martedì 25 novembre 2014

Recensione: "Mare d'inverno" di Grazia Verasani



Ringrazio la Giunti per l'invio di questo romanzo tutto al femminile, una storia di amicizia: tre donne di oggi, in un'età di bilanci, fatti con coraggio e battute caustiche, dialoghi divertenti e avvelenati, emozioni messe a nudo, verista che non si possono nascondere.


MARE D'INVERNO
di Grazia Verasani


Giunti Edizioni
176 pp
14 euro

 OTTOBRE 2014

Link del libro su Giunti narrativa




Agnese è colei alla quale è affidata la narrazione di questa breve storia, di cui lei, insieme alle due amiche di sempre, è protagonista.
Agnese, Vera e Carmen sono tre donne attorno ai 50 anni d'età: quell'età così indefinita, in cui non ci si sente ancora certamente "vecchi", ma che non ci vede neppure esattamente "giovani"...!
E' l'età in cui più di frequente si fa il punto della situazione circa la propria vita, in cui si guarda indietro, agli anni passati, con un pizzico di nostalgia e rimpianto, e si guarda al presente con un'inquietante delusione e insoddisfazione; il futuro? Meglio non pensarci proprio!


Sono amiche da sempre, le tre donne, e le loro diversità caratteriali sono forse il loro punto di forza, quello che poi, alla fine, le tiene unite.

Agnese è un'insegnante, sposata con Ennio (anche lui insegnante) e madre dell'adolescente Daria; la sua vita matrimoniale è sempre stata un porto sicuro, contrassegnata da stabilità e sicurezza..., fino al giorno in cui il marito non le confessa un tradimento: una scappatella, nulla di importante; nulla per il quale varrebbe la pena mandare all'aria la famiglia.
O no?

Vera fa la giornalista ed è una donna tutta d'un pezzo, che pare non aver bisogno di un uomo accanto, dal quale ricevere affetto, al quale donare amore e tenerezze; magra come un giunco, eterna sigaretta tra le labbra, sguardo disincantato, atteggiamento spiccio, pratico, modo di parlare senza affettazioni, secco, pungente, a volte cinico, tanto da apparire, anche alle amiche - che pure le vogliono bene e la conoscono - irritante e senza cuore, a causa di quel sarcasmo senza peli sulla lingua che salta fuori quando meno sarebbe opportuno.

E poi c'è lei, Carmen, la "cicciotella" di gruppo, doppiatrice di film, che si concede spesso qualche sfizio culinario, soprattutto quando è costretta ad affrontare l'ennesima rottura sentimentale, che ogni volta la manda in uno stato di disperazione e malinconia.

Ed è proprio lei la ragione che spinge Agnese e Vera a ritrovarsi in una vecchia ed umida casa al mare sulla riviera romagnola, mentre la fine dell'anno si avvicina, lasciando casa e lavoro, per restare vicine all'affranta Carmen, abbandonata dall'ultimo fidanzato, Sandro, che le ha preferito una donna ben più giovane.

E così, sedute sul divano, accoccolate in un caldo plaid, bevendo una birra o passandosi una bottiglia di Moscato, o concedendosi una bella colazione nel semideserto bar del paese..., l'Autrice ci fa entrare nella vita delle tre donne, caratterizzandole con chiarezza, tanto che ci sembra di conoscerle, di comprenderle, di prevederne battute, atteggiamenti, gesti.

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Vera ed Agnese: le consolatrici della loro Carmen, eccentrica ma anche bisognosa di conferme e apprezzamenti, di incoraggiamenti e, soprattutto, di un uomo accanto che la faccia sentire ancora desiderabile, bella, femmina.

Ma anche le altre due donne hanno il loro carico di delusioni, amarezze, occasioni mancate su cui rimuginare, amori vissuti a metà o appieno e che, in entrambi i casi, hanno lasciato impronte indelebili nel loro cuore.

Tre donne che cercano di non piangersi addosso, pur rendendosi conto che, giunte a quell'età, c'è più da guardarsi indietro che avanti, ma che nonostante tutto non hanno alcuna intenzione di sentirsi inutili, soprattutto se a gettarle addosso questa sensazione sono sempre loro: gli uomini.

Ma chi l'ha detto che per star bene una donna ha necessariamente bisogno di un uomo?

Agnese, Vera e Carmen si ritrovano ancora insieme, lontane dal proprio mondo di tutti i giorni, al caldo e ai piedi di un camino o al freddo dinanzi alla distesa azzurra e cupa del mare d'inverno, e tra una confessione e un tuffo nel passato, tra una allegra e spontanea risata e una battutina caustica, un sorso di vino e una sigaretta, parlando di uomini, donne, sentimenti, troveranno la spinta per non perdersi d'animo pensando a ciò che non hanno, e a cercare di guardare con fiducia e un po' di sana autoironia a ciò che le aspetta, scacciando via il pensiero della solitudine!

Un romanzo breve ma piacevole, scritto in modo essenziale, semplice, scorrevole, con situazioni e dialoghi ironici, che punta molto sulla forza dell'amicizia, con personaggi (essenzialmente le tre donne, gli altri son secondari) ben delineati, nei quali la lettrice può rispecchiarsi, apprezzandone i pregi e sorridendo davanti ai difetti, alcuni dei quali appartengo probabilmente al mondo femminile in generale.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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