venerdì 8 maggio 2026

Recensione: PIOGGIA (Blackwater VI) di Michael McDowell

 

Nel sesto ed ultimo capitolo della saga gotico-paranormal Blackwater, continuiamo a seguire le vicende dei membri della famiglia Caskey: siamo ormai negli anni Cinquanta del secolo scorso e la loro immensa ricchezza e la vita placida e abitudinaria che conducono rischia di essere travolta, insieme a tutta Perdido.



PIOGGIA
(Blackwater VI)
di Michael McDowell



Ed. Neri Pozza
trad. E.Cantoni
256 pp
Dopo la scomparsa di Frances (nelle nere acque del Perdido, assieme all'altra figlia, Nerita, con cui condivide un'esistenza lontana dalla dimensione umana), la vita riprende normalmente nel clan Caskey: Elinor è ormai la matriarca incontestata ed accettata da tutti - famigliari e non solo -, che sta portando avanti gli affari di famiglia con generosità e lungimiranza.
Oscar l'è sempre accanto ma gli anni passano per tutti e la sua vista non fa che peggiorare, allontanandolo giorno per giorno dal lavoro, che ha sempre occupato gran parte delle sue giornate.
Miriam - con somma sorpresa di tutti - accetta finalmente la proposta di matrimonio di Malcom (figlio di Queenie) perché il giovane le è sempre stato fedele e devoto come un cagnolino e Miriam non ha alcuna intenzione di legarsi a una persona problematica da gestire: preferisce "accontentarsi" di uno come Malcom, che le obbedisce e l'asseconda, lasciandole il comando su tutto.
Anche per Queenie gli anni si fanno sentire, così pure la solitudine e, ancor di più, la paura che un'oscura presenza dal passato sia pronta a tormentarla.

La solitudine e l'immobilità perenni sono le compagne di Sister, ormai da anni allettata: si rifiuta di alzarsi da quel letto (e forse non ce la farebbe davvero più, adesso, neppure se lo volesse), di avere una vita sociale - se non quella filtrata dai racconti e dai pettegolezzi della servitù e di Queenie, che passa moltissimo tempo con lei. - ed è diventata egoista e capricciosa come la defunta madre.

Il vedovo Billy Bronze sente sì la mancanza della moglie Frances ma tira avanti, grazie al lavoro e al suo essersi completamente integrato nella famiglia della consorte scomparsa; in special modo, è con Elinor che ha instaurato un ottimo rapporto, fatto di complicità e rassicurante comprensione reciproca.

Mentre Grace e Lucille proseguono con la loro vita in fattoria, tirando su il bravo e buono Tommy Lee (figlio di Lucille), in casa Caskey si verifica ancora una volta una "pratica" purtroppo in voga da anni: "rubare" e crescere i figli degli altri.

L'aveva fatto Mary-Love, che aveva preso Miriam ad Oscar ed Elinor; il caro James aveva cresciuto Danjo, figlio di Queenie e adesso tocca a Miriam prendersi una bambina non sua e crescerla secondo il proprio modo di pensare.
Ed è così che Lilah, figlia di Frances e Billy, lascia la casa paterna per andare a stare dalla zia Miriam.

Insomma, piccoli e grandi cambiamenti interni intervengono, come sempre, a scandire e a ridefinire i rapporti e le dinamiche tra i Caskey, che di certo condividono una cosa notevole: ciascuno di loro è molto, molto ricco.
Tanto da essere addirittura complicato stabilire l'esatto ammontare della ricchezza di ognuno di essi!
Tanto da non sapere, onestamente, come spendere questo denaro proveniente da eredità, petrolio, segheria...

Tutto sembra procedere fin troppo placidamente, se non fosse che le lancette dell'orologio continuano a girare e per i membri senior del clan si avvicina l'ora in cui verranno visitati dalla "Cupa Mietitrice", e non sempre questa triste visita avviene serenamente: i fantasmi del passato sono sempre pronti a far sentire la loro infausta presenza ed infatti qualcuno va incontro alla morte in circostanze decisamente spaventose...

