martedì 18 ottobre 2016

I MEDICI: tra romanzo e serie tv (da stasera su Rai Uno)



Ci siamo: dopo settimane di pubblicità ossessiva, il D-Day è arrivato e stasera su Rai Uno andrà in onda la prima puntata della serie tv I MEDICI, che vanta un cast internazionale (tipo Dustin Hoffman).


I Medici (Medici: Masters of Florence), serie tv in otto puntate, diretta da Sergio Mimica-Gezzan e creata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer, descrive l'ascesa della famiglia fiorentina dei Medici, casata borghese a capo della città di Firenze durante il Rinascimento.

A vestire i panni di Giovanni de' Medici è Dustin Hoffman, mentre Richard Madden e Stuart Martin saranno rispettivamente Cosimo e Lorenzo.

Tra gli attori italiani, vedremo Alessandro Preziosi (che interpreterà Filippo Brunelleschi), Miriam Leone e Sarah Felberbaum.



PENSATE DI GUARDARE LA SERIE?

Io amo le serie storiche, quindi provo a vedere almeno questa prima puntata
e se dovesse essere di mio gradimento..., tanto meglio ^_-



Intanto in libreria, per quanti fossero appassionati alla storia della nobile famiglia italiana o se semplicemente amate in generale il genere storico, vi ricordo che potrete trovare questo romanzo:


I MEDICI. UNA DINASTIA AL POTERE
di Matteo Strukul


Ed. Newton Compton
384 pp
9.99 euro
2016

Un grande romanzo storico​

Tra intrighi e colpi di scena, l’ascesa al potere dei Medici,
 la famiglia più potente del rinascimento


Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine.
In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. 
Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. 
Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. 
Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. 

Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

L'autore.
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato il thriller storico La giostra dei fiori spezzati (2014), la trilogia dedicata alla killer veneta Mila Zago: La ballata di Mila (2011), Regina nera (2013) e Cucciolo d’uomo (2015), e nel 2015 I Cavalieri del Nord, il suo primo fantasy storico. Nel 2016 ha pubblicato Il sangue dei baroni. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione in 20 Paesi e opzionati per il cinema. La trilogia sui Medici sta per essere tradotta in Germania, Inghilterra, Spagna e Turchia. Scrive per le pagine culturali del Venerdì di Repubblica e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania

Recensione: LA STRADA NELL'OMBRA di Jennifer Donnelly



Buongiorno cari readers!!
Questa giornata uggiosa e umida inizia con una bella recensione (bella nel senso che mi è piaciuto il libro e quindi è bello scriverla :-D )!

LA STRADA NELL'OMBRA è un romanzo di Jennifer Donnelly che ci regala molte emozioni, suspense e avventura grazie a uno sfondo suggestivo e misterioso, a un intreccio ricco di colpi di scena, ai tanti momenti resi dinamici e attraversati da una bella tensione narrativa grazie a un tocco di "giallo", e soprattutto grazie ad una protagonista che, per quanto molto giovane, rivela una personalità caparbia, determinata, coraggiosa e uno spirito nobile, alla ricerca di giustizia e libertà.


LA STRADA NELL'OMBRA
di Jennifer Donnelly


Ed. Mondadori
trad. B. Servidori
18 euro
SETTEMBRE 2016
La nostra storia ha inizio in un giorno di metà settembre del 1890, a New York.
Conosciamo immediatamente la protagonista, Josephine (Jo) Montfort, studentessa 17enne che frequenta l'Istituto per Giovani Signore di Miss Sparkwell e comprendiamo subito che è un tipetto sveglio e deciso, che aspira a diventare una giornalista.
Ma non una giornalista qualsiasi, piuttosto una reporter che racconti le condizioni disagiate di categorie di persone meno fortunate di lei, come ad esempio le lavoratrici in fabbrica, sottoposte ad orari e condizioni di lavoro massacranti.
E chi sono, infatti, i suoi modelli?
Due personaggi (realmente esistiti) a lei contemporanei che hanno fatto dell'inchiesta e della denuncia sociale i loro obiettivi di vita e professionali: Nellie Bly e Jacob Riis.

Ma queste sue nobili aspirazioni non sono ben viste da chi la circonda, perchè Jo appartiene a un mondo, che è quello delle famiglie ricche e importanti della società newyorchese, in cui alla donna è riservato solo e soltano un modo di essere e vivere: la donna non deve lavorare ma essere unicamente una buona moglie e madre, partecipare a feste e ricevimenti, chiacchierare e spettegolare con le amiche, godendosi la propria vita di agi senza avere grilli libertini per la testa.

Ma Jo non è fatta per questo tipo di esistenza grigia e ingabbiata: lei è uno spirito libero, è intelligente, arguta, ribelle, combattiva, sa scrivere ed esporre le proprie idee senza paura ma con vivo entusiasmo e convinzione.
Eppure sa che i genitori si aspettano da lei che si sottometta a quel modo di vivere e sa già cosa l'aspetta: un futuro radioso come consorte di un giovane rampollo di una delle famiglie più in vista della città (Bram Aldrich, suo amico d'infanzia) e una vita all'ombra della richezza e della serenità.

A spezzare questa serenità però ci pensa una tragedia inaspettata: suo padre Charles viene ritrovato morto in casa, nel suo studio, una sera.
Tutto fa pensare che si sia stato un fatale incidente (mentre puliva la rivoltella), e la polizia conferma ufficialmente questa versione.

Jo non si dà pace: suo padre non era uno sprovveduto e chissà quante volte ha pulito una pistola!
Il suo sesto senso le suggerisce che qualcosa non va e l'incontro fortuito con un giovane reporter (che lavora per il giornale del padre) costituirà lo spunto per dare avvio ad una vera e propria indagine.
Il ragazzo si chiama Eddie Gallagher, è bello, spigliato, intelligente, desideroso di approdare alla verità proprio come lei.

I due, dopo un approccio iniziale burrascoso, cominceranno a farsi delle domande su come sono andate davvero le cose ed emergerà una prima intuizione: altro che incidente, Charles si è suicidato molto probabilmente!

Per Jo è uno shock: ok, suo padre - che era un uomo d'affari noto, potente, facoltoso, stimato... - poteva avere problemi e preoccupazioni, ma non si sarebbe mai suicidato!

Ed in effetti, grazie a Eddie e a un suo amico che lavora in obitorio ed è esperto nel "leggere indizi sui cadaveri", Oscar Rubin, emerge un'ulteriore e più certa verita: Charles Montfort non è nè morto accidentalmente e nè s'è suicidato.

jessica-brown-findlay
Quindi? C'è forse un assassino che si è introdotto furtivamente in casa loro e quella notte ha ammazzato a sangue freddo (e silenziosamente) suo padre?
E chi è quell'uomo dall'aria sinistra, dallo sguardo duro e dal volto ricoperto di tatuaggi che la sera tardi, spesso e volentieri, si apposta sotto la finestra dello studio di Charles? Forse è lui l'assassino?

Partendo da quella sfuggente ma inquietante presenza e da un'agendina appartenuta al padre in cui ci sono nomi, date e sigle per Jo incomprensibili, la nostra improvvisata ma scrupolosa reporter, accompagnata da un altrettanto preciso e impavido Eddie, inizierà a indagare, chiedendo inizialmene informazioni a chi le è vicino, come il fratello del padre, il caro zio Phillip, che però le lascerà intendere da subito che...

«La verità può essere una cosa difficile da accettare, Jo. Spesso è meglio tacerla» disse Phillip con unfilo di voce.

Ma Jo non le manda a dire:

«Sono in grado di affrontare le cose difficili. Non sono più una bambina. Sono cresciuta, ormai.»

E il motto di famiglia - "Fac quod faciendum est" - diventerà anche il motto suo e del compagno d'avventure: quando si comincia a camminare nell'ombra si può solo andare avanti per cercare la luce, non conviene più tornare indietro, e spesso non è neanche possibile.

La ricerca affannosa della verità sul padre si allargherà al mondo degli affari dello stesso, che vede coinvolta la società di navi Van Houten, di cui il padre era co-socio; non solo, ma essa introdurrà la giovane in una parte di N.Y. ben diversa da quella dorata, fatata e quasi irreale in cui è nata e vissuta, scoprendole realtà più squallide, tristi, pericolose, in cui i ragazzini vengono addestrati e obbligati a diventare abili borseggiatori, le ragazze vengono sfruttate per dare il proprio corpo a uomini immorali, e dove le minacce sono sempre dietro l'angolo perchè se immischi il naso in faccende in cui non dovresti, qualcuno che poi desidera tranciartelo c'è sempre...

Ed Speleers
Per fortuna a proteggerla c'è Eddie, che dimostra più saggezza e autocontrollo di Jo, e che le farà aprire gli occhi su verità spiacevoli e difficili da accettare e che vedono coinvolte persone a lei care.
Persone stimate e stimabili che però evidentemente hanno fatto cose ignobili, per le quali un uomo chiede vendetta ed è pronto a comparire dal passato, come un fantasma, per restituire le sofferenze subite.

In mezzo a queste avventure pericolose e perdifiato, Eddie e Jo avrammo modo di stare molto tempo insieme, di conoscersi a fondo e inevitabilmente sboccerà un sentimento sincero tra loro.

Ma Jo non può abbandonarvisi con leggerezza perchè i due appartengono a mondi diversi, lontani, e il futuro di lei sembra già deciso dalla sua famiglia...

Considerazioni.

L'Autrice ha intessuto una tela narrativa intricata, con tanti misteri, domande e intrighi che rendono il ritmo necessariamente vivace, molto dinamico, con tanti piccoli colpi di scena; viviamo insieme a Jo e Eddie le tante graduali scoperte che man mano ci avvicinano alla verità (anche se i depistaggi e gli errori non mancano) e questo crea molti momenti di suspense che, personalmente, mi "costringevano" ad andare avanti nella lettura per sapere che sarebbe accaduto dopo.

Il mondo apparentemente pulito e dorato dei ricchi si mescola con quello "sporco" e squallido dei poveracci e dei ladri e Jo dovrà fare i conti con brutte veritàche le faranno crollare diverse certezze.

Jo è un personaggio forte, incosciente, intuitivo, è coraggiosa (mi ha ricordato molto Fiona de "I giorni del tè e delle rose", personaggio che ho amato molto), pronta a sfidare almeno alcune delle convenzioni sociali che vorrebbero imbrigliarla, seppur combattuta tra ciò che vuole e i doveri verso la famiglia.
Ammiriamo la sua sincera propensione a combattere contro ogni ingiustizia ed aiutare le persone meno fortunate di lei e infelici a riscattarsi, ma in questo percorso di investigazioni giungerà ad una verità fondamentale: la prima persona che deve "liberare", riscattando da prigioni non fisiche ma mentali e sociali, è se stessa.
Jo deve capire cos'è la libertà vera, quella che rende felici e appagati, e decidere se e quanto sacrificare ciò che finora è stata e ha avuto, pur di raggiungerla, com'è suo diritto.

I nemici sono ovunque e, cosa più triste, sono proprio lì dove lei mai avrebbe immaginato e proprio quando la verità sembra avvicinarsi, eventi inaspettati e non facilmente prevedibili, rischieranno di mandare tutto all'aria.

Ma non ci sono solo nemici, bensì anche tanti alleati che daranno il loro significativo contributo alla risoluzione del complicato caso che i due reporter si sono messi in testa di affrontare e che, strada facendo, seminerà morti, agguati e tanto altro.

"La strada nell'ombra" è un romanzo davvero molto carino, di una scorrevolezza incredibile, si legge tutto d'un fiato, ha un ritmo via via sempre più incalzante, è coinvolgente perchè Jo è una protagonista alla quale ci si affeziona, che condivide con i lettori dubbi, sentimenti, paure, intuizioni; tanti i colpi di scena e le sorprese, che verso la fine si susseguono velocemente creando molta tensione.

Un romanzo adatto a lettori più giovani (vista l'età della protagonista) ma che cattura anche i più grandi grazie allo stile della Donnelly sempre intrigante e fluido, alle sue storie così ben incastrate in precisi riferimenti e contesti storici, alla sua capacità di portarci nelle strade più buie e pericolose di una New York di fine Ottocento che ammalia proprio perchè pericolosa e imprevedibile, e ai suoi personaggi così ben descritti che paiono prender vita dalla carta.

Assolutamente consigliato, una lettura molto molto piacevole e avvincente!

lunedì 17 ottobre 2016

Frammenti.. LA STRADA NELL'OMBRA



Due brevi passaggi tratti da LA STRADA NELL'OMBRA, un romanzo che sto leggendo tutto d'un fiato perchè ancora una volta Jennifer Donnelly ha saputo costruire una trama articolata, con un tocco di mistero e di "giallo" davvero intrigante, e ci ha regalato una protagonista giovane ma molto determinata.



"«Resta con me, Jo» disse.
«Non posso, Eddie. Devo rientrare a casa prima che si accorgano della mia assenza.»
«No. Volevo dire, resta con me oggi. E domani. E tutti i giorni a venire.» Il tono di voce di Eddie era serio, così come il suo sguardo.
«Se lo facessi, mia madre manderebbe la polizia, se non l’esercito, a prendermi e riportarmi a casa»disse Jo. Si stava sforzando di mantenere un tono di voce spensierato e ironico, per impedire a Eddie di addentrarsi in un territorio pericoloso.
«Jo, non sto scherzando. Dico sul serio. Sono inna…»
«Eddie, no. Ti prego» lo interruppe Jo, spaventata. Eddie era stato sul punto di dire qualcosa che Jo voleva disperatamente sentire, e altrettanto disperatamente non sentire. Se l’avesse messa alle strette, avrebbe dovuto scegliere, e non ne sarebbe stata capace.
Lo baciò sulle labbra, per quanto fossero doloranti, e gli impedì di parlare: avrebbe reso reale qualunque cosa ci fosse tra loro. E così vi avrebbe messo fine. 
«Devo andare» disse."




"«Dimmelo tu. Chi dovrei scegliere? Cos’è meglio: la sicurezza o l’amore?»
Fay non replicò subito. Per qualche tempo, invece, spinse lo sguardo lontano sull’East River; poi, con voce piena di desiderio, disse: «Questa è la cosa migliore, Jo. La città a perdita d’occhio davanti a te, luccicante come un pugno di diamanti. Tua, da afferrare. Un sorso di gin e una sigaretta e nessuno da accontentare se non te stessa. La libertà. Ecco la mia risposta. La libertà di essere la tua cosa migliore»." 

Recensione film: I NOSTRI RAGAZZI di Ivano De Matteo



Diverse settimane fa in tv hanno dato un film di Ivano De Matteo, I NOSTRI RAGAZZI, che già da un po' avrei voluto vedere perchè liberamente ispirato ad un romanzo che ho letto tempo fa e che mi aveva molto colpito per la tematica affrontata.

Il libro in questione è La cena di H. Koch, edito da Neri Pozza.

Ma vediamo anzitutto il film:

I NOSTRI RAGAZZI


2014
Regia: I. De Matteo
Cast: Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers e Jacopo Olmo Antinori

Paolo (L.Lo Cascio) e Massimo (A. Gassmann) sono due fratelli che più diversi non potrebbero essere.
Lo sono nel carattere come nelle scelte di vita e professionali: Massimo fa l'avvocato e svolge la propria professione spesso con atteggiamenti cinici e distaccati; l’altro è invece un pediatra impegnato che ama il proprio lavoro e lo svolge con passione e mettendoci il cuore.
Paolo è sposato con Clara (G. Mezzogiorno) e hanno un figlio adolescente, Michele, che ultimamente sta andando malino a scuola e sembra un po' apatico. Ma si sa, è l'adolescenza!

Massimo è sposato con Sofia, hanno una bimba piccola ma in casa c'è anche Benedetta, figlia di Massimo (precedente matrimonio), poco più grande di Michele, con cui la sera esce e si va a divertire.

Le due mogli si odiano, e neanche tanto cortesemente, non s'incontrano mai, se non una volta al mese quando le due coppie vanno a cena in un ristorante di lusso. Più per abitudine e tradizione che per un genuino desiderio di stare insieme, visto che la tensione a tavola si può tagliare col coltello e tra una portata sofisticata e un'altra, gli argomenti di conversazione scarseggiano.

Ma basta una sera per cambiare la vita a tutti.
Una notte i loro due figli, un tantino alticci, commettono un'azione criminosa: aggrediscono selvaggiamente  una barbona, a calci e pugni, lasciandola quasi morta a terra.
Poi scappano, convinti che in quella strada deserta nessuno abbia assistito alla terribile scena.

Ed effettivamente testimoni oculari non ce ne sono, ma a riprenderli ci sono forse testimoni "peggiori" e più fedeli: le videocamere di sicurezza.

I due ragazzi non dicono nulla a nessuno, convinti che la cosa passerà sotto silenzio - in fondo, si tratta solo di una vecchia stracciona - ma ben presto il video della loro "bravata" comincia a diffondersi in rete, tanto che pure la nota trasmissione "Chi l'ha visto?" lo manda in onda, con tanto di richiesta della conduttrice di dare nomi e volti ai due quasi assassini, nel caso qualcuno li riconoscesse.

