lunedì 2 febbraio 2026

Recensione: L'ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA di Tiffany McDaniel

 

È il 1984 e una cittadina dell'Ohio, Breathed, soffoca per il caldo eccessivo, che sembra rendere le persona più sensibili, più irritabili, forse anche più sospettose.
In un clima rovente, chiuso e pieno di paure e pregiudizi, germoglia un'amicizia tanto singolare quanto forte tra due ragazzini, di cui uno dice di essere il Male per antonomasia, ma forse è solo il riflesso di quello già presente ma silente.


L'ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA
di Tiffany McDaniel



Ed. Blu Atlantide
384 pp
trad. L. Olivieri
"...chi ero io? Chi sono io? Il ragazzo che incontrò il diavolo e l’inferno in un colpo solo. Non dico che fu colpa di Sal. È ovvio che non fu affatto colpa sua. Fu colpa di papà."

Fielding Bliss è ormai un vecchio solo, burbero e irascibile, la cui mente e il cui cuore sono fermi a tanti anni prima, a quando era solo un ragazzino e la sua vita, nell'arco di poco tempo, ha preso una discesa inimmaginabile, drammatica e inesorabile. Tutto è accaduto nella torrida estate del 1984 e ha avuto inizio da una stupidissima e assurda lettera che suo padre, lo stimato avvocato Autopsy Bliss, ha inviato nientemeno che al diavolo in persona, chiedendogli di presentarsi davanti a lui.

"Sì, Breathed era davvero la cicatrice del paradiso perduto, e sotto quella cadenza impastata di burro e farina, il fischio sibilante della città confluiva nel vento, ti induceva al silenzio e a intuire la presenza dei serpenti. Dicono che in tutta Breathed fui io il primo a vederlo. Mi sono sempre chiesto se le cose andarono proprio così. Se invece di essere il primo a incontrarlo non fossi stato soltanto il primo a fermarmi."

A rispondere al bizzarro invito è un ragazzino di tredici anni, nero, con indosso una salopette di jeans, con le spalle segnate da brutte cicatrici come ali recise e con gli occhi pieni di una saggezza antica e magnetica, così stonata sulla bocca di un quasi adolescente mingherlino e goloso di gelato.

Questo ragazzo dice di chiamarsi Sal e di essere appunto il diavolo, ragion per cui si è presentato davanti al tribunale di Breathed per rispondere all'appello di Autopsy.

Ad accoglierlo c'è un altro ragazzino, poco più piccolo: Fielding Bliss, figlio di Autopsy, e - benché i modi di parlare ed atteggiarsi del nuovo arrivato rendano Fielding perplesso - con quella spensierata spontaneità che contraddistingue la loro età, i due stringono da subito un legame fraterno, che diventerà di giorno in giorno più profondo.

Poiché Sal non rivela né il proprio cognome né le proprie origini (o meglio, lo fa ma insiste nel ribadire di essere il diavolo), Autopsy e lo sceriffo si convincono che sia un trovatello, probabilmente è stato rapito o è scappato di casa, chissà, ma di certo avrà dei genitori che lo stanno cercando.

Ma nessuno si fa avanti per reclamare Sal come figlio o fratello, così egli va a vivere con i Bliss, in attesa di novità.

L'arrivo di questo ragazzo di colore che parla con gli adulti come fosse un loro pari, con una calma, una sicurezza e una saggezza che tanti dei suoi interlocutori - più grandi di lui - neanche possiedono, si attira con facilità e velocemente i primi sguardi pieni di sospetto.

Perché Sal, pur avendo un aspetto inoffensivo e ordinario, spaventa.
Inquieta, lascia attoniti, rapiti e senza parole.
Perché Sal, quando si rivolge alle persone attorno a lui,  parla come se scavasse dentro di loro, negli angoli più remoti e oscuri della loro anima; con quella sua voce ferma e placida, è capace di svelare dettagli, paure, insicurezze, traumi, peccati di ognuno e di lasciare, quindi, l'altro di sasso, come se qualcuno gli fosse appena entrato nell'anima e vi avesse letto ogni cosa, bella e brutta.

È come se questo ragazzetto magro e senza famiglia né nome sapesse tutto di tutti, pur essendo un estraneo lì a Breathed.
Parlare con lui e ascoltarlo mentre "fotografa" quello che appartiene alla storia personale dell'interlocutore di turno, sconcerta.
Fa paura.

Chi diavolo è questo Sal?
E se davvero fosse ciò che afferma di essere?
Ma com'è possibile che il diavolo piombi in una cittadina americana, rurale, piccola, pacifica al limite del mortorio, nelle vesti di un nero poco più che bambino, dallo sguardo penetrante e indagatore, che sembra passarti ai raggi X e conoscerti meglio di quanto tu sia disposto ad ammettere?

Sal si approccia a tutti - ragazzine, donne giovani e mature, anziani e ragazzi - con una compostezza che ha del sovrannaturale, troppo strana per la sua età, eppure è così e questo provoca, in breve, due tipi di reazione: o una perplessità che sfocia nell'ammirazione (con Sal si può dialogare come fosse un adulto, non è capriccioso, superficiale, impreparato) o una che porta dritta alla diffidenza.
E quando la diffidenza imbocca la brutta strada del pregiudizio, della superstizione, del fanatismo religioso cieco e ignorante, arrivare all'odio più mostruoso - diabolico! - è quasi una tappa obbligata.

Ed è così che in quella maledetta estate del 1984, quando un'ondata di caldo anomalo bruciò Breathed trasformandola in una pentola a pressione, una serie di eventi drammatici e funesti comincia a verificarsi, a macchiare la tranquilla cittadina dell'Ohio di tensioni, perdite improvvise, paure irrazionali e odio.
Tanto odio.

"La paura si fece affilata per potersi meglio intrufolare nelle nostre case, fin negli angoli più sicuri delle nostre vite ordinate."

Sal rischia di diventare il capro espiatorio perché, visto che lui dice di essere l'angelo caduto e traditore, chi altri c'è se non lui dietro a tutti gli eventi inspiegabili e tragici che stanno tormentando gli abitanti di un posto che, fino a prima che lui arrivasse, era quasi un paradiso in terra?

Così, il caldo febbrile e i mormorii di alcuni cittadini cominciano a serpeggiare con sempre maggiore insistenza e violenza, manipolando le menti e facendo credere che Sal sia la causa di tutto. 

Fielding e la sua famiglia amano Sal come se fosse un fratello/figlio e lo vedono per ciò che è: un ragazzo e nulla più.
Sì, ok, a volte è davvero strano e sembra sapere cose che nessuno gli ha raccontato prima, ma è e resta pur sempre un ragazzino, per di più amico e ospite di una famiglia rispettabile come i Bliss.

I cittadini di Breathed potrebbero mai arrivare a fargli del male?

"Nessuno ti prepara all’odio. A diventare bersaglio dell’ira e di un fuoco di insulti. A dover sopravvivere al marchio della colpevolezza, malgrado la propria innocenza."

Intanto, anche i Bliss si ritrovano a lottare con i propri demoni personali, perché al di là dell'onestà e della moralità (assolutamente sincere) del capofamiglia, anche in questa casa ci sono piccoli segreti e paure che ne offuscano la felicità. La mamma di Fielding vive in una condizione costante di timori e fragilità e suo fratello maggiore, Grand - idolo ed eroe di Fielding - nasconde dei lati di sé che nessuno sospetta.

La sola presenza di Sal in casa Bliss basta a farli emergere, a far uscire il pus dalle ferite, a svelare cose  che si cercava di tener nascoste perché lasciarle uscire alla luce avrebbe portato problemi, condanna e giudizi impietosi da parte degli ipocriti e dei benpensanti.

La catastrofe è in arrivo e travolgerà la sonnacchiosa, anonima cittadina, aprendo una grande lacerazione che neppure il trascorrere del tempo potrà ricucire.
 
L'estate che sciolse ogni cosa è un romanzo molto coraggioso e originale, che sorprende e spiazza il lettore gettandogli addosso diverse sensazioni: amarezza, dubbio, impotenza, rabbia, tenerezza, straziante malinconia, solitudine, infelicità, rimorso...

Pur potendo inserirlo tra i romanzi di formazione, esso va oltre questa etichetta, essendo intriso di realismo magico, di un fascino gotico e misterioso; la storia narrata ha un che di surreale ed è inevitabile considerando il personaggio di Sal, che è davvero insondabile, enigmatico e che lascia, dall'inizio alla fine, molte domande cui non è detto che si riesca a trovare delle risposte.

Le vicende personali e famigliari dei Bliss sono incastonate in questa zona sperduta che parrebbe idilliaca ma che in realtà cova al suo interno del marcio, tanto da divenire terreno fertile per la discriminazione, la paura e il pregiudizio verso ciò che non si conosce, la manipolazione e l'isteria di massa, il fanatismo religioso spacciato per devozione.

È davvero Sal a portare il male e la disgrazia a Breathed o essi vi erano già ed è bastato poco perché affiorassero in tutta la loro ferocia?

Pur avendo avuto all'inizio qualche incertezza nell'immergermi nella storia - proprio perché non riuscivo ad inquadrare Sal e cercavo di comprenderlo in modo razionale, mi chiedevo se stessi leggendo una favola o qualcosa di realistico, quanto ci fosse di allegorico e di letterale  -, proseguendo mi sono lasciata trascinare dalla scrittura densa e viscerale della McDaniel, ricca di metafore, tenera e tragica, onirica e poetica anche nel descrivere la ferocia e la brutalità di cui è capace l'essere umano, e sono riuscita ad "entrarci dentro".

Mi è piaciuto molto, è un romanzo particolare.



Alcune citazioni

"A volte le cose che crediamo di udire non sono altro che i nostri mutevoli bisogni."

"La lacrima di un fratello è capace di segnare un solco sulla pelle come il più affilato dei pugnali."

"Il dolore è la conoscenza più intima. Vive dentro di noi, nelle nostre viscere, toccando tutto ciò che fa di noi ciò che siamo. Reclama le nostre ossa, impera sui nostri muscoli, s’impenna davanti alla nostra forza, e poi scompare. L’arte del dolore è nel suo tocco. Come pure il suo orrore."

"...quando si rompe qualcosa di cui nessuno si cura troppo, si creano delle ombre che prima non c’erano. (...). Dio mio, quante ombre sono state create. Piccoli lembi d’oscurità che d’improvviso, insieme, sembrano più grandi (...). È questo il guaio delle cose in pezzi. La luce muore e si fa sempre più tenue e le ombre… Quelle vincono sempre, alla fine".

"Abbiamo conosciuto la stessa tumefazione del dolore, ci siamo fatti la stessa domanda, tante e tante volte: Cos’ho fatto per meritarmelo? Non c’è possibilità di fraintendimento tra noi. Abbiamo vissuto lo stesso naufragio. È solo che dovevamo ancora incontrarci e liberarci insieme dei rottami."

"Sperare significa cedere alla seduzione della leggenda che ci viene offerta una seconda possibilità nella vita."

"Non eravamo che un mucchio di solchi e di colpi, incavi e tasche di tenebre, in cui si addensava tutto quel buio che aleggiava intorno a noi."

"Nel mio ricordo trasmettono sempre l’incantata ballata della giovinezza degli Alphaville, Forever Young."






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