domenica 23 luglio 2017

Recensione: LA SOVRANA LETTRICE di Alan Bennett



Un libro molto breve ma delizioso per la sottile e piacevole ironia che lo attraversa e con la quale l'Autore ci offre il ritratto di una regina Elisabetta in veste di "lettrice accanita", che in età avanzata trova nella letteratura una valida "compagna di viaggio".


LA SOVRANA LETTRICE
di Alan Bennett


The Uncommon reader 
Ed. Adelphi
95 pp
2007
Quasi per caso e sulla soglia della veneranda età degli 80 anni, la regina d'Inghilterra, Elisabetta II, fa una scoperta che le cambierà (in meglio!) l'esistenza: i libri, la letteratura.
Cosa c'è di singolare e inopportuno nell'avere la passione per la lettura? Nulla!
Ma se a scoprire d'improvviso quest'hobby e a volerlo coltivare come, dove e quando vuole è niente meno che la sovrana inglese... e beh, forse qualcosa di strano potrebbe esserci.
E sì, perchè una regina non può dedicarsi anima e corpo ad un'attività che, per quanto apparentemente innocua, non è però in sintonia col suo ruolo istituzionale.
Un sovrano ha ben altre (ed alte) incombenze di cui impicciarsi, altro che ficcare (letteralmente) il naso tra le pagine di un volume preso dalla biblioteca degli Windsor e "perdere" il proprio tempo a leggere, leggere e ancora leggere...
Ma leggere cosa e chi, poi?
Tutti i funzionari vicini alla casa reale, tra cui il primo ministro, sono esterrefatti: la regina ha preso questo viziaccio - al quale ha contribuito un ragazzotto poco colto e bruttino, impegnato in cucina, che a sua volta ha la passione per la lettura - di punto in bianco e adesso non pensa che ai libri che sta leggendo o a quelli che ha intenzione di leggere, col risultato che ovunque va, tiene sempre un libro in borsetta, per emergenza, nel caso ci fossero dei "tempi morti" durante le uscite ufficiali, che lei puntualmente riempie a suon di pagine scritte.
E come se ciò non fosse sufficiente, s'è messa in testa pure di condividere le sue letture con chi la circonda, arrivando a chiedere a chicchessia se ama leggere, cosa legge di solito e se ha mai letto quel tale libro e quel tale autore...

Insomma, una follia! Una cosa oltremodo imbarazzante!!
L'austera sovrana, nota per essere un tipo discreto e riservato, poco propensa alle chiacchiere, dal volto tendente più al serioso che al gioioso, si è scoperta lettrice compulsiva dall'oggi al domani, e non ha alcuna intenzione di tener nascosta questa sua bizzarra passione che pian piano sembra alienarla dalla realtà di corte, renderla distratta verso l'etichetta, insofferente verso gli impegni istituzionali..., tanto da mettere in allarme tutti circa la salute dell'anziana regina: ma non è che sotto sotto sta cominciando a perdere qualche venerdì? Un inizio di Alzheimer, magari?

Ma non sanno quanto si sbagliano coloro che malignamente ridacchiano e scuotono il capo davanti all'amore, scoperto troppo tardi (e per questo Elisabetta prova rimpianto), per la letteratura, che le sta aprendo la via verso la comprensione di un mondo interiore che mai fino ad ora ella aveva esplorato.
Sì perchè leggere ha tanti benefici, tra cui quello di maturare una maggiore empatia, una più spiccata sensibilità verso chi ci è intorno, verso i loro pensieri, stati d'animo; la regina scopre la bellezza di prendere appunti, di riflettere, di fare considerazioni su cose semplici ma non per questo sciocche, alle quali non aveva mai davvero pensato.
Insomma, leggere arricchisce e inevitabilmente cambia il lettore appassionato, e questa graduale metamorfosi coinvolge anche la "sovrana lettrice", che - infischiandosene della perplessità della corte, delle reazioni seccate e falsamente accondiscendenti del primo ministro e degli altri funzionari - comincia a mostrare un atteggiamento più aperto ma anche sorprendentemente ironico, critico, provocatorio.
La lettura sta offrendo alla regina l'opportunità di essere ciò che finora ha dovuto mettere da parte per adempiere rigidamente un ruolo deciso dalla storia, dalle regole della monarchia: un essere umano.

Sarà lasciata libera di coltivare questa passione senza essere ostacolata dal proprio ruolo e da ciò che gli altri si aspettano da lei?

L'epilogo stupisce il lettore per l'originalità e la simpatia, ma in realtà è tutto il libro a stupirci per lo stile e la classe con cui è scritto: in poche pagine Bennett sfodera tutto l'umorismo britannico di cui è capace, la sua sagacia, la sua verve per parlarci di un personaggio non inventato - e non uno qualunque! -, unendo l'elemento reale con quello verosimile e/ fittizio per mostrarci come i libri siano strumenti potenti, al pari di "un ordigno" capace di "infiammare l’immaginazione”.
E' una lettura che sembra una pièce teatrale, piacevolissima, che strappa sorrisi e dà un pizzico di buon umore; non solo, ma mi ha fatto sentire - almeno su carta e "per gioco" - vicina alla regina lettrice, perchè anche lei (tra le altre cose) va a sbattere contro l'indifferenza e la perplessità di chi proprio si ostina a non voler capire perchè un lettore ami i libri tanto da tenerne uno sempre a portata di mano per non rischiare di restarne senza in determinati momenti della giornata.
Elisabetta, una di noi!, viene da pensare leggendo questo scritto di Bennett, consigliato e ideale come lettura estiva perchè, pur essendo non impegnativa e veloce, è tutt'altro che banale, anzi offre diversi spunti di riflessione.



2 commenti:

  1. Ciao Angela, ricordo di aver visto una puntata di "Per un pugno di libri" incentrata su questo romanzo, dalla trama particolare e dal messaggio veramente bellissimo!
    Buona domenica :-)

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    Risposte
    1. Effettivamente è stata una piacevole scoperta 😉

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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