mercoledì 11 gennaio 2017

Recensione: L'ESTATE PRIMA DELLA GUERRA di Helen Simonson (RC2017)



Con una scrittura ricca e particolareggiata e un piglio deliziosamente ironico, Helen Simonson tratteggia un vivido e vivace ritratto della società inglese di inizio Novecento, attraverso tanti e "coloriti" personaggi e la descrizione delicata e struggente di un'estate che non è come le altre perchè... è l'estate che ha preceduto il primo conflitto mondiale.


L'ESTATE PRIMA DELLA GUERRA
di Helen Simonson


Ed. Neri Pozza
2015
Siamo nell’estate del 1914 a Rye, un piccolo centro nel Sussex.
L’arciduca Francesco Ferdinando è stato assassinato a Sarajevo e sappiamo che questa fu la scintilla che portò allo scoppio del primo conflitto mondiale.
Ma la vita in paese scorre tranquilla ed in questo contesto placido e bucolico arriva Beatrice Nash, appena sbarcata a Rye per prendere possesso dell’incarico di insegnante di latino nel locale ginnasio.
A decidere se la sua candidatura verrà accolta o meno sono i membri dell’amministrazione della scuola, tra cui spiccano l’arcigna moglie del sindaco, Mrs Fothergill e lady Agatha Kent, vispa dama in vista nel paese.
Tutti si aspettano di vedere arrivare «un’insignificante fanciulla» ma devono cambiare idea, perchè la giovane è una donna non solo attraente ma anche colta, grazie alla positiva influenza del defunto genitore letterato e dei numerosi viaggi vissuti insieme a lui.
Ora che è sola, Beatrice ha deciso di vivere del suo lavoro senza convolare a nozze, come impone il costume del tempo a una ragazza orfana, andando anche contro le aspettative della zia che l'ha accolta inizialmente, lady Marbely.

Giungendo a Rye, Beatrice Nash conosce Lady Agatha, cui premono davvero le sorti del ginnasio, e con lei instaura subito un rapporto di simpatica complicità, entrando nelle grazie della signora, che da quel momento cercherà sempre di proteggerla e consigliarla.
La donna è zia di due giovanotti simpatici e opposti caratterilmente: Daniel Bookham, giovane poeta dallo spirito bohémien, a volte irriverente e troppo ironico, ma che nasconde un cuore d'oro, e Hugh Grange, il giovane ed aitante assistente di Sir Alex Ramsey, chirurgo tra i più stimati d’Inghilterra.

La guerra è davvero imminente: il 4 agosto del 1914 la Germania invade il Belgio, facendo sì che il conflitto travolga il piccolo ordinato mondo degli abitanti di Rye, stravolgendo i desideri e le speranze di ciascuno e mostrando, ad un tempo, il vero volto del coraggio e della viltà.
Con l’arrivo della guerra, gli uomini fremono per mostrare il proprio valore sul campo di battaglia, mentre le donne danno il proprio contributo da casa, organizzando comitati, donazioni, offrendo ospitalità ai profughi belgi.

La narrazione parte un po’ lenta perché densa di dialoghi e particolari che sembrano non dare alcuna spinta alla storia, ma è soltanto un’impressione iniziale, la stessa che ad es. la sottoscritta prova al cospetto di certi classici – austeniani, in particolare – in cui l’abbondanza di chiacchiere da salotto e di pettegolezzi pare rallentare il ritmo, ma in realtà, pagina dopo pagina, i dialoghi si rivelano utili per la comprensione dei caratteri dei personaggi principali.

Beatrice è alla ricerca di un’indipendenza economica e sociale; pur sapendo e volendo, in una certa misura, obbedire alle etichette e alle convenzioni sociali, in lei si nasconde uno spirito battagliero e femminista, soffocato dalle circostanze avverse e dalle persone che le sono vicine e che le impongono il ruolo di donnina nubile sottomessa, debole, sola, bisognosa di protezione, incapace di gestire da sé le proprie necessità.
Il lavoro come insegnante è quindi un’àncora cui Beatrice vuole aggrapparsi per non dover dipendere da nessuno, uomo compreso, convinta com’è della propria libertà di donna non maritata.

Questa protagonista femminile mi ha ricordato le istitutrici dei classici di Charlotte Bronte, in particolare Lucy Snowe di “Villette”; e come lei, nonostante la propria convinzione di star bene da sola, di poter vivere unicamente di lavoro e cultura, conducendo un’esistenza tranquilla e lontana dagli eventuali disagi che la vita matrimoniale può arrecare, la frequentazione di Hugh, così carino, cortese, premuroso, generoso e colto, comincia a smuovere qualcosa dentro di lei.

Peccato che Hugh sembri già sentimentalmente impegnato con Lucy, la figlia giovanissima di Sir Alex Ramsey, mentore del giovane dottore da cui dipende la sua carriera.

Nel corso del romanzo, si intrecciano varie vicende che vedono coinvolti Daniel, e la sua amicizia speciale con l’amico del cuore Craigmore (amicizia che desta qualche “preoccupazione” nella famiglia di lui), e la bella diciassettenne Celeste, una profuga belga che troverà ospitalità a Rye insieme al padre; le vicende drammatiche di Celeste toccheranno profondamente Beatrice, che si affezionerà alla ragazza e farà di tutto per proteggerla dagli sciocchi pettegolezzi delle donne del paese e dall’egoismo di chi le è intorno…

Lo sfondo della guerra è accurato e occupa un posto centrale, a un certo punto del romanzo, perché sul fronte avverranno episodi decisivi in cui emergerà il cuore delle persone, l’onore e la rispettabilità o, al contrario, il cinismo e la meschinità.

Beatrice è un bel personaggio femminile perché ha un caratterino forte ed è pronta a combattere per la propria libertà di donna sola, e sfoderare tutta la sua intelligenza (e la sua pazienza!) per uscirne vittoriosa contro chi ritiene che non solo l’unico futuro di una donna di quel tempo è il matrimonio, ma che la sua cultura rischiano di remarle contro e di condannarla ad essere zitella a vita.

È un romanzo storico scritto molto bene, man mano sempre più appassionante, con personaggi dalla spiccata personalità (sono ben strutturati anche queli "secondari") che danno “colore” alla vita di questa comunità (
l'Autrice si concentra molto sulle relazioni, sui particolari che arricchiscono i rapporti umani) che la guerra ha sconvolto; infatti la storia ha sviluppi via via più interessanti e coinvolgenti anche dal punto di vista emotivo, soprattutto quando la guerra imperversa e comincia a recare dolore nelle vite dei nostri abitanti, dando vita – in particolare verso la fine – a momenti commoventi.

Come ne usciranno tutti, da questa guerra? Forse per qualcuno l’amore sboccerà, per altri si appianeranno le difficoltà…, ma qualche lacrima verrà ineluttabilmente versata.

Consigliato, una commedia sociale piacevolissima, che riesce ad emozionare e coinvolgere il lettore, tanto nelle situazioni più leggere quanto in quelle drammatiche.


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4 commenti:

  1. Ciao Angela, complimenti per la recensione e per la prima lettura dell'anno: dalle tue parole sembra una storia molto bella, mi piace il personaggio di Beatrice :-)

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  2. Ciao Angela :) Belle parole, le tue... ammetto che il libro non sembra niente male anzi! La protagonista sembra una donna forte, di carattere, che può insegnare tanto anche tramite le pagine di un romanzo!

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    1. si, l'ho trovata una donna con molta consapevolezza di sè!!
      ciao :=)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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