La prima a vedere il video in tv è Clara, che riconosce figlio e nipote.
La prima reazione è di sgomento, rabbia, dolore...
Che fare? Parlarne direttamente col ragazzo (che ovviamente lei ritiene incapace di far del male anche a una mosca...) o prima col marito?
Di andare alla polizia non se ne parla proprio...

Pian piano pure gli altri tre verranno a conoscenza del fattaccio, e da lì voleranno litigi, discussioni agitate e disperate con i figli e soprattutto tra loro quattro per cercare di trovare una soluzione.

Come affronteranno i due fratelli, con le loro relative famiglie, un evento tanto tragico che li coinvolge così da vicino?

Pur essendoci molte differenze (soprattutto relative ai personaggi) con il romanzo cui si ispira, il tema e la domanda fondamentale restano: cosa è disposto a fare un genitore pur di proteggere il proprio figlio, che avrà pure commesso un atto scellerato, ma non è un serial killer, non è un violento?
Può un genitore, che ama il proprio ragazzo, assisterne alla rovina, sacrificando il suo futuro per amore della giustizia?
Se i due ragazzi dovessero mai essere riconosciuti e affrontare quindi un processo, la loro vita ne uscirebbe distrutta per sempre, a prescindere poi dalle eventuali attenuanti che riuscirebbero ad ottenere e dalla sentenza finale.

I quattro adulti dovranno chiamare all'appello ognuno la propria coscienza e rispondere ad essa, decidendo cosa fare di ciò che sanno.

La verità di avere due figli che, inaspettatamente, hanno commesso un crimine abietto, li sconvolge, è chiaro, e per un genitore è difficile da accettare.
Ma una decisione va presa e tutti devono essere d'accordo, perchè se uno decide per la denuncia, l'altro non può semplicemente infischiarsene, perchè il proprio figlio è ugualmente implicato. Le vita di tutti e sei sono strettamente intrecciate.

Cosa faranno Massimo e Paolo, con le loro mogli?

Il film, dal tema scottante, delicato e quanto mai attuale*, è fatto davvero bene, realistico, coinvolgente dal punto di vista emotivo (anche più del libro, i cui personaggi sono un tantino freddi) grazie a un cast eccellente che restituisce allo spettatore tutta la fiumana di emozioni contrastanti provata dai genitori, nella loro diversità caratteriale: prendere la decisione di denunciare il proprio ragazzo non è semplice, neanche quando la ragione sa che è necessario farlo perchè è giusto così.

E' scioccante il pensiero di questi due adolescenti che hanno commesso un crimine e non ne sentono più di tanto il peso, anzi..., c'è una scena in cui parlano tra loro pensando di non essere ascoltati e si confidano pensieri che mettono i brividi, e viene spontaneo chiedersi: ma che razza di mostri sono? Chi li ha cresciuti 'sti ragazzi?

E la cosa ulteriormente sconvolgente è proprio questa: in due famiglie benestanti e perbene, di sani principi, come è possibile che crescano ragazzi che sembrano privi di morale e di valori?

Ciò che stupisce saranno in particolare le reazioni dei due fratelli, perchè costituiranno un colpo di scena, in quanto quest'evento fortemente destabilizzante lascerà emergere emozioni e prese di coscienza insospettabili.

Il finale è brusco e amaro, e in un primo momento mi ha lasciata un po' basita, ma forse è quello che davvero ci sta meglio perchè un tema così è già "brusco e amaro" di per sè, e nessun finale avrebbe potuto addolcirlo.
E anzi, forse proprio questo genere di finale che non dà una vera e propria "soluzione", porta ancora di più a riflettere su come cresciamo queste nuove generazioni, sui valori che diamo loro, sul fatto che forse questi figli li conosciamo meno di quanto crediamo (pur essendo "i nostri ragazzi"), sul rapporto genitori-figli, su come diamo ascolto alla nostra coscienza e a cosa la "sottomettiamo" quando ci troviamo a prendere decisioni drastiche che stravolgeranno l'esistenza nostra e di chi amiamo.

Bello, lo consiglio, è un bel film con tanti spunti di riflessione assolutamente attuali.

Termino con un accenno al libro.



La cena
link libro
Neri Pozza
LA CENA
di Herman Koch
Quattro persone.
Una cena in un ristorante di lusso.
Nel tempo che va dall'aperitivo alla mancia, due coppie di genitori dovranno decidere il futuro dei proprio figli.
Perché i ragazzi hanno commesso qualcosa di imperdonabile.
Di cosa siamo capaci per proteggere i nostri cari?
Fin dove può spingersi l'amore e la protezione dei parenti quando un figlio ha fatto qualcosa che non può essere giustificato, in grado di rovinare la sua vita per sempre?




Koch ci mette davanti domande e tematiche fondamentali: fino a che punto l’amore per i propri cari giustifica un’azione malvagia? La coscienza personale può essere messa a tacere e sacrificata pur di non “rovinare” il futuro di figli che hanno comunque commesso, senza alcun dubbio, un’azione sconsiderata e moralmente deprecabile?
La cosa che più mi ha "sconvolta", leggendo il romanzo, è la facilità con la quale si possa far zittire la propria coscienza, i propri codici morali, sottomettendoli e postponendoli egoisticamente ai propri interessi!


*  ho riavuto i brividi il giorno dopo, quando ho sentito al tg la notizia di un anziano bruciato vivo da quattro ragazzi che poi si sono giustificati dicendo che l'avevano fatto "per gioco"....



AVETE VISTO IL FILM E/O LETTO IL LIBRO?
CHE NE PENSATE?





domenica 16 ottobre 2016

Anteprime Edizioni E/O: IL CUOCO di Harry Kressing // TEMPO ASSASSINO di Michel Bussi



Due libri in uscita tra ottobre e novembre.

Il primo è una ripubblicazione che ha per protagonista un cuoco bravo ma anche molto misterioso, che stravolgerà la vita degli abitanti di una tranquilla cittadina; l'altro è di un autore francese di noir tradotto in circa trenta lingue: Michel Bussi, maestro riconosciuto dell’alchimia tra manipolazione, emozione e suspense. 
I suoi libri hanno scalato le classifiche mondiali, tra cui anche quella del Times britannico. 
Le sue trame sono congegni diabolici dove il lettore è invitato a perdersi e ritrovarsi tra miraggi, prospettive ingannevoli e giochi di prestigio. Ma anche tra desiderio di vendetta e sentimenti d’amore.


IL CUOCO
di Harry Kressing



Edizioni E/O
trad. L Coïsson Gambi
256 pp
16 euro
USCITA
OTTOBRE 2016
Dalla notte in cui Conrad arriva a Cobb, niente sarà più lo stesso per gli abitanti della tranquilla cittadina ai piedi del misterioso castello di Prominence. 
Altissimo, cadaverico, tutto vestito di nero, di lui non si sa quasi nulla. Appena qualche accenno a un passato aristocratico cancellato da un tracollo economico, notizie di amici fra i maggiori notabili della lontana città, e infine la sua professione: cuoco. 
Appena arrivato prende subito servizio presso la ricca famiglia degli Hill, una delle più antiche del posto, portando con se le ricette migliori (e i coltelli più affilati) per conquistare la loro fiducia. 

Ma da dove viene? Qual è il suo piano? E perché non si separa mai dal suo coltello preferito? 
I suoi piatti soddisfano i gusti più esigenti, su questo niente da dire, ma c’è qualcosa di sinistro in lui, di sulfureo. Le sue pietanze non sono solo buone, sono irresistibili.  Anzi, di più: sembrano in grado di piegare la volontà anche dei meno golosi. 
In breve l’intera cittadina verrà soggiogata dalle sue diaboliche arti culinarie, a partire dalle famiglie più importanti, gli Hill e i Vale, dalle cui sorti dipende il destino del maniero di Prominence e dell’intera vallata… 
Sta per succedere qualcosa nella cittadina di Cobb, qualcosa che i suoi abitanti ricorderanno per molto, molto tempo.

L'autore
Harry Kressing è lo pseudonimo di Harry Adam Ruber (New York, 1928 – Minnesota, 1990). Le notizie sulla sua vita sono poche e contraddittorie. Fra le sue opere ricordiamo il romanzo Il cuoco (1965) e i due racconti lunghi pubblicati sotto il titolo Married Lives (1974).


TEMPO ASSASSINO
di Michel Bussi


Edizioni E/O
Trad. A. Bracci Testasecca
pp. 512 
16 euro
USCITA
NOVEMBRE 2016


Estate 1989
Corsica, penisola della Revellata, tra mare e montagna. Una strada che segue la costa a precipizio sul mare, un’auto che corre troppo veloce… e sprofonda nel vuoto. Una sola sopravvissuta: Clotilde, quindici anni... I genitori e il fratello sono morti sotto i suoi occhi.

Estate 2016
Clotilde torna per la prima volta nei luoghi dell’incidente, con suo marito e la figlia adolescente, in vacanza, per esorcizzare il passato. Nel posto esatto dove trascorse l’ultima estate assieme ai genitori, riceve una lettera. Una lettera firmata da sua madre. Ma allora è viva?
L'autore
Michel Bussi è l’autore di romanzi gialli oggi più letto in Francia. I suoi libri, tutti bestseller, hanno ricevuto numerosi premi letterari e sono stati tradotti in trenta lingue. Nel 2011, anno della pubblicazione in Francia, Ninfee nere è stato il giallo che ha ricevuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne.


Booktag - The Tis the Season (Autumnal Version)



Sempre alla ricerca di nuovi booktag con cui intrattenerci!!

Ne ho trovato uno nel blog SPINES AND COVERS ma, essendo tipicamente invernale/tendente al natalizio. ho deciso che così com'è me lo conservo per la prossima stagione e lo condivideremo insieme tra un po' di tempo, mentre adesso, sempre prendendo spunto da esso, vi propongo uno simile ma in versione autunnale :=)

Fatelo anche voi, se vi piace, e leggerò con piacere le vostre risposte!!


The Tis the Season - book tag
(Autumnal Version)



Hai un libro preferito che ti ricorda l'autunno?

Lo so che sono noiosa e poco originale, ma non posso dare una risposta differente da ciò che mi viene in mente in maniera istintiva...
Io quando penso a una lettura (de)cadente come le foglie d'autunno, a una lettura malinconica e anche un po' aspra, penso a lei, ad Emily Bronte e al suo capolavoro ambientato nelle brughiere desolate ma suggestive dei dintorni di Haworth: CIME TEMPESTOSE ^_^

fonte
HAWORTH - England


Trova un libro con una cover che abbia i colori caldi dell'autunno!




Questa copertina, che non è magari la fine del mondo, a me sa molto d'autunno: sarà il bordeaux della maglia, il rossetto, le foglie secche finte (del pout pourri che non profuma più) che le ho messo vicino, ma così è... ^_^



Hai l'immagine di un libro, che ami, fotografato in una veste autunnale (ad es., un libro in mezzo a foglie, frutta... tipiche della stagione)?




Ok, i grappoli non sono veri.. e la foglia non è gialla o marrone o rossa..., ma garantisco che è di stagione perchè era insieme all'uva (vera ^_^) che ho comprato pochi giorni fa.


Scegli un luogo, tratto da un romanzo, che sarebbe perfetto per una vacanza in autunno.

E qui scelgo un Paese che vorrei visitare, che spesso fa da cornice a tanti romanzi: l'Irlanda!!

connemara


Scegli un personaggio letterario che porteresti con te in vacanza!

