sabato 20 gennaio 2018

Libri in lettura (gennaio 2018)




Ecco i libri in lettura in questo periodo.
E i vostri? 😊



IL CASO DEMICHELLIS
di Francisco Marìn



self publishing
trad. A. Vacca
273 pp
Un coinvolgente thriller ambientato tra le strade e i tribunali di Ibiza e che cattura il lettore già dalle prime pagine.
Eduardo Ribas viene processato e condannato per l’omicidio di un’infermiera (Ana López Demichellis). 
Né Raúl Ballesteros, un prestigioso avvocato politicamente scorretto, né la sorella della vittima, Raquel, una giovane ragazza bella e sensuale, sono pienamente convinti della colpevolezza dell’uomo appena condannato. 
Di comune accordo, per cercare di far maggior chiarezza sulla questione, i due decidono di assumere un detective un po’ stravagante ma dotato di grosse abilità intuitive.
Una volta avviate le indagini, la prima circostanza che richiama l’attenzione del detective (Álex Zarco) è il fatto che l’ultimo paziente di Ana, infermiera dell’unità di terapia intensiva, sia stato un uomo vittima di una sparatoria.
Due crimini violenti su un’isola tranquilla come Ibiza durante la stagione invernale sembrano essere più di un semplice caso. 
Saranno collegati o si tratterà solo di pura coincidenza?



LITTLE BOY BLUE
di Edward Bunker



Ed. Einaudi
trad. E.Turchetti
476 pp
14 euro
Il cammino struggente di Alex Hammond da undici a sedici anni, tra un'infanzia in malora e il crimine. Un «piccolo ragazzo triste» affamato d'amore, costretto a fare a pugni con tutto il mondo.

Alex Hammond è un ragazzo in gamba, intelligente e indipendente, ma soggetto a violenti accessi di rabbia. In lui - cresciuto dentro i confini di un mondo che gli ha procurato solo sofferenza e dolore - frustrazione e collera sono del tutto naturali, ma non per questo meno pericolose. 
Ribelle fin dal divorzio dei genitori, Alex evade in continuazione da case di accoglienza e collegi, mosso dal desiderio di andare a vivere a tutti i costi col padre, un uomo a pezzi incapace di offrire al figlio il focolare di cui ha disperatamente bisogno. Mentre Alex è sballottato tra assistenti sociali ben intenzionati, ma sconcertati dal suo comportamento, e figure autoritarie perfide e crudeli, le sue emozioni e il suo agire sbandano senza posa tra queste due influenze disparate. 
Resta una sola e unica costante: le cattive compagnie, i suoi amici buoni a nulla e ormai votati al crimine, tutti sempre disponibilissimi a instillare idee e propositi ai margini della legalità, o apertamente illegali, nella mente brillante e ancora acerba di Alex, peraltro già avviato sulla strada della devianza e del comportamento antisociale.
In una progressione narrativa avvincente e angosciante insieme, Little boy blue ritrae a tinte forti questa distruzione, intrappolando il lettore tra le macerie di un'infanzia andata in rovina.

L'autore.
Edward Bunker, nato a Hollywood il 31 dicembre 1933, è scomparso a Los Angeles il 19 luglio 2005. Entrato per la prima volta a diciassette anni nel penitenziario di San Quentin, ne ha poi passati diciotto da detenuto. In Einaudi Stile libero ha pubblicato Cane mangia cane (1999, ultima edizione Super ET 2017); Come una bestia feroce (2001), definito da Quentin Tarantino la piú bella «crime story» mai scritta; l'autobiografia Educazione di una canaglia (2002); Little Boy Blue (ultima edizione Super ET 2016); Animal Factory (ultima edizione Super ET 2016) da cui fu tratto l'omonimo film con Steve Buscemi e Willem Dafoe; Stark (2006); la raccolta di racconti Mia è la vendetta (2009). Bunker lavorò molto e con successo per il cinema, ad esempio con lo stesso Tarantino (interpretò tra l'altro il personaggio di Mr Blue nelle Iene) e con Michael Mann come consulente per Heat.


IL GIOCO DEGLI OCCHI
di Sebastian Fitzek



Elliot Ed.


Un pericoloso maniaco, detto il Collezionista di occhi, rapisce i bambini e li nasconde dopo averne ucciso la madre. 
Il padre ha quarantacinque ore di tempo a disposizione per scoprire il nascondiglio. Questo è il gioco. Quando l'ultimatum scade, la vittima muore.
Ma l'orrore non finisce qui, perché al cadavere del bambino manca sempre un occhio. 
Oltre che per la squadra omicidi, il Collezionista è anche l'ossessione di Alexander Zorbach, un ex poliziotto diventato cronista di nera, che segue sin dall'inizio per conto del giornale le folli bravate del killer e che ben presto si rende conto di essere diventato una pedina importante in un duello mortale. 
Ma il Collezionista di occhi è astuto, non ha mai lasciato tracce fino a quando, improvvisamente, compare una testimone misteriosa: Alina Gregoriev, una giovane fisioterapista cieca che si presenta a Zorbach sostenendo di poter vedere nel passato delle persone attraverso il semplice contatto fisico. 
E forse il suo ultimo paziente è stato proprio il Collezionista...

L'autore.
Sebastian Fitzek (1971) è autore di numerosi thriller psicologici: La terapia (2007), Il ladro di anime (2009), Il bambino (2009), Schegge (2010), Il gioco degli occhi (2011) pubblicati da Elliot. Con il romanzo Il cacciatore di occhi (2012) è passato a Einaudi Stile Libero, che nel 2013 ha pubblicato anche Il sonnambulo e nel 2014 Noah.

venerdì 19 gennaio 2018

Prossimamente in libreria: "La cercatrice di corallo" - "Davanti agli occhi" - "Uomini che restano"



Prossimi arrivi che personalmente mi interessano perchè sono autori che ho già avuto modo di apprezzare in precedenza.

E voi, avete mai letto qualcosa di Vanessa Roggeri, Sara Rattaro e Roberto Emanuelli?


LA CERCATRICE DI CORALLO
di Vanessa Roggeri



Ed. Rizzoli
USCITA
 23 GENNAIO 2018
Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell'estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l'onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami. 
Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. 
Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l'amore per cambiare un destino che sembra già scritto. 
Ma l'unico modo di scoprirlo è provarci, fino all'ultimo.


Recensioni:

IL CUORE SELVATICO DEL GINEPRO


DAVANTI AGLI OCCHI
di Roberto Emanuelli

Ed. Rizzoli
USCITA
6 FEBBRAIO 2018
Succede e basta. Senza sapere perché, senza sapere quando. È una frazione di secondo, come quando inizia a piovere o a nevicare. 
Le cose belle si presentano così, all'improvviso. Basta un attimo, uno solo, ed ecco che la vita ti travolge, anche se ormai non ci credevi più. 
Come Luca, che a trent'anni ha già fatto un voltafaccia a se stesso rinunciando al sogno di diventare scrittore per inseguire soldi e successo: ora le giornate gli sembrano tutte uguali, note di una melodia suonata senza passione. 
Chiuso nel suo ufficio da broker, sente di aver nascosto la parte più importante di sé, quella che non ha paura di ascoltare il cuore. 
Ma come puoi ascoltare il cuore se non gli permetti di tirar fuori la voce? Come puoi inseguire i sogni, se non sai più riconoscerli? 
È proprio in questi momenti, quando tutto sembra perduto, che ci capitano le cose migliori. E appena incontra Mary, Luca non ha dubbi: lei è la sua cosa migliore. 
Bellissima, irraggiungibile, inafferrabile come il colore dei suoi occhi, Mary richiede impegno per essere conquistata, perché è questo che fanno i veri tesori. 
Adesso, finalmente, Luca sa cosa vuole: vuole mettersi in gioco, vuole sbagliare, lasciare che le emozioni lo investano come un treno in corsa. Vuole innamorarsi. Vuole Mary.
Perché rinnegare la propria natura non è mai una buona idea. E non è mai troppo tardi per ballare al ritmo del cuore.


Recensione: E ALLORA BACIAMI




UOMINI CHE RESTANO
di Sara Rattaro



Ed. Sperling&Kupfer
USCITA
13 FEBBRAIO 2018
All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. 
Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta.
Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte.
Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. 
Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. 
Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà (fonte).


Recensioni:


giovedì 18 gennaio 2018

Recensione: NON CHIEDERE PERCHE' di Franco Di Mare (RC2018)



La vita di un giornalista dedito completamente al lavoro, con un matrimonio naufragato alle spalle e uno spirito costantemente mosso da inquietudini cui non sa dare un nome, viene rivoluzionata dall’incontro inatteso con una bambina bosniaca, sola e abbandonata in un Paese martoriato dal conflitto balcanico degli Anni ’90.



NON CHIEDERE PERCHE'
di Franco Di Mare



Rizzoli
La nostra storia – basata su fatti realmente accaduti – prende il via nel 2009 e il protagonista è Marco De Luca, un giornalista che si ritrova a prendere un volo per Sarajevo in seguito ad una telefonata inaspettata fattagli da un vecchio amico che non vede da moltissimi anni: Ljubo, che gli comunica la prossima inevitabile morte di un loro comune amico, Edin.

Marco ha conosciuto Ljubo ed Edin più di vent’anni prima, nel luglio del 1992, quando arrivò come inviato di guerra per la tv italiana a Sarajevo, in cui imperversa la guerra civile; tante domande popolano la sua mente ora che sta per tornarci, e si rende subito conto, rimettendo piede nella capitale, che tante cose sono ormai cambiate, e le macerie lasciate dalla guerra paiono solo un brutto ricordo che si cerca di tener lontano; quegli anni tragici e contrassegnati da paura, fame, morte… sembrano non trovar posto nella vita della gente di oggi. Eppure nella mente di Marco tutto è ancora vivido e le immagini di ciò che i suoi occhi anno visto e gli stati d’animo provati quando è stato lì la prima volta occupano prepotentemente i suoi pensieri.

Adesso è di nuovo qui, in compagnia del leale e realista Ljubo (che nel ’92 gli fece da traduttore), per dire addio a Edin, un intellettuale colto e arguto, con cui il giornalista ha avuto il piacere di intavolare numerose e vivaci conversazioni su svariati argomenti, in quei giorni in cui Marco soggiornò in città per lavoro; Edin è ormai in fin di vita e Ljubo gli ha proposto di rivederlo e salutarlo per l’ultima volta, prima che chiuda definitivamente gli occhi.
Partendo dal presente, l’autore ci fa fare un salto nel luglio del 1992, e conosciamo così il Marco “prima della guerra”: il giornalista scrupoloso, consacrato alla propria professione tanto da trascurare non poco la moglie, Bianca, che dopo quattro anni di matrimonio, stufa di essere sempre messa da parte da un marito stakanovista, decide di fare i bagagli e lasciarlo con un biglietto.
Marco è amareggiato e si butta ancora di più a capofitto nel lavoro, e quando gli viene proposto di partire per Sarajevo per documentare i drammatici fatti di cui è spettatrice la città, non ci pensa due volte e va, accompagnato dal collega Luciano, di poche parole ma senza dubbio affidabile e professionale.

Nei giorni in cui Sarajevo è assediata dai serbi per le strade si respira odore di morte: il pericolo di essere colpiti da una granata o da un cecchino pronto a spararti addosso senza alcuna pietà è il pane quotidiano per chiunque abbia l’ardire di andarsene in giro, che sia il giornalista in cerca di cose e persone da fotografare o un vecchietto che cerca nell’immondizia qualcosa da mangiare o un bimbo che attraversa la strada.

“Vivere a Sarajevo era un po’ come giocarsi la vita ai dadi ogni giorno. Si poteva morire o restare mutilati per una ragione e per il suo esatto contrario: uscivi e ti uccideva una pallottola; te ne restavi rintanato in casa, al sicuro, e ti crollava il solaio in testa”.

Marco assiste a questa carneficina, davanti alla quale c’è da restare quasi increduli e confusi, come se si facesse fatica a rendersi  conto di ciò che realmente sta accadendo o se non ci si trovi piuttosto in un incubo infernale senza fine.
Ed è in questo inferno che il destino del nostro giornalista si incrocia con quello di una bambina sopravvissuta ad un bombardamento all’orfanotrofio di cui è ospite.
Come non si può non provare angoscia e senso di impotenza nel sapere che un orfanotrofio è stato bombardato, causando la morte di tante anime innocenti?

Quando vede, nella culla, l’unica bambina brunetta in mezzo a tanti biondini, la prende in braccio per mostrarla alla telecamere (per il servizio da mandare in Italia) e intanto si sente impacciato, come se le proprie braccia non fossero “il posto” più sicuro per accogliere quella bambina. Ma poi accade qualcosa di imprevisto, proprio mentre sta per deporla nuovamente nella culla: la piccola allunga il braccio e lo infila dietro il collo, come per abbracciarlo.

Un gesto istintivo, semplice… che mette in crisi Marco, accendendo qualcosa di indefinibile nel suo cuore.

“Voleva rimetterla subito nella culla (…) insieme agli altri bambini, chiudere il servizio e andare via. Quel braccio intorno al collo lo aveva turbato. Provava disagio, un’inquietudine nuova, una sensazione che non conosceva e non sapeva spiegarsi. Si trovava in una situazione inedita per lui, imbarazzante.”

In quel luogo dell’abbandono e del dolore, Marco sente la commozione mozzargli il respiro; cerca di convincersi che non può permettersi questo coinvolgimento emotivo: lui è lì per lavoro, finito il quale lascerà quella terra martoriata e tornerà a Roma, alla sua vita e ai suoi ritmi.
Ma quando lascia la piccola, lei comincia a piangere, di un pianto disperato di chi non ci sta a essere nuovamente abbandonato, e Marco si sente attratto da lei, tanto che il pensiero di staccarsi dalla bimba e lasciarla al suo destino lo fa star male.

Come può voltare le spalle a questa piccolina – di cui viene a sapere che si chiama Malina – che sembra guardarlo con occhi supplicanti e gridargli: “Non abbandonarmi!”?

Marco da quel momento farà di tutto per portarla via con sé e il pensiero costante di Malina lo accompagnerà per il resto del suo soggiorno a Sarajevo, e grazie a lei, alla sua dolcezza, al suo sorriso innocente, lo sguardo professionale e lucido del protagonista assume prospettive diverse, più “empatiche”, come se guardasse la Bosnia con gli occhi di Malina.

“…adesso le parole sofferenza, privazione, bisogno, paura, non erano più soltanto dei vocaboli con cui arricchire i servizi che mandava in onda (…) Adesso quelle parole si gonfiavano di significati e contenuti. Diventavano volti e sguardi. E tutti quei volti e quegli sguardi erano quelli di Malina”.

Il sogno di poterla adottare e strappare da quella terra oppressa da un conflitto che miete tante, troppe vittime si concretizza e rafforza giorno dopo giorno e Marco cercherà di combattere contro le lentezze burocratiche, contro la logica secondo cui nessun Governo o Tribunale affiderebbe mai una bimba di dieci mesi ad un separato attualmente single, e contro le proprie paure e perplessità (“Ce la farò mai a crescere una bambina da solo, io che non ho alcuna dimestichezza con i bimbi? A chi la lascio quando lavoro…?”) pur di raggiungere il proprio scopo.

Malina è la sua bambina, questa è l’unica certezza che il suo cuore sussurra alla sua ragione e, come diceva Blaise Pascal, “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”; neanche lui, in fondo, sa bene perché si sia sentito legato a quella piccola creatura mai vista prima, eppure è così, ed è pronto a inventarsi qualsiasi cosa pur di farla entrare nella propria quotidianità, forse perché sente dentro di sé la convinzione che grazie a lei la sua vita acquisirà un senso.

In queste pagine veniamo catapultati in quel periodo terribile che ha visto Sarajevo messa sotto assedio da parte delle truppe serbe; ero sulla soglia dell’adolescenza e ricordo le drammatiche immagini in tv, l’orrore che ogni conflitto bellico porta inevitabilmente con sé, col suo carico di devastazione, donne stuprate, bambini uccisi, scarsità di cibo ecc...; la penna lucida e misurata di Di Mare ci fa ripercorrere (o conoscere) quel periodo attraverso gli occhi di un giovane uomo che per mestiere riporta ciò che vede ed è abituato a farlo col distacco emotivo necessario.

Ma restare distaccati davanti alle brutture di cui è capace l’essere umano nei confronti dei propri simili non è semplice, e il fatto di rischiare egli stesso la vita quotidianamente lo avvicina al popolo bosniaco, alle privazioni e alle sofferenze che esso deve subire.

È una scrittura onesta e realistica, quella di Franco Di Mare, che riesce a farci immaginare alla perfezione ciò che leggiamo perché chiara, curata ma priva di inutili orpelli e di frasi strappalacrime, il che non significa che non emozioni, anzi, ma lo fa senza “sforzarsi” di essere melodrammatica; del resto,  come l'Autore fa dire al suo protagonista, c’è poco da esagerare per impietosire chi legge, visto che i fatti narrati sono drammatici in se stessi e da soli bastano (o dovrebbero bastare...) a toccare la sensibilità dei lettori.

Bello, a maggior ragione perché si ispira alle vicende personali dell’Autore.


Reading Challenge
obiettivo n. 18.
Un libro che parli di una battaglia personale.

lunedì 15 gennaio 2018

Segnalazione 9° edizione premio Artisti per la pace




Segnalazione di un concorso letterario ;)


L’Amministrazione Comunale di San Vitaliano promuove la IX Edizione del Premio “Artisti per la Pace” – Città di San Vitaliano. 

Il premio si divide in quattro categorie, ovvero Poesia, Prosa, Immagine e Fumetto, ed il tema di quest’anno sarà Spes contra Spem – Donne e Uomini di Speranza”.

Le opere vincitrici saranno premiate durante la Serata Finale del Concorso che si terrà sabato 17 febbraio 2018 alle ore 19.30 presso il Teatro Comunale della Città di San Vitaliano, durante la serata finale, inoltre, saranno declamate ed esposte le opere migliori che avranno partecipato al Concorso.

La scadenza per l'invio degli elaborati è fissata per il giorno 26 gennaio 2018. 


Link del bando di partecipazione: http://www.comune.sanvitaliano.na.it/

domenica 14 gennaio 2018

Recensione: APPUNTI DI MECCANICA CELESTE di Domenico Dara (RC2018)



Sette personaggi le cui storie personali gravitano come pianeti solitari in un universo dominato solo apparentemente dal caso e dal caos; esistenze che, nascondendo ciascuna un senso e un significato, uno scopo e una direzione, si sfiorano..., sospese e in attesa di un miracolo.


APPUNTI DI MECCANICA CELESTE
di Domenico Dara

Nutrimenti Ed.
Siamo in Calabria, nel piccolo paese di Girifalco, delimitato dal manicomio e dal cimitero e in cui soffia sempre un gran vento.
Il romanzo è, in un certo senso, diviso in due parti: nella prima, l’Autore ci presenta i sette personaggi protagonisti, chi sono e come vivono; nella seconda, si narra dell’evento che cambierà la loro vita.

Lulù, il ragazzo pazzo cresciuto in manicomio, in eterna attesa che l’adorata mamma venga a prenderlo e a salvarlo da quel covo di matti.
Cuncettina, moglie di Cosimo, che si strugge e si logora perché non riesce a restare incinta.
Rorò, la ragazza nata sotto una buona stella, una sorta di miracolo personificato che non conosce sventura; Mararosa, divorata dall’invidia e dai rancori, piena di odio soprattutto nei confronti di Rorò e convinta che questa le abbia rubato il promesso sposo, rendendola così infelice.
Taliana, ragazza madre, impegnata a crescere da sola il proprio figlio, un ragazzetto con un singolare ciuffo bianco in testa, da tutti guardato con diffidenza, come fosse portatore di sfortuna e maledizioni.
Venanzio, uno scapolo con la fissa del sesso, voglioso di godere quotidianamente dei piaceri che gli dona l’intimità fisica con tutte le fimmine che gli capitano sotto tiro nel suo laboratorio di sartoria.
E oltre a questi, c'è colui che odia il mondo intero e ha perso ogni forma anche primitiva di fede a causa di una tragedia che l'ha reso handicappato, e c’è l’appassionato di fenomeni celesti, che guarda il cielo e intanto aspetta il ritorno di chi, da anni, è sparito senza più tornare, lasciando una gran vuoto nella sua esistenza.

Sono tutte vite sospese, cadenzate dall’attesa di quella stella cadente che avveri i desideri più segreti, nascosti nell’angolo più recondito del cuore, che nessun altro vede e conosce, ma che sono sempre lì, a ricordare quanto la vita spesso segua traiettorie insolite … e sgradite; e allora non resta che la speranza o, se vogliamo, l’illusione che la propria condizione non sia immutabile.
Sono vite caratterizzate tutte, ciascuna a modo suo, da vuoti, dolori, solitudini, rimpianti…, che a un certo punto subiscono un’interruzione, una deviazione, perché accade qualcosa che crea variazioni nella traiettoria del loro destino; un evento che in sé non ha nulla di trascendentale: la mattina dopo la notte di San Lorenzo, in paese arriva un circo. Sarebbero dovute arrivare le giostre per la festa di San Rocco e invece giunge una carovana di circensi: domatori, lanciatori di coltelli, trapezisti, contorsionisti..
La novità scuote tutti in paese, eccita gli animi e contribuisce a portare cambiamenti nel tran tran dei paesani; in particolare, l’attenzione del lettore è calamitata dalle vicende dei protagonisti, di cui non seguiamo soltanto le azioni e i fatti che li vedono coinvolti, ma il loro interiore: vengono scandagliati ogni pensiero più intimo, ogni debolezza, paura inconfessata, desiderio non espresso ad alta voce, le angustie nascoste agli occhi del mondo, perché ogni dolore vissuto da soli, nel buio della propria personale isola di infelicità, fa sì che il peso del fallimento sia soltanto nostro, in quanto raccontarlo significherebbe vederlo scritto negli occhi degli altri come una condanna e questo è troppo difficile da sopportare.

Ho letto queste pagine sentendo su di me gli stati d’animo dei personaggi, così differenti l’un dall’altro per carattere eppure uguali e vicini nelle miserie che li accomunano; non si può non lasciarsi coinvolgere dalla scrittura “viscerale” di Domenico Dara, che ci mette davanti agli occhi un ritratto così vero dell’essere umano da risultare tenero e vivace insieme, un ritratto che stupisce e commuove, e infine fa sperare: sperare che anche per questi disgraziati ed infelici si accenda in cielo una buona stella, che finalmente sorrida loro e dia, se non esattamente ciò che desiderano, quantomeno la serenità per accettare quello che la vita – che spesso pare proseguire di giorno in giorno ignorando sfacciatamente i tuoi problemi, le tue lacrime, la tua profonda tristezza – ha in serbo per ciascuno.

A dare genuinità alla narrazione ci pensa (anche) l’uso diffuso del dialetto calabrese, che personalmente ho gradito moltissimo leggere (e conoscere, seppure parzialmente) in quanto mi ha portata ad immergermi totalmente nel contesto, lasciandomi entrare in sintonia con i personaggi, il loro modo di pensare, sentire, agire.

Certe storie mi hanno coinvolta maggiormente e ho sentito miei specifici pensieri, turbamenti, stati d’animo, come se l’Autore mi avesse guardato dentro, tanto che in certi momenti ho sentito il bisogno di rallentare la lettura per prendere fiato e per non farmi sopraffare dall’intensità delle emozioni raccontate.

Intenso, vero, commovente: “Appunti di meccanica celeste” è un tesoro letterario da leggere e custodire nel cuore, perché tocca le corde più sensibili dell’anima del lettore, che si ritrova catapultato a Cirifàrcu in alcune giornate d’agosto calde e afose, in cui il profumo di trifoglio e rosmarino entra prepotente dalle finestre, e pagina dopo pagina quasi ci assale la malinconia al pensiero di lasciare questa fiabesca carovana di gente semplice, che scandisce il tempo in eventi e festività… e intanto aspetta un miracolo.

E poiché “anche nell’indefettibile meccanica celeste c’è posto per la pietà; e così anche tra gli uomini fallibili”, i protagonisti di questo straordinario romanzo troveranno il proprio posto nel mondo.

“C’è un momento, nell’universo, in cui ogni cosa si armonizza: le stelle e i pianeti si allineano, le rotazioni coincidono, le rivoluzioni si sovrappongono, le onde gravitazionali si accordano ai cuori degli uomini. In quell’istante il caos si ricompone, il frammento si colloca nel suo insieme, gli eventi mostrano la loro reale portata.”

Un libro che ha i contorni di una favola ricca di suggestione, che narrando di destini mutati e miracoli insperati, invita a non soffermarsi sulle apparenze ma a guardare attentamente la realtà con gli occhi di chi non smette di cercare l’imprevisto e l’irrealizzabile, perché l’essere umano è così: sempre orientato verso nuove possibilità, nuove traiettorie di vita da disegnare.

Assolutamente consigliato, Dara rapisce e ammalia il lettore con la sua scrittura che sa come raccontare l’invidia, il senso di impotenza e inutilità, la solitudine, le preoccupazioni, la paura, in una parola, i sentimenti più intimi che appartengono ad ogni persona, e lo fa con una naturalezza affascinante, avvicinando la tenera imperfezione terrena, propria dell'umanità, alla poetica e splendida perfezione celeste.



Reading Challenge
obiettivo n.30
Un libro in cui il titolo abbia la stessa iniziale del proprio nome.


lunedì 8 gennaio 2018

Recensione: IN PIEDI SULL'ARCOBALENO di Fannie Flagg (RC2018)



"In piedi sull'arcobaleno" è il vivace ritratto delle vite degli abitanti di una semplice cittadina del Missouri:  persone spontanee, generose, curiose, alcune timidissime altre stravaganti ed estroverse, le cui vicende personali e famigliari ci scorrono sotto gli occhi nell'arco di più di quarant'anni, strappandoci sorrisi e regalandoci un pizzico di dolce nostalgia.



IN PIEDI SULL'ARCOBALENO
di Fannie Flagg

Ed. Sonzogno
2002
Elmwood Springs è la placida cittadina di provincia del Missouri in cui le vicende narrate si collocano, e in cui il lettore stesso è invitato a "soggiornare" per conoscere da vicino le tante persone che, di volta in volta, diventano protagonisti dei vari capitoli.
La nostra storia inizia nel 1946 e la voce principale è quella di Dorothy Smith, la vicina di casa che tutti vorrebbero e che, in un certo senso, entra davvero nelle case di tante famiglie ogni giorno attraverso la trasmissione radiofonica che ella conduce comodamente seduta nel salotto di casa sua.
La sua voce allegra e rassicurante dà consigli, racconta aneddoti e fatti del giorno, le cronache locali, novità accadute agli abitanti di Elmwood Springs, ricette..., e in questo modo Dorothy diventa una sorta di amica di tantissime donne, e anche del lettore, che grazie ai suoi racconti impara presto ad affezionarsi ai tanti altri protagonisti.

Sorridiamo nel leggere le piccole avventure del secondogenito di Dorothy (nel cui cuore c'è l'incolmabile dolore di un figlioletto morto in tenera età), Bobby, un ragazzino vivacissimo, sempre alla ricerca di esperienze eccitanti, che odia la scuola e ama far dispetti alla sorella maggiore, la bella e un po' snob Anna Lee, che conosciamo già adolescente, tutta presa da balli scolastici, ragazzi che la corteggiano e bei vestiti.
E poi c'è la "grossa" (nel senso che son tutti messi bene, fisicamente) famiglia di cantanti gospel, gli Oatman, credenti ferventi, costantemente in viaggio per cantare canzoni cristiane lì dove vengono chiamati; la signora Oatman, Minnie, è un vulcano di esuberanza, tutto il contrario di sua figlia Betty Raye, timida a più non posso, che detesta esibirsi in pubblico ma non ha il coraggio di ribellarsi.
Sarà proprio la dolce e comprensiva Dorothy ad ospitare la ragazzina in casa propria e ad instaurare con lei, nel tempo, un sincero rapporto di amicizia, preoccupandosi di Betty Raye, dei suoi veri desideri, ed incoraggiandola a vivere la propria vita in prima persona, senza lasciarsi condizionare da ciò che gli altri vogliono per lei.

Conosciamo altri personaggi, seppur più secondari (su cui ci si sofferma meno che sugli altri): il veterano Jimmy, cui manca una gamba, segretamente innamorato di Betty Raye; Beatrice Woods, la ragazza cieca dalla voce angelica; e ancora Norma, che sfiderà il volere materno pur di godersi il suo amore per il buon Mackey, con cui sogna di invecchiare insieme...

A un certo punto ad Elmwood Springs giunge uno straniero, un giovanotto dall'aria simpatica e aperta: Hamm Sparks, che vende trattori ma in realtà sogna di volare in alto, molto in alto; corteggia la dolce e introversa Betty Raye fino allo sfinimento, e la ragazza accetta di sposarlo.
I primi tempi del matrimonio sono sereni, nascono dei bambini..., fino a quando Hamm non si mette in testa di buttarsi in politica.
Sarà l'inizio della fine, perchè la consapevolezza di piacere alla gente, di vedersi apprezzato attraverso voti, acclamazioni, la bramosia di far carriera, soldi, di avere potere, di potersi divertire come vuole..., finiscono per "sporcare" le belle intenzioni che lo avevano spinto a candidarsi: fare qualcosa di buono e di utile per le persone umili, per quella gente semplice alla quale lui stesso appartiene, e di cui conosce i veri e concreti bisogni.
Ma la popolarità dà alla testa ad uno che, sotto sotto, ha sempre covato ambizioni più grandi di lui, e a poco a poco Hamm commette una serie di scivoloni, che non solo mettono in pericolo il suo matrimonio facendo del male alla povera Betty Raye, ma gli costeranno il prezzo della propria dignità.

E Betty Raye? Starà a guardare mentre il suo sogno di essere felice con poco crolla miseramente a causa di un marito spropositatamente ambizioso e decisamente poco saggio?

L'Autrice dedica un certo spazio ad Hamm e Betty Raye, e assisteremo con soddisfazione al riscatto di quest'ultima, che dimostrerà contegno e un coraggio insospettabile.

Capitolo dopo capitolo, ci vengono presentati svariati personaggi, di cui apprendiamo le preoccupazioni quotidiane, i sogni, i timori, i rapporti con i famigliari, imparando a conoscere ciascuno di essi e il loro carattere; le varie storie narrate si stagliano su uno sfondo che è quello dell'America che va dagli Anni Quaranta ai Novanta (in realtà questi ultimi sono solo accennati), con riferimenti ad alcuni fatti della Storia, quali la guerra in Vietnam, quella in Corea (anni Cinquanta), il tutto narrato con leggerezza, con un tono che sa essere ironico, ottimista, divertente e tenero insieme; non c'è una trama ben precisa, nel senso che alla domanda "Di che tratta questo libro?" non v'è una risposta univoca e inequivocabile.
"In piedi sull'arcobaleno" è come un mega ritratto colorato che si caratterizza per la sua schiera di personaggi simpatici, eccentrici, chiassosi, che ci conquistano per gli episodi esilaranti e ricchi di umanità che li vedono coinvolti, tutti intrecciati tra loro perchè la piccola comunità di Elmwood Springs è una grande famiglia, i cui membri sono pronti ad aiutarsi e sostenersi in qualunque circostanza, e a farlo con l'allegria e la spontaneità che li contraddistinguono.

Un romanzo corale piacevole, la cui lettura mi è sembrata come un lungo pomeriggio trascorso in compagnia di un'amica chiacchierona e deliziosa, che sa intrattenerti raccontandoti ciò che è accaduto a tizio o a caio, davanti a una tazza di the fumante e a fragranti biscotti appena sfornati.




obiettivo 28.
Un libro che nel titolo abbia un elemento meteorologico

domenica 7 gennaio 2018

Prossimi arrivi in libreria (23,25 gennaio - 6 febbraio)



Prossimi arrivi in libreria ❤



NARRATIVA


UNA MAGIA A PARIGI
di Danielle Steel



Ed. Sperling & Kupfer
19.90 euro
372 pp
USCITA
23 GENNAIO 2018
Con la delicatezza che l'è propria, Danielle Steel ci regala un emozionante romanzo sulla magia nascosta nelle nostre vite.


Inizia tutto in una sera d’estate, con quel tipo di magia che si trova solo a Parigi. 
Un gruppo di amici, molto affiatati, partecipa a una cena elegante ed esclusiva. È un evento che si svolge ogni anno, all’ombra dei luoghi simbolo della città e dove tutto è rigorosamente bianco: dal vestito degli ospiti alle tovaglie, dai fiori alla porcellana dei servizi. 
Al termine della serata, quando il sole è ormai tramontato, centinaia di lanterne volanti vengono lanciate verso il cielo, custodi di un desiderio.
Con lo sguardo rivolto verso l’alto, i sei amici le osservano allontanarsi all'orizzonte. Ancora non sanno che ad aspettarli c’è un anno intenso di successi e cadute, sino alla prossima Cena in Bianco.



IL BISTRO' DEI LIBRI E DEI SOGNI
di Rossella Calabrò


Cinque bizzarri quanto speciali protagonisti, ognuno alla ricerca del proprio sogno tra le pagine di un libro. Perché i libri, si sa, sono degli incredibili, splendidi, stupefacenti contenitori di sogni: i sogni di chi li scrive, e i sogni di chi li legge.

Ed. Sperling&Kupfer
USCITA 
6 FEBBRAIO 2018
Nel cuore di Milano c'è un delizioso bistrò, con grandi librerie di legno da cui si affacciano centinaia di volumi e l'aria che profuma di torte. Il posto ideale per rilassarsi sorseggiando del tè o magari, con un calice di vino bianco in mano, chiacchierare, lavorare, e intanto lasciarsi consigliare romanzi, saggi, fumetti da Petra, la proprietaria: quarant'anni da un po' e una disordinata massa di capelli che porta con orgoglio. 
Ogni giovedì sera, nella luce soffusa del suo Bistrò dei Libri e dei Sogni, Petra ospita un corso di Scrittura Creativa.
Con lei, Armando, medico in pensione novantenne, dall'animo frivolo e lo sguardo da bambino, appassionato di tip-tap; Blanche, boccoli in stile Shirley Temple, architetto mancato, di mestiere imbianchina e ideatrice di fiabe; Linda, domestica e babysitter dal sorriso cauto e lo sguardo saggio da divinità inca; e poi lui, Dylan Altieri, l'eccentrico e affascinante insegnante. Alto, dinoccolato, occhi azzurri, viso scarno e capelli folti, appena brizzolati, e l'aria di chi ha sempre occupato posti di comando e che ora ha scoperto la meraviglia di perdersi in un sorso di cioccolata calda, accoccolato in una poltroncina anni Venti di un bistrò. 



LA SCIARPA RICAMATA
di Susan Meissner


Ed. Tre60
16.90 euro
352 pp
USCITA
25 GENNAIO 2018
Una sciarpa, due donne: un secolo le separa, il destino le unisce
Ellis Island, settembre 1911. Dopo aver perso l’uomo che amava, Clara ha scelto di prendersi cura degli emigranti che ogni giorno approdano all’isola, in attesa di ottenere il visto d’ingresso negli Stati Uniti. 
Un giorno, tra le migliaia di persone, un uomo attira la sua attenzione. Ha la febbre, forse è destinato a morire, e non si separa mai da una bellissima sciarpa con un motivo floreale su cui è ricamato un nome: Lily…
 
Manhattan, settembre 2011. Taryn lavora in un negozio di tessuti nell’Upper West Side. Rimasta vedova, è faticosamente riuscita a trovare un nuovo equilibrio e un po’ di serenità. 
Ma non riesce a cancellare il ricordo del giorno in cui le Twin Towers sono crollate, seppellendo suo marito. 
E neppure a cancellare il senso di colpa: lei infatti si è salvata grazie a uno sconosciuto che ora, a distanza di dieci anni, bussa alla sua porta, portando con sé la sciarpa che Taryn aveva quel giorno: una sciarpa antica, con un motivo floreale…




WARLEGGAN. La saga di Poldark
di Winston Graham


Ed. Sonzogno
USCITA
 25 GENNAIO 2018
Tinte fosche, tormenti d’amore, imperituri valori di un eroe d’altri tempi: con il quarto episodio della saga di Poldark prosegue il grande romanzo storico di Winston Graham.


