglia Akakuchiba e ne sposa in seguito l'erede. 
Nel corso della sua vita avventurosa non rivelerà mai le sue predizioni sul futuro, inclusa quella della prematura morte del suo primo figlio. 
La figlia di Manyo, Kemari, trascorre la sua giovinezza ribelle insieme a una gang di motociclisti, sempre in sella, per diventare un'artista comica amata da tutto il Giappone e la nipote, Toko, si sente un'"inutile" giovane donna, ma si impegna a risolvere il mistero delle ultime parole pronunciate da Manyo in punto di morte: "Sono un'assassina". 





I DIARI DELLA BORGOGNA di Ann Mah

Giovane e ambiziosa sommelier di San Francisco, Kate vuole diventare Master of Wine, il più alto riconoscimento nel mondo degli esperti del vino. 
Nonostante la sua famiglia sia di origini francesi, il suo tallone d'Achille sono proprio i vini bianchi della Borgogna: è come se avesse qualcosa contro di loro, qualcosa che le impedisce di riconoscerli e apprezzarli.
 Che sia il ricordo del modo brusco in cui è finita la sua storia con Jean-Luc? Eppure sono trascorsi ormai dieci anni dal suo soggiorno di studio in Francia... 
Così, quando il ristorante in cui lavora chiude, Kate non ha più scuse: il Test per diventare Master of Wine ha la precedenza su tutto - vita sentimentale compresa -, e per superarlo l'unico modo è andare nella Côte d'Or e partecipare alla vendemmia. 
Heather e Nico, il cugino di Kate, la accolgono con calore, dopotutto è parte della famiglia e due braccia in più nel periodo della vendange sono sempre utili. Inoltre Heather ha veramente bisogno d'aiuto per mettere ordine nella loro labirintica e caotica cantina. Un giorno, tra scatoloni impolverati e mobili da buttare, compaiono dei vestiti e dei quaderni: i diari di una ragazzina dalle iniziali sconosciute, H.M.C. 
Le due amiche scoprono che si tratta di Hélène Marie Charpin, vissuta durante l'occupazione nazista ma in qualche modo esclusa dall'albero genealogico della famiglia.



GLI AMANTI di Eugenia Rico

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Un minuto è sufficiente per cambiare la vita di Antonio. Il telefono squilla, la voce angosciata del suo amico Jean Charles gli chiede aiuto ma viene interrotta prima che possa dire altro. 
È passato del tempo dal loro ultimo incontro. Il loro rapporto era stato perfetto fino all'arrivo di Ofélie, una donna piena di fascino, complicata. 
Lei credeva nell'amore, Jean Charles nell'amicizia, Antonio in entrambe le cose. Poi la complessità dei sentimenti li aveva trascinati in un labirinto di passioni, tradimenti e segreti che li aveva fatti allontanare. 
Ora però l'unico obiettivo è ritrovare Jean Charles, e forse sarà necessario ritrovare anche Ofélie?

venerdì 4 ottobre 2019

Novità... da leggere


In attesa che nel weekend io possa trovare più tempo per mettermi al pc e scrivere la recensione dell'ultimo libro terminato, vi presento un paio di libri che ho trovato interessanti, pur essendo differenti tra loro per genere e argomento.


Il primo è un romanzo di Lidia Calvano, LE CONCUBINE DEL PIANETA GOMORO (Editore: Emma Books, Collana: Shadow, 2.98 €)
Uscita: 9 ottobre 2019 - In tutte le librerie digitali.


Nel mondo devastato dalla Guerra galattica
l’amore tra la concubina Ester e il soldato umanoide Oroder riesce a vincere l’odio tra le due razze nemiche, ma non sarà al riparo dai complotti che tramano nell’ombra.
Lidia Calvano scrive una storia intrigante e avventurosa che per l’ambientazione apocalittica e il riscatto delle sottomesse figure femminili catturerà i lettori del Racconto dell’Ancella. 
Zofar, un pianeta sterile e radioattivo, dove gli uomini sono sfruttati come forza lavoro e le donne sono schiave: è questa la punizione per una stirpe che si è ribellata alla crudele conquista degli umanoidi di Alpharian.
Tra le schiave, la rossa Ester suscita l’interesse di Oroder, il soldato che la sceglie come concubina per portarla con sé sul lussureggiante Gomoro, l’harem degli alphariani. Ma cos’ha davvero di speciale Ester?
Oroder non è spietato come il suo popolo e tra lui e la concubina scoppia un’attrazione che si tramuta ben presto in un sentimento travolgente. Ester tuttavia è chiamata a una scelta: seguire le ragioni del cuore o obbedire all’appello dei suoi simili che reclamano vendetta.
Una storia intrigante e passionale, sullo sfondo di scenari apocalittici e di guerre planetarie, che non risparmia batticuori e colpi di scena sino all’ultima pagina.


Il secondo libro è un racconto di Alessio Piras, SABOTAGGIO (Todaro editore, 1.99 €)

Non sono pochi, in Italia, i titoli che si potrebbero includere nella categoria del noir Mediterraneo, e forse eccezione non fa questa prima indagine di Antonio Libeccio, vicequestore malinconico e anarchico, che si muove in una Genova decadente e sferzata dalla tramontana.
In questo Sabotaggio è chiamato, insieme all’ispettore Gianni Levratto, a far luce sullo strano caso di un camion partito carico da Barcellona, sparito nei pressi di Marsiglia e ricomparso vuoto a Genova.
Sembra la caccia a un ladro di galline, se non fosse che a queste nostre latitudini nulla è come sembra.
https://www.todaroeditore.com/collane/i-gechi/sabotaggio/

giovedì 3 ottobre 2019

**Novità Romance ** - "Un’adorabile sognatrice" di Jill Barnett



Questa segnalazione è per le lettrici più romantiche!
È finalmente online da stamattina anche su Amazon Italia “Un’adorabile sognatrice”  (titolo originale: Dreaming) di Jill Barnett, secondo libro della mini serie “Magia Regency” inaugurata questa estate con “Una ragazza incantevole”.

Un’adorabile sognatrice
di Jill Barnett 



Trad. Isabella Nanni
Editore: Babelcube
Genere: Romance regency
Prezzo ebook: € 4,70 
Data pubblicazione: 
Settembre 2019
Inghilterra, 1815. Il Conte di Downe è tornato a casa in campagna per allontanarsi dalla vita dissoluta che conduce a Londra - spinto dal bisogno di dimostrare che suo padre aveva ragione a dire che non è altro che un libertino senz’arte né parte.
Ma in una tenuta confinante Letty Hornsby crede che il caro Richard sia il suo eroe, l’uomo dei suoi sogni, il suo grande amore.
È innamorata di lui fin da quando era bambina, da quando a undici anni lo fece cadere in un fiume, il primo di svariati incontri altrettanto disastrosi.
Ora che gli amici del conte, il Duca di Belmore e il Visconte Seymour, lo hanno convinto a lasciare la città per disintossicarsi dagli stravizi (donne, alcol e gioco d’azzardo), Letty ha intenzione di approfittare dell’occasione per tessere il suo piano e salvare Richard da se stesso.
Richard si aspetta che una volta tornato a casa la sua vita sia noiosa e rilassante, ma dopo un incontro casuale con l’invadente Letty e il suo odioso cane, Gus, scopre che non c’è pace per canaglie come lui.
Ben presto si ritrova prigioniero a bordo di una nave di contrabbandieri con una giovane donna infatuata che è una catastrofe ambulante... e con il suo stupido cane.
 Letty non perde occasione per metterli in un esilarante pasticcio dopo l’altro, fino a quando Richard si rende conto che potrebbe essere l’unica donna che può salvare la sua anima nera con una fede in lui tanto luminosa da spazzare via le ombre dal cuore più ottenebrato. Se riesce a sopravvivere...

** Questo libro è il seguito di “Una ragazza incantevole” ed è la traduzione integrale di “Dreaming”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma parzialmente ridotta con il titolo “Il Cavaliere dei suoi sogni”. Se avete amato Letty e Richard, adorerete la traduzione integrale del testo originale e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente edizione. **



L'autrice.
Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella
classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.




Estratto


Letitia Olive Hornsby credeva nel destino, nell’amore a prima vista, nell’anima gemella. E lei lo amava da sempre. Be’, forse non proprio da sempre, ma a diciannove anni, otto anni erano quasi metà della propria vita. Riusciva a malapena a ricordare un tempo in cui il suo cuore non fosse appartenuto a Richard Lennox, il suo vicino di casa e, di recente, Conte di Downe.
… La maggior parte delle giovani donne inglesi incontrano il loro grande amore in una sala da ballo affollata, durante un’uscita informale in carrozza nel parco o con un matrimonio combinato. Non Letty. Del resto lei aveva sempre fatto di testa sua. … Aveva undici anni quando aveva messo gli occhi addosso a Richard Lennox per la prima volta. …
Tutto era iniziato per una scommessa. I suoi odiosi cugini, Isabel e James, l’avevano sfidata a cavalcare una mucca. Il luccichio compiaciuto nei loro occhi avrebbe dovuto metterla in guardia che c’era qualcosa che non andava. Ma l’orgoglio può accecare chiunque. …
Così aveva stretto i denti e, con il sedere che picchiava contro la spina dorsale della mucca, lei e la bestia avevano trottato giù per la collina a velocità sostenuta, avevano attraversato un piccolo ruscello schizzando acqua ovunque e avevano percorso una strada sterrata che conduceva a un ponte a due corsie che attraversava il fiume.
Fu lì, su quel ponte di legno malmesso, in cima a una mucca Jersey in fuga tra i muggiti, che Letty Hornsby incontrò per la prima volta Richard Lennox che, per volontà divina del destino, stava tornando a casa dall’università.
Persino il destino talvolta deve sottostare ai cliché, perché il giovane era in groppa a un cavallo bianco. Richard Lennox, un dio biondo bello da far invidia all’arcangelo Gabriele. Un cavaliere sterminatore di draghi. Un giovane ignaro la cui bestemmia oscena echeggiò nell’alto dei cieli quando venne gettato giù dal ponte per finire nelle acque melmose del fiume Heddon. … Avrebbe ricordato fino al giorno della sua morte la faccia di Richard quando emerse per guardarla in cagnesco. Oh, aveva lineamenti classici che sembravano cesellati: zigomi alti; una mascella ferma e quadrata con appena un accenno di barba scura; e un naso diritto, un po’ altero.
Aveva una bella abbronzatura dorata e i capelli - ora bagnati, tirati all’indietro e ricoperti di muschio verde - erano del colore del buon brandy francese del suo papà, solo striati di biondo. Aveva sopracciglia maschili scure e spesse su quegli occhi il cui colore era impossibile da determinare da quell’altezza, ma che lampeggiavano su un viso la cui espressione indicava chiaramente che avrebbe voluto metterle le mani addosso.
Quell’episodio rappresentò il precedente su cui si basarono i loro successivi incontri. Alcuni furono più disastrosi di altri, ma, nel corso degli anni, nonostante l’angoscia e l’imbarazzo, la devozione di Letty non vacillò mai.
Con una fede degna di un discepolo, si era aggrappata all’idea, radicata nel profondo del cuore, che un giorno Richard sarebbe stato suo.

mercoledì 2 ottobre 2019

** Segnalazione ** Novità noir Fratelli Frilli Editore || saggistica Donzelli editore



Carissimi, oggi sono lieta di presentarvi alcune uscite di due case editrici differenti.

Partiamo da un noir; si tratta della prima indagine dell'ispettore Paolo Proietti di Roma che deve indagare su un caso di omicidio: la vittima è uno scultore di fama internazionale, ritrovato cadavere nell’appartamento al quale in pochissimi avevano accesso.


I SILENZI DI ROMA di Luana Troncanetti (Frilli Editori, 208 pp, 14.90 euro).

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Ernesto vive un rapporto ormai logoro con la moglie depressa, il suo taxi è teatro di storie che si intrecciano a un delitto nella Roma "bene".
La vittima è uno scultore di fama internazionale, pochissimi avevano accesso all’appartamento dove viene ritrovato cadavere e nessuno ha un movente valido per torturarlo a morte. L’ispettore Paolo Proietti, a capo dell’indagine, intuisce che sta per sollevare un verminaio.
 La verità lo lascerà schifato, esausto e fragile come mai un poliziotto dovrebbe sentirsi. 
É un malessere che conosce fin troppo bene, lo rivive negli incubi che lo angosciano a quattordici anni di distanza da un caso in cui si è lasciato coinvolgere troppo. 
Ernesto e Paolo sono fratelli senza un filamento di DNA in comune, condividono tutto fin dal giorno in cui si sono incontrati sui banchi delle scuole superiori. 
Tutto, tranne un segreto che ciascuno nasconde all’altro: il poliziotto per non giocarsi il distintivo, il tassista perché è impossibile confessare al suo amico cosa lo torturi da giorni. 
Il silenzio viaggia nel mondo degli artisti malati, viziati e viziosi, e in quello dei ricordi che fanno male da morire, nella paura di non essere più abbastanza o di non averci provato a sufficienza, protegge i mostri e offende gli innocenti. 
Si spezzerà, poi, nella voce di una giustizia sommaria che non regala pace o reale assoluzione dai peccati, ma dignità a quanti sono costretti a macchiarsi le mani di sangue.

L'autrice.
Luana Troncanetti è nata e vive a Roma. Ama spaziare dalla scrittura ironica al noir. 
Pubblicazioni:
Dal 2010 a oggi ha partecipato a numerose raccolte per Giulio Perrone, contribuito all’antologia Hai voluto la carrozzina? per Fabbri Editori, scritto umorismo per Comix, Homo Scrivens e Cento Autori. Fra le sue opere su Amazon, figurano due raccolte di racconti brevi: Gabbie e Agrodolce (già pubblicato nel 2016 da L’Erudita - Giulio Perrone editore). E’ fra gli scrittori che hanno collaborato alla Staffetta Letteraria Bimed 2017/2018, un meraviglioso progetto di narrazione collettiva che coinvolge studenti di ogni ordine e grado in storie scritte a più mani. Aprile 2018 - OFF viene pubblicato nell’antologia Delitti al Thriller Cafè - I Buoni Cugini editori (introduzione di Romano De Marco - partecipazione di Piergiorgio Pulixi). Maggio 2018 - Partecipa all’antologia Attesa frammenti di pensiero - Homo Scrivens (a cura di Brunella Caputo) con il racconto breve Bella a metà.

L'ITALIA DELLE STRAGI a cura di Angelo Ventrone (Donzelli Ed., 242 pp, 19 euro).

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Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980)
Cinquant’anni fa, il 12 dicembre del 1969, la sorda detonazione di una bomba nella filiale milanese della Banca nazionale dell’Agricoltura inaugura in Italia un torbido e sanguinoso decennio.
Un decennio destinato a chiudersi con l’altro boato micidiale del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. È l’Italia delle stragi, la cupa stagione in cui si succedono attentati con decine di morti innocenti, trame imbastite da gruppi neofascisti, depistaggi, indagini di polizia inquinate da omissioni e coperture, manovre golpiste tra gli alti gradi militari fomentate dall’intervento attivo di molte agenzie di spionaggio, italiane e straniere. 
Tra gli effetti di quella che da allora viene chiamata «strategia della tensione», ve n’è uno che dura ancora oggi. L’immagine dominante che si ha di quel periodo, in vasti settori dell’opinione pubblica, è che si sia tuttora lontani dall’aver stabilito la verità e individuato, a tutti i livelli, i responsabili di quelle stragi. In realtà, le inchieste della magistratura si sono spinte molto più avanti di quanto non si sia riusciti a percepire. 
L’intento di questo volume è di descrivere, attraverso l’utilizzo della documentazione giudiziaria raccolta in mezzo secolo di indagini, e dando direttamente la parola ai magistrati che le hanno effettivamente con dotte, la verità d’insieme che se ne ricava. Disponendo correttamente tutti gli elementi sul tappeto, si ottiene l’effetto di fare luce anche su molte delle residue zone d’ombra. Si è trattato di un lucido disegno eversivo di destabilizzazione degli assetti democratici della nostra Repubblica, perseguito da alcune organizzazioni neofasciste (in particolare Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale), entrate in contatto con importanti settori dei servizi italiani e internazionali, nel tentativo di strumentalizzarlo al fine di contrastare un presunto e persistente pericolo comunista. Quel disegno, alla fine, sarà sconfitto. 
L’Italia democratica, benché ferita, e certo pur tra mille contraddizioni ed errori, riuscirà a non farsi sopraffare dai suoi nemici. In un paese abituato a raccontare la propria storia in negativo – il Risorgimento incompiuto, la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita, la Costituzione inattuata – è importante mostrare come allora, attraverso gli strumenti democratici, sia stato possibile resistere, e come oggi, attraverso una ricostruzione attenta e rigorosa, sia possibile sollevare il velo su quel torbido gioco di specchi.

L'autore.
Angelo Ventrone insegna Storia contemporanea all’Università di Macerata. Studioso di movimenti sociali, di comunicazione e violenza politica, ha pubblicato, tra gli altri, «Vogliamo tutto». Perché due generazioni hanno creduto nella rivoluzione. 1960-1988 (Laterza, 2012); Grande guerra e Novecento. La storia che ha cambiato il mondo (Donzelli, 2015) e, con Carlo Fumian, Il terrorismo di destra e di sinistra in Italia e in Europa. Storici e magistrati a confronto (Padova University Press, 2018)
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Un popolo come gli altri - Gli ebrei, l'eccezione, la storia di Sergio Luzzatto (Donzelli Ed., 312 pp, 19.50 euro)

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«La Shoah non è stata il “male assoluto” di cui tanto parlano i retori del 27 gennaio. (...) L’intera dinamica della Shoah viene consegnata a una dimensione astorica, o addirittura trascendente: con un vantaggio netto per gli eredi dei carnefici, e anche − in un qualche dolorosissimo modo − per gli eredi delle vittime».