Credo che porterei un tipo divertente e buffo come Babu, il nanetto di Aegyptiaca di Dean Lucas.


Nomina un libro della tua wishlist di quest'anno.

Uno solo.... E' complicato!!  Però il primo che mi viene in mente L'AMORE E LE FORESTE di Eric Reinhardt.


La tua vacanza preferita: bevanda, dolcetto e film.

Beh, chiaramente: LIBRO, CIOCCOLATA CALDA, DOLCETTI VARI (non faccio la schizzinosa, magno tutto)... e il film...? Qualcosa di romantico, vi prego.

Se dico SWEET NOVEMBER o AUTUMN IN NEW YORK sono troppo banale e drammatica?  ^_^


-



sabato 15 ottobre 2016

Su Mediaset Premium ogni sabato sera alle 21.15 "THE SLAP" con Uma Thurman



Per quanti amano le serie tv, vi ricordo che da sabato 6 ottobre è iniziata la miniserie statunitense "The Slap" su Mediaset Premium, con Uma Thurman, basata sullo Lo schiaffo di Christos Tsiolkas.

L'appuntamento è quindi 

ogni sabato in prima serata (21.15)
 in anteprima assoluta su Premium Stories.

 

Composta da 8 episodi e trasmessa nel 2015 sul network NBC, The Slap è un adattamento scritto dallo sceneggiatore Jon Robin Baitz dell’omonima serie televisiva australiana prodotta da Matchbox Pictures

Nel cast troviamo anche Melissa George, Brian Cox, Makenzie Leigh, Penn Badgley, Lucas Hedges.


LO SCHIAFFO
di Christos Tsiolkas


 
A Melbourne in tanti, tra familiari, amici e colleghi, sono accorsi al barbecue di fine settimana di Aisha e Hector.

L'affascinante indiana Aisha ed Hector, suo marito, un quarantenne di origine greca si danno da fare perchè tutto sia perfetto, ma mentre si aggira tra gli ospiti, cerca con lo sguardo la giovane Connie.
In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all'islam, cerca cortesemente di rifiutare una birra portagli da Manoli, il padre di Hector.
E ci sono anche Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese con Rocco, suo figlio, e Sandi, sua moglie, una serba con un corpo da fotomodella unito a uno stile da donna provocante. 

C'è Anouk, la sceneggiatrice di soap con Rhys, un giovane attore; Rosie, amica di lunga data di Aisha, che deve badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, e al marito Gary, un chiacchierone che si ubriaca puntualmente.

E a un certo punto proprio Hugo, che di angelico ha solo gli occhi, sferra un calcio negli stinchi di Harry. 
Cosa fa Harry? Risponde con uno schiaffo che echeggia nell'aria e incrina il crepuscolo.
Da quel momento l'esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.

L'autore.
Christos Tsiolkas è nato nel 1965 a Melbourne (Australia), dove vive. È autore di altri tre romanzi: Loaded, da cui è stato tratto il film Head on,The Jesus Man e Dead Europe. Quest’ultimo ha vinto l’Age Fiction Prize 2006 e il Melbourne Best Writing Award 2006. È anche autore di testi teatrali e sceneggiature


venerdì 14 ottobre 2016

Imparare leggendo "La strada nell'ombra": Nellie Bly e Jacob Riis



Sto leggendo, in questi giorni, l'ultimo romanzo di Jennifer Donnelly, LA STRADA NELL'OMBRA e procede con molta scorrevolezza.

Sin dalle primissime battute, la giovanissima protagonista, Jo Montfort, di soli diciassette anni, rivela un temperamento battagliero e un animo sensibile nei confronti delle persone meno fortunate di lei (che appartiene ad un'elevata classe sociale).
Esprime quindi il suo dissenso per le ingiustizie subite dalle donne lavoratrici, sfruttate e sottoposte ad orari e condizioni di lavoro massacranti, attraverso la parola scritta, pubblicando articoli di denuncia.

Chi sono i suoi modelli, in questo senso?
Due persone realmente esistite e che, ai loro tempi, hanno dato un notevole contributo alla società per la battaglia contro le ingiustizie verso categorie di persone più deboli: Nellie Bly e Jacob Riis.


NELLIE BLY


Elizabeth Jane Cochran, soprannominata "Pink"(1864 – 1922), è stata una giornalista statunitense, ma anche scrittrice, industriale, inventrice.
La si ricorda anche perchè fece il giro del mondo in 72 giorni, ma a noi interessa elogiarla per le sue doti di giornalista investigativa, creatrice del genere di giornalismo sotto copertura. 
Nelly Bly era il suo pseudonimo giornalistico.

La prima persona che si accorse della penna arguta e pungente di Elizabeth fu il direttore del «Pittsburgh Dispatch», George Madden, che la conobbe nel 1885, quando al suo giornale giunse una fiumana di lettere di protesta in seguito alla pubblicazione di un articolo (A cosa servono le ragazze, di Erasmus Wilson, che scrisse come, secondo lui, le donne dovessero limitarsi a stare a casa, cucinare e crescere i bambini ed evitare di andare a lavorare); tra quelle lettere ce n'era anche una della giovane 21enne Elizabeth, che fu assunta seduta stante da Madden.
Per poter scrivere senza creare inutili scandali, la donna scelse di firmare i propri articoli con il nome fittizio di Nellie Bly.
 
Nei suoi articoli la ragazza parlava di lavoratrici sfruttate, lavoro minorile, salari e mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro. 
Quando lo stato della Pennsylvania volle modificare le leggi sul matrimonio e sul divorzio, limitando ancora di più la libertà delle donne, Nellie decise di intervistare donne che avevano divorziato. 

Le opposizioni iniziano ad arrivare e il direttore è costretto, per evitare di chiudere per mancanza di
.
aiuti finanziari, a relegare la giornalista alle pagine di giardinaggio e di moda.

Ma Nellie non demorde e riesce a farsi mandare in Messico, dove, tra il 1886 e il 1887, racconta storie di povertà e di corruzione del paese.
Il governo messicano la espelle...

Si trasferisce a New York e lì diventa famosissima come pioniera del giornalismo investigativo, in particolare grazie ad un'importantissima inchiesta sugli istituti psichiatrici. 
Per entrarvi e fare al meglio il proprio lavoro, Nellie si finge mentalmente disturbata e resta ricoverata per una decina di giorni nel manicomio femminile di Blackwell’s Island. 

In Dieci giorni in Manicomio racconta di come le donne internate subissero soprusi e violenze, di come fossero malnutrite e di come la maggior parte delle pazienti avesse dei lievi problemi fisici mentre altre erano state addirittura internate per volontà dei familiari. 

L’inchiesta causa un tale clamore da avere come conseguenza la riforma degli istituti di cura mentale nello stato di New York.
Ma Nellie non si ferma: verrà arrestata per aver reso note le condizioni delle detenute nelle prigioni e quelle delle donne che lavorano nelle fabbriche o come domestiche e serve; nel 1894 a Chicago è l’unica reporter che racconta lo sciopero delle Pullman Railroads dalla prospettiva dei lavoratori. 

Il successo maggiore arriva nel 1889 quando Nellie, dopo aver letto il Giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne, suggerisce a Pulitzer di finanziarle il giro del mondo.
Così il 14 novembre 1899 Nellie Bly lascia New York e viaggia via nave, treno e a dorso d’asino. Torna a casa il 25 gennaio 1890 alle 15:51 e ad attenderla c'erano migliaia di persone.

Nel 1914, Nellie è inviata di guerra sul fronte austriaco e racconta la vita dei soldati.
Muore nel 1922 per una polmonite, a soli 57 anni.

Ho letto che recentemente il libro della Bly sulla sua esperienza in manicomio è diventato un film: 10 Days in a Madhouse (2015) diretto da Timothy Hines e con Caroline Barry,Christopher Lambert, Kelly LeBrock, Julia Chantrey, David Mitchum Brown e Alexandra Callas.







JACOB RIIS

riis
Jacob August Riis (1849 - 1914) è stato un riformatore sociale danese-americano, giornalista di servizi di documentazione sociale e fotografo.

E' apprezzato soprattutto perchè i suoi servizi giornalistici e le sue fotografie erano finalizzate ad aiutare i poveri di New York, mostrando le tristi e disagiate condizioni di vita in cui versavano (slum).
Ha approvato l'attuazione del "modello case popolari " di New York e ha cercato di dare il proprio contributo ai diseredati richiamando l'attenzione delle classi medie e superiori.

Riis si sentiva vicino ai poveri perchè lui stesso aveva sofferto la povertà, essendo stato un immigrato, e quando cominciò a lavorare come cronista, subito denunciò la miseria in cui erano costretti a vivere gli abitanti del Lower East Side di New York, soprattutto a motivo delle vergognose speculazioni edilizie e della corruzione politica.

Consapevole però che non bastava scrivere per denunciare e cambiare le cose, decise di darsi alla fotografia per muovere l'opinione pubblica e obbligare i politici a cercare soluzioni concrete a questo problema.

Il suo libro più celebre, citato anche nel romanzo della Donnelly, è How the Other Half Lives (Come vive l'altra metà della città), cui seguì The Children of the Poor (I figli dei poveri).

Riis fece della fotografia uno strumento di denuncia e rivoluzione.

,
,

,

Siti consultati:
  • Wikipedia
  • http://www.fotographiaonline.com/
  • www.catpress.com/
  • http://www.enciclopediadelledonne.it/

Novità Lettere Animate: L'INVISIBILE di Barbara Fortuna




Alla ricerca di nuovi thriller da divorare?
Oggi vi segnalo il romanzo d'esordio di un'autrice vicentina, Barbara Fortuna:

L'INVISIBILE
di Barbara Fortuna


Ed. Lettere Animate
170 pp
13 euro
2016
Alex è un uomo solo.
Alex non ha nulla da perdere, se non se stesso.
Alex è l’Invisibile.


Alex, al secolo Alessandro Mari, è un professionista, un killer spietato che lavora su commissione. 
E’ un personaggio per cui non esistono sfumature. O è bianco o è nero. O è vita o è morte. Sempre.
Un solo, unico, fatale errore; un sottile quanto veloce barlume di pietà e ad attenderlo, sotto i suoi piedi, c’è solo un baratro. Senza ritorno.
E poi ci sono Lisa, il Capo, Angela, Alfredo e Hassan. Ma loro sono un’altra storia.
Fanno parte della sua vita, ma non come dovrebbero. In lui, solo l’istinto del cacciatore di vite ha importanza, la sua unica ragione di vita, la sua missione.