Cornovaglia, 1792. Mentre l’Europa viene spazzata dai nuovi venti di guerra prodotti dalla Rivoluzione francese, sulle coste dell’Inghilterra Ross e Demelza Poldark, dopo un lungo periodo di difficoltà e amarezze, sembrano poter finalmente voltare pagina: lei si prende cura del piccolo Jeremy, e intanto il marito si butta anima e corpo in una nuova avventura mineraria con il cugino Francis. 
L’impresa, però, non è senza rischi e – soprattutto in quell’attività estrattiva che affonda nelle viscere della terra – il successo economico o il collasso finanziario dipendono da una varietà di circostanze, non sempre prevedibili. 
Così, quando il destino colpisce i Poldark con un’inattesa tragedia, la prospettiva della bancarotta si fa più concreta che mai. È in queste drammatiche circostanze che l’antica passione di Ross per Elizabeth torna a divampare, trascinandolo oltre i limiti della ragione, mentre Demelza, umiliata e in preda a sentimenti di vendetta, comincia a cedere all’insistente corteggiamento di un fascinoso ufficiale scozzese. 
Ogni cosa, nelle loro vite, sembra allora poter rovinare da un momento all’altro. Tanto più che l’ombra cupa del potente nemico, George Warleggan, questa volta si allunga fino a lambire le zone più intime e segrete del cuore di Ross.

 

THRILLER/GIALLI


SO TUTTO DI TE
di Clare Mackintosh



DeA Planeta
trad. C. Brovelli
17 euro
USCITA
23 GENNAIO 2018
Personaggi appassionanti, verosimiglianza, e una tecnica infallibile nell’architettare i più astuti colpi di scena: sono queste le qualità che hanno decretato il successo di Clare Mackintosh.

È il solito viso stanco quello che Zoe Walker, madre quarantenne e divorziata di due figli, intravede riflesso nel finestrino del treno che la sta riportando a casa. È un venerdì come tanti, e dopo un’intera settimana trascorsa ad assecondare un capo impossibile, tutto ciò che desidera è accoccolarsi sul divano tra le braccia del nuovo compagno, Simon. Ma mentre sfoglia impaziente e distratta una copia della London Gazette, la sua mano si blocca di colpo. Perché il volto di donna che pare fissarla da quelle pagine gualcite, un po’ fuori fuoco ma inconfondibile in mezzo alle immagini equivoche delle hotline a pagamento, altri non è che il suo. E se i famigliari insistono che debba trattarsi di un errore o di uno scherzo, Zoe non può fare a meno di restarne turbata, anche quando l’indirizzo web che accompagna la foto si rivela inesistente. La sua inquietudine si trasforma in incubo quando, sullo stesso giornale e corredata dal solito indirizzo Internet, appare la foto di un’altra donna, che in capo a pochi giorni viene ritrovata uccisa alla periferia di Londra. Nessuno, nelle forze dell’ordine o in famiglia, sembra disposto a credere che tra l’omicidio e gli annunci del misterioso sito findtheone.com possa esistere un legame. Ma mentre il conto delle vittime sale inesorabile, il sospetto che quella di Zoe non sia semplice paranoia si fa strada nella mente dell’agente Kelly Swift, abile e impulsiva detective in cerca di riscatto.


IL CACCIATORE DI ORFANI
di Yrsa Sigurdardottir


"Il cacciatore di orfani": Yrsa Sigurðardóttir inaugura una serie straordinaria con al centro una coppia di investigatori imbattibile: un poliziotto e una psicologa, un tempo amanti e ora ai ferri corti, costretti a portare a termine la loro indagine più difficile.
Ed. Mondadori
408 pp
19.50 euro
USCITA
6 FEBBRAIO 2018


Una donna viene trovata assassinata in modo brutale: il rituale con cui è stato commesso l'omicidio allude chiaramente a una punizione. 
Ma quale colpa può aver commesso la vittima per meritarsi un tale castigo?
L'unica persona in grado di rispondere è la figlia della vittima, una bambina di sette anni ritrovata nella stanza in cui sua madre è stata uccisa. Ma la bambina non parla.
Fresco di promozione, il detective Huldar si rivolge a Freyja, una psicologa specializzata in traumi infantili, per cercare di raccogliere indizi che solo la bambina può rivelare. 
Freyja è restia a collaborare con Huldar, l'uomo incontrato per caso in un bar e con cui ha trascorso una notte occasionale.
Nel frattempo il killer non smette di mietere vittime e disseminare strani messaggi: una serie di indecifrabili combinazioni numeriche, rivolte particolarmente a un solitario radioamatore.
Perché? Quale oscuro messaggio nascondono?

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