mercoledì 5 agosto 2020

Recensione: NOI CHE CI STIAMO PERDENDO di Manola Aramini



La tragica e violenta morte di una donna - madre di due gemelle preadolescenti e moglie di un famoso pianista - solleva il coperchio di un vaso di Pandora pieno di segreti torbidi, nascosti in anime tormentate che si portano sul cuore pesi e peccati inconfessabili.



NOI CHE CI STIAMO PERDENDO
di Manola Aramini



Milena Edizioni
190 pp
13 euro
Marzo 2019
Alma vive ad Asti, è una giovane donna con un grande talento nella musica: è, infatti, una brava cantante e proprio grazie alla sua voce seducente ha incontrato, e inconsapevolmente sedotto, un uomo, più grande di lei anagraficamente ma ancora molto affascinante.
Lui è Arthur Cortes, noto pianista di origine portoghese, latin lover incallito che ama sedurre tutte le donne belle che gli capitano a tiro e con le quali condivide attimi fugaci di passione.
E' sposato ma questo non gli impedisce di passare di fiore in fiore ed Alma lo sa, eppure questa consapevolezza (di essere "una delle tante" amanti) non la spinge a odiare l'uomo di cui comunque è stata innamorata; anche adesso che la sua storia con Arthur è finita da tempo, non riesce infatti a sentirlo indifferente e quando lui la contatta, non se la sente di ignorarlo.

Cosa vorrà mai da lei Arthur?

Lo scoprirà presto.
Tatiana, l'algida e snob moglie dell'uomo, è morta.
O meglio, è stata rapita e poi ritrovata morta. Assassinata.

Arthur Cortes sembra distrutto: è vero, non amava più Tatiana, ma non avrebbe mai divorziato da lei, anche perché hanno due splendide figlie (le gemelle undicenni Camilla e Gaia) e le sue erano solo avventure senza impegno, alle quali dedicare qualche ora senza avere strascichi.

Adesso che è rimasto senza Tatiana, ne sente improvvisamente la mancanza e vorrebbe aver fatto meno errori con lei.

Rimorsi a parte, resta la domanda fondamentale cui bisogna dare risposta: chi ha ucciso Tatiana?

Il commissario Fermi si occupa del caso e inizia subito a far domande a quanti conoscevano e frequentavano la vittima.
Ovviamente, il primo ad essere interrogato è il marito: chi più di lui poteva avere interesse a far fuori una moglie scomoda alla quale, se si fossero separati, avrebbe dovuto dare i soldi e gli alimenti?

E se la colpevole fosse la sua ex-amante, quella cantante giovane e bella di origine indiana, Alma? Magari quest'ultima è stata mossa dalla gelosia verso la rivale, nutrendo il desiderio di poter vivere serenamente la sua storia con Cortes una volta tolta di mezzo la moglie!

La vicenda scuote Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all'apparenza imperturbabile; esistenza attorno alla quale emergono man mano parecchi particolari poco limpidi, grazie ad un libro autobiografico cui la donna stava lavorando e tra le cui pagine ci sono dettagli, nomi ed episodi che potrebbero rivelarsi utili alle indagini.

Nel suo romanzo Tatiana esprime sentimenti, pensieri, dubbi, tormenti, non tralasciando giudizi sulle persone che la circondavano: la cognata Odette (sorella di Arthur) viene descritta come morbosa e appiccicosa; sposata ma senza figli, forse la donna covava gelosia per la cognata, così fine e delicata? Potrebbero essere state le mani dell'insicura e apprensiva Odette ad essersi sporcate del sangue di Tatiana?

O forse le indagini dovrebbero concentrarsi sull'inquietante giardiniere, un vedovo spione e ossessionato dalla bella signora?

A complicare le cose, e a mettere urgenza a Fermi per la risoluzione del caso, si aggiunge un altro omicidio: una ragazza, di nome Samanta, viene ritrovata morta e sulla scena del delitto ci sono particolari che collegano il suo assassinio a quello di Tatiana, in modo indiscutibile.
Samanta ha avuto una storiella con Arthur e la notte in cui è sparita si è vista con lui... 
Forse Cortes sta prendendo in giro tutti con la sua aria esageratamente affranta di vedovo inconsolabile quando in realtà è l'unico assassino?

Oliviero Fermi non sa che pesci pigliare: in questa storia di duplice omicidio ci sono troppe persone ambigue, dai comportamenti poco chiari: tutti ovviamente si dichiarano innocenti, ma dovrà pur esserci l'assassino tra loro!

Una cosa è certa: non tutti sono completamente onesti e c'è chi nasconde qualche segreto che si guarda bene dal far saltare fuori.
La stessa Tatiana, dall'apparente normale vita borghese, aveva i suoi scheletri nell'armadio....

Nessuno è esente da ombre, da colpe, da tormenti, da peccatucci più o meno gravi: ma essere fedifrago, essere stata l'amante di un uomo sposato, avere avuto una storia con una delle vittime.... non rende automaticamente colpevoli di omicidio.

Molte persone potevano avere un movente per uccidere Tatiana e di volta in volta, in base agli elementi che emergono e ai segreti svelati, il commissario Fermi nutre forti dubbi ora sull'uno ora sull'altro dei sospettati.

Ma non c'è tempo perdere: l'indagine sta prendendo una piega ancora più drammatica perché altre vittime innocenti rischiano di morire a causa della stessa mano assassina, che va quindi subito individuata e fermata.

"Noi che ci stiamo perdendo" è un giallo psicologico davvero intrigante; la narrazione procede dando spazio, di capitolo in capitolo, alla prospettiva personale dei diversi personaggi che intervengono a creare dinamiche e ad aggiungere di volta in volta nuovi elementi al caso; trovo che la penna dell'Autrice sia molto acuta e attenta nel soffermarsi sull'aspetto psicologico di quanti satellitano attorno a Tatiana, lasciando emergere di ciascuno luci ed ombre, fragilità e debolezze, creando aloni di sospetto su ciascuno per poi, a fine libro, diradare le nuvole e puntare i riflettori sul vero colpevole, la cui identità costituisce un colpo di scena.

E' un libro che si lascia leggere tutto d'un fiato, grazie ad una scrittura trascinante, a personalità ambigue e complesse, e ad un ritmo reso scattante dai capitoli brevi e dalla equilibrata alternanza dei dialoghi e della narrazione sia del passato che dei momenti in cui vengono resi manifesti i pensieri intimi e tormentati dei personaggi principali.

Ve lo consiglio, è un romanzo che sa catturare l'interesse del lettore e potrebbe costituire una buona lettura per le vostre vacanze!

Ringrazio la C.E. Milena Edizioni per il gentile invio della copia omaggio.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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