Quattro racconti come quattro sono le stagioni dell'anno: un uomo condannato ingiustamente che non smette di coltivare l'eterna primavera della speranza (il riscatto, la libertà); un adolescente che scopre la corruzione in un'estate in cui intreccia un morboso legame con un ex nazista; quattro ragazzini alla ricerca del cadavere di un coetaneo che vivono un'avventura incredibile che segna anche l'autunno delle loro innocenza; una donna che partorisce in circostanze surreali durante una nevosa giornata di dicembre.
Quattro storie che invadono la mente del lettore per il loro essere allucinanti, agghiaccianti ed emozionanti.
Quattro storie che invadono la mente del lettore per il loro essere allucinanti, agghiaccianti ed emozionanti.
STAGIONI DIVERSEdi Stephen King
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| Sperling&Kupfer trad. P. Formenti, B. Amato, M.B. Piccioli 587 pp |
Di questi quattro racconti ne conoscevo tre, che poi sono anche i più famosi, per via delle trasposizioni cinematografiche.
Il secondo - associato all'autunno - l'ho letto anni fa e recensito QUI. IL CORPO è il mio preferito e l'avventura incredibile vissuta dai quattro amici, le loro personalità, i dialoghi, tutto ciò che essi vivono e come King ce lo racconta, mi è rimasta dentro, è uno di quei racconti che s'è guadagnato un posto speciale nel mio cuore, e ammetto che questo vale pure per il film, reso ancor più caro dalla presenza del mio amatissimo River Phoenix.
Il primo racconto del libro è Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, da cui è stato tratto il bellissimo Le ali della libertà.
In questo racconto conosciamo il detenuto Ellis Boyd "Red" Redding, che è la voce narrante, colui che è pronto a narrarci la storia straordinaria del suo amico Andy Dufresne, che tra le mura del terribile carcere di Shawshank è ormai una vera e propria leggenda.
"Forse penserete anche che sto descrivendo qualcuno che è più una leggenda che un uomo, e devo ammettere che c'è un che di vero in questo. Per noi ergastolani che abbiamo conosciuto Andy per anni, c'era in lui un elemento di fantasia, un senso, quasi, di magia mitica...".
Andy entra a Shawshank nel 1947, con addosso una pesantissima e definitiva condanna per duplice omicidio (secondo l'accusa, ha ucciso a sangue freddo la moglie e l'amante di lei); l'uomo si è sempre dichiarato innocente e, anche se sembra rassegnarsi all'idea di trascorrere il resto della propria vita in prigione, in realtà sogna e investe intelligenza ed energie per cercare di fuggire e riacquistare quella libertà ingiustamente sottrattagli.
Perché Andy non mente quando dice di essere innocente, il lettore gli crede fermamente e segue con interesse e coinvolgimento il suo avventuroso soggiorno nel carcere.
Imperturbabile, di una calma quasi innaturale - che desta irritazione in tanti (tra guardie e detenuti) che vorrebbero vederlo crollare emotivamente -, razionale, lucido e soprattutto molto paziente: Andy riesce a sopravvivere in un inferno costellato di violenze fisiche, sessuali, psicologiche, di umiliazioni, privazioni, invidie..., e non solo: la sua serietà e professionalità come banchiere gli permette di crearsi una reputazione tra le sbarre, divenendo negli anni un punto di riferimento per molte persone là dentro - direttore compreso -, che non ci pensano due volte a sfruttare le competenze di Dufresne in ambito bancario.
"Andy era la parte di me che non sono mai riusciti a rinchiudere, la parte di me che si rallegrerà quando finalmente i cancelli si apriranno per me e io uscirò col mio vestito da due soldi (...). La parte di me che si rallegrerà per quanto vecchio e spezzato e spaventato sia il resto di me. (...).Certi uccelli non sono fatti per la gabbia, questo è tutto. Le loro penne sono troppo vivaci, il loro canto troppo dolce e libero. E allora lasciateli andare, altrimenti quando aprite la gabbia per dargli da mangiare, loro trovano il modo di volare via. E la parte di te che sa che non era giusto imprigionarli si rallegra, ma il posto dove vivi resta tanto più triste e vuoto per la loro partenza."
Red ci parla di Andy con rispetto e ammirazione, non lesinando particolari sulle sgradevoli situazioni in cui l'uomo si è ritrovato a causa di altri detenuti male intenzionati (tra tutti, le "sorelle", un gruppo di sodomiti molto aggressivi...), sottolineandone la forza interiore, il coraggio, l'audacia quando si trattava di insistere con i superiori per ottenere benefici per i carcerati.
A Shawshank Red è colui che si occupa del contrabbando, di fare arrivare - con mezzi che conosce solo lui - ai prigionieri le cose che desiderano, e anche Andy è tra coloro che domandano oggetti di vario genere, i cui utilizzi Red non sempre intuisce ma sa che, se Andy glieli chiede, è perché gli servono.
A cosa potevano servire i poster di Rita Hayworth o Linda Ronstadt? E un martelletto?
Dufresne è un uomo dalle mille qualità, che per lo più ha trascorso quasi trent'anni di carcere cercando di "volare basso", di non creare problemi per poi, al momento giusto... trasformarsi in un moderno Edmond Dantes.
In Un ragazzo sveglio (che ha ispirato il film L'allievo) il protagonista è un adolescente di nome Todd Bowden, figlio di una coppia di coniugi perbene, rispettabili, forse un tantino distratti e troppo convinti di aver tirato su un figlio tanto sveglio quanto onesto e gentile...