«Il personaggio di Alex è nato nella mia testa ancora prima che nel romanzo - spiega l’autrice – non è né un eroe né un antieroe. Non è il classico assassino psicotico e neppure il detective sulle tracce del cattivo. Lui è il cattivo, ma è perfettamente lucido e consapevole di ciò che fa, e non se ne pente, perché è nella sua natura. Ho scritto la sua storia e sono molto felice di essere riuscita a concretizzarla con un romanzo che, spero, vi stupirà. »
Sinossi

Alex lavora in un’agenzia che si occupa di traffici illegali e la sua vita scorre insensibile e schiva a tutto ciò che è emotivo. Non coltiva amicizie, né in ambito lavorativo né al di fuori di esso. Cresciuto in un collegio con un padre assente e una madre totalmente inesistente, ha come unica figura affettiva Alfredo, il segretario tuttofare del padre.
Durante una missione come operativo nell’Agenzia diretta e fondata dal Capo, suo padre, conosce Lisa, una barista che sconvolge la sua apatia emotiva portandolo a rischiare la vita pur di mantenere la relazione con lei. Alex ha l’opportunità di scegliere: o Lisa, che nel frattempo gli ha comunicato di essere incinta, o tornare alla sua vita, al suo lavoro come infiltrato, ad uccidere. Il dubbio lo dilania. Due bisogni diversi da soddisfare. Il desiderio di normalità e il piacere di uccidere, il suo bisogno di vedere la vita scivolare via dagli occhi delle sue vittime.
Alcuni anni dopo, nelle loro vite irrompe un giovane uomo che minaccia la sua vita e quella di suo figlio.
Un uomo senza scrupoli, un uomo il cui unico interesse è trovare e uccidere Alex per vendicarsi di un torto subito molti anni prima, dando così inizio ad un crudele gioco tra cacciatore e preda che porterà inevitabilmente Alex, e i protagonisti, a dover fare i conti con le proprie coscienze.

giovedì 13 ottobre 2016

Libri in Wishlist (parte 2) - ottobre 2016



Come anticipato, altri due libri son finiti nella lista dei desideri, ma non li ho scovati per caso web-vagando, bensì sono consigli di due lettori appassionati, di cui ho letto il parere entusiasta.

Consiglio di Silvia (Il piacere della lettura):


MAX
di Sarah Cohen-Scali


Ed. L'Ippocampo
480 pp
15.90 euro
Aprile 2016



"19 aprile 1936. Sta per scoccare la mezzanotte. Nascerò tra un minuto esatto. Vedrò la luce il 20 aprile, giorno in cui si festeggia il compleanno del nostro Führer. Sarò così benedetto dalle divinità germaniche e si vedrà in me il primogenito della razza suprema. La razza ariana. Quella che ormai regnerà sul mondo. Sono il bambino del futuro. Concepito senza amore. Senza Dio. Senza Legge. Senza null ́altro che la forza e la rabbia. Morderò, invece di poppare. Urlerò invece di vagire. Odierò, invece di amare. Heil Hitler! "

Max è il prototipo perfetto del programma « Lebensborn » iniziato da Himmler.
Donne selezionate dai nazisti mettono al mondo puri rappresentanti della razza ariana, gioventù ideale destinata a rigenerare la Germania e poi l'Europa occupata dal Reich.

Da pochi minuti prima della sua nascita Max personifica il male e descrive in prima persona di cosa sono capaci gli uomini in tempo di guerra.
Assiste ai numerosi crimini commessi dai nazisti ed è tuttavia orgoglioso di far parte di questo sistema di cui ammira i codici.
Sogna di frequentare la scuola di formazione per i futuri leader nazisti e di uccidere impunemente, cresce con l'ossessione di un mondo migliore e dell’invasione dell’Europa da una cosiddetta razza superiore.
Prova un odio viscerale per gli ebrei.
Max è già prestabilito come il Führer lo vuole.

Solo dopo l’incontro e l’amicizia con Lukas, un giovane ebreo polacco, ribelle che si finge nazista, Max vedrà scosse tutte le sue certezze e prenderà coscienza dell’ingiustizia che si trova ad affrontare.
Finalmente si presenterà agli occhi del lettore non più come un nemico, ma come vittima dell’indottrinamento nazista.

L'autrice.
Sarah Cohen-Scali è nata nel 1958, Sarah Cohen-Scali intraprende studi di Lettere, Filosofia e Arte drammatica, per poi dedicarsi alla letteratura, sua grande passione. È autrice di oltre quaranta romanzi e novelle, con una predilezione per il romanzo noir. Oggi vive a Parigi con la famiglia.


Il secondo consiglio me lo ha dato Riccardo (Ti racconto un libro):


Nel suo thriller mozzafiato Ian Manook ci accompagna, un colpo di scena dopo l’altro, dai deserti spazzati dal vento dell’Asia Centrale fino all’inferno dei bassifondi di Ulan Bator.

Yeruldelgger. Morte nella steppa
di Ian Manook


Fazi Editore
Darkside
trad. M. Ferrara
524 pp
16.50 euro
Giugno 2016


Non comincia bene la giornata di un commissario mongolo se, alle prime luci dell'alba, in una fabbrica alla periferia della città, si ritrova davanti i cadaveri di tre cinesi, per di più con i macabri segni di un inequivocabile rito sessuale.
E la situazione può solo complicarsi quando, poche ore dopo, nel bel mezzo della steppa, è costretto a esaminare una scena perfino più crudele: i resti di una bambina seppellita con il suo triciclo. 
Quello che però il duro, rude, cinico ma anche romantico commissario Yeruldelgger non sa è che per lui il peggio deve ancora arrivare. 
A intralciare la sua strada, e a minacciare la sua stessa vita, politici e potenti locali, magnati stranieri in cerca di investimenti e divertimenti illeciti, poliziotti corrotti e delinquenti neonazisti, per contrastare i quali dovrà attingere alle più moderne tecniche investigative e, insieme, alla saggezza dei monaci guerrieri discendenti di Gengis Khan. 

Sullo sfondo, una Mongolia suggestiva e misteriosa: dalla sconfinata Ulan Bator alle steppe abitate dagli antichi popoli nomadi, un coacervo di contraddizioni in bilico fra un'antichissima cultura tradizionale e le nuove, irrefrenabili esigenze della modernità. 
Yeruldelgger dovrà compiere un viaggio fino alle radici di entrambe, se vorrà trovare una soluzione per i delitti, e anche per se stesso. 

Un thriller classico, a tinte forti, con un'ambientazione unica, in cui pagina dopo pagina si susseguono le scene ad alta tensione e ogni calo di emotività è bandito.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...