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sabato 10 ottobre 2015

Recensione: MADRE DEL RISO di Rani Manicka



Il fascino delle storie che giungono a noi dal magico Oriente, tanto grande e variegato di culture e lingue, quanto ricco di quei piccoli e grandi segreti che riposano in seno alle singole storie famigliari sussurrate e raccontate di generazione in generazione, affinchè non vadano perdute, è tutto racchiuso in libri come questo, di cui oggi vi parlerò.

MADRE DEL RISO
di Rani Manicka


Edizioni Mondadori
Collana Oscar bestsellers
Traduzione di A. L. Zazo
476 pp
10 euro
Anno 2004
Sono diversi i personaggi che incontriamo in questo romanzo, che - partendo dagli Anni Trenta del Novecento - ripercorre la storia di una famiglia, di uomini e donne, di adulti e bambini che la vita spesso ha trattato con poca generosità, rendendoli inevitabilmente o spietati, o molto forti o altrettanto fragili.

La prima voce che ascoltiamo è quella della indiscussa protagonista del nostro libro, Lakshimi.
Lakshmi nasce e trascorre un'infanzia libera e spensierata nell'intatta natura dell'isola di Ceylon.
Cresciuta senza il padre, la piccola è molto attaccata alla sua mamma, che però, quando lei ha soltanto 14 anni, le fa un "torto" (quantomeno così lo giudica Lakshimi): sceglie per lei uno sposo malese, molto più grande d'età e per nulla bello come i principi che popolavano i sogni dell'adolescente.

Ma il buon partito - che si chiama Ayah - ha per lo meno una virtù: è incredibilmente ricco e sua madre è sicura che, seppur lontana da lei, saprà che la sua bambina sarà felice col suo bravo e ricco marito.
Ma qual è la sorpresa quando, giunta a casa, la ragazza scopre di essere stata ingannata!
Ayah è un modestissimo impiegato e conduce una vita, se non povera... quasi!
Ma ormai è il danno è fatto: lui è suo marito e lei è la regina della piccola e spoglia casa in cui si ritrova a vivere, a Kuantan.

Una cosa comprende subito: Ayah è un uomo buono, dolce, comprensivo, che ama la mogliettina, la tratta con tenerezza e rispetto e stravede per lei. Questo devoto amore lo accompagnerà tutti i giorni della sua vita che passerà accanto alla moglie, anche quando tante certezze e la serenità familiare verranno messe a dura prova.

Ma l'uomo è anche incredibilmente debole, remissivo, poco intraprendente e coraggioso, tant'è che da subito lascia la gestione di casa e danaro nelle mani di Lakshimi che, lungi dall'essere una ragazzetta senza arte nè parte, dimostra molta maturità per la sua età, ritrovandosi così a doversi costruire un mondo da sola, senza l'appoggio del consorte.
,
E quando cominceranno a nascere i figli si renderà sempre più conto di quanto sia sola, di come solamente le sue forze possano garantire cibo e un minimo di benessere alle creature che nasceranno.

Ma Lakshimi è davvero forte e saprà risparmiare e guadagnare ciò che è necessario per garantire, giorno per giorno, una dignitosa sopravvivenza a se stessa ai suoi tanti figli. 

I primi ad allietare lei e Ayah sono i gemellini Lakshmnan e Mohini, che resteranno per tutta la vita i gioielli di casa, la vera e impareggiabile gioia di mamma e papà.
Nasceranno altri figli, uno all'anno: Anna (tranquilla, saggia, rassicurante), gli altri due maschietti - Sevenese (instabile, tormentato da demoni oscuri), Jeyan (poco intelligente, sempre umiliato e schernito da tutti) -, entrambi nati sotto una stella poco gentile... - e infine la piccola e sfortunata Lalita.

Come dicevo, i gemelli saranno la luce degli occhi di mamma e papà; e se Lakshmnan cresce bello, forte e intelligente, rendendo la mamma orgogliosa di questo figlio che da grande potrebbe aspirare a lavori di un certo livello, Mohini cresce bellissima, con i suoi occhi di un verde intenso, i capelli folti, neri e lucenti, una pelle bianca come la porcellana: una piccola dea, insomma, un tesoro da custodire e proteggere gelosamente!
Tutti in famiglia lo sanno: la bellezza di Mohini va preservata a tutti i costi perchè un giorno di certo sposerà un giovane bello e gentile, che verrà conquistato dalla sua bellezza e purezza.

Ma sono gli anni in cui la Seconda Guerra Mondiale si fa avanti a forza e con terribile violenza nella vita dei malesi, principalmente attraverso l'invasione giapponese (1941-'42).

La parte narrativa relativa all'invasione dei Giapponesi è davvero tremenda e leggerla mi ha impressionato molto. Gli invasori hanno commesso atrocità inimmaginabili e disumane a danno della popolazione malese, tanto degli uomini quanto delle donne; non solo il razionamento del cibo, le razzie nelle abitazioni, le minacce, le umiliazioni di ogni tipo, ma ancor di più le torture orrende perpetrate verso quegli uomini che essi giudicavano delatori.
Per non parlare della fine che facevano le donne più belle e giovani!

La lettura di certe crudeltà lascia inorriditi e tocca profondamente, e toccherà da vicino la famiglia di Lakshimi, in particolare nella persona di Mohini.
Proprio lei!! L'adorata figlia dalla bellezza incantevole, tenuta nascosta perchè i giapponesi non ne conoscessero l'esistenza e non potessero farle del male!
Ma a causa di uno stupido e fatale errore da parte di Lakshmnan, i crudeli invasori scopriranno la giovane e la porteranno via, lasciando nello sgomento e nel dolore tutti.
Mohini non farà più ritorno a casa, ma il suo ricordo, il suo spirito pure ed innocente continuerà a vivere tra le mura di casa, e in un certo senso a tormentare tutti.

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Nessuno sarà più felice da allora: la morte (tanto tragica ed efferata che nessuno osa parlarne, immaginarla) di Mohini farà cadere tutti in uno stato di profonda infelicità, di senso di colpa, di tristezza, che si ripercuoterà sui rapporti familiari, lacerandoli, segnandoli e condizionandoli per sempre.

Il dolore spesso può rendere il cuore duro, rivestendolo di una corazza impenetrabile che al suo interno si riempirà di lacrime e tormenti, e che lascerà uscire all'esterno tanti sentimenti  negativi, che a loro volta si tramuteranno in parole, in gesti e azioni dalle conseguenze devastanti e inarrestabili.

Seguiamo le vicende amare di questa famiglia, e ben presto a Lakshimi si aggiungono altre voci, altre narrazioni, che ci lasciano entrare in questo mondo passato, che sa di antico, che ha un'atmosfera malinconica e dolorosa, che mette in luce dinamiche e affetti complessi, piccole gioie e innumerevoli dolori di persone che si sono viste negare la felicità sempre quando pensavano che essa fosse vicina.

Conosciamo i nostri personaggi, le esperienze che vivono, le delusioni, la fame di felicità, i demoni e le ambizioni perverse che hanno tormentato alcuni di loro, l'infelicità di chi si vede solo e non amato, o di chi tocca il cielo con un dito per vederselo piombare addosso senza via di scampo, e non possiamo non parteciparvi col cuore.

Madre del riso ci parla di donne forti e coraggiose come Lakshimi, ma anche di donne più fragili come la sua amica Mui Tsai (la cui vita sarà costellata soltanto da sofferenze indicibili), o ancora di donne incattivite perchè consapevoli della propria insanabile infelicità e solitudine; ci parla di uomini deboli e dalla personalità inesistente (come Ayal e Jeyan) e di altri come Lakshmnan, dal carattere turbolento e dal cuore appesantito da sensi di colpa mai assopiti, che nessun malsano vizio e nessuna donna riusciranno mai a placare.

In questo caleidoscopio di persone e fatti, spicca sicuramente Lakshimi, un personaggio che resta nel cuore del lettore, il quale ha la consapevolezza di come esso non sia affatto perfetto.
Lakshimi è una donna coraggio, che ragiona e agisce con la mente efficiente e pragmatica di un uomo d'affari, e pur avendo il cuore gonfio d'amore, non riesce a dimostrarlo. Le tragedie familiari non la ammorbidiranno ma rischieranno di renderla cinica, indifferente, forse anche un po' crudele, capace di covare dentro sè un mostro affamato che le lacererà l'anima; seppur sempre con la convinzione di agire per il bene dei suoi cari, Lakshimi  è e resta una donna che sovrasta chiunque le stia accanto, che per tutta una vita metterà in ombra quel suo marito invisibile e fallito, poco meritevole di rispetto.

Eccovi una descrizione efficace che riassume perfettamente questo personaggio forte e spesso contraddittorio; è Sevenese a farla, mentre parla con la nipotina prediletta, Dimple, dicendo che la Madre del Riso è

"colei che dona la vita, ecco chi. A Bali il suo spirito vive in immagini fatte con il riso. Dal suo trono di legno nel granaio di famiglia proteggei raccolti che ha reso abbondanti nei campi. E' così sacra che i peccatori non possono entrare dove lei si trova o consumare un solo chicco di cui è fatta la sua figura. (...) In questa casa la nostra Madre del Riso è tua nonna. E' lei che custodisce i sogni. Guarda bene e vedrai che siede sul suo trono di legno e tiene nella mani forti tutte le nostre speranze e i sogni, grandi e piccoli, i tuoi e i miei. Gli anni non la indeboliscono."

Le pagine di questo romanzo scorrono veloci perchè le vicende narrate (attraverso il metodo delle "storie di vita", raccolte da un membro della famiglia per conservare la memoria della storia di chi l'ha preceduta) rapiscono e catturano il lettore, che resta affascinato dallo stile ammaliante, crudo e vero che incanta, come una musica dolce e suadente che non riesci a smettere di ascoltare anche se le parole spesso contengono fatti dolorosi.
E' un romanzo in cui l'animo umano vien fuori in ogni sua sfaccettatura, in cui al lettore viene mostrato l'amore più puro come anche la cattiveria e l'odio più micidiali; certe storie inteneriscono, altre indignano e toccano, forse pure fino alle lacrime, ma di certo nessuna lascia indifferenti.
L'autrice ha creato un mondo appassionante, crudo, lontano da noi nel tempo e nello spazio ma che, giunti all'ultima pagina, sentiamo familiare, noto, perchè ne abbiamo scandagliato tutti i recessi e gli angoli più nascosti, abbiamo visto e udito segreti e verità dolorose, amore e odio, gioie e dolori, tenerezza e malvagità, e ne siamo rimasti affascinati, proprio come un serpente non può che restare irretito dalla arti magiche di un incantatore.

Assolutamente consigliato!!

Letture correlate:


  • L'AMORE GRAFFIA IL MONDO (Lakshimi mi ha ricordato Signorina, per la determinazione e il saper prendere in mano le redini della famiglia lì dove il marito mostrava debolezza e tentennamenti).


giovedì 7 giugno 2012

NARRANDO L'ORIENTE - MANICKA RANI



Ed eccomi all'appuntamento con l'Oriente, i suoi autori, le sue storie piene di fascino e intensità!!
Oggi parleremo di un'autrice malese e dei suoi tre libri pubblicati in Italia.


Rani Manicka
MANICKA RANI

Purtroppo sulla sua autrice non sono riuscita a raccogliere moltissime informazioni, solo che è malese ma vive in Inghilterra, ha una laurea in economia,, in Italia sono stati pubblicati tre suoi romanzi: Madre del riso, I fiori del tempio e L'amante giapponese (Mondadori).







I FIORI DEL TEMPIO

Edizioni Mondadori
Collana Omnibus Stranieri
Trad. di Frezza Pavese, Colombo
396 pp
18.50 euro
Anno 2006


Sinossi

Bellissime e innocenti, uguali come due gocce d'acqua, le giovani sorelle Nutan e Zeenat vivono indisturbate sull'isola di Bali immerse in una natura rigogliosa, nell'incanto di colori e profumi esotici. 
La vita scorre tranquilla sotto la protezione dell'adorata nonna Nenek, che tutti al villaggio considerano una strega perché parla con gli spiriti e cura con gli incantesimi; finché all'improvviso, dopo la morte della madre, le due ragazze sono costrette a trasferirsi a Londra.
Una sera, durante l'inospitale inverno cittadino, la loro vita si incrocia quasi per caso con quella di Ricky, un uomo enigmatico e trasgressivo che le trascina in un suo mondo fatto di eccessi e decadenza. 

Ricky ha stretto un patto di sangue con un'implacabile dea, con la promessa di erigere un tempio dove condurre le anime perdute in cambio di potere e ricchezza. 
Un luogo in cui il destino di Nutan e Zeenat si unisce fatalmente a quello di altri personaggi fragili e dissoluti: Elizabeth, algida bellezza che custodisce un tremendo segreto; Anis, pittore tormentato che sa penetrare nell'animo delle persone ritratte più di quanto sappiano fare loro stesse; Maggie, giovane prostituta che non rinuncia a inseguire il sogno dell'amore romantico¿
Ciascuno si affaccia a turno sulla pagina per raccontare in prima persona, con una sincerità disarmante, la propria discesa agli inferi in un mondo parallelo in cui nulla è come sembra e tutto è concesso in un conturbante gioco di specchi. 
E niente sarà più come prima.   
Con I fiori del tempio Rani Manicka si conferma una scrittrice di grande talento e ci regala uno splendido romanzo sull'innocenza perduta e il potere distruttivo della passione, avvolgendoci in una spirale di grande seduzione.


giovedì 8 ottobre 2015

Frammenti di... Madre del riso



Un breve e dolce frammento di Madre del riso - presto la recensione:

"Aveva bei denti e zigomi aguzzi. E un viso affamato.Mi guardava con intensità straordinaria. Era l'elemento unificatore dei lineamenti del suo viso.Sì, era senza dubbio attratta.E' nella natura umana desiderare il lato oscuro della luna. Capii che era lui il mio destino. Era deciso a avermi."Se rimani" dicevano i suoi occhi "ti verserò tutta in me finchè non esisterai più". Eppure non fuggii via. Forse per la stessa ragione l'allodola canta mentre si innalza, e si abbassa e scende in picchiata inseguita dagli artigli di un falco affamato.Forse ho sempre voluto essere nella pelle di qualcuno.


giovedì 13 settembre 2012

UN LIBRO IN PIU' (2) - più d'uno, a dire il vero ^_^



new entry!!
Eccomi a condividere i miei tre nuovi arrivi  che vi ho anticipato giorni fa!!!
Li ho presi su Libraccio a prezzi convenienti!!

Uno di essi è MADRE DEL RISO, di Manicka Rani, di cui ho già parlato QUI.

LA LUCE SUGLI OCEANI
di M. L. Stedman

Ed. Garzanti
Collana Narratori Moderni
Trad. di A. Mantovani
368 pp
17.90 euro
3.5.12
Sono la figlia che hai sempre voluto.

Adesso tu sei mia madre.

E nessuno lo verrà a sapere. 

Trama

Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. 
E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo.
Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. 
Lì, sull'isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare.
Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d'improvviso la quiete dell'alba.
Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto.
Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l'oceano le abbia mai fatto. 
È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. 
Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d'attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. 
E quell'ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. 
Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c'è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata.

Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più. 

mercoledì 10 novembre 2021

Novità dalle Case Editrici - novembre 2021 -

 

Cari lettori, oggi vi presento alcune pubblicazioni di differenti case editrici; trovo siano interessanti e soprattutto abbracciano più generi letterari.


“Il killer del loto” di Marco De Fazi (Porto Seguro Editore, 246 pp) - THRILLER -

A Minneapolis, sulla sponda del fiume, viene rinvenuta una testa umana, recisa di netto. Nella sua bocca è stato inserito un fiore di loto e alla base del collo c’è il numero quattro tatuato. Il detective Clay Stone, con l’aiuto di Rabbit, un giovane tecnico forense, ha il compito di scoprire l’identità della vittima e quella dell’assassino. 
Il giorno seguente però, nel pieno delle indagini, viene ritrovata una seconda testa, sempre con un fiore di loto inserito in bocca e un tatuaggio con il numero tre sul collo.
Tra corse contro il tempo e oscure verità riemerse dal passato, Clay Stone si troverà nel mezzo di un macabro meccanismo ad orologeria che dovrà superare per riuscire a stanare il killer del loto.

“Storie di Donne: Miriam” di Aldo Lado (Edizioni AngeraFilm, 386 pp) - Romanzo storico -


Miriam è una ragazzina di nove anni che vive con il padre, il rabbino Belgas, e il fratello tredicenne Meir in una Gerusalemme lacerata da una guerra interna. 
L'arrivo dei Romani, che aveva fatto sperare nella pace, si trasforma in un assedio. Decidono di fuggire ma quando si credono in salvo, Miriam viene catturata dal generale Larcio Lepidio, resa schiava e portata a Roma. 
A contatto con la Corte Imperiale, in Miriam cresce il desiderio di cultura ma anche l'odio per Larcio Lepidio, responsabile delle sue disgrazie. 
Nove anni dopo, venduta ad un ricco speculatore di Pompei, il destino le riserberà una difficile storia d'amore, oltre al ritrovamento del fratello Meir, dato per morto. 
I due fratelli, nati entrambi liberi ed insofferenti al loro stato di schiavitù, verranno costretti alla fuga rischiando di morire. L'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. fa da catarsi.


“I re dell’Africa” di Giuseppe Resta (I Libri di Icaro, 280 pp) - NARRATIVA CONTEMPORANEA


Nello scenario di una terra del Sud Italia, le meticce stratificazioni di arti e culture pregiate nascondono un male sporco e oscuro che scorre torbido su e dentro le contrade martoriate dallo sfruttamento. 
L'antica cultura contadina della misura e del rispetto ha abdicato a un illimitato cinismo; lasciando dilagare la corruzione, il malaffare e l'inquinamento, ambientale e sociale, in un groviglio di illegalità diffusa. In questo romanzo, così come poi succede nella vita di ogni giorno, corrotti e corruttori non sembrano essere in grado di rendersi conto delle dannose conseguenze del loro agire scellerato. 
Questa indifferenza al male non li rende meno colpevoli e l'essere privi di senso di colpa si riverbererà soprattutto sui più indifesi.



“L’ultima ricamatrice” di Elena Pigozzi (Piemme, 176 pp)  Narrativa contemporanea

Appoggiata ai bordi del bosco, sulla via che dal paese va verso le montagne, c'è una piccola casa
solitaria: è qui che vivono le ricamatrici. 
Ora è rimasta Eufrasia a praticare l'arte di famiglia, tesse, cuce, ricama leggendo in ogni persona che le si rivolge i desideri più inconsci. 
Accanto a lei come prima alla bisnonna, alla nonna e alla madre, da sempre, il telaio di ciliegio, rocchetti, stoffe, spole e spilli. 
Eufrasia ha settant'anni e ha quasi smesso di lavorare, le mani curvate dall'artrite e la modernità in cui tutto è fatto in fretta le avevano fatto pensare di non servire più a nessuno. 
Ed è in quel momento che arriva Filomela, una ragazza giovane con il riso negli occhi oltre che sulle labbra, che le chiede di prepararle il corredo e di insegnarle a ricamare. 
A lei la'anziana racconta di una giovane vedova di guerra gentile ed esperta nel taglio e cucito, di una splendida e coraggiosa ragazza troppo bella per non attirare le malelingue di paese, di un amore delicato come il filo di lino e tanto sfortunato, e di un ricamo tessuto da generazioni, in cui ognuna di loro ha scritto un pezzo della propria esistenza, una scintilla luminosa nel buio del mondo.


“Segreto di madre” di Stefano Antonini (Astro Edizioni,  320 pp) Narrativa contemporanea


Un romanzo epistolare tratto da una storia vera, oggetto di laboratori nelle scuole di Bologna e dintorni, per educare all'affettività. 
Dopo aver perso la madre, un giovane docente di una scuola secondaria di Bologna decide di raccontare ai suoi studenti il segreto che la donna aveva conservato per anni: il suo primo, grande amore. Nell'appoggiare sulla cattedra la scatola contenente 124 lettere, scritte tra il 1951 e il 1952 dall'allora fidanzato della donna, il professore getta le basi per una discussione con i suoi studenti, che si ritrovano a confrontarsi su cosa loro avrebbero fatto in quella situazione e su quali condizioni si potesse generare un "per sempre Amore".

"L'idiota" di Fëdor Dostoevskij (Casa Editrice: Recitar Leggendo Audiolibri, tetto e tradotto da Claudio Carini, durata: 29h:49m, versione integrale). CLASSICO


L'idiota è incentrato su tre figure cardine: Rogòžin, che rappresenta l'eros, la passione, l'amore violento, il principe Myškin, il protagonista del romanzo, che rappresenta invece l'amore fraterno e disinteressato, l'amore platonico di impossibile realizzazione, e Nastàs'ja, la figura femminile centrale, la quale, in un punto cruciale del romanzo, dice: «Nell'amore astratto si finisce quasi sempre per amare sé stessi». 
Dostoevskij lascia che l'uomo e la vita stessa si raccontino nella loro enorme complessità e contraddittorietà: «L'uomo è un mistero, un mistero che bisogna risolvere, e se passerai tutta la vita a cercare di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo».


"Tecnica di Riequilibrio Concentrico” di Fabio Bertagnolo  (Il Papavero Ed., 112 pp) - Benessere/ Salute/Medicina alternativa


Stiamo vivendo un momento contrassegnato da un profondo cambiamento epocale che ci richiede un grande combattimento, prima interiore, poi esteriore: nati e cresciuti in un mondo basato sul materialismo dobbiamo riacquistare la capacità di vedere con gli occhi del cuore. La mia nuova tecnica di Riequilibrio Concentrico è volta ad aiutarti e sostenerti in questo percorso. Passando dal corpo, dai chakra, dal campo aurico, aiuta a giungere al cuore di ogni persona per risvegliare, in noi stessi e negli altri, una dimensione nuova che ci porterà ad abbracciare il necessario cambiamento, l’unico che potrà condurci lungo il sentiero della felicità.


“Vivi davvero?” di Federico Galantini e Nikolai Tisci (Passione scrittore – Partner Mondadori, 120 pp) - Saggistica / Raccolta di pensieri e opinioni sull’attualità - 


La società, la libertà, le responsabilità della vita in rapporto con i cellulari, i social network, i “like”: sono questi alcuni degli argomenti trattati nell’opera. I due protagonisti, Federico Galantini e Nikolai Tisci, si pongono domande assolutamente attuali e condivisibili: come interagire con gli altri, soprattutto dopo una pandemia che ci costringe a isolarci; quanto è importante il ruolo genitoriale e quello dell’educazione nella vita di una persona; quanta libertà abbiamo nella società in cui viviamo; quanto siamo disposti a pagare per la visibilità sui social. 
In un mondo in cui la moneta di scambio è il “like”, i due giovani si interrogano sulle conseguenze dello sviluppo della tecnologia e sull’enorme spazio che ormai ha nella nostra vita, ma non solo. 
Gli autori, che non sembrano aver paura di dire ciò che pensano, aiutano il lettore a riflettere su interrogativi quasi esistenziali e lo guidano incoraggiandolo a sviluppare un proprio pensiero e a sostenerlo, soprattutto se diverso da quello che coloro scrivono.


venerdì 14 giugno 2013

Dal 18 giugno: I FIORI DI SABBIA di Corban Addison (e non solo...!!)



Diverse uscite previste per il 18 giugno.

I FIORI DI SABBIA
di Corban Addison


Ed. sperling&Kupfer
Pandora
420 pp
17.50 euro
USCITA 18 GIUGNO
2013
Un tema di schiacciante attualità, quello della violenza sulle bambine, l'affascinante ambientazione di un'Africa bella e perduta, personaggi coraggiosi e straordinari: Corban Addison, autore de L'altra metà del sole, ritorna con la sua ricetta vincente, e ci regala un romanzo intensissimo. Appassionante come un legal thriller, emozionante come una storia d'amore, commovente come tutti i libri che parlano di coraggio, speranza e riscatto.

Trama

A volte dalla sabbia del deserto nascono i fiori più belli.
Zoe Fleming, figlia di un senatore del Congresso americano, ha seguito la passione per la giustizia e, anche se giovanissima, è già un avvocato di successo. 
Per lei, vivere in un mondo giusto è più di un sogno: è la sua ragione di vita. Per questo ha deciso di partire, e di mettersi al servizio di chi ha meno di tutti. 
Arriva così in Zambia, a Lusaka, per lavorare in un'associazione non profit che difende i diritti dei bambini. 
Qui, una notte, viene chiamata all'ospedale locale per occuparsi di una ragazzina vittima di una brutale violenza. È sotto shock e incapace di parlare. 
Come scoprirà Zoe, si chiama Kuyeya e, anche se ha solo quattordici anni, di cose ne ha gi viste molte. Il suo sguardo è buio come un pozzo, svuotato dalla luce dei sogni. Zoe la prende sotto la sua protezione e decide di dare la caccia al colpevole. 
L'unico che ha il coraggio di seguirla nella sua indagine è Joseph, un poliziotto del luogo. Un angelo che vive tutti i giorni all'inferno. Insieme con lui Zoe condurrà la sua battaglia: fino a scoprire che il responsabile è qualcuno di molto potente, protetto dal governo corrotto del Paese. 
Ma nonostante questo la loro lotta non si ferma: perché quello che Zoe e Joseph vogliono più di tutto è far tornare il sorriso sulle labbra di Kuyeya.
A volte dalla sabbia del deserto nascono i fiori più belli.
Zoe Fleming, figlia di un senatore del Congresso americano, ha seguito la passione per la giustizia e, anche se giovanissima, è già un avvocato di successo. Per lei, vivere in un mondo giusto è più di un sogno: è la sua ragione di vita. 
Per questo ha deciso di partire, e di mettersi al servizio di chi ha meno di tutti. Arriva cos in Zambia, a Lusaka, per lavorare in un'associazione non profit che difende i diritti dei bambini. Qui, una notte, viene chiamata all'ospedale locale per occuparsi di una ragazzina vittima di una brutale violenza. È sotto shock e incapace di parlare. 
The Garden of Burning Sand
.
Come scoprirà Zoe, si chiama Kuyeya e, anche se ha solo quattordici anni, di cose ne ha gi viste molte. Il suo sguardo è buio come un pozzo, svuotato dalla luce dei sogni. Zoe la prende sotto la sua protezione e decide di dare la caccia al colpevole. L'unico che ha il coraggio di seguirla nella sua indagine è Joseph, un poliziotto del luogo. 
Un angelo che vive tutti i giorni all'inferno. Insieme con lui Zoe condurrà la sua battaglia: fino a scoprire che il responsabile è qualcuno di molto potente, protetto dal governo corrotto del Paese. Ma nonostante questo la loro lotta non si ferma: perché quello che Zoe e Joseph vogliono più di tutto è far tornare il sorriso sulle labbra di Kuyeya.

L'autore.
Corban Addison 34 anni, avvocato, vive a Charlottesville in Virginia, e da diversi anni si occupa di violazione dei diritti umani. In particolare, membro attivo della International Justice Mission, che lavora per garantire accesso alla legge e alla giustizia nei Paesi del Terzo Mondo. Il suo primo romanzo, L'altra metà del sole, pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer, è stato un successo internazionale, sia di critica sia di pubblico
.


domenica 20 dicembre 2015

Bilanci di lettura di fine anno: libri dalla A alla Z



Buongiorno cari lettori e amici!
Mentre leggete questo post, io sono già da un po' in viaggio verso la Svizzera tedesca, per passare la vacanze natalizie con la mia famiglia.
Anche se non avrò molto tempo da dedicare al blog, ho cercato di preparare qualche post e di programmarlo per questi venti giorni.

In questi momenti desidero condividere con voi il mio personalissimo ALFABETO LIBROSO di fine anno: ad ogni lettera assocerò  una parola che a sua volta ho collegato ad un libro letto in quest'anno che ci sta lasciando.

Aspetto i vostri pareri e, magari, se ne avete voglia, anche il vostro personale alfabeto, così da condividere le letture che più vi son rimaste impresse nel 2015! ^_-


A

APPASSIONANTE

clicca sulla cover per
la recensione
IL RAGAZZO IN SOFFITTA (Pupi Avati)

Devo dire che Pupi Avati - che apprezzo moltissimo come regista - è riuscito a tenermi incollata alla storia di Giulio e Dedo, non solo per la trama in sé e i colpi di scena, ma soprattutto per lo stile narrativo e la sensibilità nel tratteggio dei risvolti psicologici dei personaggi, come delle complesse dinamiche relazionali presenti. NON POSSO CHE CONSIGLIARLO!






B

BRIVIDI

IL SUGGERITORE
clicca per recensione
IL SUGGERITORE (D. Carrisi)

Una trama complessa, costruita in modo avvincente, capace di inchiodare il lettore in un crescendo di suspense, tenendolo col fiato 
sospeso fino all'ultima pagina.
Per me ogni pagina di questo thriller trasuda tensione ed è ricca di colpi di scena ben architettati.





C

CRUDO

in lettura

RAGAZZI DI VITA (PPP)

In questo libro tutto è "crudo", realistico, immediato, in un certo senso genuino:il linguaggio (romano verace), pregno di termini popolari gergali (che chi, come me, non è di Roma, probabilmente non conosce), i ragazzi dei quali si raccontano le giornate e le "gesta", i quartieri con la loro povertà e la fame che li caratterizza.
Un Pasolini senza freni e senza peli sulla lingua, che racconta ciò che vede e conosce, senza filtri, ma con estrema immediatezza.




D

DONNE

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REYKJAVIK CAFE' (S. Jónsdóttir)

Hervòr, Mia, Silja e Karen sono le protagoniste di questo romanzo: quattro donne giovani e diverse per carattere e scelte professionali, ma tutte accomunate da una simile (disastrosa) condizione sentimentale; quattro donne normalissime, con fragilità, desideri e paure che appartengono a tante lettrici, che facilmente ritrovano un po' di loro nelle donne del libro.





E

EMOZIONANTE

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VENUTO AL MONDO (M. Mazzantini)

Ho letto questo romanzo con molto coinvolgimento emotivo, divorando le parole, immergendomi nella vita di Gemma, e ci sono stati momenti e passaggi in cui non ho potuto non immedesimarmi almeno un po’ in lei, sentendo su di me i suoi dubbi, le paure, la rabbia, l’incredulità, vivendo attraverso di lei tanto i suoi tormenti di donna quanto l’orrore di una guerra che (grazie a Dio) non conosco da vicino, ma di cui ho sentito e letto "qualcosa".





F

FANTASIA

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L'ANELLO DEI FAITOREN

Incantesimi, uomini affascinanti che si trasformano in creature strane o mostruose, maghi capaci di fare le magie più disparate, regni splendidi e sfavillanti governati da donne bellissime e sensuali, ammaliatrici...: chi non ha mai sognato, almeno una volta, di ritrovarsi in un mondo così?
L'Anello dei Faitoren è una grande fiaba moderna, che unisce il mondo reale - quello di una comune ragazza del New Jersey che va all'università - con quello incantato e alternativo, popolato dalla magia.



G

GRAZIA

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GITA AL FARO (V. Woolf)

Non mi è venuto spontaneo pensare a qualcosa con la G, poi però mi è balzato alla mente questa parola e ll'ho associata al romanzo della Woolf, alla figura gentile e aggraziata della protagonista, la signora Ramsey, e allo stile stesso dell'Autrice, che rapisce il lettore con la forza evocativa e suggestiva delle parole, che ti passano davanti struggenti, capaci di creare immagini, suoni, profumi nella tua mente, e non riesci a non essere affascinato dalla loro poesia.




H

HAPPY ENDING

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CELESTE (C. Vichi) 

Una favola d'amore e di coraggio, che ha per protagonista una ragazza senza paura ma con un cuore grande, disposta a sacrificarsi per amore dei suoi cari e del suo popolo, pronta a superare tanti ostacoli e a combattere non solo contro gente malvagia, ma soprattutto contro una sfilza di segreti, intrighi, bugie, vendette, pericoli di morte, tradimenti.
Ma niente paura, come ogni fiaba che si rispetti il lettore non giungerà all'ultima pagina con il rischio di "brutte sorprese"!



I

IRONIA

Orgoglio e pregiudizio. Ediz. integrale
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ORGOGLIO E PREGIUDIZIO (J. Austen)

Amo la leggera e deliziosa ironia di JA circa certi modi di fare del suo tempo, il suo guardare con  un pizzico di divertimento e indulgenza le donne del suo tempo, sottolineandone con delicato umorismo i difetti, la fissa per i balli e per la ricerca del marito con una rendita alta.





L

LENTEZZA

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MANSFIELD PARK (J. Austen)

Mi rendo conto: dopo averne lodato l'ironia mi lamento per la lentezza.
Eh lo so, abbiate pazienza ma Mansfield Park l'ho trovato davvero moooolto lento; fiumi di parole, dialoghi, scene... che per me rendono buona parte del libro, ahimè, poco allettante e tendente al noioso.
I due terzi scorrono a fatica e bisogna aspettare parecchi capitoli prima di arrivare a qualcosa di più interessante, che vede il precipitarsi degli eventi verso il finale.




M

MISTERO


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LA GEMELLA SILENZIOSA (S.K. Tremayne)

Una storia molto intrigante, che ti rapisce sin dalle prime pagine, che trae forza da tanti elementi: dal fascino misterioso che da sempre esercitano i gemelli; lo scenario naturale è rivestito anch'esso da un'aura di mistero, in quanto selvaggio, isolato, spesso lugubre, spettrale, ululante, dunque molto appropriato al tipo di vicende narrate, che rimbalzano tra la realtà e l'allucinazione.






NOSTALGIA

recensione

CADE LA TERRA (C. Pellegrino)

Un romanzo che immerge il lettore in un'atmosfera atavica, intrisa di nostalgia e malinconia, in cui l'umanità e la solitudine della protagonista diventano un po' anche nostre, e dove il confine tra ieri e oggi, tra ciò che è stato e che non c'è più, tra la morte e la vita... diventa confuso, indefinibile; dove dare voce ai vinti e ai muti diventa l'unica via per non seppellire la memoria, soccombendo all'abbandono. 






O

ORIGINALITA'

recensione
LEGIONE RIVER (S. Colombo)

Ho trovato questo romanzo assolutamente originale, per i contenuti e le ambientazioni; esso racchiude in sè fantasy e tanta avventura, amore e amicizia, e attraverso i viaggi dei personaggi ci mostra non solo l'affascinante e indomabile forza della Natura con i suoi fenomeni spesso ingestibili e devastanti, ma anche la triste realtà dell'uomo nel corso del tempo, il suo egoismo, la sua stoltezza e la folle mania di iniziare guerre e genocidi, anch'essi dalle conseguenze catastrofiche.




P

PSICOLOGICO


LE LACRIME DI NIETZSCHE (Yalom)

Un romanzo che, prendendo spunto da personaggi e fatti realmente esistiti, traccia l'origine e i primi sviluppi della psicanalisi, accompagnando il lettore in un interessante viaggio psico-filosofico alla ricerca di se stessi e
 di ciò che ci impedisce di essere sereni.




Q

QUANTITA'

Quest'anno ho superato i 100 libri e non posso che esserne contenta.
Non che sia importante il numero, ma sono piccoli traguardi personali.
Poi l'importante è LEGGERE LEGGERE LEGGERE,
e leggere ciò che ci piace e ci fa star bene!


R

ROMANTICISMO


LETTERE A UN AMORE PERDUTO (I. Grey)

Romanticismo allo stato puro, che ho apprezzato perchè non patetico, stucchevole: una storia d'amore forte, struggente, che nè il trascorrere inesorabile del tempo nè le tristi vicende della vita riescono a spegnere.





S

SPENSIERATEZZA

DIMMI CHE CREDI AL DESTINO

DIMMI CHE CREDI AL DESTINO (L. Bianchini)

A me Luca dà sempre momenti di spensieratezza!!
Me li ha donati con i polignanesi e anche con questo romanzo ambientato a Londra, scritto con semplicità, scorrevolezza; i personaggi e il loro modo di parlare e interagire hanno un che di informale, quotidiano, come se fossero persone vere, reali (del resto, in un certo senso, lo sono!!), che ti camminano accanto, che parlano, agiscono, reagiscono e si muovono in modo genuino e schietto.
Un libro che parla di amicizia, di speranza, di voglia di combattere per i propri sogni; una lettura che invece di travolgerti, ti "culla" e ti accarezza con dolcezza.



T

TENEREZZA


SEI LA MIA VITA (F. Ozpetek)

Parlare dell'amore, di quello tenero, appassionato, totale e totalizzante, e farlo senza essere banali: per quel che mi riguarda,  Ferzan Ozpetek in "Sei la mia vita" ci riesce. Un libro che ti travolge dentro tante storie, e lo fa con forza ma allo stesso tempo con delicatezza e una dolce nostalgia che ti resta addosso dal primo all'ultimo rigo, senza darti alcun fastidio. Anzi.




U

UMORISMO


IO CHE AMO SOLO TE (L. Bianchini)

Una commedia all'italiana divertente, scritta con un’ironia ed un umorismo che strappano tanti tanti sorrisi; la presenza di qualche simpatica espressione dialettale pugliese, l’attenzione posta su certe tradizioni e modi di fare del Sud (per quanto "leggermente" stereotipate, ma in fondo vere, e lo dico da pugliese), rendono il tutto davvero piacevole e godibile; ho amato i personaggi con pregi e difetti, con le loro paure e i loro piccoli segreti, gli atteggiamenti buffi e a fine lettura quasi mi mancavano!



VERO


in lettura
A NOME TUO (M. Covacich)

Di quest'Autore, in codesto libro, mi ha colpito la capacità di mescolare realtà e finzione con grande maestria; partendo dal vero, da fatti e personaggi reali Covacich infila nella storia persone e fatti inventati, così che il confine tra realtà e fantasia diventa labile, a volte confuso.
E mantenendo questo stile affronta anche temi importanti come il suicidio assistito.




Z

ZENZERO

MADRE DEL RISO (R. Manicka)

Come per la G, anche per la Z non mi veniva nessuna parola pertinente, finchè ho pensato allo zenzero, che è una spezia orientale tra le altre cose citata in questo romanzo, Madre del riso, che mi è restato nel cuore per le sue storie esotiche e affascinanti, che giungono a noi dal magico Oriente, tanto grande e variegato di culture e lingue, quanto ricco di quei piccoli e grandi segreti che riposano in seno alle singole storie famigliari sussurrate e raccontate di generazione in generazione, affinchè non vadano perdute.




PER ORA E' TUTTO, MA VI ANTICIPO CHE PER DOMANI ANDRA' UN ALTRO POST
DOVE CONTINUERO' A PARLARVI DI ALTRI LIBRI 
CHE MI SONO PIACIUT NEL 2015 E PERCHE'   ^_-

mercoledì 24 ottobre 2012

Prossimamente "GLI ACCORDI DEL CUORE" il seguito di "L'arte di ascoltare i battiti del cuore"




Bene bene beneeeeee!!
Proseguo con la segnalazione di un'altra uscita novembrina, firmata Neri Pozza!!!

GLI ACCORDI DEL CUORE
di  Jan Philipp Sendker

Gli accordi del cuore
Ed. Neri Pozza
Le Tavole d'oro
352 pp
17.50 euro
USCITA NOVEMBRE 2012

L’attesissimo seguito dell’Arte di ascoltare i battiti del cuore. 
Un bestseller internazionale.

Julia Win torna in Birmania per scoprire una meravigliosa storia di lacrime e sangue, di gioia e stupore, e di segrete affinità del cuore.


Trama

In un freddo mattino autunnale senza nuvole, la settimana prima del Ringraziamento, davanti a Julia Win si spalanca un abisso oscuro. 
Ode una voce, chiara e inequivocabile, dentro di lei. 
La voce roca, profonda e severa di una donna che non allude, non pretende di essere interpretata, ma pone domande dirette – Perché sei sola? – come se sapesse che, dietro la sua brillante maschera di avvocato di successo di Simon & Koons, uno dei più prestigiosi studi legali newyorchesi, si cela l’infelicità di una donna disillusa dall’amore e dalla vita.
Le mani sulle orecchie, come a scacciare un ronzio fastidioso, Julia tenta di tutto perché la quiete torni nella sua testa. Si fa visitare dal dottor Erikson per scongiurare una qualche forma di schizofrenia, si accosta alla meditazione in compagnia di Amy, l’amica del cuore buddista, ma invano.
 La voce non sparisce; continua, anzi, imperterrita a porre domande imbarazzanti: Perché nascondi ancora una volta la verità?
Nello stesso freddo giorno autunnale, Julia riceve una lettera di U Ba, il fratellastro che vive a Kalaw, in Birmania, e che dieci anni prima, in una malandata e meravigliosa casa da tè, gli ha svelato l’incredibile storia di Tin Win, il loro padre che, da giovane, aveva scoperto che ogni cuore risuona in modo diverso e che si innamorò di Mi Mi perché non aveva mai sentito prima un suono più bello del battito del suo cuore.
Con la sua magnifica calligrafia, U Ba la informa che la stagione delle piogge è finita a Kalaw e che non ci vorrà molto perché la prima rugiada si posi sull’erba del suo giardino. 
Poi le racconta «un fatto davvero strano». All’incrocio grande di Kalaw, sotto l’albero di banyan, a un tratto una donna si è staccata dalla sorella per seguire un giovane sconosciuto, continuando a chiamare un nome che nessuno nel villaggio aveva mai sentito prima. Quando il giovane si è voltato, stupito del clamore alle sue spalle e i loro sguardi si sono incontrati, la donna si è irrigidita ed è crollata a terra. Morta, come l’avesse colpita un fulmine, in un giorno terso e senza nubi.
Meditando sulle parole del fratello, Julia comprende che è lì, a Kalaw, dove ha trascorso i giorni più esaltanti della sua vita, infervorata dalla storia d’amore più bella che abbia mai ascoltato, che è racchiuso ancora una volta il suo destino.

Magnifico seguito dell’Arte di ascoltare i battiti del cuore, il nuovo romanzo di Jan-Philipp Sendker costituisce una splendida conferma del suo incomparabile talento nel descrivere la forza dei legami familiari e nell’illuminare le segrete affinità del cuore.

E ricordiamo anche la trama dell'apprezzatissimo:

L'ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE

L'arte di ascoltare i battiti del cuore
Ed. Neri Pozza
Le Tavole d'oro
320 pp
17 euro
USCITA NOVEMBRE 2012
«Mi è davvero impossibile descrivere la magia di questo libro. Rapisce come un incantesimo, perdura come un amore».

Caroline Leavitt

«Una magnifica storia d’amore che ci conduce nel cuore della magica Birmania».
Stern 

«La storia di un amore che supera tempi e confini in un romanzo imperdibile».
Journal für die Frau

«Con questo libro Jan-Philipp Sendker ha creato un’opera incantevole, viva, avvincente, misteriosa e commovente. In essa aleggia lo spirito della Birmania, della sua bellezza, dello stile di vita e della filosofia dei suoi abitanti».
Bücherschau

Trama

A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall’aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. 
Entrando, sulla parete di fronte è possibile scorgere una vetrina con biscotti e dolcetti di riso sui quali si posano mosche a dozzine. 
Accanto, un fornello a gas con sopra un bollitore nero di fuliggine con l’acqua per il tè. 
Negli angoli, cataste di cassette di legno con bottigliette piene di una bibita arancione. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. 
Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesselì, in quella piccola sala da tè birmana. 
Suo padre, avvocato di successo, marito fedele e genitore integerrimo, è scomparso. 
Un giorno, semplicemente, non è più rincasato, e nei mesi successivi non ha dato alcuna notizia di sé, nemmeno un breve cenno di commiato. Solo il silenzio più assurdo e crudele.
La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido… un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok.
L’atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. 
La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole: «Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l’ultima volta».
Una pura, indimenticabile lettera d’amore che ha scosso profondamente Julia. Il desiderio di scoprire i segreti del padre, e magari persino di ritrovarlo, si è fatto così irresistibile che Julia ha deciso di partire immediatamente per Kalaw, quella piccola città annidata tra le montagne, dove tutto ora le appare estraneo: la luce, i profumi, i rumori, le persone. La giovane figlia di Tin Win non sa ancora che proprio a Kalaw, in quella modesta casa da tè, conoscerà per bocca del più miserabile dei suoi avventori, un vecchio dalla camicia ingiallita e dai sandali di gomma, una storia meravigliosa fatta del destino segnato dalle stelle, di forza della fede, di misteri e saggezza buddhista e di un amore sconfinato…

Romanzo che ci conduce nel cuore segreto della Birmania, L’arte di ascoltare i battiti del cuore ha svelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Jan-Philipp Sendker.

L'autore.
Jan-Philipp Sendker è nato nel 1969 ad Amburgo, ha vissuto negli Stati Uniti dal 1990 al 1995 e dal 1995 al 1999 è stato corrispondente in Asia per Stern. Dopo un secondo soggiorno negli Stati Uniti è tornato in Germania, dove lavora come giornalista per Stern. Vive a Berlino con la sua famiglia. Nel 2000 ha pubblicato un reportage sulla Cina: Risse in der Grossen Mauer. L’arte di ascoltare i battiti del cuore è il suo primo romanzo. Nel 2007 ha pubblicato il suo secondo romanzo Das Flüstern der Schatten.


giovedì 25 agosto 2011

La lettura fa l'uomo completo


Niente come la lettura di un libro, nell'apparente quiete e nel silenzio può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita.  (T. De Mauro)


Ho sempre amato leggere, da bambina, e spesso ho (o avrei...) preferito che come regalo mi donassero un buon libro piuttosto che un giocattolo....


Ogni volta che sono in giro per shopping, soprattutto nei centri commerciali, prima ancora che perdermi nei negozi di abbigliamento o di scarpe, la mia attenzione è attratta dalle librerie e lì spendo il miglior tempo, a sfogliare, leggiucchiare, sfiorare libri dai titoli noti o quelli recenti, di cui ho letto la recensione e che vorrei "si trasferissero" dalle mensole delle libreria a quelle di casa mia...
Se dovessi comprare tutti i libri che desidero e ogni volta che lo desidero, temo che dovrei buttar giù dalla finestra qualcosa che ho già in casa per far posto a loro: così,  a malincuore son costretta a trattenermi abbastanza spesso!


Però ogni tanto lo sfizio me lo tolgo: su Bol.it ho ordinato due romanzi, che tra le altre cose erano scontati:

domenica 24 febbraio 2013

L'INVERNO CHE MISS O'MARA SMISE DI SOGNARE



Lo so che febbraio sta per andar via e che marzo è il mese in cui entra l'agognata primavera.... ma il freddo c'è e persiste e proprio in questo momento, mentre scrivo, il fuoco nel camino è più acceso che mai...!

^_^
Ecco quindi un consiglio di lettura dal "sapore invernale" che condivido con voi!!

L'INVERNO CHE MISS O'MARA SMISE DI SOGNARE
di Lisa  Moore


Ed. Bollati Boringhieri
Collana Varianti
274 pp
16.50 euro
2011
Trama

La notte di San Valentino del 1982, una «tempesta perfetta» provoca l'affondamento di una piattaforma petrolifera al largo di Terranova. 
A bordo ci sono 84 membri dell'equipaggio, reclutati nelle cittadine della costa, giovani, poveri e inconsapevoli o incuranti del rischio.
 La storia narrata da Lisa Moore è quella di chi rimane. 
Helen O'Mara è una delle vedove, ha tre figli piccolissimi e ne aspetta un quarto. Helen è costretta a continuare a vivere, per essere insieme madre e padre, ma una parte di lei, quella innamorata di Cal, il marito morto, resterà congelata nella lunga notte d'inverno che ha cambiato la sua vita.
 Il lutto assume via via le forme del dolore, della ribellione, del rimpianto, del ricordo, del sogno, ma sembra non finire mai. Ogni pausa dall'impegno di cura, ogni sguardo che Helen alza verso la finestra dal lavoro di cucito che ha scelto per tirare avanti, le riporta alla mente un episodio della vita con Cal; ogni notte è affollata di sogni che si confondono con gli ingannevoli richiami del dormiveglia. 
Solo più di vent'anni dopo, quando John, l'unico figlio maschio, che non a caso ha scelto di lavorare come esperto per sistemi di sicurezza per le piattaforme petrolifere, telefona per annunciarle che diventerà padre, Helen si sveglia dal lungo, ostinato, torpore del desidero.
 Il disgelo assumerà la forma concreta di Barry, un attraente quanto riservato artigiano che la saggia e attenta sorella Luise le ha mandato per sistemare la casa. 
cover

Lisa Moore affida il resoconto del percorso difficile, accidentato, verso il risveglio, a una serie di brevi, accurati quadretti familiari, scene della vita reale di tutti quegli anni di vita interiore sospesa.
 Gli andirivieni dei temporali, sprazzi di ricordi felici alternati a memorie tragiche, rendono la narrazione avvincente, provocano emozioni contrastanti, lacrime, sorriso, riso. Il paesaggio nordico, freddo ma limpido, ostile ma pieno di fascino, è lo sfondo capace di mutare all'improvviso quanto i sentimenti della protagonista e del lettore. E Lisa Moore è maestra nel renderne la particolarità: una tragedia dimenticata, lontana nel tempo e nello spazio, diventa viva, attuale. È proprio perché nessuno dimentichi che l'autrice la rievoca, in un racconto che ha i toni del realismo e l'attrattiva dell'immaginazione.

L'autrice.
Lisa Moore è autrice di due raccolte di racconti, Degress of Nakedness (1995) e Open (2002), quest'ultima finalista al Giller Prize, il più importante premio letterario canadese. Il suo primo romanzo Alligator (2005), è stato a lungo nella lista dei bestseller in Canada, il libro dell'anno per il «Globe and Mail», e ha vinto il Commonwealth Writers Prize for Canada and the Carribbean 2006. L’inverno che Helen O’Mara smise di sognare è stato finalista al Man Brooker Prize 2010. Vive a St. John's, Terranova, con il marito e due figli.
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