sabato 8 luglio 2017

FURORE di John Steinbeck: curiosità e citazioni



Dopo avervi espresso il mio punto di vista su "Furore" di Steinbeck, permettetemi di condividere con voi qualche curiosità su di esso.



  • Partiamo dal titolo: THE GRAPES OF WRATH, letteralmente "i grappoli dell'ira", che riprende il seguente verso dell'inno The Battle Hymn of the Republic, di Julia Ward Howe:

"I miei occhi hanno veduto la gloria della venuta del Signore:Egli spreme la vendemmia dove sono accumulati i grappoli dell’ira"

A sua volta esso rimanda ad Apocalisse 14:19-20: "E l’angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò le uve nel gran tino dell’ira di Dio. E il tino fu calcato fuori della città, e dal tino uscì del sangue che giungeva sino ai freni dei cavalli, per una distesa di milleseicento stadi.".

  •  Steinbeck impiegò esattamente cinque mesi a scriverlo.
  • Prese ispirazione da una serie di articoli pubblicati nell'ottobre del '36 sul San Francisco: essi documentavano le condizioni di vita di migliaia di persone che, spinte da offerte di lavoro, aveva lasciato il Midwest per andare in California.
  • Arrivò in libreria nell'aprile del 1939, in America; vendette  mezzo milione di copie nel corso del primo anno.
  • Fu accusato di caldeggiare il sionismo.
  • In California (ma non solo) fu bandito perchè faceva "propaganda comunista".
  • Nel 1940 dal romanzo è stato tratto l'omonimo film, con Henry Fonda.
  • Bruce Springsteen ha scritto una canzone ispirandosi a Tom Joad: "The Ghost of Tom Joad".
  • In Italia, nel 1940, in pieno regime fascista, il Ministero di Cultura Popolare si accanisce contro questo libro in quanto sovversivo e opera numerose censure sulla prima traduzione, quella ad opera di Carlo Coardi (edita da Bompiani).
  • Oltre a numerose citazioni tratte dalle Sacre Scritture, sono citati due libri: "Il pellegrinaggio del cristiano" di Bunyan, e "La rivincita di Barbara Worth"di Harold Bell Wright (1911).

Qualche citazione:


"Uno s'abitua a dove vive, e fa fatica a andarsene" (...). Uno s'abitua a come pensa, e fa fatica a cambiare. ".

"Macchè finita," disse Ma' con un sorriso. "Non è finita per niente, Pa'. E c'è un'altra cosa che sanno le donne. Me ne sono accorta. Per l'uomo la vita è fatta a salti: se nasce tuo figlio e muore tuo padre, per l'uomo è un salto; se ti compri la terra e ti perdi la terra, per l'uomo è un salto. Per la donna invece è tutto come un fiume, che ogni tanto c'è un mulinello, ogni tanto c'è una secca, ma l'acqua continua a scorrere, va sempre dritta per la sua strada. Per la donna è così ch'è fatta la vita. La gente non muore mai fino in fondo. La gente continua come il fiume: magari cambia un po', ma non finisce mai".

"Le donne guardavano gli uomini, li guardavano per capire se stavolta sarebbero crollati. Le donne guardavano e non dicevano niente, E quando gli uomini erano in gruppo, la paura spariva dai loro volti e la ravvia prendeva il suo posto. E le donne sospiravano di sollievo, perchè capivano che andava tutto bene: il crollo non c'era stato e non ci sarebbe mai stato nessun crollo finchè la paura fosse riuscita a trasformarsi in furore".

2 commenti:

  1. Sono sempre interessanti queste curiosita!

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    1. Si, e quando il libro è piaciuto è interessante conoscerle!!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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