La storia degli ebrei (diceva un illustre studioso di origini ebraiche) è come la gabbia del canarino in un appartamento signorile: se c’è, aggiunge qualcosa; se non c’è, non se ne avverte la mancanza.
In effetti, più che fare storia degli ebrei, si ha l’abitudine di fare storia dell’antisemitismo: cioè la storia delle discriminazioni, delle persecuzioni, delle distruzioni che il popolo eletto ha subito nei duemila anni della sua diaspora. 
Più che fare storia di un popolo in carne e ossa, singolare e plurale, coeso e diviso, riconoscibile e inafferrabile come tutti i popoli della terra, si tende a fare storia di un popolo monolitico, granitico nello spazio quanto identico nel tempo: perennemente uguale a se stesso, e immancabilmente bersagliato. 
Ma rappresentato così, il popolo ebraico corrisponde fin troppo – in una forma rovesciata – allo stereotipo antisemita: il popolo eletto come sublimazione edificante del popolo maledetto. 
Dalla Roma di Tito all’Europa dei pogrom, dal ghetto di Venezia alle leggi razziali, dalla Soluzione finale al complotto contro Israele, il popolo ebraico diventa un metafisico tutt’uno di ashkenaziti e sefarditi, uomini e donne, poveri e ricchi, rabbini e laici, marrani e coloni, contadini e commercianti, banchieri e intellettuali, miracolosamente tenuto insieme dagli altrui vizi, e dalle proprie virtù. 
Sergio Luzzatto coltiva un’idea diversa degli ebrei nella storia. più che riconoscerli sempre e comunque buoni, sempre e comunque innocenti, sempre e comunque vittime, si appassiona della varietà di vicende storiche e della molteplicità di profili umani che hanno reso (e che rendono) il popolo eletto, nel bene o nel male, un popolo come gli altri. in questo libro il lettore incontra non già figurine in panpepato, caricature di storia, ma personaggi naturalmente vivi e vitali, complessi e controversi: siano rabbini taumaturghi del medioevo o soldati israeliani nei territori occupati, siano cappellai del ghetto o straccivendoli della rivoluzione.

L'autore.
Sergio Luzzatto insegna Storia moderna all’Università di Torino. Fra i suoi libri, tradotti in varie lingue: da Einaudi, Il corpo del duce (1998), Padre Pio (2007), Bonbon Robespierre (2009), I bambini di Moshe (2018), Max Fox (2019); da Mondadori, Partigia (2013)
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Quando i grandi leggono ai bambini di Angela Dal Gobbo (Donzelli ed., 328 pp, 32 euro).

I primi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale del bambino, con effetti significativi per la vita adulta. 
Ecco perché Nati per Leggere, un programma non profit nato dalla collaborazione tra l’Associazione italiana biblioteche, l’Associazione culturale pediatri e il Centro per la salute del bambino, promuove da vent’anni in tutta Italia la lettura da 0 a 6 anni. 
Se leggere ai bambini può sembrare facile, non lo è conquistarli alla lettura, e neppure scegliere i libri giusti, al momento giusto. Questo volume si propone come una sorta di bussola per orientarsi tra gli albi illustrati che più affascinano i bambini e meglio ne interpretano i bisogni profondi. 
Offre indicazioni riguardo alle modalità di lettura e alle età più opportune per ciascun genere di libro. E propone chiavi di lettura per ogni testo partendo dal presupposto che, per crescere lettori, occorre offrire storie ben scritte, concepite secondo meccanismi narrativi irresistibili, non molto diversi da quelli che affascinano i lettori adulti. 
Ogni testo proposto è finalizzato alla lettura condivisa, quella in cui i grandi leggono ai piccoli. 
La condivisione di un libro con un bambino, nel rispetto dei suoi tempi, crea una condizione di ascolto reciproco che aiuta il piccolo a capire ciò che si guarda o si legge insieme, e offre all’adulto la grande opportunità di comprendere il bambino e di accompagnarlo in un percorso di crescita e scoperta sempre più stimolante.

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