Leggendo i libri precedenti, sappiamo che da quando Elinor ha fatto il proprio ingresso a Perdido e nelle esistenze dei Caskey, ha portato scompiglio, lasciando dietro di sé eventi drammatici e sinistri che adesso, dopo anni, chiedono il conto.

A reclamare questo prezzo da pagare sono le scure e fangose acque del Perdido, che celano nelle loro viscere segreti e presenze terribili e paurose, le quali non smettono di farsi sentire in modi tanto  improvvisi quanto inquietanti.

Che coloro che sono avanti negli anni  lascino questa vita è normale, doloroso sì ma rientra nell'ordine delle cose; ma ciò cui non sono pronti né i più giovani dei Caskey (ciascuno super impegnato con le proprie cose, che siano matrimoni, viaggi di lavoro, college) né tantomeno i cittadini di Perdido è l'imminente chiusura di un cerchio iniziato nell'ormai lontano 1919, quando le acque nere e minacciose del fiume Blackwater avevano coperto Perdido, provocando molti danni alla città.

Ne è passata di acqua sotto la diga, da allora, tanti volti famigliari non sono più tra le file dei vivi ma colei che fa da fil rouge dal primo momento - Elinor Dammert Caskey - c'è sempre e regna ormai incontrastata su tutto, come una regina seduta comoda sul trono.
Ma il lettore ha imparato da tempo ad aspettare il momento in cui la vera natura della donna emergerà e si prenderà il proprio spazio, presto o tardi, e inevitabilmente si torna al punto di partenza: l'acqua, perché tutto ha inizio da lì e quello che è stabilito che accada, accadrà, perché ogni cosa scorre proprio come l'acqua: inesorabile, incessante e inquietante.

"...la pioggia non cessava, e ogni giorno in città cresceva la paura, perché adesso non si trattava più soltanto della seccatura degli ombrelli e dei giornali inzuppati, né del calo nelle vendite al dettaglio: si affacciava la minaccia di un’altra piena."

Nel romanzo conclusivo si ripresenta il pericolo da cui siamo partiti: la pioggia cade senza sosta e si rischia un'altra piena, un'inondazione disastrosa, probabilmente definitiva, stavolta.
E di fronte allo scrosciare inarrestabile e alla storia che fa il suo corso, a nulla valgono i beni accumulati, il danaro che esce dalle orecchie, i vestiti, i pranzi e le cene sontuosi, le chiacchiere in veranda, la boria di alcuni e la passività di altri... perché per ogni cosa arriva la fine, prima o poi.


Pioggia segna quindi la fine della saga horror gotica di McDowell, una saga famigliare con elementi paranormal che io ho apprezzato e letto con molto interesse.
Anche se rientra nel genere horror, non posso dire che "faccia paura", proprio per niente; sì, ci sono scene un po' raccapriccianti ma in una misura blanda, anche perché a prevalere è una costante e indefinita atmosfera sinistra, misteriosa, enigmatica, fatta di presenza impalpabili, rumori e scricchiolii notturni, porte che sbattono nel silenzio, terrificanti mani palmate e facce mostruose che sbucano dal fiume, morti tragiche e agghiaccianti, e in mezzo a tutto questo c'è lei, Elinor, figura affascinante, imperscrutabile, madre, cognata, nuora, nonna, suocera, padrona dall'aspetto fiero, dallo sguardo indagatore, dai modi distaccati ma al contempo sempre presenti e attenti a ogni vento di cambiamento, a ogni membro di questa famiglia della quale ha deciso di far parte e di guidare, attraversando calamità naturali e guerre, assistendo a nascite e morti.

È una saga che si concentra molto sui legami famigliari, sui conflitti e su come vengono affrontati e "risolti"; le decisioni più importanti vengono prese dalle donne, che sono le vere protagoniste di questa storia che si sviluppa in un arco temporale di oltre cinquant'anni: sono loro ad avere in mano le sorti del clan, loro ad avere (con qualche eccezione) più coraggio, intraprendenza, sangue freddo, capacità di comando degli uomini, che non di rado sono fin troppo mansueti, accondiscendenti e pronti a servire e ubbidire.

Confermo il mio parere positivo sui romanzi di Blackwater, che consiglio a quanti amano le storie di famiglia, le atmosfere gotiche, la presenza di elementi paranormal.





LIBRI DELLA SAGA


1. LA PIENA
2. LA DIGA
3. LA CASA
4. LA GUERRA
5. LA FORTUNA
6. PIOGGIA




martedì 5 maggio 2026

LIBRI LETTI AD APRILE 2026




Le mie letture di aprile:



  1. L'ANNIVERSARIO di A. Feeney: thriller psicologico - una coppia in crisi prova a
    ricucire i rapporti trascorrendo un weekend in un posto isolato. Ne vedranno delle belle (4.5/5). SE CERCHI UN THRILLER COINVOLGENTE CON COLPI DI SCENA.
  2. LE MEDUSE NON HANNO ORECCHIE di A. Rosenfeld: narrativa francese - i limiti e le difficoltà vissute quotidianamente da una donna sorda in attesa di trapianto cocleare (3/5). ORIGINALE MA CONFUSIONARIO.
  3. IL CUSTODE di R. Rash: narrativa americana - un giovane custode di cimitero diventa anche custode dell'amore del suo migliore amico con una ragazza mal vista dalla famiglia di lui (4/5). LETTURA PIACEVOLE E SCORREVOLE.


READING CHALLENGE

Gli obiettivi di aprile erano:

- LIBRO CHE TRATTI L'ADOLESCENZA E/O I RAPPORTI CON I GENITORI

4. TUTTE LE RAGAZZE MENTONO di P. Pulixi: young adult/thriller - un'adolescente cerca di scoprire cosa ci sia davvero dietro il suicidio della sorella maggiore. La verità risiede nelle bugie delle amiche del cuore della defunta (3.5/5). ADATTO A LETTORI GIOVANI.

- LIBRO CON PROTAGONISTA UN GRUPPO DI DONNE: 

5. LE LIBERE DONNE DI MAGLIANO di M. Tobino: a metà tra finzione e memoir, in questa celebre e apprezzata opera lo psichiatra Tobino ci racconta la vita delle "matte" del manicomio di Maggiano (4.5/5). ILLUMINANTE.

- LIBRO DEL CUORE: L'ammusuranza di Tea Ranno.


Attualmente ho in lettura:

  • un'autobiografia: SPARE. IL MINORE del principe Harry;
  • un fantasy: I RACCONTI DI ENTHALASSIA – La grande migrazione di Andrea Villa.
  • Ho terminato oggi PIOGGIA di Michael McDowell, sesto ed ultimo volume della serie Blackwater.

lunedì 4 maggio 2026

Recensione: L'ANNIVERSARIO di Alice Feeney



Può un weekend sistemare ciò che non va in un matrimonio in crisi?
Amelia e Adam ci provano, trascorrendo un paio di giorni in un posticino isolato, circondato dalla neve e decisamente poco romantico.
Ma il passato, con il suo carico di bugie e segreti, è sempre in agguato e pronto a spuntare fuori e a frapporsi tra loro.


L'ANNIVERSARIO 
di Alice Feeney



Ed.Piemme
trad. C. Ingiardi
352 pp
"Forse tutti i matrimoni hanno dei segreti, 
e forse l’unico modo per restare sposati 
è mantenerli tali."

Adam e Amelia, marito e moglie da dieci anni, sono in crisi da un po' di tempo.
Quando Amelia, nel febbraio 2020, scopre di aver vinto un weekend nelle Highlands scozzesi, si organizza immediatamente perché lei e il marito possano partire e provare a rimettere insieme, il giorno del loro anniversario, i pezzi di un matrimonio ormai in crisi.

La destinazione è Blackwater Chapel, una vecchia cappella ristrutturata e sita in una zona piuttosto sperduta e solitaria, circondata da montagne e, in questo periodo dell'anno, anche dalla neve.

Accompagnati dal fedele cane Bob, i due si introducono nella chiesa sconsacrata ma è evidente che quel posticino non sia proprio ideale per un finesettimana all'insegna del romanticismo!
E' una struttura vecchia, malmessa, cupa, triste, con tanti dettagli sinistri ed inquietanti, insomma assomiglia a una casa dei fantasmi e ci manca poco che dal muro sbuchi all'improvviso una presenza spettrale!

Ma la coppia ormai è lì e tanto vale provare a famigliarizzare con l'ambiente e rilassarsi.

Certo, il modo in cui Amelia è venuta in possesso del premio e la tipologia di struttura in cui sono finiti insospettiscono Adam - che già per natura e per professione è solito abbandonarsi alla fantasia e ad immaginare scenari sordidi e paurosi -, il quale sente che in quella vacanza c'è qualcosa che non va.

Adam è uno sceneggiatore e mancato scrittore; ha un romanzo (dal titolo Morra cinese) nel cassetto ma non è mai stato pubblicato né ha trovato qualcuno disposto a trasporlo in tv o al cinema.
Deluso e frustrato, si è buttato nella sceneggiatura ed infatti da anni butta giù adattamenti di romanzi thriller, in particolare dello scrittore Henry Winter, una figura enigmatica che è diventata molto importante per Adam, quasi un padre, un mentore, un punto di riferimento.

Amelia è invece impiegata in un canile e svolge il suo lavoro con gli animali con sincera passione e devozione, convinta che relazionarsi con i cani sia di gran lunga più benefico che farlo con gli esseri umani.

Come dicevo prima, il loro matrimonio naviga in acque poco tranquille: le differenze caratteriali, le frustrazioni professionali, la mancata realizzazione di alcuni sogni.., li stanno allontanando.
Almeno in apparenza.

In realtà, leggendo comprendiamo che tra marito e moglie ci sono troppi segreti e troppe bugie che difficilmente un fine settimana in una ex-cappella da brividi potrà sistemare.

Ben presto sarà chiaro che quel premio non l'hanno vinto per caso, e che il passato sta tornando, un passato che entrambi vorrebbero aver dimenticato. 

Di questo passato il lettore viene informato un po' alla volta grazie all'alternanza tra la narrazione del presente (2020), affidata ad Amelia e Adam, e quella del passato, affidata alla moglie e che consiste in una serie di lettere scritte in segreto (e mai consegnate) per Adam: una lettera per ogni anniversario di matrimonio, a partire dal 2008 e denominata con un materiale specifico (carta, cotone, bronzo ecc...), che a sua volta corrisponde all'anno di matrimonio (ad es. il primo anno di matrimonio solitamente è chiamato "di pietra", il secondo "di carta").

In ognuna di queste lettere mai fatte leggere, la moglie confessa al coniuge pensieri, paure, emozioni e qualche piccolo segreto tenuto nascosto per amore, per mantenere la pace e l'equilibrio tra di loro...

" Non è forse questa la chiave di tutte le relazioni di successo? Il compromesso? Esiste un matrimonio davvero felice?"

"A volte una menzogna è la verità più gentile che tu possa raccontare a una persona, incluso te stesso."

Leggiamo e apprendiamo, nel continuo andare e venire tra passato e presente, molti particolari sui vissuti personali di Adam e Amelia, oltre che sul loro matrimonio.

Entrambi sono orfani di ambedue i genitori e di queste assenza hanno sofferto; se Amelia è passata da una famiglia affidataria all'altra, sviluppando il timore dell'abbandono, Adam ha perso sua madre in un tragico incidente stradale: quando aveva solo tredici anni, Adam vide morire sua madre sotto i propri occhi e questo è stato un trauma molto forte, che gli ha lasciato incubi e tormenti interiori.

Adam, inoltre, è affetto da prosopagnosia, un deficit cognitivo-percettivo che lo rende incapace di distinguere i lineamenti dei volti, compresi i propri; è intuibile come questa condizione generi facilmente problemi, disagi, sia in lui - che non riesce a riconoscere nessuno, se non da altre peculiarità (profumi, voce...), neanche chi ama - , sia in chi gli è vicino, tipo la moglie, che spesso Adam non riconosce...

Tra i due, inoltre, si è creato un muro di amarezza, incomunicabilità, chiusura a motivo delle aspirazioni professionali di Adam, il quale non riesce a sfondare come vorrebbe e soprattutto nell'ambito in cui vorrebbe eccellere: come sceneggiatore riesce a lavorare da anni, ormai, viene anche abbastanza apprezzato, ma l'idea che il proprio romanzo non piaccia a nessuno e che non venga portato sullo schermo lo rende infelice e insoddisfatto.
Eppure, al suo cospetto, una persona come Amelia - col suo lavoro semplice, che non richiede di certo particolari qualifiche - si sente insignificante:

"A volte però il successo di Adam fa sentire me una fallita. Adam è un bestseller fatto e finito, mentre io sono ancora a stento una prima bozza. Un lavoro in corso."

Ma il matrimonio non è sempre stato così incerto: dalle lettere apprendiamo che Adam è stato felice con sua moglie per diversi anni; certo, hanno sofferto per non aver potuto realizzare il desiderio di essere genitori, ma il loro amore ha resistito...

Adesso che sono a Blackwater, soli soletti, riusciranno a guardarsi negli occhi e a parlarsi?

Purtroppo, il pernottamento in questa singolare casa è tutto fuorché tranquillo ed entrambi capiscono, dopo poche ore, di non essere al sicuro: c'è qualcosa che non li fa stare sereni e hanno la brutta sensazione che qualcuno abbia voluto attirarli proprio in quel posto abbandonato per una ragione ben precisa.

Quale? E chi ha teso loro una tale trappola sotto forma di vacanza premio? Cosa rischiano restando a Blackwater, da cui tra l'altro sembra molto difficile andar via...?

Nell'arco di quarantotto folli ore, si deciderà il loro destino e il lettore si ritroverà dinanzi a diverse rivelazioni e sorprese che daranno una crescente suspense alla lettura.

"L'anniversario" è un bel thriller, l'ho trovato appassionante nel suo complesso; certo, nella prima metà il ritmo è più placido e la storia si sviluppa senza grossi scossoni, in quanto impariamo a conoscere i protagonisti e il loro legame.
A gettare fumo negli occhi e a complicare le cose c'è però una terza voce narrante, che si inserisce da subito tra Adam e Amelia: Robin.

Robin è una donna che vive nei pressi di Blackwater ed è molto interessata all'arrivo della coppia nella cappella.
Come mai? Chi è questa donna? Forse ha attirato lei Adam ed Amelia lì? 

Avvicinandoci alla fine, più di un altarino viene scoperto e, con un ritmo sempre più incalzante, veniamo messi davanti alle tante verità che, nel corso dei precedenti capitoli, ci sono state sapientemente "nascoste", o per lo meno non esplicitate e quindi volutamente rese "ingannevoli"; la Feeney sa come depistarci per poi darci i tasselli giusti al momento giusto, in un susseguirsi di colpi di scena.

In questo romanzo vale il detto "nulla è come sembra": tutti mentono e non ti puoi fidare di nessuno, nemmeno di chi dice di amarti.

Promosso, è stata una lettura convincente.


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