Insomma, il classico ragazzino di buona famiglia, biondo con gli occhi azzurri, bellino ma con una "piccola" ossessione: ama leggere tutto ciò che è possibile sui crimini atroci commessi dai nazisti nei campi di concentramento. L'Olocausto è il suo chiodo fisso e più conosce storie drammatiche, particolari morbosi e macabri, più è felice e appagato.
Quale piacevolissima ed inaspettata sorpresa, quindi, scoprire casualmente che nella sua città si nasconde un ex ufficiale delle SS, ovviamente sotto falso nome!
Todd riesce ad approcciare l'anziano ex-ufficiale, il cui vero nome e Kurt Dussander ma si fa chiamare Arthur Denker; entra così in casa sua e... non ne uscirà più, per certi versi, nel senso che per anni - seppure a un ritmo meno costante - tra i due resterà sempre un filo, un legame invisibile, che si tramuterà, al bisogno, in possibilità di ricatto reciproco.
Todd è davvero un ragazzetto acuto, brillante, prende voti ottimi a scuola, anche se la sua media si abbasserà quando comincerà a stare pomeriggi interi a casa di Dussander.
A far cosa?
In una parola: a tormentarlo, affinché l'anziano ricordi i propri crimini e li racconti a lui nei minimi dettagli, pena la denuncia alle autorità, che sicuramente sarebbero felici di poter arrestare un nazista.
Ciò che accade tra il vecchio e il giovane tiene incollato il lettore, che assiste a denti stretti alla graduale corruzione morale di un adolescente che quasi fa impressione per la sua capacità naturale ad essere bugiardo, freddo, calcolatore, cinico, testardo, spietato... Ma più di tutto, la vicinanza a Dussander e l'ascolto dei suoi racconti di vita, fa sì che la personalità di Todd si formi e si deformi sulla base di ciò che apprende.
"Lui e il ragazzo erano esseri spregevoli (...), si nutrivano a vicenda..., si mangiavano a vicenda."
Inizia per lui un periodo di costanti incubi notturni, contrassegnati da scene tanto surreali quanto raggelanti, dove egli finisce in una dimensione onirica fatta di sesso, violenza feroce..., tutte cose che in qualche modo finiscono per condizionarlo pure nella vita quotidiana.
Todd voleva provocare un criminale ormai in pensione, ricordargli le proprie malefatte, ma questo a cosa lo porta se non a un progressivo, inesorabile e raccapricciante declino morale, che lo coinvolgerà intimamente, rendendolo un insospettabile mostro di crudeltà al pari del carnefice di tanti ebrei nel campo di Patin?
L'ultima storia ha il titolo "Il metodo di respirazione" e ha come protagonista e narratore un anziano notaio di Manhattan, David, che viene invitato dal titolare dello studio a trascorrere una serata in un club, che da subito appare come un luogo molto strano e, per alcuni sfuggenti aspetti, sinistro.
In verità, quando David va in questo club - che non ha nome né un registro dei soci -, non accade nulla di inquietante o spiacevole, anzi è tutto abbastanza "piatto", quasi noioso: c'è chi legge, chi spulcia i libri della biblioteca, chi conversa, chi beve brandy seduto in poltrona o guardando fuori dalla finestra, chi si concede una partita a biliardo e chi racconta storie bizzarre e neppure così affascinanti.
Dopo di che... prendono il cappotto - a porgerlo è il sig. Stevens, gentile ma sulle sue, di poche parole e circondato da un alone di mistero - e vanno via.
Ma che razza di club è questo? Qual è lo scopo o l'utilità che ne viene dal frequentarlo?
A dare una sferzata agghiacciante alle serate apatiche nell'appartamento ci pensa un dottore (ginecologo) il giovedì prima di Natale, quando racconta una storia pazzesca di cui è stato protagonista assieme ad una giovane donna, che lui chiama Sandra.
Sandra si presentò nel suo studio diversi anni prima, incinta e non sposata, quindi in una posizione socialmente non accettabile.
L'uomo seguì la gravidanza della ragazza con molta empatia, introducendola al cosiddetto "metodo della respirazione", utile per affrontare, con più calma possibile, il meraviglioso momento del parto.
Le vicende cui il medico assistette, incredulo e atterrito, furono qualcosa di paranormale e illogico, impossibile per lui da dimenticare...
Questa raccolta fa parte di quei libri che vanno letti per avvicinarsi e cominciare ad apprezzare il "Re dell'horror", che ovviamente non scrive solo horror, e questi racconti ce lo ricordano magistralmente.
King ha saputo creare personaggi vibranti, così perfettamente e lucidamente tratteggiati da prendere forma sotto gli occhi della nostra immaginazione, aventi personalità tali e rendendosi protagonisti di eventi e dinamiche così interessanti e appassionanti da essere praticamente indimenticabili.
Sono racconti in cui ci vengono presentati esseri umani di ogni tipo, di età e ceto sociale differenti, che conoscono il dolore, la paura, la speranza, l'amicizia, la violenza, la morte, la prigionia, che vivono esperienze forti e travolgenti che li formano e trasformano, li rendono migliori o peggiori.
Sono racconti in cui vediamo come la speranza non possa essere spenta dall'ingiustizia quando si è innocenti e liberi dentro, in cui viviamo due giorni ricchi di avventura e di legami d'amicizia che forse non dureranno per sempre ma per sempre saranno ricordati come preziosi, in cui guardiamo il male impossessarsi di chi non fa nulla per tenere a bada i germi della malvagità (che riposano, in una certa misura, in ogni uomo) ma anzi li nutre, e in cui ci immobilizziamo nel leggere la scena di un parto dai contorni horror.
Un viaggio che attraversa quattro stagioni della vita e dell'uomo e che invito a leggere perché non solo non vi deluderà ma... lo amerete.
È la storia, non colui che la racconta.





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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz