martedì 4 agosto 2015

Recensione: L'AMORE GRAFFIA IL MONDO di Ugo Riccarelli



Buon pomeriggio amici e lettori!
Il blog sonnecchia un po', ahimè...; saranno le alte temperature che m'ammazzano? Probabile, ma almeno le mie letture proseguono..., lentamente, ok, ma proseguono.
Terminato proprio pochi minuti fa:

L'AMORE GRAFFIA IL MONDO
di Ugo Riccarelli


Ed. Mondadori


La storia di Signorina ha inizio nel periodo precedente il secondo conflitto mondiale; la protagonista è la figlia minore di Delmo, fiero capostazione, e Maria, una donna taciturna, tutta presa dalle incombenze domestiche e famigliari, da lei assolte con diligenza, con immancabili brontolii e innumerevoli giaculatorie.
Maria sposa Delmo dopo che questi diventa vedovo, con figli a carico, di cui sarà poi la seconda moglie a prendersi cura.
Sono gli anni in cui i rumori di un'imminente guerra si fanno sempre più vicini ma prima di arrivare alla paura delle bombe, ad accompagnare la vita di Signorina e della sua famiglia, ci sono i fischi dei treni, che si fermano e passano per la vicina stazione, spettatrice rumorosa e familiare della vita dei nostri personaggi.
Personaggi semplici, che vivono la propria esistenza aggrappandosi alla propria forza, al proprio carattere, ai propri sogni.
C'è il capofamiglia, Delmo, un uomo di poche parole, che a modo suo si occupa della famiglia e cerca di tenere i propri figli "in riga", magari con atteggiamenti duri e severi, che però celano comunque una bontà di fondo.
E se i figli maschi sembrano non dare problemi - se non quelli dovuti al doversi arruolare in guerra  -, a crearne è la figlia femmina maggiore, Ada, che non resiste all'idea di viversi appieno il suo primo grande amore, Mario, sfidando anche l'autorità paterna pur di sentirsi libera di vivere come le pare.
Ma non sempre i sogni romantici di una giovane donna inesperta trovano la loro giusta soddisfazione...

E la piccola Signorina - che deve il nome proprio alla locomotiva*  - guarda ogni cosa con il suo sguardo attento, confidando pene e speranze alla sua più cara amica, l'oca Armida.
Finchè un giorno, proprio in stazione, riceve per caso quello che sarà il più grande dono della sua vita: un uomo dagli occhi sbilenghi e dal linguaggio strano e sconosciuto, sceso dal treno, vede la piccola e realizza per lei, sul momento, come per magia, un abitino per la sua bambola.
Quel gesto veloce e creativo resterà per sempre impresso nella memoria di Signorina e instillerà in lei la capacità meravigliosa di creare abiti e modelli bellissimi, una promessa stilista, insomma, come ben presto le sarte con cui lavorerà si renderanno conto.
Un lavoro che potrebbe essere il futuro di Signorina, che ha un sogno nel cassetto: aprire un atelier di abiti confezionati dalle sue mani d'oro, fini ed eleganti, che risaltino chi li indossa.
E quando Beppe, un giovanotto forse non proprio bellissimo ma che a suo modo le dà sicurezza, la chiederà in sposa promettendole di "farle fare una vita da signora", Signorina non sta in sè dalla gioia e si lascia andare a questo amore con entusiasmo, ma pure con un pizzico di timori e dubbi...

I due sposi si trasferiscono a Torino; la nostalgia per la vecchia casa vicina alla stazione è tanta, come pure il senso di smarrimento al cospetto di sconosciuti che parlano un dialetto incomprensibile, ma Signorina sa di dover seguire ed amare il proprio uomo incondizionatamente ed infatti gli resterà accanto sempre e fedelmente.
Quale delusione però nel constatare che le promesse di Beppe, di avere una vita agiata e senza problemi, si rivelano infondate, perchè il suo sposo è letteralmente coperto di debiti!
Superato lo sconforto iniziale, per essersi trovata di fronte a problemi che non avrebbe mai immaginato fossero dietro l'angolo, Signorina mostrerà una grandissima determinazione e una capacità di affrontare i problemi del marito (che son diventati anche i suoi) che suscita tutta l'ammirazione del lettore, il quale non può che restare colpito dall'atteggiamento pragmatico di questa donna, che mette da parte i propri sogni di stilista per dare priorità alle cambiali da pagare e alla necessità di "inventarsi" un lavoro che rimetta in sesto la loro condizione economica.
La consapevolezza dell'arrivo di un figlio, proprio quando i debiti sono ancora tanti, inizialmente sconvolge Signorina, che però saprò farsi carico di questo bambino sempre con coraggio, senza perdere di vista il proprio ruolo di moglie, dando il proprio grande contributo anche nel lavoro del marito.

E dentro di lei la piccola vita intanto cresce e l'Autore ci regala dei momenti in cui ci sembra di essere lì con il piccolo nella pancia della mamma, un luogo riparato dal quale Ivo sente e regista tutto, rumori e "scossoni"; ma arriva anche per lui il fatidico momento della nascita, che sarà accompagnata dalla scoperta di un piccolo dalla salute cagionevole, dal respiro corto e affannato, faticoso.
Ivo è un bimbo bisognoso di cure e attenzioni, che darà non poche preoccupazioni a papà Beppe e mamma Signorina, che sarà sempre in bilico tra il reagire con la sua ormai nota forza di carattere e il crollare davanti a questa vita che sembra non volerle togliere serenità...
Una vita che graffia, ferisce, a volte mette in ginocchio, destabilizza... ma che vedrà Signorina sempre in grado di rialzarsi, perchè ciò che la muove è l'Amore, un amore in grado di sacrificarsi, di dare, di combattere, che restituirà al suo Ivo l'opportunità di rinascere, senza più il suo respiro corto e debole.

"L'amore graffia il mondo" è l'ultimo romanzo di Ugo Riccarelli e con la quale l'autore vinse il Premio Campiello nel 2013, che però gli fu assegnato quando già era deceduto..
E' un romanzo scritto con delicatezza e poesia eppure così ancorato alla realtà degli anni della guerra, da farcene sentire tutta la nostalgia, da far arrivare fino a noi - come se li sentissimo e vedessimo - i rumori dei treni, l'angoscia di Signorina per le bombe, le sue mani d'oro nel realizzare vestiti, le sue urla di dolore davanti alle sofferenze del suo bambino.

Il lettore legge queste pagine e fa un tuffo nel passato, assaporando ogni parola, ogni scena descritta e immaginata, e restando affascinato da questo personaggio femminile che ha vissuto per gli altri ma che ogni tanto aveva bisogno di ritrovare la "se stessa dimenticata per troppo tempo a prendere polvere sul ripiano di uno scaffale, sommersa e nascosta dalle mille incombenze che l’amore l’aveva obbligata ad affrontare.".

Molto bello, non posso che consigliarlo!!

* Le locomotive a vapore del gruppo 625 FS sono macchine a vapore destinate ad impiego misto merci/viaggiatori su linee acclivi, prodotte per conto delle Ferrovie dello Stato all'inizio del XX secolo. Venivano soprannominate Signorine, per la linea aggraziata e le dimensioni compatte, oltre che per il fatto che all'inserimento in curva "sculettassero" (Wikipedia).

2 commenti:

  1. Bravissima cara Angela! Hai saputo trasmettere, con la tua recensione, tante emozioni. La crudelatà della vita è, a volte, una dura realtà che le donne, forti e orgogliose, riescono a fronteggiare. Lettura molto interessante :)

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    Risposte
    1. grazie cara! a mio avviso è un autore da conoscere!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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