martedì 16 giugno 2015

Recensione: MUORI CON ME di Karen Sander



Un thriller avvincente letto nello scorso weekend e che costituisce il primo romanzo di una serie incentrata sulla coppia investigativa formata dal commissario della Omicidi, Georg Stadler, e dalla psicologa criminale Liz Montario.

MUORI CON ME
(Schwesterlein, komm stirb mit mir )
di Karen Sander

Ed. Giunti
Pagine: 480
Prezzo € 11,90
Uscita: Aprile 2015

Georg Stadler è un commissario di polizia - sezione Omicidi - dalla forte personalità; pragmatico, sveglio, efficiente, si circonda di collaboratori alla sua altezza, che è quella di un uomo cui sai di poter affidare anche l'indagine più tosta perchè tanto lui troverà il modo di risolverla. E tanto per completare il quadro, aggiungo che è anche un 50enne attraente che riscuote un certo successo tra le donne, colleghe comprese.

Elisabeth Montario, detta Liz, è una 30enne dalla chioma riccia e di un rosso accesso, bella e riservata, che lavora come psicologa criminale e, attraverso i profili che traccia di tanti pericolosi assassini, spesso è riuscita a dare una mano alla polizia (dalla quale non sempre è ben vista) per arrestare dei serial killer.

E' proprio per motivi di lavoro che i due si incontrano e vivranno insieme una serie di avventure davvero sconvolgenti.
Come sconvolgenti sono i terribili delitti che popolano questo thriller, che ruota attorno alla ricerca di un terribile e crudele serial killer, che mieterà un bel po' di vittime e tutte assassinate in modo molto cruento.

Il romanzo inizia con una notizia di cronaca che risale al 1996: in un riformatorio, a Siegburg (siamo in Germania) c'è stato un brutto incendio, in cui hanno perso la vita delle persone, tra cui un noto assassino, chiamato lo "strangolatore di ragazzine", un certo Hendrik Vermeeren; ad appiccare l'incendio pare sia stato proprio il giovane assassino.

La scena cambia immediatamente alla pagina successiva e ci ritroviamo 16 anni dopo, nell'ottobre del 2012, con un efferato omicidio che vede vittima una giovane donna, Leonore Talmeier, trovata morta in casa sua, in una condizione davvero orrenda (dettagli: ventre squarciato, con gli organi sessuali mutilati e gli organi interni tirati fuori), di certo opera di una mente perversa da fermare il prima possibile.
Indagando, Stadler scopre che questa donna solo qualche anno prima era un uomo, sottopostasi a un intervento per cambiare sesso; quest'assassinio, Georg è convinto sia legato con uno precedente, cioè quello di un certo Manuel Geismann, un travestito che si prostituiva, anch'egli ucciso brutalmente con modalità che in qualche aspetto rimandano al più recente delitto del transessuale.

Le ricerche di questo moderno Jack lo Squartatore si rivelano da subito complesse, anche perchè Stadler è l'unico a veder collegati i due omicidi; per ricevere conferme sulle proprie intuizioni, interpella Liz, che inizialmente si dimostra restia, un po' perchè sembra quasi non fidarsi del bel commissario, un po' per via di motivazioni personali.
Motivazioni che affondano le proprie radici nel suo passato, quel passato che non la lascia in pace da ormai 16 anni, che ha distrutto la sua vita, la sua famiglia, che ha condizionato drasticamente il suo futuro, compresa la scelta della sua attuale professione.

Sono tentata di dirvi qual è questo segreto terribile che nasconde Liz, ma non lo faccio perchè è il cuore e il nocciolo della questione; però vi svelo che un indizio per capire in che modo il serial killer ha a che fare con la nostra bella psicologa, sta nel titolo originale del romanzo, che letteralmente è "Sorella, vieni a morire con me"
Altro aspetto da sottolineare è che dalle prime pagine apprendiamo che Liz sta subendo da poco delle minacce inquietanti da parte di uno stalker.
"Trovami. Prima che sia io a trovare te". 
Il primo massaggio scritto a macchina e imbucato gentilmente a mano (non a lei personalmente, chiaro, ma sempre in un modo tale da far sembrare lo sconosciuto troppo vicino...) dice così, e Liz non può non esserne spaventata, nonostante il lavoro che fa.

Chi le scrive quei brevi messaggi minatori, che rivelano chiaramente che lo stalker sa lei dov'è, cosa fa, quali parole deve usare per spaventarla? 

Pian piano, insieme alla dottoressa Montario e a Georg, scopriremo che questo stalker è strettamente collegato alla serie di delitti che stanno facendo impazzire la polizia, e per comprendere i quali sarà necessario scavare nel passato proprio di Liz.

In che modo essi sono a loro volta collegati con l'incendio nel riformatorio che ha coinvolto Hendrik Vermeeren e che sembra essere stato appiccato non da lui, bensì da un altro detenuto, un certo Jan Schneider? 
E Liz cosa ha a che fare con Hendrik e Schneider?

Scoprirlo costerà caro tanto a lei quanto a chi le è vicino..., ma sarà purtroppo necessario per giungere alla verità e quindi per cercare di capire come fare per acchiappare l'assassino.

La storia narrata si svolge in un arco di tempo di due mesi, che ci passano avanti giorno per giorno in un ritmo serrato, frenetico, come frenetiche sono le ricerche per fermare il serial killer.
La collaborazione tra il pratico ed acuto Georg e la tormentata e intuitiva psicologa sarà assolutamente fondamentale per sciogliere i nodi intricati di questo caso, che procede capitolo dopo capitolo in modo inesorabile, spietato, conducendoci man mano verso la comprensione di tutti i tasselli (insanguinati) che lo compongono.

I capitoli - che sono scanditi dalle giornate e dagli orari in cui i fatti avvengono, come se fosse una cronistoria dettagliata - sono brevi e quasi sempre terminano con un piccolo o grande colpo di scena, o comunque con una certa dose di suspense che invita a non mollare e ad andare avanti.
La coppia protagonista si troverà costretta a mettersi nei panni dell'assassino, a cercare di capire il perché delle sue azioni, a prevedere quelle future, e anche il lettore è inevitabilmente coinvolto in questo crudele e criptico gioco, che - come dicevo all'inizio - mieterà un considerevole numero di vittime, alcune delle quali recheranno un dolore personale alla povera e già scossa Liz.

Infatti, se è vero che Georg e colleghi rischieranno non poco in questo caso, quella che ci rimetterà di più, da diversi punti di vista, è proprio Liz, che dovrà ritornare a quel passato doloroso che aveva inutilmente cercato di cancellare, di cambiare, come si può cambiare un cognome o una città...

Ma certi fantasmi sono più vivi e reali di quanto crediamo e Liz sarà costretta a realizzarlo sulla propria pelle, andando a ripescare i forti sentimenti sepolti per un fratello ormai morto da tanti anni, e affrontando faccia a faccia ed una volta per tutte i propri sensi di colpa.

Un thriller ben costruito, intrigante, con tanti colpi di scena, con inevitabili particolari crudi ed efferati degni dei più noti film/serie tv thriller, da Il silenzio degli innocenti a CSI Miami, che quando inizi a vederli devi arrivare alla fine, anche se alcune cose ti fanno un po' "impressione".

Durante la lettura la tensione narrativa (ed emotiva) è sempre sostenuta, anche se ho avvertito, giunta verso il finale, un che di "frettoloso", quanto meno rispetto a tutta l'ansia e all'agitazione provata in itinere. Ma questa è una percezione soggettiva, ci mancherebbe, che non toglie nulla alla mia valutazione assolutamente positiva di questo thriller che mi è piaciuto molto e che consiglio, in particolare agli appassionati del genere.

2 commenti:

  1. Ho letto Muori con me qualche mese fa e ho fatto più o meno le tue stesse valutazioni. Mi fa piacere che ti sia piaciuto come è successo a me ^_^

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    Risposte
    1. si, direi che è un bel thriller!!

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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