Un giallo "alla vecchia maniera", un cosy crime ambientato in una casa di campagna, classico e intrigante teatro di un omicidio misterioso, consumatosi in un contesto in cui sono presenti diverse persone e il cui colpevole... si nasconde forse tra loro?
A indagare l'intuitivo ed empatico ispettore capo MacDonald.
GIALLO A OXFORD. Un'indagine dell'ispettore Macdonalddi E. C. R. Lorac
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| Vallardi Ed. trad. A.Maestrini 304 pp |
Dopo una lieta serata a chiacchierare amabilmente con editori e artisti nella loro casa di campagna dell'Oxfordshire, Ruth viene trovata morta nella sua camera, apparentemente suicida.
Nella stanza, vengono rinvenuti diversi elementi che farebbero pensare al suicidio, tra cui sonniferi, una lettera d'addio, un testamento da poco redatto...
In famiglia, il dolore e lo sgomento sono forti ma i Surrey pensano che. col tempo, sopraggiungerà la rassegnazione di fronte ad un gesto così drammatico e drastico che nessuno di loro ha saputo prevedere.
Ma intanto questi sono i giorni del lutto, delle domande disperate e angoscianti.
Come hanno potuto essere così ciechi da non rendersi conto che Ruth stava male, che aveva dei gravi turbamenti e malesseri interiori?
Richard, in virtù della propria professione, si sente in colpa come non mai.
Avrebbe dovuto - lui più di tutti! - individuare dei segnali nei comportamenti o nelle parole della sorella che facessero trasparire uno stato depressivo tale da indurla a farla finita!
Ma così non è stato e piangersi addosso non la riporterà in vita.
Se non fosse che una lettera postuma della stessa defunta e indirizzata proprio a Richard scombina le carte.
In essa, Ruth sembra piuttosto serena e sta facendo progetti per la settimana successiva; non c'è nulla nelle sue ultime parole al fratello che possa far pensare a una condizione psicologica instabile e ad intenzioni suicide.
E allora cos'è successo?
Pur non volendo dare ulteriori preoccupazioni alla sua famiglia né tanto meno attirare su di loro le morbose attenzioni della stampa, Richard non può ignorare questo elemento e si sente in dovere di condividere il contenuto della lettera con un conoscente, l'ispettore Macdonald di Scotland Yard.
Macdonald ascolta i ragionamenti e le considerazioni dell'amico e concorda sul fatto che ci sia motivo di approfondire ulteriormente la morte di Ruth.
L'ispettore capo comincia a raccogliere informazioni, testimonianze, fa domande scomode, ipotizza e cerca di individuare dinamiche relazionali, eventuali conflitti e tensioni con famigliari e la cerchia di conoscenti di Ruth, i possibili moventi, e la sua serrata e minuziosa indagine ovviamente viene accolta in modo diverso dalle persone coinvolte.
Se i famigliari, bene o male, non si oppongono perché è (dovrebbe essere) nel loro interesse scoprire la verità sulla dolorosa morte di Ruth, altri (un ex-innamorato della defunta, un collega scrittore, l'editore...) sembrano meno felici di soddisfare le legittime curiosità e domande del poliziotto.
Ad aggiungere carne al fuoco - allontanando così sempre più la possibilità che la morte di Ruth sia stata una decisione volontaria della donna quanto piuttosto un assassinio - sopraggiungono altri eventi funesti, apparentemente incidenti o palesemente tentati omicidi, il che spinge MacDonald a mettere alle strette tutti coloro che potrebbero avere avuto anche una sola ragione per avercela con Ruth.
È vero che in famiglia tutti si vogliono un gran bene ma MacDonald - da buon investigatore qual è - non può esimersi dal sospettare di chiunque: c'è qualcuno, tra i fratelli e le sorelle, che potrebbe avere qualcosa da nascondere?
E le persone coinvolte nella professione letteraria? Come mai sono tanto riluttanti a fornire informazioni a Macdonald?
E cosa dire dell'uomo che, a detta di Richard, aveva avuto una breve relazione prima con Ruth e poi con un'altra sorella?
MacDonald mi piace molto perché è un investigatore acuto, diretto, serio, preparato ma anche molto umano, empatico e paziente, ha un modo di pensare e agire che lo rendono adatto a indagare nel groviglio delle relazioni umane, a scandagliare nelle tensioni psicologiche, a capire la presenza di eventuali contrasti, a cercare di avere più chiara possibile la figura stessa della vittima, arrivando a conoscerne gli aspetti più privati, pur di raccogliere tutti gli elementi utili ad una ricostruzione minuziosa del delitto e dei fatti antecedenti che hanno portato ad esso.
Giallo a Oxford è un giallo raffinato, d'atmosfera, che costituisce una lettura stimolante e rilassante insieme, ricca di dialoghi appassionati (in cui emergono le personalità dei personaggi), con una trama costruita sapientemente in modo da tener sempre viva la curiosità del lettore, il quale si ritrova a fare deduzioni e ipotesi assieme a MacDonald, seguendone perplessità, interrogativi, ragionamenti e intuizioni, fino a smascherare il colpevole.
Se amate i gialli, ve lo consiglio.



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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz