"Nient' altro che ossa" di Brian Panowich è il prequel di Bull Mountains; chi conosce l'omonima trilogia qui ritrova personaggi già noti, come Clayton Burroughs e sua moglie Kate.
Co-protagonista di questo romanzo è Nelson (chiamato "Nails") McKenna, un ragazzo cresciuto nella contea di McFalls e al soldo del boss Gareth Burroughs, il quale comanda, dispone e controlla tutti e tutto ciò che accade nella "sua" contea.
Ma con Clayton e Nails, il violento Gareth potrebbe rischiare di perdere la partita perché in ballo ci sono valori che egli ha smesso di seguire da un bel pezzo: amicizia, amore, lealtà.
NIENT'ALTRO CHE OSSAdi Brian Panowich
![]() |
| NN Editore trad. S. Daniele, M. Camporesi 384 pp |
"...la vita quassù non è per tutti. Queste montagne?
Questa terra? Non è solo roccia e suolo. È una cosa viva, che respira. E quando ha fame? Mangia la carne tenera e non lascia nient’altro che ossa. Figlio, ci sono ossa su tutta questa montagna, intorno a te, fino a dove riesci a vedere. Probabilmente sottoterra ci sono più ossa che vermi.
Diavolo, persino quelli nati e cresciuti qui si ritrovano nelle fauci della bestia. È la vita. Succede e basta.
Nessuno ci può fare nulla. Alcuni danno per scontato questo posto. Finiscono a gambe all’aria."
Nel 1989 Nelson “Nails” McKenna è solo un ragazzino quando si ritrova protagonista di un episodio che determinerà il suo futuro.
Con una situazione famigliare disagiata alle spalle, un corpo pieno di difetti fisici evidenti e sgradevoli (ad es., ha una mano dalle dimensioni abnormi) e dei modi di fare che, agli occhi dei più, vengono percepiti come frutto di un ritardo mentale, Nelson è un adolescente solo.
Suo padre lo riempie di botte, sua madre (lei sì che gli voleva bene) è morta, i coetanei lo prendono in giro e lo bullizzano, gli amici di cui può fidarsi sono davvero pochi (Clayton Burroughs, Kate ed Amy, di cui è segretamente innamorato) e a fargli compagnia, nei pomeriggi solitari trascorsi presso la ferrovia, ci sono soltanto i suoi amati fumetti.
Un giorno la sua quiete viene spezzata dall'arrivo di due ragazzacci che cominciano a maltrattarlo, a prendersi gioco di lui con aggressività e strafottenza; fortunatamente, a salvare Nelson ci pensano Clayton, Kate ed Amy, ma la situazione peggiora: davanti all'inasprirsi delle angherie di uno dei due bulli, qualcosa scatta nel cervello di Nelson, che usa la sua manona per mettere fuori combattimento l'idiota fastidioso. E lo fa in modo letale...
Quello che accade, da quel momento in poi, è una tragedia privata che Gareth Burroughs (chiamato dal figlio minore, Clayton, impaurito dalle conseguenze di ciò che è appena successo sotto i loro occhi) gestisce a modo suo, con i mezzi illeciti di cui dispone e costringendo anche lo sceriffo ad accettare la propria "soluzione".
Nelson viene salvato dai pasticci ma non dalle sue conseguenze: finisce nelle mani di Gareth, che lo ribattezza Nails, e diventa uno dei suoi tanti "uomini". Del resto, in quel dannato pomeriggio è emerso come Nelson - se arrabbiato - possa trasformarsi in una micidiale macchina da guerra, per cui tanto vale averlo in squadra e tenerselo buono come un cagnolino fedele.
Meno di dieci anni dopo, Nails è a tutti gli effetti uno scagnozzo di Gareth Burroughs, ma purtroppo non ha ancora imparato a non mettersi nei guai. Per quanto sia un soldato fedele del boss di Bull Mountain, resta un tipo sanguigno, impulsivo,che, quando "gli parte l'embolo", è sicuro che andrà oltre il consentito e si metterà nei pasticci.
Ed è ciò che accade una sera, mentre è al bar: Nails aggredisce uno sconosciuto per soccorrere una ragazza; l’uomo muore e i testimoni dell'accaduto sono troppi perché lui possa cavarsela a buon mercato.
Se non fosse che, di nuovo, ci pensa Gareth a risolvere il problema, costringendo Nails a scappare in Florida per ricominciare da zero, con l'aiuto di uomini fidati, amici di Gareth.
Ma le cose non vanno esattamente come da programma e a scombinare i piani ci pensa la giovane salvata da Nails nel bar: dice di chiamarsi Dallas, di non sapere cosa fare e dove andare per cui... non le resta che saltare nell'auto del "salvatore" e svignarsela con lui!
Inizialmente il burbero e scontroso McKenna non è d'accordo: anzitutto deve obbedire al capo e fuggire (anche se non è ciò che vorrebbe) e, secondo, non è abituato a rapportarsi con le donne, tanto meno con quelle belle e chiacchierone come Dallas, che si prende confidenza con lui neanche fossero amici.
Ma Dallas è così: loquace, allegra, spumeggiante, in apparenza sicura di sé ma in realtà molto insicura e fragile.
E sembra capire intimamente Nails come nessuno ha mai fatto.
Dallas e Nails sono due anime smarrite, fragili, sole, spezzate e disprezzate, usate e non rispettate, ma entrambe bisognose di amore.
Tra loro si instaura dai primi momenti un legame puro, innocente, che lascia emergere quanto l'uno abbia bisogno dell'altra per sentirsi accolto per ciò che è: ed ambedue sono dei reietti, due persone considerate - per ragioni differenti - come dei "mostri" da maltrattare, da sfruttare e gettare via quando non servono più.
Inizia quindi un'avventura on the road che li porta dalla Georgia a Jacksonville (Florida), condividendo momenti burrascosi e un po' folli che li avvicinano sempre di più, portandoli a scoprire sentimenti che non avevano mai provato.
Ma nessuno può buggerare Gareth Burroughs e sperare di farla franca: se lui ha disposto che Nails vada in Florida e si metta in contatto con i suoi amici per poi mettersi al loro servizio, è questo che si aspetta che accada. Non sono ammessi colpi di testa né insubordinazioni o iniziative personali.
Se Nails non obbedisce, per lui ci sono solo guai, anche se finora è stato trattato come uno di famiglia.
Ancora una volta, però, i soliti tre amici dell'adolescenza si accordano per andare a salvare il loro amico Nelson.
E se nove anni prima non hanno potuto fare molto per lui (se non metterlo nelle mani di Gareth...), adesso che sono adulti possono scegliere come comportarsi.
Su insistenza di Kate ed Amy, Clayton parte anch'egli per la Florida, seguendo le tracce per scovare Nails, che pare sia in compagnia di una biondina sconosciuta.
Clayton è consapevole di stare disubbidendo al padre - che lo vuole fuori dai suoi loschi affari - ma sa di dover recuperare Nelson prima che sia troppo tardi (cioè prima che lo faccia il paparino, i cui metodi non sono propriamente delle carezze). Prendendo questa decisione, il giovane si pone sfacciatamente dalla sponda opposta a quella di famiglia, dichiarando chi vuol essere e prendendo le distanze dalle attività criminali dei Burroughs di McFalls County.
Clayton sa che deve riconquistare la fiducia di Nelson; non sarà semplice, anche perché si scontrerà con un ragazzone testardo, impetuoso, che adesso ha anche un'altra motivazione importante a guidarlo: prendersi cura di questa sua muova amica, della quale non sa granché e che infatti nasconde un piccolo segreto.
Nails è disposto a sfidare tutto e tutti, a rischiare la sua pellaccia, a uccidere - se necessario - pur di dimostrare a Dallas che lei non è sola, che lui non ritiene un oggetto da usare e poi abbandonare, ma che è una persona che merita rispetto, amore, protezione, e che lui, Nelson McKenna, è desideroso di offrirgliene.
Un country noir appassionante, ambientato in una Georgia rurale resa cupa e violenta dalla presenza di criminali senza scrupoli; la storia scorre a un ritmo incalzante, è ricca di momenti d'azione, di colpi di scena e i co-protagonisti (Clayton e Nelson) sono due giovani uomini che maturano, nel corso di questa esperienza, che prendono consapevolezza di loro stessi, di ciò che vogliono diventare e di ciò che invece non vogliono essere. Mi sono piaciute, quindi, le loro evoluzioni personali e anche il personaggio di Dallas, perché quest'ultima permette a Nails di decidere se essere ancora Nails o tornare nei panni di Nelson, il buon Nelson capace di sentimenti di lealtà, amore, sacrificio, amicizia.
Ho letto questo prequel molto volentieri, Panowich si riconferma un ottimo narratore, adoro le sue ambientazioni, i suoi personaggi, le scelte che fanno e con le quali decidono di essere i soli padroni delle proprie esistenze.
Non posso che consigliarvi questo libro e, in generale, la serie Bull Mountain.





Nessun commento:
Posta un commento
Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz